Diritti televisivi del calcio in Italia

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Ripresa televisiva in uno stadio calcistico

Indice

Storia dei diritti TV del calcio in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Origine[modifica | modifica wikitesto]

L'assenza dei diritti televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Almeno fino al 1980 l'Italia non ha diritti televisivi né in chiaro né criptati. Le società calcistiche ricavano i propri introiti in grande maggioranza dai biglietti. Nel modello italiano la locuzione "diritti calcistici televisivi in vendita" non ha alcuna rilevanza, trattandosi di un istituto giuridico proprio del modello calcistico del Regno Unito e degli Stati Uniti, fondamentalmente estraneo all'ordinamento del calcio italiano.

Qualsiasi televisione privata, volendo riprendere una partita qualunque in territorio italiano, è libera di farlo; né può essere impedito l'accesso agli stadi di cameramen. L'accesso agli impianti sportivi è regolato dai comuni: per via dello spirito sportivo si è andata consolidando la consuetudine di far entrare qualsiasi giornalista e troupe televisiva nella tribuna stampa, spesso senza richiedere nemmeno il prezzo del biglietto.

L'allenatore Giovanni Trapattoni esce dal campo, nella seconda metà degli anni settanta, ripreso da una telecamera della Rai.

Le prime emittenti private locali nate nel corso degli anni settanta non approfittano della possibilità di trasmettere liberamente eventi calcistici. Questo dipende in parte da ragioni organizzative e in parte dal fatto che la pubblicità non sia ancora un business ampio e strutturato. La Rai basa i suoi introiti pubblicitari quasi solo su Carosello. Questa situazione finisce nel 1977. Dal 1960 va in onda la domenica alle ore 19:00 la telecronaca differita di un tempo di una partita di Serie A, senza il pagamento di diritti televisivi o senza che questo generasse transizioni finanziarie di tipo commerciale.

Inoltre per ragioni di tradizione le partite sono concentrate tutte nella domenica pomeriggio, sono fiorite a tal proposito anche canzoni popolari. Questa situazione rende il quadro generale ulteriormente ostico alla commercializzazione dei diritti televisivi.

Sono gli anni del calcio da stadio e la Rai ha un regolamento che non è stato negoziato con la Lega Calcio. Questo autoregolamento prevede, nei casi di diretta TV delle partite dei campionati italiani, la messa in onda con l'esclusione della provincia della squadra di casa; questo col fine di non ridurre l'incasso che viene dai biglietti venduti allo stadio. Il modello italiano è economicamente organizzato sui soli proventi di spettatori paganti ed abbonati e tutta la capacità economica delle società risulta essere fortemente proporzionata al numero di tifosi che fisicamente si recano allo stadio.

1980 - Arrivano i "diritti televisivi in vendita"[modifica | modifica wikitesto]

L'istituto giuridico dei "diritti televisivi in vendita" viene importato in Italia nel 1980 copiandolo dal modello angloamericano. I documenti che lo attestano sono le delibere e i relativi contratti tra la Rai e la Lega Calcio, che fino a quel momento non avevano alcun rapporto formale e giuridicamente connotato. Questa modifica avviene col passaggio di consegne tra il presidente Renzo Righetti e Antonio Matarrese.

Fondamento giuridico[modifica | modifica wikitesto]

Alla base del contratto la Lega Calcio, in cambio della somma di 3 miliardi di lire, attribuisce alla RAI l'ammissibilità delle telecamere per le riprese delle partite. Materialmente si tratta di chiudere i cancelli degli stadi ai cameramen delle televisioni private. Lo scopo dell'istituto è che la Rai, non in qualità di ente pubblico, diventi concessionario della Lega Calcio, trasmettendo il calcio gratuitamente in tutta Italia.

1993 - Distinzione tra "diritti criptati" e "diritti in chiaro"[modifica | modifica wikitesto]

La prima rivoluzione che supera il calcio visibile gratuitamente a tutti si ha nel 1993, con gli accordi tra Lega Calcio e Telepiù. In questo caso l'ordinamento italiano si ispira all'istituto giuridico anglosassone dei "diritti televisivi criptati". Inoltre, per scissione dell'originario istituto del 1980 dei "diritti in vendita" viene separata la figura dei diritti televisivi in chiaro. Così dal 1993 si hanno diritti criptati e diritti in chiaro.

Fondamento giuridico[modifica | modifica wikitesto]

Lo scopo degli elaboratori dell'idea dei diritti criptati è quello di consentire solo a chi sottoscrive l'abbonamento alla pay TV di vedere lo spettacolo della partita in diretta come business e non come modello di gioco. Dopo la caduta del muro di Berlino la vampata di americanismo porta l'Italia, la Spagna e la Francia, seguite da tutti i paesi del mondo, ad entrare in un unico modello organizzativo del calcio basato sulla pay TV anche se non in maniera completa ed limitato sotto certi aspetti. Il tal modo di concepire il pallone come spettacolo è rivoluzionato; la nazione entra nel calcio globale chiudendo definitivamente l'epoca del calcio da stadio, l'epoca cioè in cui la maggioranza indiscussa dell'incasso delle società era dovuta ai biglietti venduti negli stadi.

I diritti televisivi del campionato italiano di Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Diritti criptati Diritti in chiaro
1993-1994 TELE+ (28 posticipi) Rai
1994-1995
1995-1996
1996-1997 TELE+
1997-1998 Rai
Telemontecarlo
1998-1999
1999-2000 TELE+ (gare casalinghe di 11 squadre)
Stream TV (gare casalinghe di 7 squadre)
Rai
2000-2001
2001-2002 TELE+ (gare casalinghe di 10 squadre)
Stream TV (gare casalinghe di 8 squadre)
2002-2003 TELE+ (gare casalinghe di 9 squadre)
Stream TV (gare casalinghe di 9 squadre)
2003-2004 Sky (gare casalinghe di 11 squadre, poi aumentate a 18)
Gioco Calcio (gare casalinghe di 7 squadre)
2004-2005 Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, gare casalinghe di 8 squadre nel girone di ritorno, poi aumentate a 10)
Cartapiù (diritti terrestri, gare casalinghe di 9 squadre nel girone di ritorno)
2005-2006 Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, gare casalinghe di 11 squadre)
Cartapiù (diritti terrestri, gare casalinghe di 9 squadre)
Mediaset
2006-2007 Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, tutte le gare di 5 squadre e gare casalinghe di altre 5)
Cartapiù (diritti terrestri, tutte le gare di 5 squadre e gare casalinghe di altre 5)
2007-2008 Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, tutte le gare di 6 squadre e gare casalinghe di altre 4)
Cartapiù (diritti terrestri, tutte le gare di 6 squadre e gare casalinghe di altre 4)
2008-2009 Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, tutte le gare di 6 squadre e gare casalinghe di altre 5)
Cartapiù - Dahlia TV (diritti terrestri, tutte le gare di 5 squadre e gare casalinghe di altre 4)
Rai
2009-2010 Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, tutte le gare di 6 squadre e gare casalinghe di altre 4)
Dahlia TV (diritti terrestri, tutte le gare di 6 squadre e gare casalinghe di altre 4)
2010-2011 Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, gare di 12 squadre)
Dahlia TV (diritti terrestri, gare di 8 squadre nelle prime 26 giornate)
2011-2012 Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, gare di 12 squadre)
2012-2013 Cielo
Rai
2013-2014
2014-2015
2015-2016 Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri, gare di 8 squadre)
Rai
2016-2017
2017-2018
2018-2019 Sky (266 partite)
Perform (114 partite)

Mediaset Premium e Sky (mostreranno ai loro abbonati i canali della piattaforma DAZN di Perform e quindi le 114 partite acquistate da quest'ultima)

Mediaset
Rai
2019-2020
2020-2021

1993-1996 - I posticipi criptati su TELE+[modifica | modifica wikitesto]

Il contratto tra la Lega Nazionale Professionisti e TELE+ (la prima pay TV italiana) stabilisce che fino al 1996, su TELE+2, andrà in onda una gara del massimo campionato, generalmente posticipata alle 20:30 della domenica, per ciascuna delle prime 28 giornate (negli ultimi sei turni è prevista la contemporaneità delle gare, per garantire la regolarità del campionato). Le gare sono visibili attraverso un decoder ai sottoscrittori dell'abbonamento (semestrale o annuale). Con questo contratto la pay TV può scegliere, all'inizio della stagione, quale gara trasmettere in ciascuna delle prime 28 giornate, rispettando alcuni vincoli fra i quali un numero minimo di 2 e massimo di 5 passaggi televisivi per ognuna delle 18 squadre e l'impossibilità di trasmettere, nel girone di ritorno, le stesse gare del girone di andata (questo vincolo verrà poi abolito da una successiva rinegoziazione e fu anche aumentato a 6 il numero massimo di passaggi televisivi per i grandi club).

Tutte le altre gare del campionato possono andare in onda, come nel passato, solo in casi eccezionali e solo in chiaro dalla Rai (recuperi infrasettimanali di partite precedentemente rinviate ed anticipi dettati da impegni delle squadre nelle competizioni internazionali, purché non coincidenti con le gare prescelte da TELE+ a inizio stagione, nonché gli spareggi di fine campionato).

1996-1999 - Il monopolio di TELE+[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 Tele+ lancia la sua piattaforma satellitare DStv (che l'anno successivo diventerà D+) e si accorda con la Lega Calcio per la copertura pressoché totale della Serie A. Per altre tre stagioni la nuova piattaforma offre tutte le partite di Serie A (e non più solo i posticipi). I telespettatori tifosi possono abbonarsi a tutto il campionato oppure alle partite di una singola squadra o anche, con il sistema pay per view, acquistare singole partite. Gli spareggi di fine campionato, se giocati in gara unica in campo neutro, restano al di fuori dell'offerta. I diritti per la trasmissione in diretta di questi spareggi vengono venduti di volta in volta dalla Lega. Sulla Rai va in onda lo spareggio salvezza della Serie A 1996-97 tra Piacenza e Cagliari (giocato a Napoli), mentre lo spareggio della Serie A 1998-99 tra Udinese e Juventus, valido per la qualificazione alla Coppa UEFA 1999-2000, vede la gara di andata (ad Udine) in onda in diretta sulla Rai (gratuitamente) e quella di ritorno (a Torino) in onda in diretta su Tele+ (a pagamento) e poi replicata gratuitamente dalle reti Mediaset.

1999-2003 - Il duopolio di TELE+ e Stream[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 vengono introdotti i diritti soggettivi: non è più la Lega Calcio a trattare con le televisioni, bensì ciascuna società di calcio che può gestire in autonomia i diritti televisivi delle gare casalinghe. Il campionato di calcio diventa così teatro della concorrenza fra due piattaforme satellitari: a D+ si oppone Stream TV del magnate australiano Rupert Murdoch. Fino a quel momento il torneo è visibile in parte su Telepiù ed in parte su Stream. Si può seguire anche solo la propria squadra del cuore abbonandosi ad entrambe le piattaforme, che oltretutto usano due decoder diversi (anche se negli ultimi mesi di concorrenza metteranno a disposizione decoder satellitari compatibili con entrambe le piattaforme). Nelle prime due stagioni Telepiù conserva un lieve vantaggio: 11 squadre ("capitanate" dalle tre grandi storiche Juventus, Milan ed Inter) contro le 7 di Stream (capeggiate dalle quattro rivali Roma, Lazio, Fiorentina e Parma che, insieme alle altre tre, formavano le cosiddette "sette sorelle" del campionato). Nella stagione 2001-02 il vantaggio si assottiglia: 10 squadre per Telepiù ed 8 per Stream. Nella stagione successiva si registra un pareggio (9 squadre per ciascuna piattaforma). In quest'ultima stagione il sistema inizia ad entrare in crisi, con molte società minori che tardano a vendere i diritti (ad una o all'altra emittente), dichiarandosi insoddisfatte delle offerte economiche, provocando addirittura lo slittamento dell'inizio dei campionati. Riguardo agli spareggi, essi sono ora compresi nei diritti televisivi di tutto il campionato (in relazione alle squadre interessate) perché ormai si giocano ad andata e ritorno. Unica eccezione è lo spareggio della stagione 1999-2000 tra Inter e Parma, valido per la qualificazione alla UEFA Champions League, in quanto giocatosi in gara unica sul campo neutro di Verona a causa dell'incombenza della fase finale del Campionato Europeo. Sarà l'ultima gara del massimo campionato ad andare in onda sulla Rai, perché dal 2005 gli spareggi verranno aboliti e sostituiti dal ricorso alla classifica avulsa.

2003-2004 - La nascita di Sky e la TV della Lega Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La contesa dei diritti calcistici televisivi viene parzialmente frenata nel 2003 con l'acquisizione da parte di Rupert Murdoch, proprietario di Stream, del gruppo Telepiù. Entrambe le piattaforme si fondono così in un'unica piattaforma, chiamata Sky Italia. L'effetto iniziale della nuova situazione di monopolio è quello di offerte ancora più basse per l'acquisizione dei diritti, soprattutto nei confronti delle società minori. Per contrastare ciò, alcune di queste società si consorziano contribuendo alla creazione di Gioco Calcio, una nuova televisione gestita dalla stessa Lega Calcio. Tuttavia l'illusione di fare concorrenza a Sky dura poco, a causa della debolezza economica del progetto. Addirittura Gioco Calcio, per poter operare, affitta quattro canali dalla stessa Sky. Il campionato 2003-04 inizia con 11 società rimaste fedeli alla TV di Murdoch e le altre 7 che optano per la TV della Lega. Nel corso della stagione queste ultime rompono l'una dopo l'altra il contratto e passano a Sky, la quale chiude la stagione raggiungendo il prefissato obiettivo di copertura totale della Serie A. Gioco Calcio chiude i battenti nel giugno 2004.

2004-2009 - I diritti satellitari a Sky e quelli terrestri divisi tra Mediaset Premium e Cartapiù[modifica | modifica wikitesto]

Il campionato 2004-2005 (allargato da 18 a 20 squadre) inizia con qualche società che ancora tentenna ed alcune gare restano senza copertura televisiva, ma dopo poche giornate tutte hanno trovato l'accordo con Sky, che può stabilire il monopolio dei diritti sportivi sulla Serie A fino alla fine del girone di andata, nel gennaio 2005. Con l'inizio del girone di ritorno inizia una nuova era: quella del digitale terrestre.

In Italia la transizione del segnale televisivo da analogico a digitale è già iniziata nel 1996 per le trasmissioni satellitari (su iniziativa di TELE+) e si completerà proprio nel 2005, quando il processo si realizzerà anche per le trasmissioni terrestri. Il 3 gennaio 2004, in coincidenza con il 50º anniversario della televisione italiana, nasce il digitale terrestre, che prima affianca la TV analogica e poi (dal 2012) la sostituirà definitivamente. Nel gennaio 2005 nascono anche due pay TV digitali terrestri: Mediaset Premium e LA7 Cartapiù. La situazione che si viene a creare nel mondo dei diritti TV del calcio italiano ha del paradossale: a causa degli obblighi da rispettare con l'antitrust dopo la fusione tra Tele+ e Stream, i diritti acquisiti da Sky sono validi solo per le trasmissioni satellitari. Pertanto le varie società di calcio possono rivendere le stesse partite anche alle pay TV terrestri.

A partire dal girone di ritorno del campionato 2004-2005, dunque, Sky mantiene l'esclusiva di trasmissione di tutte le partite di Serie A via satellite, ma subendo la concorrenza via etere di Mediaset e LA7, che trasmettono le stesse gare a costi molto più convenienti per gli utenti. Si inizia con 9 squadre su Mediaset Premium ed 8 su Cartapiù, mentre le rimanenti tre non cedono i diritti terrestri. Tuttavia due di esse lo fanno a torneo in corso, portando a 10 le squadre sotto contratto con Cartapiù, mentre fino al termine della stagione restano in 9 quelle di Premium ed una sola società che, non cedendo i diritti terrestri, lascia la totale esclusiva delle gare in casa propria alla TV satellitare.

Per la stagione 2005-06 Mediaset e LA7 arrivano a coprire, in due, tutta la Serie A: 11 squadre a Premium, 9 a Cartapiù. Sky mantiene l'esclusiva satellitare di tutto il campionato (a parte un paio di squadre nelle prime giornate) con il vantaggio dell'unico abbonamento (chi vuole seguire la Serie A attraverso il digitale terrestre deve acquistare le tessere ricaricabili sia di Premium che di Cartapiù, per altro ad un costo totale comunque inferiore a quello dell'abbonamento annuale a Sky).

A decorrere dalla stagione 2006-07 le tre pay TV trovano più opportuno accordarsi per una spartizione razionale dei diritti TV: Mediaset e LA7 acquisiscono i diritti esclusivi dalle varie società di Serie A, tenendo poi per sé i soli diritti terrestri e rivendendo a Sky quelli satellitari. In questo modo la TV di Murdoch continua ad assicurare la copertura di tutto il campionato sulla piattaforma satellitare, mentre sul digitale terrestre Mediaset Premium e Cartapiù si suddividono più o meno equamente le squadre di Serie A: 10 squadre ciascuna nelle stagioni 2006-07 e 2007-08, 11 a Premium e 9 a Cartapiù nel 2008-09. Gli accordi prevedono anche l'individuazione, da parte di entrambe le TV, di cinque o sei squadre full: per ciascuna di queste squadre l'emittente terrestre che ne ha acquisito i diritti, oltre a proporne tutte le gare casalinghe e le trasferte contro le altre squadre delle quali ha i diritti, la concorrente è autorizzata a proporne anche le altre trasferte. Le squadre full, delle quali si possono seguire tutte le gare stagionali su un unico operatore terrestre, sono 5 (su 10 totali) per ciascuna TV nella stagione 2006-07, 6 per ciascuna nel 2007-08, 6 per Premium (su 11 totali) e 5 per Cartapiù (su 9) nel 2008-09. Con questo sistema la maggior parte delle partite, per la prima volta, vanno in onda contemporaneamente su tre piattaforme diverse.

2009-2011 - Diritti satellitari a Sky, diritti terrestri divisi tra Mediaset Premium e Dahlia TV[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 2009 la pay per view Cartapiù chiude i battenti e lascia il posto a Dahlia TV, la quale prosegue l'attività. Nell'ultima parte della stagione 2008-09 sulla nuova piattaforma continuano ad andare in onda le partite di Serie A di 9 squadre, delle quali 5 full, mentre Mediaset Premium mantiene le rimanenti 11 squadre, delle quali 6 full. Nella stagione 2009-10 Premium e Dahlia si spartiscono equamente il massimo campionato: ciascuna delle due piattaforme terrestri offre le partite di 10 squadre, delle quali 6 in modalità full.

Con la stagione successiva torna la vendita centralizzata dei diritti della Serie A: si torna a trattare non più con le singole società ma direttamente con la Lega Serie A, come succedeva fino al 1999. Per il telespettatore l'unica novità è una diversa ripartizione degli incontri tra i due operatori terrestri: mentre su Sky continua ad andare in onda tutto il campionato, Mediaset Premium trasmette le partite di 12 squadre (con diritto di prima scelta su 10 di esse) e Dahlia TV quelle delle rimanenti 8 (con diritto di seconda scelta per 3 di esse). La disparità sia nel numero di squadre (Mediaset arriva così a proporre 324 incontri su un totale di 380) sia nel loro blasone deve teoricamente essere compensata dalla novità che consente a ciascuna delle due emittenti di trasmettere tutte le gare delle squadre assegnate, senza più alcuna distinzione tra casa e trasferta: in pratica Dahlia pensa di essere la TV delle squadre minori, assicurando ampia visibilità televisiva a piazze meno importanti soprattutto a livello locale ed avendo l'esclusiva terrestre degli scontri diretti fra queste squadre. Le cose vanno diversamente ed il forte calo degli abbonamenti provoca la messa in liquidazione di Dahlia TV e la cessazione dell'attività il 25 febbraio 2011.

2011-2018 - I diritti satellitari a Sky e quelli terrestri a Mediaset Premium[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la chiusura di Dahlia TV, a partire dalle ultime 12 giornate del campionato 2010-2011 sono solo due gli operatori televisivi a proporre la Serie A in diretta: Sky via satellite e Mediaset Premium via etere. Fino al 2015 sulla piattaforma satellitare vanno in onda tutte le partite, mentre su quella terrestre vanno in onda le gare coinvolgenti 12 squadre scelte ad inizio stagione (coprendo comunque 324 incontri su un totale di 380). I 56 scontri diretti fra le rimanenti 8 squadre sono visibili in esclusiva assoluta su Sky.

Dal 2015 c'è una diversa suddivisione dei diritti televisivi: Sky continua a trasmettere l'intero torneo, mentre su Premium vanno in onda in diretta tutte le partite di 8 squadre, per un totale di 248 incontri non in esclusiva ma per i quali la piattaforma terrestre ha l'esclusiva dei diritti accessori (telecamere negli spogliatoi, interviste all'intervallo, doppio bordocampista a produzione limitata, conferenze stampa nel prepartita). D'altra parte su Sky vanno in onda in diretta esclusiva le restanti 132 partite (con annessi diritti accessori a produzione limitata), ovvero i confronti diretti tra le altre 12 squadre.

2018-2021 - I diritti a Sky e Perform[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il fallimento di due bandi con suddivisione delle partite per piattaforma e la rescissione del contratto con l'intermediario indipendente Mediapro, la Lega Serie A assegna per la prima volta i diritti per prodotto a Sky (266 partite a stagione in diretta esclusiva) e a Perform (114 partite a stagione in diretta esclusiva), che così sbarca nel mercato italiano con DAZN. Più precisamente la pay TV di Murdoch trasmetterà 7 match a giornata (gli anticipi di sabato alle 15 e alle 18, due partite della domenica alle ore 15 e i posticipi di domenica alle 18 e alle 20.30 e quello del lunedì alle 20.30), mentre il gruppo britannico trasmetterà 3 match a giornata (gli anticipi di sabato alle 20.30 e domenica alle 12.30 e una partita della domenica alle ore 15). Va detto che, già da maggio 2018, Sky non è più solo una piattaforma satellitare in quanto una parte dei suoi canali è ospitata anche sul digitale terrestre in seguito ad un accordo con Mediaset Premium. Il 15 luglio 2018 Mediaset Premium ha trovato un accordo con il gruppo Perform per poter trasmettere sulla propria rete i canali della piattaforma DAZN e quindi anche le partite del pacchetto offerto da quest'ultima.[1]

I diritti del campionato italiano (gli highlights e le immagini correlate)[modifica | modifica wikitesto]

1970-1997 - Il monopolio della Rai da 90º minuto a Quelli che... il calcio[modifica | modifica wikitesto]

Gli "highlights" delle partite del Campionato Italiano di calcio, ovvero i gol e le altre immagini salienti, sono storicamente un'esclusiva della Rai. Il servizio pubblico può mostrare le immagini la domenica pomeriggio, dopo la conclusione delle gare, nel programma 90º minuto, condotto da Paolo Valenti, su Rai 1. Alla fine della trasmissione, Rai 2 propone la sintesi di una partita di Serie A (in origine, già dal 1960 sul primo canale, la telecronaca registrata integrale di uno dei due tempi di gioco). Dal 1993, durante le partite pomeridiane, su Rai 3, va in onda Quelli che il calcio, con Fabio Fazio. Si tratta di un contenitore pomeridiano non solo calcistico, nel quale ci sono collegamenti in diretta con gli stadi durante le gare, ma senza inquadrare il campo durante le azioni di gioco. Dal 1995, su Rai 2, va in onda Stadio Sprint che, a partite terminate e fino all'orario di inizio di 90º minuto, propone interviste e commenti a caldo in diretta dai campi. Nella stagione 1996-97 la sintesi di una gara va in onda poco dopo la mezzanotte, ma con questo la Rai può scegliere di proporre in sintesi anche il posticipo serale (già introdotto tre anni prima).

1997-1999 - Telemontecarlo contrasta il monopolio della Rai sul calcio in chiaro[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1997 al 1999 la Rai, pur mantenendo l'esclusiva dei diritti in chiaro nella fascia oraria fino alle 19:00 della domenica, la perde nella fascia oraria successiva, per un'ora, dove le subentra Telemontecarlo che ripropone gli highlights nell'apposita trasmissione Goleada. La storica TV monegasca in lingua italiana (all'epoca gestita da Cecchi Gori) ha in realtà strappato alla TV pubblica, già l'anno precedente, tutto il pacchetto dei diritti in chiaro, offrendo alla Lega Calcio 615 miliardi di lire in tre anni.[2] Tuttavia il produttore cinematografico fiorentino è stato costretto da difficoltà finanziarie prima a rinunciare ai diritti e poi a rinegoziarli dopo una polemica con Letizia Moratti,[2] accontentandosi di un ruolo di secondo piano: i diritti passano alla Rai al prezzo perdente all'asta: 185, 193,4 e 202 miliardi di lire nei tre anni considerati.[2] Inoltre, a Telemontecarlo passa il diritto a trasmettere, poco dopo la mezzanotte, la sintesi di una partita di Serie A (in onda su TMC2). La Rai mantiene tutte le altre esclusive e nel 1998 trasferisce Quelli che...il calcio su Rai 2.

1999-2005 - Torna il monopolio della Rai e scompare la storica "sintesi"[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 i diritti del calcio in chiaro tornano interamente alla Rai, che li manterrà fino al 2005. Il nuovo contratto garantisce l'esclusiva degli highlights la domenica alle 18:00, per un paio di ore, e la possibilità di collegamenti in diretta con i campi anche durante lo svolgimento delle gare, pur senza ovviamente inquadrare le fasi di gioco e limitandosi alle inquadrature degli spalti, delle panchine o dei momenti di gioco fermo. La Rai continua ad utilizzare questa possibilità all'interno di Quelli che...il calcio, alla cui conduzione, dal 2001, Fabio Fazio sarà sostituito da Simona Ventura. Al varietà pomeridiano segue, sempre su Rai 2, Stadio Sprint con le interviste del dopopartita. Dopo quasi quarant'anni, sparisce la sintesi di un incontro del massimo campionato.

2005-2008 - Il calcio in chiaro passa a Mediaset[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 la Rai perde per la prima volta i diritti del calcio in chiaro, che passano a Mediaset aggiudicandoseli per 61,5 milioni di euro. Il servizio pubblico deve accontentarsi dei diritti in chiaro della sola Serie B, proponendo una nuova edizione di 90º minuto al sabato pomeriggio su Rai 3 (ulteriori diritti in chiaro del torneo cadetto per la fascia serale sono assegnati a Sportitalia). I programmi che sostituiscono, la domenica pomeriggio, il 90º minuto di Rai 1 sono Serie A - Il grande calcio, in onda nella stagione 2005-06 su Canale 5, Controcampo - Ultimo minuto e Controcampo - Diritto di replica, entrambi in onda nelle altre due stagioni su Italia 1. Questi due programmi sono preceduti, sempre su Italia 1, da Domenica Stadio, che sostituisce di fatto lo Stadio Sprint di Rai 2. I collegamenti in diretta dai campi va in onda all'interno di Buona Domenica su Canale 5, mentre nella stagione 2006-07 su Italia 1 va in onda Guida al campionato - Direttissima. Tuttavia la sfida degli ascolti della domenica pomeriggio viene puntualmente vinta dalla trasmissione di Simona Ventura, che dal 2006 si chiama Quelli che il calcio e..., il quale anche se privo di collegamenti in diretta con i campi, continua ad avere un grande seguito. Pure le trasmissioni che propongono gli highlights delle gare non riescono a replicare gli ascolti di 90º minuto. In definitiva, per Mediaset l'acquisto dei diritti si rivela un flop su tutta la linea. Fra le vittime illustri c'è Paolo Bonolis, costretto a lasciare il timone di Serie A - Il grande calcio ad Enrico Mentana dopo poche puntate e diverse polemiche con la redazione di Sport Mediaset.

2008-2012 - Il calcio in chiaro torna alla Rai[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008, dopo l'ennesima estenuante trattativa con la Lega Calcio andata avanti fino a poche ore prima dell'inizio dei campionati, la Rai si riprende i diritti in chiaro della massima serie. Su Rai 2, alla domenica pomeriggio, torna Stadio Sprint e debutta il nuovo 90º minuto - Serie A, mentre su Rai 3, al sabato, va in onda 90º minuto - Serie B. Confermato anche il varietà Quelli che il calcio e... che tornerà a collegarsi con i campi e che nel 2011 tornerà a chiamarsi Quelli che il calcio con il passaggio della conduzione da Simona Ventura a Victoria Cabello. Nel 2010 la Rai arricchisce la sua programmazione dedicata alla Serie A con la messa in onda, alle 14:00 su Rai Sport 1, di un approfondimento di un'ora denominato Primo Stadio, dedicato al prepartita degli incontri delle ore 15 e al postpartita del lunch match delle 12:30 (senza però poterne trasmettere gli highlights). In questa atagione viene avviata, sia su Rai Sport 1 che su Rai Sport 2, la trasmissione in chiaro addirittura di repliche integrali delle gare di Serie A, sia pure dopo almeno 8 giorni dal loro svolgimento. Sportitalia conferma i diritti in chiaro della Serie B relativi alla fascia serale.

2012-2015 - I diritti in chiaro divisi tra la Rai e Cielo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2012 sono due le TV a dividersi i diritti in chiaro della Serie A: alla Rai[3] si affianca Cielo[4], il primo canale digitale terrestre in chiaro di Sky Italia.

Cielo acquisisce l'esclusiva per le immagini correlate durante le gare e per gli highlights in anteprima (tra le 18:00 e le 18:15 per le gare pomeridiane, tra le 22:50 e le 23:05 per quelle serali). Nella stagione 2012-13 questi diritti sono utilizzati nel programma Cielo che gol!, condotto da Simona Ventura ed Alessandro Bonan. La trasmissione, pensata inizialmente per occupare tutta la domenica pomeriggio in concorrenza con la programmazione calcistica di Rai 2 (in particolare con Quelli che, programma condotto dalla stessa Ventura fino ad un anno prima), viene ridimensionata a causa dei bassi ascolti, in particolare con la rinuncia ai collegamenti in diretta durante le gare. Nelle altre due stagioni, infatti, viene sostituita da un nuovo programma (senza la Ventura) che si chiama Stop & gol.

La Rai, anche se ha perso per la seconda volta la possibilità dei collegamenti in diretta con gli stadi, conferma Quelli che il calcio su Rai 2. Nella stagione 2012-13 la trasmissione si chiama Quelli che ed è condotta ancora una volta da Victoria Cabello, mentre dalla stagione successiva si torna al vecchio nome con il passaggio alla conduzione di Nicola Savino. Rai Sport in questi tre anni cancella solo il segmento Primo Stadio su Rai Sport 1, mantenendo tutti gli altri appuntamenti: lo spazio interviste post gara di Stadio Sprint e gli highlights delle gare pomeridiane dopo le 18:15 all'interno di 90º minuto, oltre a quelli delle gare serali dopo le 23:05 (in programmi come Sabato Sprint e Domenica Sportiva). Per la prima volta (a parte il triennio 2005-2008 in cui aveva perso del tutto i diritti) la Rai può mostrare solo per seconda gli highlights, anche se in forma più approfondita rispetto alle brevi sintesi di Cielo. Sono confermate anche, sui canali tematici, le repliche integrali delle partite a distanza di almeno una settimana dalla loro disputa.

Anche gli highlights della Serie B restano alla Rai[5]. L'unica vera novità del palinsesto è il trasferimento di 90º minuto - Serie B su Rai 2 (nella stagione 2012-13 questa trasmissione parte dalla quarta giornata a causa della tardiva acquisizione dei diritti). Così il servizio pubblico concentra sul secondo canale tutti i suoi programmi calcistici principali. Fino all'undicesima giornata della Serie B 2013-2014 anche Sportitalia continua ad esercitare i diritti relativi alla fascia oraria serale[6]. Dopo la chiusura del canale, avvenuta alla fine di ottobre 2013, gli highlights serali del torneo cadetto passano, dalla quattordicesima alla venticinquesima giornata, al nuovo canale Sport Uno del gruppo LT Multimedia. Dopo la chiusura anche di questo canale, nel febbraio 2014, alla Rai resta l'esclusiva assoluta dei diritti in chiaro della Serie B.

2015-2018 - Torna il monopolio della Rai[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2015 tutti i diritti in chiaro sia della Serie A che della Serie B tornano alla sola Rai. All'interno di Quelli che il calcio tornano i collegamenti con gli stadi e gli highlights sono proposti in esclusiva fin dalle 18 per le gare pomeridiane e dalle 22:50 per quelle serali. Nel palinsesto c'è la novità di un'unica trasmissione alla domenica pomeriggio: 90º minuto assorbe anche lo spazio delle interviste già occupato da Stadio Sprint.

Dal 2018 - Il calcio in chiaro sulla Rai e anche su Mediaset[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2018 gli highlights della Serie A tornano ad essere trasmessi anche sulle reti Mediaset, in seconda serata dopo le 22:00. Tornano nei palinsesti alcuni programmi storici, come ad esempio Pressing che andrà in onda la domenica su Canale 5 in seconda serata e il confermato Tiki Taka, il lunedì sempre in seconda serata. Anche sulla Rai, all'interno di trasmissioni come 90º minuto o La Domenica Sportiva, saranno mostrati gli highlights di alcune partite, in base anche alla fascia oraria in cui si giocheranno determinati match.

Diritti TV del campionato italiano di Serie B (gare in diretta)[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Diritti criptati Diritti in chiaro
1993-1994 TELE+ (32 anticipi) Rai
1994-1995
1995-1996
1996-1997 TELE+
1997-1998
1998-1999
1999-2000 TELE+
Stream TV
2000-2001
2001-2002
2002-2003 TELE+ (gare casalinghe di 5 squadre)
Stream TV (gare casalinghe di 15 squadre)
2003-2004 Sky (gare casalinghe di 18 squadre)
Gioco Calcio (gare casalinghe di 6 squadre)
2004-2005 Sky
2005-2006 in questa stagione non sono assegnati diritti criptati ma vengono trasmesse partite in chiaro:
Sportitalia (anticipi, posticipi, playoff e playout)
Rai (selezione fra tutte le rimanenti partite, sia in diretta che in differita)
Rai
Sportitalia
2006-2007 Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri di Juventus, Napoli e Genoa)
Sportitalia (diritti terrestri di alcune gare nelle prime giornate in chiaro)
2007-2008 solo alcune partite su Sky (in PPV), ContoTV e TV locali
2008-2009 Sky (diritti satellitari)
Cartapiù - Dahlia TV (diritti terrestri)
2009-2010 Sky (diritti satellitari)
Dahlia TV (diritti terrestri)
2010-2011 Sky (diritti satellitari)
Dahlia TV (diritti terrestri fino alla 27ª giornata)
Mediaset Premium (diritti terrestri dalla 34ª giornata in poi compresi un recupero della 30ª, playoff e playout)
2011-2012 Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri dalla 4ª giornata in poi compresi playoff e playout)
2012-2013 Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri di anticipi, posticipi e playoff)
Serie B TV (diritti terrestri dalla 9ª giornata in poi delle rimanenti partite)
2013-2014 Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri di anticipi, posticipi, playoff e playout)
Rai
Sportitalia
LT Multimedia
2014-2015 Rai
2015-2016 Sky
2016-2017
2017-2018
2018-2019 Perform

Mediaset Premium e Sky (mostreranno ai loro abbonati i canali della piattaforma DAZN di Perform e quindi tutta la Serie B acquistata da quest'ultima)

Rai
2019-2020
2020-2021

I diritti televisivi della Coppa Italia[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1990 la Coppa Italia era quasi del tutto ignorata dalle televisioni: si limitavano agli highlights nei vari notiziari e alla trasmissione in diretta delle sole partite di finale, da parte della Rai.

Stagione Diritti TV
1990-1991 Fininvest
1991-1992
1992-1993
1993-1994 Rai
1994-1995
1995-1996
1996-1997
1997-1998 Rai
Mediaset
Telemontecarlo
1998-1999
1999-2000 Rai
Stream TV
2000-2001 Rai
TELE+
2001-2002 Rai
LA7
2002-2003 Rai
2003-2004
2004-2005
2005-2006
2006-2007
2007-2008 Rai
LA7
2008-2009 Rai
ContoTV
2009-2010
2010-2011 Rai
LA7
Sportitalia
2011-2012
2012-2013 Rai
2013-2014 Rai
Sportitalia (2 incontri)
2014-2015 Rai
2015-2016
2016-2017
2017-2018
2018-2019
2019-2020
2020-2021

1990-1993 - Gli anticipi e i posticipi sulle reti Fininvest[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 la Lega Calcio stringe un accordo triennale con la Fininvest (la futura Mediaset) per la trasmissione gratuita di alcuni incontri di Coppa Italia, appositamente anticipati o posticipati di un giorno rispetto al normale calendario. L'esperimento precede di tre anni gli anticipi e i posticipi televisivi dei campionati di Serie A e B. In ciascuna delle tre stagioni possono andare in onda 14 gare, suddivise fra i vari turni e prescelte attraverso un rigido schema legato alla classifica del Campionato di Serie A della precedente stagione. Con eccezione del turno preliminare della stagione 1992-93, tutti i turni si svolgono con gare di andata e ritorno.

  • Turno preliminare (nella stagione 1992-93 in gara unica): gare della 14ª classificata (nelle prime due stagioni all'andata) e della 13ª classificata (nelle prime due stagioni al ritorno).
  • Sedicesimi di finale: gara di andata della 10ª classificata e gara di ritorno della 9ª classificata.
  • Ottavi di finale: gara di andata tra 8ª e 9ª classificata e gara di ritorno tra 7ª e 10ª classificata, oppure delle società che ne avevano preso il posto eliminandole nel turno precedente.
  • Quarti di finale: gara di andata tra 6ª e 3ª, gara di ritorno tra 5ª e 4ª, oppure delle società che ne avevano preso il posto eliminandole nei due turni precedenti.
  • Semifinali: entrambe le gare sia all'andata che al ritorno.
  • Finale: sia l'andata che il ritorno.

Fino al turno preliminare della stagione 1991-92, queste gare va in onda in leggera differita (dai 15 ai 30 minuti) per le norme che impedivano all'epoca le dirette su reti private nazionali.

1993-1997 - Il ritorno alla Rai e l'aumento delle gare in onda[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 i diritti della Coppa Italia tornano alla Rai, che li manterrà in esclusiva fino al 1997. Il nuovo pacchetto è composto da 15 gare all'anno: una in più rispetto al passato ed inoltre i criteri di scelta, sempre basati sulla classifica del precedente campionato di massima serie, prevedono partite con squadre di livello superiore. In queste stagioni gli ultimi tre turni si svolgono sempre con gare di andata e ritorno.

  • Turno preliminare (in gara unica): gara della 13ª classificata.
  • Sedicesimi di finale (dal 1995 in gara unica): gare dell'8ª classificata (all'andata nelle prime due stagioni) e della 7ª classificata (al ritorno nelle prime due stagioni).
  • Ottavi di finale (dal 1995 in gara unica): gara tra 6a ed 11a (all'andata nelle prime due stagioni) e tra 5a e 12a (al ritorno nelle prime due stagioni), oppure delle formazioni che ne avevano preso il posto eliminandole nel turno precedente.
  • Quarti di finale: due gare all'andata e le altre due al ritorno.
  • Semifinali: entrambe le gare sia all'andata che al ritorno.
  • Finale: sia l'andata che il ritorno.

1997-1999 - I diritti divisi tra la Rai, Mediaset e Telemontecarlo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1997 al 1999 la Coppa Italia è suddivisa fra tre operatori televisivi, sempre in chiaro: Rai, Mediaset (al ritorno dopo quattro anni) e Telemontecarlo (all'esordio nella competizione). La coppa torna a giocarsi interamente con gare di andata e ritorno e le partite in onda salgono a 26 per la stagione 1997-98 e a 28 per quella successiva (dove si rende necessario anche uno spareggio fra le semifinaliste sconfitte). La scelta degli incontri da trasmettere era affidata alle emittenti senza più vincoli legati alle classifiche dei campionati ma col solo obbligo nei primi tre turni di non proporre, al ritorno, le stesse sfide già trasmesse all'andata.

  • Turno preliminare: due partite all'andata e altre due al ritorno (in entrambi i casi una sulla Rai ed una su Telemontecarlo).
  • Sedicesimi di finale: due partite all'andata e altre due al ritorno (in entrambi i casi una sulla Rai ed una su Telemontecarlo).
  • Ottavi di finale: due partite all'andata e altre due al ritorno (in entrambi i casi una sulla Rai ed una su Telemontecarlo).
  • Quarti di finale: tutte le partite sia all'andata che al ritorno (in entrambi i casi due sulla Rai e due sulle reti Mediaset, in modo che ogni sfida passi su entrambe le emittenti).
  • Semifinali: entrambe le partite sia all'andata che al ritorno (in entrambi i casi una sulla Rai ed una su Mediaset, in modo che ogni sfida passi su entrambe le emittenti).
  • Finale: sia l'andata che il ritorno (andata alla Rai e ritorno a Mediaset nella stagione 1997-98 e viceversa in quella successiva).
  • Spareggio per il 3º posto (nella sola stagione 1998-99): sia l'andata che il ritorno (andata alla Rai e ritorno a Mediaset).

1999-2001 - Le partite in chiaro sulla Rai e quelle a pagamento su Stream e TELE+[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1999 al 2001 fanno capolino nella Coppa Italia anche le televisioni a pagamento, consentendo per la prima volta una copertura televisiva completa anche del secondo turno (sedicesimi di finale) e degli ottavi di finale.

Nella stagione 1999-2000 sulla Rai vanno in onda in chiaro, oltre ad alcune gare della nuova fase eliminatoria a gironi, 16 partite della fase ad eliminazione diretta, mentre le altre 30 sono visibili a pagamento via satellite su Stream TV.

  • Eliminatorie (andata e ritorno): alcune gare trasmesse occasionalmente dalla Rai, anche a livello locale.
  • Secondo turno: sia all'andata che al ritorno, due partite sulla Rai e le altre sei su Stream (le sfide in chiaro sono diverse tra andata e ritorno).
  • Ottavi di finale: sia all'andata che al ritorno, due partite sulla Rai e le altre sei su Stream (le sfide in chiaro sono diverse tra andata e ritorno).
  • Quarti di finale: sia all'andata che al ritorno, due partite sulla Rai e le altre due su Stream (ogni sfida ha un passaggio televisivo in chiaro ed uno criptato).
  • Semifinali: sia all'andata che al ritorno, una partita sulla Rai e l'altra su Stream (ogni sfida ha un passaggio televisivo in chiaro ed uno criptato).
  • Finale: trasmessa dalla Rai sia all'andata che al ritorno.

Nella stagione 2000-01 aumentano gli incontri visibili gratuitamente sulla Rai, mentre TELE+ trasmette a pagamento poche partite.

  • Eliminatorie (gare di sola andata): alcune gare in onda occasionalmente sulla Rai, anche a livello locale.
  • Secondo turno: all'andata tre partite sulla Rai e le altre cinque su TELE+, al ritorno quattro sulla Rai e le altre quattro su TELE+.
  • Ottavi di finale: all'andata cinque partite sulla Rai e le altre tre su TELE+, al ritorno quattro sulla Rai e le altre quattro su TELE+.
  • Quarti di finale: sia all'andata che al ritorno, tre partite sulla Rai e una su TELE+.
  • Semifinali: tutte le partite sulla Rai sia all'andata che al ritorno.
  • Finale: sulla Rai sia all'andata che al ritorno.

2001-2002 - L'inizio su LA7 e il gran finale sulla Rai[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 la Coppa Italia torna interamente in chiaro, ma stavolta è ancora divisa fra due operatori televisivi, ovvero la Rai e LA7 (erede di Telemontecarlo, su cui era già andata in onda la coppa tre anni prima). Non va in onda alcuna partita né delle eliminatorie né del secondo turno, a causa del ritardato accordo tra Lega Calcio e televisioni.

  • Ottavi di finale: quattro gare di andata e cinque di ritorno vanno in onda su LA7, mentre le altre partite no.
  • Quarti di finale: all'andata tre partite su LA7 e la rimanente sulla Rai, al ritorno tutte le partite sulla Rai.
  • Semifinali: entrambe le partite sulla Rai, sia all'andata che al ritorno.
  • Finale: sia all'andata che al ritorno sulla Rai.

2002-2007 - Il monopolio della Rai[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 la Coppa Italia torna appannaggio della sola Rai. Fino al 2005 il servizio pubblico propone alcune gare del secondo turno e poi garantisce una copertura completa o quasi dagli ottavi di finale in poi. La stagione 2002-03 ha maggior visibilità, perché tutte le partite vanno in onda su Rai 1, Rai 2 e Rai 3. Dalla stagione successiva la Rai utilizza, per le gare meno importanti, Rai Sport Satellite, canale tematico visibile via satellite e, dal 2004, in digitale terrestre. Sui canali generalisti vanno comunque in onda tutte le gare più importanti.

  • Secondo turno: tre gare di andata e tre di ritorno.
  • Ottavi di finale: tutte le gare sia all'andata che al ritorno (a parte una gara di ritorno della stagione 2002-03).
  • Quarti di finale, Semifinali e Finale: tutte le gare sia all'andata che al ritorno.

Nella stagione 2005-06, con la nuova formula della coppa, sulla Rai possono andare in onda anche diverse partite dei tre turni preliminari, disputati ora ad eliminazione diretta in gara unica. Nella stagione successiva un ritardo nell'accordo tra la Rai e la Lega Calcio causa l'"oscuramento" sia dei turni preliminari sia delle partite di andata degli ottavi di finale. La Rai trasmette tutte le gare a partire da quelle di ritorno degli ottavi, in parte su Rai 1, Rai 2 e Rai 3 e in parte su Rai Sport Satellite (il cui bacino d'utenza nel frattempo cresce grazie alla progressiva diffusione della TV digitale).

  • Turni preliminari: in onda alcune gare dei tre turni nella sola stagione 2005-06.
  • Ottavi di finale: tutte le gare sia all'andata che al ritorno nella stagione 2005-06 e tutte le gare di ritorno in quella successiva.
  • Quarti di finale, semifinali e finale: tutte le gare sia all'andata che al ritorno.

2007-2008 - Gli ottavi su LA7 e Cartapiù e la fase finale sulla Rai[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 si torna alla suddivisione della coppa tra la Rai e LA7. Nonostante una nuova formula che limita la partecipazione alle sole società di Serie A e B, l'accordo con le televisioni arriva ancora una volta in ritardo, impedendo la trasmissione dei tre turni preliminari e delle prime tre partite dell'andata degli ottavi di finale. Telecom Italia Media trasmette le rimanenti gare degli ottavi, alcune delle quali per la prima volta a pagamento su Cartapiù (sette anni dopo le esperienze di Tele+ e Stream). Sulla Rai sono visibili gratuitamente tutte le gare dai quarti di finale in poi, compresa la finale tornata a disputarsi dopo 28 anni in gara secca.

  • Ottavi di finale: cinque gare di andata e tutte le otto di ritorno sono pro Telecom Italia Media, alcune in chiaro su LA7 e le rimanenti a pagamento su Cartapiù.
  • Quarti di finale (andata e ritorno), semifinali (andata e ritorno) e finale (gara unica): tutte le gare in chiaro sulla Rai.

2008-2010 - I preliminari su ContoTV, fase finale sulla Rai[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2008 al 2010 i diritti della Coppa Italia sono suddivisi in due pacchetti: uno per i quattro nuovi turni preliminari (riaperti anche alle formazioni non professionistiche) ed uno per la nuova fase finale (ottavi, quarti e finale in gara unica e le semifinali ad andata e ritorno). I diritti della fase finale se li aggiudica ancora la Rai (con le gare più importanti su Rai 1, Rai 2 e Rai 3 e le altre su Rai Sport Più), mentre quelli dei preliminari (limitatamente ad una selezione di incontri) sono assegnati alla pay per view ContoTV. Molte gare dei turni preliminari non in onda sulla TV a pagamento vanno in onda su emittenti locali (anche via satellite).

  • 1º turno: ContoTV trasmise due gare solo nell'edizione 2009-10.
  • 2º turno: ContoTV trasmise una gara nel 2008-09 e quattro nel 2009-10.
  • 3º turno: ContoTV trasmise quattro gare sia nel 2008-09 che nel 2009-10.
  • 4º turno: ContoTV trasmise tutte le otto gare nel 2008-09 e tre gare nel 2009-10.
  • Ottavi di finale, quarti di finale, semifinali e finale: tutte le 17 gare trasmesse dalla Rai.

2010-2012 - I preliminari su LA7 e Sportitalia e la fase finale sulla Rai[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2010 al 2012 la fase finale della Coppa Italia resta alla Rai, mentre i diritti TV delle migliori gare dei turni preliminari furono suddivisi stavolta tra due TV in chiaro: LA7 e Sportitalia, ma non va in onda alcuna gara dei primi due turni (quelli senza formazioni di Serie A): molti di questi incontri, insieme a quelli del terzo turno ignorati dai due operatori nazionali, sono comunque proposti dalle emittenti locali.

  • 3º turno: nella stagione 2010-11 vanno in onda una gara su Sportitalia e tre su LA7 (poi replicate anche su Sportitalia), nella stagione successiva una su LA7 e una su Sportitalia.
  • 4º turno: Telecom Italia Media trasmette tutte le 8 gare in entrambe le stagioni (alcune in differita); alcune gare della stagione 2010-11 sono proposte in esclusiva dalla web TV di LA7 (cioè senza andare in onda sulla rete originale); due gare della stagione successiva vanno in onda in contemporanea su LA7d (con immagini alternate fra i due campi), ma sono proposte anche, separatamente ed integralmente, on line, una sulla pagina YouTube di LA7 (Genoa-Bari) e l'altra sulla pagina Facebook della Lega Serie A (Cagliari-Siena). Tanto l'utilizzo esclusivo di una web TV quanto quelli del canale YouTube e del social network Facebook rappresentano delle novità assolute per il calcio italiano.
  • Ottavi di finale, quarti di finale, semifinali e finale: tutte le 17 gare vanno in onda sulla Rai, con la finale in onda anche in alta definizione su Rai HD.

Dal 2012 - Il monopolio della Rai[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2012 sulla Rai va in onda anche il 4º turno preliminare, oltre ad ottavi di finale, quarti di finale, semifinali (andata e ritorno) e finale, per un totale di 25 incontri. Le partite più importanti vanno in onda anche in alta definizione[7]. A parte due incontri del 3º turno preliminare in onda nel 2013 su Sportitalia, le partite dei primi tre turni nel triennio 2012-2015 vanno in onda solo a livello locale. Dal 2015 sulla Rai vanno in onda almeno 6 partite dei primi tre turni (almeno una per ciascun turno), oltre a tutte le partite a partire dal quarto turno.

I diritti televisivi della Supercoppa italiana[modifica | modifica wikitesto]

Edizione TV Rete Telespettatori Share
1988 Fininvest (in differita) Canale 5
1989 Italia 1
1990 Canale 5
1991 Italia 1
1992 Fininvest Canale 5
1993
1994
1995
1996 TELE+ (criptata) Tele+
1997
1998
1999 Rai Rai 1
2000 Mediaset Canale 5 7.201.000 31,49%
2001 Rai Rai 1 4.492.000 30,41%
2002 LA7 LA7 2.983.000 16,71%
2003 Sky (criptata) Sky - -
2004 Mediaset Canale 5 3.258.000 20,79%
2005 Sportitalia Sportitalia - -
2006 Rai Rai 1 5.460.000 34,29%
2007 5.482.000 33,36%
2008 5.560.000 32,83%
2009 4.165.000 34,72%
2010 6.137.000 36,99%
2011 6.139.000 41,11%
2012 4.995.000 35,82%
2013 6.250.000 35,13%
2014 7.853.000 34,53%
2015 4.633.000 33,22%
2016 6.277.000 36,23%
2017 5.539.000 33,69%
2018
2019
2020

Fino al 1995 i diritti televisivi della Supercoppa italiana erano stati assegnati alla Fininvest, la quale fino al 1991 trasmetteva la partita in leggera differita perché i canali nazionali privati all'epoca non potevano trasmettere in diretta.

L'evento verrà successivamente proposto a pagamento da TELE+, dal 1996 al 1998.

Dal 1999 al 2008 la vendita dei diritti della Supercoppa avviene di anno in anno anche in considerazione delle preferenze delle società partecipanti. Nel 1999 la manifestazione va per la prima volta in onda sulla Rai, nel 2000 torna sulle reti Mediaset e nel 2001 nuovamente sulla Rai. Le stagioni 2002 e 2003 vanno in onda per la prima volta, rispettivamente, su LA7 e sulla nascente piattaforma Sky (è l'ultima stagione ad andare in onda a pagamento). Dopo un altro ritorno sulle reti Mediaset nel 2004, va in onda per la prima volta su Sportitalia, nel 2005.

Dal 2006 la Supercoppa Italiana è di nuovo in onda sulla Rai, che la trasmetterà in diretta esclusiva fino all'edizione 2020.

I diritti televisivi della Coppa dei Campioni e della UEFA Champions League[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1992 i diritti televisivi delle partite delle coppe europee, compresa la Coppa dei Campioni, erano soggettivi: ogni società partecipante gestiva in proprio i diritti delle partite giocate in casa propria. Facevano eccezione solo le finali disputate in gara unica, i cui diritti televisivi erano gestiti direttamente dall'UEFA. Fra queste quindi anche la finale di Coppa dei Campioni (disputata da sempre in gara unica).

Stagione Diritti pay Diritti in chiaro
1992-1993 Fininvest[8] (finale sulla Rai e su Telemontecarlo)
1993-1994
1994-1995 Fininvest
1995-1996
1996-1997 Mediaset
1997-1998 TELE+
1998-1999
1999-2000
2000-2001 Stream TV
2001-2002
2002-2003
2003-2004 Sky
2004-2005
2005-2006
2006-2007 Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri)
Rai
2007-2008
2008-2009
2009-2010
2010-2011
2011-2012
2012-2013 Mediaset
2013-2014
2014-2015 Sky (diritti in esclusiva)
2015-2016 Mediaset Premium (diritti in esclusiva)
2016-2017
2017-2018
2018-2019 Sky (diritti in esclusiva) Rai
2019-2020
2020-2021

1955-1981 - Il monopolio della Rai[modifica | modifica wikitesto]

In Italia le partite delle squadre italiane in Coppa dei Campioni vanno in onda solo sulla Rai fino al 1981. Non sempre vanno in onda tutti gli incontri (in genere erano trasmesse le finali e le gare più importanti), tuttavia la copertura televisiva di queste gare da parte del servizio pubblico diventa via via più completa col passare degli anni. La Rai acquisisce dalle società italiane ed estere, nonché dall'UEFA limitatamente alle finali, i diritti per trasmettere queste partite. Sulla Rai vanno in onda anche le finali in cui non sono impegnate, essendo legata all'Unione europea di radiodiffusione.

1981-1992 - La Coppa dei Campioni suddivisa tra la Rai, la Fininvest e Telemontecarlo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981, con l'incontro Juventus-Celtic Glasgow (ritorno dei Sedicesimi di finale), la Fininvest di Silvio Berlusconi (futuro presidente del Milan) diventa il primo gruppo televisivo privato a trasmettere una partita di una squadra italiana in Coppa dei Campioni e più in generale in tutte le competizioni internazionali per club. Dal 1984, su Telemontecarlo, che trasmette in differita le finali dal 1981 al 1984, vanno in onda le finali di Coppa dei Campioni in contemporanea alla Rai. La situazione è resa possibile dal fatto che l'emittente, avendo sede a Montecarlo, non risulta un canale italiano e aderisce all'UER. La doppia trasmissione della finale di Coppa dei Campioni continuerà fino al 1994. Soprattutto nei primi anni il caso non infastidisce più di tanto la Rai, perché la TV monegasca è visibile solo in una porzione limitata del territorio italiano.

A metà anni ottanta la Fininvest rompe ufficialmente il monopolio della Rai sulle coppe internazionali. Su Canale 5, Italia 1 e Rete 4 iniziano ad andare in onda diverse partite della Coppa dei Campioni (nonché altre Coppe europee) disputate in trasferta dalle squadre italiane, acquistandone di volta in volta i diritti dalle società avversarie. Questa politica funziona grazie anche ai risultati particolarmente positivi dei club italiani, tant'è che non è un grosso ostacolo nemmeno il fatto che, fino al 1991, la Fininvest sia costretta dalla legge italiana a trasmettere le partite in lieve differita (dai 15 ai 30 minuti)[9]. A partire dal 1989 tutte le partite giocate in trasferta dal Milan, con la sola eccezione dell'ottavo di finale contro il Real Madrid, vanno in onda sulle reti televisive di Berlusconi.

1992-1994 - La Champions League suddivisa tra la Fininvest, la Rai e Telemontecarlo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992 l'UEFA introduce per la prima volta i diritti televisivi centralizzati, creando la UEFA Champions League. Con questo nome si intende una particolare fase della Coppa dei Campioni, introdotta già dall'anno precedente. Si tratta di una fase eliminatoria di due gruppi da quattro squadre, con gare di andata e ritorno, cui accedono le otto formazioni superstiti dopo i primi turni ad eliminazione diretta. Questa fase sostituisce dei quarti di finale e delle semifinali, aumentando il numero di partite. L'UEFA vende in blocco i diritti televisivi di questa fase, mentre restano di proprietà delle singole squadre Plospitanti i diritti dei primi turni. Le prime classificate accedono direttamente alla finale, tranne che nella stagione 1993-94: in questa stagione la Champions League si arricchisce di due ulteriori gare, le semifinali in gara unica, in cui ciascuna delle due vincenti della fase a gruppi ospita sul proprio campo la seconda classificata dell'altro raggruppamento.

In Italia è la Fininvest ad acquisire i diritti della Champions League fin dalla prima stagione[10]. Nella stagione 1992-93 questi diritti comprendono le gare dei due gruppi e in quella successiva anche le semifinali[11]. In entrambe le stagioni resta a parte la finale, che continua ad andare in onda sulla Rai e su Telemontecarlo[11].

1994-2000 - Le partite in chiaro sulla Fininvest/Mediaset (e quelle a pagamento su TELE+)[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1994 con il nome di UEFA Champions League inizia ad essere chiamato tutto il torneo e non più una sola fase di esso. L'appellativo di Coppa dei Campioni da allora resta in uso per indicare il trofeo in palio, ma non la manifestazione (fatta eccezione per chi nostalgicamente predilige la vecchia denominazione). Corrispondentemente, a partire da questa stagione, la competizione inizia ad evolversi nella formula. I diritti televisivi centralizzati comprendono ora tutti i turni, dalla prima fase eliminatoria fino alla finale, fatte salve solo le partite dei turni preliminari, che continuano ad essere gestite dalle singole società. La Fininvest (che dall'aprile del 1996 si chiamerà Mediaset) propone dal 1995 anche la finale, avendone l'esclusiva e togliendola al duopolio tra la Rai e Telemontecarlo[12].

La Fininvest/Mediaset resta l'unica emittente italiana a trasmettere la Champions League per almeno due anni. Nel 1996, la partecipazione di due formazioni italiane alla competizione (il Milan campione d'Italia e la Juventus campione d'Europa) impone un cambiamento di programma, a causa della contemporaneità delle partite. Nelle prime due giornate il problema è risolto trasmettendo una gara su Canale 5 ed una su Italia 1, riproponendo poi le due partite in replica, in seconda serata, a canali invertiti (esperimento svolto solo nella prima giornata e poi abbandonato per via dei bassi ascolti[13]). Nelle giornate successive Mediaset trova più redditizio stringere un accordo con TELE+: una delle due partite va in onda in diretta e in chiaro sulle reti di Cologno Monzese, l'altra è visibile a pagamento su TELE+2 e sempre in diretta. Questa gara viene replicata in chiaro da Mediaset in seconda serata su Italia 1[14]. Il sistema, che rimase comunque in vigore solo durante la fase eliminatoria (al termine della quale fu il Milan a essere eliminato), segnava di fatto l'esordio delle pay TV italiane in Champions League. L'esperimento è ripetuto nella stagione 1997-98 con Juventus e Parma (sempre limitatamente alle eliminatorie, a causa della eliminazione dei ducali) e nella stagione successiva con Juventus ed Inter (stavolta fino ai quarti di finale). In queste ultime due stagioni la nuova formula impone ad una delle due formazioni italiane partecipanti di partire dal secondo turno preliminare: le gare del Parma e dell'Inter nei preliminari, disputate ad agosto rispettivamente del 1997 e del 1998, non sono comprese nei diritti centralizzati di Mediaset e TELE+ e sono oggetto di separata contrattazione tra le singole società e le televisioni (i diritti sono acquisiti dalla stessa Mediaset).

Nel 1999, su pressione dei grandi club, l'UEFA ingrandisce ulteriormente la Champions, che sta ormai diventando un vero e proprio campionato europeo per club. La nuova formula prevede, dopo tre turni preliminari (sempre soggetti ad una trattazione separata dei diritti televisivi, gestita dai singoli club), ben due fasi eliminatorie a gironi, seguite da quarti di finale, semifinali e finale. Con questa formula ben quattro formazioni italiane possono partecipare alla competizione e faceva diventare inevitabile la suddivisione dei diritti televisivi tra emittenti in chiaro e pay TV. Nella stagione 1999-2000 in esclusiva su TELE+ vanno in onda le partite della Lazio nella prima fase eliminatoria, contemporanee a quelle della Fiorentina. Sulle reti Mediaset sono visibili gratuitamente tutte le rimanenti gare delle squadre italiane, limitandosi a proporre una sintesi delle partite della Lazio nella prima fase (e non più una replica integrale) all'interno della trasmissione Pressing Champions League. Gli incontri della Fiorentina e del Parma nel terzo turno preliminare (esclusi dai diritti centralizzati) vanno in onda su vari canali (oltre alla stessa Mediaset, anche la Rai e Telemontecarlo).

2000-2006 - Le partite a pagamento su Stream e Sky e quelle in chiaro su Mediaset[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2000 i diritti della Champions League sono divisi in due pacchetti: uno in chiaro ed uno a pagamento. Il pacchetto in chiaro consente di trasmettere in diretta due partite alla settimana: una del martedì, che però non vede in lizza squadre italiane, ed una del mercoledì, oltre agli highlights delle altre partite. Il pacchetto destinato alle pay TV comprende la possibilità di trasmettere tutte le gare. Fino al 2006 il pacchetto in chiaro resta a Mediaset (che trasmette le sintesi delle gare all'interno di Pressing Champions League), mentre quello criptato viene acquisito prima da Stream TV e poi dalla sua "erede" Sky. Quando, nei quarti di finale, entrambe le partite del martedì vedono in lizza formazioni italiane, allora Mediaset ne trasmette comunque una. Lo stesso succede per le partite delle semifinali giocate di martedì, trasmesse da Mediaset anche se ci sono squadre italiane in lizza.

Dal 2003 viene abolita la seconda fase eliminatoria, sostituendola con ottavi di finale ad eliminazione diretta e riducendo dunque di ben quattro settimane il calendario.

Le partite delle squadre italiane nel terzo turno preliminare in questi anni va in onda, oltre che su Mediaset e Sky, anche sulla Rai, su LA7 e in qualche occasione su emittenti locali.

2006-2012 - Le partite a pagamento su Sky e Mediaset Premium e quelle in chiaro sulla Rai[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2006 la Rai, dopo dodici anni dall'ultima finale trasmessa, acquisisce per la prima volta i diritti in chiaro della Champions League. Con il nuovo pacchetto il servizio pubblico può trasmettere una partita a scelta del mercoledì, più la finale (che dal 2010 si giocherà di sabato) e gli highlights di tutte le altre gare (proposte fino al 2009 nelle trasmissioni Martedì Champions ed Un mercoledì da campioni e successivamente in 90º minuto Champions). Inoltre, nelle semifinali, sulla Rai va in onda anche la gara del martedì in caso di partecipazione di almeno un club italiano. Mediaset, abbandonato il pacchetto in chiaro, acquisisce quello criptato per la piattaforma digitale terrestre Mediaset Premium, mentre a Sky resta l'esclusiva satellitare. Ulteriori due novità, sopraggiunte dal 2009, ampliano ulteriormente l'offerta della Rai, di Sky e di Mediaset Premium: i turni preliminari diventano quattro e l'ultimo di essi rientra nei diritti centralizzati della competizione. Viene tra l'altro stabilita la "spalmatura" degli ottavi di finale, distribuiti su quattro settimane (due per l'andata e due per il ritorno).

Per quanto riguarda le partite delle squadre italiane nei turni preliminari, fino al 2009 vanno in onda emittenti varie (le stesse Rai, Mediaset e Sky, nonché LA7 e ContoTV). Dalla stagione successiva non c'è più il problema della contrattazione a parte, in quanto i diritti restano soggettivi solo per i primi tre turni preliminari, mentre la prima squadra italiana entra in lizza dal quarto ed ultimo.

2012-2014 - Diritti criptati a Sky e Mediaset Premium, diritti in chiaro a Mediaset[modifica | modifica wikitesto]

I diritti criptati per le stagioni 2012-13 e 2013-14 restano suddivisi tra Sky e Mediaset Premium grazie ad un accordo commerciale fra entrambe le piattaforme[15]. La novità è rappresentata dal ritorno a Mediaset anche dei diritti in chiaro: su Canale 5, Italia 1 e Rete 4 (anche in alta definizione), a partire dal quarto turno preliminare, va in onda una partita per ogni mercoledì di gara più la finale, per un totale di 17 gare, alle quali si aggiungono gli highlights di tutte le altre gare in seconda serata nella trasmissione Champions League Speciale.

2014-2015 - Diritti criptati esclusivi a Sky, diritti esclusivi in chiaro a Mediaset[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 2014-15 solo Sky ha i diritti criptati esclusivi, mentre a Mediaset restano i diritti in chiaro. La TV di Cologno Monzese propone 16 incontri in diretta esclusiva (Sky li trasmette solo in differita): si tratta della partita principale del mercoledì, a partire dal quarto turno preliminare e fino alle semifinali. Mediaset trasmette tra l'altro in diretta e in chiaro (ma non in esclusiva) anche la semifinale di andata della Juventus giocatasi di martedì e la finale. Tutti gli altri incontri vanno in onda solo sulla TV satellitare a pagamento (come al solito Mediaset trasmette in chiaro gli highlights di tali incontri).

2015-2018 - Diritti esclusivi a Mediaset e immediata differita delle partite italiane per gli abbonati Sky[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2015 Mediaset acquisisce dalla UEFA i diritti esclusivi, sia in chiaro che criptati, della Champions League al prezzo record di 230 milioni di euro per ogni stagione.[16] Su Mediaset Premium sono trasmesse tutte le partite in diretta dal quarto turno preliminare fino alla finale. Il fatto che sia Mediaset a detenere i diritti sia in chiaro che a pagamento ha fatto sì che il match a scelta della tv in chiaro da trasmettersi per ogni turno non sempre sia stato coinvolgente una squadra italiana. Le partire vanno in onda generalmente su Canale 5 o Italia 1 (anche in HD), e in seconda serata vanno in onda le immagini salienti di tutti gli altri incontri. L'unico obbligo resta quello di trasmettere in chiaro tutte le gare di semifinali e finale coinvolgenti club italiani. La Champions rimane visibile anche agli abbonati Sky. Infatti su Juventus TV e Roma TV, resi visibili a tutti gli abbonati Sky Sport e Calcio, vanno in onda le partite in lieve differita subito dopo il loro termine, alle 24 con ampi pre e post partita (replicato anche dopo la differita) e con la possibilità di fruire di una radiocronaca in diretta durante il match.

2018-2021 - Diritti criptati esclusivi a Sky, diritti esclusivi in chiaro alla Rai[modifica | modifica wikitesto]

A partire da agosto 2018 e fino al termine della stagione 2020-21 la Champions League tornerà ad essere trasmessa in diretta esclusiva da Sky, che trasmetterà sui propri canali Sky Sport tutte le partite a partire dal quarto turno preliminare fino alla finale per un totale di 122 partite a stagione. Grazie ad un accordo con la Rai, per la stagione 2018-19 (con opzione per le due stagioni successive) l'emittente di Stato tornerà a trasmettere in chiaro la massima competizione continentale dopo 6 anni: sarà trasmessa in diretta non esclusiva la miglior partita per ogni giornata a partire dalla fase a gironi fino alla finale in diretta non esclusiva (tale partita sarà comunque visibile in diretta anche su Sky) coinvolgente una squadra italiana e inoltre sarà garantita la trasmissione anche delle eventuali partite di semifinale al martedì coinvolgenti almeno una squadra italiana.

I diritti TV della Coppa delle Fiere, della Coppa delle Coppe, della Coppa UEFA, della Coppa Intertoto e della UEFA Europa League[modifica | modifica wikitesto]

Prima che nascesse l'Europa League erano diverse le competizioni europee per squadre di club che si affiancavano annualmente alla Coppa dei Campioni/Champions League: dal 1955 al 1971 si svolgeva, per 13 stagioni, la Coppa delle Fiere, dal 1960 al 1999 si disputava, per 39 stagioni, la Coppa delle Coppe, mentre dal 1971 al 2009 (sostituendo la Coppa delle Fiere dal 1971 ed inglobando anche la Coppa delle Coppe dal 1999) aveva luogo, per 38 stagioni, la Coppa UEFA. Inoltre dal 1995 al 2008, per 14 stagioni, si svolgeva la Coppa Intertoto, che era in realtà un torneo di qualificazione alla Coppa UEFA.

Stagione Diritti pay Diritti in chiaro
2007-2008 Sportitalia e LA7 (quarti di finale, semifinali e finale)
2008-2009
2009-2010 Mediaset Premium Mediaset
2010-2011
2011-2012
2012-2013 Sky (diritti satellitari)
Mediaset Premium (diritti terrestri)
2013-2014
2014-2015 Mediaset Premium
2015-2016 Sky TV8
2016-2017
2017-2018
2018-2019
2019-2020
2020-2021

1955-1980 - Il monopolio della Rai sulla Coppa delle Coppe, sulla Coppa delle Fiere e sulla Coppa UEFA[modifica | modifica wikitesto]

A differenza della Coppa dei Campioni, nelle altre coppe europee i diritti televisivi restano soggettivi fino al 2006; la sola eccezione riguarda le finali disputate in gara unica, i cui diritti televisivi sono gestiti direttamente dall'UEFA: in pratica ciò succede relativamente alla sola finale di Coppa delle Coppe (disputata con gare di andata e ritorno solo nella prima stagione, la 1960-61), a cui vanno aggiunte due edizioni della Coppa delle Fiere (1963-64 e 1964-65) pure concluse con finale unica. Successivamente in tale competizione la finale torna a giocarsi ad andata e ritorno fino al 1971, ultimo anno di vita della competizione. Anche la Coppa UEFA, che la sostituisce, continuerà fino al 1997 a mantenere la doppia finale.

Anche per la Coppa delle Coppe e la Coppa UEFA (e prima ancora per la Coppa delle Fiere) fino ai primi anni ottanta è la RAI a trasmetterne le gare, limitandosi alle partite più importanti che vedono in lizza le formazioni italiane e a volte anche alle finali tra squadre straniere. Nel corso degli anni il numero di incontri riguardanti le formazioni italiane in onda sulla RAI va via via aumentando.

1980-2007 - I diritti della Coppa delle Coppe, della Coppa UEFA e dell'Intertoto soggettivi a varie emittenti[modifica | modifica wikitesto]

Analogamente alla Coppa dei Campioni, gli anni ottanta segnano l'ingresso delle TV private sugli incontri della Coppa delle Coppe e su quelle della Coppa UEFA, soprattutto per le partite in trasferta delle squadre italiane nonché per la doppia trasmissione della finale della Coppa delle Coppe sulla Rai e su Telemontecarlo, dal 1980 al 1996.

Nel 1992 si ha anche la prima finale di Coppa UEFA (e in generale di una delle tre principali coppe europee) in onda in esclusiva su una rete privata: su Canale 5, della Fininvest, va in onda la gara di ritorno Ajax-Torino dopo che l'azienda di Silvio Berlusconi ha acquisito i diritti dal club olandese (l'andata in Italia va in onda regolarmente sulla RAI). Ajax-Torino è anche una delle prime gare internazionali in onda in diretta su una TV privata italiana (fino all'estate del 1991 vi era l'obbligo di differita dai 15 ai 30 minuti). Dopo la Fininvest altre TV private iniziano ad acquisire i diritti di partite in trasferta delle squadre italiane: su Telemontecarlo, oltre alle finali non in esclusiva, vanno in onda alcune partite delle squadre straniere in diretta e in differita e, dal 1993 al 1995, anche su TELE+2 vanno in onda alcune trasferte di squadre italiane in Coppa delle Coppe e Coppa UEFA.

Ben presto la Rai perde ufficialmente anche il monopolio sugli incontri casalinghi dei club italiani. Il primo caso eclatante è la cessione a Telemontecarlo da parte della Juventus dei diritti televisivi di tutte le gare casalinghe nella Coppa UEFA 1993-1994. Negli anni successivi altre società italiane seguono l'esempio (principalmente a favore della Fininvest o di Telemontecarlo). Fra le varie società che scelgono canali privati si ricordano, oltre a Juventus e Milan, anche Roma, Lazio e Parma, nonché la Fiorentina, il cui presidente Vittorio Cecchi Gori in questi anni è anche proprietario di Telemontecarlo (creandosi dunque una situazione analoga a quella di Berlusconi con il Milan e la Fininvest/Mediaset).

Dal caos di diritti soggettivi non si salvano neppure le finali di Coppa UEFA. Dopo Ajax-Torino del 1992, anche Borussia Dortmund-Juventus dell'anno successivo è divisa tra la Fininvest (andata in Germania) e la Rai (ritorno in Italia). Nella stagione 1993-94 i due colossi della TV nazionale si accordano per invertire i diritti TV di Casino Salisburgo-Inter: il servizio pubblico trasmise la gara di andata a Vienna, mentre l'azienda privata di Cologno Monzese trasmette il ritorno di San Siro. Sulla Rai e su Telemontecarlo la doppia finale italiana del 1995 tra Parma e Juventus, mentre la doppia finale dell'anno successivo Bayern Monaco-Bordeaux è divisa tra Mediaset (gara di andata) e la RAI (gara di ritorno). L'ultima finale ad andata e ritorno, quella del 1997 tra Schalke 04 ed Inter, è di nuovo in onda sulla Rai con entrambe le partite. Anche le finali in gara unica, sebbene soggette alla gestione diretta dell'UEFA, iniziano a passare da una TV all'altra. La finale di Coppa delle Coppe, in onda sulla Rai e su Telemontecarlo fino al 1996, viene trasmessa per la prima volta da Mediaset l'anno successivo, per poi tornare in esclusiva alla Rai nella stagione 1997-98, e di nuovo alla doppia trasmissione Rai-Telemontecarlo nell'ultima stagione del torneo (1998-99). Quando anche la finale di Coppa UEFA prende a disputarsi in gara unica, va in onda anch'essa in esclusiva sulla Rai nella stagione 1997-98 e in quella successiva anche su Telemontecarlo. Quando la competizione si ingrandisce inglobando anche la Coppa delle Coppe, la finale di Coppa UEFA torna un'esclusiva Rai dal 2000 al 2004, per poi passare a Mediaset nel 2005 e 2006 e a LA7 nel 2007 (dopo la rinuncia di Sky).

Alla fine del secondo millennio il mercato dei diritti TV delle coppe europee inizia ad entrare in crisi, almeno in Italia. Le prime avvisaglie si registrano nell'estate del 1998, quando nessun canale italiano trasmette le prime due partite della Sampdoria nella Coppa Intertoto. I prezzi praticati dalle società titolari dei diritti iniziano ad essere ritenuti non più convenienti dalle televisioni, a fronte di partite che, a causa della crescente importanza della Champions League, perdono sempre più di interesse. La crisi si acuisce dal 1999, quando la riforma della UEFA Champions League impone la contemporanea abolizione della Coppa delle Coppe: le vincenti delle coppe nazionali partecipano ora alla Coppa UEFA, che viene così ingrandita nell'organico ma è comunque impoverita dalla trasmigrazione delle migliori squadre nella competizione principale. Il nuovo meccanismo della "retrocessione" in Coppa UEFA delle migliori eliminate nella prima fase di Champions League (già avviato nel 1996 per le formazioni eliminate nel turno preliminare della competizione più importante) non serve a tamponare la perdita di interesse di società, tifosi e televisioni nei confronti della Coppa UEFA, la quale, pur salita al ruolo di seconda competizione europea per club, ha ormai perso il fascino di un tempo.

Anno dopo anno si moltiplicano i casi di partite delle squadre italiane in Coppa UEFA e in Intertoto che restano "oscurate", in quanto nessuna emittente televisiva si accolla le spese per acquisirne i diritti. Il caso più eclatante si verifica nella Coppa UEFA 2001-02 con la semifinale di andata Borussia Dortmund-Milan. A volte i club stranieri riescono a rimediare al rifiuto delle emittenti italiane nazionali cedendo i diritti ad emittenti locali o a syndication, strada che inizierà ad essere perseguita anche dalle squadre italiane per le partite casalinghe. Con questo sistema gruppi televisivi minori come Italia 7 Gold, Odeon TV, Telelombardia e Antennatre, oltre a varie TV locali, trasmettono importanti gare di Coppa UEFA e di Intertoto oltre che dei preliminari di Champions League.

2007-2009 - La Coppa UEFA e l'Intertoto suddivise tra LA7, Sportitalia, ContoTV ed altre emittenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 l'UEFA sperimenta una prima centralizzazione dei diritti televisivi delle coppe europee minori, riunendo in un pacchetto unico triennale i diritti della Supercoppa Europea e degli ultimi tre turni della Coppa UEFA (quarti di finale, semifinali e finale). In Italia questo pacchetto è stato inizialmente acquisito da Sky, che tuttavia, dopo aver trasmesso la Supercoppa Europea 2006, ha rinunciato ai diritti (senza utilizzarli per nemmeno una gara di Coppa UEFA). I diritti verranno successivamente riacquistati da LA7 e Sportitalia. Sulla rete generalista di Telecom Italia Media vanno in onda le gare della Fiorentina nei quarti di finale e nelle semifinali della stagione 2007-08, le gare dell'Udinese nei quarti dell'edizione successiva, la doppia semifinale tra Amburgo e Werder Brema del 2009 e le finali di entrambe le edizioni, il tutto in chiaro e in diretta. Su Sportitalia va in onda sempre in chiaro, tutti gli incontri di questi tre turni, tra dirette e differite, in modalità digitale. In questi due anni restano soggettivi i diritti televisivi dell'Intertoto e dei primi turni di Coppa UEFA (fino agli ottavi di finale). Le gare delle italiane in questi turni vanno in onda principalmente su ContoTV, LA7 e Sky.

2009-2012 - Il monopolio Mediaset sull'Europa League[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 l'Intertoto scompare e la Coppa UEFA diventa l'Europa League. I diritti televisivi centralizzati sono estesi comprendendo anche la fase ai gironi, i sedicesimi di finale e gli ottavi di finale (oltre a quarti di finale, semifinali e finale come nelle ultime edizioni della Coppa UEFA). La Supercoppa Europea viene separata ed aggregata ai diritti TV della Champions League. Rimasero fuori dai pacchetti dei diritti TV centralizzati solo i turni preliminari, che ora erano ben quattro e sostituivano, oltre ai vecchi due turni preliminari, anche il vecchio primo turno a eliminazione diretta (anticipato ad agosto) e l'intero torneo Intertoto. Una squadra italiana entrava in lizza dal terzo turno preliminare ed altre due dal quarto ed ultimo.

I diritti TV sono assegnati in esclusiva a Mediaset fino al 2012. Su Premium va in onda buona parte degli incontri, mentre una gara di ciascun turno, riguardante finché possibile formazioni italiane, va in onda anche su un canale in chiaro (Rete 4, Italia 1, Mediaset Extra o Italia 2). Nella seconda serata di ogni giovedì di Europa League sugli stessi canali in chiaro va in onda uno Speciale Europa League condotto da Mino Taveri con gli highlights di tutte le altre gare. Inoltre, solo fino al 2011, su Sportitalia vanno in onda in chiaro, a partire dalla mezzanotte tra il venerdì ed il sabato, telecronache registrate o ampie sintesi delle migliori partite della settimana, comprese quelle delle squadre italiane.

Per i quattro turni preliminari resta in vigore la vendita soggettiva dei diritti (gestiti dalle società ospitanti gli incontri). Comunque la maggior parte delle gare delle squadre italiane nei preliminari di questo triennio sono visibili a pagamento su Mediaset Premium, Sky e ContoTV. Fanno eccezione alcune gare di Roma e Lazio della stagione 2009-10, visibili gratuitamente sulla Rai, su Mediaset e su LA7.

2012-2014 - Il duopolio di Mediaset e Sky[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2012 oltre a Mediaset Premium anche Sky trasmette l'Europa League a pagamento. La TV di Cologno Monzese conferma anche i diritti in chiaro, con la partita principale di ogni giovedì sera (a partire dalla fase a gironi) in onda su Canale 5, Italia 1, Rete 4 e Italia 2. Su questi vanno in onda solitamente gli highlights delle altre partite all'interno della trasmissione Europa League Speciale.

Per effetto di una leggera modifica del format del torneo, si riducono a due i club italiani impegnati nei turni preliminari (per i quali resta soggettiva la vendita dei diritti televisivi): uno entra in lizza dal terzo turno ed uno dal quarto ed ultimo. La maggior parte delle gare delle squadre italiane nei preliminari sono visibili a pagamento (e in alcuni casi solo in pay-per-view) su Mediaset Premium e Sky. Fanno eccezione Hajduk Spalato - Inter del 2012 (visibile gratuitamente su LA7) e Široki Brijeg - Udinese del 2014 (i cui diritti restano invenduti).

2014-2015 - Torna l'esclusiva Mediaset[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 2014-15 i diritti esclusivi della competizione tornano alla sola Mediaset, che ripropone la consueta programmazione tra gare in chiaro (una per ogni giornata di gara) e gare criptate (le principali di fase a gironi e sedicesimi di finale e tutte le partite dagli ottavi di finale in poi), oltre agli highlights. Mediaset Premium trasmette in esclusiva anche tutte le gare delle due italiane impegnate nei turni preliminari, ad eccezione di Brommapojkarna - Torino (i cui diritti restano invenduti). Su Mediaset vanno in onda in chiaro tutte le gare di semifinale, in quanto coinvolgenti club italiani, utilizzando però (a causa della contemporaneità) differite e sintesi.

2015-2021 - Diritti esclusivi a Sky[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2015 i diritti esclusivi dell'Europa League vengono acquisiti da Sky Italia, sia per il criptato che per il chiaro. Per la piattaforma satellitare si tratta di un ritorno alla trasmissione della seconda competizione europea per club dopo il biennio 2012-2014. Saranno trasmesse in diretta esclusiva sui canali Sky Sport le migliori partite della fase a gironi e di andata e ritorno dei sedicesimi di finale, tutte le partite di andata e ritorno di ottavi di finale, quarti di finale e semifinali e la finale. La TV satellitare ha facoltà di trasmettere anche degli incontri in chiaro e, per farlo, utilizza TV8 trasmettendo, per ogni turno, uno degli incontri coinvolgenti club italiani. In particolare Sky sarà obbligata a proporre in chiaro le gare di semifinale e di finale che dovessero coinvolgere squadre italiane. Restano fuori dal pacchetto le gare dei quattro turni preliminari. Le partite della Sampdoria nel terzo turno della stagione 2015-16 sono state trasmesse in diretta esclusiva ed in chiaro sulla Rai, mentre quelle del Sassuolo nel terzo turno e nel play-off della stagione seguente in diretta esclusiva da Sky. Ancora poi le gare preliminari della stagione 2017-2018, che hanno visto protagonista il Milan (terzo e quarto turno), sono state trasmesse in esclusiva ed in chiaro da Mediaset (gare in casa) e da Sky con TV8 (gare in trasferta).

I diritti televisivi della Supercoppa Europea[modifica | modifica wikitesto]

Edizione TV
1972
1973 Rai (andata in diretta, ritorno in differita)
1975
1976
1977 Rai (ritorno, in differita)
1978
1979
1980
1982 Rai (andata, in differita)
Telemontecarlo (ritorno)
1983 Telemontecarlo (ritorno)
1984 Rai
1986 Rai
Telemontecarlo
1987
1988 TV Koper-Capodistria
1989 Fininvest (in differita)
1990 Rai (andata)
Fininvest (ritorno, in differita)
1991 Fininvest
1992 Rai (ritorno, in differita)
1993 Fininvest
1994
1995 Telemontecarlo (andata in diretta, ritorno in differita)
1996 Mediaset
1997
1998 Rai
1999 Rai
Telemontecarlo
2000 Rai
2001
2002
2003
2004 LA7 (differita)
2005 Mediaset
2006 Sky (criptata)
2007 Rai
2008 LA7
Sportitalia
2009 Rai
Mediaset Premium
Sky
2010
2011
2012 Mediaset
Mediaset Premium
Sky
2013
2014 Mediaset
2015 Mediaset
Mediaset Premium
2016
2017
2018 Sky
Rai
2019 Sky
2020

Molte delle prime stagioni della Supercoppa UEFA erano ignorate dalle televisioni italiane, oppure andavano in onda in differita su canali privati a diffusione non nazionale (Telemontecarlo e Capodistria). Furono queste le prime finali di competizioni europee per club ad essere proposte da tv private.

Barcellona-Milan, gara di andata del 1989, andò in onda sulla Fininvest in lieve differita, avendone acquisito i diritti dalla società spagnola. Anche la gara di ritorno, a Milano, andò in onda sulle reti Fininvest: il torneo si giocò ad andata e ritorno fino al 1997 (con tre eccezioni nel 1984, nel 1986 e nel 1991) e dunque vigevano i diritti TV soggettivi.

Nel 1990 la competizione fu divisa tra Rai e Fininvest. Si trattò di una sfida tutta italiana tra Sampdoria e Milan, con gara di andata a Genova trasmessa dalla TV di stato e gara di ritorno, sul campo neutro di Bologna, trasmessa dal gruppo Fininvest. La Fininvest propose, per la prima volta in diretta, anche l'edizione 1991, giocata in gara unica tra formazioni non italiane. L'edizione 1992 venne invece trasmessa dalla RAI in differita, anche solamente per la gara di ritorno. Nel 1993 i canali di Silvio Berlusconi proposero sia la gara di andata che quella di ritorno della sfida tutta italiana tra Parma e Milan. La stessa cosa accadde nel 1994 per la doppia sfida Arsenal-Milan.

La stagione 1995 (tra squadre straniere) segnò invece il debutto televisivo, in questa competizione, di Telemontecarlo, che trasmise la gara di andata in diretta e quella di ritorno in differita.

L'anno successivo, con la Juventus in lizza, la Supercoppa tornò su Mediaset.

Dal 1998 anche la Supercoppa UEFA, allineandosi alle finali delle coppe europee principali, prese a giocarsi stabilmente in gara unica (a Montecarlo, già sede dell'edizione 1986). Di conseguenza i diritti televisivi della manifestazione cominciarono ad essere gestiti dall'UEFA. In Italia li acquisì per prima la RAI, che tornò dunque a trasmettere in esclusiva questa manifestazione dal 1998 al 2003 (con la sola eccezione del 1999, quando andò in onda anche su Telemontecarlo).

Nel 2004 la partita andò in onda LA7 (l'ex Telemontecarlo), per altro in differita per evitare la sovrapposizione con la finale per il bronzo delle Olimpiadi di Atene fra Italia ed Iraq. Nel 2005 vi fu il ritorno di Mediaset, mentre nel 2006 debuttò Sky (per la prima volta, dunque, la manifestazione fu trasmessa a pagamento in Italia). Nel 2007, con il ritorno di una formazione italiana (come quattro anni prima si trattava del Milan), la Supercoppa tornò sulla RAI.

Nel 2008 per la prima volta furono due i canali italiani a trasmettere l'evento: LA7 (visibile a tutti) e Sportitalia (accessibile solo come canale digitale). Questa stagione faceva parte di un pacchetto, acquisito dalle due emittenti, che comprendeva anche gli ultimi turni di Coppa UEFA 2007-08 e 2008-09.

Successivamente invece i diritti della Supercoppa furono aggregati a quelli della Champions League e quindi le edizioni dal 2009 al 2011 (in particolare quella del 2010 che vide la prima partecipazione dell'Inter) furono trasmesse addirittura da tre operatori italiani: RAI (in chiaro), Sky (a pagamento sul satellite) e Mediaset Premium (a pagamento via etere).

Le edizioni 2012 e 2013 furono trasmesse in chiaro da Mediaset ed a pagamento da Mediaset Premium e Sky.

Mediaset ha trasmesso in esclusiva ed in chiaro l'edizione 2014 e sia in chiaro che a pagamento su Mediaset Premium le edizioni 2015, 2016 e 2017 mentre le edizioni 2018, 2019 e 2020 saranno trasmesse in diretta esclusiva e a pagamento su Sky e in chiaro dalla Rai.

I diritti televisivi della Coppa Intercontinentale e della Coppa del mondo per club FIFA[modifica | modifica wikitesto]

Edizione TV
1960
1961
1962
1963 Rai (gara di spareggio, in differita)
1964 Rai (andata in differita, in diretta la gara di spareggio)
1965 Rai (andata in diretta, ritorno in differita)
1966 Rai (ritorno, in differita)
1967 Rai (andata, in differita)
1968
1969 Rai
1970
1971
1972 Rai (ritorno)
1973 Rai (in differita)
1974
1976
1977
1979
1980
1981
1982
1983 Rete 4 (in differita)[17]
1984 Fininvest (in differita)
1985 Fininvest
1986 Fininvest (in differita)
1987
1988 TV Koper-Capodistria
1989 Fininvest (in differita)
1990
1991 Fininvest
1992 TELE+
1993
1994 TELE+
Fininvest (in differita)
1995
1996 TELE+
Mediaset (in differita)
1997 Telemontecarlo (in differita)
1998
1999 Stream TV
2000
2001
2002 LA7
2003 Mediaset
2004 Sportitalia
2005
2006
2007 Mediaset Premium
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015 Rai
2016
2017 Fox Sports

1963-1973 - Il monopolio della Rai sulla Coppa Intercontinentale[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 2004 la competizione per club che assegna il titolo di squadra più forte del mondo è, per tutti, la Coppa Intercontinentale (o Coppa Europa Sudamerica). Il trofeo vede partecipare due sole squadre, in rappresentanza dei due continenti maggiori. La manifestazione è organizzata da UEFA e CONMEBOL e si gioca per le prime diciotto edizioni (dal 1960 al 1979, tenendo conto che non è disputata nel 1975 e nel 1978) con gare di andata e ritorno (a parte la stagione 1973 giocata in gara unica a Roma). In quattro occasioni si rende necessaria anche una terza partita di spareggio. In Italia queste partite vanno in onda sulla Rai principalmente nelle edizioni in cui è impegnata una squadra italiana (Milan nel 1963 e nel 1969, Inter nel 1964 e nel 1965, Juventus nel 1973), ma anche in altre occasioni, come le stagioni 1966, 1967 e 1972. Le maggiori difficoltà sono legate alle trasmissioni via satellite delle partite disputate in Sudamerica.

1984-1991 - Il monopolio della Fininvest[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1980 la Coppa Intercontinentale prende a disputarsi in gara unica e sul campo neutro di Tokyo. Sponsor principale della manifestazione diventa la casa automobilistica giapponese Toyota, per cui il trofeo prende anche il nome di Toyota Cup. Neanche la nuova formula in terra nipponica ha favorito televisivamente l'evento. La prima edizione teletrasmessa in Italia, seppur in differita, è quella del 1983 su Rete 4, seguita da quella del 1984, in onda Canale 5. Soprattutto, sulla rete Fininvest va in onda in diretta l'edizione successiva, ovvero la sfida tra Juventus ed Argentinos Juniors del 1985. Sono queste le prime importanti finali calcistiche ad essere teletrasmesse in Italia in esclusiva da una TV privata. Ciò tra l'altro impedisce a molti tifosi di vedere la diretta (all'orario italiano delle 04:00 del mattino, corrispondente alle 12:00 giapponesi), dal momento che l'emittente milanese non raggiunge ancora l'intero territorio nazionale. Canale 5 ha in realtà già trasmesso le edizioni del Mundialito per club, che era però una competizione ad inviti messa in piedi dalla stessa Fininvest. Sulle reti Fininvest vanno in onda anche edizioni successive della Coppa Intercontinentale: in particolare Milan-Nacional Medellin del 1989 e Milan-Olimpia Asuncion del 1990 (entrambe trasmesse in leggera differita nella notte e poi replicate nel corso della giornata). Va in onda anche l'edizione del 1991 (stavolta in diretta) pur senza formazioni italiane in lizza.

1992-1996 - Il monopolio di TELE+[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1992 al 1994 la Coppa Intercontinentale è visibile a pagamento su TELE+2. In particolare ciò riguarda le edizioni disputate dal Milan nel 1993 contro il San Paolo e nel 1994 contro il Vélez Sarsfield. Nel primo caso TELE+ propone in chiaro una replica dell'incontro nella tarda mattinata. L'edizione 1994 vede una variazione dell'orario di inizio: alle 19:15. L'orario italiano diventa decisamente più comodo (alle 11:15). Stavolta però TELE+ non propone repliche in chiaro della partita, che invece va in onda in seconda serata su Italia 1. TELE+ propone anche l'edizione 1996, tra Juventus e River Plate. La partita viene replicata in chiaro in seconda serata su Rete 4.

1997-2003 La Coppa Intercontinentale suddivisa tra Telemontecarlo, Stream, LA7 e Mediaset[modifica | modifica wikitesto]

Tra le edizioni senza squadre italiane in lizza, si ricordano quelle del 1997 e del 1998 in onda su Telemontecarlo in differita, quelle del 1999 e del 2000 proposte a pagamento da Stream TV, e quella del 2002 (in cui l'evento si spostò da Tokyo alla vicina Yokohama) in onda su LA7. In altre occasioni la competizione non viene teletrasmessa in Italia (anche se a volte puà essere seguita attraverso canali stranieri via satellite).

Nel frattempo, nel 2000 la FIFA organizza la prima edizione del campionato mondiale per club, disputata in Brasile con la partecipazione di otto squadre provenienti da tutti i continenti. L'esperimento resta isolato (e le previste edizioni successive sono annullate) a causa dello scarso interesse suscitato nei confronti dei grandi network televisivi internazionali, che snobbano l'evento. La Coppa Intercontinentale continua a rappresentare il "vero" Campionato mondiale dei club, anche senza l'egida della FIFA.

Nel 2003 la Coppa Intercontinentale torna sulle reti Mediaset in chiaro, in occasione della sfida tra Milan e Boca Juniors.

2004-2006 - Il monopolio di Sportitalia sulla Coppa Intercontinentale e sulla Coppa del Mondo per Club[modifica | modifica wikitesto]

L'ultima edizione della Toyota Cup, senza squadre italiane, va in onda sulla neonata Sportitalia, nel 2004. Sulla stessa rete vanno in onda anche, negli anni successivi, due stagioni della nuova competizione che la sostituisce: l'accordo tra FIFA, UEFA, CONMEBOL e Toyota consentì infatti la nascita della Coppa del mondo per club. L'organizzazione passa al massimo organismo calcistico mondiale, mentre la casa automobilistica giapponese resta sponsor della manifestazione, che fino al 2008 resterà in terra nipponica. Le squadre partecipanti salgono da due a sei (una per ogni continente) con una formula ad eliminazione diretta.

In Italia, la stagione 2006 è visibile solo a chi ha il digitale terrestre o la TV satellitare (comunque in chiaro), perché Sportitalia ha cessato le trasmissioni analogiche.

2007-2012 - Il monopolio di Mediaset Premium[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2007 al 2012 la competizione va in onda in esclusiva e a pagamento su Mediaset Premium. Le squadre partecipanti salgono da sei a sette grazie all'ammissione di una squadra del paese ospitante. Della finale per il 1º e 2º posto del 2007, riguardante il Milan, venne anche trasmessa una sintesi in chiaro su Rete 4. Nel 2009 e nel 2010 la Coppa, anche se resta in Asia, lascia per la prima volta il Giappone (a parte l'edizione pilota del 2000 svoltasi in Brasile) per disputarsi negli Emirati Arabi Uniti. L'edizione 2010 vide di nuovo in lizza un club italiano, l'Inter, ma stavolta Mediaset non propone sintesi in chiaro delle gare dei nerazzurri. La coppa torna poi in Giappone per le edizioni 2011 e 2012.

2015-2016 - Il monopolio della Rai[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 e nel 2014 la manifestazione lascia per la prima volta l'Asia (sempre senza tener conto della stagione 2000) per approdare in Africa, precisamente in Marocco. Tuttavia nessuna emittente televisiva italiana trasmette queste due stagioni, mentre nel 2015 e nel 2016 quando la manifestazione è tornata a disputarsi in Giappone è stata la Rai a trasmettere tutte le partite in diretta.

La Nazionale italiana in TV[modifica | modifica wikitesto]

Da quando esiste la televisione, le telecronache delle gare della nazionale sono andate in onda quasi sempre sulla Rai. Il servizio pubblico detiene i diritti per trasmettere in diretta esclusiva le gare degli azzurri nelle qualificazioni al campionato europeo 2020 e al campionato mondiale 2022 e della Nations League nelle edizioni 2018-19 e 2020-21, e, fino al 31 dicembre 2021, tutte le partite amichevoli in casa e in trasferta, oltre alle partite ufficiali e amichevoli delle Nazionali giovanili, delle Nazionali femminili e di calcio a 5.

In passato c'erano alcune eccezioni al monopolio azzurro della Rai.

Nelle fasi finali dei Campionati mondiali ed europei disputate dal 1982 al 2000, le partite della Nazionale italiana (così come le altre partite di queste competizioni) andavano in onda contemporaneamente sulla RAI e su Telemontecarlo (quest'ultima aveva lo status di TV del Principato di Monaco e non di canale italiano). Tuttavia, soprattutto nei primi anni, Telemontecarlo era visibile solo in alcune porzioni del territorio italiano. Inoltre, le gare del vittorioso mondiale spagnolo del 1982 andarono in onda su Telemontecarlo in differita (con eccezione della finalissima).

Nell'ottobre 1992 la partita Scozia-Italia a Glasgow, valida per le qualificazioni al Campionato Mondiale del 1994 negli Stati Uniti, va in onda contemporaneamente sulla Rai e su TELE+. Per la prima volta, infatti, i diritti televisivi di una gara della Nazionale vengono acquisiti da un canale privato. La cosa suscita enormi polemiche, perché TELE+ trasmette a pagamento. L'intenzione della pay TV (diventata tale da pochi mesi) è quella di criptare l'incontro, trasmettendolo solo per i propri abbonati, ma poi viene trovato un accordo con la Rai per salvaguardare l'esigenza che un incontro della nazionale sia visibile gratuitamente a tutti i telespettatori. TELE+ si accontenta, trasmettendo l'incontro in chiaro e contemporaneamente alla Rai, di proporre una telecronaca "alternativa" a quella storica del servizio pubblico, per pubblicizzare i propri eventi sportivi.

Nel 1996 si registrano invece i primi incontri della Nazionale trasmessi in esclusiva da una televisione privata, precisamente Mediaset: si tratta di Ungheria-Italia (amichevole) e Moldavia-Italia (qualificazioni al Campionato mondiale del 1998 in Francia), entrambe proposte da Canale 5. Negli anni successivi anche Telemontecarlo propone tre gare in esclusiva degli azzurri (dopo le tante gare proposte nelle fasi finali di mondiali ed europei in contemporanea con la RAI): nel 1997 Inghilterra-Italia (sempre per le qualificazioni mondiali 1998), nel 1998 Svezia-Italia (amichevole), nel 1999 Svizzera-Italia (qualificazioni al Campionato Europeo del 2000 in Olanda e Belgio). In occasione della gara con l'Inghilterra, Telemontecarlo consente alla Rai di replicare l'incontro dopo la mezzanotte, per tutelare quelle zone italiane dove il segnale del canale monegasco non è ricevibile.

Terminato nel 2000 il curioso dualismo tra la Rai e Telemontecarlo per le fasi finali di mondiali ed europei, torna a verificarsi una situazione analoga a partire dal 2006, sia pure per cause diverse. La suddivisione dei diritti tra canali in chiaro e pay TV causa infatti la doppia trasmissione delle gare della nazionale da parte della Rai e di Sky in occasione di tre edizioni del Campionato Mondiale (dal 2006 al 2014), due edizioni della Confederations Cup (2009 e 2013) e un'edizione dei Campionati Europei (2016). Tale schema si ripeterà anche in occasione dei Campionati Europei del 2020. Su Sky sono andate in onda anche in differita integrale le gare degli azzurri nelle qualificazioni agli Europei 2016 e ai Mondiali 2018, subito dopo la diretta esclusiva di Rai 1 e della sua versione HD.

I radiotelecronisti storici degli azzurri[modifica | modifica wikitesto]

La prima "voce" storica della nazionale italiana è quella di Nicolò Carosio, che commenta alla radio le avventure degli azzurri fin dai primi due titoli mondiali, nel 1934 in Italia e nel 1938 in Francia. Passa alla televisione (sempre in Rai) fin dalla sua nascita, nel 1954, e resta il telecronista "ufficiale" degli azzurri fino ai mondiali del 1970 in Messico, con la sola eccezione degli europei 1968.

A Carosio succede Nando Martellini. Dopo aver già sostituito Carosio in occasione del vittorioso Campionato europeo del 1968, Martellini lo rimpiazza definitivamente durante i mondiali messicani, in seguito al famoso episodio del guardalinee etiope. Nando Martellini rimane il telecronista delle gare degli azzurri fino al 1986, passando attraverso il trionfo mondiale del 1982 in Spagna.

A partire dal secondo Mondiale messicano, quello del 1986, Bruno Pizzul diventa la terza voce storica della nazionale in RAI. Commenterà le gare degli azzurri ininterrottamente fino ad agosto 2002, con una sola eccezione in occasione della finale per il 3º e 4º posto del mondiale italiano del 1990 contro l'Inghilterra, commentata da Giorgio Martino (il giorno dopo Pizzul commentò la finale per il 1º e 2º posto tra Argentina e Germania Ovest).

Le partite della nazionale trasmesse in quegli anni anche da altre TV vedono alla telecronaca: Luigi Colombo su Telemontecarlo tra il 1982 e il 1990; Massimo Caputi sempre sulla TV monegasca tra il 1994 e il 2000; Massimo Marianella su TELE+ nel 1992; Sandro Piccinini e Bruno Longhi su Canale 5 nel 1996.

Tra settembre 2002 e giugno 2003, in Rai, il posto che era stato di Carosio, Martellini e Pizzul venne affidato ad una rigida alternanza, partita dopo partita, tra Gianni Cerqueti e Stefano Bizzotto. Nell'agosto 2003 la scelta definitiva dell'azienda andò su Cerqueti, che commentò gli azzurri fino ad agosto 2004. A sorpresa, però, la Rai cambiò completamente idea e, da settembre 2004 ad agosto 2010, la voce della nazionale fu quella di Marco Civoli, che in particolare raccontò il trionfo mondiale del 2006 in Germania. Solo in occasione dell'amichevole contro l'Austria dell'agosto 2008 a Nizza la telecronaca, per una volta, fu di nuovo affidata a Gianni Cerqueti, a causa dell'impegno di Civoli ai giochi olimpici di Pechino.

In occasione dell'amichevole di Londra persa contro la Costa d'Avorio nell'agosto 2010, vi fu il passaggio di testimone da Civoli a Bruno Gentili, ex radiocronista di Tutto il calcio minuto per minuto ed all'epoca vicedirettore di Rai Sport. Nell'occasione Civoli effettuò la sua ultima telecronaca "azzurra", mentre Gentili si limitò al commento tecnico. Gentili è stato il telecronista RAI della nazionale italiana da settembre 2010 a novembre 2012.

Nuovo passaggio di consegne nel novembre 2012 in occasione dell'amichevole di Parma persa contro la Francia: Gentili ha effettuato la sua ultima telecronaca azzurra avvalendosi del commento tecnico del suo successore Stefano Bizzotto. Quest'ultimo è tornato a rivestire il ruolo di telecronista azzurro della Rai da febbraio 2013, dopo averlo già fatto in alternanza con Gianni Cerqueti tra il 2002 ed il 2003.

Da settembre 2014 la Rai ha affidato le telecronache azzurre alla coppia formata da Alberto Rimedio e dallo stesso Bizzotto, sostituito da luglio 2015 da Giovanni Trapattoni. A maggio 2016, Trapattoni viene sostituito da Walter Zenga, il quale dal 1º settembre dello stesso anno cede il posto ad Alberto Zaccheroni.

Per le partite degli azzurri trasmesse anche da Sky a partire dal 2006 (fasi finali dei mondiali, Confederations Cup e, dal 2014, le differite delle partite di qualificazione agli Europei 2016 e ai Mondiali 2018), la telecronaca sulla TV satellitare è di Fabio Caressa, affiancato dal commento tecnico di Giuseppe Bergomi. Unica eccezione la gara valida per il terzo posto della Confederations Cup 2013, commentata da Massimo Marianella e Daniele Adani in quanto Caressa e Bergomi erano a Rio de Janeiro per commentare la finale tra Brasile e Spagna.

In radio, sempre alla Rai, le radiocronache degli azzurri furono affidate, dopo Carosio, ad Enrico Ameri (fino al 1992), a Sandro Ciotti (dal 1992 al 1994), Riccardo Cucchi (dal 1994 al 2014) e Francesco Repice (dal 2014 in poi).

Le Nazionali giovanili e la Nazionale olimpica[modifica | modifica wikitesto]

Tra le nazionali giovanili, l'unica che gode di una presenza televisiva costante è quella under 21. La Rai trasmette la maggioranza degli incontri di questa rappresentativa. In passato solo in pochissime occasioni sono stati altri operatori televisivi ad occuparsene: ricordiamo Svizzera-Italia under 21 del giugno 1999, valida per la qualificazione al Campionato Europeo under 21 del 2000 in Slovacchia, trasmessa da Telemontecarlo. La fase finale dello stesso Campionato Europeo under 21 del 2000 in Slovacchia e quella successiva del 2002 in Svizzera furono entrambe proposte da Mediaset (gare dell'Italia e gare più importanti in chiaro) e da TELE+ (restanti gare a pagamento).

Per quel che riguarda la Nazionale Olimpica (coincidente fino al 1952 con la Nazionale maggiore, a parte le limitazioni sul professionismo), ovviamente la trasmissione televisiva dei tornei olimpici di calcio è legata ai diritti TV dell'intera manifestazione a cinque cerchi. In Italia la Rai ha storicamente trasmesso i giochi olimpici invernali ed estivi in esclusiva, e dunque anche i tornei olimpici di calcio, dal 1956 al 1980. In realtà in questo periodo la rappresentativa olimpica di calcio dell'Italia, che era di fatto una Nazionale giovanile Under-23, prese parte solo ai giochi di Roma del 1960 in qualità di paese ospitante, mentre non si iscrisse ai giochi del 1956, del 1968 e del 1976, rinunciò a quelli del 1964 (pur avendo conquistato regolarmente la qualificazione) e non si qualificò per quelli del 1972 e del 1980 (in quest'ultimo caso si trattava della Nazionale Under-21, guidata da Azeglio Vicini).

Le edizioni dei giochi (estivi ed invernali) disputatesi fra il 1984 ed il 2000 furono trasmesse, oltre che dalla Rai, anche da Telemontecarlo (inoltre, per i soli giochi estivi di Sydney 2000, alcune gare non calcistiche furono oggetto di trasmissione criptata da parte di TELE+). Ai giochi di Los Angeles 1984 e di Seul 1988 il torneo di calcio era riservato alle "nazionali B", composte praticamente da giocatori di riserva delle nazionali maggiori (non vi erano più vincoli di età, ma erano eleggibili solo quei calciatori che non avessero mai disputato, con la maglia della propria nazionale maggiore, gare valide per il Campionato Mondiale o anche solo per le qualificazioni al Campionato Mondiale). Nel 1984 la rappresentativa azzurra guidata da Enzo Bearzot e Cesare Maldini, in un primo momento esclusa nella fase di qualificazione, fu poi riammessa ai giochi (dopo 24 anni di assenza) per ripescaggio, dovuto al boicottaggio di molte nazionali dell'Est europeo. Nel 1988 invece gli azzurri furono guidati da Dino Zoff nelle qualificazioni e poi da Francesco Rocca nella competizione sudcoreana (Rocca era il vice di Zoff ma gli succedette dopo il passaggio dell'ex portiere azzurro sulla panchina della Juventus). In entrambi i giochi olimpici disputati con la nazionale B l'Italia si classificò quarta, come nell'ultima partecipazione nel 1960. La RAI trasmise anche le gare di qualificazione. A partire dal 1992 il torneo olimpico di calcio fu riservato alle nazionali giovanili under 23, ammettendo però dal 1996 l'utilizzo di tre fuori quota. Per l'Europa il torneo di qualificazione fu abolito, perché da allora le nazionali europee ammesse alla competizione olimpica sono le migliori classificate dell'ultimo Campionato Europeo under 21.

Tra il 2002 ed il 2008 la Rai tornò ad avere l'esclusiva dei giochi olimpici invernali ed estivi.

Nel quadriennio dal 2010 al 2014, le Olimpiadi furono anche criptate, con le gare di tutte le discipline trasmesse in esclusiva da Sky. La Rai propose le immagini in chiaro di una selezione di eventi, per un totale di 100 ore di trasmissione nei giochi invernali 2010 e di 200 ore nei giochi estivi 2012 (ai quali comunque gli azzurrini del calcio non si qualificarono). Invece le gare dei giochi invernali di Sochi 2014, per la prima volta, non furono trasmesse dalla Rai (che si limitò agli highlights): le 100 ore di eventi live in chiaro furono garantite dalla stessa Sky con il proprio canale terrestre Cielo.

Per i giochi estivi di Rio de Janeiro 2016, la Rai è tornata a trasmettere in diretta esclusiva le gare dei giochi olimpici, con Sky che si è limitata a trasmettere gli highlights, mentre dal 2018 al 2024 i diritti televisivi delle Olimpiadi invernali ed estive sono stati acquisiti in esclusiva da Discovery Communications ed Eurosport, inoltre saranno garantite 200 ore di diretta non esclusiva in chiaro per le edizioni estive 2020 (a Tokyo) e 2024 (a Parigi) e 100 ore di diretta non esclusiva in chiaro per le edizioni invernali 2018 (a Pyeongchang), che sono state trasmesse dalla Rai, e 2022 (a Pechino).[18]

I diritti televisivi del Campionato europeo[modifica | modifica wikitesto]

Edizione TV
1960 Rai
1964
1968
1972
1976
1980
1984 Rai
Telemontecarlo
1988 Rai
Telemontecarlo
TV Koper-Capodistria
1992 Rai
Telemontecarlo
1996
2000
2004 Rai
2008
2012
2016 Rai (27 partite)
Sky (tutte le partite, 24 in esclusiva)
2020

La Rai propone in Italia in esclusiva il Campionato europeo di calcio, fin dalla prima edizione del 1960 in Francia. La prima edizione visibile a colori fu quella del 1980, giocata proprio in Italia. Le edizioni disputatesi tra il 1984 ed il 2000 andavano in onda anche su Telemontecarlo. Dal 2004 al 2012 la Rai torna a trasmettere in esclusiva la manifestazione continentale, mentre per l'edizione 2016 in Francia ampliata a 24 squadre e per quella "itinerante" del 2020, come avvenuto per i Mondiali di Calcio dal 2006 al 2014, tutte le 51 partite sono trasmesse da Sky, con la Rai che ne trasmette in diretta non esclusiva 27 incluse quelle giocate dall'Italia.

I diritti televisivi del Campionato mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Edizione TV
1954 Rai
1958
1962 Rai (in differita)
1966 Rai
1970
1974
1978
1982 Rai
Telemontecarlo
1986 Rai
Telemontecarlo
TV Koper-Capodistria
1990 Rai
Telemontecarlo
1994
1998
2002 Rai
2006 Rai (25 partite)
Sky (tutte le partite)
2010
2014
2018 Mediaset

La Rai trasmette il Campionato mondiale di calcio fin dall'edizione del 1954 in Svizzera, quando la TV in Italia aveva solo pochi mesi di vita. Furono trasmesse anche gare dell'edizione del 1958 in Svezia, nonostante la nazionale italiana non si fosse qualificata per la fase finale. L'edizione 1962 in Cile (la prima a disputarsi lontano dall'Europa dopo l'avvento della TV) non poté essere seguita in diretta dai telespettatori italiani, a causa dell'inefficienza dei collegamenti satellitari: le partite venivano registrate e trasmesse dalla Rai il giorno seguente allo svolgimento. L'edizione 1978 in Argentina fu la prima ricevibile a colori. A partire dall'edizione 1982 in Spagna, i calendari organizzati dalla FIFA venivano incontro alle esigenze televisive, permettendo alle TV di trasmettere praticamente tutti gli incontri in diretta e limitando allo stretto indispensabile il numero di partite disputate in contemporanea. Le edizioni dal 1982 al 1998 andavano in onda trasmesse, oltre che dalla Rai, anche su Telemontecarlo, mentre nel 1986 furono trasmesse anche da TV Koper-Capodistria. Nel 2002 la Rai tornò ad avere l'esclusiva dell'intera competizione.

Dal 2006 al 2014, invece, 39 delle 64 partite della kermesse iridata sono andate in onda in esclusiva su Sky. La Rai mantenne i diritti per trasmettere in chiaro le rimanenti 25 partite (una a scelta per ogni giorno di gare) in modalità non esclusiva (anche questi incontri sono stati comunque trasmessi da Sky). Fra queste gare sono sempre comprese la partita inaugurale, tutti gli incontri della nazionale italiana, quattro incontri degli ottavi di finale, due dei quarti di finale e tutti gli incontri delle semifinali e delle finali. Nel 2018 i Mondiali sono tornati ad essere trasmessi integralmente in chiaro dopo 16 anni: con la mancata qualificazione della nazionale italiana e la successiva rinuncia della Rai ad acquistarne i diritti, per la prima volta nella storia della TV italiana i Mondiali sono andati in onda su un'emittente privata, in diretta esclusiva sulle reti Mediaset (Canale 5, Italia 1, Mediaset Extra e 20 Mediaset), anche nelle loro versioni HD.

I diritti televisivi della Confederations Cup[modifica | modifica wikitesto]

Edizione TV
Arabia Saudita 1992
Arabia Saudita 1995
Arabia Saudita 1997 Telemontecarlo
Messico 1999
Giappone e Corea del Sud 2001 TELE+
Francia 2003 TELE+
Antennatre
Germania 2005 Sky
Sudafrica 2009 Sky
Rai
Brasile 2013
Russia 2017 Sky

Le prime due stagioni della Confederations Cup non furono trasmesse in Italia, mentre la terza andò in onda TMC. Nel 2001 andò in onda in esclusiva da TELE+, mentre due anni dopo andò in onda anche sul circuito televisivo di Antennatre in chiaro. Nel 2005, sempre a pagamento, il torneo andò in onda integralmente su Sky, mentre nel 2009 e nel 2013 (con l'Italia a prendervi parte) l'intero torneo è stato trasmesso sia in chiaro sulla Rai che a pagamento su Sky. La piattaforma a pagamento ha poi trasmesso integralmente e in esclusiva anche l'edizione 2017.

Influenza della TV sul format di campionati e coppe[modifica | modifica wikitesto]

Col passare degli anni le televisioni e le stesse organizzazioni calcistiche si sono rese conto sempre più dell'importanza del binomio calcio-TV. Ciò ha portato al capovolgimento di quella che sembrava una gerarchia naturale: il calcio che gestisce autonomamente i regolamenti ed i calendari delle proprie competizioni, mentre le TV adattano conseguentemente i propri palinsesti, ha lasciato il posto ad un calcio moderno che si lascia invece imporre orari di inizio, date e persino format dei tornei per venire incontro alle esigenze televisive ed offrire quindi un prodotto televisivo appetibile. Questa situazione ha spesso generato malcontento soprattutto al pubblico degli stadi, il cui potere è venuto però via via sminuendosi, di fronte alla più numerosa e remunerativa platea televisiva.

In Italia l'influenza delle televisioni sulla programmazione di date ed orari degli incontri delle competizioni calcistiche nazionali si è fatta sentire negli anni anche con le frequenti spalmature delle gare di Coppa Italia e con la programmazione di orari ad hoc per le edizioni della Supercoppa italiana giocate all'estero (in particolare quelle disputate, nel 1993 e nel 2003, negli Stati Uniti, disputate in orario locale pomeridiano per consentire la diretta in prima serata in Italia). Tuttavia i maggiori effetti si sono registrati ovviamente sulle abitudini dei tifosi relative al Campionato.

Diritti TV e programmazione delle gare del campionato italiano nel fine settimana[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1955 l'allora Lega aveva proposto, in via sperimentale, la trasmissione di un incontro in diretta sulla neonata Rai. Tale esperimento si rivelò episodico, in quanto non venne intaccata la tradizione di contemporaneità nel pomeriggio domenicale: le partite, di tutti i campionati professionistici, iniziavano alla stessa ora (variando dalle 14:30 alle 16:30). A rendere ancor più salda l'usanza fu l'arrivo di programmi quali Tutto il calcio minuto per minuto e 90º minuto, che consentivano ai tifosi di seguire la radiocronaca e di assistere alla sintesi in TV. La linearità derivava anche dal calendario, che era solito prevedere tra agosto e settembre la prima fase di Coppa Italia (strutturata su gironi eliminatori con 4-5 partite per squadra): gli incontri venivano alternati tra il mercoledì e la domenica, con l'inizio del campionato che generalmente avveniva ad una settimana dal termine dei gironi. I calendari, pur variando negli anni, mantennero il suddetto formato sino ai primi anni '90: sporadicamente, soprattutto nel finale di stagione, erano previsti anticipi di campionato al sabato per le formazioni impegnate nelle coppe europee (in particolare prima delle finali, nella tarda primavera).

Nel 1990-91, le emittenti televisive iniziarono a far valere il proprio potere richiedendo anticipi e posticipi per ogni turno della coppa nazionale: l'idea era destinata a riflettersi anche sul campionato.[19]

Tabella riassuntiva[modifica | modifica wikitesto]

Format orario Dal 1929-30 al 1992-93 Dal 1993-94 al 1998-99 Dal 1999-00 al 2003-04 Dal 2004-05 al 2009-10 Dal 2010-11 al 2017-18 Dal 2018-19
Distribuzione Sabato:
1 partita alle 15:00[20]
1 partita alle 20:30
Sabato:
1 partita alle 18:00
1 partita alle 20:30[21]
Sabato:
1 partita alle 18:00
1 partita alle 20:45
Sabato:
1 partita alle 15:00
1 partita alle 18:00
1 partita alle 20:30
Domenica:
tutte le partite in contemporanea[22]
Domenica:
8 partite in contemporanea[22]
1 partita alle 20:30
Domenica:
6 partite alle 15:00
1 partita alle 20:30
Domenica:
7 partite alle 15:00
1 partita alle 20:30
Domenica:
1 partita alle 12:30
6 partite alle 15:00
1 partita alle 20:45
Domenica:
1 partita alle 12:30
3 partite alle 15:00
1 partita alle 18:00
1 partita alle 20:30
Lunedì:
1 partita alle 20:30
Contemporaneità Intero campionato 6 turni 4 turni 2 turni 1 turno 1 turno
Introduzioni 1 posticipo (1993-94) 2 anticipi il sabato (1999-00) Turno infrasettimanale (2004-05) Anticipi (venerdì)
Posticipi (lunedì)
Lunch match (2010-11)
Gli orari degli anticipi e posticipi serali tornano alle 20:30 dopo 9 stagioni

1993-1999 Nasce il "posticipo" in notturna[modifica | modifica wikitesto]

  • Sabato ore 20:30: un anticipo di Serie B (eccetto le ultime sei giornate)
  • Domenica pomeriggio (variabile dalle 14:30 alle 16:30): tutte le restanti gare di tutte le categorie del campionato
  • Domenica ore 20:30: un posticipo di Serie A (eccetto le ultime sei giornate)

La prima modifica alla tradizione domenicale fu l'introduzione, dal 1993-94, del posticipo fisso di una gara alle 20:30 della domenica: l'incontro veniva trasmesso da TELE+2. La "soluzione" fu usata nelle prime 28 giornate, per esigenze televisive: negli ultimi sei turni era salvaguardata l'esigenza della contemporaneità. Lo stesso accadde in Serie B, con un anticipo alle 20:30 del sabato (per alcuni anni, in orario pomeridiano). Persino in Serie C1 fu proposta un'analoga situazione, destinata però a durare solo per una stagione, con un anticipo televisivo al sabato pomeriggio che fu trasmesso da TELE+ (dopo qualche anno fu regolarizzato un sistema di anticipi al venerdì sera e posticipi al lunedì sera per la Serie C poi divenuta Lega Pro, trasmessi dai canali sportivi Rai, e di anticipi per la Serie D, anch'essi trasmessi gratuitamente sui canali sportivi Rai).

A partire dal 1996-97, pur senza variare i calendari, vi fu la novità della trasmissione televisiva di tutti gli incontri di Serie A e B, ovvero anche quelli che si disputavano normalmente la domenica pomeriggio, grazie all'avvento della pay TV satellitare TELE+.

1999-2002 Il weekend "lungo"[modifica | modifica wikitesto]

  • Venerdì ore 20:45: un anticipo di Serie B (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Sabato ore 15: un anticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate, spostato alle 18 dalla stagione 2001-02)
  • Sabato ore 20:30: un anticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Domenica ore 15: tutte le restanti gare
  • Domenica ore 20:30: un posticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Lunedì ore 20:45: un posticipo di Serie B (eccetto le ultime quattro giornate)

Dal 1999-2000 le televisioni imposero una maggiore spalmatura dei campionati nel weekend calcistico. In Serie A, oltre al posticipo della domenica alle 20:30, furono introdotti regolarmente due anticipi al sabato (presenti già dal 1996-97), uno alle 15 e l'altro alle 20:30. In Serie B, di conseguenza, si dovette trovare una nuova collocazione per l'anticipo, che fu quella del venerdì alle 20:45, e fu introdotto inoltre anche un posticipo al lunedì, sempre alle 20:45 (successivamente questi due appuntamenti della serie cadetta furono portati anch'essi alle 20:30, ma poi tornarono nuovamente alle 20:45). Sempre a partire dal 1999-2000 fu imposto, per le tradizionali gare della domenica pomeriggio dei due campionati, l'orario unico delle 15, valido per tutta la stagione (senza più oscillazioni dettate dalla luce solare). Inoltre fu ridotto il numero di giornate conclusive in cui i campionati si concentravano alla domenica pomeriggio: i turni senza anticipi e posticipi erano ora solo gli ultimi quattro, e non più gli ultimi sei. Nella stagione 2001-02 l'anticipo pomeridiano del sabato fu spostato dalle 15 alle 18.

2002-2005 Arriva l'anticipo delle 18:00[modifica | modifica wikitesto]

  • Venerdì ore 20:45: un anticipo di Serie B (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Sabato ore 18:00: un anticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Sabato ore 20:30: un anticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate) più restanti gare di Serie B (eccetto periodo invernale)
  • Domenica ore 15:00: tutte le restanti gare di Serie A e (solo nel periodo invernale) di Serie B
  • Domenica ore 20:30: un posticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Lunedì ore 20:45: un posticipo di Serie B (eccetto le ultime quattro giornate)

Nel 2002-03 fu ripristinato, col nuovo orario delle 18, l'anticipo pomeridiano del sabato nella massima serie. In origine le TV avevano chiesto anche un doppio posticipo la domenica sera (una gara alle 18:00 ed una alle 20:30), ma ciò fu realizzato solo nella prima giornata e poi l'idea fu accantonata. Per quel che riguarda la Serie B, si cominciò a cercare una collocazione di tutte le gare del torneo cadetto che evitasse la contemporaneità con la massima serie, per aumentarne la visibilità televisiva. Confermati l'anticipo del venerdì ed il posticipo del lunedì, entrambi alle 20:45, le altre gare furono programmate al sabato alle 20:30 (in contemporanea quindi con una sola gara di Serie A). Tuttavia, nella parte più fredda della stagione (da novembre a marzo) si tornava a giocare la domenica alle 15, e lo stesso accadeva in quei weekend in cui la Serie A riposava. Questa doppia collocazione rimase in vigore fino al 2004-05. Nella prima metà del 2003-04, tra l'altro, la Serie B rinunciò ad anticipo e posticipo, per problemi con la vendita dei diritti TV dovuti anche all'ampliamento del torneo da 20 a 24 squadre, che causò numerosi turni infrasettimanali.

Nel 2004-05 la Serie A passò da 18 a 20 squadre, per consentire la riduzione della B da 24 a 22. I turni infrasettimanali della Serie A furono programmati al mercoledì alle 20:30 (a volte con un posticipo al giovedì alla stessa ora), quelli della B al martedì, sempre alle 20:30 (con possibilità di due posticipi al mercoledì alla stessa ora). Fu confermata la salvaguardia della contemporaneità delle gare nelle ultime quattro giornate, in entrambi i campionati.

2005-2008 La Serie B al sabato pomeriggio[modifica | modifica wikitesto]

  • Venerdì ore 20:45: un anticipo di Serie B (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Sabato ore 16: restanti gare di Serie B
  • Sabato ore 18: un anticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Sabato ore 20:30: un anticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Domenica ore 15: restanti gare di Serie A
  • Domenica ore 20:30: un posticipo di Serie A (eccetto le ultime quattro giornate)
  • Lunedì ore 20:45: un posticipo di Serie B (eccetto le ultime quattro giornate)

Dal 2005-06 fu finalmente trovata una collocazione stabile per la Serie B: la giornata del campionato cadetto era fissata al sabato pomeriggio. L'orario delle 15 inizialmente stabilito fu successivamente differito alle 16 su pressione delle tifoserie e delle amministrazioni comunali (che in realtà avrebbero voluto mantenere il sabato in notturna o la domenica pomeriggio). Venivano confermati l'anticipo del venerdì ed il posticipo del lunedì, sempre alle 20:45 (tranne nella stagione 2007-08 in cui la serie cadetta non vendette i diritti televisivi). La nuova collocazione consentiva alla Rai la creazione di un 90º minuto apposito per la serie cadetta. Nei weekend in cui non c'era la massima serie, il campionato cadetto tornava alla domenica alle 15, cambiando eventualmente anche la collocazione di anticipi e posticipi (ad esempio anticipo al sabato sera e posticipo la domenica sera). Niente anticipi e posticipi nelle ultime quattro giornate. Nelle giornate precedenti un turno infrasettimanale, il campionato cadetto aboliva il posticipo e proponeva due anticipi al venerdì (alle 19 ed alle 21). Analogamente niente anticipo e due posticipi al lunedì nelle giornate successive ad un turno infrasettimanale.

2008-2010 Contemporaneità solo nelle ultime due giornate[modifica | modifica wikitesto]

  • Venerdì ore 20:45: un anticipo di Serie B (eccetto le ultime due giornate)
  • Sabato ore 16 (ore 15:30 nel 2009-2010): restanti gare di Serie B
  • Sabato ore 18: un anticipo di Serie A (eccetto le ultime due giornate)
  • Sabato ore 20:30 (ore 20:45 nel 2009-2010): un anticipo di Serie A (eccetto le ultime due giornate)
  • Domenica ore 15: restanti gare di Serie A
  • Domenica ore 20:30 (ore 20:45 nel 2009-2010): un posticipo di Serie A (eccetto le ultime due giornate)
  • Lunedì ore 20:45: un posticipo di Serie B (eccetto le ultime due giornate)

Dal 2008-09 la Lega Calcio ridusse l'esigenza di contemporaneità dei campionati alle ultime due giornate (e non più le ultime quattro). Tuttavia, anche nei due turni conclusivi potevano essere programmati anticipi e posticipi, a patto che restasse la contemporaneità per incontri coinvolgenti squadre in lotta per i medesimi obiettivi di classifica. Nel 2009-10 furono modificati alcuni orari: la Serie B anticipò alle 15:30 l'orario di inizio del sabato pomeriggio, mentre la Serie A portò anch'essa alle 20:45 (e non più alle 20:30) le proprie gare in notturna (il secondo anticipo del sabato ed il posticipo della domenica). Fissati alle 20:45 anche i turni infrasettimanali (il martedì per la B ed il mercoledì per la A, in quest'ultimo caso con un posticipo al giovedì alla stessa ora). Nelle giornate in cui non c'è la massima serie, come al solito la Serie B gioca la domenica alle 15, con un anticipo alle 12:30 (il cosiddetto lunch match, già episodicamente sperimentato nella massima serie) e generalmente due posticipi, uno la domenica ed uno il lunedì, entrambi alle 20:45. Altra novità introdotta dal 2009-10 è la diversa strutturazione delle prime giornate, quelle in programma nel mese di agosto: non si gioca nel primo pomeriggio. La Serie A conferma gli anticipi del sabato e propone la domenica tutte le gare alle 20:45 con un anticipo alle 18. Anche in B tutte le gare hanno inizio non prima delle 18 (per lo più alle 20:45, ma evitando la contemporaneità con la massima serie o altre competizioni quali Supercoppa Italiana e Supercoppa Europea).

2010-2018 Lo "spezzatino"[modifica | modifica wikitesto]

  • Venerdì ore 20:30: un anticipo di Serie B (alle 19 e alle 21 nelle giornate che precedono un turno infrasettimanale, al lunedì alle h. 20:30 nei turni infrasettimanali; al sabato alle h. 18 e alle h.20:30 e alla domenica alle h. 12:30 nelle soste della Serie A per gli impegni della Nazionale; eccetto l'ultima giornata e quelle che seguono un turno infrasettimanale)
  • Venerdì ore 20:45: un anticipo di Serie A (in non più di sette giornate, eccetto le prime due giornate, i turni infrasettimanali, quello precedente la Pasqua e l'ultima giornata)
  • Sabato ore 15: restanti gare di Serie B (alle h. 20:30 nelle prime due giornate, venerdì alle 19 nel turno precedente la Pasqua, domenica alle h. 15 nelle soste della Serie A per gli impegni della Nazionale, venerdì alle h.20:30 nell'ultima giornata)
  • Sabato ore 18: un anticipo di Serie A (eccetto l'ultima giornata)
  • Sabato ore 20:45: un anticipo di Serie A (al martedì nei turni infrasettimanali, eccetto l'ultima giornata)
  • Domenica ore 12:30: un anticipo di Serie A (al sabato nella giornata precedente la Pasqua; eccetto le prime due giornate, i turni infrasettimanali e l'ultima giornata)
  • Domenica ore 15: restanti gare di Serie A (alle h.20:45 nelle prime due giornate e nell'ultima giornata, al sabato nel turno precedente la Pasqua, al mercoledì alle h.20:45 nei turni infrasettimanali)
  • Domenica ore 18: un anticipo di Serie A (nelle prime due giornate)
  • Domenica ore 20:45: un posticipo di Serie A (al giovedì nei turni infrasettimanali, al sabato alle h. 18:30 e alle h. 21 nel turno precedente la Pasqua, eccetto le prime due giornate e l'ultima giornata)
  • Lunedì ore 20:30: un posticipo di Serie B (alle h.19 e alle h.21 nelle giornate seguenti un turno infrasettimanale; domenica alle h. 20:30 nelle soste della Serie A per gli impegni della Nazionale; eccetto l'ultima giornata, quelle precedenti un turno infrasettimanale e il turno precedente la Pasqua)
  • Lunedì ore 20:45: un posticipo di Serie A (in non più di sette giornate, alle 19 e alle 21 quando ne sono previsti due; eccetto le prime due giornate, il turno precedente la Pasqua, i turni infrasettimanali e nell'ultima giornata)

A partire dal 2010-11 lo "spezzatino" aumenta: in Serie A viene introdotto il lunch match sistematico la domenica alle 12:30, in aggiunta ai due anticipi del sabato ed al posticipo serale. Inoltre, in un numero limitato di giornate all'anno (non più di sette), è prevista la possibilità anche di un anticipo al venerdì oppure un posticipo al lunedì (in entrambi i casi alle 20:45). Tutte queste novità erano già state episodicamente sperimentate nelle stagioni precedenti. Per la Serie B viene ulteriormente anticipato l'inizio delle gare del sabato pomeriggio, che tornano alle 15, ad eccezione del turno precedente la Pasqua che prevede la disputa dei match cadetti alle h. 19 del venerdì.

Competizioni internazionali per club[modifica | modifica wikitesto]

L'influenza televisiva sui calendari delle competizioni continentali iniziò a farsi sentire tra gli anni '80 e '90: andò a modificare un programma già consolidato, che prevedeva lo svolgimento dei tornei attraverso "finestre" prestabilite della stagione (la cui cadenza era regolare, nella serata del mercoledì).

1955-1992: i mercoledì di coppa[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima parte di stagione, ovvero durante i mesi autunnali, erano in calendario 6 date per le coppe: 4 erano comuni a tutte le competizioni (Coppa dei Campioni, Coppa UEFA e Coppa delle Coppe) mentre le ultime 2 erano riservate alla Coppa UEFA, il cui numero di partecipanti era doppio rispetto agli altri tornei (64 a 32). Anche la cadenza dei turni era fissa, con 2 settimane di distanza tra l'andata e il ritorno di uno stesso turno: erano invece 3 tra un turno e il successivo. Le finestre erano così stabilite: la prima tra settembre e ottobre, la seconda tra ottobre e novembre, la terza (riservata alla UEFA, il cui calendario si allineava così agli altri) tra novembre e dicembre. Qualora un torneo avesse fatto registrare un numero di partecipanti maggiore rispetto al previsto, erano organizzati dei turni preliminari in agosto rispettando le 2 settimane di distanza dall'andata al ritorno.

Terminata la pausa invernale, le coppe riprendevano attorno a marzo con la medesima cadenza: le 4 date erano riservate ai quarti di finale e alle semifinali, giocate generalmente in primavera. Le finali erano disputate a maggio, sempre in mercoledì consecutivi: tra l'andata e il ritorno di Coppa UEFA era disputata la finale di Coppa delle Coppe, mentre l'atto conclusivo della Coppa dei Campioni chiudeva la stagione.[23]

Dai mercoledì ai "matchweek"[modifica | modifica wikitesto]

Una prima conseguenza dell'influsso televisivo fu la trasformazione dei tradizionali mercoledì in "matchweek", ovvero "tre giorni" di coppe: ciò fu dovuto agli anticipi e ai posticipi, fissati al martedì e giovedì, richiesti dalle società partecipanti. Le emittenti televisive incisero anche sugli orari, per evitare la contemporaneità tra formazioni dello stesso campionato: ad esempio la Serie A, che iscriveva almeno 6 squadre ad ogni stagione, vedeva le partite dei suoi club equamente distribuite nei 3 giorni. Il formato creava ripercussioni anche sul campionato nazionale, in particolare per le giornate precedente e successiva alle coppe.

1992-1994 - L'orario unico per la Champions League[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver introdotto la fase a gruppi in Coppa dei Campioni dal 1991-92, l'UEFA mise un po' d'ordine alla massima competizione, centralizzando i diritti TV di questa fase a partire dal 1992-93 ed avviando dunque la trasformazione in Champions League. Le gare di questa competizione dovevano obbligatoriamente disputarsi il mercoledì alle 20:30 durante la fase a gruppi, mentre le gare di Coppa delle Coppe e Coppa UEFA in programma al mercoledì dovevano iniziare al più tardi alle 19:00, in modo da evitare la sovrapposizione con la Champions League.

Con la nuova formula, a partire dal 1991-92 la Coppa dei Campioni posticipava la sua pausa invernale, in quanto cominciava ad occupare anche quelle due settimane di gioco tra novembre e dicembre che in passato vedevano in campo solo la Coppa UEFA. Il primo turno della massima manifestazione europea continuava a disputarsi parallelamente ai sedicesimi di Coppa delle Coppe ed ai trentaduesimi di Coppa UEFA, così come il secondo turno affiancava gli ottavi di Coppa Coppe ed i sedicesimi di Coppa UEFA. La fase eliminatoria (ad 8 squadre) vedeva le prime due giornate disputarsi parallelamente agli ottavi di Coppa UEFA, prima della sosta, e le restanti quattro affiancare quarti di finale e semifinali di Coppa Coppe e Coppa UEFA. Il turno preliminare di agosto, che fino ad allora era stato un'eccezione, divenne inevitabile (a causa di eventi politici che aumentarono il numero delle nazioni europee) a partire dal 1992-93. Nel 1993-94 la Champions League si arricchì delle semifinali in gara unica, che furono disputate nella medesima settimana della finale di andata di Coppa UEFA, anticipata solo per quell'anno al martedì.

1994-2000 - Coppa UEFA al martedì, Champions League al mercoledì, Coppa delle Coppe al giovedì[modifica | modifica wikitesto]

Ulteriore regolamentazione alla proliferazione selvaggia di anticipi e posticipi fu introdotta dal 1994-95, stesso anno in cui la Champions League cominciò ad ingrandirsi. In ciascun matchweek il martedì era riservato alla Coppa UEFA, il mercoledì alla Champions League ed il giovedì alla Coppa delle Coppe (eccezion fatta per le finali e per qualche turno preliminare). Le gare di Coppa UEFA potevano su richiesta essere posticipate al mercoledì (non oltre le 18:00) o al giovedì, così come quelle di Coppa delle Coppe potevano essere anticipate al martedì o al mercoledì (con la stessa limitazione di orario per salvaguardare la serata di Champions League), ma tali richieste diventavano sempre meno frequenti. Soprattutto al martedì in Coppa UEFA (competizione che vedeva impegnate diverse squadre per una stessa nazione) rimaneva il problema della spalmatura degli orari di inizio. Dal 1997-98 per la Champions League fu stabilito il nuovo orario delle 20:45 (in luogo delle 20:30), sempre al mercoledì. Tale orario era quello solitamente utilizzato anche per le finali delle altre coppe.

Con il nuovo format (prima a 16 e poi a 24 squadre) la fase eliminatoria della Champions League cominciava già a settembre per concludersi a dicembre: le sei giornate coincidevano con i sei matchweek tradizionali. Le prime quattro giornate affiancavano sedicesimi ed ottavi di Coppa Coppe nonché trentaduesimi e sedicesimi di Coppa UEFA, mentre le ultime due giornate erano parallele solo agli ottavi di Coppa UEFA. A partire dal 1996-97 in Coppa UEFA e dal 1997-98 in Champions League furono necessari due turni preliminari: il secondo restava in programma in agosto, parallelamente al turno preliminare unico di Coppa delle Coppe, mentre il primo era programmato tra fine luglio ed inizio agosto, in questo caso in settimane consecutive. Già dal 1995, del resto, l'UEFA organizzava ogni estate, tra giugno ed agosto, l'Intertoto, che prevedeva dapprima turni articolati nei weekend e poi turni conclusivi infrasettimanali. Dal 1997-98, con la trasformazione della finale di Coppa UEFA in gara unica, veniva abbreviato il quadro delle finali tra aprile e maggio: solo tre mercoledì consecutivi, cominciando con la finale di Coppa UEFA, proseguendo con quella di Coppa Coppe e chiudendo con quella di Champions League.

Dal 1998 il calendario delle competizioni UEFA trovò un posto fisso anche alla Supercoppa Europea, fino ad allora costretta a trovare spazio in veri e propri ritagli di stagione. La competizione veniva a disputarsi in gara unica, collocata a fine agosto, di venerdì alle 20:45 CET, nella stessa settimana in cui si concludevano i turni preliminari delle altre competizioni. La sede dell'incontro (a differenza delle finali delle altre coppe europee) è stata per 14 anni lo stadio Louis II di Montecarlo, mentre a partire dall'edizione 2013 la sede della partita viene scelta dalla UEFA.

1999-2004 - Champions League al martedì e mercoledì, Coppa UEFA al giovedì[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1999-2000 l'ulteriore ingrandimento della Champions League e la scomparsa della Coppa delle Coppe portarono a nuovi calendari. Ora la massima competizione occupava due serate, il martedì ed il mercoledì (sempre alle 20:45 CET), mentre la Coppa UEFA si spostava al giovedì (con anticipi ai due giorni precedenti, sempre più rari, vincolati alla solita limitazione d'orario). Le finali rimanevano al mercoledì per entrambe le competizioni, in settimane differenti. La spalmatura in due serate della Champions League consentiva di limitare gli impegni contemporanei di squadre della stessa nazione a massimo due per serata (mediante anche apposito pilotaggio dei sorteggi per la composizione dei gironi).

Tra il 1999-2000 ed il 2002-03 vi furono diversi matchweek dedicati alla sola Champions League, per smaltire la formula con ben due fasi eliminatorie. Le giornate di andata della prima fase eliminatoria (a 32 squadre) si disputavano tra settembre e ottobre in tre settimane consecutive: la prima e la terza occupavano i matchweek tradizionali, la seconda era disputata nella settimana di mezzo (in cui non giocava la Coppa UEFA). Analogamente, le tre giornate di ritorno erano disputate fra ottobre e novembre (nel 1999-2000 e nel 2001-02 occuparono tre settimane consecutive, mentre nel 2000-01 e nel 2002-03 il calendario internazionale consentì una settimana di pausa fra la quinta e la sesta giornata), occupando anche in questo caso due matchweek "classici" ed uno nuovo. Tra novembre e dicembre, in questo caso occupando solo le date usuali, venivano disputate le prime due giornate della seconda fase eliminatoria (a 16 squadre). Le rimanenti quattro giornate venivano disputate dopo la pausa invernale, tra febbraio e marzo (nel 1999-2000 occuparono addirittura quattro settimane consecutive, mentre nelle tre stagioni successive fu creata una settimana di pausa fra la quarta e la quinta giornata). Per altro ora la Champions League necessitava di ben tre turni preliminari e cominciava già a metà luglio (cinque settimane consecutive dall'andata del primo turno all'andata del terzo e una sola settimana di sosta prima del ritorno del terzo). Invece la Coppa UEFA, che anche nel format aveva praticamente assorbito la Coppa delle Coppe, passava ad un unico turno preliminare, programmato come al solito ad agosto. Il primo turno vero e proprio, strutturato su 96 squadre (equivalente alle 64 della vecchia Coppa UEFA più le 32 della Coppa Coppe) rimaneva collocato tra settembre ed ottobre, negli stessi matchweek della prima e della terza giornata della prima fase di Champions League. Il secondo turno, con 48 squadre (come le 16 degli ottavi della Coppa Coppe più le 32 dei sedicesimi della vecchia Coppa UEFA), pure rimaneva ancorato alla tradizione di ottobre e novembre (nel 1999-2000 e 2001-02 insieme alla quarta e sesta giornata della prima fase di Champions League, nel 2000-01 e 2002-03 insieme alla quinta e sesta giornata). La competizione proseguiva con i sedicesimi di finale, cui entravano in lizza le terze dei gironi della prima fase della Champions, disputati tra novembre e dicembre insieme alle prime due giornate della seconda fase della massima competizione, nei matchweek che in passato erano riservati agli ottavi della vecchia Coppa UEFA. Nella seconda parte della stagione anche la Coppa UEFA alzava il ritmo, programmando in rapida successione ottavi di finale e quarti di finale parallelamente alle ultime quattro giornate della seconda fase di Champions League (tra febbraio e marzo). La stagione si concludeva con un ultimo tour de force: tra fine marzo ed aprile venivano giocati i quarti di finale di Champions League e, parallelamente, le semifinali di Coppa UEFA, tra fine aprile ed inizio maggio le semifinali di Champions League, a maggio le finali delle due competizioni. Inizialmente vi era un intervallo di due settimane tra andata e ritorno dei quarti di Champions e delle semifinali di UEFA, poi si preferì abolirlo, facendo giocare questo turno in due settimane consecutive. Fu invece sempre mantenuto l'intervallo di due settimane fra il ritorno dei quarti di finale e l'andata delle semifinali in Champions League. Il ritorno delle semifinali si disputava dopo sette giorni dall'andata, e dopo altri sette giorni era già in programma la finale di Coppa UEFA, seguita da quella di Champions League. Negli anni successivi si preferì invece inserire una settimana di sosta tra il ritorno delle semifinali di Champions e la finale di Coppa UEFA, distanziando conseguentemente anche la finale di Champions a tre settimane (anziché due) dal ritorno delle semifinali.

Nel 2003-04 (anno della reintroduzione degli ottavi di finale in Champions League in luogo della seconda fase eliminatoria) si tornò a un calendario meno fitto e più vicino a quello tradizionale. Le sei giornate delle eliminatorie di Champions tornarono alla loro collocazione naturale fra settembre e dicembre. Ciò comportava però il posticipo dei sedicesimi di Coppa UEFA a dopo la sosta invernale (in quanto bisognava attendere le terze classificate dei gironi della Champions). In questa stagione, pertanto, la Coppa UEFA disputò tra settembre e dicembre solamente i primi due turni (a 96 e a 48 squadre): il primo vide l'andata a settembre, nella settimana a cavallo tra la prima e la seconda giornata di Champions, ed il ritorno a metà ottobre, una settimana prima della terza giornata della competizione più importante; il secondo turno di Coppa UEFA vide l'andata e il ritorno a novembre, nelle stesse settimane della quarta e quinta giornata di Champions League. Nella seconda parte della stagione si impose un calendario che è rimasto in vigore fino al 2008-09: si ricominciava a febbraio con due settimane consecutive di Coppa UEFA in cui si svolgevano andata e ritorno dei sedicesimi di finale; dopo una settimana di pausa, altre due settimane consecutive con andata e ritorno degli ottavi di finale. La Champions invece riprendeva utilizzando solo due di queste quattro settimane, per l'andata e il ritorno degli ottavi, rispettivamente insieme al ritorno dei sedicesimi ed all'andata degli ottavi di UEFA. Di conseguenza, nelle due settimane in cui giocava solo la competizione minore (andata dei sedicesimi e ritorno degli ottavi), essa utilizzava sia il mercoledì che il giovedì. Dopo due o tre settimane, a fine marzo o inizio aprile, si svolgevano parallelamente i quarti di finale delle due competizioni, con andata e ritorno in due settimane consecutive. Dopo altre due settimane, stesso sistema per la disputa delle semifinali. Passati altri quindici giorni, si dava spazio alle finali, in due mercoledì consecutivi: prima quella di Coppa UEFA, poi quella di Champions League.

2004-2009 - Gironi anche in Coppa UEFA[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2004-05 fu introdotta una fase eliminatoria anche in Coppa UEFA. La competizione tornava ad avere due turni preliminari, il primo dei quali si disputava a luglio, nelle stesse settimane dell'andata del primo turno e dell'andata del secondo turno preliminare di Champions, mentre il secondo si disputava in agosto insieme al terzo di Champions. In questo modo, il tabellone del primo turno veniva ridotto a 80 squadre (sedici in meno rispetto alle precedenti edizioni), che tornavano a giocare nelle classiche date di settembre e ottobre (parallelamente alle prime due giornate della Champions). In luogo del secondo turno, le 40 superstiti disputavano 8 gironi da 5 squadre, con gare di sola andata. Le prime tre giornate si disputavano insieme, rispettivamente, alla terza, quarta e quinta giornata della Champions League. Invece le ultime due giornate dei gironi di Coppa UEFA venivano sistemate in settimane dedicate, con gironi equamente suddivisi tra mercoledì e giovedì: la quarta giornata una sola settimana dopo la terza (nella settimana a cavallo tra la quinta e la sesta giornata di Champions), la quinta e ultima giornata quindici giorni dopo, a metà dicembre (la settimana successiva alla sesta di Champions). Dopo la pausa invernale la competizione riprendeva con i sedicesimi di finale, cui accedevano le 8 terze dei gironi di Champions e 24 superstiti dalla fase eliminatoria (le prime 3 di ciascun girone), seguendo lo stesso calendario introdotto dal 2003-04.

2009-2018 - Europa League in due fasce orarie[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2009-10 la creazione dell'Europa League (in sostituzione della Coppa UEFA e dell'Intertoto) ha dato luogo ad un sistema televisivo più simile alla Champions League anche per la seconda competizione europea. Essa gioca sempre al giovedì, ad eccezione della finale confermata al mercoledì, nelle stesse settimane in cui gioca la Champions League (fino alla stagione 2011-12 le ultime due giornate delle eliminatorie di Europa League venivano giocate una settimana dopo quelle di Champions, con spalmatura al mercoledì e al giovedì negli stessi orari), e prevede nelle eliminatorie, nei sedicesimi e negli ottavi di finale due orari di inizio, le 19:00 CET e le 21:05 CET, fra i quali sono spalmate le gare. Tutte le partite di quarti e semifinali vengono giocate alle 21:05, la finale alle 20:45.

Sempre dal 2009-10, in Champions League si registrano tre novità: il quarto e ultimo turno preliminare si adatta al format della competizione, venendo anch'esso equamente suddiviso fra martedì e mercoledì alle 20:45 CET (a differenza dei primi tre turni); gli ottavi di finale vengono ulteriormente spalmati, sia all'andata che al ritorno, in quattro serate (martedì e mercoledì di due settimane consecutive, al solito orario); la finale viene collocata al sabato, ma sempre in una settimana differente da quella della finale di Europa League.

Il nuovo format prevede ben quattro turni preliminari per entrambe le competizioni, contro i tre del passato (in Coppa UEFA in passato erano due, ma in realtà i quattro turni preliminari della Europa League sostituiscono anche il vecchio primo turno a 80 squadre, oltre allo stesso torneo Intertoto). Si comincia a fine giugno o inizio luglio e si prosegue per sei settimane consecutive, nelle quali si disputano in successione i primi tre turni preliminari sia in Champions League che in Europa League. Poi, dopo una settimana di sosta, si disputano in due settimane consecutive andata e ritorno del quarto ed ultimo turno preliminare (denominato playoff). Una prima novità di calendario è dunque che la settimana di riposo cade tra il ritorno del terzo e l'andata del quarto turno preliminare, anziché tra andata e ritorno dell'ultimo turno come accadeva in passato. Le eliminatorie di entrambe le competizioni si dipanano tra settembre e dicembre, con le sei giornate dei gironi di entrambe le competizioni che si giocano nelle stesse settimane (anche l'Europa League ha i gironi da 4 squadre con gare di andata e ritorno, che promuovono alla fase successiva le prime due classificate dei 12 gruppi alle quali si aggiungono le terze classificate dei gironi di Champions League). Dopo la sosta invernale, si riprende col solito calendario per la Europa League, mentre la novità in Champions è rappresentata dalla spalmatura degli ottavi di finale su quattro settimane: l'andata nelle settimane dei sedicesimi di Europa League, il ritorno in quelle degli ottavi della seconda competizione UEFA. Nessuna variazione per quarti di finale e semifinali, mentre la finale di Champions League si disputa dieci giorni dopo quella di Europa League, al sabato.

2018-2021 - Due fasce orarie anche in Champions League[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2018-19 anche la Champions League adotterà due fasce orarie per le partite della fase a gironi: in ogni giornata due delle otto partite in programma, sia al martedì che al mercoledì, saranno disputate alle 18:55 CET mentre le restanti sei partite avranno inizio alle ore 21:00 CET. Gli stessi orari verranno applicati anche nell'Europa League, con lo stesso schema delle stagioni precedenti per quanto concerne la disputa (sempre al giovedì sera) di fase a gironi, sedicesimi di finale e ottavi di finale. Sempre alle ore 21:00 CET si disputeranno tutte le partite di ottavi di finale, quarti di finale, semifinali e finale di Champions League e tutte le partite di quarti di finale, semifinali e finale di Europa League, con la stessa scansione temporale delle passate stagioni fatta eccezione per le finali di Europa League (sempre in programma al mercoledì) e Champions League (sempre in programma al sabato) che si disputeranno nella stessa settimana, a distanza di tre giorni l'una dall'altra, nell'ultima settimana di Maggio nelle stagioni che terminano con un anno dispari e nella terza settimana di Maggio nelle stagioni che si concludono in un anno pari (che precedono gli Europei negli anni bisestili e i Mondiali negli anni pari non bisestili).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Accordo Dazn-Mediaset, Serie B e tre gare di A anche su Premium Sport, in La Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita. URL consultato il 16 luglio 2018.
  2. ^ a b c Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 12 (1995-1996), Panini, 23 luglio 2012, p. 10.
  3. ^ Alla Rai i diritti in chiaro dei prossimi tre campionati, su gazzetta.it.
  4. ^ Calcio: tv, su 'Cielo' primi gol Serie A
  5. ^ Diritti Tv Serie B, i diritti in chiaro delle 18 vanno a Rai Sport (90º Minuto) - Digital-Sat Magazine
  6. ^ Serie B, i diritti tv Platinum (highlights in chiaro) vanno a Sportitalia
  7. ^ Diritti tv Tim Cup 2015-2018 alla Rai, Telecom internet e mobile in Serie A
  8. ^ Nella stagione 1992-93 il logo della Champions League era applicato solo alla fase a gruppi, mentre in quella successiva era applicato anche alle semifinali.
  9. ^ Le gare della stagione 1989-90 vanno in onda con mezz'ora di differita, quelle della stagione successiva con un quarto d'ora
  10. ^ si litiga per la Coppa dei campioni in tv, su archiviostorico.corriere.it.
  11. ^ a b Archivio Corriere della Sera, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 25 marzo 2018.
  12. ^ ai quarti le prime 2 di ogni girone. il Bayern di Trapattoni apre a Parigi
  13. ^ Doppia diretta. Niente differite
  14. ^ Berlusconi fa arrabbiare i tifosi rossoneri, su archiviostorico.corriere.it.
  15. ^ Ufficiale: scambio di diritti tra Sky e Mediaset
  16. ^ Marco Iaria, Berlusconi jr esulta, in La Gazzetta dello Sport, 12 febbraio 2014, p. 15.
  17. ^ All'epoca non appartenente al gruppo Fininvest ma al gruppo Mondadori-Espresso
  18. ^ CIO assegna a Discovery / Eurosport i diritti per i Giochi Olimpici dal 2018 al 2024
  19. ^ L'ultima occasione in cui un turno di Serie A è stato disputato in contemporanea fu il 14 novembre 2004: le 10 gare in programma (valide per la 12ª giornata del campionato 2004-05) si giocarono alle 15:00, senza alcun anticipo e posticipo. Il 5 aprile è calcio-day Tutta la A dalle 13 alle 21, su gazzetta.it, 17 marzo 2009.
  20. ^ 18:00 dal 2001-02.
  21. ^ 20:45 dal 2009-10.
  22. ^ a b Orario variabile dalle 14:30 alle 16:30.
  23. ^ Per esempio, il calendario europeo della stagione 1987-88 era strutturato come segue: 16 e 30 settembre; 21 ottobre e 4 novembre; 25 novembre e 9 dicembre 1987 (solo per la Coppa UEFA); 2 e 16 marzo; 6 e 20 aprile; 4, 11, 18 e 25 maggio 1988.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]