Il Giornale di Vicenza

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Il Giornale di Vicenza
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere stampa locale
Formato tabloid
Fondazione 30 maggio 1915
Sede via Enrico Fermi 205 - 36100 Vicenza
Editore Athesis S.p.A.
Diffusione cartacea 37000 (2012)
Direttore Luca Ancetti
Redattore capo Antonio Di Lorenzo
Sito web
 

Il Giornale di Vicenza è il quotidiano di Vicenza e della provincia vicentina, inoltre copre gran parte del Veneto e regioni limitrofe.

Il quotidiano pone particolare attenzione sulla cronaca locale, ed edita periodicamente pubblicazioni di tipo divulgativo in diversi ambiti.

Le redazioni sono a Vicenza, Bassano del Grappa, Thiene, Schio, Valdagno e Arzignano.

Il giornale offre anche un'edizione digitale a pagamento; per gli abbonati il servizio è disponibile a partire dalle ore 3.30 del mattino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Testate precedenti[modifica | modifica wikitesto]

Il giornale vicentino uscì per la prima volta il 30 maggio 1915 con il nome de "La Provincia di Vicenza") sotto la guida del direttore Arturo Novello ma ebbe breve vita, giusto fino alla vigilia della prima guerra mondiale.

Nel periodo fascista sulle ceneri de "La Provincia di Vicenza" Arturo Novello fondò la La Vedetta Fascista che diresse fino alla caduta del fascismo quando fu arrestato.

Uscì per un breve periodo come "Il Giornale di Vicenza" per un bimestre tra luglio e settembre del 1943, sotto la direzione di Antonio Barolini e dall'ottobre 1943, per tutta la durata della Repubblica Sociale Italiana, sotto la direzione di Angelo Berenzi con il nome di "Il Popolo Vicentino".

Il giornale di Vicenza[modifica | modifica wikitesto]

Il primo numero de "Il Giornale di Vicenza" come quotidiano indipendente uscì il 5 febbraio 1946[1]. Nell'anno precedente in cui il quotidiano era ritornato nelle edicole sotto la guida del direttore Renato Ghiotto riportava la dicitura "Organo del Comitato vicentino di liberazione nazionale"[2].

Renato Ghiotto fu licenziato a causa dell'insuccesso commerciale del quotidiano che si era attestato ad appena 6000 copie vendute e il 2 febbraio 1950 la direzione del giornale fu assunta da Osvaldo Parise che era l'ex redattore capo del quotidiano vicentino "La Vedetta Fascista"[3]. Nel 1957 a Parise subentrò Andrea Tadiello, anch'esso ex redattore della "Vedetta", che nel 1945 era stato epurato dal Comitato di Liberazione Nazionale[4].

Dal 1958 il Giornale di Vicenza fa parte della Società Athesis di Verona. Nel 1968 la redazione e la tipografia si trasferiscono in viale Verona, all'angolo sotto il cavalcavia dei Ferrovieri. Qui Il Giornale di Vicenza resta fino a metà dell'83.

Nel luglio 1983 secondo trasloco; il nuovo indirizzo de Il Giornale di Vicenza è viale San Lazzaro 89, primo piano.

Nel 1999 il quotidiano approda in internet all'indirizzo www.ilgiornaledivicenza.it

Nel 2007 avviene un importante cambiamento nella struttura del quotidiano, che adotta il formato tabloid e diventa full color.

Il 7 gennaio 2008 il Giornale di Vicenza si trasferisce in una nuova e moderna sede. L'edificio è stato individuato nella zona direzionale-commerciale ovest, in via Fermi 205. La vicinanza al casello autostradale VicenzaOvest e la posizione lungo la tangenziale, oltre all'ampiezza degli spazi e alla possibilità di parcheggio, hanno contribuito alla scelta del luogo. Alla fine dello stesso anno viene anche effettuato un radicale restyling del sito internet.

Il 2 novembre 2010, così com'era accaduto per il New York Times all'indomani dell'attacco al World Trade Center, anche il sito del Giornale di Vicenza viene immesso in rete in versione alleggerita a causa dell'enorme numero di navigatori che si era collegata per avere notizie relative all'alluvione che aveva colpito la città.

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Anno Copie vendute
2012 37.065
2011 39.356
2010 41.147
2009 41.141
2008 41.829
2007 42.143
2006 41.087
2005 41.642
2004 41.955
2003 41.158
2002 41.685
2001 44.117
2000 44.240
1999 44.957
1998 43.734
1997 43.830
1996 43.467

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Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]