Matthias Sammer

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Matthias Sammer
Bundesarchiv Bild 183-1990-0404-025, SG Dynamo Dresden, Matthias Sammer.jpg
Sammer alla Dinamo Dresda nel 1990
Nazionalità Germania Est Germania Est
Germania Germania (dal 1990)
Altezza 180 cm
Peso 75 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore, centrocampista)
Ritirato 1998 - giocatore
2005 - allenatore
Carriera
Giovanili
1976-1985 Dinamo Dresda
Squadre di club1
1985-1990 Dinamo Dresda 102 (39)
1990-1992 Stoccarda 63 (20)
1992-1993 Inter 11 (4)
1993-1998 Borussia Dortmund 115 (21)
Nazionale
1987 Germania Est Germania Est U-20 2+ (4)
198? Germania Est Germania Est U-21 5 (0)
1988 Germania Est Germania Est Olimpica 4 (0)
1986-1990 Germania Est Germania Est 23 (6)
1990-1997 Germania Germania 51 (8)
Carriera da allenatore
2000 Borussia Dortmund Vice
2000-2004 Borussia Dortmund
2004-2005 Stoccarda
Palmarès
Transparent.png Mondiali di Calcio Under-20
Bronzo Cile 1987
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Argento Svezia 1992
Oro Inghilterra 1996
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Matthias Sammer (Dresda, 5 settembre 1967) è un ex allenatore di calcio, dirigente sportivo ed ex calciatore tedesco, di ruolo difensore o centrocampista.

Fu insignito del Pallone d'oro 1996, premio raramente riservato a un giocatore del suo ruolo, il libero. Fu campione d'Europa 1996 con la nazionale tedesca e campione d'Europa per club nel 1997 con il Borussia Dortmund.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È figlio di Klaus, ex calciatore della Germania Est. Sposato, ha tre figli.[1]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Fu un calciatore che rese al meglio in compiti prettamente difensivi, inizialmente come centrocampista e in seguito reinventandosi «con eccellenti risultati» come libero; ciò nonostante si rivelò anche discretamente prolifico sottorete, grazie a frequenti sortite nell'area avversaria. Molto dotato tecnicamente, mostrò inoltre visione di gioco e carisma da leader.[2]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver giocato dal 1985 al 1990 con la squadra della sua città, la Dinamo Dresda, con cui colse due coppe e due campionati della Germania Est oltre a raggiungere le semifinali della Coppa UEFA 1988-1989,[2] con l'avvenuta riunificazione tedesca passò allo Stoccarda, diventando così il secondo giocatore dell'ormai disciolta DDR (dopo Ulf Kirsten) a firmare per un club dell'ex Germania Ovest. Rimase in biancorosso per un biennio, vincendo nella stagione 1991-1992 il suo primo titolo tedesco.

Sammer all'Inter, alle prese con lo juventino Roberto Baggio nel derby d'Italia del 25 ottobre 1992.

Nel frattempo, già nel 1991[2] fu acquistato dall'Inter per 9 miliardi di lire,[3] ma stante il limite di 3 stranieri per squadra all'epoca vigente in Serie A, il calciatore poté approdare in nerazzurro solo nell'estate 1992.[2] La sua esperienza a Milano si rivelò breve e non certo memorabile: nonostante emerse presto tra i migliori stranieri del campionato, Sammer pagò dissidi tattici con il tecnico Osvaldo Bagnoli (il quale mal sopportava i suoi sganciamenti offensivi), e soprattutto il mancato ambientamento extrasportivo alla realtà italiana.[2]

Già nel gennaio 1993 spinse quindi per tornare in Germania,[2] venendo prelevato dal Borussia Dortmund per 9,5 miliardi di lire.[3] Militò nelle file giallonere fino al 1998, contribuendo a uno dei maggiori periodi di gloria della squadra: a Dortmund vinse infatti due campionati tedeschi nel biennio 1995-1996, mentre in campo internazionale sollevò nel 1997 la Champions League e la Coppa Intercontinentale. Si ritirò dall'attività agonistica a causa di una grave infezione contratta in seguito a un'operazione di routine al ginocchio, e per la quale rischiò addirittura la vita.[4]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

In totale collezionò 74 presenze con le divise delle due nazionali tedesche, 23 delle quali con la Germania Est di cui fu l'ultimo capitano nonché l'autore delle ultime reti della sua storia, nell'amichevole di Bruxelles del 12 settembre 1990 contro il Belgio e vinta 2-0 grazie alla sua doppietta.[5] Dopo la caduta del muro, Sammer fu tra i pochi tedeschi orientali (assieme a Thomas Doll, Kirsten e Andreas Thom) a entrare stabilmente nel giro della nuova Germania unita,[6] divenendone anzi uno dei punti fermi,[2] partecipando dapprima al campionato d'Europa 1992 e al campionato del mondo 1994, e vincendo poi da protagonista il campionato d'Europa 1996 in cui segnò 2 reti.

Allenatore e dirigente[modifica | modifica wikitesto]

Dal 14 aprile al 30 giugno 2000 è vice di Udo Lattek al Borussia Dortmund. Il successivo 1º luglio diventa allenatore dei gialloneri, con cui vince una Bundesliga e arriva in finale di Coppa UEFA 2001-2002. Il 31 maggio 2004 rescinde il contratto con il club di Dortmund[7] per passare sulla panchina dello Stoccarda,[8] da cui viene esonerato (pur se la società parla di addio consensuale) il 3 giugno 2005 per la mancata qualificazione alla Champions League.

Il 1º aprile 2006 diventa direttore sportivo della Germania.[9][10] Il 31 maggio 2008 rinnova l'accordo con la federazione di calcio tedesca divenendo anche supervisore della sezione giovanile,[11] prima di lasciare l'incarico il 1º luglio 2012. Il giorno dopo diventa direttore sportivo del Bayern Monaco. Il 10 luglio 2016 lascia il club per motivi di salute: sotto la sua gestione i bavaresi hanno vinto ben undici titoli in quattro anni, tra cui la Champions League 2012-2013.[12]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1985-1986 Germania Est Dinamo Dresda OL 18 8 CGE 4 6 CdC 6 2 - - - 28 16
1986-1987 OL 20 7 CGE 3 2 - - - - - - 23 9
1987-1988 OL 19 8 CGE 3 1 CU 2 0 - - - 24 9
1988-1989 OL 25 7 CGE 3 1 CU 10 0 - - - 38 8
1989-1990 OL 20 9 CGE 5 4 CC 2 0 - - - 27 13
Totale Dinamo Dresda 102 39 18 14 20 2 - - 140 55
1990-1991 Germania Stoccarda BL 30 11 CG 3 1 - - - - - - 33 12
1991-1992 BL 33 9 CG 3 1 CU 1 1 - - - 37 11
Totale Stoccarda 63 20 6 2 1 1 - - 70 23
1992-gen. 1993 Italia Inter A 11 4 CI 1 0 - - - - - - 12 4
gen.-giu. 1993 Germania Borussia Dortmund BL 17 10 CG 0 0 CU 0 0 - - - 17 10
1993-1994 BL 29 4 CG 2 0 CU 8 0 - - - 39 4
1994-1995 BL 28 4 CG 1 1 CU 7 0 - - - 36 5
1995-1996 BL 22 3 CG 3 1 UCL 6 0 SG 1 0 32 4
1996-1997 BL 16 0 CG 1 0 UCL 5 0 SG 1 0 23 0
1997-1998 BL 3 0 CG 1 0 UCL 1 0 SG+SU+CInt 1+0+0 0+0+0 6 0
Totale Borussia Dortmund 115 21 8 2 27 0 3 0 153 23
Totale carriera 291 84 33 18 48 3 3 0 375 105

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Dinamo Dredsa: 1984-1985, 1989-1990
Dinamo Dredsa: 1988-1989, 1989-1990
Stoccarda: 1991-1992
Borussia Dortmund: 1994-1995, 1995-1996
Borussia Dortmund: 1995, 1996
Competizioni internazional[modifica | modifica wikitesto]
Borussia Dortmund: 1996-1997
Borussia Dortmund: 1997

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Germania Est: Jugoslavia 1986
Germania: Inghilterra 1996

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1995, 1996
1996
1996

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Borussia Dortmund: 2001-2002

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Focus Magazin, Der Maximierer, Huber Burta Media Holding KG, 9 luglio 2012.
  2. ^ a b c d e f g Gaetano Mocciaro, Sammer, il pallone d'oro allergico all'Italia, su tuttomercatoweb.com, 2 aprile 2013.
  3. ^ a b Panini, p. 10
  4. ^ Sammer: "Nel '97 ho rischiato di morire: lo dissero a mia moglie", su gazzetta.it, 21 novembre 2014.
  5. ^ Archetti, p. 40
  6. ^ Archetti, pp. 39-40
  7. ^ Borussia Dortmund: via Sammer, in La Gazzetta dello Sport, 31 maggio 2004.
  8. ^ Sammer allo Stoccarda. Adesso è ufficiale, in La Gazzetta dello Sport, 1 giugno 2004.
  9. ^ Sammer nuovo direttore sportivo della Germania, su gazzetta.it, 8 febbraio 2006.
  10. ^ Beckenbauer vince: Sammer nuovo ds della nazionale, su tuttomercatoweb.com, 8 febbraio 2006.
  11. ^ Germania, Sammer rinnova per altri due anni, su m.tuttomercatoweb.com, 31 maggio 2008.
  12. ^ Ufficiale:Bayern Monaco, Matthias Sammer si dimette, su m.tuttomercatoweb.com, 10 luglio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, vol. 9 (1992-1993), Panini, 2012.
  • Pierfrancesco Archetti, Una sola Germania, in SportWeek (Milano), nº 47 (763), La Gazzetta dello Sport, 12 dicembre 2015, pp. 36-40.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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