Umberto Malvano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Umberto Malvano
Malvano1907.jpg
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Attaccante
Termine carriera 1906
Carriera
Squadre di club1
1900-1904Juventus17 (8)
1906Milan4 (1)
1907-1913Juventus4 (0)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 
Umberto Malvano
Informazioni personali
Arbitro di Football pictogram.svg Calcio
Federazione Italia Italia
Sezione Non esistevano sezioni all'epoca.
Professione Ingegnere
Attività nazionale
Anni Campionato Ruolo
1907-1915 Prima Categoria Arbitro
Premi
Anno Premio
1919
1948
Arbitro ad honorem[1]
Pioniere del calcio italiano

Umberto Malvano (Moncalieri, 17 luglio 1884Milano, 15 settembre 1971) è stato un calciatore, arbitro di calcio e dirigente sportivo italiano.

Da studente tredicenne di ginnasio partecipò alla fondazione della Juventus nel 1897[2].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Diciassettesimo figlio di Alessandro, deputato[3] e assessore alle finanze del Comune di Torino[4][5], Malvano giocò per quattro stagioni tra i bianconeri prima di trasferirsi a Pavia per il servizio di leva. In Lombardia conobbe i dirigenti del Milan, che lo tesserarono come ala sinistra per la fortunata campagna agonistica del 1906 che sfociò nel secondo scudetto dei rossoneri, vinto proprio contro la Juventus: dopo gli insulti che ricevette nella trasferta al Velodromo Umberto I l'11 marzo[6], Malvano preferì non ripresentarsi quando, il 29 aprile, a Torino fu in programma lo spareggio per il titolo. Finito l'impegno di leva col grado di tenente di complemento d'artiglieria, tornò a giocare con la Juventus fino al 1913. Nel 1909 venne eletto Presidente del club per le due stagioni successive[7].

Laureatosi in ingegneria, mantenne i propri interessi a cavallo fra le due più ricche regioni italiane e la sua ampia rete di conoscenze gli permise di intercedere per ottenere, nel 1913, la provvisoria iscrizione della Juventus nel girone di Prima Categoria gestito dal Comitato Regionale Lombardo per le sole qualifiche regionali. Malvano fu poi anche arbitro e vicepresidente della FIGC.

Nel 1948 in occasione del 50º anniversario della F.I.G.C. fu insignito del titolo di pioniere del calcio italiano.[8]

Nel 1956, a seguito delle voci che paventavano una fusione tra le due maggiori squadre cittadine, scrisse una lettera aperta al Presidente del tempo contro tale eventualità:

«Abbiamo letto nella stampa di ieri la chiara smentita che ella ha dato alle voci nuovamente circolanti di una fusione col Torino. Dio sia lodato! Speriamo che non se ne parli mai più. Per noi che da tanti, tanti anni, ci sentiamo orgogliosi dei nostri colori sarebbe stato come se la Juventus, nostra amorosa madre sportiva, abbandonasse noi, suoi figli di sempre, per sposare uno sconosciuto, che non potremmo mai, assolutamente mai, amare neanche in minimissima parte. La preghiamo tanto: ci preservi da così grande jattura e voglia scusare questo sfogo dettato dal cuore»

(Intervista a Umberto Malvano di Vladimiro Caminiti)

.

Morì a Milano il 15 settembre 1971.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Milan: 1906

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La gazzetta dello sport, p. 4.
  2. ^ La Stampa, 11 febbraio 1960, pagina 8.
  3. ^ Storia della Camera
  4. ^ Tavella, Il romanzo della grande Juventus.
  5. ^ Il pallone racconta
  6. ^ Vladimiro Caminiti, Juventus 70.
  7. ^ Juworld
  8. ^ Bollettino ufficiale della FIGC, comunicato ufficiale n. 45 del 18 febbraio 1949. Con comunicato n. 46, al Palazzo Tursi di Genova il 27 febbraio 1949 furono consegnati i distintivi d'onore alle persone che avevano dato un contributo rilevante allo sviluppo del gioco del calcio in Italia nel periodo 1898-1914 (comprese le persone già decedute): 7 presidenti; 12 del Piemonte; 15 della Lombardia; 5 del Veneto; 6 della Liguria; 2 dell'Emilia, 4 della Toscana; 5 del Lazio; 2 della Campania; 2 delle Puglie; 1 della Sicilia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renato Tavella, Il Romanzo della grande Juventus: 1987 la nascita di un mito., Newton & Compton Editore, 2014, ISBN 978-88-541-6598-4
  • Nicola Negro, La Juventus del dottore. Dalla prima stella alla Juve della triade, SBC edizioni, ISBN 978-88-634-7131-1
  • Carlo Fontanelli, Non passi lo straniero! - I campionati italiani della stagione 1908, Empoli (FI), Geo Edizioni S.r.l., dicembre 2001, p. 17.
  • Carlo Fontanelli, Doppio scudetto - I campionati italiani della stagione 1909, Empoli (FI), Geo Edizioni S.r.l., dicembre 2001, p. 13.
  • Carlo Fontanelli, Un gioco da ragazzi - I campionati italiani della stagione 1909-1910, Empoli (FI), Geo Edizioni S.r.l., ottobre 2006, p. 9.
  • Alfredo Corinti, Storia del Calcio - I Campionati del 1910-1911, New York, U.S.A., Lulu.com, 2016, p. senza numero di pagina (l'autore non li ha scritti), partite arbitrate nei tabellini di campionato.
  • Alfredo Corinti, Storia del Calcio - I Campionati del 1911-1912, New York, U.S.A., Lulu.com, 2016, p. senza numero di pagina (l'autore non li ha scritti), partite arbitrate nei tabellini di campionato.
  • Alfredo Corinti, Storia del Calcio - I Campionati del 1912-1913, New York, U.S.A., Lulu.com, 2017, p. senza numero di pagina (l'autore non li ha scritti), partite arbitrate nei tabellini di campionato.
  • Alfredo Corinti, Storia del Calcio - I Campionati del 1913-1914, New York, U.S.A., Lulu.com, 2017, p. senza numero di pagina (l'autore non li ha scritti), partite arbitrate nei tabellini di campionato.
  • Guido Baccani, Annuario Italiano del Football 1913-14, Novara, De Agostini, 1913, p. 106 (elenco degli arbitri di Torino).
  • Guido Baccani, Annuario Italiano del Football 1914-15, Novara, De Agostini, 1914, p. 115 (elenco degli arbitri di Torino).
  • Alfredo Corinti, Storia del Calcio - I Campionati del 1914-1915, New York, U.S.A., Lulu.com, 2017, p. senza numero di pagina (l'autore non li ha scritti), partite arbitrate nei tabellini di campionato.
  • La gazzetta dello sport, articolo "Elenco Generale Arbitri Ufficiali della F.I.G.C.", articolo pubblicato il 20 novembre 1919.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]