Ville di Napoli

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Villa Elisa (via Posillipo 45)

Per ville di Napoli si intendono qui soprattutto le dimore signorili costruite dal Rinascimento aragonese alla Belle Époque.

Esse costituiscono un inestimabile patrimonio di stili architettonici, arte e cultura. Per le ville dei dintorni e della campagna vedere ville della Campania.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La rinomata bellezza del golfo di Napoli[1][2] sin dall'antichità è stata scelta per la costruzione di innumerevoli, ricchi e vasti impianti di ville. Fin dal tempo dei Romani possedere una dimora per gli "otia" in città era sinonimo di grande potere e successo sociale. Oggi le loro rovine sono riscontrabili prevalentemente lungo la costa di Posillipo.

In seguito, col Rinascimento aragonese e soprattutto nel periodo vicereale e borbonico, l'intera corte napoletana e molti altri nobili fecero a gara nel farsi costruire importanti e lussuose dimore nella capitale o nei suoi immediati dintorni, come dimostrano le ville vesuviane del Miglio d'oro[3]. Furono disposti a pagare anche cifre esorbitanti ed esigendo solo i migliori architetti ed artisti presenti sul mercato (Luigi Vanvitelli, Ferdinando Fuga, Ferdinando Sanfelice, Domenico Antonio Vaccaro, Mario Gioffredo).

La Napoli borghese ottocentesca, che ormai andava spogliandosi di quei vizi e di quei lussi tipici dell'aristocrazia del secolo precedente, riuscì solo faticosamente a rievocare i vecchi fasti architettonici. Fu un periodo relativamente poco significativo per le ville napoletane, poiché non va dimenticato che fece pur sempre, anche se in maniera del tutto inconsapevole, da padre a quelle singolari bizzarrie dell'eclettismo e del Liberty napoletano scatenatesi poi nei primi decenni del XX secolo.

Infine le terribili speculazioni edilizie, che caratterizzarono soprattutto gli anni cinquanta del Novecento, minacciarono e distrussero vari impianti di ville, in varie zone della città, soprattutto al Vomero e a Posillipo; mentre quelle sopravvissute alle demolizioni persero in parte il pregio di essere completamente immerse nel verde.

Oggi il loro numero è comunque particolarmente elevato e rappresentano un elemento aggiuntivo al patrimonio architettonico e naturalistico della città. Alcune di esse sono dunque scomparse e presenti soltanto in vecchie cartine o raffigurazioni della città, mentre altre ancora sono state mutilate degli ampi spazi verdi. Infine vi sono poi le ville che versano in cattivo stato di conservazione ed urgono di un restauro conservativo.

Di seguito una lista orientativa di questa tipologia di strutture entro i confini municipali della città.

Le ville rinascimentali nella Napoli aragonese e nel Cinquecento[modifica | modifica wikitesto]

L'incompiuta mole di Villa Donn'Anna vista dal mare
Villa Doria d'Angri (appositamente concepita sul banco tufaceo) vista dal mare
Villa Rosebery e i suoi giardini visti dal mare
Villa La Decina (in cattivo stato di conservazione)

Posillipo: i fasti del Seicento e dell'Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Il regno borbonico e le grandi ville patrizie del Vomero[modifica | modifica wikitesto]

Le ville dei Camaldoli e dell'Arenella[modifica | modifica wikitesto]

Le ville di Chiaia[modifica | modifica wikitesto]

A corona dei siti reali di Portici e di Capodimonte[modifica | modifica wikitesto]

Verso l'area vesuviana: San Giovanni a Teduccio e Barra[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ville vesuviane del Miglio d'oro.
Scorcio di Villa Maria
Villa Pansini
Villa Santo Strato

Capodimonte, Colli Aminei e Ponti Rossi[modifica | modifica wikitesto]

L'Ottocento e il Novecento: l'eclettismo, il liberty e il razionalismo[modifica | modifica wikitesto]

Altre ville[modifica | modifica wikitesto]

  • Casina Russo (via Montedonzelli n.51)
  • Casino Bergamino
  • Casino dei duchi di Cantalupo (via Mergellina n.1)
  • Casino Valente (piazza Salvatore Di Giacomo n.131)
  • Villa Alfieri (Corso Secondigliano)
  • Villa Andreina al Petraio
  • Villa Aprile (via Montedonzelli)
  • Villa Avallone
  • Villa Bagnulo (via Bosco di Capodimonte n.26)
  • Villa Bechi
  • Villa Buono
  • Villa Brayda
  • Villa Cacace (via Alessandro Manzoni n.228)
  • Villa Cagnazzi
  • Villa Campanile
  • Villa Cantore (via Mariano d'Amelio n.38)
  • Villa Capasso (via Aniello Falcone n.438)
  • Villa Casalta
  • Villa Castiglione (via Alessandro Manzoni n.246)
  • Villa Cilento (via Sant'Antonio a Capodimonte nn.34-41)
  • Villa Colaneri (Salita Moiariello n.72)
  • Villa Crauso (via Enrico Presutti n.36)
  • Villa D'Anna (via Alessandro Manzoni n.298)
  • Villa De Rosa (Largo Petraio)
  • Villa De Tommaso
  • Villa Di Candia
  • Villa Di Donato (Piazza Sant'Eframo Vecchio)
  • Villa Elisa (via Posillipo n.45)
  • Villa Elvira (via Tasso n.5)
  • Villa Fattorusso
  • Villa Fernandes
  • Villa Florio (Salita Paradisiello)
  • Villa Garofalo (via Girolamo Santacroce)
  • Villa in via Porta di Posillipo n.59
  • Villa Loffredo (via della Ferrovia, Secondigliano)
  • Villa Majo
  • Villa Manzo (via del Marzano)
  • Villa Maria (Salita Moiariello n.18)
  • Villa Marino
  • Villa Marigliano
  • Villa Marotta (Posillipo)
  • Villa Marseglia (Chiaiano)
  • Villa Matilde
  • Villa Mazza
  • Villa Menzione
  • Villa Montemajor
  • Villa Montepavone Spardozzi
  • Villa Motzo Dentice (via del Marzano)
  • Villa Pace (Salita Tasso n.5)
  • Villa Palmieri (nel giardino del Palazzo Del Doce in vico della Neve n.30)
  • Villa Palumbo
  • Villa Pane
  • Villa Parlato (viale Virgiliano n.14)
  • Villa Petrone (Largo Caterina Volpicelli)
  • Villa Pirozzi (Ponticelli, via Angello Camillo de Meis n.61)
  • Villa Postiglione (via Mariano d'Amelio n.8)
  • Villa Quintieri
  • Villa Ricci (via Mianella n.51)
  • Villa Rispoli
  • Villa Rita (via Bosco di Capodimonte n.74b)
  • Villa Rotondi
  • Villa Ruffo di Calabria
  • Villa Salimbene (via Annibale Caccavello)
  • Villa Sanfelice di Monteforte (viale Gramsci n.9A)
  • Villa Santo Strato (meglio nota come Villa Marechiaro) - in via Santo Strato a Posillipo (di fianco a Villa Laudiero n.17)
  • Vila Sardanelli (via Alessandro Manzoni n.237)
  • Villa Sasso
  • Villa Sava (via Giovanni Pontano)
  • Villa Scervini
  • Villa Suarez
  • Villa Tafone
  • Villa Toma (Corso Vittorio Emanuele n.539-540)
  • Villa Torre (Salita Paradisiello)
  • Villa Tramontano
  • Villa Tropeano (Ponticelli)
  • Villa Vellusi (Calata San Francesco n.7)
  • Villa Vinaccia (via Manzoni n.196)
  • Villa Zattari
  • Villa Zaza (Corso Vittorio Emanuele n.394)
  • Villino Bile (via Cavallerizza a Chiaia n.38)
  • Villino Campisi
  • Villino Cimmino (Corso Secondigliano)
  • Villino Colonna di Stigliano (via Crispi)
  • Villino Florio (via Tasso n.456)
  • Villino Wenner (nel giardino del palazzo Carafa di Noja in via Monte di Dio nn.61-66)

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Napoli sostenibile (PDF), su rivistameridiana.it. URL consultato il 20 maggio 2019.
  2. ^ Giovanni Vacca, Hong-Kong, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933.
  3. ^ Delizie napoletane, su storico.org. URL consultato il 20 maggio 2019.
  4. ^ Scheda della villa di via Catullo, 7, su palazzidiNapoli.it. URL consultato il 20 maggio 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Yvonne Carbonaro, Le ville di Napoli, Tascabili Economici Newton, Newton e Compton Ed., 1999, Roma, ISBN 88-8289-179-8.
  • Yvonne Carbonaro e Luigi Cosenza, Le Ville di Napoli. Venti secoli di architettura e di arte, dalle colline del Vomero e Capodimonte fino alla splendida fascia costiera e alle magnifiche isole, Roma, Newton e Compton, 2008, ISBN 978-88-541-1261-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]