Mario Tiddia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Mario Tiddia
Mario Tiddia.jpg
Nazionalità Italia Italia
Altezza 170 cm
Peso 70 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 1968 - giocatore
1998 - allenatore
Carriera
Giovanili
Cagliari
Squadre di club1
1957-1958Olbia? (?)
1958-1968Cagliari201 (0)
1967[1] Chicago Mustangs? (?)
Carriera da allenatore
1975-1976 Cagliari
1978-1981 Cagliari
1981-1982 Pescara
1982-1983 Torres
1983-1984 Cagliari
1987-1988 Cagliari
1989-1990 La Palma
1991-1992 Selargius
1992-1993 Civitavecchia
1997-1998 Iglesias
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Mario Tiddia (Sarroch, 5 maggio 1936Sarroch, 5 agosto 2009) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo difensore.

Era soprannominato "Cincinnato" per il fatto di alternare l'attività di allenatore a quella di agricoltore.[2] A lui è intitolato lo stadio comunale di Sarroch, sua città natale.

Era cugino dell'arcivescovo Pier Giuliano Tiddia[3].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Ha legato la sua carriera al Cagliari Calcio e ne divenne un simbolo sia da giocatore che da allenatore.

Da giocatore rimase in rossoblu per oltre un decennio attraversando il periodo della retrocessione in Serie C nella stagione 1959-1960 e quello della prima promozione in Serie A dei sardi nel 1963-1964, della quale fu uno degli artefici, e il sesto posto in Serie A nella stagione successiva. In carriera ha totalizzato complessivamente 58 presenze in Serie A e 98 in Serie B.

Con i cagliaritani Tiddia ha anche una esperienza nel campionato nordamericano organizzato nel 1967 dalla United Soccer Association e riconosciuto dalla FIFA, in cui i sardi giocarono nelle vesti del Chicago Mustangs, ottenendo il terzo posto nella Western Division.[4]

Dopo essere stato per diversi anni viceallenatore del Cagliari ha guidato in momenti diversi la squadra rossoblu, sia in esperienze poco brillanti come la retrocessione in Serie B della stagione 1975-1976, sia rendendosi protagonista del ritorno nella massima serie nel 1978. In serie A ottenne un nono e un sesto posto.

Oltre al Cagliari ha allenato anche il Pescara in serie B e la Torres in Serie C2. Nel 1983 è richiamato dal Cagliari, appena retrocesso in serie B, ma fallisce la promozione. Nel 1987-1988 torna nuovamente sulla panchina dei rossoblù, nel frattempo finiti in Serie C1, a stagione in corso, e ottiene la salvezza. Riesce nell'impresa di salvare il La Palma Cagliari nella sua unica stagione in Serie C2. Dopo un'esperienza in Serie D con il Grosseto, chiude la carriera di allenatore.

Da tempo malato, scompare nella sua città natale il 5 agosto 2009.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il Cagliari lo ha inserito nella sua Hall of Fame.[5]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Cagliari: 1961-1962

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Dario Marchetti (a cura di), Mario Tiddia, su Enciclopediadelcalcio.it, 2011.
  • Mario Tiddia, su Nasljerseys.com. URL consultato il 19 giugno 2014.