Fritz Walter

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Fritz Walter
Bundesarchiv Bild 183-41853-0008, SC Wismut gegen 1. FC Kaiserslautern.jpg
Fritz Walter ed Erhard Bauer
Nazionalità Germania Germania
Altezza 175 cm
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Attaccante
Ritirato 1959
Carriera
Giovanili
1928-1937Kaiserslautern
Squadre di club1
1937-1959Kaiserslautern384 (327)
Nazionale
1940-1958Germania Ovest Germania Ovest61 (33)
Palmarès
Julesrimet.gif Mondiali di calcio
Oro Svizzera 1954
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 4 ottobre 2007

Friedrich "Fritz" Walter (Kaiserslautern, 31 ottobre 1920Enkenbach-Alsenborn, 17 giugno 2002) è stato un calciatore tedesco, di ruolo attaccante.

Tra i più popolari sportivi del suo Paese, disputò 61 partite nella Nazionale della Germania Ovest realizzando 33 goal, vincendo anche il campionato del mondo 1954 in Svizzera.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Statua in memoria dei giocatori del Kaiserslautern che disputarono la finale del campionato del mondo 1954. Da sinistra a destra: Liebrich, F. Walter, Kohlmeyer, Eckel e O. Walter

Figlio di un inserviente del Kaiserslautern, Walter iniziò a giocare a calcio molto presto. All'età di otto anni entrò nelle giovanili del Kaiserslautern e debuttò in prima squadra a 17 anni, rimanendoci fino alla fine della sua carriera.

Di ruolo centravanti, Walter debuttò in nazionale nel 1940 sotto la guida del commissario tecnico Sepp Herberger, e segnò subito una tripletta contro la Romania[1]. Walter fu chiamato alle armi nel 1942. Nel 1943, assieme ad altri calciatori professionisti tedeschi finiti sotto alle armi, fu trasferito nel JG 50, il cui comandante, Hermann Graf, era un appassionato di calcio ed un discreto portiere. Walter e gli altri giocatori formarono così la squadra del reparto, i Die roten Jäger (I combattenti rossi).[2] L'esperienza bellica segnò profondamente Walter, che per tutta la vita non riuscì a superare la paura di volare che maturò in quegli anni, tanto da rifiutare i voli in occasione delle trasferte[1].

Al termine del conflitto Walter si trovò incarcerato in un campo per prigionieri di guerra. Quando l'Armata rossa occupò la parte est dell'Europa, portò i prigionieri politici tedeschi nei gulag dove la speranza di vita era di circa cinque anni. Walter si salvò solamente perché una guardia era appassionata al calcio e durante una partita tra prigionieri e guardie, si ricordó di aver già visto Walter, considerato da lui un fenomeno, giocare nella sua squadra alla stadio e per questo disse ai russi che non era tedesco, ma austriaco, salvandogli la vita. Alla fine della guerra, Walter tornò a giocare nel Kaiserslautern, conducendolo alla vittoria di due campionati tedeschi nel 1951 e 1953. Tornò in nazionale nel 1951 e venne nominato capitano.

Fu il capitano della nazionale della Germania Ovest che vinse il suo primo mondiale nel 1954, a spese dell'Ungheria. Il fratello di Fritz, Ottmar, deceduto nel 2013, giocò con lui nella nazionale vincitrice del titolo. Nel 1956, dopo la rivoluzione ungherese repressa dall'armata rossa, cominciò la diaspora della nazionale, e per due anni Fritz Walter si occupò del finanziamento della squadra per le partite, venendo infine pagato per aver salvato la squadra. Walter giocò la sua ultima partita in nazionale nella semifinale dei mondiali del 1958 contro la Svezia (che giocò in condizioni fisiche non buone essendo stato vittima di un infortunio) e si ritirò dal calcio nel 1959. Rifiutato il ruolo di commissario tecnico della nazionale tedesca, divenne un uomo d'affari[1].

Nel novembre 2003, per celebrare il cinquantesimo anniversario della UEFA, la federazione tedesca lo votò miglior giocatore degli ultimi cinquant'anni (dal 1954 al 2003), "forzando" la verità storica del calcio tedesco, in quanto non vi è classifica del genere che non veda ai primi due posti Franz Beckenbauer e Gerd Müller. Si volle, però, fare un omaggio a un celebre calciatore tedesco, per di più grande, ma avendo come "habitat" una squadra relativamente mediocre. In tal senso bisogna anche aggiungere che taluni osservatori, non solo sportivi, hanno visto in questo atto una sorta di segnale, da parte del calcio tedesco, con cui chiudere la decennale polemica sulla vittoria mondiale del 1954 (in Svizzera, contro la magnifica Ungheria, per 3-2, dopo essere stata sconfitta nel girone eliminatorio per 3-8), da sempre e da tutti vista con sospetto, perché in odore di doping. Doping avvalorato, ma mai provato, dalla prematura scomparsa di alcuni giocatori tedeschi che disputarono quella finale.[3]

Fritz Walter morì nel 2002 all'età di 81 anni. Era il suo sogno vedere la Coppa del Mondo 2006 nella "sua" città Kaiserslautern, ma non poté a causa della sua morte. Nel quarto anniversario della sua morte, il 17 giugno 2006, gli Stati Uniti giocarono con l'Italia a Kaiserslautern e fu osservato un minuto di silenzio in sua memoria.

Walter oggi riposa nel cimitero principale di Kaiserslautern. A lui è dedicato dal 1985 il principale impianto sportivo della città, che porta ancora oggi il suo nome.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Croce al Merito dell'Ordine al Merito di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce al Merito dell'Ordine al Merito di Germania
Cavaliere dell'Ordine al Merito della Renania Settentrionale-Vestfalia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al Merito della Renania Settentrionale-Vestfalia
— 2003
Cavaliere dell'Ordine al Merito dello Stato della Renania-Palatinato - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al Merito dello Stato della Renania-Palatinato

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Kaiserslautern: 1950-1951, 1952-1953

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Svizzera 1954

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Negli anni '80 e '90 giocava nel ruolo di attaccante nel Stoccarda un calciatore omonimo di Fritz Walter. Nonostante costui non abbia mai avuto a che fare con l'ex capitano del Kaiserslautern, i tifosi lo chiamavano "Fritz Walter junior".
  • La moglie di Fritz Walter si chiamava Italia Bortoluzzi ed era italiana, originaria di Belluno.
  • In Germania è risaputo che Walter giocava meglio se le condizioni atmosferiche erano pessime, e così fu coniato il termine "tempo di Fritz Walter" per indicare le avverse condizioni atmosferiche in particolar modo la pioggia. Questo è dovuto al fatto che in tenera età contrasse la malaria e a causa di questa ragione egli non sopportava stare al sole.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Carlo F. Chiesa, We are the champions - I 150 fuoriclasse che hanno fatto la storia del calcio, in Calcio 2000, nº 26, Milano, Action Group S.r.l., dicembre 2000, p. 60.
  2. ^ (EN) Fritz Walter - the German soccer legend - and Hermann Graf: Another friendship, su bergstrombooks.elknet.pl. URL consultato il 2 febbraio 2013.
  3. ^ http://www.uefa.com/uefa/news/Kind=256/newsId=130150.html

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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