Mediaset Premium (azienda)

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Mediaset Premium S.p.A.
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1º dicembre 2014
Sede principaleCologno Monzese
GruppoMediaset
Persone chiaveAdriano Galliani (Presidente)
SettoreTelevisione satellitare
ProdottiPay TV
Sito web

Mediaset Premium S.p.A. è una società Italiana attiva nel settore televisivo, in particolare fornisce a pagamento la piattaforma televisiva commerciale Mediaset Premium.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 novembre 2014, viene comunicata la notizia che il consiglio d'amministrazione Mediaset ha deciso di cedere tutte le attività della TV a pagamento ad una nuova azienda chiamata Mediaset Premium S.p.A. nata dall'unione tra il gruppo Mediaset e Telefónica, che come annunciato nel mese di luglio 2014, ha acquistato l'11,11 % delle attività della pay TV per 100 milioni di euro.[1]. L'8 aprile 2016, dopo che da settimane le ricostruzioni giornalistiche danno per fatto l'accordo con Vivendi, arriva l'annuncio ufficiale, con uno scambio paritario del 3,5% tra le capogruppo Mediaset e Vivendi.

Il 10 maggio 2016 i conti del primo trimestre di Mediaset Premium evidenziano una perdita mai emersa prima: oltre 56 milioni (l'anno 2015 Premium ha registrato un rosso di 85 milioni), con un indebitamento che sale a oltre 200 milioni, in proiezione gli analisti prevedono un rosso addirittura di oltre 200 milioni nell'anno 2016.

Successivamente nel luglio 2016 il cda del gruppo Mediaset comunica che nel primo semestre 2016 la pay-tv Premium registra perdite per 100 milioni (63 milioni nel primo trimestre, 37 nel secondo)[2].

Il 21 giugno 2016 Vincent Bolloré invia una lettera ai dirigenti Mediaset su "divergenze significative nell'analisi dei risultati di Mediaset Premium", fa emergere Vivendi. Due settimane dopo, alla presentazione dei palinsesti Mediaset, Pier Silvio Berlusconi afferma che per il closing previsto per fine settembre "tutto procede serenamente: ora dipende dall'Antitrust, una questione che riguarda il compratore". Poco prima il direttore finanziario di Mediaset, Marco Giordani, sull'ipotesi di uno sconto chiesto da Vivendi affermava un'assenza di una richiesta.

Il 22 luglio 2016 Mediaset invia a Vivendi un richiamo di inadempienza contrattuale basato su tre punti: mancata comunicazione dell'accordo all'Antitrust, mancata partecipazione agli incontri UEFA per le trasmissioni della Champions, chiusura delle comunicazioni in questa fase di gestione interinale di Premium.

La nuova proposta di Vivendi (15% delle azioni Mediaset e 20% di Premium) è stata rinviata duramente al mittente, Mediaset accusa la holding francese di volere in realtà scalare nell'azionariato Mediaset, per prendere il controllo del gruppo del Biscione, e minaccia azioni legali in sedi civile e penale contro Vivendi[3].

Il 12 ottobre 2016 Mediaset ha chiesto l'apertura di una procedura d'urgenza per sequestrare il 3,5% di azioni Vivendi che i francesi avrebbero dovuto trasferire in cambio del 100% di Premium[4][5]. Il tribunale di Milano ha fissato inizialmente l'udienza cautelare per l'8 novembre[5], slittata poi al 23[6].

Il 18 novembre 2016, quindi a pochi giorni dall'udienza fissata dal tribunale di Milano, Mediaset ha deciso di rinunciare a questo ricorso d'urgenza, ritenendosi rassicurata dalla documentazione depositata da Vivendi presso la cancelleria del tribunale di Milano[7][8].

La vicenda si è ulteriormente complicata quando il 13 dicembre 2016 Vivendi ha annunciato di aver comprato oltre il 12% delle azioni Mediaset[9], passando al 20% il giorno successivo[10] e a oltre il 25% il 20 dicembre[11] con l'intenzione di raggiungere il 30%[12]. Ha così scatenato la reazione di Fininvest che ha accusato Vivendi di non aver rispettato il contratto su Premium per svalutare il valore delle azioni Mediaset e tentare una scalata ostile[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Un affare perfetto, demolita la concorrenza: Pier Silvio "chiude" la Rai
  2. ^ Mediaset, ipotesi causa penale a Vivendi - Economia, su ansa.it, 28 luglio 2016. URL consultato il 4 agosto 2016.
  3. ^ MARINA CONTRO VINCENT IL "CANNIBALE", su L'Huffington Post. URL consultato il 4 agosto 2016.
  4. ^ Mediaset chiede sequestro 3,5 per cento azioni Vivendi, in Repubblica.it, 12 ottobre 2016. URL consultato il 22 novembre 2016.
  5. ^ a b Mediaset chiede sequestro 3,5% di Vivendi per il caso Premium, udienza l'8 novembre, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 22 novembre 2016.
  6. ^ Mediaset-Vivendi, slitta la data del confronto in tribunale - MilanoFinanza.it, su www.milanofinanza.it. URL consultato il 22 novembre 2016.
  7. ^ Gruppo Mediaset, Gruppo Mediaset - L'Azienda - 18/11/2016 - AZIONI PROPRIE VIVENDI: LA RASSICURAZIONE FORMALE OTTENUTA DA MEDIASET RENDE L'AZIONE CAUTELARE DI SEQUESTRO NON PIU' NECESSARIA, su www.mediaset.it. URL consultato il 22 novembre 2016.
  8. ^ Mediaset e Vivendi si riavvicinano: il Biscione rinuncia alla richiesta urgente di sequestrare azioni francesi, in Repubblica.it, 18 novembre 2016. URL consultato il 22 novembre 2016.
  9. ^ Mediaset, Vivendi al 12% e Fininvest si rivolge alla procura, in Repubblica.it, 13 dicembre 2016. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  10. ^ Mediaset: "Vivendi al 20%". Berlusconi: "Operazione ostile, famiglia compatta", in Repubblica.it, 14 dicembre 2016. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  11. ^ Mediaset, Vivendi al 25%. Il cda: intervenga l'Agcom, in Repubblica.it, 20 dicembre 2016. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  12. ^ Vivendi salirà fino al 30% di Mediaset, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 21 dicembre 2016.
  13. ^ Gruppo Mediaset, Gruppo Mediaset - L'Azienda - 13/12/2016 - MEDIASET ALL'OSCURO DELL'ATTACCO FRANCESE LA SOCIETA' TUTELERA' GLI INTERESSI DI TUTTI GLI AZIONISTI, su www.mediaset.it. URL consultato il 21 dicembre 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]