La Verità (quotidiano)

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La Verità
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere stampa nazionale
Formato Berlinese a 6 colonne
Fondazione 20 settembre 2016
Sede Piazza della Repubblica, 21 Milano
Editore La Verità srl
Capitale sociale 540.000 euro[1]
Tiratura 67 396[2] (giugno 2017)
Diffusione cartacea 21 863[2] (giugno 2017)
Diffusione digitale 559[2] (giugno 2017)
Direttore Maurizio Belpietro
Condirettore Massimo De' Manzoni
Vicedirettore Martino Cervo
Distribuzione
cartacea
Edizione cartacea singola copia/
abbonamento
multimediale
Edizione digitale laverita.info
Sito web laverita.info/
Tablet PC singola copia [3]
Smartphone singola copia [3]
 

La Verità è un quotidiano italiano con sede a Milano.

Il lettorato del quotidiano appartiene all'area di centrodestra. Sotto la testata appare una citazione dal Vangelo di Giovanni (18, 38): Quid est veritas?

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Fondato e diretto da Maurizio Belpietro, appare nelle edicole il 20 settembre 2016[4]. Esce dal martedì alla domenica; ha una foliazione media di 24 pagine. L'impaginazione non è classica (politica, interni, esteri, cronache, ecc.), ma è ordinata per argomenti e per aree tematiche.

La redazione conta dieci giornalisti, compreso il direttore. Esiste una rete di collaboratori che copre tutta l'Italia[5].

La linea editoriale si ispira ad un modello di giornalismo liberale politicamente vicino allo spirito della “discesa in campo” di Berlusconi nel 1994[6].

«La Verità» non pubblica i contenuti del giornale sul proprio sito internet per scelta ("per evitare la cannibalizzazione del giornale", ha spiegato il direttore). Di ogni copia cartacea del quotidiano è disponibile la versione digitale, allo stesso prezzo[5].

Direttore[modifica | modifica wikitesto]

Rubriche[modifica | modifica wikitesto]

Le rubriche fisse quotidiane sono:

Firme[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il quotidiano ha edito nel 2017 il volume L'islam in redazione, scritto da Maurizio Belpietro e Francesco Borgonovo[5].

Assetto proprietario[modifica | modifica wikitesto]

Il fondatore Maurizio Belpietro possiede il 45,88% delle quote del capitale sociale, ovvero la maggioranza relativa. L'amministratore delegato Enrico Scio detiene il 9,26%. La stessa quota è in capo a Nicola Benedetto (assessore regionale della Basilicata) e all'imprenditore Ferruccio Cristiano Invernizzi. Mario Giordano detiene il 3% circa, mentre Stefano Lorenzetto il 5%[1].

Una somma di 50.000 euro, sui 540.000 che costituiscono il capitale sociale, è stata fornita indirettamente da Alfredo Romeo tramite un contributo a «Magna Carta», fondazione presente nell'azionariato della società editrice[7]. Dopo che la notizia è diventata di dominio pubblico, nel marzo 2017, Belpietro ha deciso di non avvalersi più della quota di Magna Carta, il 18,52%, pari a un valore di circa 100.000 euro.

Al 20 settembre 2017, ad un anno esatto dalla nascita, Maurizio Belpietro detiene il 56%, Enrico Scio il 12%, quasi lo stesso Ferruccio Cristiano Invernizzi e Nicola Benedetto, Mario Giordano il 3%, e infine Stefano Lorenzetto il 6%[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La Verità: a breve l'uscita del socio Magna Carta; e ora l’obiettivo è aprire l’azionariato ad altri giornalisti, su dailyonline.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  2. ^ a b c ADS: dati giugno 2017
  3. ^ a b La Verità – VirtualNEWSPAPER
  4. ^ ‘‘La Verità’’ è in edicola. Il direttore Belpietro: questo giornale è figlio della mia estromissione da ‘‘Libero’’ per volere di Renzi, su primaonline.it. URL consultato il 17 giugno 2017.
  5. ^ a b c Bilancio positivo per il primo anno de ‘‘La Verità’’, su primaonline.it. URL consultato il 29 settembre 2017.
  6. ^ Intervista a Maurizio Belpietro sul nuovo quotidiano "La verità"
  7. ^ Giuliano Zunin, «I soldi di Romeo a Belpietro li ho portati io», in «Libero», 7 marzo 2017.
  8. ^ «Corriere della Sera», 21 settembre 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]