Sepp Herberger

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Sepp Herberger
BUNDEsarchiv herberger.jpg
Sepp Herberger
Nazionalità Germania Germania
bandiera Germania Ovest (dal 1945)
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 1930 - giocatore
1964 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1914-1921Waldhof Mannheim? (?)
1921-1926VfR Mannheim? (?)
1926-1930TeBe Berlino? (?)
Nazionale
1921-1930 Germania Germania 3 (2)
Carriera da allenatore
1926-1930TeBe Berlino
1936-1945Germania Germania
1945-1964Germania Ovest Germania Ovest
Palmarès
Julesrimet.gif Mondiali di calcio
Oro Svizzera 1954
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Josef "Sepp" Herberger (Mannheim, 28 marzo 1897Weinheim-Hohensachsen, 20 aprile 1977) è stato un calciatore e allenatore di calcio tedesco.

Come giocatore fu attivo negli anni 1920 per le associacioni sportive SV Waldhof, VfR Mannheim e Tennis Borussia Berlin e fu convocato in numerose partite di qualificazione e tre partite nella nazionale tedesca. Divenne famoso come allenatore dellla squadra di calcio nazionale tedesca dal 1936 al 1942 e poi dal 1950 al 1964.

Il picco della sua carriera fu la vittoria del titolo mondiale nel 1954, la cui partita finale è entrata nella storia del calcio come "Miracolo di Berna".

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Herberger giocò tre partite nella Nazionale tedesca tra il 1921 e il 1925 prima di essere assunto come assistente del Dr. Otto Nerz (allora allenatore della Nazionale) nel 1932. Nel 1936 Herberger gli successe come allenatore della Nazionale in seguito all'inaspettata eliminazione della Germania al primo turno delle Olimpiadi del 1936. Allenò la Nazionale tedesca dal 1936 al 1964, conducendola alla vittoria del campionato del mondo 1954. Appoggiato particolarmente dalla federazione tedesca ed ascoltato consigliere dei suoi giocatori, fu un grande ammiratore ed amico di Vittorio Pozzo[1]. Muore di polmonite a Mannheim all'età di 80 anni e viene sepolto nel cimitero Hohensachsen a Weinheim.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia presenze in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Germania
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
18-9-1921 Helsinki Finlandia Finlandia 3 – 3 Germania Germania Amichevole 2
23-11-1924 Duisburg Germania Germania 0 – 1 Italia Italia Amichevole - Uscita al 67’ 67’
29-3-1925 Amsterdam Paesi Bassi Paesi Bassi 2 – 1 Germania Germania Amichevole -
Totale Presenze 3 Reti 2

Bilancio come Allenatore della Nazionale tedesca[modifica | modifica wikitesto]

Incarico Tempo in carica
dal primo all'ultimo giorno di campionato
Giorni Partite Vittorie Pareggi Sconfitte Punti Tore DR
Allenatore del Reich 13 Set. 1936 - 22 Nov. 1942 2353 70 42 13 15 97:43 216:104 +112
Allenatore Federale 22 Nov. 1950 - 07 Giugno 1964 4946 97 52 14 31 118:76 219:146 +73
totale 167 94 27 46 215:119 435:250 +185

Importanza – Riassunto[modifica | modifica wikitesto]

Politici e sociologi considerano il „Miracolo di Berna“ come la vera data di fondazione della Repubblica Federale Tedesca, che era stata fondata nel 1949, come contributo „allo sviluppo di un sentimento nazionale nella RFG“.[2] La vittoria dei campionati del mondo del 1954 si deve soprattutto al lavoro di Herberger, il quale aveva saputo mantenere i suoi vecchi contatti sia con i giocatori della Nazionale che con i funzionari della Associazione Calcistica Tedesca (DFB). Il suo successo come allenatore era basato da una parte nel raccogliere giocatori disciplinati e laboriosi. D'altra parte Herberger stasso era un lavoratore meticoloso e perfezionista, che non lasciava volentieri qualcosa al caso.

Dal 1 giugno 1947 all'estate 1950, lavorando come docente di calcio presso la nuova universitá sportiva di Colonia,[3] dove insegnò agli studenti sportivi e tenne anche corsi per allenatori di calcio, pose le basi qualitative per il lavoro nelle associazioni di calcio della lega di Serie A dopo la Seconda Guerra Mondiale e si occupò anche della divulgazione della sua teoria dell'allenamento. Ingrandì la sua rete di relazioni con gli allenatori in tutta la Repubblica federale, Poteva contare in ogni lega regionale su allenatori, che aveva formato personalmente o che perlomeno erano orgogliosi di aver frequentato i corsi della scuola di Herberger a Colonia. Il trionfo della squadra tedesca ai Mondiali del 1954 in Svizzera è legato strettamente alla persona Sepp Herberger. Dopo il lungo calo di prestazioni seguito ai Mondiali in Svizzera, rese competitiva a livello internazionale la squadra Nazionale tedesca con l'entrata della nella semifinale del 1958 in Svezia confermando le sue eccezionali capacità di allenatore federale.

Ma c'era anche un secondo lato nella sua vita. Herberger subordinava tutto al suo desiderio di fare carriera, e questa carriera era possibile per lui solo nel calcio. Dal momento che sapeva sottomettersi, se necessario, e andava d'accordo con tutti, potette anche sopravvivere sotto il nazionalsocialismo. Herberger era uno che poteva sopravvivere in qualsiasi sistema politico perché poteva adattarsi per amore del calcio del suo desiderio di carriera.

Durante la fase di liberazione dal nazismo ha anche affermato: "Ho sempre vissuto per il mio sport, avevo solo in mente la mia formazione professionale e non ho mai avuto il tempo di occuparmi di politica". Cercò sempre di mantenere la sua posizione di allenatore del Reich a tutti i costi, motivo per cui era pronto per il massimo grado di conformità esterna al regime. Il tono attenuante della deposizione, "lo sguardo puntato fisso alla sua carriera personale non gli ha permesso di guardare oltre l'orizzonte del calcio", si pone però incontrasto con le caratteristiche della sua personalità come riportato da Leinemann, „Egli divenne furbo, intelligente, opportunista, velenoso, ostinato, a volte ruggiva, a volte si adattava e a volte si ritirava nel silenzio, sorrideva, era arrabbiato, parlava fino a far perdere il filo, ma non perse mai di vista i suoi obiettivi",[4]. Jürgen Bitter cita Jürgen Leinemann nel suo libro „Die Meistermacher“ sul ruolo di Herbergers durante il nazionalsocialismo:[5]Template:Zitat Havemann attribuisce a Herberger, „nella sua fissazione per il calcio ha ignorato il fatto che si era impegnato con il nazionalsocialismo e che ne ha tratto profitti in termini di sviluppo professionale.“[6] Sepp Herberger dopo il trionfo dei campionati del mondo del 1954 impersonava in Svizzera il simbolo del „buon tedesco“. Rappresentava uno che si subordina, non si gloria, si comporta in modo apolitico, ma lavora con ambizione e diligenza al successo e poi rimane modesto nel successo. Le sue virtù e caratteristiche "servivano - per Herberger e milioni di altri tedeschi - come modelli di giustificazione per il proprio opportunismo durante lo stato nazista.“[7]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Germania Ovest: Svizzera 1954

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corriere dello Sport, 8 giugno 1961, pagina 12 Archiviato il 14 luglio 2014 in Internet Archive. emeroteca.coni.it
  2. ^ Dietrich Schulze-Marmeling (Hrsg.): Die Geschichte der Fußballnationalmannschaft. S. 138.
  3. ^ Jürgen Leinemann: "Sepp Herberger." Monaco 2004, 276.
  4. ^ Jürgen Leinemann: Sepp Herberger. S. 175.
  5. ^ Jürgen Bitter: Die Meistermacher. Verlag wero press, 2004, S. 35.
  6. ^ Nils Havemann: Fußball unterm Hakenkreuz. Campus Verlag, 2005, S. 326.
  7. ^ Lothar Mikos: Karriere um jeden Preis: Sepp Herberger. In: Lorenz Peiffer, Dietrich Schulze-Marmeling (Hrsg.): Hakenkreuz und rundes Leder. Verlag Die Werkstatt, 2008, S. 339.

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