Gino Olivetti

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Jacob Angelo Gino Olivetti

Jacob Angelo Gino Olivetti (Urbino, 5 settembre 1880Olivos, 4 febbraio 1942) è stato un avvocato, economista e politico italiano, fondatore e primo segretario della Confindustria, docente universitario di Diritto del Lavoro, editorialista della Stampa di Torino, deputato del Regno d'Italia, presidente del consiglio d'amministrazione dell'Ufficio internazionale del lavoro, fondatore e presidente della Croce Verde di Torino e undicesimo presidente della Juventus.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque da Raffaele e da Emilia Coen, entrambi possidenti di religione ebraica. Crebbe però a Ivrea dove il padre, originario di quella città, seguiva alcune attività.

Studia giurisprudenza all'università di Torino, da dove esce laureato nel 1902. Dopo gli studi universitari per un breve periodo viaggia l'Europa e soggiorna in Gran Bretagna, Francia e Germania. Studia a fondo le tematiche dell'associazionismo imprenditoriale e delle relazioni industriali, nonché le teorie dell'ingegnere americano Frederick Taylor sulla razionalizzazione dei procedimenti di lavoro. Promotore e primo Segretario della "Lega industriale torinese" nel 1908, fondatore e primo Segretario Generale della Confindustria, dal 5 maggio 1910 fino al 1º gennaio 1934.[1] Nel 1907 è stato iniziato in Massoneria nella Loggia "Propaganda" di Torino[2]. Eletto deputato nella XXV legislatura (1915-1919), è riconfermato nell'incarico parlamentare anche nelle quattro successive.

Gino Olivetti è stato anche l'undicesimo presidente della Juventus. Occupò la carica di capo del club di Torino nel 1920 e vi rimase fino al 1924. In questo periodo il club ebbe dei miglioramenti in seguito alla crisi del 1910. Fu sotto la sua presidenza che per la prima volta dei giocatori juventini furono convocati nella nazionale italiana.[3] Fu l'ultimo presidente della squadra bianconera prima dell'acquisizione di quest'ultima da parte della famiglia Agnelli nel 1923;[4] l'anno successivo lasciò il club. Fu tra i maggiori promotori della realizzazione dello Stadio di Corso Marsiglia.

Il 20 ottobre del 1939 in conseguenza delle leggi razziali Gino Olivetti, di religione ebraica, lascia l'Italia con la moglie.

Muore in Argentina nel febbraio del 1942.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Confindustria - I Direttori Archiviato il 26 gennaio 2012 in Internet Archive.
  2. ^ V. Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Mimesis-Erasmo, Milano-Roma, 2005, p.200.
  3. ^ Forza Azzurri Statistics, Clubs: Profiles J-L
  4. ^ GLI ANNI VENTI - IL TRIENNIO 1920-1922 ED IL DEBUTTO - Forum Sky, opinioni e commenti - Sky.it • Il forum di Sky
  5. ^ Archivio Centrale dello Stato, MI, DGPS, Polizia Politica, b.916 Fascicoli personali, fasc. Gino Olivetti

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renato Tavella, Dizionario della grande Juventus, Newton & Compton Editore, 2007 (edizione aggiornata)
  • Eleonora Belloni, La Confindustria e lo sviluppo economico italiano. Gino Olivetti tra Giolitti e Mussolini, il Mulino, 2011
  • Silvia Granata, Paola Rapini, (curato da Luigi Olivetti), Gino Olivetti. Biografia dell'altro Olivetti, un protagonista della storia italiana, LeChateau, 2014

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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