Salvador Calvanese

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Salvador Calvanese
Todo Calvanese.jpg
Calvanese con la maglia del Catania nel 1965-1966.
Nazionalità Argentina Argentina
Altezza 178 cm
Peso 71 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 1967 - giocatore
Carriera
Giovanili
19??Ferro Carril Oeste
Squadre di club1
1953-1957Ferro Carril Oeste59 (17)
1958-1959Atlanta41 (18)
1959-1960Genoa15 (0)
1960-1962Catania57 (13)
1962Juventus0 (0)
1962Catania3 (3)
1962-1964Atalanta37 (8)
1964-1967Catania63 (9)
Carriera da allenatore
1968-1971CataniaVice/giov.
1972-1974Siracusa
19??Vélez SarsfieldGiovanili
2000Vélez Sarsfield
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Salvador "Toto" Calvanese, conosciuto in Italia come Salvatore "Todo" (Buenos Aires, 17 agosto 1934), è un allenatore di calcio ed ex calciatore argentino, di ruolo attaccante.

Ha disputato sette stagioni in patria, in Primera División, segnando un totale di 35 reti[1], e ha vinto l'unica edizione della Copa Suecia. In Italia ha giocato per sette stagioni in Serie A, con Genoa, Catania e Atalanta, vincendo una Coppa Italia.

È il quarto miglior marcatore del Catania in Serie A con 24 reti, al pari di Gionatha Spinesi[2]. Fu definito un «artista della pelota»[3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Calvanese con la maglia dell'Atalanta.

«Era un grande amico, mi è dispiaciuto tantissimo che sia partito per l’Argentina: lui doveva rimanere qua. Poteva realizzarsi meglio come calciatore, qui era a casa sua: ognuno nella sua vita fa sempre un errore indelebile, il suo è stato quello di lasciare Catania»

(Giorgio Michelotti[4])

Nato e cresciuto a Buenos Aires, vi rimase fino a 25 anni, quando si trasferì oltre oceano chiamato dal Genoa, in quanto oriundo e dunque d'origine italiana[5]. Trascorse un anno e mezzo anche a Bergamo, ma visse prevalentemente a Catania, dove rimase anche dopo il ritiro.

Fu grande amico di Adelmo Prenna, che l'aiutò a trovar casa in Sicilia[6]. Tornò in patria nell'estate 1974[7]. Visitò nuovamente Catania nell'aprile 1991, per partecipare a una gara tra vecchie glorie nell'ambito di una raccolta fondi per un'associazione di ricerca contro il cancro; segnò anche una rete[8].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Era un centravanti (adattabile anche all'ala sinistra[9] o come mezzala[10]) guizzante, di manovra, ma non molto prolifico[11] e senza scatto in velocità. Gli si riconoscevano abilità tecniche e bravura nei passaggi[12] e nell'organizzazione del gioco, così come potenza nello sfondamento della difesa avversaria. Non si trovava bene sui terreni pesanti e aveva bisogno di un compagno di reparto con cui dialogare[13]. Era conosciuto anche per la sua intelligenza in campo[5].

Sulle sue qualità come allenatore, Roberto Sanagua ha dichiarato che «non ci fu un altro uguale a Toto Calvanese. Mi insegnò cose che avrei utilizzato io come allenatore fino ad oggi, si continuano a usare concetti che mi ha trasmesso. Ciò significa che era un precursone nell'insegnamento del calcio»[14].

Salvador Calvanese con la maglia del Genoa.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Si formò calcisticamente nel Ferro Carril Oeste, club che militava nella massima divisione argentina. Lasciò il club verdebianco nel 1957 per approdare al Club Atlético Atlanta. Con Los Bohemios rimase un biennio e fece parte della squadra che nel 1960 avrebbe vinto la Copa Suecia[15]. Calvanese timbrò due reti nelle due partite più importanti del campionato 1958, nei 3-0 contro il San Lorenzo e River Plate[16]. Con il club di Buenos Aires si concluse l'esperienza argentina di Calvanese, poiché nel 1959 fu acquistato dal Genoa.

Giunto in Italia, esordì in Serie A nel 1959-60 con i grifoni il 20 settembre 1959 nella sconfitta per 1-0 contro la Roma. Per il suo acquisto fu ceduto Roberto Leopardi; fu impiegato prevalentemente come mezzala (o anche nel suo ruolo naturale, centravanti[17]); tuttavia non trovò mai l'intesa con Julio Abbadie e non rese quanto ci si aspettava da lui[10], chiudendo la stagione senza reti in campionato. Fu un innesto fallimentare[18] e le sue uniche reti valsero il terzo posto nella Coppa Italia 1958-1959[12]. Addirittura si racconta di uno striscione a lui rivolto, comparso in una curva dello stadio Marassi: «Gaúcho, torna nelle Pampas[19].

L'avventura in rossoblu terminò nell'estate 1960 con il passaggio al Catania; si disse che fu così svalutato da essere ceduto «per un piatto di lenticchie»[3], cioè circa 15 milioni di lire[19]. Il trasferimento maturò grazie all'incontro tra Giulio Cappelli (inviato dal dirigente etneo Michele Giuffrida) e Antonio Busini (ds dei genoani)[19]. Arrivò in prova fino a dicembre, presentato dal commissario unico Ignazio Marcoccio come un ripiego, e non convinse nemmeno nel precampionato[5]. Riuscì a far cambiare idea a dirigenza e tifoseria con un alto rendimento in campionato, in cui segnò nove reti[5].

Il gol di Calvanese nella partita Catania - Inter del 4 giugno 1961.

Una di queste fu realizzata contro l'Inter. Calvanese fu infatti tra i protagonisti di un incontro rimasto nell'immaginario calcistico italiano, nel quale segnò il primo gol in Catania-Inter 2-0 del 4 giugno 1961, quando si ritiene che il radiocronista Sandro Ciotti abbia gridato in radio il celeberrimo «Clamoroso al Cibali!». Per festeggiare, andò a palleggiare davanti alla panchina interista dopo il primo gol[20] e si racconta inoltre di un suo torello insieme a Biagini e Ferretti a discapito di Facchetti[5].

Lo richiese dunque la Fiorentina, ma la dirigenza etnea lo trattenne[21] e lui stesso si prodigò (invano) per cercare un partner d'attacco in patria[22]. Giocò la prima partita di campionato, dopo aver avuto problemi di salute, proprio contro i viola alla settima giornata: segnò il terzo gol dopo che negli spogliatoi Prenna gli ebbe dato due schiaffi[23]. In primavera, si trasferì per un breve prestito alla Juventus per disputare la Mitropa Cup[24]. La sua annata al Catania fu meno brillante della prima, tant'è che finì con alcuni compagni in mezzo a una querelle estiva sull'entità dei rinnovi contrattuali[25].

La stagione 1962-1963 iniziò comunque nel migliore dei modi e Calvanese dopo due giornate era capocannoniere con tre reti; dichiarò anche di essere disposto a rinunciare a un mese di stipendio se avesse segnato all'Inter[25]. Non ci riuscì, ma poi, a novembre del 1962, fu acquistato dall'Atalanta per 70 milioni di lire[26] (anche se lo stesso Calvanese, anni dopo, affermò che furono pagati 115 milioni[7]); con la formazione bergamasca disputò 37 partite nella massima serie nelle quali, grazie al suo fare da sponda ai compagni, permise l'affermazione di Dino da Costa e l'esplosione del giovane Angelo Domenghini[27]. In neroazzurro vinse la Coppa Italia 1962-1963, primo trofeo della società, e giocò anche in Coppa delle Alpi: segnò una doppietta contro il Bienne[28] e un gol contro il Servette[29], per poi giocare la finale persa contro la Juventus[30]. L'anno successivo con i bergamaschi disputò la Coppa delle Coppe 1963-1964; nell'incontro di ritorno del primo turno contro lo Sporting Lisbona finì in porta per sostituire l'infortunato portiere neroazzurro Pier Luigi Pizzaballa, poiché all'epoca non erano previste sostituzioni. L'incontro si concluse con la sconfitta della Dea per 3-1. In totale, disputò tre partite segnando una rete in Coppa[31].

«Dedico la vittoria a Di Bella, l’unica persona che mi ha dato fiducia.»

(Salvador Calvanese il 7 marzo 1965, dopo Catania-Roma 4-0[32])

Nel 1964 tornò al Catania[9]; giocò spesso adattato all'ala e fu protagonista nelle vittorie per 4-0 contro Roma e Bologna[32]. A quest'ottima stagione, ne seguì una molto meno esaltante; nel 1965-1966 Calvanese segnò solo una rete, nella vittoria per 2-1 contro il Cagliari[33] e la squadra retrocesse in Serie B. Rientrò in squadra solo dopo la quinta giornata del campionato 1966-1967[34]; rimase tuttavia ai margini della squadra[35], malgrado un'offerta dal campionato statunitense[36]. A fine anno chiuse la sua carriera da giocatore[37].

Salvador Calvanese nel periodo in cui si occupò della prima squadra del Catania.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il ritiro diventò allenatore: dal 1968-1969 guidò la Primavera del Catania, con Renato Zaccarelli e Guido Biondi in squadra[38]; fu anche viceallenatore in Serie A[39]. Nel 1971-1972 fu scelto come tecnico per la prima squadra; tuttavia, Calvanese possedeva solo il patentino di allenatore di seconda categoria, non sufficiente per la Serie B, e dovette seguire le prime partite del campionato dal sottopassaggio per gli spogliatoi e non dalla panchina. Questa situazione creò una forte tensione con il presidente Angelo Massimino[40], che il 15 ottobre 1971, alle due di notte, ingaggiò con una decisione singolare Carmelo Di Bella al suo posto[41]. Calvanese concluse così con sole quattro partite dirette in panchina (in Coppa Italia, una vittoria, un pareggio e due sconfitte)[42] e tre partite di campionato in cui al suo posto andò con la squadra Luigi Valsecchi, ufficialmente primo allenatore (una vittoria, un pareggio e una sconfitta)[43].

«È chiaro che se avessi saputo di non andare in panchina, non mi sarei neanche sognato di guidare il Catania, una squadra cui voglio sinceramente bene. Tutti i giocatori hanno bisogno del loro allenatore, lo so benissimo. Aggiungo onestamente che un vero tecnico deve seguire i suoi atleti per tutta la settimana, deve andare in panchina perché può esserci bisogno di correggere, aiutare, incitare, sostenere. Credete che non mi renda conto dei problemi del Catania?»

(Salvador Calvanese[40])

L'anno successivo andò al Siracusa; subentrò alla terza giornata a Humberto Rosa e rimase fino all'11ª giornata del campionato seguente, quando fu sostituito da Gennaro Rambone[44]. Esordì sulla panchina aretusea il 1º ottobre 1972, dopo due sconfitte iniziali di fila con Rosa in panchina, e guidò i biancazzurri ad un nono posto nel campionato di Serie C, chiudendo con 15 vittorie[45]. Iniziò poi il campionato con nove risultati utili di fila (due vittorie e sette pareggi), ma lasciò la squadra dopo due sconfitte di fila il 25 novembre 1973[46]. Lo stesso Calvanese definì le due esperienze amare[7].

(ES)

«Il "Toto" Calvanese è stato molto importante, una persona che vede bene il calcio, che ha sempre la parola giusta, che sa catturare i giocatori ed è stato molto bravo in quel momento della mia carriera.»

(IT)

«El “Toto” Calvanese fue alguien muy importante, una persona que ve muy bien el fútbol, siempre tiene la palabra justa, sabe captar jugadores y fue muy bueno en ese momento de mi carrera.»

(Héctor Almandoz[47])

Successivamente rientrò in patria dove allenò a lungo le giovanili del Vélez Sarsfield[48], società della quale guidò anche la prima squadra, come traghettatore, per una partita nella stagione 2000-2001[49].

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1953 Argentina Ferro Carril Oeste PD ? 0 - - - - - - ? 0
1954 PD ? 0 - - - - - - ? 0
1955 PD ? 2 - - - - - - ? 2
1956 PD ? 9 - - - - - - ? 9
1957 PD ? 6 - - - - - - ? 6
Totale Ferro Carril Oeste 59 17 - - - - 59 17
1958 Argentina Atlanta PD ? 14 CS ? ? - - - ? 14+
1959 PD ? 4 - - - - - - ? 4
Totale Atlanta 41 18 ? ? - - 41+ 18+
1959-1960 Italia Genoa A 15 0 CI+CI 1+1 2+0 - - - 17 2
1960-1961 Italia Catania A 32 9 CI 1 0 - - - 33 9
1961-1962 A 25 4 CI 0 0 CdA 1 1 26 5
mag.-giu. '62 Italia Juventus A - - CI - - CM 4 0 4 0
1962-ott. '62 Italia Catania A 3 3 CI 1 0 - - - 4 3
ott. '62-1963 Italia Atalanta A 13 4 CI 3 1 CdA 4 3 20 8
1963-1964 A 24 4 CI 0 0 CdC 3 1 27 5
Totale Atalanta 37 8 3 1 7 4 47 13
1964-1965 Italia Catania A 30 7 CI 1 1 - - - 31 8
1965-1966 A 17 1 CI 1 0 CdA 4 0 22 1
1966-1967 B 16 3 CI 0 0 - - - 16 3
Totale Catania 123 27 4 1 5 1 132 29
Totale carriera 275 70 9+ 4+ 15 5 299+ 79+

Statistiche da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Piazzamento Andamento
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte % vittorie
1972-1973 Italia Siracusa C Sub., 9º 36 15 8 13 41,67
1973-1974 C Sost. 11 2 7 2 18,18
2000-2001 Argentina Vélez Sarsfield PD Sub., sost. 1 0 0 1 &&0,00
Totale 48 17 15 16 35,42

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

La formazione dell'Atalanta che vinse la Coppa Italia 1963. Il terzo accosciato da sinistra è Calvanese.

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Atlanta: 1958-1960
Atalanta: 1962-1963

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Salvador Calvanese, su soccerdatabase.eu. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  2. ^ Bergessio, il re dei "bomber" etnei in Serie A, su calciocatania.com, 22 aprile 2014. URL consultato il 24 dicembre 2014. La fonte riporta 23 reti, ma in realtà furono 24, cfr. Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 14
  3. ^ a b Gennaro, Prestinenza, p. 29.
  4. ^ Michele Patanè, Calvanese, una finestra sulla gloria del passato, su golsicilia.it, 16 ottobre 2012. URL consultato il 22 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2013).
  5. ^ a b c d e Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 191.
  6. ^ Gennaro, Prestinenza, p. 142.
  7. ^ a b c Gennaro, Prestinenza, p. 143.
  8. ^ Carmelo Gennaro, Todo e «Cina» magia e incanto, in La Sicilia, 21 aprile 1991.
  9. ^ a b Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 218.
  10. ^ a b TERZA RETROCESSIONE IN SERIE B CON L'ONTA DELLA PENALIZZAZIONE, su genoasamp.com. URL consultato il 24 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2014).
  11. ^ Simone Fornoni, Calvanese, da "Clamoroso al Cibali" alla Coppa Italia in nerazzurro oggi fa 77, su itasportpress.it, 17 agosto 2011. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  12. ^ a b r.b., Genoa-Venezia (2-1) decisa da Calvanese, in Stampa Sera, 14-15 settembre 1959. URL consultato l'8 gennaio 2015.
  13. ^ Calvanese Salvatore, su calcioreference.com. URL consultato l'8 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  14. ^ (ES) Rodrigo Ruiz, Palabra de arquero, su Club Atlético Vélez Sarsfield, 17 dicembre 2009. URL consultato il 24 dicembre 2014. «Como el Toto Calvanese no hubo otro igual. [...] Me enseñó cosas que yo luego empleé como técnico y hasta el día de hoy, conceptos que él me brindó se siguen utilizando. Eso quiere decir que era y fue un adelantado en la docencia del fútbol».
  15. ^ (EN) Osvaldo José Gorgazzi, Argentina - Copa Suecia 1958, su rsssf.com, 1º giugno 2001. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  16. ^ (ES) 1950-1959, su sentimientobohemio.info, 3 ottobre 2011. URL consultato il 24 dicembre 2014.
  17. ^ Gianni Baracchetti, Doppietta di Maschio. Atalanta-Genoa 2-0 (2-0), in Corriere dello Sport, 2 novembre 1959. URL consultato l'8 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 15 gennaio 2015).
  18. ^ Aldo Padovano, 1945 – 1960 Re per un Inverno, su Genoa Cricket and Football Club. URL consultato il 24 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 26 giugno 2014).
  19. ^ a b c Gennaro, Prestinenza, p. 141.
  20. ^ Gennaro, Prestinenza, p. 33.
  21. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 197.
  22. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 198.
  23. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 199.
  24. ^ Salvatore Calvanese, su myjuve.it. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  25. ^ a b Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 205.
  26. ^ Calvanese a Bergamo firma per l'Atalanta, in Stampa Sera, 3-4 settembre 1962. URL consultato l'8 gennaio 2015.
  27. ^ Elio Corbani. Op. cit. pg.300
  28. ^ L'Atalanta domina contro il Bienne: 5-2, in La Stampa, 18 giugno 1963. URL consultato l'8 gennaio 2015.
  29. ^ L'Inter va in vantaggio ma è raggiunta dal Biel (3-3), in La Stampa, 24-25 giugno 1963. URL consultato l'8 gennaio 2015.
  30. ^ (EN) Erik Garin, Cup of the Alps 1963, su rsssf.com, 30 ottobre 2004. URL consultato il 22 dicembre 2014.; un'altra presenza contro l'Inter, cfr. Stagione 1962/63, su storiainter.com. URL consultato il 29 dicembre 2014.
  31. ^ (DE) Salvador Calvanese » Vereinsspiele » EC der Pokalsieger, su weltfussball.at. URL consultato il 22 dicembre 2014.
  32. ^ a b Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 220.
  33. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 225.
  34. ^ Gennaro, Prestinenza, p. 51.
  35. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 230.
  36. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 231.
  37. ^ Gennaro, Prestinenza, p. 52.
  38. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 240.
  39. ^ Almanacco Illustrato del calcio 1971, edizioni Panini, pag. 167
  40. ^ a b Half, Il Catania sulle soglie del caos, in La Sicilia, 12 ottobre 1971.
  41. ^ Half, Di Bella torna al Catania, in La Sicilia, 15 ottobre 1971.
  42. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 258.
  43. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 257.
  44. ^ G. Caia, A. Caia, Fontanelli, Messina, Scatà, p. 10.
  45. ^ G. Caia, A. Caia, Fontanelli, Messina, Scatà, pp. 172-173.
  46. ^ G. Caia, A. Caia, Fontanelli, Messina, Scatà, pp. 176-177.
  47. ^ (ES) Almandoz: "quiero devolver a Velez lo que me dio", su taringa.net, 1º luglio 2009. URL consultato l'11 gennaio 2015.
  48. ^ (ES) Waldemar Iglesias, El soldado de Bielsa, in Clarín, 5 giugno 2003. URL consultato il 30 gennaio 2014.
  49. ^ (ES) Franco Robledo, Talleres consiguió un agónico triunfo 1-0 ante Vélez, in terra.com.ar, 16 settembre 2000.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carmelo Gennaro; Luigi Prestinenza, Dal fondo un traversone, Acireale, Roma, Bonanno edizioni, 2003, p. 178.
  • Antonio Buemi; Carlo Fontanelli; Roberto Quartarone; Alessandro Russo; Filippo Solarino, Tutto il Catania minuto per minuto, Empoli, GEO Edizioni, 2010, p. 468.
  • Giancarlo Caia; Angelo Caia; Carlo Fontanelli; Alessio Messina; Paolo Scatà, Almanacco azzurro, Empoli, GEO Edizioni, 2011, p. 318.
  • Elio Corbani, Pietro Serina, Cent'anni di Atalanta, vol. 2, Bergamo, Sesaab, 2007, ISBN 978-88-903088-0-2.
  • Davide Rota, Dizionario illustrato dei giocatori genoani, Genova, De Ferrari, 2008, ISBN 978-88-6405-011-9.
  • Gianni Brera, Franco Tomati, Genoa Amore mio, Nuove Edizioni Periodiche.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]