RasenBallsport Leipzig

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RB Leipzig
Calcio Football pictogram.svg
RB Leipzig 2014 logo.png
RBL
Weiss-Rot (Biancorossi)
Bullen (Tori)
Die Roten Bullen (Tori Rossi)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px White background vertical HEX-273092 HEX-EED1B23.svg Bianco e rosso
Simboli Tori
Inno RB Leipzig - Du bist mein Verein
Sebastian Krumbiegel[1]
Dati societari
Città Lipsia
Nazione Germania Germania
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Germany.svg DFB
Campionato Bundesliga
Fondazione 2009
Proprietario Austria Red Bull GmbH (de facto)
Presidente Germania Oliver Mintzlaff
Allenatore Austria Ralph Hasenhüttl
Stadio Red Bull Arena
(44.345 posti)
Sito web www.dierotenbullen.com
Palmarès
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il RasenBallsport Leipzig e.V., meglio noto come RB Leipzig e in italiano RB Lipsia (nonché impropriamente come Red Bull Leipzig) è una società calcistica tedesca con sede nella città di Lipsia, in Sassonia.

Costituita nel 2009 su iniziativa della multinazionale austriaca Red Bull GmbH, mediante l'acquisizione della licenza sportiva del SSV Markranstädt (club dell'omonima cittadina limitrofa all'epoca militante nel girone locale di quinta divisione), nella stagione 2017-2018 partecipa per la seconda volta nella propria storia alla Bundesliga, massima serie del campionato tedesco di calcio.

La squadra vanta nel proprio palmarès 2 coppe regionali della Sassonia, una vittoria nel girone nord-orientale del campionato di Regionalliga (quarta serie) e una nel girone meridionale di NOFV-Oberliga (quinta serie regionale); ha inoltre raggiunto gli ottavi di finale di coppa nazionale nell'annata 2014-2015.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita dell'RB Lipsia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver costituito tre club in altrettanti continenti (il Red Bull Salisburgo in Austria, i New York Red Bulls negli Stati Uniti e il Red Bull Brasil di Campinas in Brasile), nella seconda metà degli anni 2000 la multinazionale austriaca Red Bull GmbH, intenzionata ad alzare il livello del proprio impegno nel calcio professionistico, decise di inserirsi anche nel campionato tedesco rilevando un club preesistente.

Data la capillare presenza di club professionistici efficienti e blasonati nella parte occidentale del territorio della Germania (che avrebbero verosimilmente precluso o reso eccessivamente complessa la possibilità di rilevare o impiantare una realtà di alto livello), il management decise di puntare sulle regioni dell'ex Germania Est, ove il livello della pratica calcistica era stato gravemente indebolito a seguito della riunificazione tedesca, con i migliori giocatori che tendevano a trasferirsi a giocare nelle regioni occidentali e buona parte delle squadre locali militanti nelle divisioni minori e incapaci di raggiungere i campionati di prima fascia.

La prima società oggetto d'interesse fu la Dynamo Dresda, che venne tuttavia scartata in quanto avente uno stadio di capienza troppo ridotta, un seguito di tifosi considerato troppo violento ed un passato recente caratterizzato da cattiva gestione amministrativa e risultati sportivi deludenti. Dopo aver considerato e scartato anche altre società della Sassonia, giudicandole anch'esse inadeguate allo scopo, la Red Bull decise infine di puntare sulla città di Lipsia, storicamente rilevante per il calcio tedesco (avendo ospitato l'atto di fondazione della Deutscher Fussball Bund) e potenzialmente capace di offrire un largo bacino d'utenza donde attingere i tifosi, complice la presenza del nuovo Zentralstadion (costruito nel 2004 per accogliere alcune gare del campionato mondiale di calcio 2006), la rilevante crescita economica dell'area urbana[2] e la contestuale assenza di un club di buon livello, considerato che le società cittadine avevano budget ridotti e giocavano ormai da tempo in leghe a carattere semiprofessionistico o dilettantistico.

Nel 2006 la Red Bull tentò quindi di rilevare il FC Sachsen (fondato nel 1990 ed erede del vecchio Chemie, tradizionalmente la seconda squadra cittadina dopo la Lokomotive), versante in crescenti difficoltà economiche e sportive; dovette tuttavia desistere a seguito delle proteste dei tifosi del club in questione[3]. La multinazionale austriaca (su suggerimento dell'imprenditore Michael Kölmel, maggiore azionista della società titolare del diritto di superficie sul Zentralstadion[4]) spostò quindi il suo interesse sul SSV Markranstädt, club dell'omonima città limitrofa all'epoca militante in NOFV-Oberliga (quinta divisione regionale). Anche in questo caso la notizia dell'interesse della Red Bull suscitò le proteste dei tifosi del club interessato, che tentarono di bloccare la transazione con atti di vandalismo quali lo spargimento di diserbante sul prato dello Stadion am Bad (lo stadio cittadino) e la distruzione di cartelloni pubblicitari della multinazionale[5]; la contestazione tuttavia non poté impedire che la prima squadra del Markranstädt e il tecnico in carica Tino Vogel[4][6][7] fossero trasferiti in blocco alla società creata ad hoc dalla Red Bull, che rilevò il titolo sportivo del SSV e incorporò (su sollecitazione della federcalcio regionale sassone, timorosa di subìre una diaspora di calciatori locali) quattro squadre del settore giovanile del già citato FC Sachsen, che ricevette in cambio una contropartita economica.[8] La stessa Red Bull si fece inoltre garante della sopravvivenza del SSV Markranstädt, che venne indennizzato economicamente e (un anno dopo) fatto ripartire dal campionato regionale di Landesliga (sesta serie), affrancandosi dal gruppo austriaco[9].

Dovendo ottemperare alle regole stilate dalla federcalcio tedesca, la costituzione del club avvenne secondo criteri differenti rispetto a quelli seguiti per fondare le altre squadre della galassia Red Bull nel resto del mondo. In primo luogo, essendo vietato inserire un marchio commerciale direttamente nel nome della squadra (regola derogabile solo in particolari casi di finanziamento a lunghissimo termine, come ad esempio per il Bayer Leverkusen)[10], il club venne battezzato RasenBallsport Leipzig (letteralmente "sport della palla sul prato", laddove le iniziali RB coincidono comunque col nome Red Bull). In compenso la simbologia e l'identità visiva del club vennero costruite richiamando direttamente il brand austriaco: nello stemma sociale vennero infatti collocati i tori rossi mutuati dal simbolo della proprietà, come colori furono scelti il bianco e il rosso e come soprannome ufficiale venne coniato Die Roten Bullen (letteralmente "i tori rossi").

Inoltre, dato che i regolamenti del calcio tedesco proibivano di intestare la maggioranza azionaria ad un unico soggetto (sia che si trattasse di una persona che di una società)[11], il club venne nominalmente reso di proprietà di una società a garanzia limitata costituita ad hoc con un ristretto gruppo di soci. In tal modo la Red Bull poté de facto garantirsi la proprietà esclusiva e un pieno controllo sulle sorti del nuovo sodalizio.

La previsione iniziale di investimento della Red Bull nel nuovo club ammontava a circa 100 milioni di euro in dieci anni[12], onde condurlo ai vertici del calcio tedesco e consentirgli (in prospettiva) di lottare per l'accesso alle coppe europee e per la vittoria del titolo nazionale[13].

L'ascesa dalla quinta divisione alla Bundesliga[modifica | modifica wikitesto]

La squadra, alla cui guida tecnica fu confermato Tino Vogel, giocò la prima partita della sua storia il 10 luglio 2009 a Markranstädt, battendo 5-0 in amichevole l'SV Bannewitz; il debutto agonistico avvenne nel campionato di NOFV-Oberliga Süd 2009-2010, che l'RB vinse immediatamente, conquistando l'accesso alla Regionalliga[14]. Nell'estate 2010 la squadra cambiò terreno casalingo, abbandonando lo stadio di Markranstädt in favore del Zentralstadion di Lipsia, che venne ribattezzato ufficialmente Red Bull Arena[15].

Dopo due stagioni interlocutorie nelle quali l'RB si limitò a mantenere la categoria, sotto la guida dei tecnici Tomas Oral e Peter Pacult, nell'annata 2012-2013 i biancorossi (affidati all'allenatore Alexander Zorniger) primeggiarono nel proprio girone di Regionalliga e successivamente superarono agli spareggi lo Sportfreunde Lotte, garantendosi così la promozione in 3. Liga. Al debutto in terza serie, i tori rossi si aggiudicarono il secondo posto in campionato e l'accesso alla Zweite Bundesliga. Contestualmente la squadra fu in grado di vincere per due volte (nel 2011 e nel 2013) la Coppa regionale di Sassonia.

Dopo una prima stagione in seconda serie conclusa al 5º posto (con inoltre il raggiungimento degli ottavi di finale in Coppa nazionale) e segnata dall'avvicendamento in panchina tra Zorniger e Ralf Rangnick (in duplice veste di tecnico e direttore sportivo), l'obiettivo della promozione in Bundesliga si è infine concretizzato l'8 maggio 2016: a seguito della vittoria casalinga per 2-0 contro il Karlsruhe, l'RB Lipsia ha infatti conquistato matematicamente il secondo posto nel campionato di seconda serie, riportando dopo sette anni una squadra espressione di una città dell'ex Repubblica Democratica Tedesca nel massimo campionato nazionale (donde peraltro nessuna squadra basata a Lipsia aveva più militato dal 1994 in poi).

Il debutto in massima serie[modifica | modifica wikitesto]

In vista della stagione d'esordio in prima serie, a seguito delle dimissioni di Rangnick (tornato a ricoprire la sola carica di direttore sportivo), la squadra viene affidata al tecnico austriaco Ralph Hasenhüttl, che nell'annata precedente aveva guidato l'Ingolstadt 04 ad una tranquilla salvezza. La rosa protagonista della promozione (connotata da una bassa età media e un ammontare di ingaggi e prezzi d'acquisto contenuto) viene in larga parte confermata ed integrata da pochi innesti non eccessivamente onerosi: le acquisizioni maggiori sono quelle di Oliver Burke dal Nottingham Forest e Naby Keïta dal Red Bull Salisburgo (costate 15 milioni di euro cadauna), seguite da quella di Timo Werner dallo Stoccarda per 10 milioni.

A dispetto di un debutto ufficiale infruttuoso (con l'eliminazione al primo turno della Coppa di Germania ai rigori contro la Dinamo Dresda), in campionato l'RB si propone fin da subito quale squadra di vertice: chiude infatti il girone d'andata al secondo posto solitario (39 punti contro i 42 della capolista Bayern Monaco) con 12 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte, riuscendo peraltro a restare imbattuta consecutivamente nelle prime tredici giornate. Risulta pertanto la squadra neopromossa col miglior ruolino di marcia nella storia della Bundesliga, nonché (limitatamente alla stagione 2016-2017) considerando i vari campionati europei di massima serie[16]. Pur se con un rendimento leggermente inferiore, l'RB si conferma squadra di vertice anche nel girone di ritorno: già nell'aprile 2017 la squadra si assicura la prima qualificazione nella sua storia alla UEFA Champions League con cinque giornate d'anticipo sulla fine della stagione regolare[17]. La squadra conclude il campionato al secondo posto, garantendosi l'accesso diretto alla fase a gironi di Champions League ed ottenendo il miglior piazzamento per una neopromossa in Bundesliga dal 1997-1998 (anno in cui il Kaiserslautern vinse il campionato).

La qualificazione dell'RB alla Champions League suscita polemiche, giacché la contemporanea vittoria del Red Bull Salisburgo nel campionato di massima serie austriaco causa l'inedita presenza simultanea in coppa di due squadre riferibili de facto alla medesima proprietà: il vigente regolamento UEFA prevede che in tali casi - qualora venga accertata l'effettiva relazione tra le società - la squadra peggio piazzata nella lega di competenza (dunque il Lipsia) debba essere esclusa dalla competizione in questione[18]. A seguito di indagini, il 21 giugno 2017 la UEFA concede tuttavia il nullaosta per accedere alla Champions League ad ambedue i club, giudicandoli sufficientemente autonomi l'uno rispetto all'altro[19].

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del RasenBallsport Leipzig
Quarti di finale di Coppa di Sassonia
Vince la Coppa di Sassonia (1º titolo)
Secondo turno di Coppa di Germania
Fase eliminatoria di Coppa di Sassonia
Secondo turno di Coppa di Germania
Vince la Coppa di Sassonia (2º titolo)
Primo turno di Coppa di Germania
Semifinali di Coppa di Sassonia
Ottavi di finale di Coppa di Germania
Secondo turno di Coppa di Germania
Primo turno di Coppa di Germania
in Champions League
in Coppa di Germania

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Analogamente alle altre squadre di calcio gestite dal gruppo Red Bull nel mondo, l'RB Lipsia adotta quali colori sociali il bianco e il rosso: fin dall'anno di fondazione la divisa casalinga si compone pertanto di una casacca bianca, pantaloncini e calzettoni rossi (con scritte ed eventuali dettagli nel colore opposto). La divisa esterna presenta invece il blu scuro come tinta dominante, con pantaloncini di colore giallo/dorato, calzettoni egualmente blu e il rosso relegato alle rifiniture; anche in questo caso le tinte sono mutuate dall'identità visiva del brand Red Bull. La terza divisa (laddove ne è stato previsto l'utilizzo) ha invece assunto la fisionomia di un completo integralmente rosso con finiture bianche.

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver giocato la prima stagione senza uno stemma ufficiale (in quanto la federcalcio regionale della Sassonia aveva bocciato i bozzetti proposti, giudicandoli eccessivamente richiamanti il marchio commerciale Red Bull[20]), nel 2010 il club adottò un primo emblema, costituito da uno scudo sannitico bianco bordato di blu contenente due tori rossi affrontati, un cerchio color oro nel mezzo e un pallone da calcio all'altezza delle teste degli animali: in capo erano riportate le lettere RB (abbreviazione del nome del club) in rosso, mentre nella parte inferiore appariva la scritta Leipzig in blu scuro. Tale primo emblema venne successivamente modificato con una maggiore stilizzazione dei disegni dei tori, che vennero inoltre "dinamizzati" con l'aggiunta di dettagli che ne enfatizzavano la postura, dando l'idea del galoppo.

Nel 2014, in ottemperanza alla richiesta avanzata dalle autorità calcistiche tedesche di attenuare ulteriormente la somiglianza con il marchio della multinazionale austriaca, il simbolo venne nuovamente modificato: vennero eliminati il cerchio dorato centrale (sostituito da un pallone da calcio) e la scritta RB nella parte alta dello scudo (che venne integrata ed uniformata con il nome Leipzig nella parte inferiore dell'emblema[21].

Inno[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni di esistenza del club, all'atto dell'ingresso in campo della squadra veniva diffuso all'interno dello stadio il brano Going the distance di Bill Conti (mutuato dalla colonna sonora della saga di Rocky). Mancando tuttavia un inno ufficiale, nel 2016 venne bandito un sondaggio tra i tifosi per selezionare un brano da adottare allo scopo[22]: il brano più votato risultò essere RB Leipzig – Du bist mein Verein (letteralmente in italiano "RB Lipsia - Tu sei la mia squadra"), scritto ed eseguito da Sebastian Krumbiegel, vocalist e tastierista della band Die Prinzen[1].

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

[23]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Red Bull Arena (Lipsia).
L'interno della Red Bull Arena di Lipsia.

Nella stagione di debutto (2009-2010) l'RB Lipsia disputò le gare casalinghe allo Stadion am Bad di Markranstädt, impianto polisportivo (provvisto anche di pista d'atletica leggera) capace di ospitare 5.500 spettatori e precedentemente sede del club locale di cui l'RB aveva rilevato la licenza. Tale impianto ospitava inoltre le partite interne della seconda squadra dell'RB.

Dal 2010 la prima squadra ha adottato come campo casalingo il più moderno e capiente Zentralstadion di Lipsia, di cui la Red Bull aveva acquisito un anno prima il diritto di superficie per una durata di 10 anni, ribattezzandolo Red Bull Arena. Costruito tra il 2000 e il 2004 sul sito del precedente monumentale stadio cittadino, (aperto nel 1956, capace di contenere fino a 100.000 spettatori e successivamente smantellato nei primi anni 2000), l'impianto dispone di 44.135 posti disposti su due livelli, integralmente coperti e dotati di seggiolini.

Complice lo scarso livello del calcio tedesco orientale a seguito della riunificazione nazionale, prima della fondazione dell'RB Lipsia lo stadio (che pure tra il 2005 e il 2006 aveva accolto alcune partite valide per la Confederations Cup e il campionato mondiale di calcio, ospitando inoltre per tre anni la finale della DFL-Ligapokal) non ebbe un usufruttario stabile: la Lokomotive adotta infatti come campo casalingo il più piccolo Bruno-Plache-Stadion, mentre il Sachsen ne usufruì per un breve periodo tra il 2004 e il 2008, optando poi per ritornare al vecchio Alfred-Kunze-Sportpark (a sua volta campo casalingo del Chemie, club antesignano del Sachsen, rifondato nel 1997).

Da dicembre 2016 la Red Bull Arena è integralmente di proprietà dell'RB Lipsia.

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso del centro sportivo di Cottaweg

Le selezioni societarie e la scuola di formazione dell'RB Lipsia sostengono le sedute di allenamento presso il Trainingszentrum am Cottaweg (letteralmente in lingua italiana "centro d'allenamento di Cottaweg", dal nome della strada di Lipsia in cui sorge).

Il centro è situato nel quartiere di Altlindenau (esattamente di fronte alla Red Bull Arena, sulla sponda opposta del canale Elsterbecken) ed è stato costruito ed inaugurato nel 2011. La struttura, di proprietà del club, copre una superficie di 6 ettari e dispone di sei campi da gioco regolamentari (4 in erba naturale e 2 in erba sintetica misuranti 105x68 metri) e di due campi accessori di minori dimensioni. Nelle pertinenze sorgono inoltre vari edifici ospitanti palestre, alloggi, servizi vari, uffici amministrativi del club e una pista d'atletica leggera coperta.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Il club è formalmente un'associazione registrata (e.V.) retta da un direttorio (Vorstand) coadiuvato da un collegio onorario (Ehrenrat, eletto direttamente dagli associati al club) e da un consiglio d'amministrazione (Aufsichtsrat); a sovrintendere alla gestione vi è anche un consiglio di supervisione. La proprietà è avocata ad una società a garanzia limitata costituita ad hoc, la RasenBallsport Leipzig GmbH.

Nel 2014 la struttura organizzativa del club è stata modificata, specie per quanto concerne la composizione degli organi collegiali. Fino ad allora infatti nel consiglio d'amministrazione e nel collegio onorario erano stati ammessi solo impiegati e/o agenti della Red Bull[24][25], circostanza che la federcalcio tedesca aveva indicato come contraria alla cosiddetta regola del 50+1, secondo la quale (allo scopo di evitare abusi di posizioni dominanti nelle amministrazioni societarie) almeno il 50%+1 dell'azionariato di un club professionistico deve essere nelle mani di un'associazione aperta ad affiliazioni pubbliche e libere, i cui soci possono avere diritto di voto nelle assemblee direzionali[24]. L'RB Lipsia dovette pertanto aprirsi formalmente alla possibilità di ammettere anche l'acquisto di quote sociali da parte di comuni tifosi, imponendo tuttavia un notevole costo d'affiliazione (800 euro annui nel 2015), ben superiore alle tariffe applicate dalla stragrande maggioranza dei club professionistici tedeschi (a puro titolo d'esempio, affiliarsi al Bayern Monaco costa circa 60 euro all'anno). Di riflesso non risulta alcuna affiliazione al club da parte di comuni cittadini[2].

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

L'organigramma societario del club è così composto[26][27]:

Staff dell'area amministrativa
  • Germania Oliver Mintzlaff - presidente e amministratore unico
  • Germania Ulrich Wolter - consigliere
  • Germania Johann Plenge - consigliere
  • Germania Ralf Rangnick - direttore sportivo[28]
  • Germania Frank Aehlig - coordinatore area sportiva

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Di seguito la cronologia di fornitori tecnici e sponsor ufficiali.

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali

Settore giovanile[modifica | modifica wikitesto]

Squadra delle riserve[modifica | modifica wikitesto]

La squadra delle riserve del RB Lipsia (corrispondente alla selezione under-23) debuttò nella stagione 2010-2011 in Bezirksliga Leipzig (settimo livello del calcio tedesco), rilevando il titolo sportivo e parte dei giocatori dell'ESV Delitzsch (club dell'omonima cittadina sassone, che venne poi fatto ripartire da un livello inferiore). La selezione vinse il campionato e ottenne così la promozione in Sachsenliga, intavolando poi una trattativa (non andata a buon fine) per rilevare il titolo sportivo del disciolto Sachsen Lipsia e iscriversi direttamente alla quinta serie. Le riserve dell'RB disputarono quindi tre campionati consecutivi in Sachsenliga, finché nel 2013-2014 riuscirono a primeggiare in classifica e ad essere promosse in Oberliga Nordost. Vinta anche questa categoria, la squadra fu ammessa in Regionalliga Nordost, ove ha militato per le annate 2015-2016 e 2016-2017.

Nel febbraio 2017 il direttore sportivo Ralf Rangnick annunciò lo scioglimento della squadra delle riserve alla fine della stagione 2016-2017[29], adducendo a motivo di tale decisione il costo eccessivo (a fronte di scarsi ricavi) della gestione e del mantenimento della compagine[30], nonché l'oggettiva difficoltà di formare calciatori di buon livello in una squadra obbligata a giocare in divisioni locali a carattere semiprofessionistico e/o dilettantistico. A stagione conclusa la rosa dell'under-23 è stata pertanto smembrata: i giocatori più meritevoli sono stati integrati nella prima squadra dell'RB, mentre gli altri vengono ricollocati in squadre terze disputanti i campionati di Zweite Bundesliga e 3. Liga[31].

La squadra delle riserve giocava le proprie gare interne presso lo Stadion am Bad di Markranstädt.

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la cronologia di allenatori e presidenti.

Presidenti
Allenatori

Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Capitani[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

2012-2013
  • Coppa di Sassonia
2010-2011, 2012-2013
2009-2010

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

secondo posto: 2016-2017
Decondo posto: 2015-2016
Secondo posto: 2013-2014

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Bundesliga 2 2016-2017 2017-2018 2
Zweite Bundesliga 2 2014-2015 2015-2016 2
3. Liga 1 2013-2014 1

Campionati regionali[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Regionalliga Nordost 1 2012-2013 3
Regionalliga Nord 2 2010-2011 2011-2012
NOFV-Oberliga Süd 1 2009-2010 1

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

  • Miglior vittoria:
RB Lipsia-SV Wilhelmshaven 8-2 (Regionalliga Nord 2011-2012)[35]
  • Peggior sconfitta:
RB Lipsia-Holstein Kiel 1-5 (Regionalliga Nord 2010-2011)[36]

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito i primatisti di presenze e reti in campionato. In grassetto sono riportati i giocatori in attività con la maglia dell'RB Lipsia[37][38][39].

Presenze
Reti

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Dal sito web ufficiale della società[27]. Rosa aggiornata al 21/07/2016

Rosa 2017-2018[modifica | modifica wikitesto]

N. Ruolo Giocatore
1 Svizzera P Fabio Coltorti
3 Brasile C Bernardo
4 Germania D Willi Orban (capitano)
5 Francia D Dayot Upamecano
6 Francia D Ibrahima Konaté
7 Austria A Marcel Sabitzer
8 Guinea C Naby Keïta
9 Danimarca A Yussuf Poulsen
10 Svezia C Emil Forsberg
11 Germania A Timo Werner
13 Austria C Stefan Ilsanker
16 Germania D Lukas Klostermann
17 Portogallo C Bruma
N. Ruolo Giocatore
20 Germania D Benno Schmitz
22 Svizzera P Philipp Köhn
23 Germania D Marcel Halstenberg
24 Germania C Dominik Kaiser
27 Austria C Konrad Laimer
28 Svizzera P Yvon Mvogo
29 Francia A Jean-Kévin Augustin
31 Germania C Diego Demme
32 Ungheria P Péter Gulácsi
33 Germania D Marvin Compper
38 Germania A Federico Palacios Martínez
44 Slovenia C Kevin Kampl

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff di area tecnica
Area tecnica
Area sanitaria
  • Germania Frank Striegler - medico sociale
  • Germania Ralf Zimmermann - medico sociale
  • Germania Sascha Lense - psicologo
  • Germania Alexander Sekora - fisioterapista
  • Germania Sven Wobser - fisioterapista
  • Germania Nikolaus Schmidt - fisioterapista
  • Germania Christopher Weichert - fisioterapista
Altri
  • Germania Thomas Westphal - team manager
  • Germania Daniel Ackermann - video analista
  • Germania Danny Röhl - video analista
  • Germania Claudia Laux - responsabile forniture
  • Germania Peter Hergert - magazziniere

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

[9]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

A dispetto della propria genesi societaria (originatasi nel 2009 rilevando l'eredità di una piccola squadra di provincia), l'RB Lipsia ha saputo fin da subito crearsi un largo seguito di tifosi, complice anche lo scarso livello delle altre squadre della città e, più in generale, di pressoché tutto il movimento calcistico dell'ex Germania Est. Già nel 2009 da un sondaggio condotto tra la popolazione locale emerse che il 70% degli interpellati era favorevole all'investimento del gruppo Red Bull nel calcio locale. Il successo fu confermato dai dati sull'affluenza di pubblico alla Red Bull Arena: nell'annata 2013-2014 l'RB Lipsia registrò la miglior media di spettatori nelle gare interne (oltre 16 000 a partita) della 3. Liga, mentre l'anno successivo marcò la quinta miglior media della Zweite Bundesliga (24 703 spettatori medi, con picchi anche di 34 000).

Al 2014 la tifoseria organizzata, che nelle gare casalinghe prende posto nel settore B (Sektor B, corrispondente alla curva meridionale) della Red Bull Arena[40][41], si articola nei gruppi LE Bulls e.V., Zuchtbullen LE, Heidebullen, Bornaer Bullen, Holy Bulls, Glücksbullen, New Red Generation, Interessengemeinschaft Castrum Lipsia, Bulls Club e.V., Rabauken Block 31, Muldebullen Eilenburg, South Bulls Leipzig, Red Campus, Red White Society, LeipzigeRBallerei, Sprottaer Bullenstall, Red Aces, Leipzig Fanatics, RB Freunde Bennewitz, Mythos LE, RB Fans Delitzsch, Bulls United, Sachsenbulls, RBL-Fans Gohlis, Stünzer Bullen, Roten Rebellen e Interessengemeinschaft der Rasenballisten[42][43][44][45].

A differenza delle tifoserie delle squadre concittadine Chemie (orientata su posizioni di sinistra, antifasciste e antirazziste) e Lokomotive Lipsia (tendente a professare ideologie neonaziste o comunque di estrema destra)[46], i sostenitori dell'RB Lipsia si presentano come ideologicamente moderati ed apolitici[2], vantando inoltre una bassa età media e un'alta presenza femminile[47].

Rivalità[modifica | modifica wikitesto]

L'avvento dell'RB Lipsia suscitò un'immediata reazione negativa nella galassia delle tifoserie calcistiche tedesche: oltre ai già citati casi di protesta che impedirono alla Red Bull di rilevare il Sachsen Lipsia e tentarono di bloccare l'acquisto del SSV Markranstädt, ben presto varie tifoserie avversarie presero posizione contro la squadra biancorossa, considerata un semplice strumento di marketing e pubblicità al servizio dell'azienda Red Bull, accusata pertanto di "uccidere" la tradizione storica del calcio in nome di interessi capitalistici. Tra gli argomenti sollevati dai contestatori vi era il rischio di causare eccessive sperequazioni (dato che le squadre prive di grandi risorse economiche non potrebbero competere ad armi pari con quelle sostenute da investitori facoltosi), l'imposizione di tariffe di affiliazione troppo elevate al fine di impedire de facto ai comuni cittadini di diventare azionisti con diritto di voto nelle assemblee sociali (prassi comune nel calcio tedesco) e l'inclusione di marchi commerciali o allusioni ad essi nella denominazione e nella simbologia dei club.

Nel 2014 dieci gruppi delle tifoserie organizzate afferenti ad altrettante squadre tedesche (VfR Aalen, Erzgebirge Aue, Eintracht Braunschweig, Darmstadt 98, 1. FC Heidenheim, FC Ingolstadt, 1. FC Kaiserslautern, Karlsruher SC, Monaco 1860 e SV Sandhausen) lanciarono l'iniziativa Nein zu RB (letteralmente "No all'RB"), al fine di allargare e rafforzare il movimento d'opinione contro gli "abusi" dell'RB Lipsia. L'iniziativa ha avuto un buon successo, coinvolgendo via via varie altre tifoserie (anche di altri sport) in tutta la Germania e anche al di fuori dei confini nazionali.

Sovente accade che le tifoserie avversarie, in occasione delle gare delle proprie squadre contro l'RB Lipsia, non si presentino sugli spalti oppure esprimano la loro protesta con coreografie e striscioni creati ad hoc: tra i casi più esemplificativi si citano la gara esterna contro l'Union Berlino del settembre 2014, ove i tifosi berlinesi indossarono pettorine nere (a significare il lutto per la "morte della cultura calcistica") e rimasero in silenzio per i primi 15 minuti della partita[48][49], nonché la testa di toro mozzata lanciata in campo dai tifosi della Dinamo Dresda il 21 agosto 2016 nel corso del primo turno di DFB-Pokal 2016-2017[50].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Das ist die neue Bullen-Hymne - Bild, 17 mag 2016
  2. ^ a b c Go East - rivistaundici.com, 11 mag 2016
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