Luca Telese

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Luca Telese

Luca Telese (Cagliari, 10 aprile 1970) è un giornalista, saggista, autore televisivo e conduttore televisivo e radiofonico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni novanta Luca Telese è portavoce del Partito della Rifondazione Comunista. Nel 1995 da una scissione interna al partito nasce il Movimento dei Comunisti Unitari: Telese passa alla nuova formazione e lavora come impiegato presso l'ufficio stampa.

La sua carriera professionale incomincia con l'Unità, il manifesto, Il Messaggero e Il Foglio. Giornalista parlamentare, nel 1996 è assunto all'Italia settimanale, periodico diretto da Pietrangelo Buttafuoco, che chiuderà però quello stesso anno. Collabora anche con la società giornalistica "La Vespina" di Giorgio Dell'Arti. Dal 2003 comincia a collaborare con Vanity Fair. Dal 1999 al 2009 lavora per il quotidiano Il Giornale, occupandosi soprattutto di quanto avviene nella parte sinistra dello schieramento politico italiano e di spettacoli e cultura. Sempre per Il Giornale dal 2007 ha seguito in particolare il Partito Democratico. Mentre lavora per Il Giornale, quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, il 21 agosto del 2008 Telese si definisce «un comunista italiano a lungo impegnato in un giornale di destra».[1]

Nei primi anni 2000 è stato anche autore di alcune trasmissioni televisive sia in Rai che in Mediaset: (Chiambretti c'è su Rai 2, Batti e ribatti su Rai 1, Cronache marziane su Italia 1) e conduttore del programma televisivo Planet 430 sul canale satellitare Planet, scritto insieme a Lorenzo Mieli e Vittorio Zincone, e Parenti Serpenti, sempre sullo stesso canale. Ha partecipato prima alla conduzione di Omnibus Estate su LA7 e poi di Confronti su Rai 2. Dal 2006 al 2011 (la prima stagione su RaiSat Extra, poi su La7) conduce il programma Tetris, che intreccia politica e Tv. Il 14 agosto del 2009 nel suo blog annuncia il passaggio dal Giornale al Fatto Quotidiano, che uscirà in edicola dal 23 settembre di quell'anno. Collaborerà con il quotidiano diretto da Antonio Padellaro sino al giugno 2012[2][3], contestando al quotidiano di appoggiare in toto il Movimento 5 Stelle[4].

Dirige la collana "Radici nel Presente" della casa editrice Sperling & Kupfer. La collana dedica molta attenzione a vicende storico-politiche, «purgatorio infinito delle memorie indeterminate» con l'intento di illuminare «questa terra di nessuno così vicina e impervia, il nostro passato prossimo».[5] Per questa collana Telese ha pubblicato nel 2006 il libro Cuori neri, in cui ha ripercorso l'assassinio di 21 giovani militanti di destra, principalmente del Fronte della Gioventù, durante gli anni di piombo.

In radio ha condotto il programma Tabloid su Rai Radio 3, rassegna giornaliera tratta dalle pagine interne dei quotidiani italiani in onda dalle 9.30. Per due anni è stato, dopo averla anche saltuariamente condotta, il contraltare di Giuseppe Cruciani a La Zanzara su Radio 24; sarà allontanato nel 2010 dopo aver definito l'allora segretario generale di Confindustria Emma Marcegaglia "una cretina" per via, secondo lui, del suo atteggiamento omertoso sul caso Nicola Porro, il vicedirettore del Giornale intercettato telefonicamente.[6]

Insieme a Roberto Corradi è stato l'animatore de Il Misfatto, il supplemento di satira del Fatto Quotidiano su cui di solito scriveva un corsivo contraffatto[non chiaro] con la firma dei protagonisti della settimana. Dal giugno del 2010, con Luisella Costamagna, conduce In onda, talk show di approfondimento serale su La7. Dal 4 maggio 2011 conduce Fuoriluogo su Current TV[7]. Nel settembre dello stesso anno Luisella Costamagna viene sostituita dal vicedirettore del Giornale Nicola Porro.

Contestualmente annuncia di essere già al lavoro per fondare un nuovo quotidiano nazionale, Pubblico Giornale, rivolto principalmente a lettori di sinistra[8]. Pubblico Giornale nasce come quotidiano on-line il 3 settembre 2012, poi dal 18 settembre esce anche in versione cartacea: l'esperienza però si conclude dopo solo tre mesi. Telese continua il suo impegno giornalistico in televisione dedicandosi a tempo pieno a In onda e Fuoriluogo. Nel settembre 2013 passa a Mediaset per condurre Matrix su Canale 5, programma televisivo di approfondimento politico in seconda serata che condurrà fino al 2016. Dal maggio dello stesso anno collabora quotidianamente con il quotidiano online Linkiesta.

Dal 20 settembre 2016 Luca Telese scrive per il quotidiano La Verità[9]. Il 20 dicembre dello stesso anno conduce in prima serata su La7 con David Parenzo un talk show politico intitolato Terza Repubblica e a partire dal 6 febbraio 2017 sulla stessa rete torna per condurre Bianco e nero - Cronache italiane, un programma sui casi di cronaca nera italiana. Sempre su La7 ritorna alla conduzione di In onda nell'estate dello stesso anno, anche in questo caso insieme a David Parenzo.

Da settembre 2017 fino a luglio 2018 conduce la fascia del primo mattino (6,30-9,00) su Radio 24 con il politico e giornalista economico Oscar Giannino. Dal 2018 cura le interviste del settimanale Panorama.

Giornali[modifica | modifica wikitesto]

Quotidiani[modifica | modifica wikitesto]

Collaborazioni part-time con l'Unità, il manifesto, Il Messaggero ed Il Foglio.

Testate online[modifica | modifica wikitesto]

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Come autore[modifica | modifica wikitesto]

Come autore e conduttore[modifica | modifica wikitesto]

Come conduttore[modifica | modifica wikitesto]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

La sua compagna è Laura Berlinguer,[10] giornalista di TGcom24 nonché figlia di Enrico Berlinguer, da cui ha avuto un figlio di nome Enrico.[11]

«Pubblico Giornale»[modifica | modifica wikitesto]

Pubblico Giornale
Logo
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Generestampa nazionale
FormatoBerlinese
Fondazione3 settembre 2012
Chiusura31 dicembre 2012
Inserti e allegatiSocrates (lunedì)
e Yanez (lunedì)
Orwell (sabato)
Pupù (domenica)
SedeRoma
EditorePubblico Edizioni s.r.l.
DirettoreLuca Telese
Redattore capoFabio Luppino
Distribuzione
cartacea
Edizione cartaceaedicola e abbonamento
multimediale
Edizione digitalepubblicogiornale.it
Tablet PCsu abbonamento
Ultima versione: 3.5. Peso: 3.3 MB
Smartphonesu abbonamento
Sito webpubblicogiornale.it
 

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Pubblico Giornale, conosciuto semplicemente come Pubblico, nacque come quotidiano on-line il 3 settembre 2012 e poi dal 18 settembre uscì anche in edicola. La sua fondazione era stata sostenuta, oltre che da Telese, da una trentina di giornalisti provenienti dai vari quotidiani italiani e alcuni "addetti ai lavori" dello spettacolo, tra cui l'autrice di monologhi Francesca Fornario, lo scrittore Roberto Corradi e il cantautore Luca Bussoletti.

Il logo era palesemente ispirato a quello della testata francese Libération. A lato della testata compariva la scritta “Dalla parte degli ultimi e dei primi”. La foliazione era di 24 pagine.

La redazione era composta da: Federico Mello, Emanuele Fucecchi, Francesca Fornario, Stefania Podda, Stella Prudente, Fabio Luppino, Roberto Brunelli, Tommaso Labate, Ritanna Armeni, Giancarlo Padovan, Lorenzo Mieli, Mario Adinolfi, Paola Natalicchio, Clementina Montezemolo, Marco Berlinguer, Luca Bussoletti e Corrado Formigli.[12][13]

Il quotidiano era distribuito su tutto il territorio nazionale e aveva tre centri di stampa: Sardegna, Milano e Roma.

Il piano d'impresa aveva fissato il punto di pareggio a 9.600 copie vendute. La prima media di copie vendute, calcolata sui primi numeri, era di 12.860 copie. Ma da novembre calava a 7.200, per attestarsi su questi livelli[14].

Dopo soli tre mesi la società editrice era in grave sofferenza finanziaria. Il 7 dicembre l'editore comunicava che non c'erano più le risorse per proseguire. Il 19 dicembre Tommaso Tessarolo si dimetteva da amministratore delegato.

Il quotidiano chiudeva le pubblicazioni con l'edizione del 31 dicembre 2012.

Pubblico Giornale è stato acquistato il 13 febbraio 2013 dall'imprenditore Alessandro Proto con un'offerta di quattrocentomila euro, la presa in carico di duecentomila euro di debito e un piano di investimento complessivo di quattro milioni di euro. L'intera struttura redazionale è stata nuovamente assunta, incluso Tommaso Tessarolo, l'amministratore delegato della negativa gestione precedente, con l'eccezione di Luca Telese, il direttore, che ha rifiutato la proposta non condividendo la linea editoriale proposta.[15][16][17]

Il giorno successivo all'acquisto l'imprenditore è stato arrestato con l'ipotesi di reato di aggiotaggio, ostacolo all'attività degli organi di vigilanza e truffa.[18][19]

Assetto proprietario[modifica | modifica wikitesto]

La società che ha edito il giornale è stata la «Pubblico Edizioni s.r.l.»[20] Luca Telese, Tommaso Tessarolo[21].
Luca Telese, Tommaso Tessarolo e Maurizio Feverati, avvocato che lavora per l'agente di Telese, avevano insieme il 51% delle quote della società. Il rimanente 49% era diviso tra Lorenzo Mieli, produttore televisivo e cinematografico figlio di Paolo Mieli, Marco Berlinguer, giornalista (ex-Liberazione), figlio di Enrico e fratello di Laura Berlinguer, compagna di Telese. All'interno della società vi era anche Mario Adinolfi, giornalista e deputato del PD[22][23].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ dal sito ufficiale
  2. ^ dal sito ufficiale
  3. ^ L'8 giugno lo stesso quotidiano pubblica un comunicato dove si legge che «il collega Luca Telese ha lasciato il Fatto Quotidiano coprendo un'intera redazione di insulti e menzogne».
  4. ^ Telese: addio “Fatto”, fondo “Pubblico”, su lucatelese.it. URL consultato il 10/07/2012.
  5. ^ dal sito ufficiale
  6. ^ dal sito ufficiale
  7. ^ Promotion // Current TV
  8. ^ Il Fatto perde Telese che fonda suo giornale, l'Unità, 7 giugno 2012. URL consultato il 13 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2012).
  9. ^ (IT) Luca Telese » Articoli, su www.lucatelese.it. URL consultato il 23 gennaio 2017.
  10. ^ “Diritto alle lacrime”. “Cronista piagnone”, su Sito ufficiale Luca Telese. URL consultato il 22 maggio 2010.
  11. ^ Da Biancaneve al Sulcis, su Sito ufficiale Luca Telese. URL consultato il 22 maggio 2010.
  12. ^ Il sole 24 ore
  13. ^ Il post
  14. ^ Luca Telese, Avanti Pubblico! Le ragioni di una sfida, in Pubblico Giornale (Roma), 18 dicembre, p. 2.
  15. ^ Pubblico quotidiano. Il controsenso di Proto: un giornale di destra con giornalisti ‘rossi'? | Barbadillo
  16. ^ "Sarà Il Fatto Quotidiano di destra". Proto compra "Pubblico" per 400mila euro - Il Fatto Quotidiano
  17. ^ http://www.corriere.it/economia/13_gennaio_21/pubblico-offerta-proto_7024c3e0-63d9-11e2-9016-003bf863ea6b.shtml
  18. ^ Alessandro Proto: l'editore di Pubblico è stato arrestato - Giornalettismo Archiviato il 30 giugno 2016 in Internet Archive.
  19. ^ Il pm chiude l'indagine sul finanziere Alessandro Proto | Prima Comunicazione
  20. ^ Luca Telese, Chi vi paga? Chi vi ha dato i soldi?, in Pubblico Giornale (Roma), 22 novembre 2012, p. 20.
  21. ^ Amministratore delegato della società.
  22. ^ Angela Frenda, Telese, il Travaglio immaginario, in Dagospia.com. URL consultato il 19/12/2012.
  23. ^ Maurizio Ottomano, Il gelato nascosto, in Blog di Beppe Grillo, 8 settembre 2012. URL consultato il 15/11/2012 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2012).

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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