Villa Rosebery

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Villa Rosebery
Residenza ufficiale del
Presidente della Repubblica Italiana
Napoli - Villa Rosebery (Posillipo).jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCampania Campania
LocalitàNapoli
Coordinate40°48′02.18″N 14°12′17.9″E / 40.800605°N 14.204972°E40.800605; 14.204972Coordinate: 40°48′02.18″N 14°12′17.9″E / 40.800605°N 14.204972°E40.800605; 14.204972
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1801-1857
Stileneoclassico
UsoResidenza estiva del Presidente della Repubblica italiana
Realizzazione
ArchitettoStefano e Luigi Gasse
AppaltatoreGiuseppe de Thurn
Luigi di Borbone
ProprietarioStato italiano
Il porto privato

Villa Rosebery è un complesso monumentale, uno dei principali punti di riferimento del neoclassicismo a Napoli. La villa è stata costruita come residenza reale; si trova nel quartiere Posillipo[1][2] ed è una delle tre residenze ufficiali del presidente della Repubblica Italiana e per questo motivo non visitabile, se non in alcuni periodi dell'anno. Ha una superficie di 66.056 metri quadrati.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La villa deve la sua origine all'iniziativa dell'ufficiale austriaco Joseph Von Thurn[1], che a partire dal 1801 acquistò alcuni fondi in amena posizione su capo Posillipo per erigervi una residenza di campagna circondata da un giardino, nonché da ampi frutteti e vigneti. La proprietà fu in seguito acquistata dalla principessa di Gerace e da suo figlio, Agostino Serra di Oristano, che la convertirono in una villa di rappresentanza. Grazie all'apporto degli architetti Stefano e Luigi Gasse, la villa fu trasformata in un'elegante residenza e vennero anche ristrutturati i casini di pertinenza (la grande e piccola Foresteria).

Nel 1857 gli eredi Serra vendettero la villa a Luigi di Borbone, comandante della Real Marina del Regno delle Due Sicilie e la villa stessa si guadagnò l'appellativo di "la Brasiliana", in onore di Gennara di Braganza, consorte di Luigi, che era sorella dell'imperatore del Brasile e che lui aveva sposato nel 1844[3]. In pochi anni il nuovo proprietario ampliò i giardini della villa, arricchendoli di un vasto parco, e fece costruire un apposito approdo, ma in seguito alle vicende risorgimentali del 1860 venne esiliato in Francia.

La villa fu quindi venduta al banchiere francese Gustave Delahante, per poi essere acquistata nel 1897 da Lord Rosebery, statista britannico che era stato capo del gabinetto dal 1894 al 1895. Ritiratosi a vita privata, Lord Rosebery rese la villa un'oasi di tranquillità accessibile solo a selezionati amici e studiosi, incrementando la sua collezione di quadri e stampe acquistate presso antiquari napoletani[3]. Nel 1909, lord Rosebery decise di cedere l'uso della proprietà al governo inglese, per via delle ingenti spese di manutenzione e della sua ripresa dell'attività politica.

Villa Rosebery divenne così una sede di rappresentanza e villeggiatura per gli ambasciatori inglesi in Italia, finché nel 1932 gli eredi di lord Rosebery, deceduto più che ottantenne nel 1929, la donarono allo Stato italiano che la adibì a residenza estiva della famiglia reale[3]. Nel 1934 la principessa Maria José, moglie di Umberto di Savoia, vi diede alla luce la primogenita Maria Pia, e da quel momento la villa fu ribattezzata "Villa Maria Pia"[4].

Dal giugno 1944, durante la luogotenenza del figlio Umberto, Vittorio Emanuele III e la regina Elena si trasferirono a villa Maria Pia. La coppia reale visse nella residenza partenopea finché Vittorio Emanuele III non firmò l'atto di abdicazione a favore del figlio Umberto il 9 maggio 1946 prima di partire per l'esilio. Requisita provvisoriamente dagli Alleati, la villa riprese il nome di villa Rosebery e fu dapprima concessa all'Accademia Aeronautica, per poi entrare, a partire dal 1957, nel novero delle residenze in dotazione al Presidente della Repubblica Italiana[1][2][5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carbonaro Yvonne e Cosenza Luigi, Le ville di Napoli. Venti secoli di architettura e di arte, dalle colline del Vomero e Capodimonte fino alla splendida fascia costiera e alle magnifiche isole, Roma, Newton & Compton, 2008, pp. 296 e ss..
  • Stefano Roberto, Villa Rosebery, in Il patrimonio artistico del Quirinale, vol. 4, Milano, Mondadori Electra, 1994, ISBN 88-4354-202-8.
  • Gino Doria, Villa Rosebery, in I palazzi di Napoli, Napoli, Guida, 1992, p. 160, ISBN 88-7835-165-2.
  • Paliotti Vittorio, I misteri di Villa Rosebery: sovrani, principi, banchieri, milord e belle donne a Napoli nella residenza che oggi è dei presidenti della Repubblica, in I Cinquecento, vol. 27, Napoli, Stamperia del Valentino, 2011, ISBN 88-9506-332-5.
  • Palumbo Agnese e Ponticello Maurizio, Il giro di Napoli in 501 luoghi, Roma, Newton & Compton, 2014, Villa Rosebery numerata al luogo 242.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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