Sepp Maier

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Sepp Maier
Sepp Maier, 1978.jpg
Sepp Maier nel 1978
Nome Josef Maier
Nazionalità bandiera Germania Ovest
Germania Germania (dal 1990)
Altezza 183 cm
Peso 75 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex portiere)
Ritirato 1979 - giocatore
2008 - allenatore
Carriera
Giovanili
1952-1959 non conosciuta TSV Haar
1959–1962 Bayern Monaco
Squadre di club1
1962-1979 Bayern Monaco 536 (-?)
Nazionale
1966-1979 Germania Ovest Germania Ovest 95 (-?)
Carriera da allenatore
1988-2004 Germania Germania Portieri
1994-2008 Bayern Monaco Portieri
Palmarès
Julesrimet.gif Mondiali di calcio
Argento Inghilterra 1966
Bronzo Messico 1970
Oro Germania Ovest 1974
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Oro Belgio 1972
Argento Jugoslavia 1976
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Josef Dieter Maier – noto come Sepp Maier – (Metten, 28 febbraio 1944) è un allenatore di calcio ed ex calciatore tedesco, di ruolo portiere.

Ha giocato per la sua intera carriera professionistica con la maglia del Bayern Monaco, vincendo un gran numero di trofei. Ha disputato 473 partite in Bundesliga, di cui 422 consecutive, record tuttora imbattuto[1]. Ha difeso in 95 incontri la porta della Nazionale.

Di carattere estroverso, è famoso in questo senso per un curioso episodio: il 15 maggio 1976, durante una sfida contro il Bochum, Maier dà la caccia ad un'anatra in qualche modo finita in campo, disinteressandosi completamente dello svolgimento del gioco[2][3][4].

Nel 1973 ha sviluppato, insieme alla Reusch, il primo paio dei moderni guanti da portiere[5][6].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

La sua caratteristica migliore era l'agilità, non a caso è conosciuto come Die Katze von Anzing, il gatto di Anzing, inoltre era bravo a sventare sul nascere un'azione pericolosa[2].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Inizia a giocare come ala destra nel TSV Haar, ma viene presto spostato in porta[7]. Entrato nelle giovanili del Bayern Monaco esordisce in prima squadra nella stagione 1962-1963, quando il club è in Oberliga Süd. Con l'imminente riorganizzazione del calcio tedesco-occidentale il Bayern viene inserito nella Regionalliga Süd, una delle seconde divisioni, dove Maier comincia ad essere titolare. La squadra viene promossa in Bundesliga, campionato in cui esordisce nella stagione 1965-1966 e in cui disputa 473 partite, di cui 422 consecutive, record tuttora imbattuto[1]; disputa inoltre 83 incontri nelle competizioni europee[8].

Con il Bayern ha vinto quattro DFB-Pokal, quattro titoli tedeschi, una Coppa delle Coppe, tre Coppe dei campioni ed una Coppa Intercontinentale, mentre a livello personale viene nominato per tre volte calciatore dell'anno, nel 1975, nel 1977 e nel 1978.

La sua carriera termina a causa di un incidente in automobile[1][2], occorsogli il 14 luglio 1979.

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

In quello stesso anno, la rivista Il Guerin sportivo ha pubblicato un servizio secondo cui Maier avrebbe intrapreso l'attività di clown per il circo Krone, anche per coprire con il trucco le cicatrici post-incidente, tuttavia questa notizia rimane tuttora senza adeguata documentazione.

Dopo un quasi completo recupero Maier comincia invece ad allenare i portieri, prima quelli della Germania, poi anche quelli del Bayern Monaco (tra cui Oliver Kahn). Nell'ottobre del 2004 viene però allontanato dalla Nazionale dopo essersi schierato in favore di Kahn e contro Jens Lehmann riguardo al posto da titolare in Nazionale[9].

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Maier ha disputato la prima partita in Nazionale il 4 maggio 1966 contro l'Irlanda, l'ultima il 26 maggio 1979 contro l'Islanda, arrivando a 95 presenze in totale[10].

Ha inoltre partecipato a quattro Campionati del mondo consecutivi: nel 1966 il titolare è stato Hans Tilkowski, e Maier non ha disputato nessuna partita (pur laureandosi comunque vice-campione del Mondo). Negli altri tre è stato invece titolare: nel 1970 ha giocato sei delle sette partite (saltando solo la finale per il terzo posto, giocata da Horst Wolter), venendo schierato anche nella partita del secolo, Italia-Germania 4-3. Nel 1974 è stato uno degli artefici della vittoria in finale contro i Paesi Bassi[11] (pur venendo battuto dopo due soli minuti da Johan Neeskens) e della vittoria del mondiale in generale. Nel 1978 è stato autore di buona prestazione, mantenendo la porta inviolata per 386 minuti (dalla prima partita fino al 26' della quinta), ma in quest'occasione la Nazionale non è riuscita a superare il secondo turno.

Maier ha vinto anche l'Europeo del 1972 ed è arrivato in finale in quello successivo, quando la Germania Ovest è stata battuta dalla Cecoslovacchia ai calci di rigore.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Croce al Merito al nastro dell'Ordine al Merito di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Croce al Merito al nastro dell'Ordine al Merito di Germania

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Sepp Maier, in fcbayern.com. URL consultato il 01 aprile 2017.
  2. ^ a b c (EN) The Cat from Anzing, in bundesliga.com. URL consultato il 01 aprile 2017.
  3. ^ (EN) Goalkeepers doing 'a David James', in theguardian.com. URL consultato il 01 aprile 2017.
  4. ^ (EN) Bring in the clowns, in fifa.com. URL consultato il 01 aprile 2017.
  5. ^ (EN) History, in reusch.com. URL consultato il 01 aprile 2017.
  6. ^ Chi ha inventato i Guanti da portiere?, in soccerillustrated.it. URL consultato il 01 aprile 2017.
  7. ^ Sepp Maier, il portiere che voleva ridere, in blogautore.repubblica.it. URL consultato il 01 aprile 2017.
  8. ^ (EN) JJosef "Sepp" Maier - Matches in European Cups, in rsssf.com. URL consultato il 01 aprile 2017.
  9. ^ Il ballo del portiere, in corriere.it. URL consultato il 01 aprile 2017.
  10. ^ (EN) Josef Dieter Maier - International Appearances, in rsssf.com. URL consultato il 01 aprile 2017.
  11. ^ (EN) Neuer, Kahn o Maier: chi è il miglior numero 1 del Bayern?, in it.uefa.com. URL consultato il 03 aprile 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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