Campeonato Brasileiro Série A
| Campeonato Brasileiro Série A | |
|---|---|
| Altri nomi | Brasileirão Betano |
| Sport | |
| Tipo | Club |
| Federazione | CBF |
| Paese | |
| Organizzatore | Confederação Brasileira de Futebol |
| Titolo | Campione del Brasile[1] |
| Cadenza | annuale |
| Apertura | maggio |
| Chiusura | dicembre |
| Partecipanti | 20 squadre |
| Formula | girone all'italiana |
| Retrocessione in | Série B |
| Sito Internet | brasileirao.cbf.com.br |
| Storia | |
| Fondazione | 1971 Campeonato Brasileiro |
| Detentore | Flamengo |
| Record vittorie | Palmeiras (12) |
| Ultima edizione | Campeonato Brasileiro Série A 2025 |
| Edizione in corso | Campeonato Brasileiro Série A 2026 |
Trofeo o riconoscimento | |
Il Campeonato Brasileiro Série A, ufficialmente denominato Brasileirão Betano dall'edizione 2024 per ragioni di sponsorizzazione,[2] è il massimo livello del campionato brasiliano di calcio. Viene organizzato dal 1959[1] dalla Confederação Brasileira de Futebol e vi partecipano, attualmente, 20 squadre. Si gioca nell'anno solare, da maggio a dicembre.
Nel 2021 il campionato brasiliano si è posizionato al 1º posto della classifica mondiale dei campionati stilata annualmente dall'IFFHS.[3]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Primi campionati
[modifica | modifica wikitesto]Il calcio in Brasile fu introdotto dall'anglo-brasiliano Charles Miller nel 1894, tornato dall'Inghilterra dove aveva frequentato il college e scoperto lo sport, che presto divenne popolare nella nazione. Nel 1902 Miller collaborò alla nascita della Liga Paulista de Foot-Ball, oggi Campionato paulista, la più antica competizione calcistica brasiliana della nazione che raccoglieva squadre provenienti dallo Stato di San Paolo.[4] A causa delle enormi dimensioni del Brasile e della mancanza di infrastrutture di trasporto la creazione di un campionato nazionale era praticamente impossibile; il resto della nazione seguì quindi l'esempio di San Paolo, fondando altri campionati statali. Il primo dopo il Paulista fu lo stato di Rio de Janeiro, il cui campionato iniziò nel 1906.[5] I campionati statali rimasero i principali tornei per diversi decenni, venendo considerati equivalenti ai campionati nazionali esteri.
Con la crescita di popolarità dello sport le federazioni locali, insieme con la neonata Confederação Brasileira de Desportos (che divenne Confederação Brasileira de Futebol nel 1979), iniziarono ad organizzare diversi tornei interstatatali, seppur ancora su base regionale.[6] Il più famoso era il Campeonato Brasileiro de Seleções Estaduais (Campionato Brasiliano delle squadre statali), nel quale ogni stato aveva una sua selezione di calciatori a rappresentarlo, con un funzionamento simile alle nazionali. Il torneo tra club più importante era invece il Torneo Rio-San Paolo, al quale partecipavano i club migliori dei campionati dei due stati. Poiché le squadre principali del Brasile ai tempi provenivano da questi stati, il torneo era considerato de facto un campionato nazionale, al punto che nel 1951 il quotidiano spagnolo El Mundo Deportivo definì la competizione come un campionato brasiliano non ufficiale.
Uno dei primi tentativi di organizzare un torneo nazionale fu il Torneio dos Campeões, che vide una prima edizione nel 1920 (nella quale si sfidavano la vincente del Campionato paulista, quella del Campionato Carioca e quella del Campionato Gaúcho)[7] e una seconda, ospitante per la prima volta dei club professionistici, nel 1937. Nell'agosto 2023 la federazione ha ufficialmente riconosciuto questa seconda edizione del torneo come un campionato nazionale, conferendo all'Atlético Mineiro, vincitore della manifestazione, il titolo di primo campione nazionale.[8]
Taça Brasil e Torneio Roberto Gomes Pedrosa
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1958 fu introdotta invece la Taça Brasil, che si disputò fino al 1968.[9] La competizione fu organizzata per definire le rappresentanti brasiliane nella neonata Coppa Libertadores e per imporsi come nuova massima competizione nazionale. Si trattava di una competizione ad eliminazione diretta, con i partecipanti che erano i vincitori dei singoli campionati statali; il primo campione fu il Bahia, che sconfisse in finale il Santos di Pelé, terminando l'egemonia delle squadre carioca e pauliste.[10]
Nel 1967 le federazioni degli stati Paulista e Carioca decisero di espandere il Torneo Rio-San Paolo per includere squadre provenienti da altri stati brasiliani e rinominando il titolo il Torneo Roberto Gomes Pedrosa, soprannominato da tifosi e media Robertão.[6] Diversamente dalla Taça Brasil, la competizione adottava la formula del campionato, con due gironi nella prima fase e un quadrangolare per decretare la squadra campione. Il torneo si disputò per quattro edizioni, dal 1967 fino al 1970.
Nel 1968 i numerosi ritardi nell'organizzazione della Taça Brasil convinsero la federazione a utilizzare il Robertão per definire le qualificazioni alla Coppa Libertadores. Il campionato fu preso in carico dalla stessa federazione, che lo rinominò Taça de Prata (Coppa d'Argento) e cessò definitvamente la Taça Brasil alla fine dell'edizione di quell'anno. Per i successivi due anni il Robertão rimase l'unica competizione di vertice nazionale. Dal momento che entrambe le competizioni si svolsero indipendentemente per due anni (1967 e 1968), la stagione 1968 vide due campioni nazionali diversi, con la Taça Brasil che fu vinta dal Botafogo e il Torneio Roberto Gomes Pedrosa che venne vinto dal Santos. Per quanto riguarda il 1967, entrambe le competizioni incoronarono il Palmeiras come squadra campione.[11] Nel 2010, la Confederação Brasileira de Futebol, ha riconosciuto anche i club vincitori dei Torneo Roberto Gomes Pedrosa e della Taça Brasil, quali campioni del Brasile a partire dal 1959.[12]
I primi campionati nazionali
[modifica | modifica wikitesto]In seguito alla vittoria da parte della nazionale brasiliana nel Mondiale 1970, il presidente della federazione Emílio Médici decise di riorganizzare la struttura calcistica brasiliana, in accordo con la dittatura militare che governava il paese ed era strettamente legata al calcio come uno dei principali metodi per promuovere la propria legittimità.[13] A seguito di un incontro tra la federazione e i presidenti dei club fu deciso di organizzare un campionato unico a 20 squadre, sulla base dei principali tornei europei, che avrebbe preso vita dal 1971. La prima edizione prese il nome di Campeonato Nacional de Clubes e fu vinta dall'Atlético Mineiro.[14] Nonostante la presenza di un torneo di secondo livello, nato dalla fusione di alcuni tornei locali, non era presente un sistema di promozioni e retrocessioni, in quanto le squadre partecipanti venivano designate tramite invito dalla CBD in base ai loro risultati nei campionati statali.
Negli anni successivi, anche a causa dell'influenza della dittatura militare, il numero di squadre partecipanti continuò a crescere, con l'invito di nuove squadre principalmente dai territori dove l'Aliança Renovadora Nacional, partito di governo, riscuoteva meno successo. In seguito all'edizione inaugurale, giocata a 20 squadre, la seconda edizione del 1972 prevedeva 26 partecipanti e quella del 1973 vide la dissoluzione della seconda divisione e un campionato unificato a 40 squadre. Dal 1975 la competizione cambiò nome, diventando Copa Brasil. L'edizione 1979 segnò un record, con un totale di 92 squadre partecipanti.
Nascita della CBF e crisi economica
[modifica | modifica wikitesto]Il 24 settembre 1979 la Confederação Brasileira de Desportos fu sostituita dalla Confederação Brasileira de Futebol (CBF). In quegli anni la Década Perdida, la crisi economica che avvolse la nazione, portò alla fine graduale della dittatura militare e a una riorganizzazione del campionato nazionale.[15] L'edizione del 1980 prese il nome di Taça de Ouro (Coppa d'Oro), con l'introduzione di una seconda divisione (Taça de Prata) e un meccanismo di promozioni e retrocessioni: le prime quattro classificate nella prima fase della Taça Prata ottenevano la qualificazione per la seconda fase della Taça de Ouro. Nel 1981 nacque anche la Taça de Bronze come terza serie nazionale, ma a causa di difficoltà economiche fu disputata irregolarmente fino al 1994.
Nel 1987, poche settimane prima dell'inizio del campionato, la CBF annunciò di non essere economicamente in grado di organizzare il campionato. Conseguentemente i tredici club più popolari della nazione crearono una loro associazione, il Clube dos 13, e organizzarono una propria competizione, la Copa União, alla quale presero parte 16 squadre (con l'invito di Santa Cruz, Coritiba e Goiás). Inizialmente la CBF avallò la nascita della competizione, ma nel corso delle settimane, con la Copa União già in corso e in seguito alle pressioni delle società escluse dalla competizione, cambiò le sue posizioni, considerando la Copa União come soltanto una parte di un torneo più largo che comprendeva altre 16 partecipanti. La coppa fu considerata come il Girone Verde del campionato nazionale, con le altre 16 squadre che costituivano il Girone Giallo e le prime due classificate di ogni girone che si qualificavano per la fase finale, che decretava i campioni nazionali e le qualificate alla Coppa Libertadores. Tuttavia questa ristrutturazione non fu riconosciuta dal Clube dos 13 e snobbata dall'opinione pubblica, che si concentrò unicamente sul campionato indipendente, vinto dal Flamengo. Il torneo finale avrebbe dovuto quindi comprendere Flamengo e Internacional, oltre a Sport Recife e Guarani dal girone giallo, ma non fu mai disputato a causa del rifiuto da parte delle prime due a riconoscere la competizione; la finale si tenne quindi tra Sport Recife e Guaranì, venendo vinta dai primi. Nonostante i ripetuti tentativi del Flamengo di vedere riconosciuto il suo titolo del Girone Verde come campionato nazionale, lo Sport Recife rimane riconosciuto da CBF e FIFA come unico campione nazionale del 1987.[16]
Riorganizzazioni e stabilità
[modifica | modifica wikitesto]Dopo il caos causato dall'edizione 1987, CBF e Clube dos 13 raggiunsero un accordo per l'edizione successiva della Copa União. L'edizione 1988 del campionato fu ridotta a 24 squadre, vedendo per la prima volta un sistema di promozioni e retrocessioni effettivo, L'edizione del 1989 fu la prima a utilizzare il termine Série A, ispirata all'omonimo campionato italiano.
Il 16 gennaio 1989 Ricardo Teixeira divenne presidente della CBF, in un periodo in cui la federazione affrontava numerosi problemi economici. Teixeira riuscì a sanare i bilanci attraverso diversi contratti milionari e accordi con la selezione nazionale. Riorganizzò inoltre il campionato, generando un aumento degli incassi da parte dei club in termini di diritti tv e sponsorizzazioni. Durante la sua presidenza la federazione creò la Copa do Brasil, coppa nazionale che garantiva l'accesso ad almeno una squadra per ogni stato, in risposta alle preoccupazioni da parte degli stati meno prestigiosi calcisticamente di perdere le proprie rappresentanti nel campionato in seguito alla diminuzione di partecipanti. Con la nascita della Coppa la CBF prese la decisione di rinominare nuovamente la competizione nel nome definitivo di Campeonato Brasileiro, in modo tale da rendere chiaro quale manifestazione decretasse la squadra campione nazionale.
Nel 1999 fu adottato un nuovo sistema di promozioni e retrocessioni, simile a quanto adottato nel campionato argentino: le due squadre con la peggior media punti delle ultime stagioni venivano retrocesse, ma questo meccanismo durò soltanto una stagione. Durante questa edizione il tribunale di giustizia sportiva assegnò al San Paolo due sconfitte a tavolino contro Botafogo e Internacional per aver schierato irregolarmente un calciatore;[17] con la vittoria a tavolino il Botafogo ottenne la salvezza ai danni del SE Gama, che fu retrocesso e fece immediatamente ricorso, supportato dal partito politico democratico. La giustizia ordinaria decise a favore del Gama, ma nel giugno 2000 la disputa non era ancora risolta e la federazione non fu in grado di organizzare il campionato di quell'anno.
Senza la CBF, fu il Clube dos 13 ad organizzare l'edizione 2000 del campionato, che divenne nota come Coppa João Havelange: per evitare dispute, la competizione comprese tutte le divisioni, per un totale di 116 squadre, divise in quattro "moduli" che rispecchiavano approssimativamente la composizione dei campionati e i campioni di ogni modulo che ottenevano la qualificazione per la fase finale.La Copa João Havelange fu vinta dal Vasco da Gama.
Standardizzazione del campionato
[modifica | modifica wikitesto]La federazione brasiliana aveva iniziato a discutere di un modo per avere una competizione più regolare fin dall'elezione di Teixeira del 1989, ma solo nel 2002 si arrivò all'adozione di una formula di girone all'italiana con partite di andata e ritorno, abolendo il formato dei play-off.[18] All'edizione 2003, la prima con il nuovo formato, presero parte 24 squadre, per un totale di 46 giornate, venendo vinta dal Cruzeiro. Nel 2005 il numero di squadre fu ridotto a 22 e nel 2006 si arrivò al numero definitivo di 20 partecipanti.
Formula
[modifica | modifica wikitesto]Una delle caratteristiche del campionato brasiliano di calcio era la mancanza di un sistema di organizzazione, che cambiava ogni anno, così come le regole e il numero delle squadre partecipanti.
Dopo che il Parlamento brasiliano approvò il "Código do Torcedor" (Codice del Tifoso), la CBF fece ordine nel confuso calendario del calcio brasiliano, riducendo il tempo disponibile per la disputa delle competizioni nei vari stati e adottando il sistema del girone all'italiana con partite di andata e ritorno per il campionato nazionale. Fu anche ridotto progressivamente il numero delle squadre partecipanti fino alle attuali 20. Inoltre nel 2006 fu anche introdotto il limite di 3 stranieri schierabili contemporaneamente in campo.
Le 20 squadre partecipanti si affrontano a turno nel girone di andata e di ritorno da maggio a dicembre. Per ogni partita sono assegnati tre punti alla squadra vincitrice dell'incontro e zero a quella sconfitta. In caso di pareggio è assegnato un punto ad entrambe.
Alla fine della stagione la squadra prima classificata vince il titolo di Campione del Brasile e anche il relativo trofeo. Tale squadra si qualifica inoltre per la Coppa Libertadores, insieme alle squadre classificate dal secondo al sesto posto del campionato, come anche la vincitrice della Coppa del Brasile, mentre la settima e l'ottava classificata si qualificano per i preliminari. Le squadre dalla nona alla quattordicesima classificata accedono invece alla Coppa Sudamericana. Se tra di esse vi è la vincitrice della Coppa nazionale allora alla Coppa Sudamericana accede anche la quindicesima in classifica. Le ultime quattro classificate, infine, retrocedono in Série B.
Partecipazioni per squadra
[modifica | modifica wikitesto]Sono 129 le squadre ad aver partecipato alle 56 stagioni di Brasileirao Série A dal 1971 al 2026 (in grassetto).
- 56 volte: Flamengo
- 55 volte: Atlético Mineiro, Internacional, San Paolo
- 54 volte: Corinthians,Fluminense, Santos
- 53 volte: Botafogo, Cruzeiro, Grêmio, Palmeiras
- 51 volte: Vasco da Gama
- 46 volte: Athl. Paranaense
- 44 volte: Bahia
- 43 volte: Goiás
- 40 volte: Coritiba, Sport Recife, Vitória
- 32 volte: Portuguesa
- 29 volte: Guarani
- 27 volte: Náutico
- 23 volte: Ceará, Ponte Preta
- 22 volte: Fortaleza
- 21 volte: Santa Cruz
- 20 volte: Juventude, Paysandu
- 19 volte: América-MG
- 17 volte: America-RJ, Figueirense
- 16 volte: RB Bragantino
- 15 volte: Paraná
- 14 volte: América-RN, Criciúma, Nacional-AM, Remo
- 13 volte: CSA
- 12 volte: Atl. Goianiense, Desportiva Ferroviária, Joinville
- 11 volte: Avaí
- 10 volte: Chapecoense
- 9 volte: Bangu, CRB, Operário-MS, Sergipe
- 8 volte: Mixto, Sampaio Corrêa
- 7 volte: Americano, Botafogo-PB, Brasília, Inter de Limeira, Moto Club, Rio Branco-ES, Treze, Vila Nova
- 6 volte: ABC, Botafogo-SP, Comercial-MS, Ferroviário-CE, Gama, Londrina, Rio Negro, São Caetano, Uberaba
- 5 volte: Colorado, Confiança, Flamengo-PI, Itabaiana, River, Tiradentes
- 4 volte: Anapolina, Brasil de Pelotas, Campinense, Caxias, Cuiabá, Goiânia, Grêmio Maringá, Uberlândia, União São João
- 3 volte: CEOV, CEUB, Dom Bosco, Fast Clube, Fluminense de Feira, Goytacaz, San Paolo-RS, Tuna Luso, Villa Nova, Volta Redonda, XV de Piracicaba
- 2 volte: América-SP, Campo Grande, Central-PE, Comercial-SP, Galícia, Grêmio Barueri, Itabuna, Leônico, Maranhão, Mirassol, Olaria, Piauí, Pinheiros, Santo André, São José, XV de Jaú
- 1 volta: Alecrim, ASA, Auto Esporte-PI, Brasiliense, Caldense, Catuense, Colatina, Corumbaense, Ferroviária, Francana, Guará, Inter de Santa Maria, Ipatinga, Itumbiara, Juventus-SP, , Noroeste, Novo Hamburgo, Operário-PR, Potiguar, São Bento, Sobradinho, Taguatinga, Vitória-ES
Squadre 2026
[modifica | modifica wikitesto]Albo d'oro del campionato
[modifica | modifica wikitesto]- 1937: Atlético Mineiro (1)
- 1959: Bahia (1)
- 1960: Palmeiras (1)
- 1961: Santos (1)
- 1962: Santos (2)
- 1963: Santos (3)
- 1964: Santos (4)
- 1965: Santos (5)
- 1966: Cruzeiro (1)
- 1967 (TRGP): Palmeiras (2)
- 1967 (TB): Palmeiras (3)
- 1968 (TRGP): Santos (6)
- 1968 (TB): Botafogo (1)
- 1969: Palmeiras (4)
- 1970: Fluminense (1)
- 1971: Atlético Mineiro (2)
- 1972: Palmeiras (5)
- 1973: Palmeiras (6)
- 1974: Vasco da Gama (1)
- 1975: Internacional (1)
- 1976: Internacional (2)
- 1977: San Paolo (1)
- 1978: Guarani (1)
- 1979: Internacional (3)
- 1980: Flamengo (1)
- 1981: Grêmio (1)
- 1982: Flamengo (2)
- 1983: Flamengo (3)
- 1984: Fluminense (2)
- 1985: Coritiba (1)
- 1986: San Paolo (2)
- 1987: Sport Recife (1)
- 1988: Bahia (2)
- 1989: Vasco da Gama (2)
- 1990: Corinthians (1)
- 1991: San Paolo (3)
- 1992: Flamengo (4)
- 1993: Palmeiras (7)
- 1994: Palmeiras (8)
- 1995: Botafogo (2)
- 1996: Grêmio (2)
- 1997: Vasco da Gama (3)
- 1998: Corinthians (2)
- 1999: Corinthians (3)
- 2000: Vasco da Gama (4)
- 2001: Athl. Paranaense (1)
- 2002: Santos (7)
- 2003: Cruzeiro (2)
- 2004: Santos (8)
- 2005: Corinthians (4)
- 2006: San Paolo (4)
- 2007: San Paolo (5)
- 2008: San Paolo (6)
- 2009: Flamengo (5)
- 2010: Fluminense (3)
- 2011: Corinthians (5)
- 2012: Fluminense (4)
- 2013: Cruzeiro (3)
- 2014: Cruzeiro (4)
- 2015: Corinthians (6)
- 2016: Palmeiras (9)
- 2017: Corinthians (7)
- 2018: Palmeiras (10)
- 2019: Flamengo (6)
- 2020: Flamengo (7)
- 2021: Atlético Mineiro (3)
- 2022: Palmeiras (11)
- 2023: Palmeiras (12)
- 2024: Botafogo (3)
- 2025: Flamengo (8)
Statistiche
[modifica | modifica wikitesto]Vittorie per club
[modifica | modifica wikitesto]Titoli per città
[modifica | modifica wikitesto]| Pos. | Città | Titoli |
|---|---|---|
| 1 | San Paolo | 25 |
| 2 | Rio de Janeiro | 20 |
| 3 | Santos | 8 |
| 4 | Belo Horizonte | 7 |
| 5 | Porto Alegre | 5 |
| 6 | Salvador | 2 |
| Curitiba | ||
| 8 | Campinas | 1 |
| Recife |
Titoli per stato
[modifica | modifica wikitesto]| Pos. | Stato | Titoli |
|---|---|---|
| 1 | 34 | |
| 2 | 19 | |
| 3 | 7 | |
| 4 | 5 | |
| 5 | 2 | |
| 7 | 1 |
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Prima del campionato del 1971 c'erano due tornei distinti: la Taça Brasil e il Torneo Roberto Gomes Pedrosa, questi due tornei, però, all'epoca non assegnavano il titolo di "Campione del Brasile", servivano solo per determinare le squadre brasiliane che l'anno dopo avrebbero partecipato alla Coppa Libertadores. Nel dicembre del 2010 la CBF ha deciso di unificare l'albo d'oro di questi due tornei (seppur distinguendoli col loro nome originale nelle statistiche) con quello della Série A e quindi è solo da allora che i due tornei hanno assegnato ufficialmente il titolo di "Campione del Brasile".
- ↑ (PT) CBF anuncia casa de apostas como patrocinadora do Brasileirão pelos próximos três anos, su ge, 12 aprile 2024. URL consultato il 6 dicembre 2024.
- ↑ THE STRONGEST NATIONAL LEAGUE IN THE WORLD 2021 by IFFHS, su iffhs.com, IFFHS, 22 gennaio 2022.
- ↑ (PT) UOL Esporte - Campeonato Paulista, su www.uol.com.br. URL consultato il 18 settembre 2025.
- ↑ (PT) Lance!, MUDA, CALENDÁRIO: 'Fim dos estaduais se faz necessário' - Lance!, su MUDA, CALENDÁRIO: 'Fim dos estaduais se faz necessário' - Lance!. URL consultato il 18 settembre 2025.
- 1 2 (PT) Entenda como eram a Taça Brasil e o Torneio Roberto Gomes Pedrosa, su globoesporte.com, 13 dicembre 2010. URL consultato il 18 settembre 2025.
- ↑ (PT) Editora Abril, Placar Magazine, Editora Abril, 2002-10. URL consultato il 18 settembre 2025.
- ↑ (PT) É tri! CBF reconhece Atlético-MG como campeão brasileiro de 1937, su ge, 25 agosto 2023. URL consultato il 18 settembre 2025.
- ↑ (EN) Brazil Cup 1959, su www.rsssf.org. URL consultato il 18 settembre 2025.
- ↑ (PT) gazetaesportiva, Confira detalhes do título do Bahia na Taça Brasil de 1959, su Terra. URL consultato il 18 settembre 2025.
- ↑ (EN) Brazil - List of Champions, su www.rsssfbrasil.com. URL consultato il 18 settembre 2025.
- ↑ CBF iguala Taça Brasil e 'Robertão' a Brasileiro. Santos e Palmeiras viram octas, su ge.globo.com.
- ↑ (PT) FUTEBOL E POLÍTICA: A CRIAÇÃO DO CAMPEONATO NACIONAL DE CLUBES DE FUTEBOL, su bibliotecadigital.fgv.br.
- ↑ (PT) Editora Abril, Placar Magazine, Editora Abril, 16 ottobre 1970. URL consultato il 18 settembre 2025.
- ↑ (PT) O futebol também foi uma obra faraônica dos militares, e sofremos com isso até hoje - Trivela, in Trivela, 31 marzo 2014. URL consultato il 18 settembre 2025 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2016).
- ↑ (PT) Por GLOBOESPORTE COM Rio de Janeiro, CBF volta a reconhecer Sport como único campeão brasileiro de 1987, su globoesporte.com, 15 giugno 2011. URL consultato il 18 settembre 2025.
- ↑ (PT) Por Julyana Travaglia Jarinu, SP, 'Gato arrependido', Sandro Hiroshi sonha esquecer 'erro' e voltar à elite, su globoesporte.com, 22 febbraio 2011. URL consultato il 18 settembre 2025.
- ↑ (PT) Folha de S.Paulo - Clubes vetam o mata - mata, e Brasileiro terá pontos corridos, su www1.folha.uol.com.br. URL consultato il 18 settembre 2025.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Série A Brasiliana
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (PT) Sito ufficiale, su brasileirao.cbf.com.br. URL consultato il 22 giugno 2022 (archiviato dall'url originale il 15 aprile 2024).
- (PT) Futpédia di Globo Esporte, su futpedia.globo.com. URL consultato il 12 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2012).
- (PT) Storia del campionato brasiliano anno per anno su GloboEsporte.com, su globoesporte.globo.com.
- (EN) Albo d'oro del Campeonato Brasileiro Série A su RSSSF.com, su rsssfbrasil.com. URL consultato il 12 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2012).
- (EN) Capocannonieri del Campeonato Brasileiro Série A su RSSSF.com, su rsssfbrasil.com.
- (EN) Classifica generale dei marcatori del Campeonato Brasileiro Série A, su bardanzellu.eu.
- (DE, EN, IT) Statistiche, schede e tabellini su Transfermarkt.it, su transfermarkt.it.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 316878851 · LCCN (EN) n2015211545 |
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