Corriere del Ticino

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Corriere del Ticino
Stato Svizzera Svizzera
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere stampa locale
Fondazione 28 dicembre 1891
Sede Muzzano
Editore MediaTi Holding SA
Tiratura 36'478 (2014)
Direttore Fabio Pontiggia
ISSN 1660-9646 (WC · ACNP)
Sito web www.cdt.ch
 

Il Corriere del Ticino è un quotidiano di lingua italiana del Canton Ticino (Svizzera). La sua sede principale si trova a Muzzano. Ha una tiratura di 36'274 copie[1] e un lettorato di 129'000 lettori (dati ottobre 2010-settembre 2011). Ha una forte penetrazione nel Sottoceneri, risultando il primo per lettori nel Luganese e nel Mendrisiotto. È invece secondo nel Bellinzonese e nel Locarnese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi 60 anni[modifica | modifica wikitesto]

Fondato il 28 dicembre 1891 da Agostino Soldati come quotidiano indipendente. Rappresenta in quegli anni una corrente di centro, uscita dalla destra cattolica, che si prefigge lo scopo di conciliare Destra e Sinistra, dopo il Colpo di Stato del 1890. Sotto la direzione di Soldati il giornale ha una buona crescita: nel 1895 risultano abbonati in Italia, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Austria e Stati Uniti.

Nel 1908 la direzione passa a Lindoro Regolatti che, a causa di alcuni contrasti con la dirigenza del giornale rassegna le dimissioni alla fine del 1911. L'anno seguente è ricco di cambiamenti, a cominciare dal direttore che diventa Eduard Platzhoff-Lejeune, ma che resta alla testa del giornale solo da febbraio a settembre e così viene nominato suo successore Vittore Frigerio, carica che ricoprirà fino al 1957. Nello stesso anno il giornale passa a un formato più grande. Durante la sua direzione, la più lunga della storia del giornale, vengono apportati dei nuovi cambiamenti: tre traslochi della redazione, l'introduzione di 2 edizioni giornaliere a partire dal 1920 e la creazione della Fondazione per il Corriere del Ticino nel 1941.

Dal 1957[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio del 1957 si decide di sostituire Frigerio con Giancarlo Bianchi che però decede nell'ottobre dello stesso anno. A sostituirlo ad interim fino al 1958 viene chiamato Luigi Caglio.

Nel 1958 viene nominato direttore Giovanni Regazzoni. Poco prima della nomina del suo successore, che sarà Guido Locarnini, viene fondata la Società Editrice del Corriere del Ticino. Viene pure costruita una nuova sede in corso Elvezia, dove si trasferisce tutta la redazione del giornale nel 1969.

Nel 1980 viene cambiato il tipo di tipografia: si passa dai vecchi caratteri di piombo alla fotocomposizione. Dal 1982 al 1997 sotto la direzione di Sergio Caratti si assiste ad un altro trasloco nella sede definitiva di Muzzano, vicino a Lugano, in concomitanza con il centenario del giornale nel 1991.

Il direttore responsabile è Giancarlo Dillena.

Dal 2016[modifica | modifica wikitesto]

Il direttore responsabile è Fabio Pontiggia.

Redazione[modifica | modifica wikitesto]

Amministratore delegato[modifica | modifica wikitesto]

Direttore responsabile[modifica | modifica wikitesto]

Vicedirettore[modifica | modifica wikitesto]

  • Bruno Costantini

Responsabili redazionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Esteri: Osvaldo Migotto
  • Primo Piano: Carlo Silini
  • Confederazione: Giovanni Galli
  • Cantone: Gianni Righinetti
  • Cronache regionali: Giovanni Mariconda
  • Redazione Lugano: Bruno Costantini (a interim)
  • Redazione Bellinzona: Spartaco De Bernardi
  • Redazione Chiasso: Patrick Colombo
  • Redazione Locarno: Barbara Gianetti Lorenzetti
  • Sport: Tarcisio Bullo
  • Spettacoli: Antonio Mariotti
  • Cultura: Raffaella Castagnola
  • Economia: Vanni Caratto
  • Posta dei lettori: Bruno Pellandini
  • Web supervisor: Paride Pelli

Editore[modifica | modifica wikitesto]

  • Società Editrice del Corriere del Ticino SA

Stampa / tipografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro Stampa Ticino SA

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Ha una tiratura di 36'274 copie[1].
  • Il giornale uscì per la prima volta il 28 dicembre 1891.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b REMP/WEMF, Bollettino delle tirature 2014 (PDF), 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]