Lanerossi Vicenza

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Vicenza Calcio.

Giulio Savoini (a destra), il giocatore più presente nelle file del Lanerossi, assieme a Luís Vinício (a sinistra), il miglior goleador straniero della storia biancorossa. Entrambi qui indossano la seconda maglia scura del Lanerossi.

« Ebbi l'onore che Gianni Brera venne in spogliatoio a congratularsi e disse: "Veramente, non avrei mai creduto che una squadra di provincia giocasse al calcio come ha giocato il Vicenza". »

(Giovan Battista Fabbri, allenatore del Lanerossi Vicenza tra il 1976 e il 1979.[1])

Lanerossi Vicenza fu il nome assunto dalla squadra del Vicenza Calcio nel periodo compreso dal 1953 al 1990.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita[modifica | modifica wikitesto]

Giobatta Zoppelletto in maglia bianca

Il campionato di Serie B del 1952-1953 si era concluso con una risicata salvezza per l'Associazione Calcio Vicenza, ma soprattutto con un "buco" di bilancio di ben 55 milioni di lire. Il 26 giugno 1953 l'assemblea generale della società accolse a larga maggioranza la proposta di fusione con il colosso laniero di Schio, il Lanerossi, che si impegnò a colmare l'intero passivo, ristrutturare lo stadio nonché di dare vita ad un progetto di rafforzamento alla squadra con l'obiettivo di raggiungere nuovamente la Serie A.

Tra le strisce verticali biancorosse della squadra comparve, all'altezza del cuore, una "R" blu a richiamare il marchio della società laniera, mentre la ragione sociale della squadra venne mutata in Lanerossi Vicenza Associazione Calcio.

L'abbinamento[modifica | modifica wikitesto]

Héctor Demarco con una particolare maglia a sottili righe biancorosse

Il caso del Lanerossi Vicenza viene spesso superficialmente, ed erroneamente, indicato come il primo caso di sponsorizzazione nel calcio italiano, tuttavia all'epoca ancora vietate dagli organi federali: in realtà si trattò di qualcosa di diverso, un cosiddetto abbinamento,[2] ovvero una vera e propria acquisizione di una squadra di calcio da parte di un'azienda. Come accennato poc'anzi, sulle casacche vicentine non era presente il nome della ditta ma una piccola e semplice "R", intesa più che altro come un tradizionale stemma societario.[3]

Non fu neppure il primo caso del genere in Italia. Sempre nel vicentino lo stesso lanificio aveva inglobato negli anni quaranta lo Schio e il Piovene, dov'erano presente i grandi stabilimenti dell'impresa (nel 1939-1940 si giocò in Serie C la partita Lanerossi Schio-Vicenza). Anche a Valdagno la Marzotto aveva fatto propria la locale società calcistica, portandola negli anni cinquanta fino alla Serie B. Peraltro già sotto la seconda guerra mondiale, le ben più blasonate compagini torinesi avevano temporaneamente mutato le loro ragioni sociali, rispettivamente, in Juventus Cisitalia e Torino FIAT. Si ricordano inoltre esperimenti contemporanei al Lanerossi, tuttavia più effimeri, come il Talmone Torino e il Simmenthal Monza. Ciò nonostante il caso del Vicenza, grazie al perdurare dell'abbinamento nonché al fatto di riuscire a mettere assieme venti stagioni consecutive in massima serie, assurse alla maggiore notorietà, dando vita a un legame tra squadra e sponsor ancora oggi, a distanza di decenni, difficile da scindere agli occhi degli appassionati e, soprattutto, dei tifosi biancorossi.[4]

Nel 1967 la denominazione della squadra mutò ancora in Lanerossi Vicenza Società Sportiva S.p.A.

Serie A 1977-78: il Real Vicenza[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Società Sportiva Lanerossi Vicenza 1977-1978.
Il Real Vicenza della stagione 1977-1978, secondo classificato in Serie A.

Dopo un'opaca stagione 1975-1976 in cui rischiò addirittura di retrocedere in Serie C, il Lanerossi si presentò con poche speranze a quella 1976-1977. Tuttavia il nuovo tecnico, Giovan Battista Fabbri, ebbe una intuizione: trasformò il giovane Paolo Rossi da ala destra dalle scarse prospettive in un eccellente centravanti. Dopo aver vinto il campionato cadetto con il titolo di capocannoniere per il giovane pratese, il Lanerossi si ripresentò al cospetto della massima divisione nella stagione 1977-1978. Dopo un inizio titubante, la formazione biancorossa si dimostrò travolgente grazie ai gol di Rossi, la sicurezza del libero Giorgio Carrera, le giocate di Franco Cerilli e Giancarlo Salvi, la copertura di Mario Guidetti a centrocampo, e l'inarrestabile Roberto Filippi.

Paolo Rossi con la classica maglia Lanerossi

Solo la Juventus poté fare meglio, ma i biancorossi conquistarono la simpatia di tutta Italia. Caddero sotto i colpi dell'attacco biancorosso – il migliore della stagione con 50 reti – squadre come il Napoli (4-1 al San Paolo), Lazio, Fiorentina, Roma e Bologna. La squadra vicentina, in campo con Galli, Lelj, Callioni, Guidetti, Prestanti, Carrera, Cerilli, Salvi, Rossi, Faloppa e Filippi, chiuse il campionato al secondo posto (a pari merito col Torino), approdando di diritto alla Coppa UEFA. Grazie al suo gioco spumeggiante e particolarmente votato all'attacco, quella squadra si meritò l'appellativo di Real Vicenza.

Paolo Rossi divenne il nuovo fenomeno del calcio italiano, e nel dicembre del 1977 venne convocato per la prima volta in nazionale. A fine stagione vinse il titolo di capocannoniere con le sue 24 reti, un bottino considerevole per i campionati a 16 squadre; venne inoltre convocato per i mondiali argentini, dove diventerà Pablito, segnando anche 3 reti e mettendosi in ulteriore luce.

La Curva Sud biancorossa durante una sfida col Cagliari del 1976-1977

L'estate del 1978 fu il momento delle buste, con cui il presidente del Lanerossi Giussy Farina tentò di strapparlo alla Juventus comproprietaria del giocatore. Le cifre messe in gioco furono le più grandi dell'epoca: il presidente vicentino mise sul piatto della bilancia 2 miliardi, 612 milioni e 510 000 lire contro gli 875 milioni dai bianconeri.[5]

L'evolversi della situazione[modifica | modifica wikitesto]

Quando nel 1981 vennero aperte le frontiere alla sponsorizzazione sulle maglie delle squadre, anche su quella del Lanerossi Vicenza apparvero dei marchi di ditte locali, nonostante permanesse la storica "R". La definitiva ridenominazione avvenne nel 1990, quando scomparve il Lanerossi per lasciare il posto all'attuale Vicenza Calcio. L'ultimo merito della compagine del Lanerossi fu quello di lanciare nel mondo del calcio Roberto Baggio.

Roberto Baggio negli anni ottanta, con la divisa del Lanerossi già sponsorizzata.

Ma il Lanerossi intanto aveva fatto storia, tanto che la squadra venne chiamata anche Real Vicenza oppure La Nobile Provinciale. Esemplificativo il commento di uno dei più grandi giornalisti sportivi italiani di sempre, Gianni Brera: «Non avrei mai creduto che una squadra di provincia potesse giocare al calcio come giocò il Lanerossi Vicenza».

Il Lanerossi e i tifosi[modifica | modifica wikitesto]

La denominazione Lanerossi, sebbene all'inizio fu vista come una necessaria imposizione per salvaguardare i conti della squadra, venne presto presa in simpatia dai tifosi. Dopo il lungo periodo di permanenza ininterrotta in Serie A il Vicenza divenne conosciuto come Lanerossi in tutta Italia, grazie anche alle prodezze che lo portarono al secondo posto del 1978.

Ancora oggi il Vicenza è chiamato dai tifosi con lo "storico" nome di Lanerossi al punto che nell'anno del centenario della fondazione della squadra, il 2002 ricomparve per una stagione sulle maglie la celebre "R" simbolo dell'industria laniera. La "R" è tornata stabilmente sulle maglie a partire dal settembre 2006 grazie ad un accordo tra la società e il gruppo Marzotto proprietario del marchio Lanerossi.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo posto: 1977-1978
Terzo posto: 1985-1986[6]

Individuali[modifica | modifica wikitesto]

  • Capocannoniere della Serie A
1965-1966: Brasile Luís Vinício (25 gol)
1977-1978: Italia Paolo Rossi (24 gol)
  • Capocannoniere della Serie B
1954-1955: Italia Enrico Motta (14 gol)
1976-1977: Italia Paolo Rossi (21 gol)
  • Capocannoniere della Serie C1
1983-1984: Italia Toto Rondon (24 gol)
1988-1989: Italia Fausto Pizzi (16 gol)

I campionati del Lanerossi[modifica | modifica wikitesto]

Serie Pos. Campionato Pt G V N P GF GS
B 6. 1953-1954 37 34 13 11 10 41 34
B 1. 1954-1955 50 34 22 6 6 53 21
A 9. 1955-1956 33 34 10 13 11 31 40
A 11. 1956-1957 32 34 11 10 13 49 51
A 7. 1957-1958 33 34 13 7 14 51 48
A 7. 1958-1959 34 34 13 8 13 41 41
A 10. 1959-1960 32 34 11 10 13 39 42
A 9. 1960-1961 31 34 10 11 13 35 46
A 14. 1961-1962 27 34 8 11 15 29 43
A 7. 1962-1963 36 34 13 10 11 35 35
A 6. 1963-1964 36 34 13 10 11 34 36
A 11. 1964-1965 30 34 10 10 14 33 44
A 6. 1965-1966 40 34 13 14 7 44 34
A 13. 1966-1967 28 34 7 14 13 26 39
A 12. 1967-1968 25 34 8 9 13 22 30
A 13. 1968-1969 23 30 8 7 15 26 39
A 9. 1969-1970 29 30 11 7 12 32 31
A 10. 1970-1971 26 30 6 14 10 23 31
A 12. 1971-1972 23 30 8 7 15 30 43
A 13. 1972-1973 24 30 7 10 13 15 31
A 12. 1973-1974 26 30 7 12 11 22 37
A 14. 1974-1975 21 30 5 11 14 19 34
B 16. 1975-1976 35 38 9 17 12 36 35
B 1. 1976-1977 51 38 18 15 5 47 29
A 2. 1977-1978 39 30 14 11 5 50 34
A 14. 1978-1979 24 30 5 14 11 29 42
B 5. 1979-1980 42 38 13 16 9 49 37
B 17. 1980-1981 33 38 8 17 13 34 40
C1 3. 1981-1982 46 34 17 12 5 50 25
C1 4. 1982-1983 37 34 11 15 8 37 31
C1 3. 1983-1984 47 34 17 13 4 54 30
C1 2. 1984-1985 45 34 14 17 3 47 23
B 3. 1985-1986 46 38 16 14 8 48 33
B 18. 1986-1987 32 38 9 14 15 31 40
C1 4. 1987-1988 42 34 17 8 9 40 23
C1 12. 1988-1989 31 34 8 15 11 34 38
C1 14. 1989-1990 30 34 8 14 12 25 30

Legenda[modifica | modifica wikitesto]

Note

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovan Battista Fabbri nell'intervista della videocassetta VICENZA CALCIO 1902 2002 – 100 ANNI BIANCOROSSI DELLA NOBILE PROVINCIALE
  2. ^ «Nel linguaggio sportivo, rapporto di natura economica per fini pubblicitari tra un'associazione sportiva e una ditta industriale. Comporta l'affiancamento delle due ragioni sociali», cfr. Abbinaménto, sapere.it.
  3. ^ Massimiliano Castellani, Soldi in campo - Sponsor e sport più forti della crisi, avvenire.it, 27 luglio 2009.
  4. ^ Daniele Costantini, La storia degli sponsor sulle maglie italiane: dal Lanerossi Vicenza agli anni '80, passionemaglie.it, 12 aprile 2013.
  5. ^ Furio Zara, Anonimo Vicentino, in Corriere dello Sport - Stadio, 30 giugno 2007.
  6. ^ Terzo posto mantenuto, nonostante la revoca della promozione in Serie A da parte della CAF per illecito sportivo nell'ambito dello scandalo del Totonero-bis.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]