Amarildo Tavares da Silveira

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Amarildo" rimanda qui. Se stai cercando il calciatore brasiliano nato nel 1964, vedi Amarildo Souza do Amaral.
Amarildo
Amarildo.jpg
Amarildo alla Fiorentina nella stagione 1969-1970
Nazionalità Brasile Brasile
Altezza 169[1] cm
Peso 66[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 1974 - giocatore
1992 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1956-1957 Goytacaz ? (?)
1958 Flamengo ? (?)
1958-1963 Botafogo 231 (136)
1963-1967 Milan 107 (32)
1967-1970 Fiorentina 62 (16)
1970-1972 Roma 33 (10)
1972-1974 Vasco da Gama 7 (0)
Nazionale
1961-1966 Brasile Brasile 23 (7)
Carriera da allenatore
1974-1978 Fiorentina Giovanili
1979-1981 Botafogo Giovanili
1981-1983 Sorso
1984-1987 Espérance
1987-1988 Rondinella
1988-1990 Turris
1990-1991 Fiorentina Vice
1991-1992 Pontedera
Palmarès
Julesrimet.gif Mondiali di calcio
Oro Cile 1962
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Amarildo Tavares da Silveira, noto semplicemente come Amarildo (Campos dos Goytacazes, 29 luglio 1939[2]), è un ex allenatore di calcio ed ex calciatore brasiliano, di ruolo attaccante.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Era un attaccante di piccola statura, da cui il soprannome di Garoto ("ragazzo"), ma dotato di grande fantasia e tecnica cristallina.[3]

Ciò nonostante, la sua indubbia classe venne più volte offuscata in campo da un carattere fin troppo esuberante se non, nei casi peggiori, fumantino e litigioso:[3][4] personaggio che non disdegnava il buttarla in rissa onde risolvere i violenti screzi con gli avversari,[4] nel solo campionato italiano raccolse 10 espulsioni[5] e 32 giornate totali di squalifica,[3] risultando, al pari di Omar Sívori, il calciatore non difensivo con più cartellini rossi all'attivo nonché uno dei più sanzionati in assoluto.[5]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Dal Botafogo, che lo aveva precedentemente prelevato dal Flamengo, Amarildo arrivò in Italia nel 1963, acquistato dal Milan del neopresidente Felice Riva. In quattro stagioni con i rossoneri totalizzò 107 presenze e 32 reti, compresa quella della vittoria nella finale di Coppa Italia 1966-1967.[3]

Mario Maraschi e Amarildo in maglia viola nel 1967.

Passò poi alla Fiorentina dove registrò 62 presenze, mettendo a segno 16 gol, vincendo lo scudetto nel campionato 1968-1969[3] e raggiungendo la stagione seguente la finale di Coppa delle Alpi.

Dopo gli anni in Toscana, e superato un grave infortunio che rischiò di fargli chiudere anzitempo la carriera,[3] l'attaccante brasiliano concluse la sua esperienza italiana alla Roma,[3] dove scese in campo per 33 partite, in cui registrò 10 centri. In Serie A giocò in tutto 202 gare realizzando 58 reti.

Lasciata l'Italia, tornò in Brasile per concludere la carriera nel Vasco da Gama.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Convocato tra le seconde linee della nazionale brasiliana per il campionato del mondo 1962 in Cile, a torneo in corso si ritrovò a dover sostituire l'infortunato Pelé,[3] chiudendo la manifestazione a quota 3 gol compreso quello del momentaneo pareggio nella vittoriosa finale di Santiago del Cile contro la Cecoslovacchia (3-1).

In maglia verdeoro disputò complessivamente 24 partite realizzando 9 reti.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Appena chiusa l'attività agonistica intraprese la carriera in panchina, allenando inizialmente le giovanili di Fiorentina e Botafogo.[3] Nel 1981 arrivò la prima chiamata alla guida di una prima squadra, da parte dei sardi del Sorso, dove rimase per un biennio;[3] seguirono tre anni ai tunisini dell'Espérance[3] con cui vinse campionato e coppa nazionale, che rimarranno i suoi unici trofei in panchina.

Dopo essere tornato nella stagione 1987-1988 a Firenze, stavolta sponda Rondinella,[3] tra la fine degli anni 1980 e l'inizio degli anni 1990 chiuse la carriera nelle serie minori italiane guidando Turris[6] e Pontedera,[7] esperienze inframezzate da un ritorno alla Fiorentina nell'annata 1990-1991[3] come vice del connazionale Sebastião Lazaroni.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club italiani[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1963-1964 Italia Milan A 31 14 CI 1 0 CC 4 0 CInt 3 2 39 16
1964-1965 A 27 14 CI 1 0 CdF 2 0 - - - 30 14
1965-1966 A 24 2 CI 0 0 CdF 6 1 - - - 30 3
1966-1967 A 25 2 CI 5 3 CM 2 0 CdA 0 0 32 5
Totale Milan 107 32 7 3 14 1 3 2 131 38
1967-1968 Italia Fiorentina A 17 5 CI 2 0 CdF 2 0 - - - 21 5
1968-1969 A 25 6 CI 1 0 CdF 4 2 - - - 30 8
1969-1970 A 20 5 CI 4 1 CC 6 1 CAI 4 1 34 8
Totale Fiorentina 62 16 7 1 12 3 4 1 85 21
1970-1971 Italia Roma A 21 7 CI 4 1 - - - CAI+TP 0+2 0 27 8
1971-1972 A 12 3 CI 3 0 - - - CAI 0 0 15 3
Totale Roma 33 10 7 1 - - 2 0 42 11
Totale carriera 202 58 21 5 26 4 9 3 258 70

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni statali[modifica | modifica wikitesto]
Botafogo: 1961, 1962
Botafogo: 1961, 1962, 1963
Botafogo: 1962
Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Milan: 1966-1967
Fiorentina: 1968-1969
Vasco da Gama: 1974

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cile 1962

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Espérance: 1984-1985
Espérance: 1985-1986

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Gwidon Naskrent, Roberto Di Maggio e José Luis Pierrend, World Cup Champions Squads, su rsssf.com. URL consultato il 2 aprile 2010.
  2. ^ (PT) Amarildo Tavares da Silveira (PDF), Centro de Pesquisa e Documentação de História Contemporânea do Brasil, 2011.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m Costa.
  4. ^ a b Massimo Parrini, Sputi, calci e pugni per Amarildo re delle zuffe, in SportWeek (Milano, La Gazzetta dello Sport), nº 46 (911), 17 novembre 2018, p. 36.
  5. ^ a b Statistiche Serie A, su speciali.raisport.rai.it (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2006).
  6. ^ Panini, 1990, pp. 334-373.
  7. ^ Panini, 1992, p. 357.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Almanacco illustrato del calcio 1990, Modena, Panini.
  • Almanacco illustrato del calcio 1992, Modena, Panini.
  • Alberto Costa, AMARILDO Tavares de Silveira, in Enciclopedia dello sport, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]