Storia del calcio

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Calcio (sport).

Una delle prime rappresentazioni artistiche al mondo dedicate al gioco del calcio, il dipinto Sunderland v. Aston Villa di Thomas M. M. Hemy (anche noto come A Corner Kick), 1895.

Asia[modifica | modifica wikitesto]

Un antico gioco con la palla era praticato già in Giappone nell'XI secolo a.C. A partire dal III o II secolo a.C., in Cina si praticava il Cuju (o Ts'u-Chü), un gioco militare che fungeva da addestramento, in cui bisognava mandare un pallone ripieno di piume e capelli in un buco formato da due canne di bambù, utilizzando unicamente i piedi. Un manoscritto del 50 a.C., conservato a Monaco, attesta l'introduzione del Tsu-chu in Giappone e la disputa d'incontri internazionali tra le squadre dei due Paesi. Questo gioco è, inoltre, ufficialmente riconosciuto dalla FIFA come il più antico gioco riconducibile al gioco del calcio moderno[1].

Sempre in Giappone risulta si giocasse il Kemari, più giovane di circa 500-600 anni rispetto a quello cinese, e tuttora praticato. In uno spazio relativamente piccolo, i giocatori dovevano passarsi, senza che questo toccasse terra, un involucro di cuoio al cui interno era inserita una vescica di animale gonfiata.

Antica Grecia e Impero Romano[modifica | modifica wikitesto]

Basso rilievo su un vaso raffigurante un uomo che gioca all'episkyros, il capostipite di tutti i giochi con la palla europei. Visibile al Museo archeologico nazionale di Atene.

Se è in Cina che venne concepito il concetto di gol, fu in Grecia che si affermò, intorno al IV secolo a.C. quello che è considerabile come il padre europeo del calcio e del rugby, l'Episkyros, un gioco violento, soprattutto nella sua versione spartana, che, sebbene non venne mai inserito tra le discipline olimpiche del tempo, fu anch'esso riconosciuto dalla FIFA come antenato del calcio. Altri giochi che prevedevano l'uso della palla erano la urania, la feninda, l'aporraxis.

A Roma questo gioco si trasformò nell'Harpastum che deriva il suo nome dal termine greco arpazo, con il significato di strappare con forza, afferrare. Si utilizzava una piccola palla e due squadre si affrontavano in un campo rettangolare delimitato da linee di contorno e da una linea centrale. Lo scopo era quello di riuscire a poggiare la palla sulla linea di fondo del campo avversario. Erano permessi i passaggi sia con le mani che con i piedi ed ogni giocatore ricopriva un ruolo ben preciso. Marziale descrisse due tipi di pallone usati a quei tempi: la pila paganica (adoperata specialmente dai contadini) fatta di cuoio e piena di piume e la follis, sempre di cuoio ma con camera d'aria costituita da una vescica. Il gioco rimase molto popolare per circa 800 anni, specialmente tra i legionari che usavano praticarlo principalmente nei limes dell'Impero, diffondendolo dunque in tutto il Vecchio Continente, e probabilmente anche in Inghilterra.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Un incontro di Soule, antenato del calcio così come lo conosciamo, in Bassa Normandia. Illustrazione pubblicata da L'Illustration nel 1852.

Per scovare le origini vere e proprie del calcio moderno dobbiamo però spostarci nel Medioevo, e più precisamente nel nord della Francia, dove si affermò la Soule (o choule), un gioco originario appunto della regione tra Normandia e Piccardia, la cui fisionomia ricorda per molti aspetti il calcio moderno. Si giocava soprattutto la domenica, dopo la liturgia, e le squadre, di numero potenzialmente illimitato, vedevano contrapporsi villaggi antagonisti o diversi status sociali (sposati contro celibi, per esempio) con lo scopo di mandare la palla all'interno di un edificio del villaggio avversario come il portale di una chiesa, segnando, di fatto, un gol. Il campo da gioco aveva dunque grandezza variabile e poteva anche includere fossati, ruscelli, boschi e zone paludose. La metà campo poteva essere il confine tra due parrocchie, la piazza del villaggio, il sagrato della chiesa ma anche il cimitero o il castello del signore locale. La palla contesa nella Soule era in cuoio o in vescica di maiale, riempita di crusca, fieno, muschio o crine di cavallo, e veniva spinta usando indistintamente mani, piedi o bastoni. Com'è facilmente intuibile, si trattava di un gioco molto virile, ma in verità regolamentato, corredato di un codice e sicuramente molto meno violento di quanto non si creda, in quanto alcun tipo di colpo era permesso nei confronti degli avversari. Se oggi questo sport viene ricordato in maniera tanto barbara, è merito delle celebri lettere di remissione, in cui venivano evocati dei veri e propri casi giudiziari che elencavano i vari feriti e, certe volte, i morti che la Soule soleva mietere di tanto in tanto, data la mole dei partecipanti e la diffusione del gioco stesso, donando così al gioco un'ingiusta, brutta fama.

La prima menzione della Soule in Francia risale al 1147[2], ma molto probabilmente il gioco esisteva già prima dell'anno 1000, ragion per cui molti storici sostengono che siano stati i Normanni a introdurla in quella che oggi è considerata la patria del calcio, l'Inghilterra. La teoria, peraltro, sembra plausibile, poiché il mob football, il calcio medievale inglese da cui finalmente derivò il calcio come lo conosciamo oggi, non ha menzioni antecedenti il 1174 sul suolo britannico e presentava caratteristiche e regole pressoché identiche a quelle della soule francese. Comunque sia, va ricordato che da quel momento in poi, dalla conquista normanna dell'Inghilterra, lo sviluppo di quel gioco avvenne solo ed esclusivamente in Inghilterra, anche se la soule continuò, con discontinuità (dal momento che nel corso dei secoli venne bandita e riammessa, sia in Francia che in Inghilterra, diverse volte), ad essere giocata sul suolo francese almeno fino al XIX secolo.

Proprio in Gran Bretagna, difatti, verso la fine del Duecento arrivarono notizie della presenza di un gioco con la palla, il Large-football. Una cronaca londinese del 1175, narra i timori del popolo per la violenza con cui si giocava al pallone durante il carnevale. Un secolo dopo, per questa sua natura violenta, il gioco fu regolato o addirittura proibito. Il 13 aprile 1314 il Re Edoardo II proibisce la pratica del gioco a Londra e nei luoghi pubblici. Nel 1388, con un editto del Re Enrico V, il gioco fu messo definitivamente al bando. Proibito in Inghilterra, si era ormai diffuso nei territori vicini e soprattutto in Scozia e Francia. In Francia, nello stesso periodo, si giocava esclusivamente con i piedi e in modo assai violento la Savate.

Dalle saghe nordiche sappiamo poi che i Vichinghi praticavano il knattleikr : divisi in due squadre, ciascuna con un capitano, si contendevano una palla dura e pesante. La palla poteva essere colpita a mani nude o con un bastone e doveva essere portata all'estremità del campo avversario. Il knattleikr si disputava su campi erbosi o sul ghiaccio: in quest'ultimo caso i Vichinghi cospargevano le suole delle loro calzature con bitume o sabbia per garantirsi una maggiore aderenza al suolo (il Grágás, un codice del XII secolo, parla di questo gioco). La versione celtica del calcio era il gaelico cnapan (o knappan). Veniva utilizzata una palla di legno intrisa di unto di grasso animale per renderla più viscida e sfuggente. Si fronteggiavano due squadre di uno o più villaggi con l'obiettivo di aggiudicarsi la palla e di conquistare il campo avversario. Le regole non scritte della competizione prevedevano che il gioco, se la foga era eccessiva, potesse essere fermato al grido: " Heddwch !" ("Pace!").[3]

Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, la città dove il gioco con la palla ebbe il massimo fulgore fu certamente la Firenze medicea, dove si praticava il calcio fiorentino. Questo gioco, come tutti i giochi con la palla europei, del resto, derivava dagli antichi giochi Greci (come l'Episkyros) e quindi Romani (come l'Harpastum). Il vocabolario della Crusca, edito a Venezia nel XVIII secolo, dà del gioco del calcio questa definizione: È calcio anche nome di gioco, proprio e antico della città di Firenze, a guisa di battaglia ordinata con una palla a vento, somigliante alla sferomachia, passata dai Greci ai Latini e dai Latini a noi. Il calcio fiorentino, assai diffuso a quei tempi, dava luogo a incontri ufficiali nelle grandi ricorrenze tra i partiti dei verdi e dei bianchi, rispettivamente della riva sinistra e destra dell'Arno. Il campo di gioco era Piazza Santa Croce ed il partito che vinceva si appropriava delle insegne avversarie. Ogni partito era formato da 27 giocatori: 15, divisi in tre gruppi di 5, formavano la linea degli innanzi che aveva compiti di attacco; 5, chiamati sconciatori, formavano la seconda linea e avevano il compito d'intralciare le manovre avversarie; 4 componevano la terza linea ed erano i datori innanzi, rilanciavano cioè la palla verso gli innanzi; 3, infine, formavano l'estrema linea dei datori indietro, che impedivano agli innanzi avversari di raggiungere con la palla il fondo del campo e conquistare una caccia.

Attualmente quell'antico gioco è ricordato a Firenze, ogni anno, con una fedele ricostruzione in costume. Nel XVII secolo un gioco simile al calcio fiorentino si praticava anche a Venezia e Bologna, dove però era stato proibito nel 1580. Una variante del gioco del calcio 'alla fiorentina' veniva usata nel Seicento nella vicina Prato, come testimonia lo scienziato Francesco Redi in un'etimologia pubblicata da Gilles Ménages nelle sue "Origini della lingua italiana", pubblicate nel 1669: “In Prato, già Terra, oggi Città, in Toscana, non più che dieci miglia distante di Firenze, si fa il giuoco del calcio, non meno che in Firenze. Ma se nel giuoco di Firenze si usano piccoli palloncini, e si percuotono col pugno armato di solo guanto, in Prato si adoperano di que' pallon grossi, co' quali si suol giuocare il giuoco del pallon grosso (giuoco noto in Francia) ed in questo giuoco del calcio de' pratesi, non si dà al pallone col pugno, ma sempre col calcio: anzi rarissime son quelle volte che se gli dà col pugno; perché il pugno nudo, o armato d'un semplice guanto, non avrebbe forza sufficiente a poter battere e spigner lontano quel così grosso pallone”.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

In Inghilterra, riabilitato nel 1617 da Giacomo Stuart, il gioco con la palla ricominciò liberamente ad essere praticato, soprattutto dai giovani frequentanti i college e le università inglesi, dove le classi si sfidavano tra loro. Esse erano sempre composte da dieci alunni ciascuna ed a questi si aggiungeva il maestro, nel ruolo di portiere. Ecco spiegato il motivo del numero di calciatori in campo nel calcio contemporaneo e del ruolo del capitano, evoluzione della figura del maestro.

Qui nacquero le prime regole scritte di un gioco denominato dribbling-game, antenato sia del calcio che del rugby, che vedeva affrontarsi due squadre di 11 o 22 giocatori e prevedeva sia l'uso dei piedi che delle mani. Ma ancora, nel 1820, sussisteva confusione tra un tipo di gioco e l'altro, le cui evidenti differenze originarono, in seguito, una separazione e la nascita della Rugby Union, nel 1846.

Un primo tentativo di unificazione si ebbe con le 14 regole, quando al Trinity College di Cambridge si riunirono giocatori in rappresentanza di diversi istituti per stilare una prima bozza del regolamento del gioco del football.

Il 24 ottobre 1857 venne fondato il primo club di football al mondo, lo Sheffield Football Club, che giocò la sua prima partita al Parkfield House, e nel 1858 furono scritte le Sheffield Rules (Regole di Sheffield).

Calcio contemporaneo[modifica | modifica wikitesto]

Ma è solo nel 1863, e precisamente il 26 ottobre, che il calcio ha riscontro istituzionale. A Londra, in Great Queen Street presso la Free Mason's Tavern (la taverna dei Framassoni o dei Liberi Muratori), si danno appuntamento i rappresentanti di undici club e associazioni sportive londinesi per creare la prima federazione calcistica nazionale, una struttura unitaria che prenderà il nome di Football Association. Scopo primario è codificare in maniera organica e omogenea il nuovo gioco. Il regolamento che scaturisce dall'incontro mostra però un evidente compromesso con lo sport per eccellenza nel mondo anglosassone che già allora andava sotto il nome di football: il rugby. Il 24 novembre dello stesso anno i membri della Football Association si riuniscono nuovamente e due opposte fazioni si scontrano: da un lato mr. Morley (Segretario dell'associazione), deciso ad eliminare la matrice rugbystica del nuovo gioco, dall'altro mr. Campbell (Presidente del club Blackheat), estremo difensore di quella impostazione. Sono le ragioni del segretario ad imporsi ed il successivo 8 dicembre vengono apportate sostanziali modifiche al regolamento: nessun giocatore infatti potrà correre con la palla tra le mani o caricare l'avversario. Il calcio, come oggi l'intendiamo, ha finalmente intrapreso la sua strada.

La data storica della nascita del gioco del calcio moderno è il 26 ottobre 1863: Padre della Federazione calcistica dell'Inghilterra, la più antica federazione calcistica del mondo, fondata, appunto, il 26 ottobre 1863 e, in genere, padre del calcio moderno viene considerato l'inglese Ebenezer Cobb Morley.

A differenza degli esordi, che quasi non vedevano alcuna distinzione di ruoli tra i giocatori, con il trascorrere degli anni nascono poco a poco "specializzazioni" che porteranno ad una sommaria distinzione tra attaccanti e difensori. È questo il periodo in cui si tende ad equilibrare lo sbilanciamento in avanti delle squadre e il risultato più evidente è l'arretramento di tre attaccanti: i mediani. Ma è con gli inizi del 1870 che lo schieramento in campo assume quell'impostazione ben presto diffusa in tutto il mondo costituita da un portiere, due terzini, tre mediani e cinque attaccanti. Nel 1871, intanto, vengono codificate le dimensioni del pallone, fa la sua comparsa la figura del portiere come unico giocatore al quale fosse consentito toccare la palla con le mani, e nasce la federazione scozzese. Nel 1875 è la volta di quella gallese. Solo tre anni più tardi un arbitro utilizzerà per la prima volta un fischietto per dirigere una gara.

Notevoli e rapidi progressi si ebbero poi anche nei materiali usati per costruire il pallone. Tutti i giochi con la palla infatti fino al XIX secolo furono condizionati dai limiti tecnici della loro oggettistica: l'insicura elasticità delle vesciche di animali, la scarsa sensibilità delle sfere di tela riempite di turaccioli, la difficoltà di reperire sostanze espansive. La rivoluzione merceologica fu compiuta dall'avvento del caucciù, che gli inglesi trapiantarono dalle foreste sudamericane nei loro possedimenti dell'Oceano Indiano. L'invenzione della camera d'aria rese poi possibile un notevole progresso nel controllo e nella mobilità della sfera. Nel 1880 si aggiunge un'altra federazione alle tre già esistenti: quella irlandese. Sei anni dopo, nel 1886, viene fondato l'International Football Association Board (IFAB), organo costituito dalle quattro federazioni britanniche di Inghilterra, Scozia, Irlanda e Galles, con il compito di far rispettare le regole del gioco e se necessario, di apportarvi modifiche. Tale organo è tuttora in vigore ed è l'unico, a livello mondiale, a decidere in tema di regolamento del gioco. Sempre nel 1886 viene ufficialmente riconosciuto il professionismo sportivo: i calciatori sono cioè equiparati alle altre categorie di lavoratori e devono conseguentemente percepire un compenso per l'opera prestata. Una decisione che provoca dure reazioni da parte di alcuni ambienti che, nel 1907, daranno vita ad un'altra associazione.

Nel 1890 le porte sono finalmente dotate di reti, una innovazione importante basata sul brevetto di un cittadino di Liverpool: Mister Broodie. Due anni più tardi fa la sua comparsa il calcio di rigore.

In Gran Bretagna il calcio si era ormai consacrato come fenomeno sportivo e sociale, capace di coinvolgere migliaia di spettatori e affollare gli stadi. Alla finale di F.A. Cup nel 1887 erano presenti 27.000 spettatori, che sarebbero diventati 110.000 quattro anni più tardi. Alla passione degli studenti si aggiunse quella degli imprenditori. Questi ultimi rimasti estranei ai primi passi del nuovo gioco, se ne erano innamorati solo quando esso aveva completato le sue strutture formali. Contribuendo così alla costruzione degli stadi, al finanziamento dei club, alla nascita del primo mecenatismo sportivo al mondo. Al football si erano ormai avvicinati anche i ceti medi e i colletti bianchi delle manifatture e delle banche, meno entusiasta era invece rimasto il mondo delle professioni liberali, mentre quello degli intellettuali appariva abbastanza diviso, famosa al riguardo è l'invettiva del Premio Nobel Kipling contro gli entusiastici sostenitori del nuovo sport: "voi che saziate le vostre piccole anime con gli idioti fangosi del football”. Nonostante ciò il calcio era ormai in grande ascesa in tutto il regno, pronto per varcare i confini nazionali e diffondersi in tutta Europa.

Nel frattempo il gioco si è diffuso un po' ovunque nel mondo in particolare nei paesi che subivano l'influenza dell'allora impero britannico. Nel 1891 nacque la Federazione calcistica della Nuova Zelanda, nel 1892 quella del Sud Africa, nel 1893 quelle di Argentina, Belgio e Cile, nel 1895 quella Svizzera, nel 1898 quella Italiana e nel 1900 quella della Germania.

Il primo campionato con partite di andata e ritorno e punteggi per la classifica fu naturalmente in Inghilterra nel 1889, a cui poi seguirono Argentina 1893, Francia 1894, Belgio 1895, Olanda e Svizzera 1897.

La prima partita ufficiale tra nazionali, fuori dai confini inglesi fu disputata tra la nazionale di calcio dell'Austria e la nazionale di calcio dell'Ungheria il 12 ottobre 1902 e vide la vittoria dei primi per 5-0.

La FIFA, acronimo di Fédération Internationale de Football Association, viene fondata, senza gli inglesi, il 21 maggio 1904 per iniziativa di Francia, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Danimarca e Spagna; nel 1905 c'è l'affiliazione degli inglesi.

La definitiva consacrazione del gioco e della sua diffusione avvenne con le Olimpiadi di Londra del 1908. Nel 1914, la FIFA acconsentì a riconoscere il torneo olimpico come un "campionato del mondo per dilettanti", e da allora prese parte attiva nell'organizzazione dell'evento. A questo punto si tenne la prima edizione delle olimpiadi riconosciute dalla FIFA, nel 1920, e ad imporsi fu il Belgio.Invece nelle due edizioni successive (1924 e 1928) il successo arrise all'Uruguay. Nel 1928 la FIFA disse che adesso si poteva organizzare una Coppa del Mondo. Poiché l'Uruguay aveva conquistato per due volte il titolo del mondo (anche se per dilettanti), nel 1930 la FIFA lo scelse come paese ospitante della prima edizione per professionisti, in concomitanza con il centenario dell'indipendenza dello stato sudamericano. Anche questa competizione viene vinta dall'Uruguay. Da quel momento la Coppa del Mondo si svolge regolarmente ogni 4 anni. La Coppa Internazionale è stata la prima competizione continentale per squadre nazionali di calcio regolarmente disputata in Europa, la quale metteva di fronte le compagini nazionali dell'Europa centrale (in quegli anni le squadre più forti di tutto il continente). Della coppa, che costituisce un importante precursore del campionato europeo per nazioni, si disputarono sei edizioni, dal 1927 al 1960. Nel 1955 nasce la UEFA Champions League, competizione europea per club a cadenza annuale. Nel 1960 invece nasce la Copa Libertadores, sempre a cadenza annuale, ma riservata a squadre dell'America Latina. Fino al 1995 una regola per le squadre di club UEFA le vincolava a non poter avere più di tre giocatori stranieri e ciò invogliava la costruzione di vivai per creare e far crescere propri talenti. La cosiddetta sentenza Bosman rivoluzionò il calcio europeo liberalizzando il mercato del pallone e introducendo la possibilità di inserire in campo quanti più giocatori europei (comunitari) si voleva, mandando in crisi il concetto di vivaio. Il 1 settembre 2016 debutta a Bari la moviola in campo (VAR), durante l'amichevole Italia-Francia, a seguito di un calcio d'angolo. Il 18 dicembre 2016, nella finale del Campionato del Mondo per Club, il Real Madrid effettua la sua quarta sostituzione (Álvaro Morata per Cristiano Ronaldo): per la prima volta nella storia del calcio viene effettuato un quarto cambio, dopo che ci si era sempre fermati a tre.

Il 3 agosto 2017 avviene il trasferimento più oneroso della storia. Si tratta di Neymar che lascia il Barcellona per unirsi al PSG per 222 milioni di euro.[4]

Affiliazioni FIFA[modifica | modifica wikitesto]

Oggi sono affiliate alla FIFA 208 federazioni nazionali raggruppate in 6 Confederazioni continentali: l'AFC per l'Asia, la CAF per l'Africa, la CONCACAF per il Nord e Centro America e Caraibi, il CONMEBOL per il Sud America, l'OFC per l'Oceania e la UEFA per l'Europa.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1933 venne inventato il Calcio a 5, internazionalmente conosciuto come futsal, che differisce dal Calcio (sport) per numero di giocatori (cinque), campo da gioco (spesso in parquet) e particolarità nel Regolamento.

Nel 1992 è stato ufficializzato, invece, il Regolamento del Beach soccer, che si ispira sia al Calcio (sport) che al Calcio a 5 (per numero di giocatori), con la principale differenza che il campo da gioco è costituito interamente da sabbia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ History of Football - Origins
  2. ^ Jean Jules Jusserand, Les sports et jeux d'exercices dans l'ancienne France, Paris, 1901 (rééd., Paris-Genève, Champion-Slatkine, 1986), p. 266
  3. ^ "Calcio passione antica" in Medioevo, giugno 2015, n. 221, pagg. 62 e sgg.
  4. ^ (EN) FC Barcelona communiqué on Neymar Jr | FC Barcelona, su FC Barcelona. URL consultato il 3 agosto 2017.

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