Rosalynn Carter

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Rosalynn Carter
Rose Carter, official color photo, 1977-cropped.jpg
Rosalynn Carter nel 1977

First lady degli Stati Uniti d'America
Durata mandato20 gennaio 1977 –
20 gennaio 1981
PresidenteJimmy Carter
PredecessoreBetty Ford
SuccessoreNancy Reagan

First lady della Georgia
Durata mandato12 gennaio 1971 –
14 gennaio 1975
PredecessoreHattie Virginia Cox
SuccessoreMary Elizabeth Talbot Busbee

Dati generali
Partito politicoDemocratico
UniversitàGeorgia Southwestern State University
FirmaFirma di Rosalynn Carter

Eleanor Rosalynn Smith, coniugata Carter (Plains, 18 agosto 1927), è un'ex first lady statunitense, moglie di Jimmy Carter, 39º presidente degli Stati Uniti d'America.

Dal 17 aprile 2018, data della morte di Barbara Bush, è la più anziana ex first lady ancora in vita.

La coppia presidenziale Carter e vice-presidenziale Mondale durante il periodo natalizio del 18 dicembre 1977.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Una dei quattro figli di Frances Allethea Murray (1905–1997) e Wilburn Edgar Smith (1896–1940), aveva due fratelli, William Jerrold Smith (1929–2003) e Murray Lee Smith (1932–2003) e una sorella, Lillian Allethea Smith Wall (nata nel 1936)[1]

Il 7 luglio 1946 sposò Jimmy Carter; la coppia ebbe quattro figli:

  • John William (nato nel 1947),
  • James Earl III (nato nel 1950),
  • Donnel Jeffrey (nato nel 1952),
  • Amy Lynn (nata nel 1967).

Per quanto riguarda l'attività sociale ha fondato, insieme al marito nel 1982, il Carter Center che mira alla promozione di valori etici e sociali come il rispetto delle minoranze, la protezione della democrazia, e la salvaguardia dei diritti delle donne, della pace, e dei bambini. Durante il suo mandato da first Lady guidò nel 1977 una delegazione di autorità degli Stati Uniti e dell'America Latina per risolvere numerose questioni umanitarie come quella sui rifugiati. In seguito nel 1979 si impegnò per le medesime cause come osservatrice speciale per conto della Casa Bianca sulla situazione in Thailandia ed in Cambogia. Nel 1980 incoraggiò l'opinione pubblica e l'universo della politica americana per la rielezione di suo marito Jimmy Carter ad un secondo mandato alla presidenza degli Stati Uniti, ma a causa della crisi degli ostaggi dell'anno precedente non fu rieletto. In seguito alla vittoria di Ronald Reagan nel 1980, ebbe a dichiarare che suo marito avesse perso riguardo all'abile retorica esercitata dall'avversario sugli elettori.

Attività istituzionale[modifica | modifica wikitesto]

First lady della Georgia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che Jimmy Carter è diventato governatore e Rosalynn first lady dello Stato della Georgia, è stata incaricata dalla commissione del governatore di migliorare i servizi per i disabili mentali ed emotivi. Molte proposte furono approvate e in seguito divennero leggi. Si è anche offerta volontaria all'ospedale di Atlanta e per cinque anni ha ricoperto la carica di presidente delle Special Olympics della Georgia per i bambini con problemi mentali.

First lady degli Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 1977, ha camminato mano nella mano con suo marito lungo Pennsylvania Avenue durante l'inaugurazione. Ha portato un pranzo al sacco e ha indossato un vestito di sei anni alla cerimonia.

Durante il mandato di suo marito, ha partecipato alle riunioni di gabinetto e ha consigliato i membri di gabinetto su questioni importanti. Ha servito in diverse organizzazioni di beneficenza. Ha visitato alcuni paesi del terzo mondo e lì ha incontrato e aiutato i bambini piccoli. Ha incontrato importanti leader mondiali e capi di stato a Camp David quando suo marito non era disponibile ed è considerata una delle first lady più potenti della storia.

Nel tempo libero che aveva, le piaceva passare il tempo con i suoi nipoti abiatici quando visitavano la Casa Bianca.

Vita successiva[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che Carter non è stato rieletto, la coppia è tornata a Plains. Rosalynn ha ricevuto qualche altro premio e ha fatto parte dei consigli di amministrazione di diverse organizzazioni; con il marito ha fondato il Carter Center nel 1982. La sua autobiografia: First Lady from Plains è stata pubblicata nel maggio 1984.

Nel 2001 è stata eletta nella National Women's Hall of Fame.

Attualmente è attivista per i diritti umani e co-presidente del Carter Center. Un progetto importante per lei è il Rosalynn Carter Institute (RCI) in Georgia. L'RCI si concentra principalmente sulle persone che hanno una malattia cronica o sono disabili. L'organizzazione è molto attiva a livello locale (in America) ma anche nel resto della Georgia e degli Stati Uniti. Viene assegnato un premio annuale con il nome della first lady, il Rosalynn Carter Caregiver Award.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Rosalynn Carter è stata autrice di diversi libri, uno scritto con il marito e tre con Susan K. Golant:

  • First Lady from Plains (autobiografia), 1984, ISBN 1-5572-8355-9
  • Everything to Gain: Making the Most of the Rest of Your Life (con Jimmy Carter), 1987, ISBN 1-5572-8388-5
  • Helping Yourself Help Others: A Book for Caregivers (con Susan K. Golant), 1994, ISBN 0-8129-2591-2
  • Helping Someone with Mental Illness: A Compassionate Guide for Family, Friends, and Caregivers (con Susan K. Golant), 1998, ISBN 0-8129-2898-9
  • Within Our Reach: Ending the Mental Health Crisis (con Susan K. Golant e Kathryn E. Cade), 2010, ISBN 9781594868818

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Fra i vari riconoscimenti avuti:

  • Donna dell'anno dello stato della Georgia, 1996
  • Premio UNICEF, 1999
  • Premio per la pace statunitense (American Peace Award) con Jimmy Carter, 2009[2]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Jimmy e Rosalynn Carter ricevono la Medaglia presidenziale della Libertà dal presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, 9 agosto 1999.
Medaglia presidenziale della Libertà - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia presidenziale della Libertà
— 1999

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN161677094 · ISNI (EN0000 0001 2232 7328 · LCCN (ENn77009358 · GND (DE12394063X · BNF (FRcb165393908 (data) · J9U (ENHE987007457635305171 · WorldCat Identities (ENlccn-n77009358