Pirri

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Pirri
municipalità
Pirri – Bandiera
Pirri – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
Città metropolitanaProvincia di Cagliari-Stemma.png Cagliari
ComuneCagliariStemma2015.png Cagliari
Amministrazione
PresidenteMaria Laura Manca (PD) dal 16-07-2019
Lingue ufficialiitaliano, sardo
Data di istituzione2006
Territorio
Coordinate39°14′45.16″N 9°07′43.97″E / 39.245879°N 9.128881°E39.245879; 9.128881 (Pirri)Coordinate: 39°14′45.16″N 9°07′43.97″E / 39.245879°N 9.128881°E39.245879; 9.128881 (Pirri)
Altitudine17 m s.l.m.
Superficie6,28 km²
Abitanti29 754 (31/12/2017)
Densità4 737,9 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale09134
Prefisso070
Fuso orarioUTC+1
Cod. catastaleG701
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) pirresi
(SC) pirresus
PatronoSanta Maria Chiara
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pirri
Pirri

Pirri è l'unica municipalità di Cagliari. È situata nella porzione nordoccidentale del territorio di Cagliari e confina con i comuni di Monserrato e di Selargius.

Conta 29 754 abitanti, pari a quasi un quinto della popolazione totale di Cagliari.[1]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situata a nord del centro cittadino di Cagliari e più precisamente a nord-est del Colle di San Michele, l'abitato storico di Pirri si trova in un incavo esteso dal parco di Monte Claro a sud-ovest fino al riu Saliu a nord-est. La municipalità poi si erge in un tratto collinare dai piedi del suo centro storico fino al confine a nord-ovest delimitato dalla SS 554 denominato Colle di Barracca Manna, periferia dell'abitato stesso e punto più elevato. L'area è prevalentemente urbanizzata per quasi la totalità della sua estensione. Solo nel quartiere di Terramaini è presente un omonimo parco verde, dell'estensione di 8 ettari, nato da un'opera di bonifica, adiacente al canale di Terramaini, con al suo interno anche uno specchio di acqua stagnante facente parte del bacino del vicino Stagno di Molentargius. Grazie ad esso è presente una variegata flora e fauna, tra cui il fenicottero rosa spesso di passaggio nelle sue migrazioni tra le varie zone umide dell'hinterland cagliaritano, e il gabbiano reale[2].

La municipalità è da anni colpita da cicliche alluvioni anche a causa del bacino idrografico stravolto dalla rapida antropomorfizzazione e urbanizzazione del territorio nel XX secolo. In occasione della ristrutturazione di un supermercato nel quartiere di Is Bingias, emerse dalla relazione geologico-ambientale che in prossimità del canale di Terramaini è presente un compluvio delle acque pluviali ormai completamente alterato dall'urbanizzazione dell'area, che drena le acque provenienti dal bacino imbrifero che nasce nella zona di Piazza d’Armi, sul colle di Buoncammino, nel quartiere di Castello. L'evoluzione del territorio e dell'urbanizzazione dell'area nell'ultimo quarantennio determinarono la completa alterazione del naturale reticolo idrografico. L'espansione del centro di Pirri verso il canale di Terramaini ha infatti determinato progressivamente l'eliminazione dei canali di raccolta delle acque a pelo libero, e viceversa la realizzazione di strade e urbanizzazioni che hanno profondamente modificato il deflusso naturale delle acque. La mancanza di attenzione verso i corsi d'acqua e il drenaggio naturale delle acque ha determinato la realizzazione di interventi che hanno determinato un aumento del rischio idraulico, configurandosi come ostacoli e impedimento al naturale del corso d'acqua.[3] Per risolvere tale problema nel corso degli anni 2000 sono stati realizzati diversi vasconi artificiali di raccolta dell'acqua piovana e sono in corso di realizzazioni dei canali sotterranei per convogliare nuovamente l'acqua nel canale di Terramaini a valle del centro abitato.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le documentazioni sulla storia del borgo sono frammentarie, ma è noto che l'area fu abitata già in epoca romana, avendo trovato sul territorio numerose vestigia, reperti ed epigrafi che denotarono un orientamento allo sfruttamento primario delle risorse agricole e al settore primario. Tale matrice rimase anche dal Medioevo in poi.

L'abitato attuale, formatosi già comunque in epoca romana, si sviluppò principalmente in epoca medievale, facendo parte del giudicato di Cagliari, nella curatoria del Campidano di Càlari. Nel Medioevo nelle fertili pianure furono eretti numerosi monasteri, di certosini, camaldolesi, celestini e claravallesi. Successivamente si trovò coinvolta nella lotta che le grandi potenze marittime di Pisa e Genova intrapresero per garantirsi il predominio sulla Sardegna e nel 1258, alla caduta del giudicato, passò sotto il controllo pisano. Il nome Pirri comparve per la prima volta proprio nel trattato di pace stipulato da Genova e Pisa nel 1288. Dopo la dominazione pisana, anche Pirri passò nelle mani della Corona d'Aragona, facendo parte del Regno di Sardegna di dominazione spagnola. Nel 1326, insieme agli abitati vicini di Quarto (l'attuale Quartu Sant'Elena), San Vidrano (centro ormai sparito e localizzabile nell'attuale Quartiere Europeo nel comune di Cagliari), Quartuccio (oggi Quartucciu), Fluminella e Sebolla[5], venne concessa in feudo al catalano Guglielmo Sorell[6].

Come le altre ville infeudate della Sardegna il primo embrione del municipio di Pirri sorse nel XVIII secolo, quando nell'isola furono istituiti i Consigli comunitativi, prima forma di rappresentanza municipale. Fece poi parte della baronia di Quartu, concessa in feudo nel 1426 ad Antonio De Sena e sotto la giurisdizione dei marchesi di Villamarina. Il paese subì numerose epidemie di peste, nel 1539, nel 1636 e nel 1652. Fu anche attaccata più volte dai corsari e soffrì nel 1603 un'invasione di cavallette mentre nel 1613 subì un terremoto. All'inizio del XVI secolo, sotto gli spagnoli, divenne un feudo regio, amministrato cioè direttamente da funzionari del re di Spagna e non da signori feudali. Con un Regio Decreto, il 26 settembre 1771 furono istituiti i Consigli Comunali e divenne comune autonomo. All'inizio del XVIII secolo però fu ridato in feudo alla famiglia dei Pes, ai quali fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale. Nel 1848, a seguito della promulgazione della legge n.295, la cosiddetta Fusione perfetta, ovvero la fusione dei territori insulari del Regno di Sardegna con quelli peninsulari, e con successivo regio decreto del 7 ottobre 1848 in cui era stata decretata la riforma della legge comunale e provinciale, il Comune di Pirri fu riconosciuto come ente autonomo. La successiva Legge Rattazzi del 23 ottobre 1859 diede un nuovo assetto territoriale al Regno e nel 1865 il Comune di Pirri assunse la struttura politico amministrativa propria del comune moderno. [6] In quegli anni il centro abitato pirrese cominciò ad estendersi, soprattutto attorno alla piazza principale e alle vie del centro storico e divenne un centro di immigrazione per gli abitanti di altri paesi sardi, mentre i cagliaritani che possedevano una casa a Pirri erano soliti passarvi la primavera. Dopo le ristrettezze e il sacrificio di giovani pirresi nel corso della Grande Guerra, durante il ventennio del regime fascista anche le strade di Pirri furono interessate dalle scorribande delle camicie nere e si svilupparono centri e circoli culturali legati al fascismo. La vita fu completamente fascistizzata, attraverso le feste e le istituzioni create da Mussolini[5].

Sigillo dell'Ufficiale dello stato civile di Pirri, risalente al XIX secolo, al tempo comune autonomo.

L'ente rimase in vigore fino al 26 aprile 1928 quando proprio il regime fascista accorpò l'abitato, assieme a Monserrato, Quartucciu e Selargius a Cagliari per far arrivare il capoluogo a oltre centomila abitanti e dare una prova di forza e di grandezza con i grandi centri urbani.[7] Nel corso della seconda guerra mondiale Pirri, stretta tra Cagliari e Monserrato, obiettivi dei bombardamenti nemici, visse un periodo di sfollamento.

Nel Novecento, con la crescente urbanizzazione generata dal boom economico, Pirri e Cagliari si sono sempre più avvicinate costituendo un unico agglomerato urbano e la frazione si è integrata sotto tutti gli aspetti: i campi hanno lasciato spazio alle abitazioni, e il centro è diventato parte della cintura periferica e residenziale del capoluogo. Politicamente, nei primi anni del Duemila presero voce numerose richieste di autonomia che culminarono nel 2006 con l'acquisizione dello status di Municipalità.[8]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Il nome della municipalità prende il nome dalla parola greca "fuoco", e tale simbolo è storicamente riportato nei documenti dell'epoca in cui essa era comune autonomo. Nei sigilli del vecchio Ufficiale dello stato civile di Pirri erano infatti raffigurati alcuni tizzoni ardenti dai quali si sprigionavano delle lingue di fuoco. Nel 1998, utilizzando un concorso indetto dall'allora Circoscrizione di Pirri per gli studenti delle scuole della frazione, si decise di elaborare un nuovo simbolo, che riprendesse tali elementi, da inserire nel gonfalone della città.[9] Nel 2006 con l'instaurazione del nuovo ente municipale venne ufficializzato e la blasonatura riporta la seguente dicitura: "Fuoco acceso su campo bianco e tralcio di vite racchiuso con quattro P a significare Pirri – Progresso -Prosperità – Pace, con scritta in alto Pirri".[10] L'ente, non essendo comune autonomo, ha solo il gonfalone ma non lo stemma comunale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Vista la rinomata attività vinicola e propensione agricola del centro abitato, sono dislocate nel centro storico diverse abitazioni con la tipica struttura della cosiddetta casa campidanese, un tempo possedute dai proprietari terrieri o dai commercianti che periodicamente si recavano a Pirri, essendo esso luogo di produzione e trasformazione di vino ma anche di aceto e distillati. Sono saltuariamente visitabili le seguenti:

  • Casa Saddi-Grippo (via Balilla)
  • Casa Mulas-Meloni (via Toti)
  • Casa Scioni (via Balilla)
  • Casa Puddu (via dei Doria)
  • Casa Saddi (via Toti)
  • Casa Lai (via San Quintino)
  • Casa Zanda (via Alessandro III)

Sempre per quanto riguarda la produzione vinicola, all'interno del Parco dell'ex Vetreria si trova ancora un edificio con una torre in stile liberty dedito un tempo alla distillazione e che sulla facciata presenta ancora l'iscrizione Stefano Rocca Ancis: produzione vini e spiriti, nome del primo proprietario dello stabile.[11]

Aree verdi[modifica | modifica wikitesto]

  • Parco di Terramaini: Situato in via Vesalio ha una superficie totale di 127 000 m².
  • Parco Giardino Ex Vetreria: La superficie totale, comprendente il parco annesso, è di 25 000 m².

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Costumi tradizionali di Pirri

Feste[modifica | modifica wikitesto]

Una delle feste più famose è in onore di Santa Maria Chiara, la cui devozione risale al medioevo, quando nell'attuale parco di Monte Claro, situato nell'omonimo colle, venne ritrovata una statua della Santa ritenuta miracolosa. Il primo martedì dopo Pasqua il simulacro della Vergine viene portato in processione dalla Chiesa di San Pietro Apostolo ad una cappella del Monte Claro, per poi essere riportato indietro il martedì successivo.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri di Pirri[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere Abitanti (2017)[1]
Barracca Manna 2 180
Is Campus-Is Corrias 3 779
Villa Doloretta 1 909
Monreale 1 223
San Giuseppe-Santa Teresa - Parteolla 8 617
Is Bingias-Terramaini 2 824
Monteleone-Santa Rosalia 9 222
Totale 29 754

Pirri è una Municipalità periferica di Cagliari, comprendente sette quartieri. La Municipalità di Pirri comprende i seguenti sette quartieri della città di Cagliari:

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Quartieri di Cagliari.
I portici di Via Italia, arteria principale nel centro storico di Pirri

Monteleone - Santa Rosalia[modifica | modifica wikitesto]

Pirri è una Municipalità periferica di Cagliari. Il quartiere è il principale e più antico nucleo del centro storico di Pirri andatosi a sviluppare attorno alla Chiesa di San Pietro Apostolo. Include le vie principali del centro abitato come la via Italia e relativa piazza, e le sue direttrici principali di collegamento con il capoluogo quali la via Santa Maria Chiara, la via Riva Villasanta e la via Balilla. Il quartiere è la parte altimetricamente più bassa della municipalità e questo fa si che sia costantemente a rischio inondazioni e alluvioni, anche per via del bacino idrogeologico cittadino che vede le citate vie anche come principali direttrici dell'acqua piovana che poi si immettono, o provano a farlo, nel canale di Terramaini. Il compluvio delle acque pluviali fu infatti completamente alterato dall'urbanizzazione dell'area avvenuta nel XX secolo, che drena le acque provenienti dal bacino imbrifero che nasce nell'altura di Piazza d’Armi a Cagliari. Da diversi anni il Comune studia soluzioni per la salvaguardia dell'area e la prevenzione dalle inondazoni attraverso la costruzione di vasconi per la raccolta dell'acqua piovana e di nuovi canali sotterranei.[3]

Scultura d'arte contemporanea in Piazza Italia, conosciuta dalla popolazione come "Gli Shanghai" dalla somiglianza con i bastoncini dell'omonimo gioco di società, smantellata negli anni duemila e sostituita da un cippo ricordante i caduti dell'Arma dei Carabinieri dopo una modifica massiccia della piazza.

San Giuseppe - Santa Teresa - Parteolla[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere adiacente al centro storico, si è notevolmente sviluppato dopo la seconda guerra mondiale. Le due principali vie sono la via Enrico Toti e la via Antonio Ignazio Argiolas, via dedicata al sacerdote e insegnante nato proprio a Pirri nel 1834. La via Toti collega Piazza Italia alla Chiesa di San Giuseppe, parrocchia che da il nome al quartiere, nonché principale via per il collegamento al quartiere collinare di Barracca Manna. L'area denominata Santa Teresa invece è stata nel secondo dopoguerra destinata ad abitazioni popolari, che sebbene in misura minore rispetto a zone similari a Cagliari, ha portato qualche problema di sicurezza e ordine pubblico. Sempre a Santa Teresa era presente un mercato civico, riconvertito nel 2005 dopo anni di abbandono a centro giovani, chiamato Exmè (crasi di Ex mercato)[12].

Is Bingias - Terramaini[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere di recente urbanizzazione, nonostante la attiguità col centro storico, si è sviluppato progressivamente come quartiere residenziale. La via principale è via Risorgimento, la quale connette la centrale via Italia fino al confine con il Quartiere Europeo, all'altezza della fermata della linea 1 della Metrocagliari Vesalio. La parte chiamata Is Bingias è quella che ha avuto una prima urbanizzazione intorno al cimitero di Pirri, fino al primo dopoguerra ancora fuori dal centro cittadino, mentre nella parte più nuova, appunto chiamata Terramaini e ancora non ad uso residenziale sono sorti un grosso centro commerciale dell'Auchan (in cui è presente l'altra fermata pirrese della Metrocagliari Centro Commerciale), la Piscina Sicbaldi, unica piscina olimpionica da 50 metri nel Comune di Cagliari e un'area sportiva dotata di campi da calcio e all'occorrenza di football americano e una rimessa per le società locali di canoa e canottaggio. Il più grande, chiamato Terramaini, dal nome dell'area attraversata dall'omonimo canale (in gergo locale chiamato anche "Mammarranca" [13]), si sviluppa attorno ad uno specchio d'acqua stagnante appartenente al compendio del Parco naturale regionale Molentargius - Saline, e su cui periodicamente è possibile anche avvistare esemplari di fenicottero rosa. Il secondo è chiamato Ex Vetreria ed è nato nel 2006 dopo una ristrutturazione iniziata nel 2000 di un'area abbandonata in cui si producevano, oltre manufatti in vetro come suggerisce il nome e tuttora son conservati i forni, soprattutto vini e distillati. Il parco include anche un mini anfiteatro all'aperto e un teatro, oltre a locali addetti alla ristorazione.[14]

Barracca Manna[modifica | modifica wikitesto]

Nato abusivamente sulla cima di un'altura intorno agli anni'70, è stato oggetto di un problema abitativo con la progressiva e deregolamentata crescita. Da decenni il comune di Cagliari lo sta progressivamente dotando dei servizi di prima necessità quali strade, illuminazione e rete fognaria, oltre a un servizio di trasporto pubblico urbano gestito dal CTM con le linee 13 e 15.[15] Il suo nome deriva dalla presenza nel XV secolo di baracche per controllare i campi coltivati, ma son risultati nomi storici come Gecca Luna (in sardo "porta della luna"). Nel 2001 venne effettuato un referendum tra gli abituanti per la potenziale adozione di un nuovo nome e il vincitore risultò La Collina. Nonostante ciò, vista anche la non ufficialità del referendum, tale scelta non è mai entrata in vigore e ottenne comunque critiche per via della non storicità del toponimo e la scelta di esso in lingua italiana a differenza dell'originale e storico in sardo.[16]

Is Campus-Is Corrias[modifica | modifica wikitesto]

Nato come Barracca Manna come insediamento abusivo, si trova nella valle del colle opposta al centro cittadino e si estende fino al confine delimitato dalla Strada Statale 554 e parte del territorio chiamato Is Corrias è appartenente al comune di Selargius. Si presenta come un insediamento prettamente residenziale di nuova costruzione e a tutt'oggi è sprovvisto di servizi essenziali e si trova in condizioni peggiori del confinante quartiere di Barracca Manna. La parte denominata Is Campus non è ancora dotata di rete fognaria.

Monreale[modifica | modifica wikitesto]

Situato nella zona sud-occidentale della Municipalità, è un altro quartiere sorto nella cosa del cosiddetto boom economico italiano e quindi principalmente dedicato al sostentamento della crescente espansione demografica. Il simbolo principale del quartiere e di riflesso anche di tutta Pirri sono le Torri di Monreale, chiamati anche impropriamente Grattacieli. Il complesso residenziale situato in via Stamira, che ricopre buona parte del quartiere, comprende dieci torri di vetro caratterizzate da un corpo centrale di sostegno e da una cupola in cima, con esse ognuna di colore diverso. I palazzi, progettati e costruiti tra il 1981 e il 1983 dal costruttore Piergiorgio Fanni, furono ideati come centro direzionale per ospitare sede e uffici del Consiglio Regionale della Sardegna oltre che ad uffici privati ed abitazioni. Al termine della costruzione, sin dal dicembre 1983, le torri Rossa e Blu diventarono la sede della Direzione Regionale Sardegna della SIP, in seguito Telecom Italia, e tali rimasero sino ai primi anni 2000 quando la sede venne trasferita nella nuova struttura di via Calamattia, sempre a Pirri[17]. Le strutture, costruite con criteri anti-sismici avveniristici per l'epoca (sebbene l'intera Sardegna non era e non sia soggetta a questi fenomeni naturali) presentarono subito diversi difetti strutturali (piani eccessivamente bassi e temperature non accoglienti né d'estate né d'inverno, con ingenti spese per il riscaldamento e il raffreddamento degli ambienti) e quasi subito i piani iniziali saltarono. Tre torri delle dieci totali non vennero mai terminate e tuttora sono presenti soltanto gli scheletri (una delle tre fu utilizzata come esperimento di ristrutturazione e fu rivestita in mattoni tradizionali, ma non venne comunque terminata) e l'area versa in condizioni di abbandono, soprattutto ai piedi e all'interno delle tre torri non terminate. Nelle torri complicate invece sono presenti diversi uffici funzionanti, sebbene la capienza delle torri sia di fatto sovrastimata e molti ambienti sono quasi sempre rimasti sfitti o invenduti[18]. Tutto intorno invece sono presenti case dell'epoca del secondo dopoguerra e il quartiere è prettamente di carattere residenziale, con solamente un campo sportivo della società Jupiter a fare da servizio generico.

Villa Doloretta[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppatosi nei campi adiacenti la Villa Pollini, nota anche come Doloretta, era un nucleo abitato da soli contadini. Oggi la zona è vicina ai maggiori centri ospedalieri di Cagliari e si è notevolmente sviluppata tanto da essere inglobata nel resto della città.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente il centro abitato nacque come agglomerato a supporto delle attività agricole dei territori non urbanizzati nella periferia della città di Cagliari. Tale aspetto può mostrarsi anche nel tipo di abito tradizionale tuttora sfoggiato nelle manifestazioni del folklore cittadino. Contestualmente, fin dal periodo del dominio pisano gli abitanti di Pirri e dei paesi vicini furono chiamati coattivamente al lavoro nelle saline degli stagni Major (lo stagno di Molentargius) e di Riba (lo stagno di Quartu), le due principali fonti di sale della Sardegna. I villaggi limitrofi agli stagni fornivano la maggior parte dei lavoratori e dei carri necessari al trasporto del sale fino ai magazzini o al porto di Cagliari. Gli abitanti del capoluogo erano invece esenti dal massacrante e mal retribuito lavoro nelle saline, per questo motivo i villaggi posti nella zona d'influenza degli stagni subirono un periodo di spopolamento. Diverse ordinanze del re aragonese cercarono di porre fine all'esodo, che aveva provocato un calo del numero di lavoratori impiegati nella raccolta del sale.[5]

La vocazione agricola invece rimase fino alla metà dell'Ottocento Da lì in poi, nel XIX secolo fino ai primi del Novecento il centro è diventato, assieme soprattutto alla vicina Monserrato, ma anche a Selargius e Quartu Sant'Elena, fulcro dell'attività vinicola del cagliaritano con una vocazione sempre più industriale, grazie anche alla presenza di impianti che consentivano al produttore di vinificare direttamente il raccolto delle proprie vigne presenti nel territorio. Ancora oggi, anche se poche, percorrendo le vie del centro storico si intravedono alcune case patronali e le antiche case dei proprietari vinicoli e l'ultima distilleria delle circa dieci esistenti. L'attività vinicola è stata per un lungo periodo la maggiore attività economica e intorno ad essa ruotava un grosso indotto di trasportatori, contadini e commercianti.[9] Nei primi anni del XX secolo il settore si industrializzò sempre di più: diversi produttori, anche per far fronte comune al problema della filossera che attaccò le rispettive vigne, si misero in società fino al fondare la Vinalcool (da cui nacque poi anche la Birra Ichnusa) e che ebbe a Pirri gli stabilimenti. Sempre in questo periodo Francesco Zedda Piras, che ereditò le vigne dal padre, sviluppò l'omonima azienda che tuttora produce uno dei più famosi mirti anche fuori Sardegna e che ebbe fino agli anni'80 lo stabilimento alle porte dell'abitato. A testimonianza di questa vitale presenza del settore vinicolo c'è il toponimo Is Bingias, che in lingua sarda vuol dire proprio Le vigne.[19] A causa del progressivo fallimento del settore vinicolo, il quale ha comunque resistito nella confinante Monserrato, Pirri ha perso progressivamente quella vocazione agricola che ha sempre mantenuto. La trasformazione definitiva è poi avvenuta con la crescente urbanizzazione sia dell'abitato in sé, che dell'espansione a nord di Cagliari, arrivando fino ai confini dell'ormai frazione, cingendola completamente e portando così Pirri ad essere un agglomerato residenziale a servizio del capoluogo con la classica connotazione periferica delle grandi città. Dagli anni'80 si è provato a decentralizzare alcuni servizi del terziario dal centro di Cagliari a Pirri, con la costruzione del centro direzionale di Monreale, ma con scarso successo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La municipalità è accessibile per chi arriva dal nord della Sardegna o dal quartiere La Palma di Cagliari attraverso la SS 131 dir, meglio noto come Asse mediano di scorrimento (che segna anche il confine fisico della municipalità con Cagliari) il quale ha due uscite nella zona sud nelle vie Santa Maria Chiara e Riva Villasanta e una a nord presso la via Stamira. Le vie Santa Maria Chiara e Riva Villasanta sono le direttrici urbane principali verso Cagliari, connettendosi rispettivamente con le vie Cadello e Ciusa, le quali proseguono per il centro storico del capoluogo sardo. Le due vie si congiungono all'altezza di piazza Italia, piazza principale del centro storico pirrese, e si immettono nella via Italia, asse principale dell'abitato e che arriva fino al confine con il comune di Monserrato dividendosi nelle vie Caracalla e Cabras. Trasversalmente, da piazza Italia, parte l'altra principale direttrice verso nord-est, la via Toti, la quale termina nel quartiere di Barracca Manna, già periferia della municipalità. A cingere tale quartiere c'è la SS 554, confine nord della municipalità, con accessi a raso per il quartiere di Is Corrias. La via Vesalio infine è la strada urbana a quattro corsie che delimita il confine sud.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La municipalità di Pirri è servita dagli autobus dell'azienda di trasporto pubblico locale cagliaritana CTM con le seguenti linee:

  • Linea 1: Capolinea al confine sud in via Flavio Gioia, effettua un anello tra i quartieri Monteleone e Is Bingias per poi andare verso Cagliari.
  • Linee M e 8: Linea da Monserrato al centro di Cagliari, passano per la direttrice principale del centro storico via Italia-via Riva Villasanta/via Santa Maria Chiara.
  • Circolare 15: Circolare interna a Pirri con partenza e arrivo a Is Bingias, attraversa centro storico e Barracca Manna
  • Linee QS, QSB e 19: Linea da Quartu a Selargius (eccetto il 19 con capolinea ad Assemini), passano per la direttrice principale del centro storico via Italia-via Riva Villasanta/via Santa Maria Chiara.
  • Linea 13: Linea che collega i quartieri di Cagliari di Fonsarda e la zona degli ospedali, passa per i quartieri pirresi di Monreale e Barracca Manna.

Dal 2008 inoltre è servita dalla linea 1 della metrotranvia di Cagliari con una fermata, Centro Commerciale nel quartiere di Is Bingias-Terramaini e altre due fermate, Vesalio e Caracalla, che seppur nel territorio di Cagliari la prima e Monserrato la seconda, servono i quartieri di Is Bingias e del centro storico.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Cagliari Pirri nel 2007, un anno prima della definitiva chiusura.

Dal 1893 al 2008 Pirri fu attraversata dalla ferrovia Cagliari-Isili gestita dalle SSFS in origine, divenuta Ferrovie Complementari della Sardegna e poi successivamente Ferrovie della Sardegna e che vide in transito treni dapprima a vapore e in seguito a diesel. La frazione, e prima ancora da comune autonomo, ebbe quindi una sua stazione ferroviaria, la Stazione di Cagliari-Pirri, dotata anche di un fabbricato viaggiatori e attraversata da doppio binario a scartamento ridotto. Con la crescente urbanizzazione la Regione Sardegna decise di costruire due ulteriori stazioni, non in territorio pirrese ma che servivano il sempre più crescente abitato periferico, la Stazione di Cagliari Via Vesalio attivata nel 1994 per servire la neonata cittadella finanziaria sede dell'Agenzia delle Entrate e la Stazione di Cagliari Città Mercato Marconi due anni dopo per servire il centro commerciale (allora a marchio Città Mercato del Gruppo Rinascente).

Visto che ormai la ferrovia tradizionale a diesel passava in pieno centro abitato, negli anni 2000 la linea venne elettrificata fino a Monserrato e nel 2008 venne trasformata definitivamente in linea tranviaria. Le stazioni in via Vesalio e del centro commerciale vennero trasformate in fermata tranviaria, mentre la costruzione di una fermata tranviaria in via Caracalla a meno di cento metri dalla Stazione di Cagliari-Pirri portò alla chiusura definitiva di quest'ultima. Il fabbricato viaggiatori rimane ancora lì presente tutt'oggi, seppur con ogni accesso sbarrato, con i tram che passano nella stessa linea lì a fianco.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

«Il comune di Cagliari riconosce alla comunità di Pirri, in considerazione delle specificità storiche, una ampia autonomia organizzativa e funzionale denominata municipalità, al fine di promuovere e favorire la partecipazione diretta dei cittadini al governo della comunità ed il decentramento nel territorio dei servizi.»

(Art. 42 comma 1 dello Statuto del Comune di Cagliari)

Nel 2006 all'ex Circoscrizione di Pirri venne devoluta maggiore autonomia amministrativa ed economica, venne concessa la possibilità di formazione di un consiglio autonomo e contestualmente venne mutato il nome in Municipalità di Pirri. Essa è regolamentata con il Capo VI dello Statuto del Comune di Cagliari intitolato "Decentramento", il quale con gli articoli dal 41 al 46 definisce l'unica entità autonoma del Comune di Cagliari. Contestualmente, il Regolamento della Municipalità di Pirri disciplina l’organizzazione e la funzione di essa.

La Municipalità ha funzioni di:

  • Proposta: ha facoltà di formulare proposte di deliberazione al Consiglio o alla Giunta Comunale di Cagliari.
  • Consultazione e programmazione: esprime parere consultivo obbligatorio in ordine alle proposte di deliberazione all'esame del Consiglio Comunale che interessano direttamente la Municipalità tra le quali modifica dello statuto, regolamento e il PUC.
  • Promozione della partecipazione popolare: promuovere consultazioni tra i cittadini su questioni di particolare interesse per la Municipalità e referendum consultivi.
  • Gestione dei servizi di base: ovvero la gestione dei Servizi demografici, Servizi Tecnici (Edilizia Privata, Edilizia Pubblica, Servizi Tecnologici, Strade, Viabilità e Traffico, Verde Pubblico e Ambiente), Patrimonio, Servizi Sociali e Sport, Turismo, Attività culturali e Servizi Scolastici.
  • Esercizio delle competenze delegate

Organi municipali sono il Presidente, eletto a suffragio universale a turno unico, il Consiglio della Municipalità, composto da 19 membri più il Presidente, il Consiglio di Presidenza, organo ristretto del precedente, e l'Ufficio di Presidenza, nominato dal Presidente da cui riceve le deleghe amministrative.

Il Consiglio della Municipalità[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio, formato dal Presidente e da 19 consiglieri, è l'organo di indirizzo e controllo politico–amministrativo e rappresenta le esigenze della popolazione della municipalità nell'ambito dell’unità del comune. Esso è eletto a suffragio universale e diretto contestualmente alla elezione del Presidente della Municipalità, in un unico turno elettorale, contemporaneamente al consiglio comunale e dura in carica per un periodo equivalente a quello del consiglio stesso, anche in caso di scioglimento anticipato. Sebbene un candidato possa essere inserito in una lista per ciascuna elezione, c'è incompatibilità tra i ruoli di consigliere della Municipalità e consigliere comunale. Il Consiglio della Municipalità è eletto con premio di maggioranza di almeno 11 consiglieri a favore della lista collegata al Presidente.[20]

Il Consiglio è eletto dai residenti della Municipalità, ovvero gli iscritti alle sezioni elettorali della stessa, ma i candidati possono essere residenti in qualsiasi comune della Repubblica Italiana. Ciascuna lista elettorale è collegata ad un candidato presidente, ma l'elettore può esprimere un voto ad un consigliere e a un candidato presidente collegato ad un'altra lista, consentendo quindi il voto disgiunto. [20]

Il Presidente della Municipalità[modifica | modifica wikitesto]

Il Presidente della Municipalità è l’organo responsabile dell’Amministrazione della Municipalità, ha diritto di intervento nelle discussioni del consiglio comunale attinenti alle problematiche del territorio della municipalità e segue la procedura di attuazione, in collaborazione con gli assessori comunali competenti, delle deliberazioni del consiglio comunale che riguardano la municipalità, oltre ad aver facoltà di presenziare al Consiglio Comunale, con diritto di parola, per gli argomenti strettamente riguardanti la Municipalità. Il presidente e i due vice presidenti costituiscono il Consiglio di Presidenza della Municipalità. L’ufficio di presidenza è l’organo esecutivo della municipalità di Pirri. È composto dal presidente e da tre componenti nominati dal presidente stesso tra i consiglieri della municipalità.

Il Presidente e il Consiglio della Municipalità sono legati da voto di fiducia, chiamandosi le elezioni anticipate qualora questo si spezzi. Gli organi municipali sono comunque in ogni caso rinnovati quando ciò succeda per gli organi comunali cagliaritani.[20]


Presidenti della Municipalità[modifica | modifica wikitesto]

Le elezioni del Consiglio Comunale di Cagliari e quelle della Municipalità di Pirri, seppur tenute nello stesso momento e con le medesime liste, sono tra loro totalmente autonome ed eleggono figure incompatibili tra loro. Considerando poi che il corpo elettorale è diverso, essendo quelle della seconda elezione limitato al territorio pirrese, non è escluso che la maggioranza vincente delle due elezioni siano di due parti politiche opposte. Questa possibilità è avvenuta per ben due volte su quattro elezioni dall'istituzione della Municipalità.

Nome Mandato Coalizione Giunta del Comune di Cagliari
Inizio Fine
1 Antonio Melis 11 giugno 2006 29 giugno 2011 FIANUDCUDSRSCiviche Centro-destra
2 Luisella Ghiani 29 giugno 2011 29 giugno 2016 PDSELIdVVerdiRCCI–Rossomori Centro-sinistra
3 Paolo Secci 29 giugno 2016 16 luglio 2019 FIFdI/ANRSCiviche Centro-sinistra
4 Maria Laura Manca 16 luglio 2019 in carica PDCPSCiviche Centro-destra


Il Palazzo della Municipalità[modifica | modifica wikitesto]

La Municipalità di Pirri ha come sede il Palazzo Civico situato in Via Riva Villasanta e presso di esso si tengono le adunanze del Consiglio, si riuniscono le Commissioni di Lavoro e hanno sede i gruppi consiliari, oltre ad essere ivi presenti gli uffici dei servizi devoluti con il decentramento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Atlante demografico di Cagliari 2017
  2. ^ Parco di Terramaini, in Comune di Cagliari. URL consultato il 27 settembre 2019.
  3. ^ a b Gigantesca area a rischio alluvioni, a Pirri via libera al canale sotterraneo dell'Auchan, in youtg.net, 24 Febbraio 2018. URL consultato il 27 settembre 2019.
  4. ^ Pirri, piano contro il dissesto idrogeologico, in Comune di Cagliari. URL consultato il 27 settembre 2019.
  5. ^ a b c Pirri e Santa Maria Chiara: tra storia, tradizione e innovazione, Comune di Cagliari, 11 aprile 2014. URL consultato il 2 ottobre 2019.
  6. ^ a b SIUSA - Comune di Pirri
  7. ^ (IT) Maria Concetta Dentoni, 1928: i Comuni del Campidano e la "grande Cagliari", in Le carte e la Storia (Cagliari, il Mulino), febbraio 2000, pp. 175-189, DOI:10.1411/10412, ISSN 1123-5624 (WC · ACNP). URL consultato il 19 ottobre 2019.
  8. ^ Costituzione di comune autonomo - Relazione ai sensi dell'articolo 10 della legge regionale 30 ottobre 1986, n. 58, e successive modificazioni, sull'istanza rivolta ad ottenere la ricostituzione in Comune autonomo di Pirri, attualmente frazione del Comune di Cagliari (PDF), in Consiglio Regionale della Sardegna. URL consultato l'8 agosto 2019.
  9. ^ a b Pro Loco Pirri - Lo stemma, Pro Loco Pirri. URL consultato il 27 settembre 2019.
  10. ^ Circoscrizioni, sedici donne su 120 consiglieri, La Nuova Sardegna, 21 giugno 2006. URL consultato il 27 settembre 2019.
  11. ^ Monumenti aperti: Pirri – Vetreria
  12. ^ ExMè - Chi siamo
  13. ^ Lo sapevate? Da cosa deriva il nome del canale di Mammarranca che a Cagliari tutti conoscono?, in vistanet.it, 14 novembre 2018. URL consultato il 19 ottobre 2019.
  14. ^ Marta Nonnis, Cagliari e i suoi parchi - PARCO EX-VETRERIA, in comunecagliarinews.it, 28 febbraio 2011. URL consultato il 19 ottobre 2019.
  15. ^ Paolo Matta, Mai più quartiere abusivo: a Barracca Manna partono le urbanizzazioni primarie, in L'Unione Sarda, 23 maggio 2017. URL consultato il 19 ottobre 2019.
  16. ^ Barracca Manna cambia nome: forse si chiamerà `La Collina' Ma il sardista Frongia dissente: «Meglio Gecca Luna», in La Nuova Sardegna, 14 marzo 2001. URL consultato il 19 ottobre 2019.
  17. ^ Roberto Murgia, Torri di ferro e scheletri di cliniche ecomostri all'ingresso della città, in Il Sardegna, 14 settembre 2009. URL consultato il 19 ottobre 2019.
  18. ^ Marco Valerio Loi, Scantinati allagati, uffici semivuoti e palazzi fatiscenti. L’architettura d’Oltre Oceano a Pirri non funziona., in cagliarincompiuta.it. URL consultato il 19 ottobre 2019.
  19. ^ L'opificio arriva in città, in ceramichesarde.it. URL consultato il 27 settembre 2019.
  20. ^ a b c Copia archiviata (PDF), su comune.cagliari.it. URL consultato il 24 novembre 2007 (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2009).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Floris - La grande enciclopedia della Sardegna - 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]