Nazionale di calcio dell'Ecuador

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Ecuador Ecuador
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione FEF
Federación Ecuatoriana de Fútbol
Confederazione CONMEBOL
Codice FIFA ECU
Soprannome La Tri[color]
Selezionatore Colombia Hernán Darío Gómez
Record presenze Iván Hurtado (168)
Capocannoniere Agustín Delgado (31)
Stadio Estadio Olímpico Atahualpa
(35 742 posti)
Ranking FIFA 58° (20 settembre 2018)[1]
Esordio internazionale
Bolivia Bolivia 1 - 2 Ecuador Ecuador
Bogotà, Colombia; 8 agosto 1938
Migliore vittoria
Ecuador Ecuador 6 - 0 Perù Perù
Quito, Ecuador; 22 giugno 1975
Peggiore sconfitta
Argentina Argentina 12 - 0 Ecuador Ecuador
Montevideo, Uruguay; 22 gennaio 1942
Campionato del mondo
Partecipazioni 3 (esordio: 2002)
Miglior risultato Ottavi di finale nel 2006
Copa América
Partecipazioni 27 (esordio: 1939)
Miglior risultato Quarto posto nel 1959, 1993
Campionato CONCACAF/Gold Cup
Partecipazioni 1 (esordio: 2002)
Miglior risultato Primo turno nel 2002

La nazionale di calcio dell'Ecuador (in spagnolo Selección de fútbol de Ecuador) è la rappresentativa nazionale di calcio dell'omonimo paese sudamericano ed è posta sotto l'egida della Federación Ecuatoriana de Fútbol.

Si è qualificato per tre edizioni del campionato del mondo (2002, 2006, 2014), raggiungendo gli ottavi di finale nel 2006. Insieme al Venezuela, la Tri è una delle due nazionali sudamericane che non hanno vinto la Coppa America. Nel torneo continentale ha ottenuto due quarti posti, nel 1959 e nel 1993, in due delle tre edizioni giocate in patria.

Il miglior posizionamento dell'Ecuador nel ranking FIFA, istituito nell'agosto 1993, è il 13° posto, raggiunto nel 2012 e nel novembre 2015[2], mentre il peggior posizionamento è il 70° posto occupato nel 2017; attualmente occupa il 58° posto[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Esordi (1930-1960)[modifica | modifica wikitesto]

La federcalcio ecuadoriana fu fondata il 30 maggio 1925 e si affiliò alla FIFA nel 1926 e alla CONMEBOL nel 1927. Nel 1930 la selezione ecuadoriana fu invitata a partecipare alla prima edizione della Coppa del mondo, ma rinunciò per motivi economici[3]. L'8 ottobre 1938, in occasione dell'incontro inaugurale dei Giochi bolivariani di Bogotá, in Colombia, l'Ecuador disputò la sua prima partita ufficiale, contro la Bolivia (1-1). Nel 1939 l'Ecuador partecipò per la prima volta al Campeonato Sudamericano de Football, torneo antesignano della Coppa America, organizzato quell'anno a Lima. Guidata dall'allenatore-giocatore Ramón Unamuno, la compagine ecuadoriana perse tutti i quattro incontri disputati. Alcívar e Arenas segnano un gol ciascuno.

Negli anni '20 la squadra giocò solo partite di Coppa America, ritirandosi dalle campagne di qualificazione alla Coppa del mondo.

Nel 1945, alla quarta partecipazione al Campeonato Sudamericano de Football, l'Ecuador mise fine alla serie di sconfitte consecutive subite dall'esordio nella competizione: l'11 febbraio 1945 pareggiò per 0-0 contro la Bolivia a Santiago del Cile, ma poi terminò all'ultimo posto il proprio girone, dopo aver perso tutti gli altri incontri. Aguayo fu autore di quattro gol per i suoi. Il 30 novembre 1947 l'Ecuador disputò per la prima volta una partita in casa: quell'anno, infatti, fu l'Ecuador ad organizzare il Campeonato Sudamericano. Nonostante il sostegno dello Stadio George Capwell di Guayaquil, l'Ecuador non riuscì, tuttavia, a vincere alcuna partita. La prima vittoria dell'Ecuador in gare ufficiali data infatti solo due anni dopo, contro la Colombia (4-1) a Rio de Janeiro, ma rimase un caso isolato, dal momento che nei successivi dieci anni, vale a dire per tre edizioni di Campeonato Sudamericano, l'Ecuador non conobbe successi.

Nel Campeonato Sudamericano 1959, disputato in casa, l'Ecuador si piazzò quarto, stabilendo il proprio miglior piazzamento nella competizione. Nel torneo la squadra ottenne una vittoria nell'ultimo match contro il Paraguay (3-0), due sconfitte contro Uruguay (0-4) e Brasile (1-3) e un pareggio per 1-1 contro l'Argentina.

Primi passi sulla scena internazionale (1960-1970)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1960, sotto la guida del commissario tecnico uruguaiano Juan López Fontana, l'Ecuador prese parte per la prima volta alle eliminatorie della Coppa del mondo, in vista di Cile 1962. Opposta all'Argentina in una doppia sfida di andata e ritorno, la Tri subì due sonore sconfitte (3-6 a Guayaquil e 0-5 alla Bombonera di Buenos Aires) e fu eliminata. Non disputò più alcun match sino al 1963, quando si recò in Bolivia per partecipare al Campeonato Sudamericano. Dopo aver pareggiato per 4-4 contro i padroni di casa boliviani (poi vincitori del torneo), l'Ecuador ottiene una sola vittoria (4-3 contro la Colombia nel suo ultimo match, due altri pareggi e tre sconfitte, classificandosi penultimo. I gol fatti sono 14, quelli subiti 18. L'ecuadoriano Carlos Alberto Raffo è il capocannoniere della manifestazione con 6 gol.

Nelle qualificazioni al mondiale di Inghilterra 1966 l'Ecuador ottenne buoni risultati, ma non riuscì a centrare l'obiettivo. Nel girone con Cile e Colombia chiuse a 5 punti, a pari merito con il Cile, con cui dovette dunque disputare uno spareggio, che a Lima si concluse con la vittoria per 2-1 del Cile[4]. Quell'organico poteva fare affidamento su Washington Muñoz, Alberto Spencer, Carlos Alberto Raffo, Enrique Raymondi e Jorge Bolaños.

Nel 1967 la sconfitta nel turno preliminare contro il Paraguay privò gli ecuadoriani allenati da Muñoz della partecipazione al Campeonato Sudamericano.

Nel 1969, nelle qualificazioni al mondiale di Messico 1970, l'Ecuador terminò ultimo nel proprio girone, dietro Uruguay e Cile, senza riuscire a vincere alcun incontro. Il 24 maggio 1970 esordì all'Estadio Olímpico Atahualpa di Quito affrontando l'Inghilterra campione del mondo in carica davanti a 22.250 spettatori. Gli ecuadoriani, al debutto contro una nazionale non sudamericana, furono sconfitti per 2-0.

Anni 1970[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 1972 affrontò Portogallo, Cile, Irlanda e Iran nel girone B della Coppa d'Indipendenza Brasiliana, raccogliendo un pari (1-1 contro gli iraniani) e tre sconfitte. La nazionale, allenata da Roberto Resquín, disputò poi una serie di amichevoli (tra cui una contro la Germania Est e una contro i futuri campioni della CONCACAF di Haiti) prima dell'esordio nelle eliminatorie del campionato del mondo 1974. Inserita nel gruppo 1 di qualificazione al mondiale insieme a Uruguay e Colombia, l'Ecuador mancò ancora una volta la qualificazione, chiudendo il girone senza vincere una partita.

Il 22 giugno 1975, per l'esordio dell'uruguaiano Roque Máspoli come CT, l'Ecuador ottenne la più larga vittoria della propria storia travolgendo per 6-0 in amichevole il Perù a Quito. Nella Coppa America 1975 l'Ecuador tornò a disputare il torneo, che proprio da quell'edizione cessò di chiamarsi Campeonato Sudamericano, dopo otto anni. Anche in questo caso il cammino nel torneo fu deludente: l'Ecuador non vinse neanche una partita e fu sopravanzato da Colombia e Paraguay. Due anni dopo non riuscì a qualificarsi per la fase finale del campionato del mondo di Argentina 1978, terminando all'ultimo posto il proprio girone dietro Perù e Cile.

Nella Coppa America 1979 la compagine ecuadoriana colse una vittoria nel torneo che mancava dal 1965, battendo per 2-1 l'Uruguay all'Estadio Olímpico Atahualpa di Quito, ma perse le altre tre partite e terminò all'ultimo posto in classifica nel proprio raggruppamento, dietro Paraguay e Uruguay. Non riuscì, pertanto, a qualificarsi per le semifinali.

Tra i giocatori più rappresentativi degli anni settanta e ottanta si ricorda José Villafuerte.

Anni 1980[modifica | modifica wikitesto]

L'Ecuador iniziò il 1981 con due amichevoli perse contro la Bulgaria e il Brasile, prima di cimentarsi nelle eliminatorie del campionato del mondo 1982. Inserita nel gruppo 3 con Cile e Paraguay, la squadra cominciò con il piede giusto, imponendosi sul Paraguay e costringendo al pareggio il Cile, ma le due sconfitte che seguirono la condannarono all'eliminazione. Nella Coppa America 1983, inserita in un girone di ferro con Argentina e Brasile, fermò sul pari gli argentini di Jorge Burruchaga, ma perse due volte contro i verde-oro, vittoriosi per 5-0 in casa. Nella seconda parte del 1984 la Tri svolse un tour di amichevoli di sei mesi negli Stati Uniti e in America centrale, con un bilancio di due pareggi e quattro sconfitte.

Dopo aver disputato vari match di preparazione contro nazionali europee (Germania Est e Finlandia), l'Ecuador fu impegnato nelle eliminatorie del campionato del mondo 1986 nel girone con Uruguay e Cile, ma ottenne solo un punto, in casa contro i cileni. Dopo il nuovo insuccesso la nazionale rimase ferma due anni, riprendendo a giocare solo nella Coppa America 1987. L'edizione, rinnovata nel formato, si svolse in Argentina e vide gli ecuadoriani nel gruppo A insieme all'Argentina padrona di casa e campione del mondo in carica e al Perù. Perso per 3-0 l'incontro con i padroni di casa (doppietta di Diego Armando Maradona), la Tri pareggiò contro il Perù e fu eliminata.

Nel giugno 1988 la panchina della nazionale fu affidata allo jugoslavo Dušan Drašković, che esordì con un tour di amichevoli negli USA e in America Centrale molto più fruttuoso di quello effettuato quattro anni prima. In vista della Coppa America 1989 l'Ecuador disputò alcune amichevoli contro altre nazionali sudamericane con risultati negativi (una sola vittoria in dieci partite). Inserito nel gruppo 3 di Coppa America contro Argentina, Uruguay, Bolivia e Cile, debuttò con una sorprendente vittoria, la prima nel torneo dal 1979, contro l'Uruguay. La squadra, tuttavia, non si confermò negli impegni successivi e chiuse il girone al quarto posto, dopo due pareggi senza reti con boliviani e argentini e una sconfitta di misura contro i cileni.

Sei settimane dopo iniziarono le eliminatorie del mondiale di Italia 1990, in cui la Tri se la vide con Colombia e Paraguay nel gruppo 2 della zona CONMEBOL. Ottenne una sola vittoria, contro il Paraguay (3-1), mancando ancora una volta la qualificazione alla Coppa del mondo.

Anni 1990: lenti progressi[modifica | modifica wikitesto]

Nella Coppa America 1991 l'Ecuador chiuse il proprio girone piazzandosi dietro a Colombia, Brasile, Uruguay e davanti alla Bolivia in classifica e uscendo dopo la prima fase. Alla sconfitta di misura contro la Colombia seguì il pareggio contro l'Uruguay e la vittoria per 4-0 contro la Bolivia, sino a quel momento la più larga vittoria degli ecuadoriani in un match ufficiale (il portiere Erwin Ramirez si permise il lusso di calciare e segnare il calcio di rigore che all'80° minuto di gioco fissò il risultato sul 4-0). Un'altra sconfitta, contro il Brasile, condannò la squadra di Drašković all'eliminazione.

Nel giugno 1993 si disputò in Ecuador la trentaseiesima edizione della Coppa America. La nazionale guidata da Drašković, decisa a ben figurare davanti al proprio pubblico, riuscì a vincere il proprio girone mettendosi dietro, in classifica, Uruguay, Venezuela e Stati Uniti. Nel match d'esordio, battendo per 6-1 i venezuelani, l'Ecuador ottenne la più larga vittoria della propria storia in una partita ufficiale. Ai quarti di finale la squadra ecuadoriana eliminò il Paraguay con un secco 3-0, ma in semifinale si arrese al Messico di Hugo Sánchez (2-0). Nella finale per il terzo posto uscì sconfitta contro la Colombia (1-0), chiudendo quarta, miglior piazzamento di sempre dell'Ecuador in Coppa America.

Nelle eliminatorie del mondiale di USA '94 l'Ecuador affrontò Brasile, Bolivia, Uruguay e Venezuela. La campagna di qualificazione fu mediocre, con un bilancio di una vittoria (l'8 agosto 1993, per 5-0 a Quito contro i venezuelani), tre pareggi e quattro sconfitte. Ancora una volta l'Ecuador rimase fuori dalla fase finale del mondiale.

L'ultimo incontro del girone, contro la Bolivia a Quito il 19 settembre 1993 (1-1), fu l'ultimo per Dušan Drašković come CT. Dopo un anno di pausa, nel 1995 la squadra si spostò in Asia, prima in Giappone per la Kirin Cup e poi in Corea del Sud per la Korea Cup. In seguito si recò in Uruguay, a Rivera, per disputare la Coppa America 1995. Allenata dal colombiano Francisco Maturana, la Tri volle confermarsi tra le semifinaliste, come nell'edizione di due anni prima, ma non riuscì ad andare oltre il primo turno: furono decisive due sconfitte di misura contro i campioni del mondo del Brasile e la Colombia, prima dell'inutile vittoria contro il Perù, insufficiente per qualificarsi per i quarti di finale.

Iván Kaviedes ha totalizzato 57 presenze e 17 reti in nazionale dal 1996 al 2011

Nel 1996 l'Ecuador effettuò la prima tournée in Medio Oriente, disputando partite amichevoli in casa di Libano, Arabia Saudita, Qatar e Kuwait. Nella primavera del 1996 iniziarono le qualificazioni CONMEBOL al mondiale di Francia 1998, disputate per la prima volta con la formula dei girone unico comprendente tutte le nazionali sudamericane. Dopo una serie di buoni risultati a domicilio (vittorie contro il Perù, l'Argentina - battuta per la prima volta dall'Ecuador nelle qualificazioni - e il Venezuela), la Tri non fu in grado di mantenere un rendimento elevato in un girone dominato da Argentina e Paraguay e mancò la qualificazione per quattro punti. La sola nota positiva di queste eliminatorie fu la buona tenuta della squadra davanti al proprio pubblico, con un bilancio casalingo di sei vittorie, un pareggio e una sola sconfitta, contro la Colombia. In trasferta, invece, non fu ottenuto alcun successo. La squadra ecuadoriana poteva contare su molti giocatori di talento come Luis Capurro, Álex Aguinaga, Eduardo Hurtado, Ángel Fernández, Iván Kaviedes, Agustín Delgado e Ariel Graziani.

La Coppa America tenutasi in Bolivia nel giugno 1997 vide una netta ripresa dell'Ecuador, capace di vincere il girone davanti ad Argentina, Paraguay e Cile. Ai quarti di finale gli ecuadoriani ritrovarono il Messico che quattro anni prima li aveva sconfitti in semifinale a domicilio. La partita, combattuta, si chiuse sull'1-1 e si decise ai tiri di rigore per la prima volta nella storia della nazionale ecuadoriana, che ebbe la peggio.

L'Ecuador giocò poi un solo incontro, a Washington contro il Brasile (sconfitta per 1-5) prima della Coppa America 1999 in Paraguay. Allenato dal nuovo CT Carlos Sevilla, fu sorteggiato nel gruppo C con Argentina, Colombia e Uruguay. Anche questa volta arrivò una delusione, con tre sconfitte consecutive. L'attaccante Iván Kaviedes realizzò due dei tre gol ecuadoriani, insufficienti per la qualificazione al turno successivo.

Nell'ottobre 1999 l'arrivo del colombiano Hernán Darío Gómez al posto di Sevilla, inaugurò una fase di progresso per la squadra ecuadoriana.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nel nuovo millennio la nazionale ecuadoriana si è resa protagonista di una rapida ascesa ottenendo due qualificazioni consecutive ai Mondiali, nel 2002 e 2006. Figura tra le Nazionali sudamericane che hanno compiuto più progressi a partire dai primi anni del XXI secolo.

L'Ecuador si mise in mostra come una delle squadre rivelazione durante le qualificazioni al campionato del mondo 2002. La squadra ottenne il secondo posto nel gruppo di qualificazione sudamericano, con un punto di vantaggio sui futuri Campioni del Mondo del Brasile, superata solo dall'Argentina. L'ossatura della squadra era composta da giocatori come Agustín Delgado, Álex Aguinaga, Iván Kaviedes, Iván Hurtado, Ulises de la Cruz, José Francisco Cevallos ed Édison Méndez: in particolare, Delgado fu capocannoniere con 9 reti (al pari di Hernán Crespo). La nazionale allenata dal colombiano Hernán Darío Gómez diede una svolta decisiva al girone di qualificazione il 28 marzo 2001, sconfiggendo il Brasile a Quito. In seguito vinse a Lima contro il Perù e a La Paz contro la Bolivia: la qualificazione fu centrata alla penultima giornata, grazie all'1-1 interno contro l'Uruguay.

La fase finale del mondiale, disputatasi in Giappone e Corea del Sud, non fu tuttavia buona come i risultati delle qualificazioni avevano fatto sperare. L'esordiente Ecuador fu sconfitto prima dall'Italia per 2-0 (con doppietta di Christian Vieri) e poi dal Messico per 2-1. Delgado segnò contro i messicani il primo gol degli ecuadoriani ad un mondiale. All'ultima giornata l'Ecuador fu eliminato, ma riuscì ad ottenere una storica vittoria contro la Croazia (terza classificata al mondiale di Francia 1998) con una rete di Édison Méndez, che condannò i croati all'eliminazione.

L'eliminazione al primo turno nella Coppa America 2004 causò le dimissioni di Gómez, che venne sostituito dal connazionale Luis Fernando Suárez.

Prima dell'inizio delle qualificazioni sudamericane per il campionato del mondo 2006 l'Ecuador si trovava al 71º posto nel ranking mondiale FIFA. La squadra riuscì, però, a scalare numerose posizioni, fino ad entrare nelle prime trenta, a conferma dei progressi compiuti dalla squadra. Dopo il negativo avvio del girone di qualificazione (delle prime otto partite, su diciotto totali, l'Ecuador ne perse quattro) la Tri si riprese vincendo cinque gare consecutive, tra cui quella contro il Brasile, piazzandosi così terzo e staccando il biglietto per il mondiale tedesco.

Inghilterra-Ecuador, ottavo di finale dei Mondiali di Germania 2006

Nella rassegna tedesca fu inserito nel gruppo A che comprendeva la Germania padrona di casa, la Polonia e la Costa Rica. L'Ecuador esordì con una vittoria per 2-0 contro i polacchi, seguita dal successo per 3-0 sui costaricani che consentì alla squadra di balzare in testa al girone (per via della migliore differenza reti nei confronti dei tedeschi). Pur perdendo l'ultima partita con la Germania, l'Ecuador superò il turno come seconda classificata. Agli ottavi di finale fu eliminato dall'Inghilterra, vittoriosa per 1-0.

Nel 2007 l'Ecuador fu eliminato al primo turno della Copa América. A causa della pessima partenza nelle qualificazioni al campionato del mondo 2010 Suárez fu esonerato e sostituito da Sixto Vizuete. Fallito l'accesso al mondiale sudafricano, anche Vizuete fu sollevato dall'incarico e rimpiazzato da un nuovo colombiano, Reinaldo Rueda.

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 febbraio 2013 l'Ecuador ottenne una storica vittoria in trasferta contro il Portogallo per 2-3[5].

Il 15 ottobre 2013 l'Ecuador conseguì la qualificazione al mondiale Brasile 2014 piazzandosi quarto nel girone di qualificazione sudamericano, dietro Argentina, Colombia e Cile e davanti all'Uruguay, costretto allo spareggio interzona con la Giordania per accedere al mondiale[6]. Nella fase finale della competizione, nel giugno 2014, fu eliminato al primo turno, perdendo la prima partita contro la Svizzera per 2-1, vincendo per 2-1 contro l'Honduras e pareggiando 0-0 con la Francia, risultato che non bastò agli ecuadoriani per approdare agli ottavi di finale.

Nella Coppa America 2015, in Cile, la nazionale ecuadoriana rimediò due sconfitte contro Cile (0-2) e Bolivia (2-3) e ottenne una vittoria contro il Messico (2-1), ma fu la peggiore delle tre terze classificate dei tre gironi e fu dunque eliminata al primo turno.

Nella Copa América Centenario del 2016 l'Ecuador pareggiò contro il Brasile (0-0) e contro il Perù (2-2). Vincendo nettamente la terza partita contro Haiti (4-0) superò la fase a gironi per la prima volta dal 1997. Ai quarti di finale fu eliminato dagli Stati Uniti padroni di casa, che vinsero per 2-1.

L'inizio delle eliminatorie sudamericane per il campionato del mondo 2018 fu ottimo per l'Ecuador: vittoria per 2-0 in casa dell'Argentina priva di Lionel Messi e tre altre vittorie di fila, per un totale di quattro successi consecutivi e primato nel girone con 12 punti. Ciononostante l'Ecuador non riuscì a qualificarsi per il mondiale di Russia. Da quel momento, infatti, ottenne due sole vittorie, due pareggi e dieci sconfitte, che non consentirono alla squadra di andare oltre il terzultimo posto nel girone.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

La divisa della nazionale ecuatoriana ricalca quella della bandiera: maglia gialla, calzettoni blu e calzoncini rossi. Il fornitore è Marathon, azienda ecuadoriana.

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

L'Ecuador, già da alcuni anni, gioca le partite casalinghe ufficiali allo stadio Olímpico Atahualpa a Quito, a 2850 m s.l.m., altitudine spesso ostica per i giocatori di squadre avversarie non abituati a giocare a queste altezze.

Numeri ritirati[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di Christian Benítez nell'agosto 2013 a seguito della sua prematura scomparsa la federazione calcistica dell'Ecuador ha deciso di omaggiare la sua memoria con il ritiro della maglia numero 11 della Nazionale che apparteneva al Chucho.[7]. Il numero 11 è stato reintrodotto ai mondiali del 2014.

Statistiche dettagliate sui tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930 Uruguay Uruguay Non partecipante - - - -
1934 Italia Italia Non partecipante - - - -
1938 Francia Francia Non partecipante - - - -
1950 Brasile Brasile Ritirata - - - -
1954 Svizzera Svizzera Non partecipante - - - -
1958 Svezia Svezia Non partecipante - - - -
1962 Cile Cile Non qualificata - - - -
1966 Inghilterra Inghilterra Non qualificata - - - -
1970 Messico Messico Non qualificata - - - -
1974 Germania Germania Non qualificata - - - -
1978 Argentina Argentina Non qualificata - - - -
1982 Spagna Spagna Non qualificata - - - -
1986 Messico Messico Non qualificata - - - -
1990 Italia Italia Non qualificata - - - -
1994 Stati Uniti Stati Uniti Non qualificata - - - -
1998 Francia Francia Non qualificata - - - -
2002 Giappone Giappone / Corea del Sud Corea del Sud Primo turno 1 0 2 2:4
2006 Germania Germania Ottavi di finale 2 0 1 5:3
2010 Sudafrica Sudafrica Non qualificata - - - -
2014 Brasile Brasile Primo turno 1 1 1 3:3
2018 Russia Russia Non qualificata - - - -

Copa América[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1916 Argentina Argentina Non partecipante - - - -
1917 Uruguay Uruguay Non partecipante - - - -
1919 Brasile Brasile Non partecipante - - - -
1920 Cile Cile Non partecipante - - - -
1921 Argentina Argentina Non partecipante - - - -
1922 Brasile Brasile Non partecipante - - - -
1923 Uruguay Uruguay Non partecipante - - - -
1924 Uruguay Uruguay Non partecipante - - - -
1925 Argentina Argentina Non partecipante - - - -
1926 Cile Cile Non partecipante - - - -
1927 Perù Perù Non partecipante - - - -
1929 Argentina Argentina Non partecipante - - - -
1935 Perù Perù Non partecipante - - - -
1937 Argentina Argentina Non partecipante - - - -
1939 Perù Perù 5º posto 0 0 4 4:18
1941 Cile Cile 5º posto 0 0 4 1:21
1942 Uruguay Uruguay 7º posto 0 0 6 4:31
1945 Cile Cile 7º posto 0 1 5 9:27
1946 Argentina Argentina Non partecipante - - - -
1947 Ecuador Ecuador 6º posto 0 3 4 3:17
1949 Brasile Brasile 7º posto 1 0 6 7:21
1953 Perù Perù 7º posto 0 2 4 1:13
1955 Cile Cile 7º posto 0 0 5 4:22
1956 Uruguay Uruguay Non partecipante - - - -
1957 Perù Perù 7º posto 0 1 5 7:23
1959 I Argentina Argentina Non partecipante - - - -
1959 II Ecuador Ecuador 4º posto 1 1 2 5:9
1963 Bolivia Bolivia 6º posto 1 2 3 14:18
1967 Uruguay Uruguay Non qualificata - - - -
1975 Itinerante 1º turno 0 1 3 4:10
1979 Itinerante 1º turno 1 0 3 4:7
1983 Itinerante 1º turno 0 2 2 4:10
1987 Argentina Argentina 1º turno 0 1 1 1:4
1989 Brasile Brasile 1º turno 1 2 1 2:2
1991 Cile Cile 1º turno 1 1 2 6:5
1993 Ecuador Ecuador 4º posto 4 0 2 13:5
1995 Uruguay Uruguay 1º turno 1 0 2 2:3
1997 Bolivia Bolivia Quarti di finale 2 2 0 5:2
1999 Paraguay Paraguay 1º turno 0 0 3 3:7
2001 Colombia Colombia 1º turno 1 0 2 5:5
2004 Perù Perù 1º turno 0 0 3 3:10
2007 Venezuela Venezuela 1º turno 0 0 3 3:6
2011 Argentina Argentina 1º turno 0 1 2 2:5
2015 Cile Cile 1º turno 1 0 2 4:6
2016 Stati Uniti Stati Uniti Quarti di finale 1 2 1 8:3

Tutte le rose[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo FIFA 2002
Cevallos, 2 Porozo, 3 Hurtado, 4 de la Cruz, 5 Obregón, 6 Guerrón, 7 Asencio, 8 L. Gómez, 9 Kaviedes, 10 Aguinaga, 11 Delgado, 12 Ibarra, 13 Fernández, 14 Burbano, 15 M. Ayoví, 16 Chalá, 17 Espinoza, 18 C. Tenorio, 19 Méndez, 20 E. Tenorio, 21 Sánchez, 22 Viteri, 23 W. Ayoví, CT: H. Gómez
Coppa del Mondo FIFA 2006
Villafuerte, 2 Guagua, 3 Hurtado, 4 de la Cruz, 5 Perlaza, 6 Urrutia, 7 Lara, 8 Méndez, 9 Borja, 10 Kaviedes, 11 Delgado, 12 Mora, 13 Ambrosi, 14 Castillo, 15 Ayoví, 16 Valencia, 17 Espinoza, 18 Reasco, 19 Saritama, 20 E. Tenorio, 21 C. Tenorio, 22 Lanza, 23 Benítez, CT: Suárez
Coppa del Mondo FIFA 2014
Banguera, 2 Guagua, 3 Erazo, 4 Paredes, 5 Ibarra, 6 Noboa, 7 Montero, 8 Méndez, 9 Rojas, 10 W. Ayoví, 11 Caicedo, 12 Bone, 13 E. Valencia, 14 Minda, 15 Arroyo, 16 A. Valencia, 17 J. Ayoví, 18 Bagüí, 19 Saritama, 20 Martínez, 21 Achilier, 22 Domínguez, 23 Gruezo, CT: Rueda

Campeonato Sudamericano de Football/Copa América[modifica | modifica wikitesto]

Copa América 1975
Delgado, P Méndez, P Vera, D Camacho, D F. Carrera, D Guevara, D Guerrero, D Klinger, D Perlaza, D Pérez, C Armendáriz, C Cabezas, C Castañeda, C C. Ron, C J. Tapia, C Tobar, A P. Carrera, A Gómez, A Lasso, A Paz y Miño, A G. Tapia, CT: Máspoli
Copa América 1979
Delgado, P Rodríguez, D Escalante, D Figueroa, D Klinger, D Paes, D Pérez, D Perlaza, C Granda, C C. Ron, C Torres Garcés, C Villafuerte, A Alarcón, A Barrera, A Madruñero, A Mantilla, A Párraga, A J. Ron, A Tenorio, CT: Morales
Copa América 1983
Delgado, P I. Rodríguez, P M. Rodríguez, D Armas, D Encalada, D Klinger, D Maldonado, D Narváez, D Proaño, C Carrera, C Granda, C Quinteros, C C. Ron, C Ruiz, C Vásquez, C Vega, C Villafuerte, A Cuvi, A Gorosabel, A Moreno, A Quiñónez, A J. Ron, A Tenorio, CT: Guerra
Copa América 1987
Chiriboga, 2 Mosquera, 3 Fajardo, 4 Macías, 5 Domínguez, 6 Capurro, 7 Baldeón, 8 Aguinaga, 9 Quiñónez, 10 Cuvi, 11 Mera, 12 Morales, 13 Marín, 14 Avilés, 15 Cangá, 16 Jácome, 17 Marsetti, 18 Vásquez, 19 Vega, 20 Enríquez, CT: Grimaldi
Copa América 1989
Morales, 2 Izquierdo, 3 Quiñónez, 4 Macías, 5 Fajardo, 6 Capurro, 7 Marsetti, 8 Aguinaga, 9 Tenorio, 10 Cuvi, 11 Guerrero, 12 Mendoza, 13 Alcívar, 14 Avilés, 15 Verduga, 16 Rosero, 17 Muñoz, 18 Quinteros, 19 Benítez, 20 Montanero, CT: Drašković
Copa América 1991
Ramírez, 2 Bravo, 3 Capurro, 4 Macías, 5 Montanero, 6 Quiñónez, 7 Muñoz, 8 Garay, 9 Tenorio, 10 Burbano, 11 Batioja, 12 Enríquez, 13 Guerrero, 14 Avilés, 15 Carcelén, 16 Aguinaga, 17 Ron, 18 Guamán, 19 Uquillas, 20 Fernández, 21 Hurtado, 22 Rivera, CT: Drašković
Copa América 1993
Espinoza, 2 Montanero, 3 Quiñónez, 4 B. Tenorio, 5 Carabalí, 6 Capurro, 7 Muñoz, 8 Carcelén, 9 E. Hurtado, 10 Aguinaga, 11 Fernández, 12 Mendoza, 13 M. Tenorio, 14 Avilés, 15 Gavica, 16 Chalá, 17 Zambrano, 18 Coronel, 19 Chérrez, 20 I. Hurtado, 21 Guerrero, 22 Noriega, CT: Drašković
Copa América 1995
Cevallos, 2 Guamán, 3 Capurro, 4 Tenorio, 5 I. Hurtado, 6 Carcelén, 7 Aguinaga, 8 Garay, 9 E. Hurtado, 10 Ron, 11 P. Hurtado, 12 Morales, 13 Asencio, 14 Noriega, 15 Coronel, 16 Quiñónez, 17 Díaz, 18 Herrera, 19 León, 20 Mora, 21 Carabalí, 22 Espinoza, CT: Maturana
Copa América 1997
J. Cevallos, 2 Constante, 3 de la Cruz, 4 Méndez, 5 Tenorio, 6 Capurro, 7 Sánchez, 8 Carabalí, 9 Hurtado, 10 Gavica, 11 Fernández, 12 Ibarra, 13 Delgado, 14 Montaño, 15 Rosero, 16 Smith, 17 Burbano, 18 Maldonado, 19 Chalá, 20 Graziani, 21 González, 22 A. Cevallos, CT: Maturana
Copa América 1999
Cevallos, 2 Coronel, 3 Hurtado, 4 Anangonó, 5 Montaño, 6 de la Cruz, 7 Moreira, 8 Blandón, 9 Graziani, 10 Aguinaga, 11 Asencio, 12 Kaviedes, 13 Delgado, 14 Ayoví, 15 Candelario, 16 Carabalí, 17 George, 18 Gómez, 19 Zamora, 20 Sánchez, 21 Quiñónez, 22 Ibarra, CT: Sevilla
Copa América 2001
Cevallos, 2 Porozo, 3 Hurtado, 4 de la Cruz, 5 Burbano, 6 Guerrón, 7 J. Aguinaga, 8 Ordóñez, 9 Borja, 10 Á. Aguinaga, 11 Delgado, 12 Ibarra, 13 Fernández, 14 W. Ayoví, 15 M. Ayoví, 16 Chalá, 17 Espinoza, 18 Obregón, 19 Méndez, 20 Tenorio, 21 Sánchez, 22 Guagua, CT: Gómez
Copa América 2004
J. Espinoza, 2 Guagua, 3 Hurtado, 4 de la Cruz, 5 Obregón, 6 Ambrosi, 7 Salas, 8 Ordóñez, 9 Figueroa, 10 Aguinaga, 11 Delgado, 12 Ibarra, 13 Saritama, 14 Baldeón, 15 Ayoví, 16 Chalá, 17 G. Espinoza, 18 Reasco, 19 Méndez, 20 Tenorio, 21 Soledispa, 22 Lanza, CT: Gómez
Copa América 2007
Elizaga, 2 Guagua, 3 Hurtado, 4 de la Cruz, 5 Urrutia, 6 Quiñónez, 7 Quiroz, 8 Méndez, 9 Borja, 10 Caicedo, 11 Benítez, 12 Mora, 13 Calle, 14 Castillo, 15 Bagüí, 16 Valencia, 17 Espinoza, 18 Reasco, 19 Ayoví, 20 E. Tenorio, 21 C. Tenorio, 22 Palacios, CT: Suárez
Copa América 2011
Elizaga, 2 G. Caicedo, 3 Erazo, 4 Checa, 5 Minda, 6 Noboa, 7 Arroyo, 8 Méndez, 9 F. Caicedo, 10 Ayoví, 11 Benítez, 12 Banguera, 13 Reasco, 14 Castillo, 15 Quiroz, 16 Valencia, 17 Montaño, 18 Nazareno, 19 Araujo, 20 Calderón, 21 Achilier, 22 Domínguez, 23 Mina, CT: Rueda
Copa América 2015
Azcona, 2 Mina, 3 Erazo, 4 Paredes, 5 Ibarra, 6 Noboa, 7 Montero, 8 Bolaños, 9 Martínez, 10 Ayoví, 11 Cazares, 12 Dreer, 13 Valencia, 14 Lastra, 15 Quiñónez, 16 Pineida, 17 Angulo, 18 Bagüí, 19 Larrea, 20 Narváez, 21 Achilier, 22 González, 23 Domínguez, CT: Quinteros
Copa América Centenario
Banguera, 2 Mina, 3 Erazo, 4 Paredes, 5 Ramírez, 6 Noboa, 7 Montero, 8 Gaibor, 9 Martínez, 10 W. Ayoví, 11 Arroyo, 12 Dreer, 13 E. Valencia, 14 Mena, 15 Larrea, 16 L. Valencia, 17 J. Ayoví, 18 Gruezo, 19 Cazares, 20 Arboleda, 21 Achilier, 22 Domínguez, 23 Bolaños, CT: Quinteros

Gold Cup[modifica | modifica wikitesto]

CONCACAF Gold Cup 2002
Cevallos, 2 Porozo, 3 Hurtado, 5 Obregón, 6 Guerrón, 7 Lara, 8 L. Gómez, 9 C. Tenorio, 10 Aguinaga, 11 Asencio, 13 Fernández, 15 Ayoví, 16 Chalá, 17 Espinoza, 18 Hidalgo, 19 Méndez, 20 E. Tenorio, 21 Sánchez, CT: H. Gómez

Rosa attuale[modifica | modifica wikitesto]

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
1 P Librado Azcona 18 gennaio 1984 (34 anni) 0 0 Ecuador Independiente del Valle
12 P Esteban Dreer 11 novembre 1981 (37 anni) 4 0 Ecuador Emelec
23 P Alexander Domínguez 5 giugno 1987 (31 anni) 42 -33 Ecuador LDU Quito
P Máximo Banguera 16 dicembre 1985 (32 anni) 25 -29 Ecuador Barcelona Sporting Club
2 D Arturo Mina 8 ottobre 1990 (28 anni) 16 1 Argentina River Plate
3 D Frickson Erazo 5 maggio 1988 (30 anni) 61 2 Brasile Atletico Mineiro
4 D Juan Carlos Paredes 8 luglio 1987 (31 anni) 67 0 Inghilterra Watford
10 D Walter Ayoví 11 agosto 1979 (39 anni) 118 8 Messico Monterrey
16 D Mario Pineida 6 luglio 1992 (26 anni) 3 0 Ecuador Independiente del Valle
18 D Óscar Bagüí 10 dicembre 1982 (35 anni) 24 0 Ecuador Emelec
20 D John Narváez 12 giugno 1991 (27 anni) 1 0 Ecuador Emelec
21 D Gabriel Achilier 23 marzo 1985 (33 anni) 43 1 Ecuador Emelec
D Cristian Ramírez 12 agosto 1994 (24 anni) 8 1 Ungheria Ferencvaros
5 C Renato Ibarra 20 gennaio 1991 (27 anni) 33 0 Messico América
6 C Christian Noboa 9 aprile 1985 (33 anni) 73 4 Russia Rostov
7 C Jefferson Montero 1º settembre 1989 (29 anni) 62 10 Galles Swansea City
11 C Juan Cazares 3 aprile 1992 (26 anni) 17 1 Brasile Atletico Mineiro
14 C Osbaldo Lastra 10 agosto 1983 (35 anni) 6 0 Ecuador Emelec
15 C Pedro Quiñónez 4 marzo 1986 (32 anni) 19 0 Ecuador Emelec
19 C Pedro Larrea 21 maggio 1986 (32 anni) 5 0 Ecuador LDU Loja
22 C Jonathan González 7 marzo 1995 (23 anni) 4 0 Messico U. de Guadalajara
C Carlos Gruezo 19 aprile 1995 (23 anni) 17 0 Stati Uniti Dallas
C Fernando Gaibor 8 ottobre 1991 (27 anni) 8 0 Ecuador Emelec
C Michael Arroyo 23 aprile 1987 (31 anni) 29 5 Messico América
8 A Miller Bolaños 1º giugno 1990 (28 anni) 18 7 Brasile Grêmio
9 A Fidel Martínez 15 febbraio 1990 (28 anni) 29 7 Messico UNAM
13 A Enner Valencia 4 novembre 1989 (29 anni) 33 18 Inghilterra West Ham United
17 A Jaime Ayoví 21 febbraio 1988 (30 anni) 40 10 Argentina Godoy Cruz
A Luis Antonio Valencia 4 agosto 1985 (33 anni) 87 10 Inghilterra Manchester United
A Felipe Caicedo 5 settembre 1988 (30 anni) 63 21 Italia Lazio
A Ángel Mena 21 gennaio 1988 (30 anni) 8 1 Ecuador Emelec

Record individuali[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornate al 13 settembre 2018.

Record di presenze[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Nome Periodo Presenze Reti
1. Iván Hurtado 1992-2014 168 5
2. Walter Ayoví 2001- 121 8
3. Édison Méndez 2000-2014 111 18
4. Álex Aguinaga 1987-2003 109 22
5. Ulises De la Cruz 1995-2010 101 6
6. Luis Capurro 1985-2003 100 1
7. Luis Antonio Valencia 2005- 92 10
8. Giovanny Espinoza 2000-2012 90 3
9. José Francisco Cevallos 1994-2010 89 0
10. Segundo Castillo 2003-2016 88 9

Record di reti[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Nome Periodo Reti Presenze
1. Agustín Delgado 1994-2006 31 71
2. Eduardo Hurtado 1992-2000 26 74
3. Cristian Benítez 2005-2013 24 58
4. Álex Aguinaga 1987-2004 23 109
4. Enner Valencia 2012- 23 43
6. Felipe Caicedo 2005-2017 22 68
7. Édison Méndez 2000-2014 18 111
8. Iván Kaviedes 1998-2013 17 57
8. Raúl Avilés 1987-1993 16 55
10. Ariel Graziani 1997-2000 15 34

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Men's Ranking, su fifa.com.
  2. ^ http://global.espn.com/football/international-friendly/story/2717224/fifa-world-ranking-belgium-stay-in-top-spot-spain-third
  3. ^ (ES) Ecuador en la Copa del Mundo, Embassy of Ecuador in Japan, 2002.
  4. ^ (ES) ¿Mejor que Pelé?, Revista Estadio, 2007 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2007).
  5. ^ Portogallo-Ecuador 2-3, Cristiano Ronaldo non basta ai lusitani, Libero.it, 7 febbraio 2013.
  6. ^ Qual. Mondiali Sud America - Ecuador ai Mondiali, Uruguay allo spareggio Tuttomercatoweb
  7. ^ (ES) El 11 será siempre de 'Chucho', Fifa.com, 1º agosto 2013. URL consultato il 3 agosto 2013 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2013).

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