Fattore campo

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Nello sport l'espressione fattore campo indica il vantaggio di cui gode un atleta oppure una squadra che gioca su un campo favorevole.[1][2]

Esempi di dati quantitativi[modifica | modifica wikitesto]

Cause[modifica | modifica wikitesto]

Il vantaggio che comporta la scelta di un impianto sportivo può essere decisamente palese: per esempio, l'Estadio Hernando Siles di La Paz è situato a 3 600 metri sul livello del mare e favorisce quindi i giocatori che, come i boliviani, sono abituati a giocare a tali altitudini; di conseguenza, il suo riconoscimento come stadio per eventi internazionali risulta controverso;[8][9] effetti analoghi possono essere inoltre prodotti da altri fattori climatici di una zona. Gioca un ruolo palese anche la conoscenza del terreno di gara: un atleta di uno sport individuale (come uno sciatore o un tennista) che conosca il campo di gara risulta avvantaggiato nei confronti dei suoi avversari. Nel caso del baseball, è addirittura il regolamento ad avvantaggiare la squadra di casa, dato che le conferisce il diritto all'ultima battuta. Il fenomeno del fattore campo è comunque osservabile anche in contesti dove non interferiscono i palesi fattori appena menzionati, e sulla natura del fenomeno il dibattito è tutt'altro che concluso. Per quanto riguarda fattori di natura puramente emotiva come i fischi, l'incitamento o il rincuoramento di un pubblico amico oppure ostile, i loro effetti sui risultati concreti della competizione non sono direttamente osservabili e sono quindi complicati da analizzare secondo il metodo scientifico.

  • Il sommenzionato studio dell'Università di Harvard attribuisce comunque grande importanza all'influsso del pubblico sul rendimento degli atleti.[3]
  • Stando alle teorie dello psicologo Nick Neave, giocherebbe un ruolo decisivo il legame emotivo tra i giocatori ed il proprio territorio di competenza: in atleti maschi, il livello di testosterone aumenterebbe, prima di una gara in casa, in misura maggiore che prima di una trasferta.[10]
  • Secondo la rivista Sports Illustrated ad avvantaggiare la squadra di casa sarebbero invece fattori più semplici: prendendo in considerazione diversi possibili aspetti, il recente articolo della rivista giunge alla conclusione che non lo stress del viaggio, non l'incoraggiamento dei tifosi, non le sole caratteristiche di un impianto sportivo, ma l'influsso del pubblico su arbitri e giudici (anche solo inconsciamente influenzati nelle loro scelte) sarebbe il fattore cruciale.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Filippo Conticello, Juventus 30 e lode: Stadium da record, meglio solo il Barcellona 1958-60, gazzetta.it, 27 febbraio 2017.
  2. ^ Carlo Canepa e Luciano Canova, Capitolo 4 - Il vantaggio di giocare in casa, in La scienza dei goal: Numeri e statistica applicati allo sport più bello del mondo, Hoepli Editore, ISBN 9788820373429.
  3. ^ a b (EN) Study reveals referees' home bias, news.bbc.co.uk, 6 maggio 2007.
  4. ^ (DE) Bundesliga.de.
  5. ^ (DE) Christoph Wolf, Ein Heimspiel ist kein Vorteil mehr, n-tv.de, 22 novembre 2010.
  6. ^ Almanacco Illustrato del Calcio 2017, Modena, Panini Editore, 2016, p. 407, ISSN 11293381.
  7. ^ (EN) World Cup Champions Squads 1930 - 2014, rsssf.com.
  8. ^ (ES) Bolivia se prepara para recurrir al TAS un posible veto al fútbol en altura, larepublica.pe, 19 ottobre 2009.
  9. ^ (ES) Andrés Corona, Entre fantasmas y altitud, el Hernando Siles es el estadio más temido de América, sports.vice.com, 27 ottobre 2015.
  10. ^ (DE) Urs Willmann, Erforschung einer Speziesa, zeit.de, 21 marzo 2002.
  11. ^ (EN) Moskowitz, J.Tobias e L. Jon Wertheim, What's Really Behind Home Field Advantage, in Sports Illustrated, 17 gennaio 2011, pp. 65-72.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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