Terremoto di Valdivia del 1960

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Terremoto di Valdivia del 1960
1960 Valdivia earthquake.jpg
Zone colpite dal Terremoto di Valdivia
Data 22 maggio 1960
Ora 19:11 (UTC)
Magnitudo momento 9,5
Profondità 33 km
Epicentro Valdivia (Cile)
38°14′24″S 73°03′00″W / 38.24°S 73.05°W-38.24; -73.05Coordinate: 38°14′24″S 73°03′00″W / 38.24°S 73.05°W-38.24; -73.05
Nazioni colpite Cile Cile
Hawaii Hawaii
Giappone Giappone
Maremoto
Vittime 3.000
Mappa di localizzazione: Cile
Terremoto di Valdivia del 1960
Posizione dell'epicentro

Il terremoto di Valdivia del 1960, conosciuto anche come grande terremoto del Cile, si è verificato il 22 maggio 1960 alle 14:11 ora locale (19:11 UTC), ed è stato il più potente terremoto mai registrato nella storia, con una magnitudine di 9,5[1]. Il suo epicentro è stato localizzato nei pressi di Cañete, circa 900 km a sud di Santiago, ma la città più colpita fu Valdivia. Dopo la scossa principale, una serie di fenomeni tellurici ha continuato a sconvolgere il sud del paese sino al 6 luglio.

Il megasisma fu avvertito in differenti parti del pianeta e produsse un maremoto, con onde alte fino a 25 metri, che colpì diversi stati fino alla sponda opposta dell'Oceano Pacifico: Hawaii (devastando Hilo[2]), Giappone, Filippine, Nuova Zelanda, Australia, le Isole Aleutine in Alaska e Hong Kong.[3] Lo stesso fenomeno fu inoltre causa dell'eruzione del Vulcano Puyehue. Il numero esatto di perdite umane e materiali è sconosciuto, ma le stime più credibili parlano di tremila morti, più di due milioni di sfollati, e danni tra 400 e 800 milioni di US$ dell'epoca (tra i 2,9 e i 5,8 miliardi di US$ del 2011),[4] dati comunque piuttosto contenuti in confronto all'entità del terremoto[5], anche grazie alla bassa densità della popolazione e agli edifici costruiti principalmente in legno.

Il terremoto[modifica | modifica wikitesto]

Il Grande Terremoto Cileno seguì a un sisma minore, avvenuto il 21 maggio alle 06:02 ora locale, che tagliò le linee di telecomunicazione tra il sud e il resto del paese. La scossa principale colpì mentre si organizzavano i soccorsi e interessò un'area costiera di 400.000 km² tra Talca e Chiloé. L'evento sismico principale durò circa tredici minuti, e fu seguito nelle settimane successive da diverse serie di repliche. Dopo il terremoto, il livello del mare salì improvvisamente (furono registrati quattro metri nel porto di Valdivia) sommergendo interi villaggi come Toltén. Alle 16:20 un'onda di otto metri colpì la costa cilena, e dopo dieci minuti ne giunse un'altra di dieci metri, martoriando l'area già sconvolta dal terremoto.

Numerose fortificazioni del periodo coloniale spagnolo furono rase al suolo. La subsidenza cambiò la conformazione del suolo, distruggendo edifici, abbassando il letto dei fiumi locali e creando paludi al loro posto. Alcune testimonianze hanno riportato zampilli d'acqua che nascevano dal suolo, e la distruzione degli acquedotti assieme alla contaminazione delle falde determinò una grave penuria di acqua potabile.

La forza del terremoto fu avvertita con maggiore intensità nelle fosse tettoniche, il che spiega perché Valdivia e Puerto Octay (quest'ultima al centro della Grande Valle Centrale) furono colpite con più violenza rispetto a città più vicine all'epicentro.

Il terremoto causò una variazione dell'inclinazione dell'asse terrestre di 63 millesimi di secondo d'arco (corrispondenti a circa 30 centimetri se misurati su un meridiano) ed una variazione sulla durata del giorno siderale di 23 milionesimi di secondo.[6]

L'eruzione del vulcano Puyehue[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 maggio, trentotto ore dopo la forte scossa, il vulcano Puyehue riprese la sua attività lungo il suo fianco meridionale. Il vulcano è situato fra due vallate scarsamente popolate delle Ande, e di conseguenza l'eruzione ebbe pochi testimoni oculari e ricevette anche scarsa attenzione da parte dei media locali, preoccupati dei danni e dalle vittime causate dal sisma. Il terremoto fu la causa di questa nuova eruzione. L'eruzione si concluse il successivo 22 luglio.[7]

Spiegazione tettonica[modifica | modifica wikitesto]

Il terremoto è stato innescato dalla subduzione della placca di Nazca sotto la placca sudamericana, e dalla conseguente liberazione di energia meccanica lungo la faglia corrispondente alla fossa di Atacama. La subduzione è infatti il fenomeno tettonico che genera i terremoti più potenti, poiché la sua conformazione richiede un enorme accumulo di energia per lungo tempo prima che possa essere liberata durante l'evento sismico. L'ipocentro localizzato a 33 km di profondità è stato relativamente poco profondo in confronto ai 70 km che può raggiungere nei terremoti in Cile e Argentina. La frattura che si è prodotta nel suolo era lunga 800 km, da Talca (35° sud) a Chiloé (43° sud), e si è prodotta a una velocità stimata di 3,5 km al secondo[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Scheda del terremoto sul sito dell'USGS, su earthquake.usgs.gov. URL consultato il 15 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2014).
  2. ^ (EN) Gates, Alexander E.; Ritchie, David. (2009). Encyclopedia of Earthquakes and Volcanoes. Ed. Infobase Publishing. ISBN 978-0-8160-7270-5. p. 49
  3. ^ (EN) Tsunami Monitoring in Hong Kong
  4. ^ The Largest Earthquake in the World – Articles, U.S. Geological Survey. URL consultato l'11 gennaio 2007 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2007).
  5. ^ Antonio Piersanti, Gli effetti dei grandi terremoti sul pianeta terra (PDF), in Silvae, anno III, n. 7. URL consultato il 15 marzo 2011.
  6. ^ Richard S. Gross, Ben Chao, Seismic Excitation of Earth Rotationand Gravitational Field Changes (PDF), Journées Luxembourgeoises de Géodynamique, 8 novembre 2004.
  7. ^ (EN) L.E. Lara e Naranjo, J.A.; Moreno, H., Rhyodacitic fissure eruption in Southern Andes (Cordón Caulle; 40.5°S) after the 1960 (Mw:9.5) Chilean earthquake: a structural interpretation, in Journal of Volcanology and Geothermal Research, vol. 138, 1-2, 1º novembre 2004, pp. 127–138, DOI:10.1016/j.jvolgeores.2004.06.009.
  8. ^ (EN) Hiroo Kanamori and Jogn J. Cipar. Focal process of the great Chilean earthquake May 22, 1960 Physics of the Earth and Planetary Interiors. 1974

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