Fuorigioco (calcio)

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1leftarrow.pngVoce principale: Regole del gioco del calcio.

Una rete viene annullata per infrazione di fuorigioco; l'assistente arbitrale in basso alza la propria bandierina per segnalare all'arbitro l'irregolarità dell'azione.

Il fuorigioco (in inglese offside[1]) è una condizione nella quale può trovarsi un calciatore sul terreno di gioco durante una gara di calcio; il trovarsi in condizione di (o in posizione di) fuorigioco non constituisce di per sé un'infrazione, ma un calciatore in tale posizione non può prendere parte attiva al gioco, pena un calcio di punizione assegnato alla squadra avversaria. Il fuorigioco è disciplinato alla Regola 11 del Regolamento del Gioco del Calcio.[2]

L'attaccante blu più alla sinistra si trova in posizione di fuorigioco in quanto più vicino alla linea di porta avversaria (quella sulla sinistra) sia rispetto al pallone (che è il piccolo pallino bianco nei pressi del centrocampo), sia rispetto al penultimo difendente avversario (che è il pallino rosso per il quale passa la linea tratteggiata).

Posizione di fuorigioco[modifica | modifica sorgente]

Un calciatore si trova in posizione di fuorigioco quando si trova nella metà del terreno di gioco avversaria ed è più vicino alla linea di porta avversaria sia rispetto al pallone, sia rispetto al penultimo avversario.[3] Un calciatore non può trovarsi in posizione di fuorigioco se si trova allineato rispetto al pallone o rispetto al penultimo avversario, in quanto non sarebbe vicino alla linea di porta avversaria più di quanto non lo siano suddetti elementi. Nel considerare se un calciatore sia più vicino o meno rispetto alla linea di porta avversaria, deve essere presa in considerazione la parte del suo corpo che più è vicina a tale linea, braccia e mani escluse. Se quindi un calciatore ha il busto arretrato rispetto al penultimo avversario e solo la sua mano è più vicina alla linea di porta rispetto a quest'ultimo, non si troverà in posizione di fuorigioco proprio perché braccia e mani sono escluse dalla definizione.

Ai fini del calcolo della posizione del fuorigioco, un calciatore che, per qualsiasi motivo, si trovi a fuoriuscire dal terreno di gioco nel corso di un'azione, dovrà essere considerato come se giacesse sul punto della linea perimetrale del terreno di gioco a lui più vicino.[4]

Essere in posizione di fuorigioco non è di per sé un'infrazione, ovvero l'arbitro non deve interrompere il gioco, né sanzionare un calciatore, semplicemente perché quest'ultimo di trova in tale posizione.

Infrazione di fuorigioco[modifica | modifica sorgente]

Un calciatore che si trova in posizione di fuorigioco deve essere punito per infrazione di fuorigioco soltanto nel momento in cui egli prende parte attiva al gioco quando un suo compagno gli passa, o calcia verso di lui, il pallone; la posizione di fuorigioco deve essere calcolata al momento del passaggio del compagno: se un calciatore passa il pallone ad un proprio compagno quando quest'ultimo è in posizione regolare, l'arbitro non dovrà sanzionare il fuorigioco se poi il pallone gli giunge quando suddetto compagno si è spostato in posizione di fuorigioco. Viceversa, se un calciatore passa il pallone ad un proprio compagno in posizione di offside, il fuorigioco dovrà essere sanzionato comunque anche se tale compagno recupera il pallone dopo essere arretrato in posizione regolare.

Un calciatore concretizza la propria partecipazione al gioco quando:

  • interviene nel gioco;
  • influenza un avversario;
  • trae vantaggio da tale posizione.

"Intervenire nel gioco" indica il toccare il pallone; "influenzare un avversario" indica ostruire la visuale o impedire il movimento di un avversario con la propria presenza; "trarre vantaggio da tale posizione" indica giocare il pallone dopo che questo è stato accidentalmente rimbalzato da un palo, da una traversa, da una bandierina d'angolo, dall'arbitro, da un suo assistente sul terreno di gioco o da un avversario. Se un calciatore che si trova in posizione irregolare mentre un suo compagno gli passa il pallone commette uno di questi tre atti, deve essere sanzionato per fuorigioco.

Quando l'arbitro sanziona un'infrazione di fuorigioco, interrompe il gioco ed assegna un calcio di punizione indiretto in favore della squadra avversaria; tale calcio di punizione dovrà essere eseguito dal punto in cui si trovava il calciatore in posizione irregolare al momento del passaggio del compagno. Il calciatore non dovrà essere né ammonito né espulso, in quanto il fuorigioco è un'infrazione ma non una scorrettezza.

Normalmente, se un calciatore lancia il pallone in direzione di un proprio compagno in posizione irregolare, e durante la traiettoria questo viene deviato da un calciatore difendente, se il pallone termina comunque al calciatore in offside questi sarà punito per infrazione di fuorigioco soltanto se la deviazione del difendente è stata involontaria, mentre sarà invece cancellato il relativo fuorigioco se il difendente ha giocato volontariamente il pallone. Se però questa giocata di un difendente avviene, seppur volontariamente, nel tentativo di salvare una rete, qualora il pallone pervenga successivamente ad un attaccante in posizione di fuorigioco questi sarà comunque punito per offside.[5]

Eccezioni[modifica | modifica sorgente]

Un calciatore, benché in posizione irregolare, non può essere punito per fuorigioco se riceve il pallone direttamente da una rimessa laterale, da un calcio di rinvio o da un calcio d'angolo eseguito da un compagno di squadra[3]. Inoltre un calciatore non potrà mai essere punito per infrazione di fuorigioco se interviene nel gioco stazionando sulla linea mediana, in quanto un calciatore non può essere in posizione di fuorigioco nella propria metà del terreno di gioco: e la linea mediana, appartenendo contemporaneamente ad entrambe le metà del terreno di gioco, fa anche parte della metà-campo appartenente al calciatore che interviene nel gioco.

Scorrettezze relative al fuorigioco[modifica | modifica sorgente]

Se un difensore esce volontariamente dal terreno di gioco per mettere in posizione di fuorigioco un attaccante avversario, l'arbitro lascerà che il gioco prosegua per il vantaggio e alla prima interruzione del gioco ammonirà il difendente per aver abbandonato il terreno di gioco senza il permesso dell'arbitro. Se nel frattempo l'attaccante ha segnato una rete, questa è valida.

Di contro un attaccante in posizione di offside non commette infrazione se abbandona il terreno di gioco per mostrare di non voler prendere parte al gioco, e quindi di non commettere infrazione: in compenso deve richiedere il permesso dell'arbitro per tornare sul terreno di gioco, e se omette di fare ciò deve essere ammonito per essere rientrato sul terreno di gioco senza il permesso dell'arbitro.

Se un calciatore rotola all'interno della porta avversaria mentre un suo compagno segna una rete, tale rete sarà convalidata se l'attaccante che era entrato in porta resta immobile; se invece con la voce o con i gesti ostacola o disturba un avversario, la rete non sarà convalidata, il calciatore sarà ammonito per comportamento antisportivo e la gara verrà ripresa con una rimessa da parte dell'arbitro dal punto in cui si trovava il pallone al momento dell'interruzione.

Storia del fuorigioco[modifica | modifica sorgente]

Il fuorigioco fu codificato nel 1864 al momento della stesura del primo regolamento ufficiale della storia del calcio. Inizialmente si prevedeva che fra il giocatore che riceveva un passaggio e la porta avversaria vi fossero perlomeno 4 giocatori avversari. L'origine della regola sta nel fatto che si voleva evitare che uno o più attaccanti attaccassero da tergo il difensore che giocava la palla. Nel 1866 il fuorigioco passò da 4 a 3 uomini e dal 1907 si iniziò a sanzionare questa infrazione solo se il giocatore si trovava nella metà campo avversaria.

La modifica che più ha influenzato la storia del calcio (proposta per primo nel 1925 dall'allora tecnico del Newcastle) è senz'altro quella del 1926, con la quale si passò dal fuorigioco a 3 a quello a 2 giocatori. Questa variazione, volta ad aumentare la spettacolarità del gioco, sortì gli effetti desiderati e il numero di reti aumentò decisamente. Questa rivoluzione regolamentare ne determinò un'altra dal punto di vista tattico: l'esigenza di rafforzare la difesa spinse Herbert Chapman, allenatore dell'Arsenal, a inventare un nuovo modulo di gioco che gli permise di guidare la squadra londinese a vincere due titoli nazionali. Il WM (o Chapman system), come venne battezzato, andò a sostituire la piramide (tattica sino ad allora universalmente diffusa) e ben presto sopravanzò anche il WW, diffusi nello stesso periodo in Italia e Austria ad opera degli allenatori Vittorio Pozzo e Hugo Meisl. La più geniale trovata del sistema sta nell'arretramento del centromediano, che perdeva i suoi compiti di rilancio dell'azione, a marcare il centravanti avversario, per controbilanciare lo svantaggio numerico in fase difensiva.

Per cercare di placare le polemiche nate dai sempre maggiori errori arbitrali, il presidente della FIFA Blatter starebbe studiando di eliminare la regola del fuorigioco.[6] Questa eventuale modifica rivoluzionerebbe il mondo del calcio.

Disposizioni arbitrali sul fuorigioco[modifica | modifica sorgente]

Il controllo del fuorigioco, nelle serie maggiori quali quelle della Lega Nazionale Professionisti, è demandato ai due assistenti arbitrali, i quali devono immediatamente segnalare con la propria bandierina all'arbitro quando un calciatore deve essere punito per infrazione di fuorigioco.[7]

La disposizione secondo la quale un calciatore si trova in posizione di fuorigioco se una parte qualsiasi del suo corpo (escluse le braccia e le mani) sono più vicine alla linea di porta avversaria sia rispetto al pallone, sia rispetto al penultimo difendente, è recente, in quanto fino alla stagione 2004/2005 della Serie A era necessario che passasse una "luce" fra i due corpi, ovvero un calciatore si trovava in posizione di fuorigioco solamente se fra lui e il penultimo difendente passasse della luce, e quindi ci fosse dello spazio vuoto, posta comunque la maggiore vicinanza dell'attaccante rispetto alla linea di porta avversaria.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • In occasione delle Olimpiadi tenutesi a Londra nel 2012, è stata coniata una moneta che riporta sul retro la spiegazione della regola del fuorigioco, al fine di renderla più chiara a chi volesse seguire le gare di calcio durante la manifestazione.[8]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Offside" in treccani.it
  2. ^ Regola 12 - Falli e scorrettezze ( Regolamento del Gioco del Calcio, FIGC. )
  3. ^ a b Regola 11, Il fuorigioco ( Regolamento del Gioco del Calcio, FIGC, p. 107. )
  4. ^ Regola 11, Il fuorigioco, "Infrazioni" ( Regolamento del Gioco del Calcio, FIGC, p. 109. )
  5. ^ Circolare n° 1 - Stagione sportiva 2013/2014
  6. ^ Addio al fuorigioco e niente moviola: rivoluzione Blatter - Articolo del 18 marzo 2010 del Corriere dello Sport - Stadio .it
  7. ^ Regola 6, Gli assistenti dell'arbitro ( Regolamento del Gioco del Calcio, FIGC, p. 73. )
  8. ^ "Il fuorigioco spiegato su una moneta", da repubblica.it

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