S.P.A.L. 2013

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S.P.A.L. 2013
Calcio Football pictogram.svg
Detentore della Supercoppa di Lega Pro
Spalstemma.png
Spallini, Biancazzurri, Estensi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Azzurro e Bianco con colori di Ferrara.svg Bianco e azzurro
Simboli Cerbiatto
Inno Forza SPAL
Andrea Poltronieri
Dati societari
Città Ferrara
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie B
Fondazione 1907
Rifondazione 2005
Rifondazione 2012
Presidente Italia Walter Mattioli
Allenatore Italia Leonardo Semplici
Stadio Paolo Mazza
(19 000[1] posti)
Sito web www.spalferrara.it
Palmarès
Coccarda Coppa Italia LegaPro.png
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
3 Campionati di Serie C
1 Campionato di Serie C1
1 Campionato di Lega Pro
1 Campionato di Serie C2
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
1 Supercoppa Lega Pro
Trofei internazionali 1 Coppa dell'Amicizia
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

La S.P.A.L. 2013 s.r.l., meglio conosciuta come SPAL (acronimo di Società Polisportiva Ars et Labor)[2] o talvolta come SPAL Ferrara, è una società calcistica italiana con sede nella città di Ferrara.

Fondata nel 1907, venne successivamente rifondata in due occasioni a seguito di altrettanti fallimenti societari: nel 2005 (mediante il Lodo Petrucci) e nel 2012. Ha assunto la corrente ragione sociale nel 2013. Nella stagione 2016-2017 partecipa al campionato di Serie B, al ritorno nella serie cadetta dopo 23 anni.

Nella sua storia la SPAL ha collezionato 21 partecipazioni al massimo campionato italiano, di cui 16 alla Serie A a girone unico, ove il miglior risultato ottenuto è costituito dal quinto posto della stagione 1959-1960. Il club ferrarese si colloca al 26º posto (con 470 punti) nella classifica perpetua della Serie A dal 1929[3], figurando al contempo in 30º posizione (con 458 punti) nel ranking della tradizione sportiva in riferimento alle 65 società che hanno militato in almeno un'occasione nel campionato di Serie A dalla data della sua istituzione.[4] Nel 1974 la SPAL fu insignita della Stella d'oro al merito sportivo.

Nel palmarès rientra il primo posto nel campionato di Serie B 1950-1951, oltre ad una Coppa Italia di Serie C, una Supercoppa di Lega Pro ed una Coppa dell'Amicizia italo-svizzera. La SPAL è, al pari della Carrarese, la squadra che ha disputato il maggior numero di edizioni del soppresso campionato di Serie C1.

La formazione estense disputa i propri incontri casalinghi allo Stadio Paolo Mazza dal 1928.[5] I suoi colori sociali sono il bianco e l'azzurro.

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Manifesto celebrativo del decennio dalla fondazione della Società Polisportiva Ars et Labor.

Le più antiche tracce del calcio a Ferrara risalgono al 1896 con la costituzione di una squadra nell'ambito della Palestra Ginnastica Ferrara. A seguire, nei primi decenni del Novecento sorsero in città numerose altre formazioni, tra cui la Unione Sportiva Ferrarese, la Pro Juventus Ferrara e l'Eridania Football Club.[6]

Il nucleo originale di quella che sarebbe poi divenuta la S.P.A.L. vide la luce nel marzo 1907[7] per iniziativa del sacerdote salesiano Pietro Acerbis, all'epoca direttore dell'oratorio ferrarese di via Coperta: questi fondò un circolo religioso-culturale denominato Ars et Labor, che nel giro di un paio d'anni divenne Circolo Ars et Labor e aggiunse alle attività artistiche anche quelle sportive, inizialmente limitate ad atletica e ciclismo. I colori sociali adottati furono il bianco e l'azzurro, dallo stemma della congregazione dei Salesiani.[8]

La sezione calcistica fu istituita nel 1913, quando il ramo sportivo si staccò dall'oratorio e si costituì autonomamente come Società Polisportiva Ars et Labor.[9] Inizialmente la squadra di calcio assunse tuttavia la denominazione di Associazione Calcio Ferrara, abbandonandola nel 1919 con la fine della Grande Guerra, allorché anche la sezione calcistica uniformò il suo nome a quello della polisportiva. Il debutto della denominazione S.P.A.L. avvenne in occasione di una partita interna disputata contro la Triestina il 16 giugno 1919, terminata 1-4. La prima vittoria della formazione estense giunse il 18 agosto del medesimo anno, a spese della stessa Triestina, per 1-0.[10]

Dagli anni venti al periodo bellico[modifica | modifica wikitesto]

Formazione della SPAL che disputò la Prima Divisione 1922-1923.

Tra il 1920 e il 1925 la SPAL militò nella massima serie del tempo, la Prima Categoria (poi ridenominata Prima Divisione a partire dal 1922-1923, conseguentemente al Compromesso Colombo). Nella stagione 1921-1922 gli estensi raggiunsero la semifinale del campionato nazionale, venendo sconfitti per 2-1 dalla Sampierdarenese nello spareggio (disputato a Milano) con in palio la finale. La rosa biancoazzurra in quella partita era composta da: Canova, Ticozzelli, Fini, Manfredini, Sgarbi, Preti I, Dabbene, Olivieri, Zanoli, Preti II e Vassarotti.[11]

Retrocessa in seconda serie nel 1925, nel 1929 fu assegnata al neonato campionato di Serie B a girone unico.[12] Da quel momento la società andò incontro ad un decennio contrassegnato da molte difficoltà; contestualmente dal 1939 sino al termine della seconda guerra mondiale cambiò denominazione da Società Polisportiva Ars et Labor ad Associazione Calcio Ferrara, adottando maglie a strisce bianco-nere (in omaggio ai colori civici della città estense).[13]

Negli anni '20 e '30 la società lanciò diversi giocatori poi approdati in Serie A: Bruno Bertacchini, Elvio Banchero, Abdon Sgarbi (il quale vestirà la maglia della Nazionale), gli attaccanti Mario Romani ed Aldo Barbieri (entrambi ceduti al Milan), Archimede Valeriani e Savino Bellini. Ad essi seguirono, negli anni '40, Otello Badiali ed Albano Luisetto.[14]

L'avvento di Paolo Mazza ed il secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

La prima formazione della SPAL nel secondo dopoguerra, stagione 1945-1946. Il primo da destra è Paolo Mazza.

Al termine del secondo conflitto mondiale, nel 1945 la squadra riadottò i colori bianco-azzurri e il nome SPAL. Sotto la gestione del nuovo presidente (ed ex allenatore negli anni '30) Paolo Mazza, la società ferrarese tornò in Serie B e puntò all'approdo in Serie A.[15]

Tra gli affari significativi conclusi in quegli anni dal presidente spallino spiccarono le cessioni del centravanti Mario Astorri alla Juventus (costato 25 000 lire e venduto per 2 milioni nel 1946)[16], della mezzala Egisto Pandolfini alla Fiorentina (acquistato dai viola ad un prezzo ridotto e successivamente rivenduto agli stessi per 18 milioni nel 1948)[17] e dell'attaccante Attilio Frizzi al Torino (capocannoniere della Serie B 1948-1949 con 25 reti, acquistato dai granata all'indomani della tragedia di Superga).

Gli anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

La Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Formazione della SPAL all'esordio nel campionato di Serie A a girone unico, stagione 1951-1952.

Nel 1950-1951 la SPAL allenata da Antonio Janni e guidata in campo dal capitano Giovanni Emiliani vinse il campionato di Serie B, accedendo per la prima volta alla Serie A a girone unico. La formazione-tipo di quell'anno era composta da: Bertocchi, Guaita, Carlini, Emiliani, Macchi, Nesti, Trevisani, Colombi, Biagiotti, Bennike e Fontanesi, cui si aggiungevano anche Dini, Patuelli e Rosignoli.[18] L'anno della promozione coincise inoltre con l'inaugurazione del nuovo Stadio Comunale, ricostruito completamente in sostituzione del vecchio impianto risalente al 1928.

Il ventennio successivo vide la SPAL ottenere i suoi migliori risultati, mantenendo la categoria ininterrottamente dal 1951 alla prima retrocessione in B del 1964. Nel 1954 tuttavia i biancoazzurri ottennero la salvezza tramite spareggio battendo per 2-1 il Palermo (con le reti di Bernardin e Olivieri), mentre nel 1955 la squadra venne ripescata nella massima serie a seguito delle sanzioni per illecito sportivo comminate al termine del campionato ad Udinese e Catania.[19]

Il calciatore più rappresentativo degli anni in Serie A fu l'argentino Oscar Massei, il quale vestì la maglia biancoazzurra per nove stagioni (dal 1959 al 1968).

Valorizzazione dei giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Formazione della SPAL nel campionato di Serie A 1955-1956.

Negli anni '50 e '60 vari giocatori militanti nelle file della SPAL ebbero occasione di mettersi in luce: tra essi il portiere Bugatti (convocato in Nazionale e successivamente venduto al Napoli), Alberto Fontanesi (poi passato alla Lazio), Fulvio Nesti, Antonio Nuciari, Domenico De Vito, Armando Picchi, Franco Zaglio, Costanzo Balleri, Beniamino Di Giacomo ed Egidio Morbello (ceduti all'Inter), Giorgio Bernardin (passato prima all'Inter e poi alla Roma), Sergio Carpanesi (a sua volta passato alla Roma), Carlo Novelli (acquisito dal Napoli), Orlando Rozzoni (passato prima all'Udinese e poi alla Lazio), Fabio Capello (poi ingaggiato da Roma, Juventus e Milan), Albertino Bigon (al Milan e poi al Napoli), Gianfranco Bozzao, Adolfo Gori, Luigi Pasetti e Carlo Dell'Omodarme (alla Juventus), Saul Malatrasi (all'Inter, poi alla Fiorentina e infine al Milan), Gianni Bui (prima al Bologna, poi al Milan e infine al Torino), Carlo Facchin (al Torino, quindi alla Lazio), Ernesto Galli (al Vicenza), Giuliano Bertarelli e Dante Micheli (alla Fiorentina), Edoardo Reja (al Palermo) e Luigi Delneri (all'Udinese).

In quegli anni arrivarono a Ferrara anche calciatori più esperti, tra cui Sergio Cervato, Giovanni Mialich, Onorio Busnelli, Battista Rota, Angelo Villa, Enzo Matteucci, Manlio Muccini, Gianni Corelli, Ottavio Bianchi, Carlo Mattrel, Osvaldo Bagnoli, Vincenzo Gasperi, Giancarlo Vitali, Pietro Broccini, Sergio Sega, Silvano Trevisani, Giulio Pellicari, Alberto Orlando, Glauco Tomasin, Enrico Muzzio, Edoardo Dal Pos e Aulo Gelio Lucchi, l'ungherese Jenő Vinyei, i danesi Niels Bennike e Dion Ørnvold, gli svedesi Sigvard Löfgren e Dan Heiner Ekner.

Formazione della SPAL che giunse al 5º posto nella Serie A 1959-1960.

Altri giocatori promettenti dovettero interrompere o ridimensionare la propria carriera a seguito di infortuni: fu il caso di Giovanni Ferraro, Osvaldo Riva, Arturo Bertuccioli, Maurizio Moretti, Eugenio Bruschini e Gianfranco De Bernardi.

Il miglior piazzamento in Serie A e l'arrivo di Massei[modifica | modifica wikitesto]

La SPAL dell'annata 1961-1962, finalista di Coppa Italia.

Al termine della stagione 1958-1959, conclusasi con risultati al di sotto delle aspettative, il presidente Mazza decise di rinnovare profondamente la squadra. Cedette quindi Villa, Vitali, Dal Pos, Broccini, Lucchi e Toros e gli emergenti Malatrasi e Rozzoni; in cambio acquistò i giovani Micheli, Rossi, Picchi e Balleri, gli esperti Ganzer e Massei, il terzo portiere dell'Inter Nobili e i rientranti Novelli e Corelli. I soli giocatori confermati furono Bozzao, Morbello, Maietti e Pandolfini. In panchina sedeva l'allenatore Fioravante Baldi.[20]

Le scelte del presidente diedero riscontro positivo: nel campionato 1959-1960 la SPAL concluse al quinto posto finale in classifica (alle spalle della Juventus vincitrice dello scudetto, della Fiorentina, del Milan e dell'Inter), ottenendo il suo miglior risultato di sempre.

La formazione-tipo di questa stagione era costituita da Nobili (Maietti), Picchi, Balleri, Ganzer, Bozzao, Micheli, Novelli, Corelli, Rossi, Massei e Morbello (migliore marcatore spallino della stagione, con 12 reti in 33 partite disputate), con l'aggiunta di Catalani, Trentini, Cecchi e Pandolfini.

Gli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

La finale di Coppa Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1962 la SPAL raggiunse la finale di Coppa Italia, persa contro il Napoli (allora militante in Serie B). Gli estensi, allenati da Serafino Montanari, si schierarono con Patregnani, Muccini, Olivieri, Gori, Cervato, Riva, Dell'Omodarme, Massei, Mencacci, Micheli e Novelli. Il Napoli passò in vantaggio su punizione con l'ex spallino Gianni Corelli al 12', i biancoazzurri pareggiarono al 15' con Micheli; infine al 79' Pierluigi Ronzon portò definitivamente in vantaggio la formazione partenopea, regalandole il primo trofeo della sua storia.[21]

La prima retrocessione ed il ritorno in A[modifica | modifica wikitesto]

La prima SPAL in maglia a righe bianco-azzurre, stagione 1963-1964.

Nel 1963, dopo aver concluso il campionato all'ottavo posto (ottenendo anche la vetta solitaria della classifica per qualche giornata)[22], la SPAL modificò lo stile delle proprie maglie: le divise a tinta unita azzurra con maniche e colletto bianchi lasciarono il posto al motivo a strisce verticali bianche e azzurre.

Dopo tredici anni consecutivi in Serie A la formazione estense retrocedette in serie cadetta nel 1964, ove tuttavia rimase un solo anno: il terzo posto ottenuto nel campionato di Serie B 1964-1965 le valse infatti l'immediata risalita nella massima serie. La formazione-tipo biancoazzurra era composta da Bruschini, Olivieri, Bozzao, Bertuccioli, Ranzani, Frascoli, Crippa, Bagnoli, Cavallito, Massei e Muzzio; con l'aggiunta di Cantagallo, Cervato, Riva, Balleri, Pasetti, Moretti, De Bernardi, Fochesato, Novelli I, Pezzato e Capello. L'allenatore era Francesco Petagna.[23]

La SPAL promossa in Serie A al termine del campionato 1964-1965.

La SPAL militò in Serie A per altre tre stagioni, raggiungendo la salvezza nei campionati 1965-1966 e 1966-1967. Nel 1968, a seguito del passaggio della Serie A da 18 a 16 squadre retrocedette, senza poi più riuscire a tornare nella massima serie.[24] Nel giugno dello stesso anno la SPAL vinse la Coppa dell'Amicizia italo-svizzera.

La retrocessione in Serie C[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la retrocessione in Serie B, nel 1969 la SPAL subì un'ulteriore retrocessione in Serie C: sebbene Mazza avesse promesso un'immediata risalita nella massima serie il rendimento dei biancoazzurri fu deludente, anche a seguito dell'infortunio dell'attaccante Alberto Orlando, tanto che per la prima volta la tifoseria giunse a contestare apertamente l'operato del presidente. Tale campionato coincise inoltre con le ultime partite disputate nel calcio professionistico da Gastone Bean.[25]

Gli anni settanta e ottanta e la fine dell'era Mazza[modifica | modifica wikitesto]

La SPAL promossa in Serie B al termine della stagione 1972-1973.

Dopo quattro anni di Serie C nel corso dei quali si alternarono come allenatori Giovan Battista Fabbri, Tito Corsi e Cesare Meucci[26], alla fine del 1972 Mario Caciagli sostituì sulla panchina biancoazzurra Eugenio Fantini imprimendo una grossa svolta alla stagione: Franco Pezzato al termine del campionato sarà capocannoniere e la SPAL tornerà in Serie B rimanendo in serie cadetta per quattro anni. La squadra della promozione era composta da Marconcini, Croci, Vecchiè, Boldrini, Cairoli, Rinero, Donati, Tartari, Goffi, Mongardi, Pezzato. Altri giocatori schierati furono: Cariolato, Romano, Ragonesi e Moro.[27]

Nel 1977 (al quarto campionato di B, dopo che a Caciagli si avvicendarono Umberto Pinardi e Guido Capello) Paolo Mazza venne deposto dalla presidenza della società: dopo trent'anni alla guida del sodalizio estense e l'esperienza come Commissario Tecnico della Nazionale ai Mondiali del Cile del 1962, dovette cedere la guida della società a Primo Mazzanti, già dirigente spallino.[28]

Formazione della SPAL nel campionato di Serie B 1978-1979.

Sempre nel 1977 la SPAL retrocesse in C allenata da Luisito Suárez, ma con il ritorno in panchina di Mario Caciagli nel 1978 i biancoazzurri riconquistarono subito la Serie B. Nel campionato 1980-1981 degna di nota fu la trasferta a San Siro contro il Milan, allora relegato in serie cadetta: una partita segnata dal gol di mano di Walter Novellino che contribuì alla vittoria dei rossoneri per 2-1. Dopo altri quattro anni di B, la squadra estense subì una nuova retrocessione in C1 nel 1982 con "Titta" Rota prima e Ugo Tomeazzi poi in panchina.

Dopo un campionato in Serie C1 con Gaetano Salvemini prima e Giovanni Seghedoni poi come allenatori, la SPAL risalì la china a metà anni ottanta sotto la guida di Giovanni Galeone (giunse quarta nel 1984)[29], ma successivamente, nel 1989, retrocesse per la prima volta in Serie C2.

Formazione della SPAL nel campionato di Serie C1 1983-1984.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

L'era di Giovanni Donigaglia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 la società viene rilevata dalla Coopcostruttori, cooperativa di costruzioni del ferrarese. Il massimo dirigente della stessa, l'argentano Giovanni Donigaglia, diviene il nuovo presidente. Accanto a CoopCostruttori rimangono con quote di minoranza anche alcuni vecchi soci, tra cui l'ex patron spallino Albersano Ravani.

In due stagioni la SPAL ottiene il doppio salto dalla Serie C2 alla Serie C1 e da questa alla Serie B, vincendo lo spareggio a Verona contro la Solbiatese nel 1990-1991 e conquistando il primo posto del campionato di Serie C1 1991-1992, con il ritorno di Giovan Battista Fabbri come allenatore e Gian Cesare Discepoli come vice. La formazione della promozione in B era composta da: Torchia, Lancini, Paramatti, Servidei, Mangoni, Zamuner, Brescia, Messersì, Mezzini, Bottazzi, Labardi.[30]

La SPAL promossa in Serie B con la vittoria del campionato 1991-1992.

Una volta in serie cadetta, l'obiettivo è tentare l'approdo alla Serie A. Il gruppo della doppia promozione verrà però smantellato: tra i nuovi arrivi gli attaccanti Marco Nappi e Massimo Ciocci, il difensore Dario Bonetti, l'ala Armando Madonna e il giovane Giovanni Dall'Igna. I biancoazzurri retrocedono al primo anno di Serie B, nonostante un serrato testa a testa con la Fidelis Andria nell'ultima parte del torneo.

Dopo tre tentativi di ritorno in Serie B (con due eliminazioni ai play-off subite dal Como, nel 1994 e nel 1996)[31] il presidente Donigaglia decide per un ridimensionamento degli impegni della CoopCostruttori, ed al termine del campionato 1995-1996 cede contestualmente a Vanni Guzzinati la carica di presidente, rimanendo nelle vesti di patron. Ne segue una stagione culminata con la retrocessione in Serie C2 perdendo i play-out contro l'Alzano Virescit.[32]

Donigaglia quindi riassume la presidenza e affida il compito di formare la squadra all'esperto direttore sportivo Roberto Ranzani, il quale sceglie come allenatore Gianni De Biasi. Vengono confermati soltanto tre giocatori dall'annata precedente: a Ferrara arrivano l'attaccante Cancellato, il regista difensivo Fimognari, il portiere Pierobon e l'esperto Fausto Pari. La SPAL riconquista la Serie C1 vincendo il campionato 1997-1998, al termine di un duello con il Rimini. L'anno successivo (1998-1999) Ranzani tenta di rinforzare il telaio della promozione, puntando sul regista Antonioli, la punta Lucidi e la giovane promessa Ginestra. Dopo un'ottima partenza, una crisi di risultati coincisa con un doppio lungo infortunio di Cancellato fa sfumare il traguardo dei play-off. La SPAL a fine stagione conquista la vittoria della Coppa Italia Serie C. Il finale di campionato, con il mancato raggiungimento degli spareggi-promozione, porta alcune incomprensioni tra società e guida tecnica, sfociate con la mancata conferma dell'allenatore De Biasi.

La SPAL della stagione 1993-1994.

Gli ultimi campionati della gestione Donigaglia vedono la SPAL a centroclassifica. Il giocatore più interessante di quel periodo fu Sergio Pellissier, giunto in prestito dal Chievo.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

La gestione Di Nardo-Pagliuso[modifica | modifica wikitesto]

A seguito dei problemi economici che colpiscono la CoopCostruttori, nel 2002 la società viene rilevata da Paolo Fabiano Pagliuso (già proprietario e presidente del Cosenza), il quale cede la carica presidenziale a Lino Di Nardo. Il nuovo vertice societario nomina allenatore Walter De Vecchi e rinnova profondamente la rosa: vengono confermati solo nove giocatori, tra cui il portiere Andrea Pierobon, il centrocampista e futuro allenatore della SPAL Stefano Vecchi e l'attaccante Gianluca Temelin. Vengono ingaggiati, tra gli altri, gli attaccanti Fabio Artico, Daniele Cacia e Tommaso Tatti, i centrocampisti Carlos Aurellio e Francesco Paonessa, i difensori Luca Altomare e Francesco Zanoncelli. La squadra tuttavia non rende ad alto livello, sicché la dirigenza esonera De Vecchi e chiama in panchina Giuliano Sonzogni, con il quale la SPAL giunge alla salvezza.

La campagna acquisti per la stagione 2003-2004 porta in dote alcuni rinforzi, tra cui Andy Selva e Davide Succi, in un'ottica complessiva di ridimensionamento dell'impegno del patron Pagliuso, coinvolto in vicende giudiziarie personali. Come nella stagione precedente, dopo una serie di risultati negativi la società sostituisce l'allenatore, scegliendo Gian Cesare Discepoli (già alla guida della SPAL nei primi anni '90), con i biancoazzurri che si classificano infine al nono posto.

Per la stagione 2004-2005 la panchina viene affidata a Massimiliano Allegri. Le problematiche societarie non consentono tuttavia gli investimenti necessari a potenziare la squadra, che conclude la stagione al nono posto. Nell'estate successiva vengono ingaggiati il tecnico Ezio Glerean e molti nuovi giocatori, ma il sopraggiunto fallimento societario estromette la SPAL dal campionato di terza serie.

Il triennio di Gianfranco Tomasi[modifica | modifica wikitesto]

La SPAL della stagione 1995-1996.

Nell'estate 2005 viene costituita una nuova società denominata Spal 1907, presieduta da Gianfranco Tomasi, imprenditore edile di Comacchio, che grazie al Lodo Petrucci rileva la tradizione sportiva biancoazzurra e s'iscrive al campionato di Serie C2 2005-2006. Il ridotto tempo a disposizione per costruire la squadra a seguito della riammissione tra i professionisti conduce ad una stagione interlocutoria.

Nei due successivi campionati la società punta apertamente alla promozione in Serie C1, ingaggiando tra gli altri il centravanti Nicola Bisso, il trequartista svizzero David Sesa, il fantasista argentino Christian La Grottería e il difensore Cristian Servidei (già biancoazzurro ai tempi della doppia promozione dalla C2 alla B dei primi anni novanta). Entrambi i tentativi tuttavia non vanno a buon fine: la squadra viene eliminata in semifinale play-off nel 2007 dalla Paganese e nel 2008 dal Portogruaro.

La presidenza Butelli[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno del 2008 Tomasi cede il pacchetto di maggioranza societaria all'imprenditore lucchese Cesare Butelli; nel mese successivo la SPAL viene ripescata nel campionato di terza serie, nel frattempo ridenominato Lega Pro Prima Divisione. Il nuovo presidente nomina Gianbortolo Pozzi come direttore generale, il quale allestisce una formazione che punta al mantenimento della categoria. La squadra affidata ad Aldo Dolcetti, in cui emerge il giovane centravanti marocchino Rachid Arma, inaspettatamente s'insedia fin dall'inizio nelle prime posizioni della classifica salvo poi calare nel finale del campionato, classificandosi al sesto posto mancando i play-off (nonostante la vittoria contro il Pergocrema all'ultima giornata, resa vana dai contemporanei pareggi di Padova e Reggiana alle quali serviva un punto per giocarsi gli spareggi).

La stagione 2009-2010 dei biancoazzurri (complice anche la cessione di Arma, sostituito a campionato già avviato con il centravanti Giacomo Cipriani) parte in maniera negativa, tanto che dopo le prime tredici giornate la dirigenza esonera Dolcetti sostituendolo con Egidio Notaristefano. Con il neo-tecnico la SPAL scala la classifica riuscendo a piazzarsi settima, battendo il Foggia all'ultima giornata.

Gli anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 2010-2011 viene assemblata una squadra con l'intento di ambire alla zona play-off, confermando i migliori giocatori della stagione precedente (tra cui Cipriani e Zamboni) e completando la rosa con elementi come Ravaglia, Melara e Fofana. Il girone d'andata vede la SPAL stabilmente nelle prime posizioni; nel girone di ritorno le prestazioni (complice l'infortunio di Cipriani) subiscono un'involuzione, sfociando in una lunga serie di risultati negativi che fanno sfumare il traguardo dei play-off.

Nel campionato 2011-2012 la SPAL, affidata a Stefano Vecchi, assembla una squadra molto giovane con l'intento di ridurre il monte-ingaggi e sfruttare i contributi previsti per l'utilizzo dei giocatori under. La società si ritrova subito a far fronte a 2 punti di penalizzazione per la mancata corrisponsione di stipendi e contributi ai propri dipendenti. Dopo una partenza difficile dal punto di vista sportivo (solo 15 punti "sul campo" al termine del girone d'andata), le successive scadenze portano a 8 il totale dei punti di penalizzazione inflitti ai biancoazzurri.[33] La precaria situazione finanziaria della società si riflette anche in campo legale, con la presentazione d'istanze di fallimento da parte di alcuni dipendenti e fornitori, desiderosi di recuperare le proprie spettanze. Al termine della stagione regolare la SPAL si piazza quart'ultima con 34 punti (42 sul campo) e deve giocare i playout contro il Pavia, terz'ultimo. Nella gara d'andata del 20 maggio i biancoazzurri pareggiano 0-0 in trasferta, ma sette giorni dopo al Paolo Mazza vengono sconfitti 2-0 dai lombardi, retrocedendo in Lega Pro Seconda Divisione.

Il 13 luglio 2012 la società viene esclusa dal campionato 2012-2013 per problemi economici e il 16 luglio non presenta ricorso. La SPAL 1907 viene infine radiata dalla FIGC l'11 settembre 2013[34] e il 31 marzo 2014 il Tribunale di Ferrara ne notifica la dichiarazione di fallimento e la messa in liquidazione, respingendo la richiesta di concordato avanzata da Butelli.[35]

La ripartenza dai dilettanti[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 2012 il Sindaco di Ferrara invita i soggetti interessati a presentare un progetto per la rifondazione del club biancoazzurro. Si fa quindi avanti una cordata capeggiata dall'imprenditore Oreste Pelliccioni, comprendente l'ex vicepresidente Roberto Benasciutti e l'esperto dirigente Roberto Ranzani, che successivamente avrebbe dovuto avvalersi del supporto di un gruppo di finanziatori. La base societaria è composta inizialmente da Benasciutti al 95% e da Ranzani per il restante 5%. La squadra torna a giovarsi dell'utilizzo del marchio storico della S.P.A.L., non più in uso dal 2005. Il 9 agosto 2012 la Lega Nazionale Dilettanti accetta l'affiliazione del nuovo soggetto (denominato Società Sportiva Dilettantistica Real Spal), iscrivendo il sodalizio in Serie D (che costituisce il punto più basso della storia sportiva societaria) sulla base dell'applicazione dell'articolo 52 comma 10 delle Norme Organizzative Interne della FIGC ed in virtù delle 83 stagioni sportive professionistiche pregresse della vecchia SPAL.[36]

Nell'organigramma societario (che vedrà Ranzani presidente e Benasciutti vice) non sarà presente Pelliccioni, in quanto i nuovi soci da lui garantiti non arriveranno. Lo stesso Benasciutti si fa quindi carico di saldare in prima persona le quote d'iscrizione al nuovo campionato. La rosa viene assemblata senza ricorrere a grossi esborsi economici: Ranzani sceglie un allenatore conoscitore della categoria (David Sassarini) e punta su giocatori ferraresi legati alla piazza: Davide Marchini, Edoardo Braiati, Alessandro Marongiu e Gianluca Laurenti. Durante l'estate arrivano alcuni giocatori provenienti dalla Lega Pro, alcuni elementi di categoria e molti giovani. L'obiettivo di puntare ai piani alti della classifica sfuma però dopo pochi mesi: la società non ha le risorse per provvedere ai rimborsi spese per i mesi successivi a dicembre. Arrivati a febbraio, i giocatori rifiutano di allenarsi denunciando pubblicamente la situazione. Lo stato delle cose non muta nei mesi successivi con la squadra che, ormai priva di stimoli e serenità, termina il campionato solo per onor di firma.

La presidenza Mattioli-Colombarini[modifica | modifica wikitesto]

I tifosi spallini festeggiano sul prato del Paolo Mazza la promozione in Serie B ottenuta il 23 aprile 2016.

Il 12 luglio 2013, su pressione del Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, Roberto Benasciutti trova l'accordo con la famiglia Colombarini per la fusione tra SPAL e Giacomense: pertanto il club di Masi San Giacomo rileva ed adotta il marchio storico della S.P.A.L. e trasferisce il proprio terreno casalingo allo Stadio Paolo Mazza, trasformandosi de facto nella società acquisita. A suggellare tale transazione, il club assume la nuova denominazione S.P.A.L. 2013, ai sensi dell'articolo 20 delle Norme Organizzative Interne della FIGC.[37][38] La società ferrarese viene ufficialmente inserita in Lega Pro Seconda Divisione per l'annata 2013-2014.

Il 21 ottobre 2013, dopo un avvio di campionato non in linea con le attese di inizio stagione, la società decide di sollevare dall'incarico mister Leonardo Rossi, affidando la squadra a Massimo Gadda, già giocatore biancoazzurro nella stagione 1999-2000 e allenatore per 3 stagioni della Giacomense. Il nuovo trainer spallino guida la squadra al quarto posto al termine del girone di andata. Nel mercato invernale la società cerca di rinforzare la rosa al fine di assicurarsi un posto nelle prime otto posizioni, valevoli per l'accesso alla nuova Lega Pro: l'obiettivo viene infine raggiunto, con la squadra che riesce a classificarsi sesta al termine del campionato; tra i giocatori si mette in evidenza il centravanti Massimiliano Varricchio, che si laurea capocannoniere del girone con 20 reti.

La stagione 2014-2015 nella nuova Lega Pro parte in maniera difficile per la SPAL: i biancoazzurri, affidati a mister Oscar Brevi, totalizzano due pesanti sconfitte nelle prime due partite, ove la squadra esprime inoltre un gioco poco brillante. Tuttavia il patron Colombarini e il presidente Mattioli, ignorando le contestazioni dei tifosi e di alcune aree dell'ambiente societario, confermano la fiducia all'allenatore. La scelta si rivela corretta, giacché la SPAL comincia a scalare la classifica fino a raggiungere la prima posizione. Una nuova serie di risultati negativi, unita alle scarse reti segnate, conduce tuttavia in un secondo momento il vertice societario ad esonerare Brevi e ad ingaggiare al suo posto Leonardo Semplici, ex allenatore di Arezzo, Pisa e primavera della Fiorentina. Sotto la sua guida, dopo un periodo di assestamento ed aiutati dal miglioramento della rosa seguito al mercato di gennaio, gli estensi vincono otto partite consecutive e si reinseriscono nella lotta play-off, obiettivo tuttavia sfumato alla penultima giornata: la squadra conclude il campionato al quarto posto finale, con il tecnico toscano che viene confermato anche per l'annata successiva.

In vista del campionato 2015-2016 la squadra viene potenziata nel segno della continuità, confermando buona parte dei giocatori dell'annata precedente ed inserendo elementi nei ruoli maggiormente scoperti. Con cinque vittorie consecutive nelle prime cinque giornate e due successivi pareggi a reti bianche con Prato e Siena, gli estensi si portano da subito in testa alla graduatoria. Il 20 dicembre, grazie alla vittoria casalinga sul Teramo e ai contemporanei pareggi delle inseguitrici Maceratese e Pisa, la SPAL si laurea campione d'inverno con una giornata d'anticipo sulla fine del girone d'andata. Il 23 aprile 2016, pareggiando 1-1 in casa contro l'Arezzo, i biancoazzurri conquistano la matematica promozione in Serie B con due giornate d'anticipo dopo un torneo condotto sempre al comando, ritornando in seconda serie dopo 23 anni. A seguito delle vittorie ottenute contro Benevento e Cittadella, il 22 maggio 2016 la SPAL conquista la Supercoppa di Lega Pro.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria della S.P.A.L. 2013
  • marzo 1907 – Fondazione del circolo religioso-culturale Ars et Labor.
  • 1909 - Il circolo aggiunge lo sport alle sue attività.

  • 1913 – Il ramo sportivo si distacca dal circolo e assume il nome di Società Polisportiva Ars et Labor; la sezione calcistica adotta la denominazione Associazione Calcio Ferrara.
  • 1915–1919 – Sospensione attività sportive per cause belliche.
  • 1919 – La sezione calcistica uniforma la propria denominazione a quella della polisportiva, diventando Società Polisportiva Ars et Labor.
  • 1919-1920 – 4ª nel girone emiliano della Promozione. Green Arrow Up.svg Promossa in Prima Categoria.

Terzo turno di Coppa Italia (poi interrotta).

Terzo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 1939 – Assume la denominazione Associazione Calcio Ferrara.
  • 1939-1940 – 5ª nel girone E della Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.

Fase a gironi di Coppa Alta Italia.

Fase a gironi di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
4º classificata alla Coppa delle Alpi.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Vince la Coppa dell'Amicizia italo-svizzera (1º titolo).
Primo turno di Coppa Italia.

Fase eliminatoria di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Finalista di Coppa Italia Serie C.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.

Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia Serie C (1º titolo).
Fase a gironi di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.

Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Terzo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.

Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Terzo turno di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2012 – La società fallisce per dissesto finanziario e viene fondata la nuova Real Spal che riparte dalla Serie D grazie all'articolo 52 delle Norme Organizzative Interne della FIGC (NOIF).
  • 2012-2013 – 7ª nel girone D della Serie D.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Semifinalista di Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia Lega Pro.
Vince la Supercoppa di Lega Pro (1º titolo).
Terzo turno di Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

La gradinata del Paolo Mazza colorata dalle bandiere spalline.

La Società Polisportiva Ars et Labor sin dalla propria fondazione ha adottato come colori sociali il bianco e l'azzurro, mutuandoli dallo stemma dei sacerdoti Salesiani.[39] L'unica eccezione a ciò si ebbe nel periodo a cavallo tra gli anni trenta e gli anni quaranta, durante il quale il club aveva cambiato denominazione in Associazione Calcio Ferrara e vestito i colori bianco-neri del Comune. La tenuta di gioco della squadra dal secondo dopoguerra in avanti ha assunto la tinta unita azzurra con maniche, colletto e pantaloncini bianchi; venendo sostituita poi a partire dall'annata 1963-1964 con il motivo bianco-azzurro a righe strette verticali e pantaloncini bianchi.

La SPAL della Serie A 1967-1968, con la consueta divisa biancoazzurra.

Per la stagione 2016-2017, le maglie da gioco realizzate dallo sponsor tecnico HS Football sono così strutturate:[40]

  • La prima divisa presenta sul torso e sulle maniche il già citato motivo a strisce verticali sottili bianco-azzurre, con colletto a V di colore bianco. Nella parte frontale della tenuta da gioco troviamo altresì lo stemma societario sulla sinistra, il logo dello sponsor tecnico sulla destra e centralmente i marchi degli sponsor ufficiali Vetroresina e Magnadyne. Sul retro della divisa sono apposti nome e numero in blu scuro su sfondo bianco ed il logo dello sponsor BMW ErreEffe Group. Bianchi sono i pantaloncini (con strisce laterali azzurre, stemma societario sulla sinistra, lo sponsor Ceramica Sant'Agostino sulla destra e il logo dello sponsor tecnico sul retro) ed i calzettoni (con risvolto azzurro e l'acronimo S.P.A.L. scritto sul retro).
  • La seconda divisa presenta una tinta verde chiara, con una banda verticale bianco-azzurra sul lato sinistro e colletto a V bianco. Verde chiaro sono anche i pantaloncini, mentre i calzettoni presentano una colorazione verde scura. L'orlo delle maniche e dei pantaloncini sono bianchi. In alternativa vengono utilizzati un completo grigio con una banda verticale bianco-azzurra e colletto bianco, oppure un completo nero con banda trasversale azzurra e colletto azzurro.
  • I portieri utilizzano un completo rosso, in alternativa giallo o verde.

A partire dalla stagione 2013-2014, con l'arrivo alla presidenza della famiglia Colombarini, viene prodotta dallo sponsor tecnico Erreà una divisa speciale sul modello della storica maglia degli anni cinquanta: azzurra con colletto (caratterizzato da una chiusura a lacci), maniche e pantaloncini bianchi. È stata utilizzata in occasione di alcuni match casalinghi con avversari tradizionali, quali Mantova ed Alessandria.[41] Con il passaggio di consegne tra Erreà ed HS Football, dall'annata 2016-2017 il caratteristico colletto con i laccetti viene sostituito da un colletto a V.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo societario ufficiale è costituito da un ancile azzurro con una banda bianca nella parte superiore nella quale è riportato l'acronimo S.P.A.L. (Società Polisportiva Ars et Labor), che sormonta lo scudetto troncato bianco e nero emblema della città di Ferrara. Introdotto negli anni sessanta, è stato utilizzato in via ufficiale dal 1995 fino al 2005, per poi essere riadottato a partire dal 2012.

Lo stemma del settore giovanile è il cerbiatto su sfondo bianco cerchiato di azzurro, simbolo precedentemente utilizzato come marchio societario ufficiale dal 1980 al 1995.

Emblema della Società Salesiana di San Giovanni Bosco, dal quale derivano i colori sociali del club.

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Gli inni tradizionali della squadra biancoazzurra si intitolano Inno alla S.P.A.L. (cantato da Alfio Finetti, risalente al 1982) e Spal, magica Spal (Aldini, Martinetti e Carlini, 1992).

Nel 2014 Andrea Poltronieri ha realizzato un nuovo brano, Forza SPAL, adottato dalla società come nuovo inno ufficiale.[42][43]

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Paolo Mazza.
Lo Stadio Paolo Mazza fotografato il 20 ottobre 1991, durante SPAL-Monza.

Lo stadio comunale di Ferrara, intitolato a Paolo Mazza il 14 febbraio 1982[44], è il quinto impianto italiano più vecchio ancora in funzione. Progettato dall'ingegner Carlo Savonuzzi ed inaugurato il 20 settembre 1928 nell'ambito della ricostruzione cittadina conosciuta come Addizione Novecentista[45], era inizialmente caratterizzato da una capienza di circa 4 000 posti, suddivisi tra parterre ed una singola tribuna in cemento. La prima partita che si giocò su tale campo fu un'amichevole tra la SPAL ed il Modena.

In occasione della promozione in Serie A della squadra estense, nel 1951 la capienza venne aumentata a circa 25 000 posti. Nei decenni successivi si provvide a ristrutturare tutti i settori degli spalti: prima la tribuna coperta, poi la curva ovest (ampliata e dotata a sua volta di una copertura negli anni '80) ed infine la gradinata scoperta, stabilizzando fino al 2005 la capacità di pubblico a circa 21 000 posti.

Per la stagione 2016-2017 la capienza autorizzata dell'impianto è di 8 500 posti.[46]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

La sede degli allenamenti della prima squadra e del settore giovanile biancoazzurro è il centro sportivo di via Copparo. Situato nei pressi della frazione ferrarese di Pontegradella, venne inaugurato nel 1969.[47] Nel dicembre 2016 il centro è stato intitolato alla memoria di Giovan Battista Fabbri, a seguito della sua scomparsa avvenuta l'anno precedente.[48]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito internet ufficiale della società.[49]

Targa d'intitolazione dello stadio ferrarese alla memoria di Paolo Mazza, allenatore della SPAL tra gli anni '30 e gli anni '40, poi presidente della società biancoazzurra dal 1946 al 1977.
Spalstemma.png
Staff dell'area amministrativa
  • Italia Walter Mattioli - Presidente
  • Italia Simone Colombarini - Patron
  • Italia Francesco Colombarini - Patron
  • Italia Umberto Sabattini - Direttore organizzativo
  • Italia Stefano Salis - Segretario generale
  • Italia Monica Mattioli - Segretario amministrativo
  • Italia Roberto Tezzon - Direttore commerciale
  • Italia Gianluca Ranzani - Responsabile commerciale
  • Italia Enrico Menegatti - Direttore marketing, comunicazione e ufficio stampa
  • Italia Arianna Rossi - Responsabile web marketing, eventi e social media
  • Italia Stefano Accorsi - Responsabile progetti multimediali

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Di seguito l'elenco dei fornitori tecnici e degli sponsor ufficiali.

Formazione-tipo della SPAL nella stagione 1981-1982: per la prima volta appare uno sponsor sulle divise.
Spalstemma.png
Cronologia degli sponsor tecnici
  • 1907-1981 non presente
  • 1981-1986 adidas
  • 1986-1987 Meyba
  • 1987-1989 Fitness
  • 1989-1991 WBS
  • 1991-2004 Asics
  • 2004-2005 Zeus
  • 2005-2009 Legea
  • 2009-2010 Asics
  • 2010-2012 Givova
  • 2012-2013 Legea
  • 2013-2016 Erreà
  • 2016- HS Football
Spalstemma.png
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1907-1981 non presente
  • 1981-1982 Sauber
  • 1982-1989 CARIFE
  • 1989-1990 CARIFE, Ravani Acciai
  • 1990-2005 CARIFE
  • 2005-2008 CARIFE, Tomasi Case
  • 2008-2009 CARIFE
  • 2009-2010 CARIFE, Lega del filo d'oro
  • 2010-2011 CARIFE, Trasea
  • 2011-2013 CARIFE
  • 2013-2015 Vetroresina, Veneto Banca
  • 2015-2016 Vetroresina, Reale Mutua
  • 2016- Vetroresina, Magnadyne

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori della S.P.A.L. 2013 e Categoria:Presidenti della S.P.A.L. 2013
Due figure fondamentali nella storia del calcio ferrarese: Giovan Battista Fabbri (giocatore ed a più riprese allenatore della SPAL) in compagnia del presidente Paolo Mazza.

In oltre un secolo di storia societaria alla guida della SPAL si sono avvicendati trentadue presidenti: il primo massimo dirigente biancoazzurro fu Pietro Acerbis, prete salesiano al quale si deve la fondazione del club estense. La più importante e lunga presidenza nella storia della squadra rimane quella di Paolo Mazza (1946-1977), legata alla ricostruzione della società negli anni del dopoguerra ed alla prima promozione assoluta della squadra nell'odierna Serie A a girone unico (1951), con i decenni seguenti che coincisero con l'apice del calcio nella città emiliana.[50] Longeva anche la presidenza di Giovanni Donigaglia, sotto la quale nei primi anni novanta si registrò il periodo di maggiore presenza di pubblico ed entusiasmo della tifoseria nell'era post-Mazza[51], a seguito di una doppia promozione dalla Serie C2 (categoria nella quale la SPAL era piombata nel 1989, per la prima volta nella sua storia) alla Serie B con in panchina Giovan Battista Fabbri.[52]

Per quanto riguarda gli allenatori, sulla panchina del club ferrarese si sono avvicendati circa una settantina di tecnici, sia italiani che di nazionalità straniera. Il primo a ricoprire tale incarico fu, a partire dal 1919, Carlo Marchiandi. Tra i personaggi più noti si possono citare Giuseppe Ticozzelli, József Violak, Antonio Janni, Mario Caciagli, Luisito Suàrez, Giovanni Galeone, Gibì Fabbri, Gianni De Biasi e Massimiliano Allegri.


Si riporta di seguito l'elenco dei presidenti e degli allenatori della S.P.A.L. dalla fondazione del club.

Spalstemma.png
Allenatori
Spalstemma.png
Presidenti
  • 1907-1911 Italia Don Pietro Acerbis
  • 1911-1912 Italia Conte Buosi
  • 1912-1915 Italia Aminta Gulinati
  • 1919-1921 Italia Antonio Santini
  • 1921-1924 Italia Enrico Bassani
  • 1924-1927 Italia Gaetano Ridolfi
  • 1927-1928 Italia Giannino Bonfiglioli
  • 1928-1931 Italia On. Ferri
  • 1931-1932 Italia Giuseppe Turbiani e Italia Carlo Osti
  • 1932-1933 Italia Comm. Gandini
  • 1933 Italia Umberto Barbè (commissario straordinario)
  • 1934 Italia Giulio Divisi
  • 1934-1935 Italia Luigi Orsi
  • 1935-1936 Italia Giovanni Argazzi
  • 1936-1937 Italia Nino Fiorini
  • 1937-1939 Italia Angelo Vissoli
  • 1939-1941 Italia Annio Bignardi
  • 1941-1943 Italia Augusto Caniato
  • 1945-1946 Italia Edmondo Bucci
  • 1946-1977 Italia Paolo Mazza
  • 1977-1985 Italia Primo Mazzanti
  • 1985-1986 Italia Giorgio Rossatti
  • 1986-1989 Italia Francesco Nicolini
  • 1989-1990 Italia Albersano Ravani
  • 1990-1996 Italia Giovanni Donigaglia
  • 1996-1997 Italia Vanni Guzzinati
  • 1997-2002 Italia Giovanni Donigaglia
  • 2002-2005 Italia Lino Di Nardo
  • 2005-2008 Italia Gianfranco Tomasi
  • 2008-2012 Italia Cesare Butelli
  • 2012-2013 Italia Roberto Ranzani
  • 2013- Italia Walter Mattioli

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori della S.P.A.L. 2013

Capitani[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei capitani della SPAL dal 1950 ad oggi:[53]

La SPAL e le nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Diversi giocatori lanciati dalla SPAL ebbero la possibilità di far parte della Nazionale maggiore italiana; tra questi Egisto Pandolfini, Fulvio Nesti, Saul Malatrasi, Franco Zaglio, Armando Picchi, Fabio Capello e Ruben Buriani.

Il primo atleta convocato in azzurro durante la propria militanza nella squadra ferrarese fu il portiere Ottavio Bugatti, il quale partecipò alle Olimpiadi di Helsinki 1952 giocando entrambe le gare: la prima contro gli Stati Uniti (vinta per 8 a 0) e l'ottavo di finale dove gli azzurri persero per 3 a 0 contro i futuri campioni olimpici dell'Ungheria; alla stessa manifestazione partecipò anche l'attaccante biancoazzurro Alberto Fontanesi, autore di una rete nella partita contro gli Stati Uniti.[54]

Per quanto riguarda le nazionali giovanili, i principali atleti spallini convocati nella Nazionale Under-21 italiana furono Massimo Albiero e Luigi Pasetti, autori rispettivamente di 6 e 5 presenze in azzurro durante la loro militanza nel club estense.[55]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Semifinali nazionali: 1921-1922 (girone B)
Terzo posto: 1947-1948 (girone B), 1964-1965 (girone unico)
Secondo posto: 1930-1931 (girone finale A), 1931-1932 (girone finale B), 1932-1933 (girone finale B)
Secondo posto: 1941-1942 (girone A), 1942-1943 (girone B), 1969-1970 (girone B), 1970-1971 (girone B)
Terzo posto: 1993-1994 (girone A), 1995-1996 (girone A)
Secondo posto: 1990-1991 (girone B)
Finale: 1961-1962
Finale: 1988-1989
Semifinale: 2014-2015, 2015-2016

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Stella d'oro al merito sportivo - nastrino per uniforme ordinaria Stella d'oro al merito sportivo
«Di iniziativa del CONI»
— Roma, 1974

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 2 1920-1921 1921-1922 21
Prima Divisione 3 1922-1923 1924-1925
Serie A 16 1951-1952 1967-1968
Seconda Divisione 1 1925-1926 25
Prima Divisione 3 1926-1927 1928-1929
Serie B 21 1933-1934 2016-2017
Prima Divisione 4 1929-1930 1932-1933 41
Serie B-C Alta Italia 1 1945-1946
Serie C 11 1936-1937 1977-1978
Serie C1 19 1982-1983 2004-2005
Lega Pro Prima Divisione 4 2008-2009 2011-2012
Lega Pro 2 2014-2015 2015-2016
Serie C2 6 1989-1990 2007-2008 7
Lega Pro Seconda Divisione 1 2013-2014
Serie D 1 2012-2013 1

La SPAL ha disputato complessivamente 95 stagioni a livello nazionale dalla fine della Prima guerra mondiale. La squadra si è quasi sempre mossa all'interno del settore professionistico così come attualmente definito dalle Norme Organizzative Interne della FIGC: l'unica parentesi fra i dilettanti si registrò nella stagione 2012-2013 e fu causata da problemi societari, mai essendosi verificato un tale avvenimento per demerito sportivo sul campo.

Partecipazione alle coppe nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Italia 39 1926-1927 2016-2017 74
Coppa Alta Italia 1 1945-1946
Coppa Italia Semiprofessionisti 2 1972-1973 1977-1978
Coppa Italia Serie C 23 1982-1983 2007-2008
Coppa Italia Lega Pro 7 2008-2009 2015-2016
Supercoppa Lega Pro 1 2016
Coppa Italia Serie D 1 2012-2013

Partecipazione alle coppe internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa delle Alpi 1 1966 7
Coppa dell'Amicizia 6 1960 1968

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito le classifiche dei primatisti di presenze e cannonieri della storia della società.[55]

Mario Romani, autore di 129 reti con la casacca biancoazzurra a cavallo tra gli anni '20 e '30.
Oscar Massei, capitano e giocatore simbolo della SPAL degli anni sessanta.
Spalstemma.png
Record di presenze
Spalstemma.png
Record di reti

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Immagine della curva ovest dello Stadio Paolo Mazza scattata durante SPAL-Genoa del 29 febbraio 1976.

Il tifo organizzato biancoazzurro (la cui sede, in occasione delle gare interne della SPAL, è la curva ovest dello Stadio Paolo Mazza, intitolata a Giuseppe Campione) nacque a Ferrara nei primi anni settanta con la costituzione del Club Zaganèl.[56] La massima espansione del movimento ultras spallino si ebbe negli anni ottanta e novanta, inizialmente con i preesistenti gruppi Legion Of The Hooligans, Armata Biancoazzurra, Fossa Estense, Supporters e Nutty Boys, ai quali poi si aggiunsero (tra gli altri) Gioventù Estense, Astra Alcool, Vecchia Guardia 1974, Ultras Spal, Spal Fans, Brothers, Pigs, Rebels, Brigata, Irish Clan, Sezione 2 di Picche, Commando Ultrà Bianco Azzurri, Toasters Group, Gruppo Asterix, Alcol Group, Nirvana Group, Gruppo Copparo, Le Iene, Nobiltà Estense, Frangia, Boys 1989 e Gruppo d'Azione. Quest'ultimo era il più attivo gruppo di supporters nel presenziare alle trasferte nel periodo tra il 1986 e il 1992, ingaggiando spesso scontri con le tifoserie rivali.[57]

La curva ovest fotografata in occasione del match tra SPAL e Vicenza disputato il 5 aprile 1992.

Pur non avendo beneficiato di un consistente ricambio generazionale, anche a causa degli scarsi successi sportivi e delle difficoltà societarie sopravvenute a partire dagli anni duemila, oltre al disappunto per l'introduzione della tessera del tifoso[58], il movimento ultras estense è rimasto comunque attivo e vitale. In quegli anni tra i principali gruppi che ressero la curva si ricordano Tradizione Estense, Porro Group 1998, Estensi Curva Ovest ed ancora Astra Alcool e Boys 1989.

L'acquisizione della SPAL da parte della famiglia Colombarini ha contribuito a rinvigorire nuovamente l'entusiasmo della tifoseria:[59] a partire dalla prima gara interna dei biancoazzurri nella stagione 2013-2014, le frange più radicali della curva si sono riunite nel collettivo Curva Ovest 8 settembre.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

I 12.000 supporters biancoazzurri in trasferta al Bentegodi di Verona per la finale play-off di Serie C1 giocata contro il Como il 19 giugno 1994.

La tifoseria estense è gemellata con quella dell'Ancona[60][61] e sostiene inoltre un rapporto di amicizia con i tifosi del Potenza e quelli de L'Aquila. Si è invece infranto il lungo gemellaggio con i supporters della Carrarese, a seguito di dissidi sulle posizioni riguardo alla tessera del tifoso.[62]

Gli spallini hanno rivalità molto accese con tifoserie dell'Emilia-Romagna, in particolare quelle di Bologna, Reggiana (con i quali esisteva un gemellaggio negli anni '90)[63], Modena, Carpi (anch'essi ex-gemellati)[64], Parma, Ravenna, Cesena e Rimini. Si registrano inoltre spiccate ostilità reciproche con squadre venete, toscane e del nord Italia, principalmente Vicenza, Padova, Verona, Venezia, Mantova, Como, Triestina, Spezia, Massese, Lucchese, Pistoiese e Prato.

Sul fronte scontri gli ultras risultano ancora attivi, con tafferugli scatenati con le tifoserie di Vicenza, Padova, Prato e Rimini.[65][66][67] Nell'anno della promozione dalla Serie C1 alla Serie B (1991-1992), al termine della partita Triestina-SPAL disputatasi allo Stadio Giuseppe Grezar, i supporters spallini vennero violentemente a contatto con i tifosi di casa ed i carabinieri all'interno del terreno di gioco: a seguito degli scontri vari ultras ed esponenti delle forze dell'ordine rimasero feriti. Nella stagione 1993-1994, andò in scena allo Stadio Renato Dall'Ara la semifinale play-off per la Serie B tra Bologna e SPAL: dopo il vantaggio degli ospiti scattarono incidenti nella curva felsinea tra poliziotti ed ultras bolognesi, poi fuori dallo stadio tra le due tifoserie.[68] Questi sono gli ultimi scontri registrati tra le compagini del tifo biancoazzurro e rossoblù, cui susseguì un lungo periodo di graduale attenuazione della rivalità, anche a causa dell'assenza della SPAL dai più importanti palcoscenici nazionali a partire dalla metà degli anni novanta.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: S.P.A.L. 2013 2016-2017.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 19 gennaio 2017.[69][70][71]

N. Ruolo Giocatore
1 Italia P Alex Meret
2 Italia D Daniele Gasparetto (vice capitano)
3 Italia D Tommaso Silvestri
4 Italia C Mariano Arini
5 Italia D Nicholas Giani (capitano)
6 Italia D Michele Cremonesi
7 Italia A Mirco Antenucci
10 Italia A Sergio Floccari
11 Italia A Mattia Finotto
12 Italia P Gabriele Marchegiani
14 Italia D Kevin Bonifazi
15 Italia C Alberto Picchi
17 Italia A Gianmarco Zigoni
N. Ruolo Giocatore
18 Italia C Eros Schiavon
19 Italia C Luca Mora
20 Italia C Michele Castagnetti
21 Italia C Simone Pontisso
22 Italia P Paolo Branduani
23 Italia D Francesco Vicari
24 Italia D Cristiano Del Grosso
27 Italia C Paolo Ghiglione
28 Italia C Pasquale Schiattarella
29 Italia C Manuel Lazzari
33 Italia C Filippo Costa
34 Italia A Tommaso Costantini

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito internet ufficiale della società.[72]

Spalstemma.png
Staff dell'area tecnica
Staff tecnico
  • Italia Davide Vagnati - Direttore sportivo
  • Italia Leonardo Semplici - Allenatore
  • Italia Andrea Consumi - Allenatore in seconda
  • Italia Yuri Fabbrizzi - Preparatore atletico
  • Italia Cristiano Scalabrelli - Preparatore dei portieri
  • Italia Alessandro Andreini - Team manager
  • Italia Rossano Casoni - Collaboratore tecnico
  • Italia Fabrizio Franceschetti - Collaboratore tecnico
  • Italia Marco Veronesi - Magazziniere
  • Italia Tommaso Caselli - Magazziniere

Staff medico
  • Italia Raffaella Giagnorio - Medico
  • Italia Francesco Palummieri - Ortopedico
  • Italia Matteo Evangelisti - Fisioterapista
  • Italia Daniele Zannini - Fisioterapista
  • Italia Marco Fogli - Consulente medico ed ecografo
  • Italia Enrico Cassai - Odontoiatra

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 8 500 omologati.
  2. ^ L'acronimo Società Polisportiva Ars et Labor non viene adottato ufficialmente nella denominazione del club.
  3. ^ (EN) Rsssf.com all-time Serie A table, rsssf.com. URL consultato il 16 dicembre 2015. (calcolata assegnando due punti per vittoria, dati aggiornati alla stagione 2015-2016)
  4. ^ Almanacco Illustrato del Calcio 2016, Modena, Panini Editore, 2015, pp. 510-511.
  5. ^ Stadio Comunale "Paolo Mazza", servizi.comune.fe.it. URL consultato il 10 settembre 2016.
  6. ^ Il Resto del Carlino - QS Sport, 27 agosto 2016, p. 13
  7. ^ Cent'anni di SPAL, ricerca.gelocal.it, 6 settembre 2007. URL consultato il 19 aprile 2016.
  8. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 3-4
  9. ^ La SPAL, dall’oratorio alla Serie A, valderrama.it. URL consultato il 19 settembre 2016.
  10. ^ Fontanelli-Negri, 2009, pp. 26-27
  11. ^ Becchetti-Palmieri, 1974, p. 28
  12. ^ Becchetti-Palmieri, 1974, pp. 30-31
  13. ^ Becchetti-Palmieri, 1974, pp. 59-69
  14. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 4-5
  15. ^ Becchetti-Palmieri, 1974, pp. 71-72
  16. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, p. 8
  17. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, p. 10
  18. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 13-15
  19. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 23-26
  20. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 37-39
  21. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 44-45
  22. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 48-51
  23. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 52-57
  24. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 66-67
  25. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, p. 68
  26. ^ Becchetti-Palmieri, 1974, pp. 176-179
  27. ^ Becchetti-Palmieri, 1974, pp. 184-188
  28. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 84-86
  29. ^ Malaguti-Rizzi, 1985, pp. 101-108
  30. ^ Galasso-Nicolucci-Teodorini, 1992, p. 92
  31. ^ Fontanelli-Negri, 2009, pp. 323-326
  32. ^ Fontanelli-Negri, 2009, pp. 327-330
  33. ^ Spal: altra penalizzazione di due punti, su ilrestodelcarlino.it, 14 novembre 2011.
  34. ^ FIGC: Comunicato ufficiale n. 72/A (PDF), Federazione Italiana Giuoco Calcio, 11 settembre 2013. URL consultato l'11 aprile 2014.
  35. ^ Fallita la Spal 1907, il tribunale respinge il concordato di Butelli, in Il Resto del Carlino, 1º aprile 2014. URL consultato l'11 aprile 2014.
  36. ^ LND, lnd.it.
  37. ^ L'articolo in oggetto consente in ambito professionistico la fusione fra club espressione di comuni confinanti, come appunto il caso di Ferrara e Masi Torello. Il club risultante ha facoltà di chiedere al Presidente federale di determinare la propria sede sociale e il campo da gioco, nonché alla Lega di scegliere il colore della maglia, mentre rimane vivo il vecchio numero di matricola, nel caso specifico il 71608 della Giacomense.
  38. ^ La Spal torna in Lega Pro: fusione con la Giacomense che scompare dal calcio professionistico, su direttaradio.it.
  39. ^ Dall'acronimo alla matricola: dieci cose da sapere sulla Spal, sport.sky.it, 11 novembre 2013. URL consultato il 19 aprile 2016.
  40. ^ Le maglie della SPAL 2016-2017 per il grande ritorno in Serie B, soccerstyle24.it, 3 agosto 2016. URL consultato il 21 agosto 2016.
  41. ^ SPAL: maglia Erreà storica contro il Mantova, amalamaglia.it, 11 dicembre 2013. URL consultato il 15 aprile 2016.
  42. ^ Pronto il nuovo inno della SPAL firmato Poltronieri, lospallino.com, 13 febbraio 2014. URL consultato il 7 aprile 2016.
  43. ^ Nasce l'inno Spal con la voce dei tifosi, estense.com, 21 febbraio 2014. URL consultato il 7 aprile 2016.
  44. ^ Il tempio del calcio ferrarese compie 88 anni, spalferrara.it, 20 settembre 2016. URL consultato il 20 settembre 2016.
  45. ^ Il Mazza rinasce, l'avventura di uno stadio glorioso, lanuovaferrara.gelocal.it, 19 aprile 2016. URL consultato il 28 agosto 2016.
  46. ^ Presentato il restyling del "Paolo Mazza", con capienza di 8.500 posti, lanuovaferrara.gelocal.it. URL consultato il 22 agosto 2016.
  47. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, p. 69
  48. ^ Il centro di via Copparo verrà intitolato a Gibì Fabbri, estense.com, 29 dicembre 2016. URL consultato il 29 dicembre 2016.
  49. ^ Organigramma, spalferrara.it. URL consultato l'8 gennaio 2016.
  50. ^ La Spal di Mazza, la provinciale d'oro dei favolosi anni '60, sport.sky.it, 11 novembre 2013. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  51. ^ Donigaglia-Gibi Fabbri, duo vincente, ricerca.gelocal.it, 19 maggio 2007. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  52. ^ Gibì Fabbri, l'allenatore che fece innamorare ancora Ferrara della Spal, listonemag.it, 5 giugno 2015. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  53. ^ Capitani Spallini, maldispal.it.
  54. ^ Almanacco illustrato del calcio 2007, ed. Panini
  55. ^ a b Malaguti-Piffanelli, 1992, p. 119
  56. ^ Omaggio al mitico Zaganèl, lospallino.com, 24 novembre 2011. URL consultato il 27 marzo 2016.
  57. ^ Gruppo d'Azione: la Spal, la curva, la città, listonemag.it, 2 settembre 2015. URL consultato il 22 novembre 2015.
  58. ^ Comunicato ufficiale di scioglimento del Porro Group 1998, tifonet.it, 21 luglio 2010.
  59. ^ Tutto pronto per la festa della Curva Ovest: appuntamento sabato al Mazza, lospallino.com, 26 giugno 2014. URL consultato il 22 novembre 2015.
  60. ^ Spal, al “Mazza” arriva l'Ancona, estense.com, 15 novembre 2014. URL consultato il 22 novembre 2015.
  61. ^ Ancona-Spal: come è nato il gemellaggio?, news.superscommesse.it, 16 aprile 2016. URL consultato il 16 aprile 2016.
  62. ^ Spal, i tifosi torneranno in trasferta. E si rompe il gemellaggio con la Carrarese, tuttolegapro.com, 5 aprile 2014. URL consultato il 21 aprile 2016.
  63. ^ Dagli abbracci alle bombe incendiarie, quotidianiespresso.repubblica.it. URL consultato il 21 settembre 2016.
  64. ^ Curva Ospiti - I tifosi del… Carpi, pianetaempoli.it, 15 febbraio 2014. URL consultato il 21 settembre 2016.
  65. ^ Guerriglia tra tifosi: gli ultrà di Padova e Spal si stavano aspettando, corrierealpi.gelocal.it, 27 luglio 2015. URL consultato il 22 novembre 2015.
  66. ^ Spal, scontri con tifosi di Rimini all'origine delle trasferte vietate, estense.com, 29 ottobre 2015. URL consultato il 22 novembre 2015.
  67. ^ Scontri durante Spal-Vicenza: Daspo per i responsabili, estense.com, 5 settembre 2016. URL consultato il 10 settembre 2016.
  68. ^ Spareggio: incidenti a Bologna, ricerca.repubblica.it, 6 giugno 1994. URL consultato il 10 settembre 2016.
  69. ^ Rosa, spalferrara.it. URL consultato l'8 gennaio 2016.
  70. ^ SPAL - profilo societario, transfermarkt.it. URL consultato il 2 luglio 2016.
  71. ^ Nomi e numeri della nuova stagione, spalferrara.it. URL consultato il 17 agosto 2016.
  72. ^ Staff tecnico, spalferrara.it. URL consultato l'8 gennaio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Franco Giannini e Francesco Borgia, Storia della SPAL dal 1913 ad oggi, Ferrara, 1956.
  • Gualtiero Becchetti e Giorgio Palmieri, La SPAL 1908-1974, Bologna, Daniele Rubboli Editore, 1974.
  • Mauro Malaguti e Stefano Rizzi, Spal 1974-1985: gli anni bui, Ferrara, Edizioni 2effe 2elle, 1985.
  • Mauro Malaguti e Corrado Piffanelli, La storia della SPAL, Ferrara, il Resto del Carlino, 1992.
  • Giuliano Galasso, Marco Nicolucci e Gianluca Teodorini, Bentornata in B, Ferrara, HC Ferrara, 1992.
  • Roberto Labardi, Gibì, Paramàt e i campi in salita - Storie ed aneddoti della Spal 1991-92, Ferrara, R.L. Immagine e Comunicazione, 1992.
  • Paolo Negri, Le ali ai piedi, Ferrara, Corbo Editore, 1999.
  • Paolo Negri, La mia Spal, Ferrara, Corbo Editore, 2004.
  • Spallinati, Una malattia di nome SPAL, Ferrara, La Carmelina, 2006.
  • Maurizio Oliviero, Io vado alla SPAL, Ferrara, Associazione Culturale Schifanoia, 2007.
  • Giovan Battista Fabbri, Gibì, una vita di bel calcio, Imola, Bacchilega Editore, 2008.
  • Enrico Astolfi, Palude, Ferrara, La Carmelina, 2008.
  • Carlo Fontanelli e Paolo Negri, Il calcio a Ferrara, Empoli, Geo Edizioni, 2009.
  • Federico Bravi, Memorie di un pazzo di Spal, Ferrara, La Carmelina, 2009.
  • Spallinati, Ars et Labor, Ferrara, La Carmelina, 2009.
  • Maurizio Oliviero, SPAL! SPAL! SPAL!, Ferrara, Associazione Culturale Schifanoia, 2009.
  • Mauro Cavallini e Federico Pazzi, Paolo Mazza - Il mago di campagna, Ferrara, Linea BN edizioni, 2009.
  • Ennio Guirrini, La Spal a modo mio, Ferrara, La Carmelina/Este Edition, 2011, ISBN 978-88-96604-55-7.
  • Giuliano Galasso, Volti biancoazzurri, Ferrara, Ed. Galasso, 2012.
  • Arnaldo Ninfali, Scandalo '60 - Ritorno a Ferrara, Ferrara, Este Edition, 2012.
  • Arnaldo Ninfali, Febbre di S.P.A.L. - Viaggio sentimentale di un indomito tifoso dalla serie "D" alla "B", Ferrara, Faust Edizioni, 2016, ISBN 978-88-98147-48-9.

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