Bruno Neri

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Bruno Neri
BrunoNeri.jpg
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1944 - giocatore
1941 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1926-1928Faenza? (?)
1928-1929Livorno1 (0)
1929-1936Fiorentina187 (1)
1936-1937Lucchese25 (0)
1937-1940Torino65 (1)
1943-1944Faenza? (?)
Nazionale
1936-1937 Italia Italia 3 (0)
Carriera da allenatore
1940-1941Faenza
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Bruno Neri (Faenza, 12 ottobre 1910Marradi, 10 luglio 1944) è stato un calciatore, allenatore di calcio e partigiano italiano, di ruolo centrocampista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Faenza il 12 ottobre 1910,[1] in gioventù frequentò l'Istituto Agrario di Imola.[2] Un'esistenza del tutto ordinaria, nel contesto della piccola borghesia italiana dell'epoca, che tuttavia prese una strada totalmente diversa allorché emerse il suo talento per il calcio.[2]

Appassionato di arte e di poesia, fuori dal campo di gioco si dedicava sovente ad incontri culturali con scrittori, poeti ed attori e visitava mostre e musei.[3][4] Con i proventi dell'attività di calciatore tentò di avviare un'attività imprenditoriale, acquistando a Milano un'officina meccanica dal tenore faentino Antonio Melandri, fino a quando sopraggiunsero i tragici eventi bellici.[2]

Carriera sportiva[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Terzino destro diventato in seguito mediano,[3] esordì nel 1926, a 16 anni, con la maglia della squadra di calcio della sua città, il Faenza.[5] Nel 1929 venne acquistato dalla Fiorentina per 10 000 lire,[5] conquistando con la maglia viola una promozione in Serie A nel 1931 e facendosi apprezzare particolarmente per le sue doti tecniche e agonistiche.[2]

Restò in riva all'Arno fino al 1936, quindi, dopo una parentesi alla Lucchese allenata dall'ungherese Ernest Erbstein, nel 1937 passò al Torino. Militò in maglia granata per tre stagioni, collezionando 65 presenze e una rete. Disputò l'ultima partita il 26 marzo 1940 contro l'Ambrosiana-Inter.[2]

Complessivamente, in massima serie collezionò 219 presenze e due reti.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

«[...] ha meritato di arrivare alla meta a cui aspirava. Giocatore serio, coscienzioso, tenace.»

(La Gazzetta dello Sport[5])

Convocato da Vittorio Pozzo, esordì con la maglia della Nazionale italiana il 25 ottobre 1936 nella partita contro la Svizzera (4-2), valida per la Coppa Internazionale 1936-1938. In azzurro disputò complessivamente 3 partite.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Terminata la carriera agonistica, assunse la guida tecnica del Faenza nel 1940-1941.[5]

Carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

L'attività partigiana e la morte in guerra[modifica | modifica wikitesto]

Lapide commemorativa posta sull'Eremo di Gamogna.

Già nel corso dell'esperienza calcistica dimostrò la sua disapprovazione verso il regime fascista. Rimane celebre una sua foto del 1931 nella quale all'inaugurazione dello stadio fiorentino "Giovanni Berta" (l'attuale Stadio Artemio Franchi) fu l'unico a non rendere omaggio alle autorità con il saluto romano.[6]

In seguito si avvicinò agli ambienti antifascisti grazie al cugino Virgilio Neri, notaio milanese in contatto con personalità politiche come don Sturzo e il futuro presidente della Repubblica Italiana Giovanni Gronchi.[5] Dopo l'armistizio di Cassibile si arruolò tra le file della Resistenza partigiana.[3][5]

Vicecomandante del Battaglione Ravenna con nome di battaglia "Berni",[5] era dislocato nella zona compresa tra il campo d'azione del gruppo guidato da Silvio Corbari e la 36a Brigata Bianconcini, in un'area strategicamente significativa a ridosso della Linea Gotica.[2] L'attività partigiana non gli impedì di tornare ad indossare gli scarpini da calciatore: partecipò, infatti, al Campionato Alta Italia 1944 con la maglia del Faenza.[5]

Cadde in uno scontro con i nazisti avvenuto il 10 luglio 1944 a Marradi nei pressi dell'eremo di Gamogna, sull'Appennino tosco-romagnolo, mentre si recava insieme a Vittorio Bellenghi ("Nico", ex ufficiale del Regio Esercito e comandante del Ravenna) a perlustrare il percorso che avrebbe dovuto condurre il suo battaglione a recuperare un aviolancio alleato sul Monte Lavane.[3][5]

«Qui ebbe i natali
BRUNO NERI
comandante partigiano
caduto in combattimento
a Gamogna il 10 luglio 1944
dopo aver primeggiato come atleta
nelle sportive competizioni
rivelò nell’azione clandestina prima
nella guerra guerreggiata poi
magnifiche virtù di combattente e di guida
esempio e monito alle generazioni future»

(Iscrizione sulla lapide posta presso la casa faentina di Bruno Neri[5])

Tributi[modifica | modifica wikitesto]

L'11 luglio 1946 il consiglio comunale di Faenza gli intitolò lo Stadio Comunale della Piazza delle Armi.[3] Quest'anno l'Associazione della Casa della Musica di Faenza insieme alla Regione Emilia-Romagna ha deciso di dedicargli un concorso musicale su brani sul tema della Liberazione per giovani artistiche si terra' a dicembre 2017 nelle città di Brisighella, Casola Valsenio e Faenza.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
25/10/1936 Milano Italia Italia 4 – 2 Svizzera Svizzera Coppa Internazionale -
13/12/1936 Genova Italia Italia 2 – 0 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Amichevole -
31/10/1937 Ginevra Svizzera Svizzera 2 – 2 Italia Italia Coppa Internazionale -
Totale Presenze 3 Reti 0

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Fiorentina: 1930-1931

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La data di nascita è oggetto di controversie, poiché alcune fonti ne riportano una diversa. Consultare i collegamenti esterni a piè di pagina.
  2. ^ a b c d e f Bruno Neri, partigiano e calciatore, anpi.it
  3. ^ a b c d e Recensione di "Bruno Neri - Il calciatore partigiano", libero.it
  4. ^ Bruno Neri, faberteater.com
  5. ^ a b c d e f g h i j La pulce e il partigiano, repubblica.it
  6. ^ giannisilei.it Archiviato l'11 settembre 2010 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Novelli, Bruno Neri. Il calciatore partigiano, Graphot, 2002, ISBN 88-86906-48-X.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN5858114 · ISNI (EN0000 0000 3470 7558 · LCCN (ENn2003023508