Jair da Costa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jair
Jairinter.jpg
Jair all'Inter
Nome Jair da Costa
Nazionalità Brasile Brasile
Altezza 173 cm
Peso 67 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Attaccante
Ritirato 1976
Carriera
Squadre di club1
1960-1962 Portuguesa Portuguesa  ? (?)
1962-1967 Inter 119 (40)[1]
1967-1968 Roma 23 (2)
1968-1972 Inter 80 (14)
1972-1974 Santos Santos 29 (3)
1974-1976 Windsor Stars Windsor Stars  ? (?)
Nazionale
1962 Brasile Brasile 1 (0)
Palmarès
W.Cup2.svg Mondiali di calcio
Oro Cile 1962
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Jair da Costa (Santo André, 9 luglio 1940) è un ex calciatore brasiliano, di ruolo attaccante o ala destra.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Santo André, all'età di otto anni si trasferì con la famiglia ad Oscasco (località spesso indicata, erroneamente, come suo luogo di nascita).[2]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò la propria carriera nella Portuguesa, squadra di San Paolo, esordendo nel 1960. Notato da un emissario del Milan sostenne un provino con i rossoneri, venendo scartato perché ritenuto di gracile complessione. Fu invece ingaggiato dall'altra società meneghina, l'Inter di Angelo Moratti.

Esordì nel campionato italiano il 1º novembre 1962, segnando dopo 2' contro il Genoa. Al termine della stagione l'Inter, protagonista di una rimonta in campionato, si aggiudicò il suo ottavo Scudetto (il primo con Helenio Herrera in panchina).[3][4] Il 27 maggio 1965 segnò la sua rete più importante, che permise all'Inter di sconfiggere il Benfica nella finale di Coppa dei Campioni.[5] In nerazzurro si aggiudicò altri tre Scudetti (1965, 1966 e 1971), un'altra Coppa dei Campioni (nel 1963-64) e due Coppe Intercontinentali: perse inoltre il titolo nazionale del 1963-64 allo spareggio contro il Bologna[6] e due finali di Coppa dei Campioni (nel 1967 contro il Celtic e nel 1972 contro l'Ajax di Johann Cruyff). Schierato in posizione di ala destra, la sua velocità lo rendeva un'arma perfetta nel contropiede della Grande Inter.

Lasciò l'Italia dopo dieci stagioni (una delle quali trascorsa, in prestito, alla Roma). Tornato in Brasile giocò per alcuni anni nel Santos, al fianco di Pelé, vincendo il campionato paulista nel 1973. L'ultima maglia indossata in carriera fu quella del canadese Windsor Stars che vestì sino al ritiro, avvenuto nel 1976.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Con la Nazionale brasiliana disputò una sola partita, in amichevole contro il Galles. Fu convocato per i Mondiali 1962 in Cile, vestendo la maglia numero 18: chiuso nel suo ruolo dal famoso Garrincha, non scese mai in campo nel corso del torneo.

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Brasile Brasile
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
16-5-1962 San Paolo Brasile Brasile 3 – 1 Galles Galles Amichevole -
Totale Presenze 1 Reti -

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Inter: 1962-1963, 1964-1965, 1965-1966, 1970-1971
Santos: 1973

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Inter: 1963-1964, 1964-1965
Inter: 1964, 1965

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

1962

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nel film Tre uomini e una gamba, viene citato da Giovanni (del trio comico Aldo, Giovanni & Giacomo) dopo una rete segnata nella partita di calcio contro i muratori marocchini:

« Jair, e il ritorno della Grande Inter... »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 120 (40) includendo nel computo lo spareggio del campionato 1963-64.
  2. ^ Lo stesso giocatore chiarì la controversia sul proprio luogo di nascita in un'intervista del 2006 alla rivista "Inter Football Club" (n.5, maggio 2006, p.66).
  3. ^ Jair da Costa, Enciclopedia Treccani.
  4. ^ Ottavo scudetto dell'Inter, Corriere della Sera, 5 maggio 1963. URL consultato il 21 maggio 2015.
  5. ^ Bis europeo dell'Inter, Corriere della Sera, 27 maggio 1965. URL consultato il 25 maggio 2015.
  6. ^ Lo spareggio scudetto raccontato da Gianni Brera in La Repubblica, 13 febbraio 2009. URL consultato il 21 giugno 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]