Gino Colaussi

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Gino Colaussi
Colaussi.jpg
Nome Luigi Colàusig
Nazionalità Italia Italia
Altezza 163 cm
Peso 66 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 1952 - giocatore
1971 - allenatore
Carriera
Giovanili
????-1930 Itala Gradisca
Squadre di club1
1930-1940 Triestina 248 (42)
1940-1942 Juventus 40 (7)
1942-1945 ACIVI 47 (23)
1945-1946 Triestina 26 (3)
1946-1948 Padova 45 (12)
1949-1950 Ternana 14 (2)
1950-1951 Tharros ? (?)
1951-1952 Olbia 7 (1)
Nazionale
1935-1940 Italia Italia 26 (15)
1938 Italia Italia B 1 (1)
Carriera da allenatore
1949-1950 Ternana
1950-1951 Tharros
1951-1953 Olbia
1959-1961 Alcamo
1963 Triestina
???? Campobasso
???? Vittoria
???? Canicattì
1967-1968 Alcamo
1969-1970 Latina
Palmarès
Julesrimet.gif Mondiali di calcio
Oro Francia 1938
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Gino Colaussi, all'anagrafe Luigi Colàusig (Gradisca d'Isonzo, 4 marzo 1914Trieste, 24 dicembre 1991), è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, campione del Mondo con l'Italia ai Mondiali del 1938.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fratello minore di Giordano, era pertanto conosciuto anche come Colaussi II. Il cognome paterno Colàusig verrà italianizzato in Colaussi durante l'epoca fascista[1]. Anche il nipote Giordano Colausig avrebbe intrapreso la carriera calcistica[2].

Di umili origini (era figlio di agricoltori), prima di praticare il calcio a livello professionistico lavorava come ciabattino[1], guadagnando due lire per ogni paio di scarpe[3]. Terminata la carriera calcistica, aprì un bar a Bassano del Grappa[4] ma ebbe notevoli difficoltà economiche che lo portarono anche a impegnare la medaglia d'oro vinta nel Mondiale 1938[1], e nel 1986 lo Stato italiano gli concesse un vitalizio[3][5]. È morto il 24 dicembre 1991 all'ospedale Santorio di Trieste[6]. Dopo la sua scomparsa gli sono stati dedicati lo stadio Comunale di Gradisca d'Isonzo e una tribuna dello Stadio Nereo Rocco[6].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Ala sinistra[5], era veloce, scattante e dotato di un buon tiro[5]; nonostante la struttura fisica modesta, sapeva farsi valere nei contrasti[7]. Queste qualità, unitamente alla sua freddezza sottoporta, lo rendevano un buon realizzatore[8] e compensavano il divario di classe con altri interpreti del ruolo come Raimundo Orsi[8][9]. La sua specialità erano i cross e i traversoni[3].

Pur essendo prevalentemente mancino, sapeva disimpegnarsi bene anche con il piede destro[7]. Secondo alcuni giornalisti fu l'inventore del cosiddetto doppio passo, storicamente attribuito al bolognese Amedeo Biavati[6].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Crebbe calcisticamente nell'Itala di Gradisca passando giovanissimo alla Triestina[10] su indicazione personale del presidente Celso Cerretti all'allenatore Istvan Toth[2]; con la maglia degli alabardati esordì in Serie A il 28 settembre 1930 a sedici anni contro il Bologna, segnando il suo primo gol in massima serie il 2 novembre 1930, nella vittoria interna contro l'Ambrosiana per 5-0[11]. Rimase in forza alla Triestina per dieci stagioni consecutive, rivelandosi come una delle migliori ali del campionato[8].

Colaussi (accosciato, primo da sinistra) nella Juventus del 1940-1941

Nel 1940, dopo un corteggiamento durato diversi anni[12], passò alla Juventus per la somma di 450.000 lire nonostante il Genova 1893 avesse offerto il doppio alla Triestina[2]. L'inizio della sua militanza in bianconero fu condizionato dal servizio militare svolto in Istria, che ne ritardò la preparazione e l'inserimento in squadra[13][14], e anche le successive prestazioni furono inferiori alle attese[6], al punto da essere definito da un giornalista dell'epoca un limone spremuto[15]. Pur poco impiegato nella seconda stagione, contribuì alla conquista della Coppa Italia 1941-1942[2].

Nel campionato 1942-1943 fu ceduto al Vicenza, accentuando il declino del proprio rendimento[15]. Rimane ai berici anche durante il campionato di guerra; al termine del conflitto, rimise la casacca rossoalabardata per un'ultima annata, nel campionato di Divisione Nazionale 1945-1946. Con la Triestina disputò in totale undici stagioni, per un totale di 275 partite con 47 reti, che lo collocano al secondo posto nella classifica assoluta delle presenze di squadra, dietro a Piero Pasinati[5]. Nel 1946 scese per la prima volta in Serie B, ingaggiato dal Padova con cui disputò il suo ultimo biennio professionistico contribuendo alla promozione in Serie A nel 1948.

Nelle stagioni successive ricoprì più volte il ruolo di allenatore-giocatore nelle serie inferiori: fu alla Ternana nella stagione 1949-1950, scendendo sporadicamente in campo per far fronte alla difficile situazione in cui versava il club rossoverde[16][17]. Nel biennio successivo fu ancora allenatore-giocatore, nelle file del Tharros di Oristano e poi con l'Olbia, con cui disputò la sua ultima stagione[18]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Esordì in azzurro sotto la gestione di Vittorio Pozzo il 27 ottobre 1935, contro la Cecoslovacchia[1][2]. Divenne titolare nel ruolo di ala sinistra sostituendo Raimundo Orsi, tornato in Argentina[9], ed era considerato insostituibile da Pozzo, che lo convocò per il Mondiale del 1938 nonostante precarie condizioni fisiche, chiedendogli anche di rinviare il proprio matrimonio[2].

Lasciato a riposo nella partita inaugurale contro la Norvegia, andò a segno contro Francia e Brasile e si ripeté nella finalissima contro l'Ungheria vinta per 4-2, realizzando una doppietta che portò il suo ruolino personale a 4 reti in 3 partite nella competizione[2]. Dopo la partita offrì una cena a base di caviale e champagne tutti i compagni e membri dello staff tecnico[3]. Sul finire degli anni Quaranta cedette progressivamente il posto da titolare ad Pietro Ferraris e Carlo Reguzzoni[7].

In totale ha disputato 26 partite in Nazionale, realizzando 15 reti[19]. Conta anche una presenza e una rete nella Nazionale B, il 15 maggio 1938, nel 4-0 inflitto al Lussemburgo[19][20].

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Appese le scarpe al chiodo, Colaussi tentò la carriera di allenatore, sempre prediligendo il lavoro con i giovani e l'attività di istruttore[2].

Dopo le esperienze come allenatore-giocatore, rimase all'Olbia conducendolo alla promozione in IV Serie nel campionato 1952-1953[18], nel quale fece esordire in prima squadra diversi giovani tra cui Gustavo Giagnoni[18].

Nel 1959 passò sulla panchina dell'Alcamo, militante nel campionato di Prima Categoria siciliana[21]. Ottenne la promozione in Serie D al termine del campionato 1960-1961, tuttavia fu esonerato durante il campionato successivo, concluso con la retrocessione[21][22]. Ciononostante, ricevette il Seminatore d'oro per i dilettanti nel 1962[23].

Nel 1963 tornò brevemente a Trieste come allenatore, subentrando a Enrico Radio nel campionato 1962-1963[24] e proseguì nelle serie inferiori con Campobasso, Vittoria, Canicattì[23], di nuovo Alcamo[21] e infine Latina, in Serie C, subentrando a Domenico Biti senza poter evitare la retrocessione[25]. Dopo questa esperienza si trasferì per alcuni mesi in Libia, insieme ad Amedeo Biavati, alla guida di una rappresentativa dilettantistica nel paese nordafricano su incarico della Federcalcio[6][23]; fece rientro in Italia nel 1971, a causa delle difficili condizioni di vita degli italiani dopo la rivoluzione di Mu'ammar Gheddafi[6].

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
27/10/1935 Praga Cecoslovacchia Cecoslovacchia 2 – 1 Italia Italia Coppa Internazionale -
24/11/1935 Milano Italia Italia 2 – 2 Ungheria Ungheria Coppa Internazionale 1
05/04/1936 Zurigo Svizzera Svizzera 1 – 2 Italia Italia Amichevole 1
17-5-1936 Roma Italia Italia 2 – 2 Austria Austria Amichevole -
31/05/1936 Budapest Ungheria Ungheria 1 – 2 Italia Italia Amichevole -
25/10/1936 Milano Italia Italia 4 – 2 Svizzera Svizzera Coppa Internazionale -
15/11/1936 Berlino Germania Germania 2 – 2 Italia Italia Amichevole 1
13/12/1936 Genova Italia Italia 2 – 0 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Amichevole -
25/04/1937 Torino Italia Italia 2 – 0 Ungheria Ungheria Coppa Internazionale 1
23/05/1937 Praga Cecoslovacchia Cecoslovacchia 0 – 1 Italia Italia Coppa Internazionale -
27/05/1937 Oslo Norvegia Norvegia 1 – 3 Italia Italia Amichevole -
31/10/1937 Ginevra Svizzera Svizzera 2 – 2 Italia Italia Coppa Internazionale -
22/05/1938 Genova Italia Italia 4 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole 1
12/06/1938 Parigi Francia Francia 1 – 3 Italia Italia Mondiali 1938 - Quarti 1
16/06/1938 Marsiglia Brasile Brasile 1 – 2 Italia Italia Mondiali 1938 - Semif. 1
19/06/1938 Parigi Ungheria Ungheria 2 – 4 Italia Italia Mondiali 1938 - Finale 2 2º Titolo Mondiale
20/11/1938 Bologna Italia Italia 2 – 0 Svizzera Svizzera Amichevole 1
04/12/1938 Napoli Italia Italia 1 – 0 Francia Francia Amichevole -
26/03/1939 Firenze Italia Italia 3 – 2 Germania Germania Amichevole -
13/05/1939 Milano Italia Italia 2 – 2 Inghilterra Inghilterra Amichevole -
04/06/1939 Belgrado Jugoslavia Jugoslavia 1 – 2 Italia Italia Amichevole 1
08/06/1939 Budapest Ungheria Ungheria 1 – 3 Italia Italia Amichevole 2
11/06/1939 Bucarest Romania Romania 0 – 1 Italia Italia Amichevole 1
20/07/1939 Helsinki Finlandia Finlandia 2 – 3 Italia Italia Amichevole -
26/11/1939 Berlino Germania Germania 5 – 2 Italia Italia Amichevole -
05/05/1940 Milano Italia Italia 3 – 2 Germania Germania Amichevole 1
Totale Presenze 26 Reti (18º posto) 15
Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia B
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
15/05/1938 Milano Italia B Italia 4 – 0 Lussemburgo Lussemburgo Amichevole 1
Totale Presenze 1 Reti 1

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Juventus: 1941-1942
Padova: 1947-1948

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Francia 1938

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Olbia: 1952-1953
Alcamo: 1960-1961

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d I cent'anni di Gino Colaussi il campionissimo gradiscano, Il Piccolo, 24 febbraio 2014
  2. ^ a b c d e f g h Colaussi, dalle sue reti il Mondiale '38, La Stampa, 27 dicembre 1991
  3. ^ a b c d Dizionario del calcio italiano, books.google.it. URL consultato il 14 maggio 2013.
  4. ^ Wolfgang Amadeus Paolo Notizie.bassanonet.it
  5. ^ a b c d Gino Colaussi Tuttotrieste.com
  6. ^ a b c d e f È morto Colaussi mattatore nel '38 ai mondiali francesi, La Provincia, 27 dicembre 1991, p. 25.
  7. ^ a b c Un mancino alla corte di Pozzo, L'Unità, 28 dicembre 1991, pag.27
  8. ^ a b c La grande storia del calcio italiano - 1935-1937 Magliarossonera.it
  9. ^ a b Gli azzurri di Pozzo Storiedicalcio.altervista.org
  10. ^ Sadar, p.27
  11. ^ (EN) Italy 1930/31 Rsssf.com
  12. ^ Colaussi e la Juventus - Un passaggio che non è ancora avvenuto, Stampa Sera, 4 luglio 1939, pag.4
  13. ^ Colaussi arriverà questa sera, Stampa Sera, 15 ottobre 1940, pag.3
  14. ^ Bellini o Colaussi?, Stampa Sera, 18 ottobre 1940, pag.3
  15. ^ a b Luigi Colaussi Nazionaleitalianacalcio.it
  16. ^ Armadori
  17. ^ Presenze e reti stagione 1949-1950 Databaserossoverde.it
  18. ^ a b c Sintesi storica Olbiacalcio.net
  19. ^ a b Almanacco illustrato del Calcio 1979, ed. Panini, p.455
  20. ^ Italia B b. Lussemburgo 4-0 (3-0), Il Littoriale, 16 maggio 1938, pag.3
  21. ^ a b c Storia dell'Alcamo Calciodieccellenza.com
  22. ^ Massimo D’Agostino e Alexandru Palosanu, Almanacco storico della Serie D – Stagione 1961/62, 2013, p. 291.
  23. ^ a b c Gino Colaussi Medagliedoro.org
  24. ^ Stagione 1962-1963 Unionetriestina.it
  25. ^ Almanacco illustrato del Calcio 1971, ed. Panini, p.267

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuliano Sadar, Una lunga giornata di bora, Trieste, Limina Edizioni, 2003.
  • Giorgio Armadori, Christian Armadori, Tra storia e leggenda, almanacco illustrato della Ternana dalle origini al 2000, 2002, ISBN 88-434-0859-3.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]