Basketball-Bundesliga
| Basketball-Bundesliga | |
|---|---|
| Sport | |
| Tipo | squadre di club |
| Federazione | FIBA Europe |
| Paese | |
| Organizzatore | DBB Basketball Bundesliga GmbH |
| Titolo | Campione di Germania |
| Cadenza | annuale |
| Apertura | settembre |
| Partecipanti | 18 |
| Formula | stagione regolare + play-off |
| Retrocessione in | ProA |
| Sito Internet | http://www.beko-bbl.de/ |
| Storia | |
| Fondazione | 1966 |
| Numero edizioni | 60 |
| Detentore | Bayern Monaco |
| Record vittorie | Bayer Leverkusen (14) |
| Edizione in corso | Basketball-Bundesliga 2025-2026 |
Trofeo o riconoscimento | |
La Basketball-Bundesliga (BBL), conosciuta anche per ragioni di sponsorizzazione come easyCredit BBL, è il massimo livello del campionato tedesco, riservato ai club professionistici di pallacanestro in Germania. Il campionato comprende 18 squadre. Una stagione di BBL è divisa in una prima fase di stagione regolare e una seconda fase di playoff. Al termine della stagione regolare, le prime otto squadre si qualificano per i playoff, mentre le squadre classificate al 17º e 18º posto vengono retrocesse al livello inferiore, la ProA. Tutte le serie dei playoff si giocano al meglio delle cinque partite. La squadra vincitrice della finale viene incoronata Campione di Germania di quella stagione.
La prima edizione del campionato tedesco di pallacanestro si svolse nel 1939, e dopo la seconda guerra mondiale, a partire dal 1947. A partire dal 1965, nella Germania occidentale, il campionato venne riformato con la nascita, appunto, della Basketball-Bundesliga, che mantenne lo status di massimo campionato anche dopo la riunificazione tedesca.
Oltre al campionato, tutte le squadre di BBL competono per la BBL-Cup.[1] Possono partecipare alla Coppa anche squadre che giocano nella seconda divisione nazionale (ProA o ProB), o in una Regionalliga di livello inferiore.[2] La Coppa BBL prevede sempre 3 turni a eliminazione diretta. Se un numero maggiore di squadre provenienti dalle leghe inferiori alla BBL fa domanda di partecipazione, vengono aggiunti posti disponibili e turni di qualificazione supplementari.
La Basketball Bundesliga è gestita dalla Basketball Bundesliga GmbH. Il 74% della BBL GmbH è di proprietà dell’AG BBL e.V. (società composta dai club della lega), e il 26% della Federazione cestistica della Germania (DBB).[3][4]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Antefatti e fondazione (1939–1966)
[modifica | modifica wikitesto]Un campionato tedesco di pallacanestro si disputò per la prima volta nel 1939 a Amburgo, con un torneo di due giorni tra le quattro migliori squadre tra le 19 che si erano aggiudicati i campionati regionali. Il primo campione di Germania fu il Luftwaffen-Sportverein Spandau. Durante la seconda guerra mondiale l’attività cestistica si interruppe quasi completamente e riprese solo nel 1947, quando Wolfgang Kraft fondò l’associazione denominata “Comitato centrale tedesco per il basket”.[5] Nello stesso anno, nella Germania occupata e con il sostegno delle Forze armate degli Stati Uniti, venne incoronato il primo campione tedesco del dopoguerra, l’MTSV Schwabing. Parallelamente venne fondata la “Società per la promozione della pallacanestro”, che sostituì il comitato e rappresentò il predecessore della futura Federazione tedesca di pallacanestro (DBB).
La massima serie era denominata Oberliga, suddivisa in quattro gironi (Nord, Ovest, Sud-Ovest e Sud), le cui vincitrici disputavano una fase finale per assegnare il titolo nazionale. L’attività era però fortemente condizionata dalle restrizioni alla libertà di movimento e dalla carenza di giocatori: non era infatti consentito oltrepassare i confini delle zone di occupazione senza lasciapassare, e molte squadre si affidavano a giocatori stranieri, ad esempio lettoni e lituani, che però progressivamente andavano rientrando nei propri Paesi dopo il termine del secondo conflitto mondiale.[5]
Le prime edizioni furono dominate dalle squadre della Germania meridionale: quasi tutti i campioni tra il 1947 e il 1962 provenivano da Heidelberg, Monaco o Stoccarda. L’USC Heidelberg, con sei titoli consecutivi, fu la prima squadra a dominare a lungo la scena cestistica tedesca. Solo l’ATV Düsseldorf riuscì nel 1956, con una vittoria in finale contro l’USC Heidelberg, a interrompere questa supremazia del sud.
L’impulso a un campionato più professionalizzato arrivò dal presidente della camera di disciplina del DBB, Günter Hüffmann, con una mozione urgente presentata al congresso federale del 23 maggio 1964. Anche l’allora presidente federale Hans-Joachim Höfig sostenne una riforma dei campionati sul modello della Bundesliga.[6] Nel successivo congresso straordinario del novembre 1964 si discusse l’avvio della Basketball-Bundesliga già a partire dalla stagione 1965-66, ma la proposta fu respinta (34 voti favorevoli, 75 contrari e 19 astenuti),[6] poiché le condizioni economiche e organizzative erano giudicate troppo incerte per molte società.
In linea di principio, tuttavia, si raggiunse l’accordo per la creazione di una Bundesliga a due gironi (113 voti favorevoli e 15 astenuti):[7] nel girone Nord avrebbero giocato dieci club provenienti dalle Oberligen Nord e Ovest, mentre nel girone Sud avrebbero preso parte dieci squadre delle Oberligen Sud-Ovest e Sud. A ciascuna di queste aree furono attribuiti cinque posti nella nuova Bundesliga. Nel congresso del giugno 1965 venne stabilito che la graduatoria delle precedenti stagioni di Oberliga sarebbe stata determinante per la qualificazione alla Bundesliga.[6]
I primi anni (1966–1975)
[modifica | modifica wikitesto]La stagione inaugurale della Basketball-Bundesliga si tenne nell'annata 1966-67, iniziando ufficialmente il 1º ottobre 1966, tre anni dopo la fondazione della Bundesliga di calcio. Nella stessa stagione fu istituita anche la Deutscher Pokalsieger, la coppa nazionale, organizzata sempre dalla DBB. Nella prima finale della Basketball-Bundesliga, l’MTV 1846 Gießen, guidato dall’ungherese Laszlo Lakfalvi, riuscì a imporsi 85-73 sul VfL Osnabrück, diventando così il primo campione della BBL. La nuova lega fu accolta positivamente da club, giocatori e pubblico: alla finale della stagione 1967-68, la seconda della lega, ancora tra MTV Gießen e VfL Osnabrück, assistettero 2.000 spettatori, che videro i giallorossi confermare il titolo con un 79-69. Tra i giocatori di punta del Gießen si distinsero Holger Geschwindner, Klaus Jungnickel e Bernd Röder. Nel 1968 venne respinta a larga maggioranza al congresso del DBB, la proposta di introdurre una Bundesliga a girone unico.[8]
Nella stagione 1968-69, specialmente nel girone Sud si registrarono numerose defezioni di giocatori, tanto che l’allenatore dell’USC Heidelberg, Hannes Neumann, fu costretto temporaneamente a ricoprire anche il ruolo di giocatore-allenatore.[5] Per la terza volta consecutiva, Gießen e Osnabrück si affrontarono in finale, ma questa volta furono i biancorossi a negare agli assiani il terzo titolo di fila, vincendo 76-69 e diventando la seconda squadra a conquistare il campionato tedesco. La stagione segnò anche una svolta, perché vide la promozione del TuS 04 Leverkusen in massima serie; squadra destinata a diventare la più titolata della storia della pallacanestro tedesca. Già al debutto i renani si piazzarono secondi nel girone Nord, fermati solo dal Gießen in semifinale. Nella stagione 1969-70, però, con l’allenatore Günter Hagedorn e i nuovi giocatori Jochen Pollex e Norbert Thimm, il Leverkusen riuscì a battere il Gießen in finale (76-73), conquistando il primo titolo al termine di una stagione perfetta, conclusa senza sconfitte. Con la vittoria anche della Deutscher Pokalsieger nello stesso anno, la squadra centrò il primo double della storia della pallacanestro tedesca. I “giganti del Reno” si confermarono campioni anche nel 1971, ancora con il double, e nel 1972, quando però il DBB vietò loro la partecipazione alla coppa a causa del dominio mostrato in quegli anni.[9] In contrasto con questo successo ci furono club che, per difficoltà economiche e organizzative, si ritirarono presto dalla lega, come l'ATV Düsseldorf nel 1970 e il PSV Grünweiß Frankfurt nel 1971.
La stagione 1972-73 risultò più equilibrata: il Leverkusen, indebolito dalle partenze di Pollex (passato all’SSV Hagen) e Thimm (al Real Madrid), venne eliminato in semifinale dai futuri campioni dell'USC Heidelberg. La finale contro MTV Gießen fu combattutissima: l’andata si concluse 70-70 e il ritorno andò ai supplementari, prima che Heidelberg vincesse per 71-70.
Nel 1974, il congresso federale di Colonia approvò con solo tre voti contrari l’introduzione della Bundesliga a girone unico. Parallelamente, si stabilì che la nuova 2. Basketball-Bundesliga composta da due gironi da dieci squadre ciascuno, a partire dalla stagione 1975-76, fungesse da campionato di secondo livello professionistico. In realtà, la Bundesliga unificata era stata già approvata a larga maggioranza nel congresso ordinario del 1969, con l’introduzione di una nuova Regionalliga come categoria intermedia. Tuttavia, nel congresso del 1970, su richiesta urgente della Federazione cestistica dell'Assia, venne mantenuta la Bundesliga divisa in due gironi e la Oberliga restò la seconda serie. Nel maggio 1971 fu quindi introdotta la Regionalliga, che divenne il terzo livello.[8]
Una proposta per autorizzare la pubblicità sulle maglie, permessa nel calcio dal 1973 ma vietata in BBL sin dal 1968, fu approvata nel 1974, salvo poi essere nuovamente vietata già nel 1975.[10] La stagione 1973-74 registrò due novità: la prima vittoria in campionato del SSV Hagen e il primo esonero di un allenatore, con il licenziamento a Heidelberg del tecnico campione in carica Dick Stewart. L’ultima stagione con la Bundesliga divisa in due gironi fu vinta dal MTV Gießen.
Professionalizzazione (1975–1989)
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1975 prese il via la Bundesliga a girone unico (1ª Bundesliga) e la 2ª Bundesliga divisa in due gironi. Nello stesso anno la DBB firmò un contratto con la neonata European Professional Basketball League: la Germania partecipò con la squadra dei Munich Eagles, ma la competizione venne interrotta dopo una sola stagione di attività.
La Bundesliga godeva di grande popolarità in quegli anni: complessivamente oltre 100.000 spettatori seguirono le 90 partite della stagione 1975-76, con l'1. FC Bamberg che registrò una media di oltre 2.000 tifosi a partita; mentre quasi 2.500 persone era presenti all’ultima gara stagionale tra il Leverkusen e l’ASV Köln.[5] Negli anni successivi nessun club riuscì a instaurare una vera egemonia: l’USC Heidelberg (1977), l’MTV Gießen (1978), il Leverkusen (1979) e l’SSC Göttingen (1980) si divisero i titoli nella seconda parte degli anni settanta. Nel 1980 l’USC Heidelberg divenne il primo club ad aver conquistato il titolo di campione di Germania a retrocedere dalla BBL.
Questo episodio segnò l’inizio di un ricambio generazionale nella lega: giocatori dominanti come Pollex, Thimm o Hans Georg Heß del Gießen si ritirarono, lasciando spazio a nuove squadre e protagonisti. Nelle stagioni 1980-81 e 1981-82 il BSC Saturn Köln conquistò due titoli consecutivi. Nella stagione 1982-83, il club puntava al tris: grazie al sostegno economico dell’imprenditore Friedrich Wilhelm Waffenschmidt, fu messo a disposizione un budget record di 500.000 marchi tedeschi e in rosa figuravano sette giocatori della nazionale tedesca.[5] Nonostante ciò, l’ASC Göttingen riuscì a imporsi nella fase finale, vincendo il secondo titolo della propria storia. Nel 1984 si ripeté la stessa finale, ancora una volta vinta dai sassoni.
Dalla metà degli anni ’80 fino al termine del decennio, il campionato fu caratterizzato dal duello a tre tra Leverkusen, Colonia e Bayreuth. Il Leverkusen, ormai sponsorizzato dalla Bayer AG, tornò ai vertici vincendo i campionati 1985 e 1986. Seguirono i due titoli consecutivi del Colonia (1987 e 1988) e infine, nel 1989, arrivò il primo trionfo della BG Bayreuth, che riportò il titolo nel sud della Germania per la prima volta dal 1977.
Alla fine degli anni 1980, i club tedeschi iniziarono a ottenere i primi risultati nelle competizioni europee: il Colonia concluse al sesto posto nel girone dei quarti di finale della FIBA European Champions Cup 1987-1988, mentre il Leverkusen raggiunse nello stesso anno la semifinale della Coppa delle Coppe 1987-88.
Dominio di Leverkusen e Berlino (1989–2003)
[modifica | modifica wikitesto]La prima metà degli anni novanta fu segnata dal completo dominio del TSV Bayer 04 Leverkusen (dal 2002 Bayer Giants Leverkusen), i “giganti del Reno”, guidati dall’allenatore Dirk Bauermann: tra il 1990 e il 1996 il club conquistò sette campionati tedeschi consecutivi (più di qualsiasi altra squadra fino ad allora) e vinse anche per quattro volte la coppa nazionale. Due dei titoli, quelli conquistati nel 1992 e nel 1994, furono ottenuti senza subire alcuna sconfitta nei play-off.[11] Con un totale di 14 campionati e 10 coppe nazionali, il Leverkusen rimane la squadra di maggior successo della storia del basket tedesco. Nella 13ª giornata della stagione 1996-97, Mike Jackel del TTL Bamberg segnò il suo punto numero 10.000 nella lega. Ancora oggi guida la classifica marcatori della BBL con 10.783 punti.
Dopo la riunificazione tedesca del 1990, si pose la questione dell’integrazione dei club provenienti dall’ex Basketball-Oberliga der DDR nel nuovo campionato unificato. Come accadde per le ex Oberliga di calcio, si pensò inizialmente di inserire i migliori club della Deutscher Basketball-Verband, la Federazione cestistica della Germania dell'Est, nella Bundesliga. L’idea fu però abbandonata dopo che il HSG TU Magdeburg, secondo nella fase intermedia dell'Oberliga DDR, perse nettamente contro il penultimo classificato della stagione 1989-90, il TV Langen.[12] Magdeburg e la BSG AdW Berlin (in collaborazione con la Berliner Turnerschaft) furono quindi inserite nella 2ª Bundesliga 1991-92, mentre gli altri club della Oberliga della DDR confluirono nelle varie Regionalligen inferiori.[13]
Al dominio nazionale del Leverkusen seguì rapidamente l’ascesa di un altro club: l’Alba Berlino. La società, già presente in campionato dal 1981 come DTV Charlottenburg e poi come BG Charlottenburg, e dal 1991 legata allo sponsor Alba Group, si era già affermata tra le migliori squadre tedesche, con cinque secondi posti (1985, 1991, 1992, 1995 e 1996) e con la partecipazione dal 1990 in poi al Coppa Korać. Nella Coppa Korać 1994-1995 l’Alba riuscì a vincere la competizione, diventando il primo club tedesco a imporsi in un torneo europeo.
Il caso Bosman del 1995 ebbe un impatto rilevante sulla Bundesliga a partire dalla stagione 1996-97: giocatori della nazionale tedesca come Christian Welp e Michael Koch decisero di lasciare il campionato per giocare all’estero, mentre 13 delle 14 squadre al via schieravano complessivamente 20 giocatori provenienti da paesi della Comunità Europea. I bilanci economici complessivi dei club raggiunsero la cifra record di 30,5 milioni di marchi.[14]
Fu l’Alba Berlino a interrompere la supremazia del Leverkusen nella stagione 1996-1997, vincendo sial il campionato e che la coppa. Fino al 2003, gli Albatrosse, soprannome della squadra di Berlino conquistarono ogni titolo nazionale, eguagliando così il record di sette campionati consecutivi stabilito dal Leverkusen, vincendo inoltre in altre tre occasioni anche la coppa (1999, 2002 e 2003).
Il dominio del Sud (2003–2018)
[modifica | modifica wikitesto]La striscia vincente dell’Alba Berlino terminò bruscamente nella stagione 2003-04, quando la squadra fu eliminata in semifinale play-off dal GHP Bamberg. I bamberghesi persero poi la finale contro gli Skyliners Frankfurt, al termine di una serie appassionante: nelle prime quattro gare nessuna squadra riuscì a vincere in casa, finché i francofortesi si imposero nella decisiva gara-5 tra le mura amiche. Nella stessa stagione, il Mitteldeutscher Basketball Club conquistò la FIBA Europe Cup 2003-2004, segnando il secondo successo in una competizione europea per un club tedesco.

Nella stagione successiva la finale vide ancora opposti Bamberg e Francoforte: stavolta ogni squadra difese il proprio campo, con il Bamberg che vinse il primo campionato della propria storia. Nei quattro anni seguenti il titolo andò a quattro squadre diverse: RheinEnergie Köln (2006), Bamberg (2007), Alba Berlino (2008) ed EWE Baskets Oldenburg (2009). Da quel momento, però, il Bamberg divenne il punto di riferimento assoluto: tra il 2010 e il 2017 vinse sette campionati, di cui quattro accompagnati anche dalla vittoria della DBB-Pokal (2010, 2011, 2012, 2017).
Nel frattempo altri due club tedeschi riuscirono a conquistate il trionfo in competizioni europee di secondo livello: il BG Göttingen vinse l'EuroChallenge 2009-2010 mentre i Skyliners Frankfurt conquistarono la vittoria nella FIBA Europe Cup 2015-2016.

La serie vincente del Bamberg fu interrotta solo dal Bayern Monaco, club fondatore della lega e tornato in Bundesliga nel 2011. Nella stagione 2013-14 i bavaresi conquistarono il terzo titolo della loro storia (dopo quelli del 1954 e 1955). Successivamente si imposero anche nel 2018 e nel 2019. Commentatori e addetti ai lavori parlarono dell'«alba di una nuova era»[15] e di una crescente supremazia dei bavaresi nella lega.[16][17]
Nella stagione 2018-19 il neopromosso SC Rasta Vechta fu la rivelazione, conquistando il vantaggio del fattore campo nei play-off e arrivando fino alla semifinale, dove però fu eliminato dal Bayern.[18]
Sul piano internazionale, tre club tedeschi raggiunsero le finali europee nella stagione 2018-19: l’Alba Berlino nell’EuroCup, il Brose Bamberg nella Champions League e il s.Oliver Würzburg nel FIBA Europe Cup; tuttavia nessuna delle tre squadre riuscì ad imporsi nelle finali per conquistare il trofeo.
Al termine della stagione, in cui retrocessero gli Eisbären Bremerhaven e la Science City Jena, ai Nürnberg Falcons, promossi sul campo, fu negata la licenza.[19] Anche il ricorso della società davanti al tribunale arbitrale della BBL fu respinto,[20] e la stagione 2019-20 fu disputata per la prima volta con sole 17 squadre.
Dall’inizio del XXI secolo l’interesse del pubblico verso la Bundesliga è cresciuto costantemente: dai circa 3.400 spettatori a partita della stagione 2004-05 si è passati ad oltre 4.500 nel 2016-17. Anche la forza economica dei club è aumentata negli anni: tra il 2005 e il 2015 i bilanci complessivi salirono del 187%, fino a raggiungere i 97 milioni di euro.[21] Parallelamente, però, crebbe anche il numero di club costretti alla retrocessione per problemi finanziari. Ne furono colpiti sia club storici come il Brandt Hagen (2004), il primatista di titoli dei Bayer Giants Leverkusen (2008), l’ultimo club fondatore rimasto in BBL il Gießen 46ers (2013), gli Artland Dragons (2015) o i Phoenix Hagen (2017), sia società più “recenti” come il Mitteldeutscher BC (2004), i Giants Nördlingen ed i Köln 99ers (entrambi nel 2009).
La pandemia di coronavirus e il nuovo dominio di Berlino (dal 2019)
[modifica | modifica wikitesto]Nel marzo 2020 la stagione in corso dovette essere sospesa a causa della pandemia di COVID-19 in Germania.[22] Al momento della sospensione, il Bayern Monaco era in testa alla classifica con sole due sconfitte. Nell’aprile seguente si decise che la stagione sarebbe stata conclusa con un torneo finale.[23]

Il torneo, disputato all’Audi Dome di Monaco a porte chiuse,[24] vide la partecipazione di dieci squadre. Dopo l’eliminazione del campione in carica Bayern già ai quarti di finale, l’Alba Berlino riuscì a conquistare il nono titolo della sua storia battendo in finale i MHP Riesen Ludwigsburg.[25]
Anche la stagione 2020-21 iniziò sotto l’ombra della crisi sanitaria: l’avvio del campionato fu posticipato a novembre 2020 e il BBL-Pokal si disputò prima dell’inizio della stagione regolare.[26] In campionato l’Alba Berlino riuscì a difendere il titolo, impresa che non accadeva da quasi vent’anni, e replicò il successo anche nella stagione 2021-22, completando la doppietta con la coppa nazionale.

Nella stagione 2022-23 la finale vide opposti il Telekom Baskets Bonn, primo nella stagione regolare e vincitore della Basketball Champions League 2023, e il Ratiopharm Ulm, settimo al termine della regular season, mai campione di germania fino ad allora. Ulm, che nei play-off aveva già eliminato l'Alba Berlino e il detentore della coppa del Monaco, vinse la serie 3-1 e conquistò così il primo titolo della propria storia.[27] Si trattò inoltre del primo campionato, dal 2009, a non essere vinto da Bamberg, Bayern Monaco o Berlino.
In vista della stagione 2024-25, sia i Skyliners Frankfurt che i PS Karlsruhe LIONS avevano ottenuto la promozione in BBL. Tuttavia, poiché soltanto ai Skyliners è stata concessa la licenza, il Karlsruhe è stato costretto a rimanere in ProA. All’inizio di giugno 2024 la BBL ha comunicato che l’ultimo posto disponibile non sarebbe stato assegnato e che il campionato si sarebbe svolto con sole 17 squadre.[28]
Formula e organizzazione
[modifica | modifica wikitesto]Una stagione sportiva della Basketball-Bundesliga inizia il 1º luglio e termina il 30 giugno dell'anno successivo,[29] anche se il calendario sportivo vero e proprio si svolge per lo più da fine settembre a inizio giugno. La stagione è suddivisa in più fasi: nella stagione regolare i 18 club della Bundesliga si affrontano in un girone di andata e ritorno. Le prime sei squadre della stagione regolare (in caso di parità contano nell’ordine: scontri diretti, differenza canestri) si qualificano direttamente ai play-off. Le squadre dal settimo al decimo posto disputano invece un torneo Play-in per assegnare i due posti rimanenti. I play-off si svolgono con serie al meglio delle cinque partite: la squadra meglio classificata nella regular season ha il vantaggio del campo in gara-1, gara-3 e nell’eventuale gara-5. Le vincenti di quarti e semifinali accedono alla finale: il primo club che raggiunge tre vittorie nella serie finale conquista il titolo di Campione di Germania, mentre la perdente viene designata vicecampione. Le ultime due classificate retrocedono in ProA, mentre campione e vicecampione della ProA sono promossi in Bundesliga.
Il regolamento di svolgimento ha subito nel tempo modifiche anche radicali. Nella stagione inaugurale 1966-67 parteciparono 20 squadre divise in due gironi, Nord e Süd, con una fase regolare seguita dai play-off (semifinali al meglio delle tre gare e finale in gara unica) per le prime due classificate di ciascun girone. Le ultime due di ogni gruppo retrocedevano in Regionalliga, allora seconda divisione. Questo sistema rimase in vigore fino alla stagione 1969-70.
La stagione 1970-71 segnò una svolta: a causa della riduzione del numero di squadre, le ultime quattro classificate retrocedevano automaticamente. Per le prime quattro di ciascun girone fu introdotta una fase intermedia in due gruppi, i cui vincitori disputarono la finale scudetto al meglio delle tre gare. Dal 1971-72 i gironi furono ridotti a otto squadre ciascuno: le ultime due retrocedevano, le prime quattro accedevano alla fase intermedia, al termine della quale le due migliori di ciascun gruppo giocavano semifinali e finale. Nella stagione 1973-74 fu introdotto un nuovo sistema per la salvezza: le ultime quattro di ciascun girone disputarono un girone di play-out.
La successiva grande riforma fu l’introduzione della Bundesliga a girone unico a partire dalla stagione 1975-76. La lega partì con 10 club: le ultime due retrocedevano automaticamente in 2ª Bundesliga, mentre la prima classificata era proclamata campione nazionale. Dalla stagione successiva furono istituite nuovamente le fasi intermedie: i quattro peggiori club di Bundesliga e i migliori delle due leghe inferiori si affrontavano in una fase di spareggio, mentre i sei migliori della stagione regolare giocavano una nuova fase a girone per il titolo. Inizialmente la capolista di questa fase era proclamata campione, ma dalla 1982-83 fu introdotta una finale tra prima e seconda classificata. Dalla 1983-84 la fase intermedia fu divisa geograficamente, con le prime due di ciascun girone che accedevano ai play-off. Con la stagione 1985-86 la lega fu portata a 12 club e furono istituiti veri e propri play-off a otto squadre.

Nel 1990-91 si tornò a una Bundesliga a due gironi, Nord e Süd, con sei club ciascuno. Le prime quattro di ogni gruppo accedevano ai play-off, le ultime due ai play-out. Nella 1995-96 si passò di nuovo al girone unico, portato a 14 squadre. Nel 1998-99 i play-off furono allargati a 12 club, con le prime quattro qualificate direttamente ai quarti di finale, ma l’anno successivo si tornò al formato precedente.
Dalla 2003-04 le squadre partecipanti furono portate a 16: le due migliori della seconda divisione venivano promosse, mentre nessuna retrocedeva, grazie a un sistema di wild card. Fu abolita la fase di spareggio e le ultime due classificate retrocessero direttamente. Nel 2006-07 la lega fu ampliata a 18 club, facendo nuovamente ricorso alle wild card per completare l'organico della lega. Contestualmente la 2ª Bundesliga fu riorganizzata nelle due divisioni ProA e ProB, che divennero il livello immediatamente inferiore alla Bundesliga.
Anche il sistema di punteggio è stato più volte modificato. Nei primi anni la vittoria valeva 2:0 punti, la sconfitta 0:2 e il pareggio 1:1. I tempi supplementari furono introdotti nel 1975, contestualmente alla Bundesliga a girone unico. Questo sistema rimase in vigore a lungo, fino alla stagione 2009-10, quando al perdente fu attribuito un punto e al vincitore due. A seguito delle numerose critiche, dalla 2011-12 si tornò però al sistema tradizionale.[30]
Regolamento
[modifica | modifica wikitesto]Regole e Arbitri
[modifica | modifica wikitesto]Le partite della BBL si disputano secondo le regole ufficiali della FIBA, includendo le modifiche introdotte di volta in volta. Ad esempio, nella stagione 1984-85 fu introdotta la linea da tre punti. Nella stagione 2014-15 fu adottato il videoreplay, chiamato Instant Replay System (IRS), che permette agli arbitri di rivedere direttamente al monitor le azioni controverse.
Ogni incontro di Bundesliga è diretto da tre arbitri di pallacanestro e da un commissario di gara.[31] Per dirigere una gara di Bundesliga un arbitro deve possedere la licenza di livello A[32] ed essere inserito nel gruppo A degli arbitri federali.[33] La designazione della terna arbitrale viene resa pubblica soltanto poco prima della gara, per evitare possibili pressioni da parte dei club.[33]

A differenza del calcio, dove gli arbitri di massima serie sono professionisti, nella BBL – eccetto Robert Lottermoser – tutti gli arbitri sono dilettanti e ricevono soltanto un rimborso spese per le gare dirette.[34]
Fino ad oggi le donne arbitro in Bundesliga sono state quattro: Silvia Otto (1974–1982),[35] Petra Kremer (2006–2011), Anne Panther (dal 2009, stabilmente dal 2011) e Danjana Rey (dal 2018).
La prestazione arbitrale è valutata da 10 osservatori-arbitri che, dopo ogni partita, analizzano con la terna le decisioni prese, il lavoro di squadra e le singole scelte.[36]
Requisiti di ammissione
[modifica | modifica wikitesto]Per ottenere la licenza che consente di partecipare alla Basketball-Bundesliga, i club devono soddisfare requisiti sportivi, economici e strutturali. I principali requisiti, stabiliti a partire dalla stagione 2017-18) sono i seguenti:[37]
- Promozione sportiva dalla ProA
- Bilancio minimo di 2 milioni di euro (1,6 milioni per gli esordienti, solo per il primo anno)
- Impianto con capienza minima di 3.000 posti
- Programma giovanile conforme alle linee guida BBL (partecipazione a Nachwuchs-Basketball-Bundesliga e Jugend-Basketball-Bundesliga)
Nel corso degli anni le richieste sono state progressivamente innalzate: prima della stagione 2017-18 era richiesto un bilancio minimo di 1 milione di euro,[38] mentre dalla stagione 2019-20 tutti i club, anche i neopromossi, devono disporre di un budget di almeno 3 milioni di euro.[39]
Organizzazione e Main sponsor
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Denominazione |
|---|---|
| 1966–1992 | Basketball-Bundesliga |
| 1992–1997 | Veltins Basketball-Bundesliga |
| 1997–2000 | Basketball-Bundesliga |
| 2000–2003 | s.Oliver Basketball-Bundesliga |
| 2003–2009 | Basketball-Bundesliga |
| 2009–2016 | Beko Basketball-Bundesliga |
| 2016– attuale | easyCredit Basketball-Bundesliga |
Fino alla stagione 1997-98 la Bundesliga fu organizzata direttamente dalla Federazione cestistica della Germania (DBB), prima che la Basketball Bundesliga GmbH, fondata nel 1996, assumesse la gestione del campionato. In questa società i club detengono il 74% delle quote, mentre la DBB il restante 26%.[40]
Nel 2011 lega e club elaborarono insieme un documento programmatico con gli obiettivi per lo sviluppo futuro, prevedendo una Bundesliga sempre più professionale e attrattiva, con l’ambizione di diventare entro il 2020 il miglior campionato europeo.[41][42]
Dal 1992 diverse aziende hanno ricoperto il ruolo di Main sponsor della lega. La prima fu la birreria Veltins, che nel 1992 diede il proprio nome al campionato,[43] salvo poi recedere anticipatamente dal contratto nel settembre 1996, dopo che emerse la violazione di una clausola di esclusiva da parte di alcuni club.[44]
Tra il 2000 e il 2003 la lega assunse il nome di s.Oliver Basketball-Bundesliga, per poi rimanere per alcuni anni senza sponsor principale. Nel 2009 Beko Deutschland acquisì i diritti di naming, mantenuti fino al 2016. Da quell’anno la lega è denominata easyCredit Basketball-Bundesliga. Nel settembre 2020 è stato annunciato che il contratto, inizialmente valido fino alla stagione 2020-21, sarebbe stato prorogato di quattro anni, garantendo quindi la presenza di easyCredit come sponsor fino alla fine della stagione 2023-24.[45]
Squadre partecipanti
[modifica | modifica wikitesto]In totale 82 club (dato aggiornato alla stagione 2024-25) hanno finora preso parte, talvolta con denominazioni diverse, alla Basketball-Bundesliga.[46].Il Brose Bamberg è la squadra con la maggiore anzianità nella massima serie, avendo partecipato alle ultime 50 stagioni consecutivamente, mentre i Rostock Seawolves, promossi per la prima volta nella stagione 2022-23, rappresentano il club più "giovane". Le uniche società che erano tra i membri fondatori della Bundesliga nella stagione 1966-67 e che attualmente militano in BBL sono il Bayern Monaco, gli MLP Academics Heidelberg e gli EWE Baskets Oldenburg.
Molti club della Bundesliga provengono da città universitarie, spesso prive di squadre di alto livello in altri sport o situate in prossimità di basi militari statunitensi, come ad esempio Bamberga, Gießen o Würzburg. Per questo motivo numerosi club della massima serie hanno sede in centri minori; il TV Kirchheimbolanden, proveniente dalla località termale di Kirchheimbolanden, vicino a Kaiserslautern, con circa 8.000 abitanti, è il club proveniente dalla comunità più piccola ad aver mai militato in Bundesliga.[47] All’opposto, squadre come Alba Berlino, gli Skyliners Frankfurt o il Bayern Monaco rappresentano grandi metropoli. Tra le città più popolose a non aver mai avuto una squadra di Bundesliga figurano Lipsia, Brema e Dresda. Düsseldorf è invece la città che ha espresso il maggior numero di squadre (cinque club diversi), seguita da Amburgo e Monaco di Baviera con quattro ciascuna.[46]
Tre Länder tedeschi non hanno mai espresso alcuna squadra in Bundesliga: Brandeburgo, Saarland e Schleswig-Holstein.
Squadre 2025-2026
[modifica | modifica wikitesto]Albo d'oro
[modifica | modifica wikitesto]- 1938-1939 LSV Spandau
- 1946-1947 MTSV Schwabing
- 1947-1948 Heidelberger TV
- 1948-1949 MTSV Schwabing
- 1949-1950 Degerloch
- 1950-1951 Heidelberger TV
- 1951-1952 Heidelberger TV
- 1952-1953 Heidelberger TV
- 1953-1954 Bayern Monaco
- 1954-1955 Bayern Monaco
- 1955-1956 ATV 77 Düsseldorf
- 1956-1957 Heidelberg
- 1957-1958 Heidelberg
- 1958-1959 Heidelberg
- 1959-1960 Heidelberg
- 1960-1961 Heidelberg
- 1961-1962 Heidelberg
- 1962-1963 Alemannia Aquisgrana
- 1963-1964 Alemannia Aquisgrana
- 1964-1965 MTV Gießen
- 1965-1966 Heidelberg
- 1966-1967 MTV Gießen
- 1967-1968 MTV Gießen
- 1968-1969 Osnabrück
- 1969-1970 Bayer Leverkusen
- 1970-1971 Bayer Leverkusen
- 1971-1972 Bayer Leverkusen
- 1972-1973 Heidelberg
- 1973-1974 SSV Hagen
- 1974-1975 MTV Gießen
- 1975-1976 Bayer Leverkusen
- 1976-1977 Heidelberg
- 1977-1978 MTV Gießen
- 1978-1979 Bayer Leverkusen
- 1979-1980 Gottinga 1846
- 1980-1981 Saturn Colonia
- 1981-1982 Saturn Colonia
- 1982-1983 Gottinga 1846
- 1983-1984 Gottinga 1846
- 1984-1985 Bayer Leverkusen
- 1985-1986 Bayer Leverkusen
- 1986-1987 Saturn Colonia
- 1987-1988 Saturn Colonia
- 1988-1989 Bayreuth
- 1989-1990 Bayer Leverkusen
- 1990-1991 Bayer Leverkusen
- 1991-1992 Bayer Leverkusen
- 1992-1993 Bayer Leverkusen
- 1993-1994 Bayer Leverkusen
- 1994-1995 Bayer Leverkusen
- 1995-1996 Bayer Leverkusen
- 1996-1997 Alba Berlino
- 1997-1998 Alba Berlino
- 1998-1999 Alba Berlino
- 1999-2000 Alba Berlino
- 2000-2001 Alba Berlino
- 2001-2002 Alba Berlino
- 2002-2003 Alba Berlino
- 2003-2004 Skyl. Francoforte
- 2004-2005 Bamberga
- 2005-2006 Cologne 99ers
- 2006-2007 Bamberga
- 2007-2008 Bamberga
- 2008-2009 EWE Oldenburg
- 2009-2010 Bamberger Basketball
- 2010-2011 Bamberger Basketball
- 2011-2012 Bamberger Basketball
- 2012-2013 Bamberger Basketball
- 2013-2014 Bayern Monaco
- 2014-2015 Bamberger Basketball
- 2015-2016 Bamberger Basketball
- 2016-2017 Bamberger Basketball
- 2017-2018 Bayern Monaco
- 2018-2019 Bayern Monaco
- 2019-2020 Alba Berlino
- 2020-2021 Alba Berlino
- 2021-2022 Alba Berlino
- 2022-2023 Basketball Ulm
- 2023-2024 Bayern Monaco
- 2024-2025 Bayern Monaco
Vittorie per club
[modifica | modifica wikitesto]| Club | Vittorie | Anno |
|---|---|---|
| Bayer Leverkusen | 14 | 1970, 1971, 1972, 1976, 1979, 1985, 1986, 1990, 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 1996 |
| Alba Berlino | 11 | 1997, 1998, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2008, 2020, 2021, 2022 |
| Heidelberg | 9 | 1957, 1958, 1959, 1960, 1961, 1962, 1966, 1973, 1977 |
| Bamberger Basketball | 9 | 2005, 2007, 2010, 2011, 2012, 2013, 2015, 2016, 2017 |
| Bayern Monaco | 7 | 1954, 1955, 2014, 2018, 2019, 2024, 2025 |
| Gießen 46ers | 5 | 1965, 1967, 1968, 1975, 1978 |
| Heidelberger TV | 4 | 1948, 1951, 1952, 1953 |
| Saturn Colonia | 4 | 1981, 1982, 1987, 1988 |
| Gottinga 1846 | 3 | 1980, 1983, 1984 |
| Alemannia Aquisgrana | 2 | 1963, 1964 |
| MTSV Schwabing | 2 | 1947, 1949 |
| Basketball Ulm | 1 | 2023 |
| EWE Oldenburg | 1 | 2009 |
| RheinStars Köln | 1 | 2006 |
| Skyl. Francoforte | 1 | 2004 |
| Bayreuth | 1 | 1989 |
| BBV Hagen | 1 | 1974 |
| Osnabrück | 1 | 1969 |
| ATV 77 Düsseldorf | 1 | 1956 |
| Titans Stoccarda | 1 | 1950 |
| LSV Spandau | 1 | 1939 |
Il titolo di Deutsche Meister (Campione di Germania) viene assegnato a partire dalla stagione 1966-1967 attraverso la Basketball-Bundesliga. Nelle edizioni finora disputate del campionato, 14 club diversi hanno conquistato almeno un titolo. La squadra più vincente è quella dei Bayer Giants Leverkusen, primatista con 14 titoli, di cui sette consecutivi tra il 1990 e il 1996. Lo stesso traguardo fu raggiunto solo dall’Alba Berlino, capace di vincere sette titoli di fila dal 1997 al 2003.
Un club è autorizzato a esibire sul lato anteriore della maglia un certo numero di “Meistersterne” (Stelle) in base ai titoli vinti in Bundesliga (non valgono invece le vittorie in coppa nazionale, i titoli precedenti all’introduzione della BBL o i campionati della DDR). La suddivisione è la seguente[48]:
- fino a tre titoli: una stella
- da quattro a sei titoli: due stelle
- da sette a nove titoli: tre stelle
- da dieci a dodici titoli: quattro stelle
- da tredici titoli in su: cinque stelle
Premi individuali
[modifica | modifica wikitesto]La Basketball-Bundesliga assegna al termine di ogni stagione una serie di riconoscimenti individuali ai giocatori. Dalla stagione 1993-1994 viene eletto il migliore giocatore dell’anno. Dal 1987 al 1993 veniva invece conferito il titolo di Cestista tedesco dell’anno, che non era limitato ai soli atleti tedeschi che militavano nella Bundesliga, ma anche a quelli che giocavano all'estero.

In occasione del BBL All-Star Day, organizzato dal 1987 fino al 2019, veniva assegnato il premio di MVP dell'All-Star Game della Basketball-Bundesliga al miglior giocatore della partita delle stelle. A questo si aggiunse il riconoscimento di MVP delle Finals, introdotto nella stagione 2004-05.
Sempre dalla stagione 2004-05 viene inoltre selezionato il Basketball-Bundesliga All-First Team ed il Basketball-Bundesliga All-Second Team, con i due migliori giocatori della lega per ognuna delle cinque posizioni in campo.
L’assegnazione di questi premi avviene tramite votazione di un comitato di esperti, sulla base di un sistema a punti. Il comitato è composto dai 18 allenatori e capitani delle squadre della Bundesliga, oltre che da circa 30 giornalisti sportivi selezionati in tutta la Germania. Durante la stagione i voti vengono attribuiti dopo ogni giornata di campionato. Al termine della stagione riceve il premio il giocatore che ha totalizzato il maggior numero di punti. Attualmente vengono assegnati in totale otto riconoscimenti:
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Regolamento Coppa BBL 2009 BBL.[collegamento interrotto]
- ↑ Regolamento per la Coppa Nazionale Maschile 2008/2009 DBB.[collegamento interrotto]
- ↑ Struttura beko-bbl.de
- ↑ Governance delle leghe sportive professionistiche - Cooperative contratti, p. 24 ftp.repec.org
- 1 2 3 4 5 Rappe, Michael, Campionato tedesco maschile, in Magic Basketball, Göttingen, Verlag Die Werkstatt, 2005, pp. 172 ss., ISBN 3895334979.
- 1 2 3 Manfred Ströher, 66 Jahre nach der Stunde Null, Hagen, Deutscher Basketball Bund, 2015, p. 44.
- ↑ Dino Reisner: 40 Jahre Basketball-Bundesliga. Sutton Verlag, Erfurt 2006, ISBN 3-86680-014-2, p. 7.
- 1 2 Manfred Ströher, 66 Jahre nach der Stunde Null, a cura di Deutscher Basketball Bund, Hagen, 2015, p. 45.
- ↑ Basketball Bundesliga GmbH (a cura di), 50 Jahre Basketball Bundesliga, 1ª ed., Göttingen, Die Werkstatt GmbH, 17 dicembre 2015, p. 22, ISBN 9783730702420.
- ↑ Manfred Ströher, 66 Jahre nach der Stunde Null, a cura di Deutscher Basketball Bund, Hagen, 2015, p. 35.
- ↑ easyCredit - Le più grandi sensazioni, su easycredit-bbl.de. URL consultato il 27 luglio 2018.
- ↑ (DE) Christian Schwager, «Eravamo a Kienbaum, quando dissero: è finita», su berliner-zeitung.de, 13 settembre 2013. URL consultato il 2 luglio 2025.
- ↑ Il passaggio da DTSB/DBV a DSB/DBB – Strutture organizzative 1990-1991, su tt-basketball-halle.de. URL consultato il 1º maggio 2018.
- ↑ Una partita senza confini (PDF), su Hamburger Abendblatt, 4 settembre 1996. URL consultato il 26 dicembre 2023.
- ↑ Joachim Mölter, Das Dämmern einer neuen Ära, su sueddeutsche.de, 25 giugno 2019. URL consultato l'11 luglio 2019.
- ↑ Felix Götz, Totale Dominanz jetzt auch im Basketball, su spox.com, 24 giugno 2019. URL consultato l'11 luglio 2019.
- ↑ Christian Mixa, Bayern-Dominanz – jetzt auch im Basketball, su sportschau.de, 24 giugno 2019. URL consultato l'11 luglio 2019.
- ↑ Alina Götz, Rasta Vechta vor Halbfinal-Einzug: Ein Aufsteiger begeistert, su taz.de, 27 maggio 2019. URL consultato l'11 luglio 2019.
- ↑ Requisiti non soddisfatti: i Nürnberg Falcons non ottengono la licenza per la Basketball-Bundesliga, su rp-online.de, 19 giugno 2019. URL consultato l'11 luglio 2019.
- ↑ Basketball, BBL: i Nürnberg Falcons non ottengono la licenza, su sport1.de, 6 luglio 2019. URL consultato l'11 luglio 2019.
- ↑ Kilian Treß, Al professionismo dello sport va bene, su rp-online.de, 27 agosto 2016. URL consultato il 31 maggio 2018.
- ↑ Bert Mark, Commento sulla pausa della BBL: interruzione solo rimandata, su rundschau-online.de, 25 marzo 2020. URL consultato il 19 ottobre 2020.
- ↑ La Basketball-Bundesliga concluderà la stagione con dieci squadre, su zeit.de, 27 aprile 2020. URL consultato il 19 ottobre 2020.
- ↑ Torneo BBL a Monaco: decisione sul formato mercoledì, su kicker.de, 5 maggio 2020. URL consultato il 19 ottobre 2020.
- ↑ Christian Mixa, Basket: la BBL festeggia il successo del torneo finale 2020 in piena crisi coronavirus, su sportschau.de, 29 giugno 2020. URL consultato il 19 ottobre 2020.
- ↑ BBL: un inizio di stagione incerto – la pandemia influenza anche la coppa, su Sport1.de, 17 ottobre 2020. URL consultato il 19 ottobre 2020.
- ↑ Da settima classificata: Ulm vince il primo titolo della sua storia / Bonn per la sesta volta vicecampione / Yago dos Santos MVP delle finali, su easycredit-bbl.de, 16 giugno 2023. URL consultato il 17 giugno 2023.
- ↑ La easyCredit Basketball Bundesliga si disputa nella stagione 2024/2025 con 17 squadre, su easycredit-bbl.de. URL consultato il 15 giugno 2024.
- ↑ Bando di gara 1ª Basketball Bundesliga stagione 2017/2018 (PDF), su easycredit-bbl.de, Basketball Bundesliga GmbH, 1º luglio 2017. URL consultato il 18 febbraio 2018.
- ↑ La BBL torna al vecchio sistema di punteggio dopo le critiche, su spox.com, 10 febbraio 2010. URL consultato il 30 luglio 2018.
- ↑ Mehr als nur 40 Minuten. In: basketball.de. 19 novembre 2017, consultato il 25 aprile 2018.
- ↑ Il sistema delle licenze (formazione), su basketball-bund.de. URL consultato il 2 luglio 2025 (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2019).
- 1 2 Maik Zeugner, Boris Schmidt: «Un arbitro è sempre anche una figura controversa», su basketball.de, 28 giugno 2019. URL consultato il 28 giugno 2019.
- ↑ Daniel George, MBC propone cambiamenti: la Basketball-Bundesliga ha bisogno di arbitri professionisti?, su mz.de, 28 febbraio 2018. URL consultato il 27 agosto 2021.
- ↑ Il DBB piange Silvia Otto, su basketball-bund.de, Deutscher Basketball Bund, 18 maggio 2009. URL consultato il 15 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2018).
- ↑ Maik Zeugner, Arbitri sotto osservazione, su basketball.de, 9 maggio 2018. URL consultato il 30 agosto 2018.
- ↑ Statuto delle licenze stagione 2017/2018 (PDF), su easycredit-bbl.de, Basketball Bundesliga GmbH, 1º luglio 2017. URL consultato il 6 marzo 2018.
- ↑ Maik Zeugner, BBL: dal 2017 nuovo budget minimo, su basketball.de, 7 ottobre 2016. URL consultato il 2 luglio 2025 (archiviato dall'url originale il 30 agosto 2018).
- ↑ «Lo sviluppo del basket viene prima di tutto», su mdr.de, 26 aprile 2018. URL consultato il 30 agosto 2018.
- ↑ easyCredit - Struttura, su easycredit-bbl.de. URL consultato il 12 ottobre 2017.
- ↑ easyCredit - Il manifesto della lega, su easycredit-bbl.de, 5 maggio 2011. URL consultato il 12 ottobre 2017.
- ↑ easyCredit - Manifesto, su easycredit-bbl.de. URL consultato il 12 ottobre 2017.
- ↑ Beko diventa sponsor denominativo della Basketball Bundesliga, in HORIZONT. URL consultato il 12 ottobre 2017.
- ↑ Link non funzionante (PDF), su abendblatt.de, 21 settembre 1996.
- ↑ easyCredit BBL mantiene il nome fino al 2024, su basket.de, 7 settembre 2020. URL consultato il 6 gennaio 2022.
- 1 2 Classifica perpetua, su easycredit-bbl.de. URL consultato il 12 ottobre 2021.
- ↑ Basketball Bundesliga GmbH, 50 Jahre Basketball Bundesliga, a cura di Die Werkstatt GmbH, 1ª edizione, Göttingen, ISBN 9783730702420.
- ↑ Standard della Basketball Bundesliga stagione 2017/18 (PDF), su easycredit-bbl.de, Basketball Bundesliga GmbH, 1º luglio 2017. URL consultato il 6 marzo 2018.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (DE) Sito ufficiale, su beko-bbl.de.