S.P.A.L. 2013

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
S.P.A.L. 2013
Calcio Football pictogram.svg
Spalstemma.png
Spallini, Biancazzurri, Estensi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Azzurro e Bianco con colori di Ferrara.svg Bianco e azzurro
Simboli Cerbiatto
Inno Forza SPAL
Andrea Poltronieri
Dati societari
Città Ferrara
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro
Fondazione 1907
Rifondazione 2005
Rifondazione 2012
Rifondazione 2013
Presidente Italia Walter Mattioli
Allenatore Italia Leonardo Semplici
Stadio Paolo Mazza
(19 000[1] posti)
Sito web www.spalferrara.it
Palmarès
Coccarda Coppa Italia LegaPro.png
Titoli nazionali 1 Campionato di Serie B
3 Campionati di Serie C
1 Campionato di Serie C1
1 Campionato di Serie C2
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Trofei internazionali 1 Coppa dell'Amicizia
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

La S.P.A.L. 2013 s.r.l., meglio conosciuta come SPAL (acronimo di Società Polisportiva Ars et Labor[2]) o talvolta come SPAL Ferrara, è una società calcistica italiana con sede nella città di Ferrara.

Fondata nel 1907, venne successivamente rifondata in due occasioni a seguito di altrettanti fallimenti societari: nel 2005 (mediante il Lodo Petrucci) e nel 2012. Nella stagione 2015-2016 milita in Lega Pro, terzo livello del campionato italiano di calcio. I suoi colori sociali sono il bianco e l'azzurro.

Nella sua storia la SPAL ha collezionato 21 partecipazioni al massimo campionato italiano, di cui 16 alla Serie A a girone unico, ove il miglior risultato ottenuto è costituito dal quinto posto della stagione 1959-1960. Nella Classifica perpetua della Serie A dal 1929, che tiene conto di tutte le 64 squadre di calcio che hanno militato almeno una volta nella massima serie nazionale, la squadra ferrarese si colloca al 25º posto con 470 punti.[3]

Nel palmarès rientrano inoltre una Coppa Italia di Serie C, una Coppa dell'Amicizia italo-svizzera e il primo posto nel campionato di Serie B 1950-1951. Il club estense è la società che ha disputato il maggior numero di edizioni del soppresso campionato di Serie C1.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Manifesto celebrativo del decennio dalla fondazione della Società Polisportiva Ars et Labor.

Il nucleo originale di quella che sarebbe poi divenuta la S.P.A.L. vide la luce nel marzo 1907 per iniziativa del sacerdote salesiano Pietro Acerbis, all'epoca direttore dell'oratorio ferrarese di via Coperta: questi fondò un circolo religioso-culturale denominato Ars et Labor, che nel giro di un paio d'anni divenne Circolo Ars et Labor e aggiunse alle attività artistiche anche quelle sportive, inizialmente limitate ad atletica e ciclismo. I colori sociali adottati furono il bianco e l'azzurro, dallo stemma della congregazione dei Salesiani.[4]

La sezione calcistica fu istituita nel 1912, quando il ramo sportivo si staccò dall'oratorio e si costituì autonomamente come Società Polisportiva Ars et Labor. Inizialmente la squadra di calcio assunse tuttavia la denominazione di Associazione Calcio Ferrara, abbandonandola nel 1919 con la fine della Grande Guerra, allorché anche la sezione calcistica uniformò il suo nome a quello della polisportiva. Il debutto della denominazione S.P.A.L. avvenne in occasione di una partita interna disputata contro la Triestina il 16 giugno 1919, terminata 1-4. La prima vittoria della formazione estense giunse il 18 agosto dello stesso anno, a spese della stessa Triestina, per 1-0.[5]

Tra il 1920 e il 1925 la SPAL militò nella massima serie del tempo, la Prima Categoria: in quel periodo ottenne quale massimo risultato la semifinale del campionato nazionale (1922), persa contro la Sampierdarenese.[6] Retrocessa in seconda serie nel 1925, nel 1929 fu assegnata al campionato di Serie B.[7] Da quel momento la società andò incontro ad un decennio contrassegnato da scarsi risultati; contestualmente dal 1939 alla fine della seconda guerra mondiale cambiò denominazione da S.P.A.L. ad Associazione Calcio Ferrara e adottò maglie a strisce bianco-nere (in omaggio ai colori civici della città estense).[8]

Negli anni '20 e '30 la società lanciò diversi giocatori poi approdati in Serie A: Bruno Bertacchini, Elvio Banchero, Abdon Sgarbi (che vestirà anche la maglia azzurra), gli attaccanti Mario Romani e Aldo Barbieri (entrambi ceduti al Milan), Archimede Valeriani, Savino Bellini; ad essi seguirono, negli anni '40, Otello Badiali e Albano Luisetto.[9]

Formazione-tipo della SPAL nell'annata 1922/1923.

L'avvento di Paolo Mazza ed il secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, nel 1946 la squadra riadottò i colori bianco-azzurri e il nome SPAL. Sotto la gestione del nuovo presidente (ed ex allenatore negli anni '30) Paolo Mazza, la società ferrarese tornò in Serie B e puntò ad approdare alla Serie A.[10]

La prima formazione della SPAL nel secondo dopoguerra (stagione 1945/1946).

Alcuni affari significativi conclusi in quegli anni dal presidente spallino consistettero nelle cessioni del centravanti Mario Astorri (costato 25 000 lire e venduto per 2 milioni dell'epoca alla Juventus nel 1946)[11] e del centrocampista Egisto Pandolfini (acquistato dalla Fiorentina ad un prezzo ridotto e successivamente rivenduto alla stessa squadra viola nel 1948 per 18 milioni).[12]

La Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1950/1951 la SPAL allenata da Antonio Janni e guidata in campo dal capitano Giovanni Emiliani vinse il campionato di Serie B, accedendo per la prima volta nella sua storia alla Serie A a girone unico. La formazione-tipo di quell'anno era composta da: Bertocchi, Guaita, Carlini, Emiliani, Macchi, Nesti, Trevisani, Colombi, Biagiotti, Bennike e Fontanesi, cui si aggiungevano anche Dini, Patuelli e Rosignoli.[13] L'anno della promozione coincise inoltre con l'inaugurazione del nuovo Stadio Comunale, ricostruito completamente in sostituzione del vecchio impianto risalente al 1928.

Formazione della SPAL durante il primo campionato in Serie A a girone unico della sua storia (stagione 1951/1952).

Il ventennio successivo vide la SPAL ottenere i suoi migliori risultati, mantenendo la categoria fino alla prima retrocessione in B del 1964. Una parentesi negativa si verificò nel 1954, allorché i biancazzurri si salvarono vincendo lo spareggio contro il Palermo (con le reti di Bernardin e Olivieri) e nel 1955, quando la squadra non riuscì ad evitare la retrocessione (salvo poi essere ripescata nella massima serie a seguito delle sanzioni per illecito sportivo comminate a Udinese e Catania).[14]

Il calciatore più rappresentativo degli anni in Serie A fu l'argentino Oscar Massei, il quale vestì la maglia biancazzurra per nove stagioni (dal 1959 al 1968).

Valorizzazione dei giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '50 e '60 vari giocatori militanti nelle file della SPAL ebbero occasione di mettersi in luce: tra essi il portiere Bugatti (convocato in Nazionale e successivamente venduto al Napoli), Alberto Fontanesi (poi passato alla Lazio), Fulvio Nesti, Antonio Nuciari, Domenico De Vito, Armando Picchi, Franco Zaglio, Costanzo Balleri, Beniamino Di Giacomo ed Egidio Morbello (ceduti all'Inter), Giorgio Bernardin (passato prima all'Inter e poi alla Roma), Sergio Carpanesi (a sua volta passato alla Roma), Carlo Novelli (acquisito dal Napoli), Orlando Rozzoni (passato prima all'Udinese e poi alla Lazio), Fabio Capello (poi ingaggiato da Roma, Juventus e Milan), Albertino Bigon (al Milan e poi al Napoli), Gianfranco Bozzao, Adolfo Gori, Luigi Pasetti e Carlo Dell'Omodarme (alla Juventus), Saul Malatrasi (all' Inter, poi alla Fiorentina e infine al Milan), Gianni Bui (prima al Bologna, poi al Milan e infine al Torino), Carlo Facchin (al Torino, quindi alla Lazio), Ernesto Galli (al Vicenza), Giuliano Bertarelli e Dante Micheli (alla Fiorentina), Edoardo Reja (al Palermo) e Luigi Delneri (all'Udinese).

Formazione della SPAL nel campionato di Serie A 1955/1956.

In quegli anni arrivarono a Ferrara anche calciatori più esperti, tra cui Sergio Cervato, Giovanni Mialich, Onorio Busnelli, Battista Rota, Angelo Villa, Enzo Matteucci, Manlio Muccini, Gianni Corelli, Ottavio Bianchi, Carlo Mattrel, Osvaldo Bagnoli, Vincenzo Gasperi, Giancarlo Vitali, Pietro Broccini, Sergio Sega, Silvano Trevisani, Giulio Pellicari, Alberto Orlando, Glauco Tomasin, Enrico Muzzio, Edoardo Dal Pos e Aulo Gelio Lucchi, l'ungherese Jenő Vinyei, i danesi Nils Bennike e Dion Ørnvold, gli svedesi Sigvard Lofgren e Dan Heiner Ekner.

Altri giocatori promettenti dovettero interrompere o ridimensionare la propria carriera a seguito di infortuni: fu il caso di Giovanni Ferraro, Osvaldo Riva, Arturo Bertuccioli, Maurizio Moretti, Eugenio Bruschini e Gianfranco De Bernardi.

Il miglior piazzamento in Serie A e l'arrivo di Massei[modifica | modifica wikitesto]

Al termine della stagione 1958/1959, conclusasi con risultati al di sotto delle aspettative, il presidente Mazza decise di rinnovare profondamente la squadra. Cedette quindi Villa, Vitali, Dal Pos, Broccini, Lucchi e Toros e gli emergenti Malatrasi e Rozzoni; in cambio acquistò i giovani Micheli, Rossi, Picchi e Balleri, gli esperti Ganzer e Massei, il terzo portiere dell'Inter Nobili e i rientranti Novelli e Corelli. I soli giocatori confermati furono Bozzao, Morbello, Maietti e Pandolfini. In panchina sedeva l'allenatore Fioravante Baldi.[15]

Formazione della SPAL che chiuse al 5° posto la Serie A 1959/1960.

Le scelte del presidente diedero riscontro positivo: nel campionato 1959/1960 la SPAL concluse al quinto posto finale in classifica (alle spalle della Juventus vincitrice dello scudetto, della Fiorentina, del Milan e dell'Inter), ottenendo il suo miglior risultato di sempre in massima serie.

La formazione-tipo di questa stagione era costituita da Nobili (Maietti), Picchi, Balleri, Ganzer, Bozzao, Micheli, Novelli, Corelli, Rossi, Massei e Morbello (migliore marcatore spallino della stagione, con 12 reti in 33 partite disputate), con l'aggiunta di Catalani, Trentin, Cecchi e Pandolfini.

La finale di Coppa Italia[modifica | modifica wikitesto]

La SPAL del 1961/1962, finalista di Coppa Italia.

Nel 1962 la SPAL raggiunse la finale di Coppa Italia, persa contro il Napoli (allora militante in Serie B). Gli estensi, allenati da Serafino Montanari, si schierarono con Patregnani, Muccini, Olivieri, Gori, Cervato, Riva, Dell'Omodarme, Massei, Mencacci, Micheli e Novelli. Il Napoli passò in vantaggio su punizione con l'ex spallino Gianni Corelli al 12', i biancazzurri pareggiarono al 15' con Micheli; infine al 79' Pierluigi Ronzon portò definitivamente in vantaggio la formazione partenopea, regalandole il primo trofeo della sua storia.[16]

La prima retrocessione ed il ritorno in A[modifica | modifica wikitesto]

Formazione della SPAL con la nuova maglia a righe bianco-azzurre, nel 1963.

Nel 1963, dopo aver chiuso il campionato all'ottavo posto (ottenendo anche la vetta solitaria della classifica per qualche giornata)[17], la SPAL modificò lo stile delle proprie maglie: le divise a tinta unita azzurra con maniche bianche lasciarono il posto al motivo a strisce verticali bianche e azzurre.

Nel 1964, dopo tredici anni consecutivi in Serie A, la SPAL retrocedette in serie cadetta, ove tuttavia rimase solo un anno: il terzo posto ottenuto nel campionato di Serie B 1964-1965 le valse infatti l'immediata risalita nella massima serie. La formazione-tipo biancazzurra era composta da Bruschini, Olivieri, Bozzao, Bertuccioli, Ranzani, Frascoli, Crippa, Bagnoli, Cavallito, Massei e Muzzio, con l'aggiunta di Cantagallo, Cervato, Riva, Balleri, Pasetti, Moretti, De Bernardi, Fochesato, Novelli I, Pezzato e Capello. L'allenatore era Francesco Petagna.[18]

La SPAL promossa in Serie A al termine del campionato cadetto 1964/1965.

La SPAL militò in Serie A per altre tre stagioni, riuscendo a salvarsi all'ultima giornata nel 1966 e nel 1967; a seguito del passaggio della Serie A da 18 a 16 squadre, nel 1968, retrocedette definitivamente, senza più riuscire a tornare nella massima serie.[19]

Nel 1968 la SPAL giunse alla vittoria della Coppa dell'Amicizia italo-svizzera.

Retrocessione in Serie C[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la retrocessione in Serie B, nel 1969 la SPAL subì un'ulteriore retrocessione in Serie C: sebbene Mazza avesse promesso un'immediata risalita nella massima serie il rendimento dei biancazzurri fu deludente, anche a seguito dell'infortunio dell'attaccante Alberto Orlando, tanto che per la prima volta la tifoseria giunse a contestare apertamente l'operato del presidente. Tale campionato coincise inoltre con le ultime partite disputate nel calcio professionistico da Gastone Bean.[20]

Gli anni '70-'80 e la fine dell'era Mazza[modifica | modifica wikitesto]

La SPAL promossa in Serie B nel campionato 1972/1973.

Dopo quattro anni di Serie C nel corso dei quali si alternarono come allenatori Giovan Battista Fabbri, Tito Corsi e Cesare Meucci[21], alla fine del 1972 Mario Caciagli sostituì sulla panchina biancazzurra Eugenio Fantini imprimendo una grossa svolta alla stagione: Franco Pezzato al termine del campionato sarà capocannoniere e la SPAL tornerà in Serie B rimanendo in serie cadetta per quattro anni. La squadra della promozione era composta da Marconcini, Croci, Vecchiè, Boldrini, Cairoli, Rinero, Donati, Tartari, Goffi, Mongardi, Pezzato. Altri giocatori schierati furono: Cariolato, Romano, Ragonesi e Moro.[22]

Formazione della SPAL nel campionato di Serie B 1978/1979.

Nel 1977 (al quarto campionato di B, dopo che a Caciagli si avvicendarono Umberto Pinardi e Guido Capello) Paolo Mazza venne deposto dalla presidenza della società: dopo trent'anni alla guida del sodalizio estense e l'esperienza come Commissario Tecnico della Nazionale ai Mondiali del Cile del 1962, dovette cedere la guida della società a Primo Mazzanti, già dirigente spallino.[23]

Sempre nel 1977 la SPAL retrocesse in C allenata da Luisito Suarez, ma tornò subito in Serie B nel 1978, di nuovo con Mario Caciagli, già autore della promozione dei biancazzurri in seconda serie dell'anno 1972/1973. Nel campionato 1980/1981 degna di nota fu la trasferta a San Siro contro il Milan, allora relegato in Serie B: una partita segnata dal gol di mano di Walter Novellino, che fece vincere i rossoneri per 2-1. Dopo altri quattro anni di B, la squadra estense subì una nuova retrocessione in C1 nel 1982 con "Titta" Rota prima e Ugo Tomeazzi poi in panchina.

Formazione della SPAL nel campionato di Serie C1 1983/1984.

Dopo un campionato in Serie C1 con Gaetano Salvemini prima e Giovanni Seghedoni poi come allenatori, la SPAL risalì la china a metà anni ottanta sotto la guida di Giovanni Galeone (giunse quarta nel 1984[24]), ma successivamente, nel 1989, retrocesse per la prima volta in Serie C2.

Gli anni '90[modifica | modifica wikitesto]

L'era di Giovanni Donigaglia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 la società viene rilevata dalla Coopcostruttori, cooperativa di costruzioni del ferrarese. Il massimo dirigente della stessa, l'argentano Giovanni Donigaglia, diviene il nuovo presidente. Accanto a CoopCostruttori rimangono con quote di minoranza anche alcuni vecchi soci, tra cui l'ex patron spallino Albersano Ravani.

La rosa della SPAL che raggiunse la promozione in Serie B al termine della stagione 1991/1992.

In due stagioni la SPAL ottiene il doppio salto dalla Serie C2 alla Serie C1 e da questa alla Serie B, vincendo lo spareggio a Verona contro la Solbiatese nel 1990-91 e conquistando il primo posto del campionato di Serie C1 1991-92, con il ritorno di Giovan Battista Fabbri come allenatore e Gian Cesare Discepoli come vice. La formazione della promozione in B era composta da: Torchia, Lancini, Paramatti, Servidei, Mangoni, Zamuner, Brescia, Messersì, Mezzini, Bottazzi, Labardi.[25]

Una volta in serie cadetta, l'obiettivo è tentare l'approdo alla Serie A. Il gruppo della doppia promozione verrà però smantellato: tra i nuovi arrivi gli attaccanti Marco Nappi e Massimo Ciocci, il difensore Dario Bonetti, l'ala Armando Madonna e il giovane Giovanni Dall'Igna. I biancazzurri retrocedono al primo anno di Serie B, nonostante un serrato testa a testa con la Fidelis Andria nell'ultima parte del torneo. Il campionato 1992-1993 è tuttora l'ultimo disputato in seconda serie dalla formazione estense.

Dopo tre tentativi di ritorno in Serie B (con due eliminazioni ai play-off subite dal Como, nel 1994 e nel 1996)[26] il presidente Donigaglia decide per un ridimensionamento degli impegni della CoopCostruttori, ed al termine del campionato 1995-1996 cede contestualmente a Vanni Guzzinati la carica di presidente, rimanendo nelle vesti di patron. Ne segue una stagione culminata con la retrocessione in Serie C2 perdendo i play-out contro l'Alzano Virescit.[27]

La SPAL del campionato di Serie C1 1993/1994, sconfitta in finale play-off dal Como.

Donigaglia quindi riassume la presidenza e affida il compito di formare la squadra all'esperto direttore sportivo Roberto Ranzani, il quale sceglie come allenatore Gianni De Biasi. Vengono confermati soltanto tre giocatori dall'annata precedente: a Ferrara arrivano l'attaccante Cancellato, il regista difensivo Fimognari, il portiere Pierobon e l'esperto Fausto Pari. La SPAL riconquista la Serie C1 vincendo il campionato 1997-98, al termine di un duello con il Rimini. L'anno successivo (1998-99) Ranzani tenta di rinforzare il telaio della promozione, puntando sul regista Antonioli, la punta Lucidi e la giovane promessa Ginestra. Dopo un'ottima partenza, una crisi di risultati coincisa con un doppio lungo infortunio di Cancellato fa sfumare il traguardo dei play-off. La SPAL a fine stagione conquista la vittoria della Coppa Italia Serie C. Il finale di campionato, con il mancato raggiungimento degli spareggi-promozione, porta alcune incomprensioni tra società e guida tecnica, sfociate con la mancata conferma dell'allenatore De Biasi.

Gli ultimi campionati della gestione Donigaglia vedono la SPAL a centroclassifica. Il giocatore più interessante di quel periodo fu Sergio Pellissier, giunto in prestito dal ChievoVerona.

Terzo millennio[modifica | modifica wikitesto]

La gestione Di Nardo-Pagliuso[modifica | modifica wikitesto]

A seguito dei problemi economici che colpiscono la CoopCostruttori, nel 2002 la società viene rilevata da Paolo Fabiano Pagliuso (già proprietario e presidente del Cosenza), che cede la carica presidenziale al commercialista cosentino Lino Di Nardo, suo uomo di fiducia.

Il nuovo vertice societario nomina allenatore l'ex tecnico del Cesena Walter De Vecchi e rinnova profondamente la rosa: vengono infatti confermati solo nove giocatori, tra cui il portiere Andrea Pierobon, il centrocampista e futuro allenatore della SPAL Stefano Vecchi e l'attaccante Gianluca Temelin. Nel calciomercato vengono ingaggiati numerosi nuovi giocatori, tra cui gli attaccanti Fabio Artico, Daniele Cacia e Tommaso Tatti, i centrocampisti Carlos Aurellio e Francesco Paonessa, i difensori Luca Altomare e Francesco Zanoncelli. La squadra tuttavia non rende ad alto livello, sicché la dirigenza esonera De Vecchi e chiama in panchina di Giuliano Sonzogni, che riesce infine a guidare la SPAL alla salvezza.

La campagna acquisti per la stagione 2003-04 porta in dote alcuni rinforzi, tra cui Andy Selva e Davide Succi, in un'ottica complessiva di ridimensionamento dell'impegno del patron Pagliuso, coinvolto in vicende giudiziarie personali. Come nella stagione precedente, dopo una serie di risultati negativi, la società cambia allenatore, richiamando Gian Cesare Discepoli (già alla guida della SPAL nei primi anni '90), che riesce a portare i biancazzurri al nono posto finale.

A seguito del rifiuto di Discepoli a proseguire la collaborazione, per la stagione 2004-05 la panchina viene affidata a Massimiliano Allegri. Le problematiche societarie rendono tuttavia impossibile investire significativamente per potenziare la squadra, che conclude nuovamente la stagione al nono posto. Nell'estate successiva vengono ingaggiati il tecnico Ezio Glerean e molti nuovi giocatori, ma il sopraggiunto fallimento societario estromette la SPAL dal campionato di terza serie.

Il triennio di Gianfranco Tomasi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 2005 viene costituita una nuova società denominata Spal 1907, presieduta da Gianfranco Tomasi, imprenditore edile di Comacchio, che grazie al Lodo Petrucci rileva la tradizione sportiva biancazzurra e s'iscrive al campionato di Serie C2 2005-06.

Il ridotto tempo a disposizione per costruire la squadra a seguito della riammissione tra i professionisti conduce ad una stagione interlocutoria; per contro, nei due successivi campionati, la società punta apertamente alla promozione in Serie C1 ed investe sul mercato, ingaggiando tra gli altri il centravanti Nicola Bisso, il trequartista svizzero David Sesa, il fantasista argentino Christian La Grotteria e il difensore Cristian Servidei (già biancazzurro ai tempi della doppia promozione dalla C2 alla B dei primi anni novanta).

Entrambi i tentativi tuttavia non vanno a buon fine: la squadra viene eliminata in semifinale play-off sia nel 2006-07 (ad opera della Paganese) che nel 2007-08 (contro il Portogruaro).

La presidenza Butelli[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di contestazioni di parte della tifoseria, che gli rimprovera soprattutto il mancato acquisto del marchio storico della S.P.A.L., nel giugno del 2008 Gianfranco Tomasi cede il pacchetto di maggioranza societaria all'imprenditore lucchese di origine emiliana Cesare Butelli. Nel luglio 2008 la squadra viene ripescata (insieme a Pro Patria e Lanciano) nel campionato di terza serie, frattanto ridenominato Lega Pro Prima Divisione.

Complice il ripescaggio, il nuovo presidente Butelli (che nomina Gianbortolo Pozzi come direttore generale) imposta il mercato estivo allestendo una formazione che punta al mantenimento della categoria. La squadra affidata ad Aldo Dolcetti, in cui emerge il giovane centravanti marocchino Rachid Arma, s'insedia fin dall'inizio nelle prime posizioni della classifica, salvo poi calare nel finale del campionato, classificandosi infine al sesto posto della graduatoria e mancando i play-off, nonostante la vittoria contro il Pergocrema all'ultima giornata (resa vana dai contemporanei pareggi di Padova e Reggiana, alle quali serviva un punto ciascuno per giocarsi gli spareggi promozione).

La stagione 2009-10 dei biancazzurri (complice anche la cessione dell'attaccante Rachid Arma, sostituito a campionato già avviato con il centravanti Giacomo Cipriani) parte in maniera negativa, tanto che dopo le prime tredici giornate la dirigenza esonera Aldo Dolcetti e chiama al suo posto Egidio Notaristefano. Il neo-tecnico risolleva le sorti della SPAL che, dall'ultimo posto di inizio gennaio, arriva a classificarsi settima all'ultimo turno di stagione regolare battendo il Foggia e ottenendo l'ingresso nella Coppa Italia dell'anno successivo.

Per la stagione 2010-11 viene assemblata una squadra con l'intento di ambire alla zona play-off, confermando i migliori giocatori della stagione precedente (tra cui Cipriani e Zamboni) e completando la rosa con elementi come Ravaglia, Melara e Fofana. Il girone d'andata vede la SPAL stabilmente nelle prime posizioni; nel girone di ritorno il gioco e le prestazioni, complice l'infortunio di Cipriani (che lo costringerà all'inattività quasi per l'intero girone) subiscono un'involuzione, sfociando in una lunga serie di risultati negativi che fanno mancare il traguardo dei play-off.

Nel campionato 2011-12 la SPAL, affidata a Stefano Vecchi, parte con una squadra molto giovane e con il dichiarato intento di ridurre al massimo il monte-ingaggi e sfruttare i contributi previsti per l'utilizzo dei giocatori under. La società si ritrova inoltre a far fronte a 2 punti di penalizzazione per la mancata corrisponsione di stipendi e contributi ai propri dipendenti. Dopo una partenza difficile dal punto di vista sportivo (solo 15 punti "sul campo" al termine del girone d'andata), le successive scadenze portano a 8 il totale dei punti di penalizzazione inflitti ai biancazzurri.[28] La precaria situazione finanziaria della società si riflette anche in campo legale, con la presentazione d'istanze di fallimento da parte di alcuni dipendenti e fornitori, desiderosi di recuperare le proprie spettanze. Al termine della stagione regolare la SPAL si piazza quart'ultima con 34 punti (42 sul campo) e deve giocare i playout contro il Pavia, terz'ultimo. Nella gara d'andata del 20 maggio i biancazzurri pareggiano 0-0 in trasferta, ma sette giorni dopo al Paolo Mazza vengono sconfitti 2-0 dai lombardi e retrocedono in Lega Pro Seconda Divisione.

Il 13 luglio 2012 la società viene esclusa dal campionato 2012-13 per problemi economici e il 16 luglio non presenta ricorso. La Spal 1907 viene infine radiata dalla FIGC l'11 settembre 2013[29] e il 31 marzo 2014 il Tribunale di Ferrara ne notifica la dichiarazione di fallimento e la messa in liquidazione, respingendo la richiesta di concordato avanzata da Butelli[30].

L'anno tra i dilettanti[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 2012, a seguito del fallimento della società Spal 1907, il Sindaco di Ferrara invita i soggetti interessati a presentare un progetto per la rifondazione del club biancazzurro. Si fa quindi avanti una cordata capeggiata dall'imprenditore Oreste Pelliccioni, comprendente anche l'ex vicepresidente Roberto Benasciutti e l'esperto dirigente Roberto Ranzani, che successivamente avrebbe dovuto avvalersi del supporto di un gruppo di finanziatori. La base societaria è composta inizialmente da Benasciutti al 95% e da Ranzani per il restante 5%. La squadra torna a giovarsi dell'utilizzo del marchio storico della S.P.A.L. (portato in dote da Benasciutti), che non era più in uso dal 2005.

Il 9 agosto 2012 la Lega Nazionale Dilettanti accetta l'affiliazione del nuovo soggetto (denominato Società Sportiva Dilettantistica Real Spal), iscrivendo il sodalizio in Serie D (che costituisce il punto più basso della storia sportiva societaria) sulla base dell'applicazione dell'articolo 52 comma 10 delle Norme Organizzative Interne della FIGC ed in virtù delle 83 stagioni sportive professionistiche pregresse della vecchia SPAL[31].

Il nuovo campionato prevede l'obbligo di schierare sempre in campo almeno 4 giocatori giovani: (un under 20, due under 19 ed un under 18). Nell'organigramma societario (che prevederà Ranzani presidente e Benasciutti vice) non sarà presente Pelliccioni, in quanto i nuovi soci da lui garantiti non arriveranno. Lo stesso Benasciutti si fa quindi carico di saldare in prima persona le quote d'iscrizione al nuovo campionato. La rosa viene assemblata senza ricorrere a grossi esborsi economici: Ranzani scommette su un allenatore conoscitore della categoria (David Sassarini) e punta su giocatori ferraresi legati alla piazza: Davide Marchini, Edoardo Braiati, Alessandro Marongiu e Gianluca Laurenti. Durante l'estate arrivano alcuni giocatori provenienti dalla Lega Pro, alcuni elementi di categoria e molti giovani.

L'obiettivo di puntare ai piani alti della classifica sfuma però dopo pochi mesi: la società non ha le risorse per provvedere ai rimborsi spese per i mesi successivi a dicembre. Arrivati a febbraio, i giocatori rifiutano di allenarsi denunciando pubblicamente la situazione. Lo stato delle cose non muta nei mesi successivi con la squadra che, ormai priva di stimoli e serenità, termina il campionato solo per onor di firma.

La presidenza Mattioli-Colombarini[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 luglio 2013, su pressione del Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, Roberto Benasciutti trova l'accordo con la famiglia Colombarini per la fusione tra SPAL e Giacomense: pertanto il club di Masi San Giacomo rileva ed adotta il marchio storico della S.P.A.L. e trasferisce il proprio terreno casalingo allo Stadio Paolo Mazza, trasformandosi de facto nella società acquisita. A suggellare tale transazione, il club assume la nuova denominazione S.P.A.L. 2013, ai sensi dell'articolo 20 delle Norme Organizzative Interne della FIGC.[32][33]. La rinata società biancazzurra viene così ufficialmente inserita in Lega Pro Seconda Divisione per l'annata 2013-2014.

Il 21 ottobre 2013, dopo un avvio di campionato non in linea con le attese di inizio stagione, la società decide di sollevare dall'incarico mister Leonardo Rossi, affidando la squadra a Massimo Gadda, già giocatore biancazzurro nella stagione 1999-2000 e allenatore per 3 stagioni della Giacomense. Il nuovo trainer spallino guida la squadra al quarto posto al termine del girone di andata. Nel mercato invernale la società cerca di rinforzare la rosa al fine di assicurarsi un posto nelle prime otto posizioni, valevoli per l'accesso alla nuova Lega Pro: l'obiettivo viene infine raggiunto, con la squadra che riesce a classificarsi sesta al termine del campionato; tra i giocatori si mette in evidenza il centravanti Massimiliano Varricchio, che si laurea capocannoniere del girone con 20 reti.

La stagione 2014-2015 nella nuova Lega Pro parte in maniera difficile per la SPAL: i biancazzurri, affidati a mister Oscar Brevi, totalizzano due pesanti sconfitte nelle prime due partite, ove la squadra esprime inoltre un gioco poco brillante. Tuttavia il patron Colombarini e il presidente Mattioli, ignorando le contestazioni dei tifosi e di alcune aree dell'ambiente societario, confermano la fiducia all'allenatore. La scelta si rivela corretta, giacché la SPAL comincia a scalare la classifica fino a raggiungere la prima posizione. Una nuova serie di risultati negativi, unita alle scarse reti segnate, conduce tuttavia in un secondo momento il vertice societario ad esonerare Brevi e ad ingaggiare al suo posto Leonardo Semplici, ex allenatore di Arezzo, Pisa e Fiorentina Primavera. Sotto la sua guida, dopo un periodo di assestamento, gli estensi vincono otto partite consecutive e si reinseriscono nella lotta play-off, obiettivo tuttavia sfumato alla penultima giornata: la squadra conclude il campionato al quarto posto finale, con il tecnico toscano che viene confermato anche per l'annata successiva.

Nel campionato 2015-16 la squadra viene largamente rinnovata; con cinque vittorie consecutive nelle prime cinque giornate e due successivi pareggi a reti bianche con Prato e Siena, i biancazzurri si portano subito in testa alla graduatoria. Il 20 dicembre, grazie alla vittoria casalinga sul Teramo e ai contemporanei pareggi delle inseguitrici Maceratese e Pisa, la SPAL si laurea campione d'inverno con una giornata d'anticipo sulla fine del girone d'andata.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria della S.P.A.L. 2013
  • marzo 1907 – Fondazione del circolo religioso-culturale Ars et Labor.
  • 1909 - Il circolo aggiunge lo sport alle sue attività.

  • 1912 – Il ramo sportivo si distacca dal circolo e assume il nome di Società Polisportiva Ars et Labor; la sezione calcistica adotta la denominazione Associazione Calcio Ferrara.
  • 1915–1919 – Sospensione attività sportive per cause belliche.
  • 1919 – La sezione calcistica uniforma la propria denominazione a quella della polisportiva, diventando Società Polisportiva Ars et Labor.
  • 1919-1920 – 4ª nel girone emiliano della Promozione. Green Arrow Up.svg Promossa in Prima Categoria.

  • 1920-1921 – 3ª nel girone B emiliano-romagnolo della Prima Categoria.
  • 1921-1922 – 2ª nel girone semifinale nazionale B della Prima Categoria dopo la sconfitta nello spareggio con la Sampierdarenese.
  • 1922-1923 – 3ª nel girone C della Prima Divisione Nord.
  • 1923-1924 – 10ª nel girone B della Prima Divisione Nord.
  • 1924-1925 – 12ª nel girone B della Prima Divisione Nord dopo la sconfitta nello spareggio contro il Mantova. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Seconda Divisione Nord.
  • 1925-1926 – 1ª nel girone C della Seconda Divisione Nord. Green Arrow Up.svg Ammessa alla nuova Prima Divisione.
  • 1926-1927 – 2ª nel girone C della Prima Divisione.
  • 1927-1928 – 8ª nel girone A della Prima Divisione.
  • 1928-1929 – 4ª nel girone C della Prima Divisione.
  • 1929-1930 – 2ª nel girone C della Prima Divisione.

  • 1930-1931 – 2ª nel girone finale B della Prima Divisione.
  • 1931-1932 – 2ª nel girone finale B della Prima Divisione.
  • 1932-1933 – 1ª nel girone finale B della Prima Divisione. Green Arrow Up.svg Promossa in Serie B.
  • 1933-1934 – 8ª nel girone B della Serie B.
  • 1934-1935 – 6ª nel girone B della Serie B.
  • 1935-1936 – 14ª in Serie B. Red Arrow Down.svg Retrocessa in Serie C.
  • 1936-1937 – 2ª nel girone A della Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 1939 – Assume la denominazione Associazione Calcio Ferrara.
  • 1939-1940 – 5ª nel girone E della Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.

  • 1940-1941 – 5ª nel girone A della Serie C.
  • 1941-1942 – 2ª nel girone A della Serie C.
  • 1942-1943 – 2ª nel girone B della Serie C.
  • 1943–1945 – Sospensione attività sportive per cause belliche.
  • 1945 – Torna alla denominazione Società Polisportiva Ars et Labor.
  • 1945-1946 – 8ª nel girone C della Serie Mista B-C Alta Italia. Green Arrow Up.svg Ammessa d'ufficio in Serie B.
  • 1946-1947 – 6ª nel girone B della Serie B.
  • 1947-1948 – 3ª nel girone B della Serie B.
  • 1948-1949 – 10ª in Serie B.
  • 1949-1950 – 4ª in Serie B.

Fase a gironi di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Finalista di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
4º classificata alla Coppa delle Alpi.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Vince la Coppa dell'Amicizia italo-svizzera.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1969-1970 – 2ª nel girone B della Serie C.

Fase eliminatoria di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1982-1983 – 7ª nel girone A della Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1983-1984 – 4ª nel girone A della Serie C1.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1984-1985 – 14ª nel girone A della Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1985-1986 – 6ª nel girone A della Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 1986-1987 – 4ª nel girone A della Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1987-1988 – 6ª nel girone A della Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Finalista di Coppa Italia Serie C.
  • 1989-1990 – 10ª nel girone B della Serie C2.

Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1994-1995 – 6ª nel girone A della Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia Serie C.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia Serie C.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 1998-1999 – 7ª nel girone A della Serie C1.
Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia Serie C.
  • 1999-2000 – 8ª nel girone A della Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.

  • 2000-2001 – 9ª nel girone A della Serie C1.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
  • 2001-2002 – 12ª nel girone A della Serie C1.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2002-2003 – 13ª nel girone A della Serie C1.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
  • 2003-2004 – 9ª nel girone A della Serie C1.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
  • 2004-2005 – 9ª nel girone B della Serie C1.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2005 – A fine stagione, viene decretato il fallimento societario per dissesto finanziario. Nel frattempo, viene fondata la nuova SPAL 1907 che riparte dalla Serie C2 grazie al Lodo Petrucci.
  • 2005-2006 – 11ª nel girone B della Serie C2.
  • 2006-2007 – 3ª nel girone B della Serie C2. Perde i play-off contro la Paganese.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
Fase eliminatoria di Coppa Italia Serie C.
  • 2008-2009 – 6ª nel girone A della Lega Pro Prima Divisione.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2009-2010 – 7ª nel girone B della Lega Pro Prima Divisione.
Terzo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.

  • 2010-2011 – 10ª nel girone A della Lega Pro Prima Divisione.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Terzo turno di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2012 – La società fallisce per dissesto finanziario e viene fondata la nuova Real Spal che riparte dalla Serie D grazie all'articolo 52 delle Norme Organizzative Interne della FIGC (NOIF).
  • 2012-2013 – 7ª nel girone D della Serie D.
Turno preliminare di Coppa Italia Serie D 2012-2013.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.
Semifinalista di Coppa Italia Lega Pro.
Secondo turno di Coppa Italia.
Partecipa alla Coppa Italia Lega Pro.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

La S.P.A.L. nella sua storia ha sempre adottato come colori sociali il bianco e l'azzurro, ad eccezione di un breve periodo a cavallo tra gli anni trenta e quaranta durante il quale ha vestito i colori bianco-neri con la denominazione A.C. Ferrara. La tenuta di gioco della squadra, dal dopoguerra in poi, è stata a tinta unita azzurra con maniche, colletto e pantaloncini bianchi, sostituita poi nel 1963 dal motivo bianco-azzurro a righe strette verticali e pantaloncini bianchi.

Per la stagione 2015-2016 le due maglie da gioco principali, realizzate dallo sponsor tecnico Erreà, sono così strutturate:[34]

  • La prima divisa presenta sul torso e sulle maniche il già citato motivo a strisce verticali sottili bianco-azzurre, con profili azzurri sugli orli delle maniche, sulle spalle e sul colletto a polo. Sul dorso i numeri sono racchiusi all'interno di uno scudetto bianco. Egualmente bianchi sono i pantaloncini e i calzettoni.
  • La seconda divisa presenta una tinta verde fluorescente, con una doppia striscia verticale bianco-azzurra in basso a sinistra, che si interrompe presso lo stemma societario e riprende sulla spalla destra. Lo stemma societario è altresì disegnato in semitrasparenza in basso a destra sul torso della maglia. L'orlo delle maniche, i pantaloncini e i calzettoni sono bianchi.

Dalla stagione 2013-2014, con l'arrivo alla presidenza della famiglia Colombarini, viene adottata una terza divisa speciale sul modello della storica maglia degli anni '50: azzurra con dettagli, maniche, pantaloncini e calzettoni bianchi. Essa viene utilizzata in occasione di alcuni match casalinghi con avversari storici, quali il Mantova e l'Alessandria.

Gli sponsor ufficiali riportati sulle divise sono: Vetroresina, Reale Mutua (i cui marchi sono stampati sul petto), BMW ErreEffe Group (sul retro della maglia) e Newton (impresso sui pantaloncini).

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo societario ufficiale è costituito da un ancile azzurro con una banda bianca nella parte superiore nella quale è riportato l'acronimo S.P.A.L. (Società Polisportiva Ars et Labor), che sormonta lo scudetto troncato bianco e nero emblema della città di Ferrara.

Lo stemma del settore giovanile è il cerbiatto su sfondo bianco cerchiato di azzurro, simbolo già utilizzato come marchio societario ufficiale dal 1980 al 1995.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Paolo Mazza.
Lo Stadio Paolo Mazza fotografato durante una partita del campionato di Serie C1 1991-1992.

Lo stadio comunale di Ferrara, intitolato a Paolo Mazza dal 1982, è il quinto impianto italiano più vecchio ancora in funzione. Inaugurato nel 1928 con una partita amichevole giocata tra la SPAL ed il Modena, aveva inizialmente una capienza di circa 4 000 posti, suddivisi tra parterre e una singola tribuna in cemento.

Nel 1951 la capienza venne aumentata a circa 25 000 posti, mentre negli anni successivi si provvide a ristrutturare tutti i settori degli spalti: prima la tribuna coperta, poi la curva ovest (ampliata e dotata a sua volta di una copertura) e infine la gradinata, stabilizzando la capacità di pubblico a 19 000 posti. Dal 2005 la capienza autorizzata dell'impianto è limitata a 7 500 posti.[35]

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

La sede degli allenamenti della prima squadra e del settore giovanile biancazzurro è il centro sportivo di via Copparo, situato nei pressi della frazione ferrarese di Pontegradella, inaugurato nel 1969.[36]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito Internet ufficiale della società.[37]

Spalstemma.png
Staff amministrativo
  • Italia Walter Mattioli - Presidente
  • Italia Simone Colombarini - Patron
  • Italia Francesco Colombarini - Patron
  • Italia Umberto Sabattini - Direttore organizzativo
  • Italia Stefano Salis - Segretario generale
  • Italia Monica Mattioli - Segretario amministrativo
  • Italia Roberto Tezzon - Direttore commerciale
  • Italia Gianluca Ranzani - Responsabile commerciale
  • Italia Leonardo Rosa - Responsabile comunicazione e Ufficio Stampa
  • Svezia Victoria Jacobson - Direttore marketing
  • Italia Arianna Rossi - Responsabile web marketing e Social Media
  • Italia Stefano Accorsi - Responsabile "Spal TV" e Social Media

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori della S.P.A.L. 2013 e Categoria:Presidenti della S.P.A.L. 2013

Si riporta di seguito l'elenco dei presidenti e degli allenatori della S.P.A.L. dalla fondazione del club.

Spalstemma.png
Allenatori
Spalstemma.png
Presidenti
  • 1907-11 Italia Don Pietro Acerbis
  • 1911-12 Italia Conte Buosi
  • 1912-15 Italia Aminta Gulinati
  • 1919-21 Italia Antonio Santini
  • 1921-24 Italia Enrico Bassani
  • 1924-27 Italia Gaetano Ridolfi
  • 1927-28 Italia Giannino Bonfiglioli
  • 1928-31 Italia On. Ferri
  • 1931-32 Italia Giuseppe Turbiani e Italia Carlo Osti
  • 1932-33 Italia Comm. Gandini
  • 1933-34 Italia Umberto Barbè (commissario straordinario), poi Italia Giulio Divisi
  • 1934-35 Italia Luigi Orsi
  • 1935-36 Italia Giovanni Argazzi
  • 1936-37 Italia Nino Fiorini
  • 1937-39 Italia Angelo Vissoli
  • 1939-41 Italia Annio Bignardi
  • 1941-43 Italia Augusto Caniato
  • 1945-46 Italia Edmondo Bucci
  • 1946-77 Italia Paolo Mazza
  • 1977-85 Italia Primo Mazzanti
  • 1985-86 Italia Giorgio Rossatti
  • 1986-89 Italia Francesco Nicolini
  • 1989-90 Italia Albersano Ravani
  • 1990-96 Italia Giovanni Donigaglia
  • 1996-97 Italia Vanni Guzzinati
  • 1997-02 Italia Giovanni Donigaglia
  • 2002-05 Italia Lino Di Nardo
  • 2005-08 Italia Gianfranco Tomasi
  • 2008-12 Italia Cesare Butelli
  • 2012-13 Italia Roberto Ranzani
  • 2013 Italia Walter Mattioli

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Calciatori della S.P.A.L. 2013

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Oscar Massei, capitano e giocatore simbolo della SPAL degli anni sessanta.

Di seguito le classifiche dei primatisti di presenze e cannonieri della storia della società:[38]

Spalstemma.png
Record di presenze
Spalstemma.png
Record di reti

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1950-1951
1937-1938, 1972-1973, 1977-1978
1991-1992
1997-1998
1998-1999

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1968

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

1964-1965

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Stella d'oro al merito sportivo - nastrino per uniforme ordinaria Stella d'oro al merito sportivo
«Di iniziativa del CONI»
— Roma, 1974

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 2 1920-1921 1921-1922 21
Prima Divisione 3 1922-1923 1924-1925
Serie A 16 1951-1952 1967-1968
Seconda Divisione 1 1925-1926 23
Prima Divisione 2 1926-1927 1927-1928
Serie B 20 1933-1934 1992-1993
Prima Divisione 5 1928-1929 1932-1933 42
Serie B-C Alta Italia 1 1945-1946
Serie C 11 1936-1937 1977-1978
Serie C1 19 1982-1983 2004-2005
Lega Pro Prima Divisione 4 2008-2009 2011-2012
Lega Pro 2 2014-2015 2015-2016
Serie C2 6 1989-1990 2007-2008 7
Lega Pro Seconda Divisione 1 2013-2014
Serie D 1 2012-2013 1

La SPAL ha disputato complessivamente 93 stagioni a livello nazionale dalla fine della Prima guerra mondiale. La squadra si è quasi sempre mossa all'interno del settore professionistico così come attualmente definito dalle Norme Organizzative Interne della FIGC: l'unica caduta fra i dilettanti si registrò nel 2012 e fu causata da gravi problemi societari, mai essendosi registrato un tale avvenimento per demerito sportivo sul campo.[39]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: S.P.A.L. 2013 2015-2016.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 1° febbraio 2016[40]

N. Ruolo Giocatore
Italia P Paolo Branduani
Italia P Nikita Contini Baranovsky
Italia P Andrea Seveso
Italia D Marcello Cottafava
Italia D Daniele Gasparetto
Italia D Tommaso Silvestri
Italia D Nicolas Giani
Italia D Pietro Ceccaroni
Italia C Manuel Lazzari
Italia C Francesco Posocco
Italia C Mirco Spighi
Italia C Andrea Beghetto
Italia C Luca Mora
N. Ruolo Giocatore 600px Azzurro e Bianco con colori di Ferrara.png
Italia C Alessandro Bellemo
Italia C Federico Gentile
Italia C Michele Castagnetti
Italia C Lorenzo Capezzani
Italia C Davide Di Quinzio
Italia C Alessandro De Vitis
Italia C Eros Schiavon
Italia A Luigi Grassi
Italia A Jacopo Ferri
Italia A Mattia Finotto
Italia A Marco Cellini
Italia A Gianmarco Zigoni

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito Internet ufficiale della società.[41]

Spalstemma.png
Staff tecnico
  • Italia Davide Vagnati - Direttore sportivo
  • Italia Leonardo Semplici - Allenatore
  • Italia Andrea Consumi - Allenatore in seconda
  • Italia Alessandro Andreini - Team manager
  • Italia Cristiano Scalabrelli - Preparatore dei portieri
  • Italia Yuri Fabbrizzi - Preparatore atletico
  • Italia Raffaella Giagnorio - Medico
  • Italia Matteo Evangelisti - Fisioterapista
  • Italia Daniele Zannini - Fisioterapista
  • Italia Francesco Palummieri - Ortopedico

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Curva Ovest in un match dei primi anni novanta.

A Ferrara il movimento ultras nasce all'inizio degli anni settanta e trova la sua massima espansione negli anni ottanta e novanta principalmente con i gruppi Gioventù Estense, Astra Alcool, Vecchia Guardia, Nutty Boys, Boys 1989, Frangia e Gruppo d'Azione. Quest'ultimo gruppo organizzato fece parlare di sé in quanto si spostava in massa in ogni stadio d'Italia e provocava scontri con ogni tifoseria.[42]

Pur non avendo goduto di un grosso ricambio generazionale, a causa di un periodo avaro di successi sportivi, il movimento ultras a Ferrara rimane tuttora attivo e vitale. Per via dei tanti guai societari avvenuti nell'ultimo decennio che hanno offuscato il blasone della società, uniti alle proteste contro l'introduzione della tessera del tifoso, parte del movimento ultras si è assentata per un periodo. A partire dalla stagione 2011-2012 nasce il movimento Estensi Curva Ovest, riunendo vari vecchi gruppi ultras della Curva Ovest 'Giuseppe Campione'. Quando nel 2013 la famiglia Colombarini rileva la società, in città torna un forte entusiasmo: gli ultras spallini quindi tornano a farsi sentire e ad incitare la squadra come un tempo, con sciarpate e coreografie.[43]

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

La tifoseria estense è gemellata con quella dell'Ancona[44] e sostiene inoltre un rapporto di amicizia con i tifosi del Potenza e quelli dell'Aquila. Gli spallini hanno rivalità molto accese con tifoserie dell'Emilia-Romagna, in particolare quelle di Reggiana, Bologna, Modena, Parma, Cesena e Rimini. Vi è inoltre una spiccata ostilità reciproca verso squadre venete, toscane e del nord Italia, principalmente Vicenza, Padova, Hellas Verona, Venezia, Mantova, Como, Triestina, Spezia, Lucchese, Prato e Ascoli. Si è invece infranto il lungo gemellaggio con i supporters della Carrarese, a seguito di dissidi sulle posizioni riguardo alla tessera del tifoso e all'affiliazione della tifoseria gialloblù con gli odiati cugini granata della Reggiana, anch'essa in passato gemellata con la SPAL.[45]

Sul fronte scontri gli ultras sono ancora attivi, con tafferugli scatenati con le tifoserie di Vicenza, Padova, Prato e Rimini.[46][47] Nell'anno della promozione dalla C1 alla Serie B (1991-1992), al termine della partita Triestina-SPAL disputatasi allo Stadio Giuseppe Grezar, gli ultras estensi si scontrarono violentemente all' interno del terreno di gioco con i tifosi di casa e con i carabinieri: al termine dei tafferugli varie persone tra supporters e forze dell'ordine risultarono ferite. Nella stagione 1993-1994, va in scena al Renato Dall'Ara la semifinale play-off per la Serie B tra Bologna e SPAL: dopo il vantaggio degli ospiti scattano incidenti nella curva felsinea tra poliziotti e ultras bolognesi, poi fuori dallo stadio tra le due tifoserie. Questi sono gli ultimi scontri registrati tra le compagini del tifo biancazzurro e rossoblù.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 7 500 omologati.
  2. ^ L'acronimo Società Polisportiva Ars et Labor non viene adottato ufficialmente nella denominazione del club.
  3. ^ (EN) Rsssf.com all-time Serie A table, rsssf.com. URL consultato il 16 dicembre 2015. (calcolata assegnando due punti per vittoria, dati aggiornati alla stagione 2015-2016)
  4. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 3-4
  5. ^ Fontanelli-Negri, 2009, pp. 26-27
  6. ^ Becchetti-Palmieri, 1974, p. 28
  7. ^ Becchetti-Palmieri, 1974, pp. 30-31
  8. ^ Becchetti-Palmieri, 1974, pp. 59-69
  9. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 4-5
  10. ^ Becchetti-Palmieri, 1974, pp. 71-72
  11. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, p. 8
  12. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, p. 10
  13. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 13-15
  14. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 23-26
  15. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 37-39
  16. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 44-45
  17. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 48-51
  18. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 52-57
  19. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 66-67
  20. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, p. 68
  21. ^ Becchetti-Palmieri, 1974, pp. 176-179
  22. ^ Becchetti-Palmieri, 1974, pp. 184-188
  23. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, pp. 84-86
  24. ^ Malaguti-Rizzi, 1985, pp. 101-108
  25. ^ Galasso-Nicolucci-Teodorini, 1992, p. 92
  26. ^ Fontanelli-Negri, 2009, pp. 323-326
  27. ^ Fontanelli-Negri, 2009, pp. 327-330
  28. ^ (IT) www.ilrestodelcarlino.it (Da "il Resto del Carlino" del 14/11/2011)
  29. ^ FIGC: Comunicato ufficiale n. 72/A (PDF), Federazione Italiana Giuoco Calcio, 11 settembre 2013. URL consultato l'11 aprile 2014.
  30. ^ Fallita la Spal 1907, il tribunale respinge il concordato di Butelli, in Il Resto del Carlino, 1º aprile 2014. URL consultato l'11 aprile 2014.
  31. ^ LND
  32. ^ L'articolo in oggetto consente in ambito professionistico la fusione fra club espressione di comuni confinanti, come appunto il caso di Ferrara e Masi Torello. Il club risultante ha facoltà di chiedere al Presidente federale di determinare la propria sede sociale e il campo da gioco, nonché alla Lega di scegliere il colore della maglia, mentre rimane vivo il vecchio numero di matricola, nel caso specifico il 71608 della Giacomense.
  33. ^ (IT) www.direttaradio.it
  34. ^ Strisce strette e verde fluo, le maglie della SPAL 2015-2016, passionemaglie.it, 2 settembre 2015. URL consultato l'8 gennaio 2016.
  35. ^ Stadio Comunale "Paolo Mazza", servizi.comune.fe.it. URL consultato il 22 novembre 2015.
  36. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, p. 69
  37. ^ Organigramma, spalferrara.it. URL consultato l'8 gennaio 2016.
  38. ^ Malaguti-Piffanelli, 1992, p. 119
  39. ^ Si noti inoltre come la SPAL sia la primatista assoluta di presenze nel campionato di Serie C1.
  40. ^ Rosa, spalferrara.it. URL consultato l'8 gennaio 2016.
  41. ^ Staff tecnico, spalferrara.it. URL consultato l'8 gennaio 2016.
  42. ^ Gruppo d'Azione: la Spal, la curva, la città, listonemag.it, 2 settembre 2015. URL consultato il 22 novembre 2015.
  43. ^ Tutto pronto per la festa della Curva Ovest: appuntamento sabato al Mazza, lospallino.com, 26 giugno 2014. URL consultato il 22 novembre 2015.
  44. ^ Spal, al “Mazza” arriva l'Ancona, estense.com, 15 novembre 2014. URL consultato il 22 novembre 2015.
  45. ^ Il gemellaggio Carrarese – Reggiana, carraresecalcio.it, 9 aprile 2015. URL consultato il 22 novembre 2015.
  46. ^ Guerriglia tra tifosi: gli ultrà di Padova e Spal si stavano aspettando, corrierealpi.gelocal.it, 27 luglio 2015. URL consultato il 22 novembre 2015.
  47. ^ Spal, scontri con tifosi di Rimini all'origine delle trasferte vietate, estense.com, 29 ottobre 2015. URL consultato il 22 novembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gualtiero Becchetti e Giorgio Palmieri, La SPAL 1908-1974, Bologna, Daniele Rubboli Editore, 1974.
  • Mauro Malaguti e Stefano Rizzi, Spal 1974-1985: gli anni bui, Ferrara, Edizioni 2effe 2elle, 1985.
  • Mauro Malaguti e Corrado Piffanelli, La storia della SPAL, Ferrara, il Resto del Carlino, 1992.
  • Giuliano Galasso, Marco Nicolucci e Gianluca Teodorini, Bentornata in B, Ferrara, HC Ferrara, 1992.
  • Carlo Fontanelli e Paolo Negri, Il calcio a Ferrara, Empoli, Geo edizioni, 2009.
  • Ennio Guirrini, La Spal a modo mio, Este Edition, 2011, ISBN 978-88-96604-55-7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]