Posillipo

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Posillipo
Vesuvio visto da Posillipo con il pino di Napoli
Vesuvio visto da Posillipo con il pino di Napoli
Stato Italia Italia
Regione Campania Campania
Provincia Napoli Napoli
Città CoA Città di Napoli.svg Napoli
Circoscrizione Municipalità I
Altri quartieri Chiaia
San Ferdinando
Superficie 5,17 km²
Abitanti 23 673 ab. (2001)
Densità 4 578,92 ab./km²
Nome abitanti Posillipini
Patrono Santo Strato
Giorno festivo 17 agosto
Mappa dei quartieri di Napoli
Mappa dei quartieri di Napoli

Coordinate: 40°48′20″N 14°12′12″E / 40.805556°N 14.203333°E40.805556; 14.203333

Luna che si specchia sul mare di fronte a via Posillipo.
« Questa felicità non ha ancora del tutto abbandonato Napoli. Le abbaglianti strade bianche conducono a Posillipo, e la veduta che si apre sulle forme vulcaniche del capo Miseno e dei Campi Flegrei si fondono col sapore della polvere sottile e dell'umidità amaro-salata del vento del mare »
(Pavel Pavlovic Muratov[1])

Posillipo (Pusilleco in napoletano) è un borgo residenziale collinare della città di Napoli, frazione fino al 1925 e solo da allora integrato amministrativamente come quartiere cittadino.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo nome deriva dal greco Pausilypon che letteralmente significa "tregua dal pericolo" o "che fa cessare il dolore"[2], denominazione legata al panorama che si godeva anche tremila anni fa da questa zona di Napoli.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Posillipo figura già nelle fonti degli antichi Greci, i primi ad abitare il promontorio allora interamente ricoperto da rocce e alberi. Sono presenti rovine Romane vicino alle rive nonché in prossimità del punto più alto della collina; è possibile vedere i resti delle aperture che ventilavano il tunnel che conduceva alla residenza di Publio Vedio Pollione. Sono presenti anche i resti di un anfiteatro. Con il termine dell'età antica la popolazione di Napoli si chiuse nella cinta fortificata e l'intera zona cadde in declino, del tutto preda delle invasioni barbariche e dell'incuria.

In età moderna, l'area rimase sostanzialmente sottosviluppata fino alla costruzione della via Posillipo tra il 1812 e il 1824. La strada comincia al porto di Mergellina e si estende lungo la costa, quasi parallelamente alla riva.

Buona parte della zona ha subito pesanti ricostruzioni in seguito alla Seconda Guerra Mondiale, ma ha conservato diversi edifici storici, tra cui Villa Rosebery, oggi residenza di proprietà del Presidente della repubblica.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

I resti della Villa di Pausilypon e del Teatro

Sulla punta di capo Posillipo si trova il Parco sommerso di Gaiola, istituito nel 2002 congiuntamente dai Ministeri dell'Ambiente e dei Beni Culturali, nelle acque che circondano gli isolotti della Gaiola, si estende dal porticciolo di Marechiaro alla Baia di Trentaremi, con finalità di protezione sia Archeologica che Ambientale. Altro importante sito è la Villa Imperiale di Pausilypon, dove, tra uno dei panorami migliori del Golfo, è possibile ammirare anche i resti dell'imponente Teatro e di alcune sale di rappresentanza. Un ulteriore motivo d'orgoglio è rappresentato dal singolare Mausoleo Schilizzi, uno dei migliori esempi italiani dello stile architettonico neoegizio, che ora assolve alla funzione di monumento ai caduti delle due guerre mondiali.

Trasporti e viabilità[modifica | modifica wikitesto]

La collina di Posillipo è attraversata da quattro strade principali quasi parallele: via Posillipo che corre parallela alla costa da Mergellina fino a capo Posillipo, via Francesco Petrarca (già "via Panoramica") in posizione più elevata con caratteristiche vedute sul golfo di Napoli e sul Vesuvio, le antiche vie del Marzano e Porta Posillipo (l'una di seguito all'altra) e via Alessandro Manzoni (già "via Patrizi"). È da segnalare la via Pascoli che dal quadrivio del Capo di Posillipo conduce all'antico casale Altra arteria importante è Via Orazio che, passando per via Petrarca, collega Mergellina col rione di "Porta Posillipo", nella parte alta del quartiere. In questa strada c'è il belvedere dove si trovava il famoso pino di Napoli, simbolo dell'oleografia napoletana del XX secolo. La parte collinare del quartiere di Posillipo è collegata verticalmente dalla Funicolare di Mergellina,celebre opera urbanistica e d'ingegneria (elogiata nei versi di Salvatore Di Giacomo nella targa marmorea al suo ingresso) la cui edificazione dava il via all'urbanizzazione dell'area collinare intorno agli anni trenta. Essa prende inizio dall'omonima area litoranea di Mergellina e conduce sull'apice della collina (via Manzoni) fermando in altri 3 punti, "S. Antonio" in prossimità dell'omonimo santuario, "S. Gioacchino" nel cuore di via Orazio e "Parco Angelina" in prossimità di via Stazio e via Giovenale.

In particolare, in via Petrarca il comune dovette istituire un servizio di vigilanza perché gli automobilisti alla guida rallentavano in maniera consistente per poter guardare il panorama, intasando così il traffico veicolare. Il problema fu risolto istituendo dei parcheggi ed una lunga terrazza panoramica.[3] Tra le quattro strade, via Posillipo presenta il più alto numero di fabbricati antichi, mentre le altre tre sono state intensamente interessate dalla massiccia edificazione cittadina dell'ultimo dopoguerra, pur non raggiungendo gli eccessi di altre aree del comune. Numerosi sono i ristoranti presenti sull'intera collina.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Nel quartiere di Posillipo si trovano diversi villaggi: Villanova di Posillipo (ovvero Porta di Posillipo), Casale di Posillipo, Santo Strato, e il più conosciuto di tutti Marechiaro, con il caratteristico "Scoglione".
Vi sono inoltre numerosi monumenti e località di interesse storico-artistico: il Parco Virgiliano (già Parco della Rimembranza); importanti ville sul mare come Villa Rosebery, residenza estiva del Presidente della Repubblica italiana; costruzioni romane che permettevano, attraverso una galleria detta Grotta di Seiano, di raggiungere i porti romani di Pozzuoli, Portus Julius e Miseno. Dal 1912 in questo quartiere risiede il Pontificio Seminario Campano Interregionale, di grandissima importanza per i seminaristi della provincia ecclesiastica campana e di molte diocesi situate sul territorio delle regioni confinanti.

Confina ad ovest con i quartieri di Bagnoli e di Fuorigrotta e ad est con il quartiere Chiaia. A sud affaccia sul golfo di Napoli, appartenente al Mar Tirreno.

Attività sportive[modifica | modifica wikitesto]

Nel quartiere di Posillipo è situato l'omonimo Circolo Nautico, che vanta numerosi trofei a livello mondiale, soprattutto nella pallanuoto. Per quanto riguarda il calcio, a Posillipo c'è il Campo Francesco Denza. Una struttura all'avanguardia che vanta un buon manto in erba sintetica.

Principali siti di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Capo Posillipo visto da Nisida

Persone legate a Posillipo[modifica | modifica wikitesto]

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Muratov P.P. (...) Russi in Italia, in Lo Gatto E., Correnti e tendenze nella letteratura russa dalle origini a oggi, Milano, Rizzoli, 1974.
  2. ^ espressione tra l'altro usata in Euripide per denominare la vite, "sedatrice di affanni" (Baccanti, 772)
  3. ^ Dal quotidiano "Il mattino" 12 ottobre 2003

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fucini R., Napoli ad occhio nudo, Torino, Einaudi, 1976.
  • Strazzullo F., Aria di Posillipo, Napoli, Arte tipografica, 1990.
  • Varriale Ivan, Posillipo. Storia e mito, Napoli, Valtrend, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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