Fußball-Club Bayern München

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Bayern Monaco
Calcio Football pictogram.svg
Campione di Germania in carica Campione di Germania in carica
Detentore della Supercoppa di Germania Detentore della Supercoppa di Germania
Logo FC Bayern München.svg
Der FCB, Die Bayern (I Bavaresi), Die Roten (I Rossi)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
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Maglietta
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Pantaloncini
Pantaloncini
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Trasferta
Manica sinistra
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Maglietta
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Manica destra
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Pantaloncini
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Terza divisa
Colori sociali Bianco e Blu a scacchi bordati di Rosso.svg Rosso e bianco
Inno Stern des Sudens (La stella del Sud)
Willy Astor
Dati societari
Città Monaco di Baviera
Nazione Germania Germania
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Germany.svg DFB
Campionato Bundesliga
Fondazione 1900
Presidente Germania Uli Hoeneß
Allenatore Italia Carlo Ancelotti
Stadio Allianz Arena
(75 024 posti)
Sito web www.fcbayern.de
Palmarès
Meisterschale 10.pngMeisterschale 10.pngMeisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.png Coppagermania10.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.png Coppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.pngCoppacampioni.png Coppacoppe.png Coppauefa.png Supercoppaeuropea.png FIFA Club World Cup.svg
Titoli di Germania 27
Trofei nazionali 18 Coppe di Germania
5 Supercoppe di Germania
6 Coppe di Lega tedesca
Trofei internazionali 5 Coppe dei Campioni/Champions League
1 Coppe delle Coppe
1 Coppe UEFA/Europa League
1 Supercoppe UEFA
2 Coppe Intercontinentali
1 Coppe del mondo per club
Soccerball current event.svg Stagione in corso
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Il Fußball-Club Bayern München AG, noto internazionalmente come Bayern München o Bayern e in Italia come Bayern Monaco, è una società polisportiva tedesca avente sede a Monaco di Baviera, celebre per la sua sezione calcistica, che milita nella Bundesliga, la massima divisione del campionato tedesco di calcio. Fu fondato nel 1900 da alcuni membri del MTV 1879 München.

La sezione calcistica della polisportiva bavarese è la più titolata in Germania, avendo vinto 27 campionati, 18 Coppe nazionali, 5 Supercoppe di Germania e 6 Coppe di Lega tedesche, nonché una tra le più vittoriose del mondo, potendo vantare 5 Coppe dei Campioni/Champions League, 1 Coppa UEFA, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa europea, 2 Coppe Intercontinentali e un Mondiale per club FIFA.

Insieme con la Juventus, l'Ajax, il Chelsea e il Manchester United, è una delle cinque squadre ad aver vinto le tre principali competizioni UEFA per club e tutte le competizioni UEFA a cui ha partecipato.[1] Nella stagione 2012-2013, con la vittoria di campionato, coppa nazionale e Champions League, è diventato il solo club tedesco a realizzare il prestigioso treble, succedendo a Celtic (1967), Ajax (1972), PSV (1988), Manchester United (1999), Barcellona (2009 e 2015) e Inter (2010).

Dalla stagione agonistica 2005-2006 disputa le partite interne nello stadio Allianz Arena di Monaco di Baviera. Nei 33 anni precedenti aveva giocato le partite interne nell'Olympiastadion della città bavarese.

La polisportiva comprende sezioni di scacchi, pallavolo, pallacanestro, ginnastica, bowling, tennis tavolo, squadre di calcio per un totale di 1.100 calciatori tesserati.

Il Bayern Monaco è stato membro fondatore del G-14, associazione di club calcistici europei consorziatisi per ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte all'UEFA e alla FIFA.

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fondazione alla Bundesliga (1900-1965)[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione ed esordi (1900-1910)[modifica | modifica wikitesto]

Il Bayern Monaco nel 1900

Il Bayern Monaco viene fondato il 27 febbraio 1900 a Monaco di Baviera, precisamente nel Café Gisela, che si trova nel distretto di Schwabing[2]. I primi undici membri provengono dal MTV 1879 München, e sono capitanati da Franz John[2]. La fondazione di un club separato si rende necessaria in quanto l'MTV è incentrato maggiormente sulla ginnastica, mentre i fuoriusciti vogliono aderire alla SFV, l'associazione dei club di calcio della Germania meridionale[3].

Il Bayern adotta come colori sociali il bianco e l'azzurro[3], che sono anche quelli della Baviera, mentre la prima divisa consiste semplicemente in una maglia bianca e dei pantaloncini neri[4]. John viene eletto presidente del neonato club[3], mentre gli altri fondatori provengono in gran parte da Berlino, Friburgo, Lipsia e Brema. A pochi giorni dalla nascita, il 1° marzo, la squadra gioca la prima partita contro il Monaco 1896, che viene battuto per 5-2[3]. Ben presto il club inizia ad attrarre numerosi calciatori, tra cui tre provenienti dal Monaco 1860.

Nel 1905 si verifica la prima unione, quella con il Münchner SC, e in questa occasione vengono adottati gli attuali colori, il bianco e il rosso[3]; di qui a poco il club comincia a giocare in un campo sulla Leopoldstraße[5], e Max Gablonsky diventa il primo calciatore del Bayern ad essere convocato in Nazionale[3].

Primo dopoguerra e primi titoli (1918-1932)[modifica | modifica wikitesto]

L'inglese William Townley, che guida il club negli anni dieci

Dopo la sospensione delle attività causata dalla prima guerra mondiale, un campionato regolare viene ripristinato nella stagione 1919-1920. Contemporaneamente, nell'ottobre 1919, il Bayern Monaco si fonde con il Turnverein Jahn TuSpV Bayern[3], e la carica di allenatore passa all'inglese William Townley. Già negli anni prima della guerra il Bayern aveva avuto degli allenatori d'Oltremanica: Taylor e Charles Griffith, oltre allo stesso Townley. Nella primavera del 1924 il club attua la Reinliche Scheidung (netta separazione di discipline sportive) con il TuSpV Baviera, e si costituisce come sodalizio indipendente, col nome FC Bayern München. L'allenatore è Jim McPherson, un altro inglese.

La squadra intanto aveva iniziato a giocare nelle competizioni regionali bavaresi, ottenendo presto successo. Qui le rivali più agguerrite si chiamano Norimberga e Fürth[3], e proprio contro questi ultimi si gioca la finale del campionato della Germania meridionale del 1926. La partita di ritorno, giocata al Grünwalder Stadion, è trasmessa in diretta radiofonica, e vede prevalere il Bayern per 4-3. Il club partecipa così al torneo nazionale, uscendo però agli ottavi di finale, dopo aver perso 2-0 contro il Fortuna Lipsia . Una nuova partecipazione al campionato nazionale è datata 1928: in quest'edizione il Bayern, guidato dell'ungherese Leo Weisz, batte Wacker Halle e SpVgg Sülz 07, raggiungendo così la semifinale nazionale (miglior risultato nella storia del club fino ad allora). Qui il cammino però si arresta: fatale è l'incontro con i futuri campioni dell'Amburgo, che vincono nettamente la sfida per 8-2.

Ad ogni modo il primo titolo nazionale arriva poco dopo, nel 1932, al quarto tentativo: Richard Kohn guida un gruppo che comprende tra gli altri Oskar Rohr, Josef Bergmaier e Ludwig Goldbrunner[6], e il Bayern sconfigge in semifinale il forte Norimberga, prima di accedere alla finale nazionale. Questa si gioca contro l'Eintracht Francoforte proprio a Norimberga: in città accorrono migliaia di sostenitori dei bavaresi[5], che vedono vincere la loro squadra per 2-0.

Gli anni del Terzo Reich (1933-1945)[modifica | modifica wikitesto]

La situazione cambia però rapidamente: il nazismo prende il potere in Germania, e il Bayern viene presto considerato dalle autorità come un club ebreo[7]. Così Kohn si trasferisce in Spagna, mentre peggior sorte ha il presidente Kurt Landauer, che viene deportato per trentatré giorni nel campo di concentramento di Dachau[8]. Comunque, anche dal punto di vista strettamente calcistico il club non ha vita facile durante la dittatura di Adolf Hitler[7]: in seguito alla riforma del campionato voluta dal regime la squadra si ritrova a giocare nella Gauliga Bayern, ma non ottiene risultati significativi in questo periodo. Solo nel 1944 riesce a vincere il proprio campionato, ma non fa molta strada nella competizione nazionale.

Secondo dopoguerra, anni bui e risalita (1945-1957)[modifica | modifica wikitesto]

Nel dopoguerra Monaco entra a far parte della Germania Ovest, e i bavaresi vengono inseriti, nel novembre 1945, nell'Oberliga Süd, una delle cinque massime divisioni nazionali. Stentano, però, ad emergere, anche se dal punto di vista della crescita del club sono anni positivi (si giunge a più di mille membri). Il punto più basso di questo periodo viene raggiunto nella stagione 1955-1956, quando si trovano a giocare in seconda divisione. La squadra viene comunque subito promossa, e nel 1957 conquista la Coppa della Germania meridionale; questa dà l'accesso alla coppa nazionale e qui il Bayern ottiene il primo successo, nel 1956-1957, battendo 1-0 il Fortuna Düsseldorf davanti a 42.000 spettatori[9].

Verso la Bundesliga (1957-1965)[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 ottobre 1962 il Bayern esordisce in campo internazionale, sconfiggendo il Basilea XI per 3-0 nel primo turno della Coppa delle Fiere 1962-1963 ma venendo poi eliminato nei quarti di finale dalla futura vincitrice del torneo, la Dinamo Zagabria (1-4 e 0-0).

Un grosso cambiamento si verifica nel 1963, quando nasce la Bundesliga, il primo massimo campionato tedesco occidentale composto da un unico girone all'italiana. Vi accedono sedici squadre provenienti dalle cinque Oberligen, ma il Bayern, pur venendo da tre terzi posti nelle ultime quattro stagioni, non viene ammesso. Questo perché la Federazione decide di non ammettere più di un club per città[9][10], e sono già presenti i concittadini del Monaco 1860. Ad ogni modo il club ingaggia Zlatko Čajkovski, allenatore jugoslavo che ha già vinto il campionato tedesco con il Colonia, e partecipa al neonato campionato di seconda divisione, la Regionalliga Süd. L'ingresso in Bundesliga è comunque rimandato di poco: nel 1965 i rossi si guadagnano infatti l'accesso vincendo i play-off. Parte del merito va sicuramente a Rainer Ohlhauser, che diventa capocannoniere del torneo segnando ben quarantadue gol, record di marcature che è arrivato ai giorni nostri[10], tuttavia fanno già parte di questa squadra tre giocatori sui quali il Bayern costruirà i propri successi negli anni a venire: Sepp Maier, Franz Beckenbauer e Gerd Müller.

Gli anni d'oro (1965-1979)[modifica | modifica wikitesto]

Consolidamento in Bundesliga (1965-1970)[modifica | modifica wikitesto]

La squadra si adatta presto alla nuova realtà: nella prima stagione ottiene subito un terzo posto in campionato, inoltre conquista la seconda coppa nazionale. Grazie a questo successo partecipa alla Coppa delle Coppe 1966-1967, ed arriva alla finale di Norimberga: la partita, giocata contro i Rangers, viene risolta ai tempi supplementari da un gol di Franz Roth; i bavaresi conquistano così il trofeo, un anno dopo i connazionali del Borussia Dortmund. Nella stessa stagione la squadra conquista la terza coppa nazionale, e in quella successiva è protagonista di un'altra buona prova nella Coppa delle Coppe, dove raggiunge le semifinali; è però sconfitta dai futuri campioni del Milan di Nereo Rocco.

Il Bayern conquista il primo titolo in Bundesliga con il successore di Čajkovski, Branko Zebec, che guida la squadra alla vittoria del campionato 1968-1969. In questa stagione la squadra vince anche la Coppa di Germania e realizza così il primo double nella storia del calcio tedesco, mentre a livello personale Müller diventa per la seconda volta il capocannoniere del campionato. La prima partecipazione alla Coppa dei Campioni termina però al primo turno, dopo l'incontro con il Saint-Étienne, e nel marzo 1970 Zebec viene sostituito da Udo Lattek.

Successi internazionali (1970-1975)[modifica | modifica wikitesto]

Lattek è il secondo di Helmut Schön sulla panchina della nazionale, ma è giovane e non ha molta esperienza alle spalle. Ad ogni modo viene contattato da Beckenbauer per conto della dirigenza prima di un'amichevole disputata a Siviglia[11], e decide di accettare l'incarico. Più offensivo del suo predecessore, decide di dare spazio alle individualità dei singoli[12]: inizia subito conducendo i bavaresi al secondo posto in campionato, e lo stesso fa in quello successivo. Però in quest'ultimo caso i Rossi vengono sorpassati dal Borussia Mönchengladbach nell'ultima giornata; conquistano però la quinta Coppa Nazionale. Intanto al gruppo si sono aggiunti anche Hans-Georg Schwarzenbeck, Paul Breitner e Uli Hoeneß, mentre Müller ha già ottenuto importanti riconoscimenti a livello personale, vincendo sia il Pallone d'oro 1970 che la Scarpa d'oro 1970, e diventando anche il capocannoniere dei recenti Mondiali messicani.

Lattek conquista il titolo tedesco nella stagione 1971-1972, e stabilisce inoltre numerosi record, tra cui quello del numero di punti ottenuti e dei gol fatti. Anche in questa occasione è decisiva la sfida dell'ultima giornata, che si svolge in questo caso contro lo Schalke 04: i bavaresi sono infatti in testa alla classifica, ma gli avversari sono indietro di un solo punto[13]. Questa partita, che inaugura il nuovo Olympiastadion[14] è anche la prima di Bundesliga ad essere trasmessa in diretta televisiva, e viene vinta dai padroni di casa per 5-1[15]. Intanto nella Coppa delle Coppe 1971-1972 i tedeschi vengono eliminati in semifinale dai futuri campioni dei Rangers, ma negli ottavi hanno sconfitto il Liverpool. Nella stagione successiva arriva il quarto titolo tedesco, mentre il Coppa dei Campioni il Bayern viene eliminato dall'Ajax di Johan Cruijff che si avvia a conquistare il terzo titolo consecutivo nella manifestazione; intanto Beckenbauer ha vinto il Pallone d'oro 1972 precedendo Müller, che è stato invece premiato con la Scarpa d'oro 1972.

Hans-Georg Schwarzenbeck con la maglia della Nazionale mentre solleva la Coppa del Mondo 1974

Il Bayern partecipa alla Coppa dei Campioni 1973-1974, dove nel primo turno incontra l'Åtvidabergs. I tedeschi vincono l'incontro casalingo per 3-1, ma nel ritorno si trovano in svantaggio per 3-0, assicurandosi comunque il passaggio del turno ai calci di rigore; a questo punto la dirigenza decide di acquistare dalla squadra svedese il protagonista della gara, Conny Torstensson, autore tra l'altro di una doppietta. In seguito il Bayern elimina tra gli altri i cugini della Dinamo Dresda, e arriva poi a disputare la finale di Bruxelles contro l'Atlético Madrid. I Rossi arrivano nella capitale belga con i favori del pronostico[16] ma non riescono a sbloccare la partita, che prosegue ai tempi supplementari. Inaspettatamente sono però gli spagnoli a portarsi in vantaggio, grazie ad un gol di Luis Aragonés a sei minuti dal termine, ma prima che la partita finisca Schwarzenbeck riesce a pareggiare: in base al regolamento vigente, per la prima e unica volta in una finale di Coppa dei Campioni è necessaria la ripetizione. Questa si gioca il 17 maggio sempre nello stesso stadio, e vede questa volta prevalere nettamente il Bayern per 4-0, grazie alle doppiette di Hoeneß e Müller; intanto la squadra aveva già vinto il quinto titolo tedesco.

Nella stagione 1974-1975 si registrano l'addio di Breitner, che si trasferisce al Real Madrid, e l'ingresso in prima squadra del giovane Karl-Heinz Rummenigge. La società, prendendo una decisione simile a quella dall'Ajax di qualche anno prima sceglie di non partecipare alla Coppa Intercontinentale. Non si tiene invece l'edizione della Supercoppa UEFA, in cui il Bayern avrebbe dovuto incontrare il Magdeburgo; le due squadre si incontrano però nella successiva Coppa dei Campioni, e sono i bavaresi a passare il turno. Intanto la squadra aveva iniziato il campionato perdendo per 6-0 contro il Kickers Offenbach[17], e in gennaio Lattek viene licenziato[18][19] quando il Bayern si trova in quattordicesima posizione[20]. Viene sostituito da Dettmar Cramer, che, pur non riuscendo a migliorare di molto le sorti in campionato, porta i tedeschi a disputare la seconda finale di Coppa dei Campioni consecutiva. La partita si gioca il 28 maggio 1975 a Parigi contro il Leeds United di Joe Jordan, e viene vinta dal Bayern per 2-0 grazie ai gol di Franz Roth e Gerd Müller. Tuttavia Björn Andersson deve abbandonare il campo nei primi minuti a causa di un duro contrasto, mentre Uli Hoeneß subisce un grave incidente al ginocchio che condizionerà il resto della sua carriera[21]; gli inglesi si lamentano invece per alcune decisioni arbitrali a loro sfavorevoli[22][23]. Purtroppo questa finale sarà ricordata anche per le violenze degli hooligan inglesi, che inducono la UEFA a squalificare il Leeds dalle competizioni europee per qualche anno[22][24].

Franz Roth, autore di tre gol in altrettante finali europee con la maglia del Bayern.

Nella stagione 1975-1976 la Coppa Intercontinentale non viene disputata, mentre nella Supercoppa UEFA i sovietici della Dinamo Kiev riescono a vincere entrambe le gare, e ad aggiudicarsi quindi il trofeo. Il Bayern partecipa alla Coppa dei Campioni 1975-1976 come detentore del trofeo ed elimina anche il Real Madrid di Breitner prima di arrivare per il terzo anno consecutivo in finale. La partita si disputa a Glasgow contro il Saint-Étienne, squadra francese già battuta nell'edizione precedente della manifestazione, e viene vinta grazie ad un gol di Roth nel secondo tempo. In questo modo il giocatore segna il suo terzo gol in una finale europea, mentre il Bayern conquista per tre volte consecutive il trofeo e se lo può quindi tenere definitivamente.

Anni di transizione (1976-1979)[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 1976-1977 inizia con la sconfitta nella Supercoppa UEFA, che viene vinta dall'Anderlecht, ma prosegue con la conquista della Coppa Intercontinentale, competizione nella quale i tedeschi sconfiggono i brasiliani del Cruzeiro. Il trofeo mondiale è però l'ultimo successo di questo periodo: i bavaresi incontrano nuovamente la Dinamo Kiev, questa volta nei quarti della Coppa dei Campioni 1976-1977, e ne escono sconfitti. Intanto Beckenbauer ha vinto il Pallone d'oro 1976, ma a fine stagione si trasferisce nel New York Cosmos, andando così a giocare nella NASL, e lo stesso farà anche Müller due anni dopo, che invece si legherà al Fort Lauderdale Strikers. Sempre nello stesso periodo Hoeneß è costretto a ritirarsi a causa dei problemi al ginocchio, mentre Sepp Maier è vittima di un incidente automobilistico, e deve abbandonare anch'egli la carriera.

Dal FC Breitnigge al FC Hollywood (1979-1998)[modifica | modifica wikitesto]

Il ritorno al successo (1979-1991)[modifica | modifica wikitesto]

A fronte dei numerosi addii si registrano comunque nuovi inserimenti, tra i quali quelli di Klaus Augenthaler e di Dieter Hoeness, fratello minore di Uli. Si assiste anche al ritorno di Paul Breitner, che guida in campo la squadra insieme a Karl-Heinz Rummenigge; si parla infatti di FC Breitnigge. Durante la stagione 1978-1979 l'ungherese Pál Csernai si siede sulla panchina del club ed attua dei cambiamenti, introducendo un nuovo schieramento della difesa[25] e spostando Rummenigge dalla posizione di trequartista a quella di attaccante[26]. Così, nella stagione 1979-1980 la squadra torna a vincere il campionato a sei anni di distanza dall'ultimo successo, inoltre arriva alle semifinali di Coppa UEFA insieme ad altre tre squadre della Germania Ovest; viene qui eliminata dai futuri campioni dell'Eintracht Francoforte, che sconfiggono nel ritorno i bavaresi ai tempi supplementari per 5-1. Anche nella stagione successiva il Bayern conquista il campionato e raggiunge nuovamente le semifinali in una competizione europea, questa volta nella più prestigiosa Coppa dei Campioni; grazie alla regola dei gol fuori casa hanno però la meglio i futuri campioni del Liverpool, ad ogni modo Rummenigge è il capocannoniere della manifestazione. L'attaccante vince poi il Pallone d'oro per il secondo anno consecutivo, e in questa edizione Breitner si classifica al secondo posto. I tedeschi raggiungono per la quarta volta la finale della Coppa dei Campioni nella stagione 1981-1982, tuttavia a Rotterdam sono sconfitti dall'Aston Villa per 1-0. Il Bayern ha comunque la soddisfazione di mettere nei primi tre posti della classifica marcatori Hoeneß, Rummenigge e Breitner, inoltre ha da poco conquistato la sesta coppa di Germania.

Klaus Augenthaler, capitano della squadra tra il 1984 e il 1991, in una foto del 2009

La stagione 1983-1984 inizia con il ritorno in panchina di Udo Lattek, che nel frattempo è diventato il primo allenatore a vincere tutti i tre principali trofei continentali con altrettante squadre[27]. Il Bayern vince subito la settima coppa di Germania senza più Breitner in campo, e poco dopo anche Rummenigge lascia il club per trasferirsi all'Inter. Ad ogni modo i bavaresi acquistano Lothar Matthäus e Roland Wohlfarth e vincono il campionato 1984-1985. L'annata è inoltre nuovamente impreziosita da un'altra buona prova in campo europeo, nella Coppa delle Coppe: qui i tedeschi eliminano anche la Roma nei quarti, e vengono successivamente sconfitti in semifinale di futuri campioni dell'Everton. Infine, dopo aver conquistato un nuovo double nella stagione 1985-1986 raggiungono la quinta finale della Coppa dei Campioni nell'edizione 1986-1987. In questa manifestazione eliminano anche il Real Madrid, mentre l'ultimo ostacolo è rappresentato dal Porto. A Vienna, però, sono proprio i portoghesi a prevalere: al settantottesimo minuto Rabah Madjer riesce a pareggiare con un famoso[28] gol di tacco l'iniziale vantaggio di Ludwig Kogl, mentre due minuti dopo Juary batte nuovamente Jean-Marie Pfaff segnando la rete del definitivo 2-1. Intanto la squadra ha conquistato il decimo titolo tedesco, e Lattek lascia.

La stagione 1987-1988 inizia con Jupp Heynckes in panchina che conquista la prima Supercoppa di Germania, e si conclude con il trasferimento di Lothar Matthäus e Andreas Brehme all'Inter. Proprio i nerazzurri sono avversari dei bavaresi negli ottavi della Coppa UEFA 1988-1989: l'incontro di andata, giocato a Monaco, verrà ricordato anche per il bel gol di Nicola Berti[29] che, intercettata la palla poco fuori dalla propria area di rigore fugge inseguito dai giocatori tedeschi verso la porta difesa da Raimond Aumann riuscendo poi a batterlo. La squadra italiana riesce a vincere l'incontro 2-0, ma la situazione cambia al termine della partita di Milano: i Rossi segnano tre gol in sette minuti, e riescono a qualificarsi grazie alla vittoria finale per 3-1. In seguito il Bayern viene eliminato in semifinale dal Napoli capitanato da Diego Armando Maradona che vincerà poi il trofeo, ma poco dopo arriva la conquista dell'undicesimo titolo. I bavaresi vincono il campionato anche nella stagione successiva, e in questo modo partecipano a due edizioni di Coppa dei Campioni; come già successo più volte in passato, però, in entrambe le occasioni vengono eliminati dalla squadra che si aggiudicherà la coppa, e sempre in semifinale: prima dal Milan, poi dalla Stella Rossa.

Alla ricerca del giusto allenatore (1991-1998)[modifica | modifica wikitesto]

Heynckes lascia durante la stagione 1991-1992, che si rivela travagliata: sulla panchina del club si siedono anche Søren Lerby ed Erich Ribbeck. Il Bayern viene eliminato nei sedicesimi della Coppa UEFA dopo aver subito contro il B 1903 la sconfitta esterna peggiore nelle competizioni europee, un 6-2[30], mentre il primo campionato dopo la riunificazione tedesca viene concluso invece al decimo posto, peggior piazzamento dalla stagione 1977-1978. In questo periodo ritorna a Monaco Lothar Matthäus, inoltre arrivano a vestire la maglia del club giocatori come Mehmet Scholl e Oliver Kahn. Il Bayern vince il campionato 1993-1994 con Franz Beckenbauer, che si siede in panchina a stagione iniziata. L'allenatore subentra nuovamente nella stagione 1995-1996, e i tedeschi conquistano l'ultima delle tre principali competizioni UEFA per club che manca loro, la Coppa UEFA: in finale sconfiggono il Bordeaux, oltretutto Jürgen Klinsmann si laurea capocannoniere della manifestazione. In seguito, in due periodi distinti è invece Giovanni Trapattoni a sedersi sulla panchina del club: sotto la sua guida, nella stagione 1994-1995 i tedeschi raggiungono nuovamente le semifinali di Champions League dove vengono eliminati dall'Ajax poi vincitore, mentre successivamente vincono sia il campionato 1996-1997 che la Coppa di Germania 1997-1998, quest'ultimo quando in rosa c'è anche Bixente Lizarazu. Rimane molto famosa una conferenza stampa tenuta il 10 marzo 1998 dall'allenatore italiano, che accusa alcuni suoi calciatori di scarso impegno e di mancanza di professionalità[31]; intanto la squadra viene soprannominata FC Hollywood per via della frequenza con cui i suoi calciatori appaiono sulle pagine di gossip[32].

Nuovi successi nazionali e la Champions del 2001 (1998-2008)[modifica | modifica wikitesto]

Ottmar Hitzfeld guida il Bayern Monaco alla conquista della UEFA Champions League 2000-2001, la quarta della storia del club

Nell'estate del 1998 è Ottmar Hitzfeld a sedersi sulla panchina del club. L'allenatore, già campione d'Europa con il Borussia Dortmund guida subito il Bayern verso la sesta finale in Champions League: partendo dai preliminari i tedeschi vincono il gruppo precedendo Manchester United e Barcellona, mentre in seguito, nella finale giocata proprio nella città catalana ritrovano gli inglesi. La partita pare andare nel verso giusto per i Rossi, che segnano in apertura con Mario Basler e mantengono il vantaggio fino al novantesimo, tuttavia i minuti di recupero sono a loro fatali: lo United segna due gol a tempo scaduto e conquista così la coppa. In questa stagione la squadra ha comunque conquistato il titolo tedesco, e lo stesso fa in quella successiva; questa volta il campionato viene vinto raggiungendo il Bayer Leverkusen all'ultima giornata, e prevalendo grazie alla miglior differenza reti. Poco prima la squadra era stata eliminata nella semifinale di Champions League dai futuri campioni del Real Madrid, che però erano finiti dietro ai tedeschi nella seconda fase a gruppi del torneo.

La stagione 2000-2001 è sicuramente da ricordare: il Bayern mette in bacheca la quarta Champions League. Durante il cammino i tedeschi eliminano le due grandi favorite per la conquista del trofeo, nonché le detentrici delle ultime due edizioni, ovvero il Manchester United e il Real Madrid, rispettivamente ai quarti di finale e in semifinale, ottenendo anche quattro vittorie in altrettante partite, mentre la settima finale della storia del club si gioca a Milano contro il Valencia. Qui i calci di rigore sono protagonisti: nei tempi regolamentari segnano infatti dal dischetto prima Gaizka Mendieta per gli spagnoli poi Stefan Effenberg, mentre in precedenza Mehmet Scholl si era fatto parare il rigore del possibile pareggio. Questo risultato rimane immutato anche alla fine dei tempi supplementari, e il Bayern vince il trofeo dagli undici metri, dopo che Oliver Kahn riesce a parare il tiro a Mauricio Pellegrino. Intanto qualche giorno prima è arrivata anche la conquista del diciassettesimo titolo, grazie alla rete segnata da Patrik Andersson su calcio di punizione indiretto: in questo modo viene tenuto a distanza lo Schalke 04. Nell'anno successivo i tedeschi sono sconfitti nella Supercoppa UEFA dal Liverpool ed in seguito vengono eliminati nei quarti della Champions League dal Real Madrid, ma l'avvenimento principale è la conquista della seconda coppa Intercontinentale: il 27 novembre a Tokyo Samuel Kuffour segna nei supplementari il gol che permette di battere il Boca Juniors. Il Bayern conquista poi un double nella stagione 2002-2003, quando Giovane Élber è il capocannoniere del campionato e Bastian Schweinsteiger fa il suo esordio in prima squadra. In ambito europeo, invece, le cose vanno decisamente peggio. Nell'edizione 2002-03 della Champions League i bavaresi, teste di serie ai sorteggi, vengono inseriti in un girone di ferro, dove affrontano gli spagnoli del Deportivo La Coruña, il Milan e i francesi del Lens. Nella fase a gironi il Bayern si issa all'ultimo posto, dopo aver ottenuto due punti all'attivo, frutto di due pareggi ottenuti contro il Lens e di quattro sconfitte subite per mano degli spagnoli e dei rossoneri. Questi ultimi conquisteranno il primo posto nel girone e si aggiudicheranno il trofeo all'Old Trafford a Manchester.

Nell'ultima stagione di Hitzfeld viene ingaggiato Roy Makaay, e la squadra termina con il secondo posto in campionato, alle spalle del sorprendente Werder Brema.

Nell'estate 2004 è invece Felix Magath ad assumere la guida del Bayern, che si comporta molto bene in ambito nazionale, ma non ottiene altrettanto successo in campo internazionale. Infatti nella stagione 2004-2005 e in quella successiva, la prima giocata nell'Allianz Arena, arrivano due double, ma nella Champions League il massimo traguardo raggiunto sono i quarti di finale, disputati nell'edizione 2004-2005. L'eliminazione avviene per mano del club londinese Chelsea, allenato da José Mourinho. Magath viene esonerato durante la stagione 2006-2007[33]; viene sostituito dal rientrante Hitzfeld, che conduce i bavaresi al quarto posto finale. L'annata 2006-2007 si rivela fallimentare sotto tutti i punti di vista, sia in patria che in Europa. A fine campionato, i bavaresi accusano un distacco di 10 punti dallo Stoccarda vincitore del trofeo e 6 punti dal Werder Brema, terzo. In Champions League, il cammino prosegue fino ai quarti di finale. Per il secondo anno consecutivo è il Milan, autentica bestia nera dei bavaresi, ad eliminare il Bayern dal principale trofeo continentale. Dopo il 2-2 a San Siro, ottenuto grazie ad una doppietta del difensore belga Van Buyten, ai campioni di Germania basterebbe un pareggio per 0-0 o per 1-1 per accedere alle semifinali. Invece, nel match di ritorno disputato all'Allianz Arena, i rossoneri sconfiggono i padroni di casa con un netto 0-2, firmato nel primo tempo dal centrocampista Clarence Seedorf e dal centravanti Filippo Inzaghi. I due gol subiti nel giro di cinque minuti tagliano le gambe ai tedeschi che non riusciranno a reagire. Il quarto posto in campionato significa estromissione dalla Champions League e qualificazione alla Coppa UEFA. In estate la dirigenza conclude alcuni acquisti importanti, tra i quali quelli di Luca Toni, Franck Ribéry e Miroslav Klose e la squadra partecipa alla Coppa UEFA. In questa competizione i bavaresi sono considerati i grandi favoriti e raggiungono le semifinali. Nonostante godano dei favori del pronostico, sono eliminati dallo Zenit S. Pietroburgo, che dopo l'1-1 in Baviera infligge ai tedeschi un pesante 4-0 nel ritorno giocato allo Stadio Petrovskij. Poco dopo il Bayern conquista in patria sia la Coppa, ottenuta battendo in finale il Borussia Dortmund dopo i tempi supplementari, che il campionato, conquistato aritmeticamente grazie al pareggio alla trentaduesima giornata con il Wolfsburg[34]. È l'ultimo trofeo vinto da Oliver Kahn, mentre Luca Toni si aggiudica il titolo di capocannoniere della Bundesliga con 24 gol realizzati.

Verso il nuovo successo internazionale (2008-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Intanto, l'11 gennaio 2008 si era appreso dal sito web della società che il tecnico per la stagione 2008-2009 sarebbe stato Jürgen Klinsmann[35]. Sotto la sua guida i bavaresi vincono complessivamente 12-1 contro lo Sporting Lisbona negli ottavi della Champions League, stabilendo tra l'altro il maggior scarto nei turni ad eliminazione diretta della manifestazione[36], ma sono eliminati nel turno successivo dal Barcellona dopo aver subito un altro 4-0 esterno. Anche nella Coppa di Germania il Bayern viene eliminato nei quarti, mentre Klinsmann viene esonerato il 27 aprile, in seguito alla sconfitta casalinga contro lo Schalke 04 subita in Bundesliga[37]. Qui la squadra si trova in terza posizione[38], e viene condotta al secondo posto finale da Jupp Heynckes.

Arjen Robben, grande protagonista della vittoria della UEFA Champions League 2012-2013 con il gol decisivo in finale

Nell'estate 2009 la società assume Louis van Gaal come allenatore, e ingaggia tra gli altri Arjen Robben; viene anche acquistato Mario Gomez, tuttavia il tecnico olandese dichiara che l'ingente spesa (trenta milioni) non era necessaria per il suo progetto[39]. In dicembre i tedeschi vincono 4-1 in casa della Juventus e si guadagnano la qualificazione alla fase ad eliminazione diretta della Champions League, dove eliminano prima la Fiorentina poi il Manchester United, entrambe grazie alla regola dei gol fuori casa. Viene poi sconfitto anche l'Olympique Lione, e arriva così la qualificazione all'ottava finale, che si gioca il 22 maggio a Madrid contro l'Inter. Per i due club conquistare la coppa significa anche centrare il treble: entrambi hanno infatti già vinto sia il campionato che la coppa nazionale. A riuscire nell'impresa sono però i nerazzurri, che vincono l'incontro grazie alla doppietta di Diego Milito, autore di un gol per tempo. Nella stagione successiva il Bayern non può inizialmente far affidamento su Robben, che è vittima di un infortunio[40], e in campionato la squadra chiude il girone di andata al quinto posto, a quattordici punti di distanza dalla capolista Borussia Dortmund[41]. In gennaio il capitano Mark van Bommel viene ceduto al Milan, mentre negli ottavi della Champions League i tedeschi ritrovano l'Inter, e sono nuovamente sconfitti. Il 10 aprile Van Gaal viene esonerato[42], e viene sostituito fino alla fine della stagione da Andries Jonker; i bavaresi vengono condotti al terzo posto in campionato.

Come annunciato il 25 marzo 2011 il nuovo allenatore per la stagione 2011-2012 è per la terza volta Jupp Heynckes. Il Bayern conquista subito la nona finale di Champions League: la partita è in programma proprio nello stadio di casa, mentre l'avversario è il Chelsea. I tedeschi sbloccano l'incontro all'ottantatreesimo con il gol di Thomas Müller, ma cinque minuti dopo, poco prima del termine, Didier Drogba riesce a battere Manuel Neuer; alla fine sono gli inglesi a sollevare il trofeo, dopo i calci di rigore. In ambito nazionale, invece, i bavaresi finiscono alle spalle del Borussia Dortmund sia in campionato che nella Coppa nazionale, dove vengono battuti in finale dai giallo-neri. La situazione si inverte però nella stagione successiva: il Bayern vince contro i rivali la Supercoppa nazionale, mentre in Bundesliga stabilisce il record di punti, di vittorie, di distacco dalla seconda e di turni di anticipo per la conquista matematica del titolo e conquista il Deutsche Meisterschale il 6 aprile 2013 con sei giornate d'anticipo, in seguito alla vittoria per 1-0 sull'Eintracht Frankfurt. Nella Champions League 2012-2013, poi, la squadra vince il proprio girone eliminatorio e si qualifica per la fase ad eliminazione diretta, dove batte prima l'Arsenal, poi la Juventus e poi anche il Barcellona, sconfitto complessivamente per 7-0, prima di arrivare così alla terza finale in quattro anni. Questa si gioca a Londra, e anche qui il Bayern si trova di fronte la squadra di Dortmund, che viene battuta per 2-1 grazie ai gol di Mario Mandžukić e Arjen Robben; il club può così festeggiare il quinto successo nella manifestazione. I bavaresi conquistano anche la Coppa di Germania battendo in finale lo Stoccarda, e centrano così lo storico treble.

Nella stagione 2013-2014, in seguito al ritiro di Heynkes, a guidare il Bayern c'è Josep Guardiola. L'allenatore spagnolo esordisce ufficialmente con la sconfitta nella Supercoppa di Germania, tuttavia poco dopo conduce la squadra alla conquista della prima Supercoppa UEFA: questo dopo aver sconfitto a Praga il Chelsea. In dicembre poi, in seguito alla vittoria a Marrakech contro il Raja Casablanca, vene messa in bacheca anche la prima Coppa del mondo per club FIFA. Il Bayern è poi eliminato dal Real Madrid nella semifinale di Champions League, stabilendo però il record di vittorie consecutive nella manifestazione, dieci[43], e conquista il ventiquattresimo titolo nazionale con sette giornate d'anticipo, vincendo le ultime diciannove partite e stabilendo numerosi record[44]. L'annata è impreziosita dal double, arrivato con la vittoria della diciassettesima Coppa di Germania. Nelle due stagioni successive i bavaresi raggiungono sempre le semifinali della Champions League (eliminazioni contro Barcellona e Atlético Madrid) e conquistano altrettanti titoli di Bundesliga, arrivando così al record di quattro successi consecutivi nella manifestazione. Sempre in campionato il 24 ottobre 2015 la squadra ottiene, in seguito al 4-0 contro il Colonia, la millesima vittoria[45]. Il Bayern conquista anche la Coppa di Germania 2015-2016.

Come noto dal 20 dicembre 2015, dalla stagione seguente siede sulla panchina dei bavaresi Carlo Ancelotti, che firma un contratto triennale[46]. Il tecnico italiano inizia la sua esperienza a Monaco vincendo la Supercoppa di Germania (2-0 al Borussia Dortmund). Malgrado l'eliminazione ai quarti di finale di Champions League contro il Real Madrid e in semifinale di Coppa di Germania contro il Borussia Dortmund, arriva il quinto titolo tedesco consecutivo, vinto con tre giornate di anticipo grazie ad un rotondo 6-0 rifilato al Wolfsburg.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Bayern Monaco Football Club
  • 1900 - Nasce il Bayern Monaco Football Club.

  • 1900-1901 - Partecipa al Campionato della Germania meridionale come primo club della Baviera, poi rinuncia a giocare la semifinale
  • 1901-1902 - Partecipa ad un Campionato cittadino non ufficiale con le altre squadre di Monaco di Baviera ma non prende parte alle finali del Campionato della Germania meridionale
  • 1902-1903 - Vince la gara per l'ammissione allo spareggio di Süddeutsche Meisterschaft ma perde quest'ultimo e non accede alle finali nazionali della prima edizione del campionato tedesco di Verbandliga
  • 1903-1904 - Vincitore del gruppo Oberbayern, perde lo spareggio di Süddeutsche Meisterschaft per l'ammissione alle finali nazionali del campionato tedesco di Verbandliga
  • 1904-1905 - Vincitore del gruppo Oberbayern e poi 4° nel gruppo finale di Südkreis, Campione di Baviera (1º titolo)
  • 1905-1906 - 2° nel gruppo Südkreis Südbayern
  • 1906-1907 - 2° nel gruppo Ostkreis Oberbayern
  • 1907-1908 - 1° nel gruppo Ostkreis Gau Oberbayern e poi 2° nel gruppo Ostkreis finale
  • 1908-1909 - 2° nel gruppo Ostkreis Staffel Oberbayern
  • 1909-1910 - 1° nel gruppo Ostkreis Staffel Süd, poi 1° nel gruppo Ostkreis finale e infine 2° nel gruppo finale Süddeutsche Meisterschaft, Campione di Baviera (2º titolo), non accede alle finali nazionali del campionato tedesco di Verbandliga

  • 1910-1911 - 1° nel gruppo Ostkreis di Süddeutsche Meisterschaft e poi 2° nel gruppo finale di Süddeutsche Meisterschaft, Campione di Baviera (3º titolo), non accede alle finali nazionali del campionato tedesco di Verbandliga
  • 1911-1912 - 2° nel gruppo Ostkreis di Süddeutsche Meisterschaft
  • 1912-1913 - 2° nel gruppo Ostkreis di Süddeutsche Meisterschaft
  • 1913-1914 - 5° nel gruppo Ostkreis di Süddeutsche Meisterschaft
  • 1914-1917 - Campionato nazionale tedesco sospeso per cause belliche
  • 1917-1918 - Campionato nazionale tedesco sospeso per cause belliche, perde la doppia finale di Süddeutsche Meisterschaft
  • 1918-1919 - Campionato nazionale tedesco sospeso per cause belliche
  • 1919-1920 - 2° nel gruppo Sud di Süddeutsche Fußballmeisterschaft

  • 1920-1921
  • 1921-1922 - 2° nel gruppo I di Verbandsliga Südbayern
  • 1922-1923 - 1° nel gruppo di Verbandsliga Südbayern, eliminato nel turno di qualificazione al girone finale di Süddeutsche Meisterschaft
  • 1923-1924 - 3° nel gruppo di Verbandsliga Bayern, non accede alle finali nazionali del campionato tedesco di Verbandliga
  • 1924-1925 - 4° nel gruppo di Verbandsliga Bayern, non accede alle finali nazionali del campionato tedesco di Verbandliga
  • 1925-1926 - 1° nel gruppo di Verbandsliga Bayern e poi 1° nel gruppo finale Süddeutsche Meisterschaft, Campione di Baviera (4º titolo) e Campione della Germania meridionale (1º titolo), ottavi di finale nel campionato nazionale tedesco di Verbandsliga
  • 1926-1927 - 5° nel gruppo di Verbandsliga Bayern, non accede alle finali nazionali del campionato tedesco di Verbandliga
  • 1927-1928 - 1° nel gruppo di Verbandsliga Südbayern e poi 1° nel gruppo finale Süddeutsche Meisterschaft, Campione di Baviera (5º titolo) e Campione della Germania meridionale (2º titolo), semifinale nel campionato nazionale tedesco di Verbandsliga
  • 1928-1929 - 1° nel gruppo di Verbandsliga Südbayern e poi 2° nel gruppo finale Süddeutsche Meisterschaft, quarti di finale nel campionato nazionale tedesco di Verbandsliga
  • 1929-1930 - 1° nel gruppo di Verbandsliga Südbayern e poi 3° nel gruppo finale Süddeutsche Meisterschaft, non accede alle finali nazionali del campionato tedesco di Verbandsliga

  • 1930-1931 - 1° nel gruppo di Verbandsliga Südbayern e poi 3° nel gruppo finale Süddeutsche Meisterschaft, non accede alle finali nazionali del campionato tedesco di Verbandliga
  • 1931-1932 - Meisterschale.png Campione di Germania (1º titolo)
  • 1932-1933 - 1° nel gruppo di Verbandsliga Südbayern e poi 4° nel gruppo finale Est/Ovest di Süddeutsche Meisterschaft, non accede alle finali del campionato tedesco
  • 1933-1934 - 3° in Gauliga Bayern
  • 1934-1935 - 4° in Gauliga Bayern
  • 1935-1936 - 3° in Gauliga Bayern
  • 1936-1937 - 3° in Gauliga Bayern
  • 1937-1938 - 5° in Gauliga Bayern
  • 1938-1939 - 7° in Gauliga Bayern
  • 1939-1940 - 8° in Gauliga Bayern


Red Arrow Down.svg Retrocesso in 2.Oberliga Süd
Green Arrow Up.svg Promosso in Oberliga Süd
Vince la Coppa di Germania meridionale (1º titolo)
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (1º titolo)

Eliminato nei quarti della Coppa delle Fiere.
Red Arrow Down.svg Non si qualifica alla neonata Bundesliga; ammesso in Regionalliga (istituito come 2º livello dopo la riforma dei campionati)
  • 1963-1964 - 2° in Regionalliga Süd, perde il girone finale per la promozione in Bundesliga
  • 1964-1965 - 1° in Regionalliga Süd
Green Arrow Up.svg Promosso in Bundesliga
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (2º titolo)
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (3º titolo)
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe (1º titolo)
Semifinalista nella Coppa delle Coppe.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (4º titolo)
Eliminato nel primo turno della Coppa dei Campioni.

Eliminato nei quarti della Coppa delle Fiere.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (5º titolo)
Semifinalista nella Coppa delle Coppe.
Eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni.
Vince la Coppacampioni.png Coppa dei Campioni. (1º titolo)
Vince la Coppacampioni.png Coppa dei Campioni. (2º titolo)
Vince la Coppacampioni.png Coppa dei Campioni. (3º titolo)
Eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni.
Vince la Coppa Intercontinentale (1º titolo)
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Semifinalista nella Coppa UEFA.

Semifinalista nella Coppa dei Campioni.
Finalista nella Coppa dei Campioni.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (6º titolo)
Eliminato nei quarti della Coppa delle Coppe.
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (7º titolo)
Semifinalista nella Coppa delle Coppe.
Eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (8º titolo)
Finalista nella Coppa dei Campioni.
Eliminato nei quarti della Coppa dei Campioni.
DeustcherSupercupTrophy.png Vince la Supercoppa di Germania (1º titolo)
Semifinalista nella Coppa UEFA.
Semifinalista nella Coppa dei Campioni.

Semifinalista nella Coppa dei Campioni.
DeustcherSupercupTrophy.png Vince la Supercoppa di Germania (2º titolo)
Eliminato nei sedicesimi della Coppa UEFA.
Eliminato nei sedicesimi della Coppa UEFA.
Semifinalista nella Champions League.
Coppauefa.png Vince la Coppa UEFA (1º titolo)
Eliminato nei trentaduesimi della Coppa UEFA.
Eliminato nei quarti della Champions League.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (9º titolo)
Vince la Coppa di Lega tedesca (1º titolo)
Finalista nella Champions League.
Vince la Coppa di Lega tedesca (2º titolo)
Semifinalista nella Champions League.
Vince la Coppa di Lega tedesca (3º titolo)
Coppagermania10.png Vince la Coppa di Germania (10º titolo)

Vince la Coppa di Lega tedesca (4º titolo)
Vince la Coppacampioni.png Champions League. (4º titolo)
Eliminato nei quarti della Champions League.
Vince la Coppa Intercontinentale (2º titolo)
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (11º titolo)
Eliminato negli ottavi della Champions League.
Eliminato nei quarti della Champions League.
Vince la Coppa di Lega tedesca (5º titolo)
Coppagermania.pngVince la Coppa di Germania (12º titolo)
Eliminato negli ottavi della Champions League.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (13º titolo)
Eliminato nei quarti della Champions League.
Semifinalista nella Coppa UEFA.
Vince la Coppa di Lega tedesca (6º titolo)
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (14º titolo)
Eliminato nei quarti della Champions League.
Finalista nella Champions League.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (15º titolo)

Eliminato negli ottavi della Champions League.
DeustcherSupercupTrophy.png Vince la Supercoppa di Germania (3º titolo)
Finalista nella Champions League.
DeustcherSupercupTrophy.png Vince la Supercoppa di Germania (4º titolo)
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (16º titolo)
Vince la Coppacampioni.png Champions League. (5º titolo).
Semifinalista nella Champions League.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (17º titolo)
Supercoppaeuropea.png Vince la Supercoppa UEFA (1º titolo)
FIFA Club World Cup.svg Vince la Coppa del mondo per club (1º titolo)
Finalista della Supercoppa di Germania.
Semifinalista nella Champions League.
Semifinalista nella Champions League.
Coppagermania.png Vince la Coppa di Germania (18º titolo).
Eliminato nei quarti della Champions League.
DeustcherSupercupTrophy.png Vince la Supercoppa di Germania (5º titolo)

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori tradizionali del Bayern sono il rosso e il bianco, la cui preminenza sulle divise ha variato spesso nel corso della storia. Anche il blu è stato non raramente utilizzato. Tuttavia, agli albori del club, il Bayern giocò originariamente con tenute bianco-azzurre prima e caratterizzate da maglia bianca e calzoncini neri fino al 1905 quando si unirono al Münchner Sport Club, il quale stabilì che si dovesse giocare in calzoncini rossi. Per gran parte della prima fase della storia del club, il Bayern indossò divise casalinghe rosse o amaranto. Nella stagione 1968–69, il Bayern cambiò radicalmente il suo aspetto in campo, scegliendo un completo a strisce rosso-blu con calzettoni e pantaloncini blu. Tra il 1969 ed il 1973 invece scese in campo con maglia sempre a strisce verticali, ma bianco-rosse. Nel 1973–74, la squadra indossò invece un completo bianco con una banda verticale rosso-blu laterale. Dal 1974 si scelse di tornare al completo tradizionale ed il Bayern ha per la maggior parte dei casi utilizzato divise rosse con dettagli più o meno marcati bianchi o più raramente blu. Nel biennio 1995-97 si è tornati dopo poco meno di trent'anni alla maglia rosso-blu a strisce, riadottata anche nel 2014-2015. La divisa più lontana dalla tradizione del club fu quella proposta da Adidas nel 1997, un completo blu notte con una vistosa banda orizzontale sulla maglia rossa. Meno lontana ma comunque particolare fu la divisa Rotwein (vino rosso) per le partite di Bundesliga tra il 2001 e 2003, e per la Champions League 2006-07, in riferimento alle scelte cromatiche a volte avvenute prima degli anni '60.[47]

Le divise da trasferta sfoggiate dal club sono state dei colori più svariati, anche in virtù del fatto che quella casalinga ha subito vari stravolgimenti nel tempo. Il colore più usato è stato il bianco, ma non sono mancate maglie nere, blu, verde-oro. Non sono mancate anche divise apposite per le campagne europee (una notissima grigio-amaranto con cui persero la finale di Champions).

Negli anni '80 e '90 il Bayern era solito indossare una maglia speciale da trasferta contro il Kaiserslautern, coi colori della nazionale brasiliana, gialla e blu, proposta per scaramanzia dovuta al fatto che la squadra fosse la bestia nera dei bavaresi che difficilmente riuscivano a vincere nel loro stadio.[48]

Divise storiche[modifica | modifica wikitesto]

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Finale Coppa UEFA 1996
(Andata)
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Finale Coppa UEFA 1996
(Ritorno)
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Finale DFB-Pokal 2003

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo del Bayern Monaco presenta al centro dei diamanti azzurri e bianchi; questi richiamano la bandiera della Baviera (Bayern in tedesco), e sono contenuti da un anello rosso su cui c'è la scritta "FC Bayern München".

Questo stemma è stato però adottato in una forma molto simile all'attuale solo a partire dal 1970: inizialmente era infatti composto dalle lettere F, B, C e M tra loro sovrapposte, mentre la bandiera della Baviera comincia a comparire dal 1961[49].


1900–01
1906–19
1923–38
1945–54
1954–61
1961–65
1965–70
1970–79
1979–96
1996–02
2002–

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'inno della squadra si chiama Stern des Südens (Stella del Sud); è stato composto nel 1998 da Willy Astor.

Mascotte[modifica | modifica wikitesto]

La mascotte ufficiale della squadra è l'orso Berni[50].

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Grünwalder Stadion, Olympiastadion (Monaco di Baviera) e Allianz Arena.
L'Allianz Arena, inaugurata nel 2005, è uno degli stadi più moderni del mondo

Nei primi anni di vita il Bayern inizia a giocare in un campo da gioco situato nei pressi della Karl-Theodor-Straße, poi si trasferisce in un altro sulla Leopoldstrasse, sempre a Monaco; quest'ultimo poteva contenere fino a 8 000 spettatori[51].

A partire dal 1926 il Bayern si trasferisce nel Grünwalder Stadion, che è situato nella periferia meridionale della città. L'impianto, costruito dal Monaco 1860 nel 1911, viene danneggiato durante la seconda guerra mondiale e ricostruito totalmente nel 1948. Nel 1972 la squadra si trasferisce poi nel nuovo Olympiastadion, impianto che viene edificato dall'amministrazione cittadina per ospitare i Giochi della XX Olimpiade che si tengono proprio in questo anno in città. È dotato di una buona capienza, tanto che viene utilizzato anche per ospitare le finali dei Mondiali del 1974 e degli Europei del 1988, oltre ad altre partite di queste manifestazioni; è anche sede di tre finali di Coppa dei Campioni - Champions League e dei campionati europei di atletica leggera 2002.

Nel 2002 il Bayern e il Monaco 1860 iniziano ad edificare un nuovo stadio, la modernissima Allianz Arena, che sorge invece nella parte nord della città. L'impianto è agibile dalla stagione 2005-06, e vanta una capacità di 69 900 persone; è una costruzione ultratecnologica, capace di illuminarsi all'esterno con i colori della squadra di casa, e che, data la sua forma viene soprannominata Schlauchboot, gommone. La prima rete segnata in questo stadio è stata di Owen Hargreaves il 5 agosto 2005 nella partita Bayern - Borussia Mönchengladbach[52].

Il Monaco 1860, che era inizialmente comproprietario dell'impianto, ha venduto le sue quote dello stadio al Bayern Monaco[53] per 11 milioni di euro nell'aprile del 2006 a seguito di gravi difficoltà economiche. Tuttavia i due club si sono accordati affinché il Monaco 1860 potesse continuare a giocare nell'impianto.

Nelle competizioni europee il Bayern Monaco ha perso soltanto sette partite in questo stadio negli anni che vanno dal 2005 al 2013: sei nella Champions League (Bayern-Milan 0-2 nei quarti di finale l'11 aprile 2007, Bayern-Bordeaux 0-2 nei gironi il 3 novembre 2009, Bayern-Inter 2-3 negli ottavi di finale il 15 marzo 2011, nella finale Bayern-Chelsea del 19 maggio 2012, Bayern-Arsenal 0-2 negli ottavi di finale il 13 marzo 2013 e in Bayern-Manchester City 2-3 nella fase a gironi il 10 dicembre 2013), e una nella Coppa UEFA (Bayern-Anderlecht 1-2 negli ottavi di finale il 12 marzo 2008).

Campo di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Säbener Straße.
Vista parziale

La società dispone di un centro di allenamento che occupa una superficie di 80 000 metri quadrati. Ospita cinque campi da gioco e una palestra, e viene usato sia dalla prima squadra che dalle formazioni giovanili[54].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Il Bayern è una società posseduta da soli privati. La squadra professionistica di calcio è gestita dal FC Bayern München AG, le cui quote azionarie sono state ridefinite nel febbraio 2014, a seguito dell'ingresso in società della Allianz, già partner del club e titolare dei diritti di naming sullo stadio (ora estesi con diritto d'opzione sino al 2041): il 75% è detenuto dalla casa madre, FC Bayern München e. V. (e. V. è il diminutivo di Eingetragener Verein), mentre un 8,33% ciascuno è di proprietà della Adidas, maggiore sponsor del club e fornitore tecnico, di Audi e, appunto, della Allianz, che per entrare in possesso di tale quota ha versato nelle casse della AG 110 milioni di Euro (una cifra superiore ai 77 milioni versati dalla Adidas nel 2002 e ai 90 milioni versati da Audi nel 2009 per ottenere allora il 9,1% ciascuna), finanziando, soprattutto, l'estinzione delle obbligazioni ancora insistenti sulla Allianz Arena.[55]. Principali sponsor sono la Deutsche Telekom, l'Audi, la Siemens, la Lufthansa, la Coca-Cola e la Paulaner, anch'essa bavarese (al pari di Adidas, Allianz e Audi).

Il Presidente della società madre è Karl Hopfner, il quale è anche membro del consiglio d'amministrazione della AG, mentre Franz Beckenbauer, presidente dal 1994 al 2009, è ora presidente onorario. Il capo della AG è Karl-Heinz Rummenigge, precedente giocatore del club.

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Logo FC Bayern München.svg
FCB EV

Fonte: Sito ufficiale[56].

Logo FC Bayern München.svg
FCB AG

Fonte: Sito ufficiale[57].

  • Karl-Heinz Rummenigge - Presidente
  • Jan-Christian Dreesen - Consigliere di amministrazione
  • Matthias Sammer - Consigliere di amministrazione
  • Andreas Jung - Consigliere di amministrazione
  • Jörg Wacker - Consigliere di amministrazione

[modifica | modifica wikitesto]

Logo FC Bayern München.svg
Cronologia degli sponsor ufficiali

Cronologia degli sponsor ufficiali[58].

Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2005 è attiva la "FC Bayern – Hilfe e.V."[59].

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

La seconda squadra

Al pari di molte altre compagini tedesche il Bayern Monaco, oltre alle squadre giovanili ha una seconda squadra, il Fußball-Club Bayern München II[60]; nella stagione 2014-2015 milita in Regionalliga Bayern, una delle cinque divisioni del quarto livello del campionato tedesco di calcio. Gioca le partite nel Grünwalder Stadion, impianto in passato utilizzato dalla prima squadra tra il 1926 e il 1972.

Per quanto riguarda il settore giovanile, la società è dotata di un proprio centro giovanile che ospita i giocatori; tra quelli che ci hanno vissuto figurano Holger Badstuber, Bastian Schweinsteiger, Owen Hargreaves, Piotr Trochowski e Samuel Kuffour[61].

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del F.C. Bayern München

Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei giocatori inseriti nella "Hall of Fame" del club[62]:

Capitani[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei capitani del Bayern Monaco dal 1965 a oggi, con il periodo in cui hanno portato la fascia[63].

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

Campioni del mondo

Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto il campionato mondiale di calcio durante il periodo di militanza nel Bayern Monaco[64].

Premi individuali dei giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Tre giocatori del Bayern Monaco hanno ricevuto il Pallone d'oro, per un totale di cinque volte: Gerd Müller (1970), Franz Beckenbauer (1972 e 1976) e Karl-Heinz Rummenigge (1980 e 1981). Da notare inoltre che nel 1972 e nel 1981 anche al secondo posto è stato appannaggio di un giocatore del Bayern, rispettivamente Müller e Paul Breitner; inoltre Oliver Kahn è stato proclamato Miglior giocatore dei Mondiali al termine dei Mondiali del 2002.

Premi Nome Anno/i
Pallone d'oro.svg Pallone d'oro (Calciatore europeo dell'anno)
Germania Gerd Müller 1970
Germania Franz Beckenbauer 1972, 1976
Germania Karl-Heinz Rummenigge 1980, 1981
UEFA Best Player in Europe Award
Francia Franck Ribéry 2013
Onze d'or
Germania Karl-Heinz Rummenigge 1980, 1981
Miglior giocatore dei Mondiali
Germania Oliver Kahn 2002
Miglior portiere dell'anno IFFHS
Belgio Jean-Marie Pfaff 1987
Germania Oliver Kahn 1999, 2001, 2002
Germania Manuel Neuer 2013, 2014, 2015, 2016
UEFA Club Footballer of the Year
Germania Stefan Effenberg 2001
UEFA Club Football Awards - Miglior portiere
Germania Oliver Kahn 1999, 2000, 2001, 2002
Calciatore asiatico dell'anno
Iran Ali Daei 1999
Calciatore tedesco dell'anno
Germania Gerd Müller 1967, 1969
Germania Franz Beckenbauer 1966, 1968, 1974, 1976
Germania Sepp Maier 1975, 1977, 1978
Germania Karl-Heinz Rummenigge 1980
Germania Paul Breitner 1981
Germania Lothar Matthäus 1999
Germania Oliver Kahn 2000, 2001
Germania Michael Ballack 2003, 2005
Francia Franck Ribéry 2008
Paesi Bassi Arjen Robben 2010
Germania Bastian Schweinsteiger 2013
Germania Manuel Neuer 2014
Germania Jerome Boateng 2016
Calciatore danese dell'anno Danimarca Brian Laudrup 1992
Calciatore ghanese dell'anno Ghana Samuel Kuffour 1998, 1999, 2001
BBC African Footballer of the Year
Ghana Samuel Kuffour 2001
Calciatore paraguaiano dell'anno Paraguay Roque Santa Cruz 1999
Guldbollen Svezia Patrik Andersson 2001
England Player of the Year Inghilterra Owen Hargreaves 2006
Calciatore francese dell'anno Francia Franck Ribéry 2008, 2013
Calciatore croato dell'anno Croazia Ivica Olić 2009, 2010
Croazia Mario Mandžukić 2012
Calciatore austriaco dell'anno Austria David Alaba 2011, 2012, 2013
Trofeo Bravo Inghilterra Owen Hargreaves 2001
Germania Thomas Müller 2010

Altri riconoscimenti individuali[modifica | modifica wikitesto]

Gerd Müller ha conquistato per due volte la Scarpa d'oro quale miglior marcatore europeo: nel 1970 e nel 1972, oltre ad essere stato per quattro volte capocannoniere in Coppa dei Campioni e sette in campionato; inoltre, con la maglia della Nazionale ha vinto anche la classifica marcatori in due manifestazioni internazionali: Messico 1970 e Belgio 1972.

Scarpa d'oro
Nome Anno/i (Reti)
Germania Gerd Müller 1970 (38), 1972 (40)
Capocannoniere della UEFA Champions League
Nome Anno/i (Reti)
Germania Gerd Müller 1973 (11), 1974 (8), 1975 (5), 1977 (5)
Germania Karl-Heinz Rummenigge 1981 (6)
Germania Dieter Hoeneß 1982 (7)
Capocannoniere della Coppa UEFA
Nome Anno/i (Reti)
Germania Dieter Hoeneß 1980 (7)
Germania Jürgen Klinsmann 1996 (15)
Italia Luca Toni 2008 (10)
Capocannoniere della Bundesliga
Nome Anno/i (Reti)
Germania Gerd Müller 1967 (28), 1969 (30), 1970 (38), 1972 (40), 1973 (36), 1974 (30), 1978 (24)
Germania Karl-Heinz Rummenigge 1980 (26), 1981 (29), 1984 (26)
Germania Roland Wohlfarth 1989 (17), 1991 (21)
Brasile Giovane Élber 2003 (21)
Italia Luca Toni 2008 (24)
Germania Mario Gomez 2011 (28)
Polonia Robert Lewandowski 2016 (30)
Scarpa d'oro adidas - Capocannoniere del Campionato del mondo
Nome Anno/i (Reti)
Germania Gerd Müller 1970 (10)
Germania Thomas Müller 2010 (5)
Capocannoniere del Campionato europeo
Nome Anno/i (Reti)
Germania Gerd Müller 1972 (4)
Bomber dell'anno IFFHS
Nome Anno/i (Reti)
Germania Jürgen Klinsmann 1995 (17)
Polonia Robert Lewandowski 2015 (22)

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la lista degli allenatori del Bayern Monaco dal 1900 ad oggi.i[65]:

Logo FC Bayern München.svg
Allenatori dal 1900 al 1963
Allenatore dal al giorni Vittorie
1 Jugoslavia Cajkovski, Zlatko Zlatko Čajkovski 01/07/63 30/06/68 1096 3 2 Coppe di Germania, 1 Coppa delle Coppe
2 Jugoslavia Zebec, Branco Branko Zebec 01/07/68 13/03/70 621 2 1 campionato tedesco, 1 Coppa di Germania
3 Germania Lattek, Udo Udo Lattek 14/03/70 02/01/75 1756 5 3 campionati tedeschi, 1 Coppa di Germania, 1 Coppa dei Campioni
4 Germania Cramer, Dettmar Dettmar Cramer 16/01/75 01/12/77 1051 3 2 Coppe dei Campioni, 1 Coppa Intercontinentale
5 Ungheria Lorant, Gyual Gyula Lorant 02/12/77 28/02/79 454 0
6 Ungheria Csernai, Pal Pal Csernai 01/03/79 16/05/83 1538 3 2 campionati, 1 Coppa di Germania
7* Germania Saftig, Rainer Reinhard Saftig 17/05/83 30/06/83 45 0
8 Germania Lattek, Udo Udo Lattek 01/07/83 30/06/87 1461 5 3 campionati, 2 Coppe di Germania
9 Germania Henyckes, Jupp Jupp Heynckes 01/07/87 08/10/91 1561 4 2 campionati, 2 Supercoppe di Germania
10 Danimarca Lerby, Soeren Søren Lerby 09/10/91 11/03/92 155 0
11 Germania Ribbeck, Erich Erich Ribbeck 12/03/92 27/12/93 656 0
12 Germania Beckenbauer, Franz Franz Beckenbauer 07/01/94 30/06/94 175 1 1 campionato
13 Italia Trapattoni, Giovanni Giovanni Trapattoni 01/07/94 30/06/95 365 0
14 Germania Rehhagel, Otto Otto Rehhagel 01/07/95 27/04/96 302 0
15 Germania Beckenbauer, Franz Franz Beckenbauer[n 1] 29/04/96 30/06/96 63 1 1 Coppa UEFA
16 Italia Trapattoni, Giovanni Giovanni Trapattoni 01/07/96 30/06/98 730 3 1 campionato, 1 Coppa di Germania, 1 Coppa di Lega tedesca
17 Germania Hitzfeld, Ottmar Ottmar Hitzfeld 01/07/98 30/06/04 2192 11 4 campionati, 2 Coppe di Germania, 3 Coppe di Lega tedesca, 1 Champions League, 1 Coppa Intercontinentale
18 Germania Magath, Felix Felix Magath 01/07/04 31/01/07 945 5 2 campionati, 2 Coppe di Germania, 1 Coppa di Lega tedesca
19 Germania Hitzfeld, Ottmar Ottmar Hitzfeld 01/02/07 30/06/08 516 3 1 campionato, 1 Coppa di Germania, 1 Coppa di Lega tedesca
20 Germania Klinsmann, Jürgen Jürgen Klinsmann 01/07/08 27/04/09 302 0
21 Germania Heynckes, Jupp Jupp Heynckes[n 1] 27/04/09 31/05/09 35 0
22 Paesi Bassi Gaal, Louis van Louis van Gaal 01/07/09 10/04/11 648 3 1 campionato, 2 Coppe di Germania, 1 Supercoppa di Germania
23 Paesi Bassi Jonker, Andries Andries Jonker 10/04/11 26/06/11 61 0
24 Germania Heynckes, Jupp Jupp Heynckes 01/07/11 30/06/13 730 4 1 Supercoppa di Germania, 1 campionato, 1 Champions League, 1 Coppa di Germania
25 Spagna Josep, Guardiola Josep Guardiola 01/07/13 30/06/16 1095 6 3 campionati, 2 coppa di Germania, 1 Supercoppa UEFA, 1 Coppa del mondo per club FIFA
26 Italia Carlo, Ancelotti Carlo Ancelotti 01/07/16 2 1 campionato, 1 Supercoppa di Germania
  1. ^ a b Allenatore ad interim.

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito viene riportata la lista dei presidenti del Bayern Monaco dal 1900 ad oggi[66]:

Uli Hoeneß, ex massimo dirigente del club, e Franz Beckenbauer, in carica dal 1994 al 2009 e oggi presidente onorario
Logo FC Bayern München.svg
Presidenti
  • 1900 - 1903: Franz John
  • 1903 - 1906: Willem Hesselink
  • 1906 - 1907: Kurt Müller
  • 1907 - 1913: Angelo Knorr
  • 1913 - 1914: Kurt Landauer
  • 1914 - 1915: Fred Dunn
  • 1915: Hans Tusch
  • 1915: Fritz Meier
  • 1915: Hans Bermühler
  • 1916 - 1919: Fritz Meier
  • 1919 - 1921: Kurt Landauer
  • 1921 - 1922: Fred Dunn
  • 1922 - 1933: Kurt Landauer
  • 1933 - 1934: Siegfried Hermann
  • 1934 - 1935: Karl-Heinz Oettinger
  • 1935 - 1937: Richard Amesmeier
  • 1937 - 1938: Franz Nußhardt
  • 1938 - 1943: Franz Kellner
  • 1943 - 1945: Josef Sauter
  • 1945: Franz Xaver Heilmansseder
  • 1945: Josef Bayer
  • 1945 - 1947: Siegfried Herrmann
  • 1947 - 1951: Kurt Landauer
  • 1951 - 1953: Julius Scheuring
  • 1953 - 1955: Adolf Fischer, Karli Wild, Hugo Theisinger
  • 1955 - 1958: Alfred Reitlinger
  • 1958 - 1962: Roland Endler
  • 1962 - 1979: Wilhelm Neudecker
  • 1979 - 1985: Willi O. Hoffmann
  • 1985 - 1994: Fritz Scherer
  • 1994 - 2009: Franz Beckenbauer
  • 2009 - 2014: Uli Hoeneß
  • 2014 - 2016: Karl Hopfner
  • 2016 - : Uli Hoeneß

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito vengono riportati i trofei e i principali piazzamenti del club nella sua storia[67]:

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1931-32, 1968-69, 1971-72, 1972-73, 1973-74, 1979-80, 1980-81, 1984-85, 1985-86, 1986-87, 1988-89, 1989-90, 1993-94, 1996-97, 1998-99, 1999-00, 2000-01, 2002-03, 2004-05, 2005-06, 2007-08, 2009-10, 2012-13, 2013-14, 2014-15, 2015-16, 2016-2017
1956-57, 1965-66, 1966-67, 1968-69, 1970-71, 1981-82, 1983-84, 1985-86, 1997-98, 1999-00, 2002-03, 2004-05, 2005-06, 2007-08, 2009-10, 2012-13, 2013-14, 2015-16
1987, 1990, 2010, 2012, 2016
1997, 1998, 1999, 2000, 2004, 2007

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1976, 2001
2013
1973-74, 1974-75, 1975-76, 2000-01, 2012-13
  • Coppacoppe.png Coppa delle Coppe: 1 (record tedesco condiviso con Amburgo, Borussia Dortmund, Werder Brema e Magdeburgo)
1966-67
1995-96
2013

Altre Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

  • International Champions Cup: 1 (2004)

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

1964-65
  • Campionato della Germania meridionale: 2
1926, 1928
1905, 1910, 1911, 1926, 1928
  • Coppa della Germania meridionale: 1
1957

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati e ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Dalla stagione 1909-1910 alla stagione 2016-2017 compresa, la squadra ha partecipato a:

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Ostkreis-Liga 5 1909-1910 1913-1914 99
Kreisliga Südbayern 4 1919-1920 1922-1923
Bezirksliga Bayern 10 1923-1924 1932-1933
Gauliga Bayern 12 1933-1934 1944-1945
Oberliga Süd 17 1945-1946 1962-1963
Bundesliga 52 1965-1966 2016-2017
2. Oberliga Süd 1 1955-1956 3
Regionalliga Süd 2 1963-1964 1964-1965

Partecipazione alle coppe europee[modifica | modifica wikitesto]

Alla stagione 2016-2017 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai tornei internazionali[68]:

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa dei Campioni/UEFA Champions League 33 1969-1970 2016-2017
Coppa delle Coppe 5 1966-1967 1984-1985
Coppa Intercontinentale 2 1976 2001
Supercoppa UEFA 4 1975 2013
Coppa UEFA/UEFA Europa League 9 1977-1978 2007-2008
Coppa del mondo per club FIFA 1 2013
Coppa delle Fiere 4 1962-1963 1970-1971

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornato alla fine della stagione 2013-2014

In 'grassetto' i calciatori ancora in squadra

Dati aggiornati al 10 dicembre 2016.

Logo FC Bayern München.svg
Record di presenze

I primi tredici giocatori per numero di presenze[69]:

Logo FC Bayern München.svg
Record di reti

I primi quindici giocatori per numero di gol[70]:

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Il Bayern Monaco è considerato senza ombra di dubbio il maggiore club calcistico della città e della nazione. La sua popolarità va ben oltre i confini tedeschi, coinvolgendo appassionati di tutto il mondo.

Rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby di Monaco di Baviera e Der Klassiker.
Tifosi

Il Bayern è uno dei tre club professionistici del capoluogo bavarese. Il principale rivale cittadino è il Monaco 1860, attualmente in seconda divisione. La rivalità, molto sentita negli anni '60, quando il Monaco 1860 era una potenza del calcio tedesco, ha perso importanza negli ultimi anni, ma il derby di Monaco di Baviera rimane un evento molto atteso. L'altra società, l'Unterhaching, che ha sede in un paese vicino Monaco, ha partecipato ad alcuni campionati di prima divisione (il primo dei quali nel 1999-2000), ma ha quasi sempre militato in seconda divisione.

Dagli anni '20 si sviluppò una rivalità con il Norimberga, rivale bavarese che negli anni '20 e '30 era più titolato del Bayern[71]. La partita tra le due squadre è definita derby di Baviera.

Molto sentita è la rivalità con il Kaiserslautern, che trae origina da una sfida del 1973 persa per 7-4 dal Bayern, che era in vantaggio con il punteggio di 4-1[72][73], e riaccesa dopo il referendum successivo alla seconda guerra mondiale, che decretò l'indipendenza di Kaiserslautern e del Palatinato dalla Baviera.

Negli ultimi decenni è cresciuta la rivalità sportiva con il Borussia Dortmund, che ha saputo contendere al Bayern Monaco il primato nazionale. La partita tra le due squadre è nota come Der Klassiker. Numerosi sono i duelli tra le due squadre per la conquista del titolo nazionale della Coppa di Germania, nella cui finale i club si sono incontrati varie volte (2008, 2012, 2014 e 2016). Nel 2012 la sconfitta per 5-2 patita contro il Borussia Dortmund nella finale di Coppa di Germania fu la più larga subita dal Bayern in una finale. Molti sono stati anche gli incontri tra le due squadre in Supercoppa di Germania (1989, 2008, 2012, 2013, 2014 e 2016). Nel 2012-2013 le due squadre si sono ritrovate anche in finale di Champions League, la prima tra due squadre tedesche nella storia del torneo[74].

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

In campo internazionale si segnala il gemellaggio con i supporters italiani della Civitanovese e della Sambenedettese. In Germania invece, esiste un gemellaggio con i tifosi del Bochum.

Organico 2017-2018[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fußball-Club Bayern München 2017-2018.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 14 luglio 2017.[75]

N. Ruolo Giocatore
1 Germania P Manuel Neuer
4 Germania D Niklas Süle
5 Germania D Mats Hummels
6 Spagna C Thiago Alcántara
7 Francia C Franck Ribéry
8 Spagna C Javi Martínez
9 Polonia A Robert Lewandowski
10 Paesi Bassi C Arjen Robben
11 Colombia C James Rodriguez
13 Brasile D Rafinha
14 Spagna D Juan Bernat
17 Germania D Jérôme Boateng
19 Germania C Sebastian Rudy
20 Germania D Felix Götze
N. Ruolo Giocatore
23 Cile C Arturo Vidal
24 Francia C Corentin Tolisso
25 Germania A Thomas Müller
26 Germania P Sven Ulreich
27 Austria D David Alaba
29 Francia C Kingsley Coman
30 Germania C Niklas Dorsch
32 Germania C Joshua Kimmich
34 Austria D Marco Friedl
35 Portogallo C Renato Sanches
36 Germania P Christian Früchtl
40 Germania C Fabian Benko

Vedi anche Fußball-Club Bayern München II.

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Organigramma, tratto dal sito ufficiale, aggiornato al 21 giugno 2016.[76]

Direttore Sportivo: Germania Matthias Sammer
Allenatore: Italia Carlo Ancelotti
Vice-Allenatore: Germania Hermann Gerland
Vice-Allenatore: Italia Davide Ancelotti
Preparatore atletico: Italia Giovanni Mauri
Preparatore atletico: Italia Francesco Mauri
Allenatore portieri: Croazia Toni Tapalović
Capo Osservatore: Germania Paul Breitner
Medico sociale: Germania Andreas Schlumberger.

Altre sezioni della polisportiva[modifica | modifica wikitesto]

Il Bayern è una società polisportiva, quindi, oltre al calcio maschile esistono altre sezioni.

Calcio femminile[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fußball-Club Bayern München Frauenfußball.

La sezione di calcio femminile è il Bayern München Frauenfußball. La squadra è stata fondata nel 1970 ed è diventata campione nazionale nel 1976, mentre nel 2002 ha conquistato la coppa nazionale[77]. Gioca le partite nel Grünwalder Stadion, utilizzato fino al 1972 dalla prima squadra maschile.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fußball-Club Bayern München Basketball.

La sezione di pallacanestro si chiama Bayern München Basketball. Fondata nel 1946 milita nella Basketball-Bundesliga; nella stagione 2013-2014 ha vinto il 3° campionato. Gioca le partite casalinghe nella Audi Dome[78].

Altre sezioni[modifica | modifica wikitesto]

La sezione di scacchi

Le altre sezioni del club sono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (PDF(ES) Domènec García, Un dilema histórico, in El Mundo Deportivo, 23 settembre 2003. URL consultato il 3 agosto 2009.
  2. ^ a b (EN) FC Bayern celebrate 117th birthday, in fcbayern.com. URL consultato il 23 aprile 2017.
  3. ^ a b c d e f g h (EN) The Early Years: Foundation & First Title, in fcbayern.com. URL consultato il 23 aprile 2017.
  4. ^ Camaleontico Bayern: quante divise diverse dal ’90 ad oggi!, in soccerstyle24.it. URL consultato il 23 aprile 2017.
  5. ^ a b (EN) Success from the start, in fcbayern.com. URL consultato il 23 aprile 2017.
  6. ^ (EN) FC Bayern München, in abseits-soccer.com. URL consultato il 22 agosto 2014.
  7. ^ a b Calcio, dittature e propaganda, in paperblog.com. URL consultato il 24 agosto 2014.
  8. ^ (EN) Kurt Landauer, in fcbayern.de. URL consultato il 22 agosto 2014.
  9. ^ a b (EN) Hard times and reconstruction, in fcbayern.com. URL consultato il 24 aprile 2017.
  10. ^ a b Il Bayern dalle fondamenta, in wordpress.com. URL consultato il 13 novembre 2014.
  11. ^ (EN) The man who changed everything, in espnfc.com. URL consultato il 24 agosto 2014.
  12. ^ Forza fisica e grandi individualità. Il Bayern di Beckenbauer, in frickfoot.it. URL consultato il 25 agosto 2014.
  13. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle, in kicker.de. URL consultato il 25 agosto 2014.
  14. ^ Forza fisica e grandi individualità. Il Bayern di Beckenbauer, in frickfoot.it. URL consultato il 25 agosto 2014.
  15. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle, in kicker.de. URL consultato il 25 agosto 2014.
  16. ^ Spunti di Sport Amarcord: Atletico Madrid – Bayern (1974), in blog.guerinsportivo.it. URL consultato il 25 agosto 2014.
  17. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle, in kicker.de. URL consultato il 1º ottobre 2014.
  18. ^ BAYERN MONACO 1971-1976 Gli anni d'oro della corazzata, in storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 25 agosto 2014.
  19. ^ Quando Inter e Bayern Monaco erano il calcio in bianco e nero, in corriere.it. URL consultato il 25 agosto 2014.
  20. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle, in kicker.de. URL consultato il 13 novembre 2014.
  21. ^ ULI HOENESS, in calcioitaliastory.it. URL consultato il 26 agosto 2014.
  22. ^ a b 1975 - Bayern Monaco, in gazzetta.it. URL consultato il 25 agosto 2014.
  23. ^ 1974/75: BAYERN MONACO, in storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 25 agosto 2014.
  24. ^ 1974/75: BAYERN MONACO, in storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 25 agosto 2014.
  25. ^ È morto Pál Csernai, in calciocorea.altervista.org. URL consultato il 29 agosto 2014.
  26. ^ Karl-Heinz Rummenigge il campione che ha vinto “quasi” tutto, in informarea.it. URL consultato il 29 agosto 2014.
  27. ^ Benítez eguaglia Lattek, in it.uefa.com. URL consultato il 31 agosto 2014.
  28. ^ Il momento magico di Madjer, in it.uefa.com. URL consultato il 12 settembre 2014.
  29. ^ DALLA GALOPPATA DI BERTI ALLA DOPPIETTA DI MILITO, in storiesportive.it. URL consultato il 3 settembre 2014.
  30. ^ (EN) FC Bayern München, in uefa.com. URL consultato il 6 novembre 2014.
  31. ^ Trapattoni che parla tedesco..., in viaggio-in-germania.de. URL consultato il 4 settembre 2014.
  32. ^ (EN) Under Louis van Gaal, Bayern have mastered the art of the comeback., in www.goal.com. URL consultato il 12 settembre 2014.
  33. ^ Bayern Monaco: Magath esonerato, in tgcom24.mediaset.it. URL consultato il 15 settembre 2014.
  34. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle, in kicker.de. URL consultato il 18 settembre 2014.
  35. ^ KataKlinsmann da Toni L'ex c.t. va al Bayern, in gazzetta.it. URL consultato il 18 settembre 2014.
  36. ^ Bayern-Sporting: totale 12-1, in sportmediaset.mediaset.it. URL consultato il 18 settembre 2014.
  37. ^ Esonerato Klinsmann Il Bayern a Heynckes, in gazzetta.it. URL consultato il 18 settembre 2014.
  38. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle, in kicker.de. URL consultato il 18 settembre 2014.
  39. ^ Le 10 cose che non sai su Gomez, in violanews.com. URL consultato il 21 settembre 2014.
  40. ^ Bayern Monaco pronto a denunciare l'Olanda per l'infortunio di Robben, in sport.it. URL consultato il 28 settembre 2014.
  41. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle, in kicker.de. URL consultato il 23 settembre 2014.
  42. ^ Bayern, ufficiale: esonerato Van Gaal, in calciomercato.com. URL consultato il 22 settembre 2014.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Thomas Donati, Stella della Germania. Storia e gloria del Bayern Monaco, Limina, 2007, ISBN 88-6041-028-2.

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