Sport a Napoli

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Napoli.

Napoli vanta una lunga tradizione sportiva in campo nazionale e internazionale. Numerose squadre sportive della città, infatti, hanno riportato in diverse occasioni il titolo di campione d'Italia, e hanno gareggiato ad alto livello in competizioni ufficiali continentali.

Numerosi sono anche gli impianti dedicati alle varie discipline sportive, molti dei quali polifunzionali.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Nel quartiere di Fuorigrotta sorge lo stadio San Paolo, nato come Stadio del Sole nel 1959, che ospitò alcuni incontri del torneo olimpico di calcio del 1960[1], e sottoposto a ristrutturazione in occasione del campionato mondiale di calcio del 1990. Lo stadio è, fin dalla sua costruzione, sede degli incontri interni della Società Sportiva Calcio Napoli e, oltre ai citati appuntamenti sportivi, ospitò la semifinale del campionato europeo di calcio del 1968 tra Italia e URSS, nonché incontri della fase a gironi di quello del 1980 e la finale del terzo posto tra Italia e Cecoslovacchia.

Oltre al calcio, Napoli ospitò, durante la citata edizione delle olimpiadi romane, le gare veliche nel proprio golfo[1].

Sempre a Fuorigrotta sorge la piscina Felice Scandone, che ospitò le gare acquatiche dei IV Giochi del Mediterraneo del 1963 e fu in seguito sede regolare delle gare di pallanuoto delle squadre napoletane, e il palazzetto dello sport Mario Argento, destinato in particolare alla pallacanestro: tale impianto ospitò anche alcune gare e la finale del campionato europeo di pallacanestro maschile del 1969. Il PalaArgento fu abbattuto nel 2005 ed è tuttora in attesa di ricostruzione. La pallacanestro di vertice si gioca attualmente al PalaBarbuto, impianto da 5 500 posti che sorge nelle immediate vicinanze del vecchio palazzetto.

Nella zona del cratere di Agnano sorge altresì l'ippodromo omonimo, uno dei maggiori d'Italia e sede di un'importante gran premio di trotto, associato all'omonima storica lotteria. A Fuorigrotta era anche localizzato lo sferisterio di Jai alai (detto anche "pelota", o "palla basca"), che fu bruciato dolosamente negli anni novanta e sinora mai ricostruito. Sulla collina del Vomero è sito lo storico stadio Collana, utilizzato per calcio, rugby e football americano.

Napoli ospita, fra l'altro, la sede dell'Accademia Nazionale di Scherma, le infrastrutture sportive militari del Velodromo generale Alberico Albricci e, nel quartiere Bagnoli, gli impianti sportivi dell'Università di Napoli Federico II.

Sport di squadra[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Società Sportiva Calcio Napoli, Società Sportiva Calcio Campania, Napoli Calcio Femminile e A.S.D. Napoli Calcio a 5.
Il Napoli per la prima volta campione d'Italia nella stagione 1986-1987

Nel calcio la città è stata rappresentata in prima divisione nazionale sia a livello maschile (con la SSC Napoli) che femminile (con la ASD Napoli).

La SSC Napoli, nata nel 1926, è il club più titolato del meridione sia a livello nazionale che internazionale, avendo vinto due scudetti, cinque Coppe Italia, due Supercoppe Italiane e una Coppa UEFA. Il giocatore di maggior rilievo ad aver militato nelle sue file è l'argentino Diego Armando Maradona, artefice del periodo più vittorioso della storia del club; altri giocatori di livello internazionale ad avere militato nel club sono l'olandese Ruud Krol, il brasiliano Careca e, tra gli italiani, Antonio Juliano, storico capitano del club, che fu campione d'Europa con la Nazionale nel 1968, Giuseppe Bruscolotti, che da questi ereditò la fascia da capitano, Giuseppe Savoldi, Dino Zoff, Bruno Giordano, Ciro Ferrara e, nei primi anni della sua carriera, Fabio Cannavaro.

La storia dell'ASD Napoli Femminile comincia invece nel 2006, con la fusione di due compagini preesistenti; la squadra milita nel campionato di Serie B[2] dal 2014, dopo aver disputato due stagioni in Serie A. Nella stagione 2011-2012, anno della promozione in massima serie, giunse anche alla finale di Coppa Italia, perdendo 3-2 dopo i tempi supplementari contro il Brescia[3].

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Società Sportiva Basket Napoli, Partenope Napoli Basket e Napoli Basketball.

Pallanuoto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Associazione Sportiva Acquachiara, Circolo Canottieri Napoli, Circolo Nautico Posillipo e Rari Nantes Napoli.

Lunghissima la serie di successi delle squadre di pallanuoto cittadine. La Rari Nantes Napoli, la Canottieri Napoli e il Posillipo in momenti diversi hanno dominato la scena nazionale ed europea contribuendo anche, con giocatori napoletani, ai successi della nazionale. Ultima squadra in ordine cronologico a balzare alla cronaca è l'Acquachiara.

Rugby a 15[modifica | modifica wikitesto]

Il rugby a 15 arrivò a Napoli alla fine degli anni venti del XX secolo, e già nel 1929 vi era una squadra di universitari, il GUF Napoli, che prese parte al secondo campionato nazionale di prima divisione, classificandosi secondo nel girone di qualificazione centro-meridionale[4]. Un'estemporanea "Napoli Rugby" prese parte al torneo del 1938-39[5], ma fu nel dopoguerra che la città si insediò per circa un ventennio nell'élite del campionato: con la nascita della Associazione Polisportiva Partenope, che inglobò varie realtà sportive cittadine, tra cui anche la vecchia Napoli Rugby, si formò una generazione di giocatori che, oltre a mettersi in rilievo a livello internazionale (tra tutti Elio Fusco e Marcello Martone, il primo dei quali rappresentò anche l'Italia in Coppa Europa), portarono la Partenope a vincere due campionati nazionali consecutivi, nel 1965 e nel 1966.

La Partenope milita attualmente nella serie B nazionale, mentre l'Amatori Napoli, altra squadra cittadina che disputa i suoi incontri, come la Partenope, allo stadio Collana, milita nella serie C campana.

Pallamano[modifica | modifica wikitesto]

Nella pallamano, l'Italdrink Napoli San Giorgio milita in serie B. Nella pallavolo femminile c'è invece l'A.S. Orion Volley Napoli che milita in serie B2.

Football americano[modifica | modifica wikitesto]

Nel football americano è da ricordare la Briganti Napoli che milita in Superbowl League da qualche anno.

Sport individuali[modifica | modifica wikitesto]

I canottieri Carmine e Giuseppe Abbagnale, plurimedagliati olimpici

Tra gli atleti di maggior rilievo che hanno ottenuto primati e vittorie a livello internazionale figurano Assunta Legnante, detentrice del record europeo indoor di getto del peso; i fratelli Giuseppe e Carmine Abbagnale, canottieri sette volte campioni mondiali e due volte olimpici; il pugile Patrizio Oliva, campione olimpico a Mosca nel 1980 e, da professionista, campione europeo e mondiale nelle categorie superleggeri e welter; il judoka Giuseppe Maddaloni, olimpionico ai giochi di Sydney del 2000; il nuotatore Massimiliano Rosolino, anch'egli olimpionico a Sydney nel 2000 e campione mondiale (Napoli, tra l'altro, ospitò nel 2006 i mondiali di nuoto in acque libere). Ancora nel nuoto, tra gli atleti più recenti figura la farfallista Caterina Giacchetti, campionessa europea giovanile e, a livello seniores, vincitrice nei Giochi del Mediterraneo e medaglia di bronzo ai campionati europei sia in vasca olimpica che in vasca corta.

Nel tennis spiccano Diego Nargiso, vincitore del torneo juniores di Wimbledon nel 1987 e finalista in Coppa Davis con l'Italia nel 1998, e Rita Grande, vincitrice di 8 titoli WTA e a lungo rappresentante l'Italia in Fed Cup.

Scherma[modifica | modifica wikitesto]

A Napoli ha sede l'Accademia Nazionale di Scherma, unico organismo sportivo italiano abilitato a formare i maestri di Scherma e quelli di kendō.

Tra gli specialisti della disciplina che si sono imposti a livello internazionale figurano Ferdinando Meglio, oro nella sciabola a ai Giochi di Los Angeles nel 1984, e Sandro Cuomo, olimpionico nella spada ai giochi di Atlanta del 1996; la finale della sciabola ai campionati mondiali del 1998 a Chaux-de-Fonds, in Svizzera, vide i due concittadini napoletani Raffaello Caserta e Luigi Tarantino disputarsi il titolo, che andò al secondo[6].

Tiro a segno[modifica | modifica wikitesto]

La sezione del Tiro a Segno Nazionale di Napoli è tra le più titolate d'Italia, avendo vinto, tra il 1996 e il 2013, 13 titoli di campione nazionale, 12 dei quali consecutivi, e giungendo alla piazza d'onore in altre tre occasioni[7].

Badminton[modifica | modifica wikitesto]

Nella periferia orientale opera l'APD AnNapoli Badminton che, nella stagione 2018, ha ottenuto la promozione nella massima serie.[8] Tuttavia la difficoltà a reperire fondi mette a rischio la partecipazione alla serie A 2019.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Ippica[modifica | modifica wikitesto]

L'Ippodromo di Agnano, nell'ovest cittadino, è il principale impianto sportivo relativo alle corse ippiche a Napoli.

La storia di Napoli si intreccia con la storia dell'Ippica. Già nel 1400 le scuderie del re contavano 250 cavalli, che provenivano da allevamenti nella zona di Monopoli, in Puglia. Nel 1500 i baroni di Napoli si dedicavano attivamente al commercio di cavalli, attività considerata fra quelle consentite al lignaggio nobiliare. Numerose fonti fanno ascendere all'incrocio con cavalli napoletani anche la famosa razza dei lipizzani, razza che poi tornerà a Napoli come variante "napoletano". Nel 1492 a Napoli fu il principe e maestro d'equitazione Giovanbattista Pignatelli, fondatore dell'omonima Accademia d'Equitazione, la prima in Italia, ad inventare il metodo dell'addestramento al maneggio e sistemi come quello del piliere facendo lavorare il cavallo attorno ad un tronco di un albero, che poi è stato cambiato nel tempo con un semplice palo infisso nel terreno (nella scuola francese se ne è aggiunto un secondo), attorno a cui il cavallo compie percorsi ed esercizi, per addestrare i purosangue alla disciplina militare, arte guerresca che poi si è trasformata pian piano in sport nel corso dei secoli, con l'abbandono del cavallo per uso bellico.

Numerose sono le scuole di ippica nel capoluogo partenopeo. Napoletano d'adozione è anche il cavallo Varenne, nato a Ferrara, di proprietà dell'imprenditore partenopeo Enzo Giordano, unanimemente considerato il più grande trottatore di tutti i tempi.

Nautica[modifica | modifica wikitesto]

Napoli è la sede di due club storici della Vela italiana, il Circolo Savoia e il Circolo Canottieri Napoli.

Il Circolo Canottieri, fondato nel 1916, ha sede all'interno del porticciolo del Molosiglio nella zona di Santa Lucia.

Il circolo Savoia invece, nato nel 1893 come "Royal Yachting Club Canottieri Sebetia", ha sede nel porticciolo di Santa Lucia. Innumerevoli sono i titoli vinti a livello europeo ed olimpico dai due circoli nautici.

Il titolo nautico napoletano proviene dall'antico Michele Iovine, fondatore del porto di Napoli.

Manifestazioni sportive[modifica | modifica wikitesto]

Fra le manifestazioni sportive fisse ricordiamo la maratona di nuoto Capri - Napoli, il Gran Premio Lotteria di Agnano di Trotto all'Ippodromo di Agnano ed il Giro Ciclistico della Campania.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b 1960 Olympics, vol. I, pag. 86.
  2. ^ Serie B (Girone D): calendario e classifiche, su lnd.it. URL consultato il 24 marzo 2018.
  3. ^ Brescia Calcio Femminile, Speciale Coppa Italia 2012: Brescia-Napoli 3-2, su youtube.com, 11 giugno 2012. URL consultato il 24 marzo 2018.
  4. ^ Volpe, pag. 17.
  5. ^ Volpe, pag. 21.
  6. ^ Quei gemelli di Napoli [collegamento interrotto], in la Gazzetta dello Sport, 9 ottobre 1998. URL consultato il 26 marzo 2014.
  7. ^ Intervento del Presidente della Sezione di Napoli, Tiro a Segno Nazionale sezione di Napoli, 18 dicembre 2013. URL consultato il 26 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2014).
  8. ^ Identità Insorgenti

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]