Questa è una voce di qualità. Clicca qui per maggiori informazioni

Annibale Frossi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Annibale Frossi
Annibale-Frossi.png
Frossi con la maglia della Nazionale italiana.
Nazionalità Italia Italia
Altezza 170[1] cm
Peso 68[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 1945 - giocatore
1966 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1929-1931 Udinese 63 (18)
1931-1933 Padova 47 (10)
1933-1934 Bari 30 (12)
1934-1935 Padova 26 (14)
1935-1936 L'Aquila 34 (9)
1936-1942 Ambrosiana-Inter 125 (40)
1942-1944 Pro Patria 26 (3)
1945 Como 5 (2)
Nazionale
1936-1937 Italia Italia 5 (8)
1937 Italia Italia B 1 (0)
Carriera da allenatore
1946-1948 Luino
1948-1949 Mortara
1949-1953 Monza
1954-1956 Torino
1956-1957 Inter D.T.
1956-1957 Inter
1958-1959 Genoa
1959 Napoli
1960-1961 Genoa
1962-1964 Modena
1964-1966 Triestina [2]
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Berlino 1936
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 
« Lo 0-0 è il risultato perfetto, perché espressione dell'equilibrio totale tra l'attacco e la difesa delle squadre in campo. »
(Annibale Frossi[1])

Annibale Frossi (Muzzana del Turgnano, 6 luglio 1911Milano, 26 febbraio 1999) è stato un allenatore di calcio, giornalista e calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Affetto da miopia sin da giovanissimo[3], corresse questo disturbo visivo utilizzando gli occhiali dai quali non si separava mai, neanche in campo: provvedeva, infatti, ad assicurarli con un elastico intorno alla nuca[3]. Era laureato in legge[4], grazie agli studi cui si dedicò durante l'attività agonistica; ciò, insieme alle sue teorie sul difensivismo, gli valse il soprannome di "dottor Sottile"[3].

Poco dopo aver cessato l'attività sportiva, divenne capufficio all'Alfa Romeo[5]; in seguito alla richiesta di un suo superiore[5] decise di intraprendere la carriera di allenatore. Negli anni settanta collaborò al Corriere della Sera, di cui fu apprezzato opinionista con articoli sulle partite più importanti della giornata sportiva[3], e con vari quotidiani (come La Stampa). Morì a Milano il 26 febbraio 1999 a causa di una polmonite[4]: ad Udine, in sua memoria, gli è stata dedicata una via cittadina, vicino allo Stadio Friuli.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Esterno offensivo dotato di un'ottima velocità (percorreva i 100 metri in 11 secondi e 4 decimi, palla al piede[4]), secondo le parole di Gianni Brera «possedeva grande scatto e ammirevole coordinazione: non aveva gran tocco di palla ed era scarso in acrobazia perché, miope, doveva giocare con gli occhiali»[1]. Vittorio Pozzo, per rimarcarne la prontezza in area di rigore, lo definì «un opportunista della più bell'acqua»[4][6]. Possedeva inoltre un eccellente tiro dalla media distanza e fu un ottimo esecutore degli schemi di gioco[4].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Esordì nel calcio professionistico con l'Udinese nel 1930, giocando talvolta come attaccante centrale[7], emergendo in diverse sfide come uno dei migliori in campo sia nella stagione 1929-1930 che nella stagione 1930-1931[8][9][10][11]. Con i friulani conquistò la promozione in Serie B nel 1929-1930 e contribuì alla salvezza nella stagione successiva.

Annibale Frossi

Nell'agosto 1931, considerato da critici e competenti come l'autentica rivelazione della stagione appena conclusa[12], cambiò società, lasciando l'Udinese dopo aver giocato 32 partite[1], e giunse al Padova[12]. La squadra arrivò seconda a fine campionato, ottenendo la promozione in Serie A, nella quale Frossi esordì il 9 ottobre 1932 nella vittoria per 3-0 contro il Genoa[1]; a fine campionato, i veneti giunsero quattordicesimi. Dopo due stagioni a Padova, nelle quali mise a segno dieci reti in 47 gare[13], passò (complice l'adempimento del servizio di leva[5]) al Bari, nuovamente nella serie cadetta: in Puglia siglò dodici reti in 30 presenze complessive[14]. Nel 1934-1935 tornò invece al Padova, appena retrocesso dalla massima serie: le 14 reti[13] siglate da Frossi non evitarono una nuova retrocessione in Serie C.

Il 12 settembre 1935, in quanto caporale maggiore della fanteria della "Gran Sasso", era a bordo della nave Saturnia a Napoli, impegnata a portare le truppe per la guerra d'Etiopia; per ordine del gerarca aquilano Adelchi Serena venne fatto sbarcare e passò a L'Aquila, di cui Serena era stato presidente, con l'intento di far ottenere la promozione in massima serie agli abruzzesi[15]. Frossi siglò nove reti in 34 gare[1]. Dopo aver sostenuto un provino con la Lucchese, venne in seguito acquistato per 50.000 lire dall'Associazione Sportiva Ambrosiana-Inter[15], squadra nella quale giocò dal 1936 al 1942 vincendo due scudetti (nel 1937-1938 e nel 1939-1940) ed una Coppa Italia nel 1938-1939[16]. In tutto, con la maglia dell'Inter, Frossi segnò 49 gol in 147 partite, di cui 40 in campionato in 125 gare[16]. Dopo una stagione alla Pro Patria (1942-1943) durante la seconda guerra mondiale, chiuse la sua carriera di calciatore nel 1945 all'età di 34 anni, vincendo il Torneo Lombardo con il Como, nel quale disputò 5 gare mettendo a segno due reti[17]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Frossi con la maglia della Nazionale durante le Olimpiadi del 1936

Frossi venne scoperto dall'allenatore della Nazionale italiana Vittorio Pozzo mentre militava in Serie B: il commissario tecnico lo convocò quindi per i Giochi olimpici del 1936, poco dopo il suo passaggio all'Ambrosiana, in una rosa che vedeva tutti giocatori esordienti[18]. Nei giochi olimpici l'ala friulana vinse la medaglia d'oro e divenne capocannoniere del torneo con 7 reti, segnando in tutte e quattro le gare disputate[19]. Siglò infatti il gol decisivo nella prima gara contro gli Stati Uniti, mise a segno una tripletta contro il Giappone, marcò la rete del 2-1 ai supplementari della semifinale contro la Norvegia e segnò la doppietta che diede la vittoria agli azzurri contro l'Austria in finale[19].

Dopo le quattro partite delle Olimpiadi, fu convocato in Nazionale B per un incontro contro l'Austria vinto per 3-2 il 21 marzo 1937[1] e per un ultimo incontro con la Nazionale maggiore, contro l'Ungheria il 25 aprile 1937, nel quale segnò ancora una rete[20], diventando uno dei giocatori italiani con la migliore media-gol in Nazionale: otto le sue reti in cinque partite[1]. In seguito, Pozzo preferì Piero Pasinati e non convocò più Frossi in nazionale.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Intraprese la carriera di allenatore, guidando dapprima il Luino dal 1946 al 1948[5], passando poi al Mortara per una stagione[3]. Nel 1949 passò invece alla guida del Monza, dove rimase per quattro campionati conquistando la promozione in Serie B nel 1950-1951. Diede le sue dimissioni nel novembre 1953 (gli subentrò Fioravante Baldi) per accettare la panchina nel Torino sostituendo Jesse Carver[21]: dopo diverse complicazioni dovute al termine del contratto con il Monza, esordì con i granata in Serie A, guidando la formazione piemontese fino al 1956 conquistando due agevoli salvezze[22]. In questi anni fu anche osservatore tecnico della Nazionale[21] e in seguito anche selezionatore della Nazionale della Serie B[23].

Frossi allenatore del Modena (1963)

Nel 1956 arrivò la chiamata dell'Inter di Angelo Moratti: Frossi affiancò, in qualità di direttore tecnico, l'allenatore Luigi Ferrero, fautore (contrariamente al friulano) di un gioco votato all'attacco[24]. Dopo una sconfitta al debutto, la squadra inanellò dodici risultati utili consecutivi ma una serie di passaggi a vuoto nel girone di ritorno (tra cui numerosi pareggi) portò all'esonero di Ferrero[24]. Frossi rimpiazzò quest'ultimo per 6 giornate, prima di essere sostituito da Giuseppe Meazza e di assumere il ruolo di osservatore per la società nerazzurra. Il 17 febbraio 1958 venne chiamato ad allenare il Genoa subentrando a Renzo Magli: esordì sulla panchina ligure con la vittoria per 4 a 2 contro la Roma del 23 febbraio[25]. Al termine della stagione ottenne la salvezza, così come nella stagione seguente.

Nel 1959 Frossi fu ingaggiato da Lauro (proprietario del club a tutti gli effetti, sebbene ne delegasse la gestione ad un dirigente) per guidare il Napoli che nella stagione precedente era incappato in pesantissime sconfitte in trasferta contro il Milan (6-1, l'8 febbraio 1959) e Roma (8-0, il 29 marzo 1959)[26]. Dopo una campagna acquisti che portò in Campania Schiavone, Cuman e Rambone[27], i partenopei si trovarono alla quarta giornata senza aver guadagnato un punto, con un bilancio di due reti segnate e dieci subite[28]; Frossi fu quindi sostituito l'11 ottobre 1959 da Amadei[27] che alla prima partita, il 18 ottobre 1959, diede i primi punti alla squadra, frutto di una vittoria casalinga contro l'Atalanta per 1-0[28]. Retrocesso al ruolo osservatore del club, carica occupata proprio da Amadei poco prima, suggerì invano a Lauro l'acquisto di Picchi e Rivera[27].

Il 18 aprile del 1960 tornò al Genoa, in sostituzione ancora una volta di Jesse Carver, ottenendo all'esordio un pareggio contro il Padova[29]. In quella stagione, il Genoa retrocesse all'ultimo posto a zero punti a causa di un illecito sportivo. Rimasto sulla panchina rossoblù anche in serie cadetta, Frossi venne esonerato il 13 marzo 1961 dopo la sconfitta casalinga per 2 a 1 contro l'Alessandria[30]. Nel dicembre 1962 fu ingaggiato dal Modena, che disputava la Serie A 1962-1963, al posto di Vittorio Malagoli[31] e ottenne la permanenza in massima serie. La stagione seguente è ancora alla guida del club emiliano in coppia con Mario Genta, che lo sostituì quando Frossi venne licenziato il 18 febbraio 1964[32]. Chiuse la carriera di allenatore alla Triestina nel 1964-1965[33], nella serie cadetta: a fine stagione la squadra retrocesse in Serie C. Fece parte dello staff come direttore tecnico anche nella prima parte del 1965-1966[34], prima di essere sostituito da Bruno Arcari dopo undici giornate[35].

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1929-1930 Italia Udinese PD 1 0 1 0
1930-1931 B 31 0 31 0
Totale Udinese 32 0 32 0
1931-1932 Italia Padova B 30 9 30 9
1932-1933 A 17 1 17 1
1933-1934 Italia Bari B 30 12 30 12
1934-1935 Italia Padova B 26 14 26 14
Totale Padova 73 24 73 24
1935-1936 Italia L'Aquila B 34 9 CI 3[36] 0 37 9
1936-1937 Italia Ambrosiana-Inter A 27 11 CI 4 1 CEC 6 3 37 15
1937-1938 A 22 4 CI 3 1 CEC 25 5
1938-1939 A 22 10 CI 5 3 CEC 1 1 28 14
1939-1940 A 26 7 CI 1 CEC 2 29 7
1940-1941 A 16 7 CI 16 7
1941-1942 A 12 1 CI 12 1
Totale Ambrosiana-Inter 125 40 13 5 9 4 147 49
1942-1943 Italia Pro Patria B 24 3 CI 24 3
1944-1945 Italia Como TBL 5 2 5 2
Totale 312 90 16 5 9 4 337 99

Cronologia presenze e reti in Nazionale[20][modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
3-8-1936 Berlino Stati Uniti Stati Uniti 0 – 1 Italia Italia Olimpiadi 1936 - 1º turno 1
7-8-1936 Berlino Giappone Giappone 0 – 8 Italia Italia Olimpiadi 1936 - Quarti di finale 3
10-8-1936 Berlino Norvegia Norvegia 1 – 2 dts Italia Italia Olimpiadi 1936 - Semifinale 1
15-8-1936 Berlino Austria Austria 1 – 2 dts Italia Italia Olimpiadi 1936 - Finale 2 1º Titolo Olimpico
25-4-1937 Torino Italia Italia 2 – 0 Ungheria Ungheria Coppa Internazionale 1
Totale Presenze 5 Reti (39º posto) 8

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Monza: 1950-1951

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i Sappino.
  2. ^ Carcano, p. 196.
  3. ^ a b c d e Mario Gherarducci, È morto Frossi, l'ala con gli occhiali che trascinò l'Italia all'oro di Berlino, in Corriere della Sera, 28 febbraio 1999, p. 42. URL consultato il 7 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il ).
  4. ^ a b c d e Angelo Rovelli, Ci ha lasciati Frossi, ala col turbo - Fece volare Ambrosiana e nazionale, in La Gazzetta dello Sport, 28 febbraio 1999. URL consultato il 7 febbraio 2011.
  5. ^ a b c d Annibale Frossi segna l'ottantesimo gol, in La Stampa, 5 agosto 1991, p. 27. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  6. ^ Panini.
  7. ^ Udinese-Cremonese: 1 a 1, in Il Littoriale, 15 dicembre 1930. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  8. ^ Il Bari costretto al pareggio sul campo di Udine, in Il Littoriale, 8 dicembre 1930. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  9. ^ Spezia b. Udinese 2-0, in Il Littoriale, 4 maggio 1931. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  10. ^ Udinese b. Lecce, 3-1, in Il Littoriale, 11 maggio 1931. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  11. ^ Udinese-Liguria: 1-1, in Il Littoriale, 8 giugno 1931. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  12. ^ a b Rossi, Frossi e Zanotto al Padova, in Il Littoriale, 4 agosto 1931. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  13. ^ a b Frossi A., 100anni.padovacalcio.it. URL consultato il 5 marzo 2011.
  14. ^ Annibale Frossi, solobari.it. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  15. ^ a b Il De Bello Gallia, storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  16. ^ a b Annibale Frossi, archivio.inter.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  17. ^ Usuelli.
  18. ^ Il regolamento prevedeva che venissero convocati solo giocatori dilettanti o universitari: l'Italia, come altre nazioni, convocò sì iscritti regolarmente a scuole o università ma, come lo stesso Frossi, già calciatori professionisti.
  19. ^ a b (EN) XI. Olympiad Berlin 1936 Football Tournament, rsssf.com. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  20. ^ a b Italy - International Matches 1930-1939, rsssf.com. URL consultato il 7 febbraio 2011.
  21. ^ a b Frossi lascia il Monza per allenare i granata, in La Stampa, 26 novembre 1953. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  22. ^ Frossi Annibale, archiviotoro.it.
  23. ^ Frossi sta preparando una Nazionale a sorpresa, in La Stampa, 28 novembre 1962. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  24. ^ a b Allenatori - Annibale Frossi, archivio.inter.it. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  25. ^ Tabellini 1957-58.htm, akaiaoi.com. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  26. ^ (EN) Italy 1958/59, rsssf.com. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  27. ^ a b c La Storia, napolissimo.net. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  28. ^ a b (EN) Italy 1959/60, rsssf.com. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  29. ^ Tabellini 1959-60.htm, akaiaoi.com. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  30. ^ Tabellini 1960-61.htm, akaiaoi.com. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  31. ^ L'allenatore Frossi assunto dal Modena, in La Stampa, 22 dicembre 1962. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  32. ^ Frossi licenziato, in La Stampa, 18 febbraio 1964. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  33. ^ Ancora una prova negativa dell'Alessandria costretta al pareggio dalla Triestina: 0 a 0, in La Stampa, 25-26 gennaio 1965. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  34. ^ La Biellese a Rapallo, in La Stampa, 16 ottobre 1965. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  35. ^ Triestina - Stagione 1965/1966 Serie C, unionetriestina.it. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  36. ^ D'Avanzo, Schmid, p.123.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN90344861 · SBN: IT\ICCU\SBLV\261389
Wikimedaglia
Questa è una voce di qualità.
È stata riconosciuta come tale il giorno 11 maggio 2011 — vai alla segnalazione.
Naturalmente sono ben accetti altri suggerimenti e modifiche che migliorino ulteriormente il lavoro svolto.

Segnalazioni  ·  Criteri di ammissione  ·  Voci di qualità in altre lingue