Finale del campionato mondiale di calcio 1982

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Finale Mondiali 1982
Zoff, Causio, Pertini, Bearzot - Mondiale 1982.jpg
Bearzot, Causio, Zoff e il Presidente della Repubblica Pertini con la coppa del mondo sull'aereo di ritorno dal vittorioso mondiale.
Informazioni generali
SportFootball pictogram.svg Calcio
Competizione1982 FIFA World Cup knockout stage
Data11 luglio 1982
CittàMadrid
ImpiantoStadio Santiago Bernabéu
Spettatori90 000
Dettagli dell'incontro
Italia Italia Germania Ovest Germania Ovest
3 1
ArbitroBrasile Arnaldo César Coelho
Successione
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La finale del campionato mondiale di calcio 1982 fu un incontro di calcio valido per l'assegnazione del campionato del mondo 1982. A trionfare fu l'Italia che batté la Germania Ovest per 3-1.

Le squadre[modifica | modifica wikitesto]

Squadra Finali disputate in precedenza
(il grassetto indica la vittoria)
Italia Italia 3 (1934, 1938, 1970)
Germania Ovest Germania Ovest 3 (1954, 1966, 1974)

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Gli Azzurri giunsero al torneo sommersi da critiche, per via dei numerosi risultati insoddisfacenti nelle gare di qualificazioni mondiali, tra cui la sconfitta in trasferta per 3-1 contro la Danimarca, il pareggio per 1-1 con la Grecia e la deludente vittoria di misura contro il modesto Lussemburgo; al commissario tecnico Enzo Bearzot furono contestate anche le preferenze riguardanti i giocatori convocati, uno su tutti Paolo Rossi, reduce da quasi due anni d'inattività causa squalifica e preferito nonostante ciò a Roberto Pruzzo, appena laureatosi capocannoniere del campionato italiano.[1] Le critiche arrivarono a un punto tale da indurre Bearzot, su suggerimento dei giocatori, a richiedere il silenzio stampa, sia come forma di protesta che allo scopo di ottenere una migliore concentrazione della squadra.

La Germania Ovest campione d'Europa in carica, allenata da Jupp Derwall, si qualificò alla fase finale del torneo con un percorso netto, arrivando a dominare il proprio gruppo di qualificazione a punteggio pieno.

Cammino verso la finale[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Rossi, dopo un inizio negativo, emerse quale maggiore contributore nel cammino italiano verso la finale.

Nella prima fase a gironi l'Italia non fu particolarmente brillante, ottenendo tre pareggi, un doppio 1-1 contro Perù e Camerun e uno 0-0 contro la Polonia. Questi risultati le permisero di accedere alla seconda fase a gironi come seconda del proprio gruppo, dietro ai polacchi, unicamente grazie alla differenza reti. Tale piazzamento fece finire gli Azzurri in un vero e proprio «girone di ferro» poiché giudicato il più duro fra tutti queli della seconda fase, col Brasile, principale favorito alla vittoria finale, e l'Argentina, campione del mondo uscente. Nelle prime partite, inoltre, il già citato Rossi si era mostrato piuttosto in difficoltà, ma Bearzot aveva deciso di continuare a proporlo come titolare. Tutto ciò aumentò ulteriormente le critiche nei confronti della spedizione azzurra; addirittura ci fu chi scrisse, con malcelato sarcasmo, che nella seconda fase l'Italia era così sfavorita che sarebbe assurta, suo malgrado, al ruolo di «unità di misura», cioè avrebbe stabilito chi tra le due sudamericane avrebbe superato il girone in base ai gol incassati nelle due partite.

Ribaltando i succitati pronostici, il 29 giugno l'Italia vinse 2-1 contro l'Albiceleste (segnando con Cabrini e Tardelli, a cui fece seguito la punizione di Passarella nel finale, e riuscendo a contenere anche il fuoriclasse Maradona con l'efficace marcatura di Gentile), dovendo poi affrontare il 5 luglio la decisiva sfida contro la Seleção, che nella partita precedente aveva facilmente vinto per 3-1 contro i rivali argentini; avendo segnato una rete in più, ai brasiliani sarebbe quindi bastato un pareggio per superare il turno grazie alla migliore differenza reti. In una partita che sarebbe rimasta nella memoria collettiva, l'Italia trovò l'immediato vantaggio grazie a Rossi, subendo il pareggio pochi minuti dopo da Sócrates, ma al 25' di nuovo Rossi sfruttò un errore della difesa verdeoro per riportare in vantaggio gli Azzurri; nel secondo tempo Falcão siglò il momentaneo 2-2 che riconsegnò le speranze di qualificazione ai brasiliani, ma a un quarto d'ora dal termine ancora Rossi fissò il definitivo 3-2 che permise agli Azzurri di accedere a un'insperata semifinale,[2] dove ritrovarono la Polonia. Stavolta la sfida coi polacchi venne decisa da una doppietta dell'ormai ritrovato Rossi, che consentì all'Italia di vincere 2-0 e tornare a giocare la finale del campionato del mondo dopo dodici anni.[3] Tali successi, tra le altre cose, furono frutto di enormi guadagni per gli scommettitori, in quanto del tutto inattesi.

Germania Ovest[modifica | modifica wikitesto]

Karl-Heinz Rummenigge, trascinatore della Germania Ovest al mundial spagnolo con 5 reti.

La Germania Ovest di Derwall debuttò perdendo clamorosamente 2-1 contro l'Algeria, in quello che fu il primo successo di sempre ai mondiali di una nazionale africana contro un'europea. A ciò però seguirono un netto 4-1 al Cile, con Rummenigge mattatore grazie a una tripletta, e soprattutto un 1-0 contro l'Austria che alimentò pesanti polemiche in quanto apparve evidente l'esistenza di un tacito accordo tra le due formazioni, le quali, dopo il vantaggio tedesco, diedero vita a un'estenuante e plateale melina allo scopo di congelare un risultato che avrebbe qualificato entrambe a scapito degli algerini;[4] questi risultati permisero alla nazionale teutonica di superare la prima fase da capoclassifica.

La seconda fase a gruppi vide la Mannschaft scontrarsi con l'Inghilterra, contro la quale pareggiò 0-0, e la Spagna padrona di casa, superata per 2-1; il pareggio 0-0 tra iberici e britannici premiò i tedeschi, che accedettero alla semifinale contro la Francia. In un'altra gara ricordata nell'immaginario calcistico per le numerose emozioni offerte,[5] dopo l'1-1 dei tempi regolamentari, all'inizio del primo tempo supplementare la Germania Ovest subì dapprima il vantaggio di Trésor e poi il momentaneo 3-1 di Giresse, un uno-due che sembrò mettere la parola fine alle speranze teutoniche; poco prima del cambio di campo, tuttavia, Rummenigge accorciò le distanze e, infine, nella seconda frazione il definitivo pareggio di Fischer portò la partita ai tiri di rigore, visti per la prima volta in assoluto nella storia del mondiale, in cui i tedeschi prevalsero per 5-4 qualificandosi alla finale, dopo il successo iridato di otto anni prima.

Tabella riassuntiva del percorso[modifica | modifica wikitesto]

Note: In ogni risultato sottostante, il punteggio della finalista è menzionato per primo.

Italia Italia Turno Germania Ovest Germania Ovest
Avversario Risultato Prima fase a gironi Avversario Risultato
Polonia Polonia 0-0 Prima giornata Algeria Algeria 1-2
Perù Perù 1-1 Seconda giornata Cile Cile 4-1
Camerun Camerun 1-1 Terza giornata Austria Austria 1-0
2ª classificata del Gruppo 1
Squadra Pt G GF DR
Polonia Polonia 4 3 5 +4
Italia Italia 3 3 2 0
Camerun Camerun 3 3 1 0
Perù Perù 2 3 2 +4
Piazzamenti finali 1ª classificata del Gruppo 2
Squadra Pt G DR
Germania Ovest Germania Ovest 4 3 +3
Austria Austria 4 3 +2
Algeria Algeria 4 3 0
Cile Cile 0 3 -5
Avversario Risultato Seconda fase a gironi Avversario Risultato
Argentina Argentina 2-1 Prima gara Inghilterra Inghilterra 0-0
Brasile Brasile 3-2 Seconda gara Spagna Spagna 2-1
1ª classificata del Gruppo C
Squadra Pt G
Italia Italia 4 2
Brasile Brasile 2 2
Argentina Argentina 0 2
Piazzamenti finali 1ª classificata del Gruppo B
Squadra Pt G
Germania Ovest Germania Ovest 3 2
Inghilterra Inghilterra 2 2
Spagna Spagna 1 2
Avversario Risultato Fase a eliminazione diretta Avversario Risultato
Polonia Polonia 2-0 Semifinale Francia Francia 3-3 (dts) 5-4 (dtr)

Descrizione della partita[modifica | modifica wikitesto]

Rossi, capocannoniere dell'edizione con 6 gol, bacia la Coppa del Mondo durante il ritorno in Italia.

Disputata l'11 luglio 1982 allo stadio Santiago Bernabéu di Madrid, la finale sembra iniziare in modo altalenante per l'Italia, che al 7' vede l'uscita forzata dal campo di Graziani per un infortunio alla spalla; gli subentra Altobelli, che pochi minuti dopo tenta di servire in area Conti, il quale viene però atterrato da Briegel: l'arbitro, il brasiliano Arnaldo Coelho, assegna un calcio di rigore agli azzurri. Sul dischetto si presenta il difensore Cabrini, che fallisce la trasformazione calciando il pallone fuori, alla sinistra del portiere Schumacher.

Gli uomini di Bearzot non si perdono d'animo e nel secondo tempo trovano il gol del vantaggio con Rossi, su assist di Gentile, grazie a una punizione battuta a sorpresa a centrocampo. Dodici minuti dopo un contropiede di Scirea viene indirizzato in rete da Tardelli, il quale nell'esultare dà vita a quello che verrà popolarmente ricordato come l'urlo di Tardelli, correndo verso la metà campo, agitando i pugni contro il petto, piangendo di gioia e gridando a ripetizione «gol!».[6][7] A pochi minuti dallo scadere Altobelli segna il terzo gol per gli Azzurri, a seguito di un contropiede orchestrato da Conti. All'83' la Germania Ovest riesce a segnare il gol della bandiera con Breitner, che fissa il punteggio sul 3-1, risultato che permette all'Italia di vincere il suo terzo titolo mondiale dopo quarantaquattro anni dal precedente. Il capitano e portiere italiano Dino Zoff alza la coppa e diventa, a 40 anni e 133 giorni, il più anziano vincitore di un mondiale.[8]

Sono rimaste celebri a posteriori anche le frasi finali del commento della partita a cura del cronista della televisione italiana RAI Fernando "Nando" Martellini:

«Palla al centro per Müller, ferma Scirea, Bergomi, Gentile... è finito! Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!»

Tabellino[modifica | modifica wikitesto]

Madrid
11 luglio 1982, ore 20:00 CEST
Italia Italia3 – 1
referto
Germania Ovest Germania OvestEstadio Santiago Bernabéu (90.000 spett.)
Arbitro: Brasile Arnaldo Coelho

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Italia
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Germania Ovest
Italia Italia (5-3-2)
P 1 Dino Zoff Captain sports.svg
D 3 Giuseppe Bergomi
D 6 Claudio Gentile
D 7 Gaetano Scirea
D 5 Fulvio Collovati
D 4 Antonio Cabrini
C 16 Bruno Conti Ammonizione al 31’ 31’
C 14 Marco Tardelli
C 13 Gabriele Oriali Ammonizione al 73’ 73’
A 20 Paolo Rossi
A 19 Francesco Graziani Uscita al 7’ 7’
Panchina:
P 12 Ivano Bordon
C 10 Giuseppe Dossena
C 11 Gianpiero Marini
C 15 Franco Causio Ingresso al 89’ 89’
A 18 Alessandro Altobelli Ingresso al 7’ 7’ Uscita al 89’ 89’
CT:
Italia Enzo Bearzot
Germania Ovest Germania Ovest (5-2-3)
P 1 Harald Schumacher
D 20 Manfred Kaltz
D 4 Karlheinz Förster
D 15 Uli Stielike Ammonizione al 73’ 73’
D 5 Bernd Förster
D 2 Hans-Peter Briegel
C 6 Wolfgang Dremmler Ammonizione al 61’ 61’ Uscita al 62’ 62’
C 3 Paul Breitner
A 11 Karl-Heinz Rummenigge Captain sports.svg Uscita al 70’ 70’
A 8 Klaus Fischer
A 7 Pierre Littbarski Ammonizione al 88’ 88’
Panchina:
P 21 Bernd Franke
D 12 Wilfried Hannes
C 14 Felix Magath
A 9 Horst Hrubesch Ingresso al 62’ 62’
A 10 Hansi Müller Ingresso al 70’ 70’
CT:
Germania Ovest Jupp Derwall
Assistenti arbitrali

Abraham Klein (Israele)
Vojtech Christov (Cecoslovacchia)

Quarto arbitro

Michel Vautrot (Francia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Adriano Stabile, Spagna 1982, Beccalossi e i campioni del mondo del rimpianto, su ilposticipo.it, 11 luglio 2017.
  2. ^ 5 Luglio 1982 | Tripletta storica di Paolo Rossi al Brasile, l’Italia vola in semifinale nel mondiale spagnolo, su tuttocalcio360.altervista.org.
  3. ^ Le finali disputate dell'Italia, su italia1910.com.
  4. ^ Marco Mensurati, Germania-Austria fu combine, in la Repubblica, 12 gennaio 2007, p. 64.
  5. ^ (EN) Tim Pears, 'My most beautiful game', su theguardian.com, 26 ottobre 2008.
  6. ^ 1982: L'Urlo di Tardelli, su goldiretta.eu.
  7. ^ Carlo Tagliagambe, 1982 - L'urlo di Tardelli: un'esultanza passata alla storia!, su calcissimo.com, 24 settembre 2019.
  8. ^ Dino Zoff: quelle mani sul mondiale 1982, su tuttosport.com, 14 giugno 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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