Pinocchio

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Pinocchio
Pinocchio.jpg
Universo Le avventure di Pinocchio
Lingua orig. Italiano
Soprannome Pinocchio
Autore Carlo Collodi
Editore Libreria Editrice Felice Paggi
1ª app. in 1881
Voce orig. Dickie Jones Pinocchio (film 1940)
Voci italiane
Specie burattino/umano
Sesso Maschio
Illustrazione di Carlo Chiostri (1901)

Pinocchio è il protagonista del celebre romanzo per ragazzi Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Lorenzini detto Collodi.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Nel romanzo Geppetto spiega che si chiama Pinocchio perché è un nome a lui conosciuto:

« – Che nome gli metterò? – disse tra sé e sé. –

Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna. Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi: Pinocchio il padre, Pinocchia la madre e Pinocchi i ragazzi, e tutti se la passavano bene. Il più ricco di loro chiedeva l'elemosina. – »

(Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, cap. III.)

L'origine del nome non è chiara: se è vero che pinocchio significa «pinolo»[1], esistono molti altri cognomi simili con pin- che derivano da Pino, ipocoristico aferetico di Giuseppino (a sua volta diminutivo o vezzeggiativo di Giuseppe, come anche lo stesso Geppetto) o anche di Filippino (da Filippo) e Iacopino (da Iacopo o Giacomo)[2]. Nell'antico dialetto toscano, il termine Pinocchia indicava l'albero Pinus pinea, come testimoniato da toponimi come Crino della Pinocchia.[3] Pinocchina indicava inoltre, nel vernacolo fiorentino di qualche tempo fa, una gallina o donna piccola e un po' grassoccia ma ben proporzionata.[4]

Nell'accezione di pinolo si possono riassumere simbolicamente le caratteristiche del personaggio, come evidenziato anche da Gérard Génot: il «seme» come «valore fliliale, infantile», nel suo stesso essere «di legno», insomma «la carne nel legno, la germinazione nella durezza».[5]

Altri preferiscono richiamare alcuni toponimi toscani che potrebbero aver suggerito il nome al Collodi. A Colle, dove fu alunno del locale Seminario collegio vescovile,[6] esisteva una fonte detta la Fonte del Pinocchio.[7] Secondo alcuni potrebbe aver preso spunto anche dall'odierno San Miniato Basso, che si chiamava appunto "Pinocchio", che è anche il nome del rio che scorre nel centro del paese. Era una località che Collodi conosceva bene: il padre di Carlo Lorenzini, Domenico, aveva abitato per diversi anni nella zona del Pinocchio al servizio come cuoco di una ricca famiglia del luogo.[8]

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

Pinocchio è una marionetta (ovvero un pupazzo di legno che si manovra con i fili) e non un burattino (che invece viene manovrato da sotto infilandovi la mano dentro). Nel libro però è chiamato, impropriamente, burattino, da qui l'equivoco. Per una caratteristica singolare, il pezzo di legno da cui è ricavato è animato, per cui Pinocchio, rimanendo pur sempre un semplice pupazzo di legno, si muove da solo, cammina, parla, mangia (per es. cap. XIII, presso l'Osteria del Gambero Rosso in compagnia del Gatto e della Volpe). Nel corso del romanzo però assistiamo ad alcune trasformazioni: dopo aver promesso alla Fata di smettere di essere un burattino e di voler diventare un vero ragazzo, fugge con Lucignolo nel «Paese dei Balocchi» e finisce per trasformarsi, dopo cinque mesi di cuccagna, in un asino, finendo in una compagnia di pagliacci. Nell'ultimo capitolo Pinocchio, uscito dalla bocca del Pesce-cane insieme a Geppetto, smette finalmente di essere un burattino e diventa un ragazzo in carne ed ossa (grazie all'intervento in sogno della Fata).

Il naso[modifica | modifica wikitesto]

La caratteristica più nota e conosciuta di Pinocchio è il suo naso che si allunga a dismisura quando dice le bugie: questo compare nel capitolo XVII. Oltre a richiami immediati e scontati di natura sessuale, c'è da notare come lo stesso Collodi, in Note gaie, affermi come «per nascondere la verità di una faccia speculum animae [...] si aggiunge al naso vero un altro naso di cartapesta».[9]

Abbigliamento[modifica | modifica wikitesto]

Nel romanzo non vengono forniti particolari dettagli sull'abbigliamento di Pinocchio. Egli però è spesso rappresentato con un cappello a punta, una casacca colorata e un paio di pantaloni lunghi fino al ginocchio (da qui chiamati «pinocchietti»). Infatti, nel libro, si accenna a "un vestituccio di carta fiorita, un paio di scarpe di scorza d'albero e un cappellino di midolla di pane". Nella versione Disney, l'aspetto è molto differente e il personaggio è vestito alla tirolese, con tanto di Lederhosen e un cappello con una penna.

Carattere[modifica | modifica wikitesto]

Pinocchio è fondamentalmente buono, ma cade spesso nella tentazione di farsi trascinare da brutte compagnie ed è incline alla menzogna. A causa di queste caratteristiche si ritrova spesso nei guai, dai quali riesce però sempre a cavarsela.

Interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

La storia sembra una rilettura libera del romanzo di formazione (il monello che piano piano diventa ragazzo maturo), sebbene, anche a causa dell'ambientazione fantastica, non manchino interpretazioni alternative. "La conoscenza amara, crudele e senza luce della realtà: la riduzione di ogni fantasia, di ogni sogno, di ogni favola, di ogni desiderio infantile, di ogni mostro leggendario entro limiti più famigliari (solo Collodi poteva entrare nel ventre di una balena per ritrovarvi gli odori di una trattoria fiorentina): la perfetta geometria della costruzione, della narrazione e del dialogo, tutto questo fa delle Avventure di Pinocchio il capolavoro della letteratura toscana dopo Galileo Galilei (Pietro Citati).[10]

Picaro[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Italo Calvino, Pinocchio è l'unico vero picaro della letteratura italiana, seppure in forma fantastica: le sue avventure rocambolesche, a volte scanzonate a volte drammatiche, sono tipiche di questa figura letteraria che non ha avuto grande successo nella letteratura italiana.[11]

«Toscanaccio»[modifica | modifica wikitesto]

Il critico letterario e prosatore Pietro Pancrazi ha interpretato Pinocchio come un monellaccio disubbidiente e viziato, come ne aveva conosciuti in Toscana; la sua metamorfosi da burattino di legno in ragazzo vero è la maturazione reale di un comune bambino toscano abituato a tante birbonerie in un giovanotto con un futuro davanti.[12]

Alter Christus?[modifica | modifica wikitesto]

Un'interpretazione alternativa viene da Gian Luca Pierotti, che vede nel romanzo e nella figura di Pinocchio un'analogia con certi Vangeli apocrifi che narrano un'infanzia turbolenta di Gesù. Inoltre si riferisce anche alla scrittrice statunitense Clara Clement che, nel suo Handbook of Legendary Art, sostiene come la prima manifestazione di Cristo sulla Terra sia stata un legno animato (living rod) e alla possibile interpretazione di alcuni temi del romanzo come riferimenti alla Crocifissione (lo stesso legno, l'episodio dell'impiccagione ecc.).

Pierotti cita la formazione in seminario dei Collodi e Pietro Coccoluto Ferrigni «Yorick» quando afferma che, nel periodo da Berlingaccio alle Ceneri i teatri fiorentini di marionette sostituissero le figure profane con quelle sacre e si passasse alla rappresentazione del battesimo di Gesù. La bugiardaggine di Pinocchio starebbe allora nell'essere figura cristiana che non appare tale e che si muove in un ambiente che, almeno in apparenza, cristiano non è. Si tratterebbe in definitiva di un presepio animato toscano, laico e profano all'apparenza, ma cristiano nel contenuto.[13]

Secondo Carlo Alberto Madrignani le varie interpretazioni che si sono succedute nel corso del tempo sulla figura di Pinocchio sono da considerare comunque con molta cautela, in particolare quelle che lo vedono come personaggio ispirato, più o meno nascostamente, alla figura di Gesù. Le prove a sostegno di significati reconditi sono, a suo avviso, deboli: la simbologia, indubbia, che appare nel testo è di tipo popolaresco, in modo non dissimile dagli elementi costitutivi (le funzioni) già espressi da Bachtin a proposito delle fiabe russe. Il personaggio è sempre legato a una dimensione di tipo «realistico popolare», dove l'elemento magico e simbolico è certamente presente ma non scalfisce questa verità di fondo.[14]

Interpretazioni esoteriche della figura di Pinocchio[modifica | modifica wikitesto]

« Il Pinocchio di Collodi è un miracolo letterario dalla profondità esoterica quasi intollerabile. »
(Elémire Zolla, dall'intervista di Silvia Ronchey, «Il burattino framassone» Zolla: la storia di un'iniziazione ispirata a Apuleio, La Stampa, 27 febbraio 2002, p. 25)

Secondo l'interpretazione esoterica, basata anche sul fatto che Collodi apparteneva probabilmente ad una loggia massonica fiorentina,[15] Pinocchio conterrebbe diversi elementi simbolici appartenenti all'antichissima tradizione magica e sotterranea della letteratura italiana, che parte da Apuleio, e attraverso la poesia medioevale di Federico II e Dante Alighieri, approda all'esoterismo del Rinascimento.[16] Pinocchio, in quest'ottica, non è che la storia di un'iniziazione: una marionetta di legno, simbolo della meccanicità della persona, che aspira a ritrovare la sua anima.

I nomi dei personaggi corrispondono così ad una precisa terminologia alchemica: Pinocchio sarebbe un composto di pino, albero che nell'ermetismo allude alla ghiandola pineale, e di occhio, ossia la visione associata a tale ghiandola; Mangiafuoco corrisponderebbe a Mammona, che nei Vangeli è equiparato al denaro e più propriamente al potere della mondanità, mentre in Lucignolo è rinvenibile Lucifero che, come il Gatto e la Volpe (le passioni del corpo), distraggono Pinocchio dalla scuola e quindi dalla possibilità di accedere alla Conoscenza; nella Fata Turchina si esprimerebbe l'archetipo della Grande Madre, assimilabile a Iside ma anche alla Madonna cristiana, che aiuta infine Pinocchio a ricongiungersi col Padre.[17]

Anche le singole vicende della storia conterrebbero chiavi interpretative attinte dal filone spirituale della classicità letteraria: ad esempio la trasformazione in asino, che rappresenta la caduta nell'animalità, e ricalca l'analogo episodio presente nelle Metamorfosi;[16] o Pinocchio fagocitato nel ventre del pescecane, che ricorda il racconto della Bibbia in cui Giona viene inghiottito da una balena, all'interno della quale giunge a ravvedersi e a riacquistare lo spirito di obbedienza a Dio.[18]

Nella cinematografia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo Pinocchio della storia del cinema[19] è il comico franco-italiano Ferdinand Guillaume in Pinocchio (1911) in un cast di attori adulti. La tradizione di attori che si cimentano nelle vesti del burattino collodiano continua fino a tempi recenti, con Totò (Totò a colori, 1952), Mickey Rooney (nel musical Pinocchio, 1957), Carmelo Bene (nelle diverse versioni teatrali, radiofoniche, discografiche e televisive del suo Pinocchio, 1961-99), Peter Noone (1968), Nico Haak (1983) e Paul Reubens (Pinocchio, 1984), fino a Roberto Benigni (Pinocchio, 2002) e John Tartaglia (Shrek The Musical, 2008). Anche le attrici Wieteke van Dort (1968-69), Sandy Duncan (1976) e Soledad Silveyra (1986) e la mezzo-soprano Victoria Simmonds (2007) sono tra gli interpreti del famoso burattino.

Pinocchio è un burattino di legno che solo alla fine della storia diventa un bambino. Per questo il personaggio si è prestato con naturalezza a versioni a cartoni animati, a cominciare da quella celeberrima della Disney (1940), dove la voce del protagonista fu affidata a Dickie Jones, noto attore bambino del cinema americano (anche nel doppiaggio italiano del 1947 ci si affiderà ad un attore bambino di grande esperienza come Corrado Pani).[20] Nelle successive versioni animate, la voce di Pinocchio è variamente interpretata da attrici come Olga Shaganova-Obraztsova (1939), Nina Gulyaeva (1959), Joan Fowler (1960-61), Roberta Paladini (Un burattino di nome Pinocchio, 1971), Yuko Maruyama (1972), Ellen Prince (1976), e Danielle Romeo (1988) e Sonja Ball (2004); attori come Mel Blanc (1953), Peter Lazer (1965) e Cody Cameron (nella serie di film Shrek, 2001-12); o attori bambini come Todd Porter (1980), Michael Welch (2001-02) e Gabriele Caprio (Pinocchio, 2012).

Per vedere sullo schermo il primo Pinocchio-burattino interpretato da un attore bambino occorre attendere il 1947 con il piccolo Alessandro Tommei, "in costume di burattino", nel film Le avventure di Pinocchio diretto da Giannetto Guardone. Il pesante make-up limita pero' le capacità espressive dell'attore bambino e la naturalezza della recitazione. Per ovviare a questi problemi Luigi Comencini immagina nel 1972 che Pinocchio prenda da subito sembianze umane, per tornare burattino solo quando si comporti scorrettamente. Il grandissimo successo dello sceneggiato e del suo protagonista bambino Andrea Balestri dimostra come la parte di Pinocchio possa essere adattata alle capacità di un attore bambino. Dmitri Iosifov (Buratino, 1975) e Seth Adkins (Geppetto, 2000) impersonano il burattino con un make-up ridotto all'essenziale. Lo schema di Comencini si ripete invece nella miniserie televisiva Pinocchio (2008) dove il ruolo di protagonista è affidato a Robbie Kay. Sulla stessa linea interpretativa si colloca Haley Joel Osment in A.I. - Intelligenza artificiale (2001) nei panni di un umanissimo robot-bambino che come Pinocchio è in cerca di diventare un vero bambino, con espliciti riferimenti letterari e visuali al racconto collodiano. Ovviamente il problema non si pone nei sequel, dove Gabriel Thomson (nel film Il mondo è magia - Le nuove avventure di Pinocchio, 1999) e Jakob Davies (nella serie televisiva C'era una volta, 2011-15) interpretano Pinocchio ormai divenuto bambino.

Grazie agli effetti speciali e allo sviluppo della grafica computerizzata è possibile che attori interagiscano con naturalezza con pupazzi animati o con immagini generate a computer. Ne Le straordinarie avventure di Pinocchio (1996), l'attore bambino Jonathan Taylor Thomas presta la sua voce al burattino, per apparire quindi nella scena finale. Piu' comunemente si usa una coppia di attori, uno per la voce e uno per impersonare il Pinocchio bambino: l'attrice Gina Presgott (voce) ed il piccolo Uwe Thielisch (Turlis Abenteuer, 1967); l'attrice Rosemary Miller (voce) ed il piccolo Joshua White (Pinocchio, 1978); o gli attori bambini Moritz Russ (voce) e Aaron Kissiov (Pinocchio, 2013).


Anno Film Interpreti Note
1911 Pinocchio (1911), film muto (Italia, 1911), diretto da Giulio Antamoro Ferdinand Guillaume Il primo "Pinocchio" e' interpretato da un attore adulto "in costume da burattino"
1939 Pinocchio - La chiavetta d'oro (Zolotoj ključik), film (URSS, 1939), diretto da Aleksandr Ptushko Olga Shaganova-Obraztsova (voce) In questo adattamento del racconto di Aleksey Nikolayevich Tolstoy basato sull'opera di Collodi, Pinocchio appare come un pupazzo animato.
1940 Pinocchio, film (USA, 1940) Dickie Jones (voce), doppiato in italiano da Corrado Pani Film d'animazione della Disney.
1947 Le avventure di Pinocchio, film (Italia, 1947), diretto da Gianetto Guardone Alessandro Tommei Per la prima volta Pinocchio e' interpretato da un attore bambino "in costume da burattino".
1952 Totò a colori, film (Italia, 1952) Totò Il comico napoletano ripropone un suo famoso sketch di rivista "in costume di burattino".
1954 Pinocchio, film TV (USA, 1954) Spike Jones Il primo adattamento televisivo e' una versione satirica interpretata dal comico americano il 24 aprile 1954 in una puntata del suo show.
1957 Pinocchio, film musicale TV (USA, 1957), diretto da Paul Bogart Mickey Rooney Trasmesso il 13 ottobre 1957.
1959 Le avventure di Pinocchio, sceneggiato TV (Italia, 1959), diretto da Enrico D'Alessandro e Cesare Emilio Gaslini Carlo Chamby Primo sceneggiato su Pinocchio alla televisione italiana.
Le avventure di Pinocchio (Priključenija Buratino, Film (URSS, 1959), diretto da Ivan Ivanov-Vano e Dmitrij Pavličenko Nina Guljaeva (voce) Film d'animazione basato sul racconto di Aleksey Nikolayevich Tolstoy.
1960 The New Adventures of Pinocchio, film (USA, 1960-1961) Joan Fowler (voce) Serie di cortometraggi d'animazione.
1965 Pinocchio, film musicale TV (USA, 1965), diretto da Nick Havinga John Joy
Pinocchio in Outer Space, film (USA, 1965) Peter Lazer (voce) Film d'animazione.
1967 Turlis Abenteuer, film (Germania Est, 1967) Gina Presgott (voce) - Uwe Thielisch (Pinocchio bambino)
1968 Pinocchio, film musicale TV (USA, 1968), diretto da Sid Smith Peter Noone
1971 Le avventure erotiche di Pinocchio (The Erotic Adventures of Pinocchio), film (USA, 1971), diretto da Corey Allen Alex Roman Commedia "a luci rosse", liberamente ispirata al racconto di Collodi.
Un burattino di nome Pinocchio, film (Italia, 1971), diretto da Giuliano Cenci Roberta Paladini (voce) Film d'animazione.
1972 Pinocchio: The Series, serie TV (Giappone, 1972) Yuko Maruyama (voce), doppiato in italiano da Fabio Boccanera Serie d'animazione liberamente tratta da Collodi.
Le avventure di Pinocchio, miniserie TV (Italia, 1972) Andrea Balestri Nell'adattamento di Comencini, Pinocchio torna ad essere burattino solo quando si comporta male.
1975 Le avventure di Pinocchio (Priključenija Buratino, film (URSS, 1975), diretto da ILeonid Nechayev Dmitri Iosifov Basato sul racconto di Aleksey Nikolayevich Tolstoy. Pinocchio e' stavolta interpretato da un attore bambino "in veste di burattino".
1976 Pinocchio, film musicale TV (USA, 1976), diretto da Ron Field e Sid Smith Sandy Duncan
Bambino Pinocchio, serie TV (Giappone, 1976) Masako Nozawa (voce), doppiato in italiano da Rori Manfredi Serie d'animazione liberamente tratta da Collodi.
1978 Pinocchio, miniserie TV (GB, 1978), diretta da Barry Letts Rosemary Miller (voce del burattino) - Joshua White (Pinocchio bambino) Prodotta dalla BBC e trasmessa dal 3 al 24 dicembre 1978)
1987 I sogni di Pinocchio (Pinocchio and the Emperor of the Night), film (USA, 1987), diretto da Hal Sutherland Scott Grimes (voce) Sequel d'animazione.
1992 Pinocchio, film (USA, 1992), diretto da Roger Scott Olsen Jeannie Elias (voce) Film d'animazione.
1993 Le straordinarie avventure di Pinocchio, film (GB, 1999), diretto da Steve Barron Jonathan Taylor Thomas ("voce del burattino" e "Pinocchio bambino"), doppiato da Ilaria Stagni
1995 Pinocchio, film (Giappone, 1995), diretto da Ryuichi Sugimoto Minami Takayama (voce), doppiato in italiano da Debora Morese Film d'animazione. Episodio della serie "Le fiabe più belle" (Anime sekai no dôwa).
1999 Il mondo è magia - Le nuove avventure di Pinocchio, film (GB, 1999), diretto da Michael Anderson Gabriel Thomson Un sequel della storia di Collodi.
Pinocchio; ovvero, Lo spettacolo della Provvidenza, film TV (Italia, 1999), diretto da Carmelo Bene Carmelo Bene Adattamento televisivo della spettacolo teatrale dell'autore.
2000 Geppetto, film musicale TV (USA, 2000), diretto da Tom Moore Seth Adkins Un attore bambino interpreta Pinocchio "in costume di burattino".
2001 Shrek, film (USA, 2001), diretto da Andrew Adamson e Vicky Jenson Cody Cameron (voce), doppiato in italiano da Corrado Conforti Film d'animazione. Pinocchio compare anche nei sequel: Shrek 2 (2004); Shrek terzo (2007); Shrek e vissero felici e contenti (2010), e anche in numerosi video e cortometraggi della stessa serie.
House of Mouse - Il Topoclub, serie TV (USA, 2001-2002) Michael Welch (voce), doppiato in italiano da Leonardo La Penna Pinocchio compare in quattro episodi della serie d'animazione e nello speciale episodio Il bianco Natale di Topolino - È festa in casa Disney (2001).
2002 Pinocchio, film (Italia, 2002), diretto da Roberto Benigni Roberto Benigni Il comico toscano interpreta Pinocchio "in costume di burattino".
2004 Pinocchio 3000, film (Canada-Francia-Spagna, 2007), diretto da Daniel Robichaud Sonja Ball (voce), doppiato in italiano da Jacopo Bonanni Film d'animazione.
2007 Bentornato Pinocchio, film (Italia, 2007), diretto da Orlando Corradi Federico Bebi (voce) Film d'animazione.
2009 Pinocchio, miniserie TV (Italia-GB, 2009), diretta da Alberto Sironi Robbie Kay Come nel Pinocchio di Comencini, Pinocchio torna burattino solo quando non si comporta bene.
2011-16 C'era una volta (Once Upon a Time), serie TV (USA 2011-presente) Eion Bailey (Pinocchio adulto), doppiato in italiano da Riccardo Niseem Onorato / Jakob Davies (Pinocchio bambino)
2012 Pinocchio, film (Italia, 2012), diretto da Enzo D'Alò Gabriele Caprio (voce) Film d'animazione.
2013 Shrek The Musical, film musicale TV (USA, 2013), diretto da Anna Justice John Tartaglia
Pinocchio, film (Germania, 2013), diretto da Michael John Warren Moritz Russ (voce del burattino) - Aaron Kissiov (Pinocchio bambino)
2014 New Kid in Town, film TV (Islanda, 2014) Sigurður Þór Óskarsson Episodio della serie TV per bambini Lazy Town. Un giovane attore interpreta Pinocchio "in costume da burattino".

Luoghi e opere d'arte dedicati a Pinocchio[modifica | modifica wikitesto]

Ancona: statua a Pinocchio, di Vittorio Morelli.
Collodi (Pescia): Pinocchio e la fatina, di Emilio Greco.
Walther Jervolino, "Una probabile morte di Pinocchio", olio su tela, 1988, collezione privata.
1954
  • Il nome di un rione della città di Ancona è "il Pinocchio" da molto prima della nascita del celebre burattino dalla fantasia di Collodi. Prendendo spunto da questo toponimo, la Società Dante Alighieri, per promuovere la conoscenza del capolavoro di Carlo Collodi, commissionò allo scultore Vittorio Morelli il Monumento a Pinocchio, da porre al centro del rione; la scultura, la prima a raffigurare Pinocchio,[21] fu inaugurata nel 1954.[22]
1956
  • Su iniziativa del sindaco di Pescia venne indetto un concorso nazionale per la realizzazione di un monumento a Pinocchio nel settantesimo anniversario della pubblicazione della prima puntata della fiaba di Pinocchio. Motivo di ciò è che nel comune di Pescia sorge la frazione di Collodi, dove trascorse l'infanzia l'autore delle Avventure di Pinocchio. Il concorso portò alla realizzazione, nel 1956, del Parco di Pinocchio, ove si trova il gruppo statuario Pinocchio e la Fatina di Emilio Greco e la piazzetta dei mosaici, dello scultore Venturino Venturi in collaborazione con gli Architetti Renato Baldi e Lionello De Luigi.
  • In Corso Indipendenza a Milano, nel 1956 venne realizzata la "Fontana a Pinocchio", dello scultore Attilio Fagioli; l'opera ritrae Pinocchio diventato bambino che osserva il corpo inanimato del burattino che era.
1970
  • Una piccola statua in metallo di Pinocchio è presente al parco Zanzi, alla Schiranna, sul Lago di Varese; originariamente bianco, è stato colorato nel 2010 a cura degli studenti del liceo artistico di Varese.[23]

Nello stesso periodo è stata realizzata ad opera dello scultore sassarese Gavino Tilocca la pregevole statua in bronzo posta all'ingresso delle scuole elementari di Ozieri (SS) dette appunto "di Pinocchio"

1976
  • Nicola Rilli, scrittore e studioso pubblica: Pinocchio in casa sua - Da Firenze a Sesto Fiorentino- Realtà e Fantasia di Pinocchio, Firenze, Giorgi & Gambi editori, 1976, nel quale "rende omaggio a quei luoghi e e quei personaggi che hanno ispirato a Carlo Lorenzini il suo celeberrimo racconto" cit. Il libro riporta, prove alla mano, i luoghi e le persone che hanno ispirato Lorenzini nel suo periodo di maggior creatività artistica, quando qui anche vi risiedeva. Oramai fuori commercio ed introvabile, il libro di Rilli è stato ristampato nel 2008 con il patrocinio del Comune e della Pro Loco di Sesto Fiorentino nella collana Gli introvabili, Firenze, Nuova Toscana Editrice, 2008
1988
  • Il pittore ferrarese Walther Jervolino espone alla Galleria Davico di Torino "Una probabile morte di Pinocchio", in cui il protagonista del romanzo di Collodi subisce la morte per decapitazione. Sarà il primo di una lunga serie di dipinti dell'artista dedicate al burattino dell'autore toscano.
1989
  • A Vernante, in provincia di Cuneo, sulle pareti delle case sono dipinte scene della storia di Pinocchio. Questo perché il disegnatore Attilio Mussino, che è stato uno dei massimi interpreti del Pinocchio di Collodi, è vissuto a Vernante con la sua seconda moglie Margherita Martini ed è in questo tranquillo paesino di montagna che si è dedicato al disegno. Alla sua morte, la moglie ha offerto alla Pro loco le sue opere, oggi esposte nel locale museo. Il paese ha dedicato a Mussino la scuola elementare e i giardinetti pubblici; la sua tomba al cimitero è sorvegliata dal burattino. È stato soprannominato lo zio di Pinocchio.[24] Attualmente sono più di 100 i murales presenti nel paese disegnati dai pittori Carlet e Meo.[25]
1999
  • Un asteroide scoperto nel 1999 venne denominato 12927 Pinocchio in onore dell'omonimo personaggio del modo della fantasia.
2002
  • Nella piazza centrale di Viù, paese di montagna in provincia di Torino, si trova un Pinocchio in legno alto 6,53 metri e pesante circa 40 quintali. Posizionato nel novembre 2002, si tratta della statua in legno su pezzo unico più alta d'Italia anche se per questo primato è ancora necessario il riconoscimento ufficiale da parte del Guinness dei primati. Rispetto all'originale di Collodi, porta sulle spalle una cartella in legno a simboleggiare la passata scolastica abitudine dei montanari.
2009
  • A Collodi nel febbraio 2009 è stata installata una statua del burattino di 15 metri di altezza; si trova sulla strada che costeggia il parco aperto nel 1956.
2010
2016
  • A Villanovaforru (CA) in via Sardegna, è presente un murale di 45 metri, realizzato da 14 artisti sardi, interamente dedicato alla favola di Pinocchio, inaugurato il 17 luglio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giacomo Devoto, Gian Carlo Oli, Dizionario della lingua italiana, Firenze, Le Monnier, 1971.
  2. ^ Emidio De Felice, Dizionario dei cognomi italiani, Milano, Mondadori, 1978.
  3. ^ Silvestre Ferruzzi, Signum, Portoferraio 2010.
  4. ^ Carlo Battisti, Giovanni Alessio, Dizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950-57.
  5. ^ Per quale motivo Collodi abbia messo il nome Pinocchio al suo burattino fu illustrato ampiamente ed a fondo da Gérard Genot in Le corps de Pinocchio in occasione del I Convegno internazionale di Studi Collodiani, svoltosi a Pescia dal 5 al 7 ottobre 1974. Tra l'altro Genot espresse queste considerazioni: "Enfin, le nom de Pinocchio, variante toscane de pinolo ou pignolo, qui désigne le pignon ou partie comestible de la pomme de pin (pigna), indique deux propriétés fondamentales du personange ou acteur qui va figurer l'actant-sujet-héros du récit. En tant que graine, il dénote la valeur filiale, infantile du héros, et forme redondance par rapport au thème général du récit. Mais aussi, par son nom ligneux, Pinocchio s'affirme (ou est affirmé) comme être de bois. Toutefois, si l'on sait que les ménagères de Toscane, aujourd'hui encore, amorcent leur feu au moyen de pommes de pin, on n'oubliera pas qu'auparavant, de ces pignes, on a retiré les pinoli. Dès lors, Pinocchio, constamment menacé de consummation (propre, par ignition, voire friture, ou métaphorique, par manducation et/ou transformation), est malgré tout se qu'il faut extraire avant de jeter au feu le tégument ligneux qui provisoirement l'enferme. Le nom de Pinocchio, le Nom-Pinocchio, c'est l'âme de petit garçon de chair du pantin héroique, c'est la chair dans le bois, la germination sous la dureté [...]".
  6. ^ Dal 1837 al 1842, come ricorda un'epigrafe posta sull'ingresso del medesimo.
  7. ^ Questa fonte è ricordata nel Campione delle Strade Fabbriche Fonti e Gore della Comunità di Colle 1777, documento, presente nell'Archivio di Stato di Siena, del 1777, la quale all'epoca era “rimasta abbandonata, e secca” ed era larga 6 braccia e profonda 2 circa. Si trovava nelle vicinanze del Conservatorio di S. Pietro e furono dati ordine per la sua demolizione nel 1817, “per costruire un muro in calcina a sostegno e difesa dell'alta Ripa superiore della strada detta la Costa Riccia”. La denominazione di Pinocchio a Colle, come risulta dal citato Campione, era stata data anche ad una Costa, la Costa del Pinocchio.
  8. ^ Alessandro Vegni, Pinocchio è nato a Empoli, rangers.it. URL consultato il 22 dicembre 2013.
  9. ^ Carlo Lorenzini, Note gaie, Firenze, Bemporad, 1892.
  10. ^ Introduzione a Le Avventure di Pinocchio, La grande letteratura italiana, Fabbri Editori, 2006, pag. 10-11.
  11. ^ Italo Calvino, Ma Collodi non esiste, «La Repubblica», 19–20 aprile 1981.
  12. ^ Pietro Pancrazi, Elogio di Pinocchio [1921], in Ragguagli di Parnaso. Dal Carducci agli scrittori d'oggi, a cura di C. Galimberti, Milano–Napoli, Ricciardi, 1967, I, pp. 383–388.
  13. ^ Gian Luca Pierotti, Ecce Puer (il libro senza frontespizio e senza indice), in AA. VV. C'era una volta un pezzo di legno. La simbologia di Pinocchio, Atti del convegno organizzato dalla Fondazione nazionale Carlo Collodi di Pescia, 1980, Milano, Emme Edizioni, 1981, pp. 5–7.
  14. ^ Carlo Alberto Madrignani, Fiaba magica o parabola esoterica, in AA. VV. C'era una volta un pezzo di legno. La simbologia di Pinocchio, Atti del convegno organizzato dalla Fondazione nazionale Carlo Collodi di Pescia, 1980, Milano, Emme Edizioni, 1981, pp. 139–41.
  15. ^ Introduzione a C. Collodi, Pinocchio, a cura di Fernando Tempesti, Milano, Feltrinelli, 20022, pp. 9-10.
  16. ^ a b Zolla: la storia di un'iniziazione ispirata a Apuleio.
  17. ^ Morena Poltronieri, Ernesto Fazioli, Pinocchio in arte mago, Hermatena, 2003.
  18. ^ Giacomo Biffi, Contro maestro Ciliegia: commento teologico a "Le avventure di Pinocchio", pp. 187-189, Jaca Book, 2012.
  19. ^ Per una lista completa delle interpretazioni di Pinocchio nella storia del cinema, si veda "Pinocchio (character)" in Internet Movie Database.
  20. ^ lucatleco.
  21. ^ Pietro Zampetti (a cura di) Scultura nelle Marche, Nardini editore, Firenze, 1996
  22. ^ Enciclopedia Treccani voce Vittorio Morelli, treccani.it. URL consultato il 20 gennaio 2014.
  23. ^ Sito de "Il Giorno"
  24. ^ AA.VV., La storia di Pinocchio raccontata sui muri delle case di Vernante, Edizioni Martini, Borgo San Dalmazzo (CN), 1992, p. 4.
  25. ^ Murales di Vernante

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Collodi, Pinocchio, Milano, Feltrinelli, 1972.
  • Giuseppe De Robertis, Pinocchio o il teatro dei burattini, in AA. VV., Omaggio a Pinocchio, in «Quaderni della Fondazione nazionale Carlo Collodi» 1, 1967, pp. 29–33.
  • Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, Edizioni Sabinae, edizione italiano con testo a fronte in inglese, illustrazioni originali di Carlo Chiostri, 2012, pag. 560.
  • Emilio Garroni, "Pinocchio uno e bino", Editori Laterza, 1975,2010, pag. 159
  • Leonardo Angelini, Circo Pinocchio, Edizioni Clichy, Firenze, 2014

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