Jeff Bezos

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Jeff Bezos nel 2018

Jeffrey Preston Bezos, nato Jorgensen (Albuquerque, 12 gennaio 1964), è un imprenditore statunitense, fondatore, presidente e amministratore delegato di Amazon, la più grande società di commercio elettronico al mondo. Inoltre è fondatore di Blue Origin, società di start up per voli spaziali, e proprietario del The Washington Post.

Secondo Forbes, a settembre 2019 è la persona più ricca del mondo con un patrimonio stimato di 114 miliardi di dollari [1][2] che ne fanno l'uomo piu ricco dell'età contemporanea (XX e XXI secolo).[3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia, studi e primi lavori[modifica | modifica wikitesto]

Jeffrey Preston Bezos nasce ad Albuquerque, nel Nuovo Messico, da Jacklyn Gise, una ragazza di 17 anni che frequenta ancora le scuole superiori, e Ted Jorgensen, un ragazzo di un anno più grande. Il loro matrimonio dura poco più di un anno. Nell'aprile 1968, quando Jeff ha quattro anni, la madre si risposa con Miguel "Mike" Bezos, un cubano emigrato negli Stati Uniti a soli 16 anni. Miguel adotta Jeff il cui cognome viene poi cambiato in Bezos.

Dopo il matrimonio la famiglia si trasferisce a Houston nel Texas, dove Miguel diventa un ingegnere di Exxon. Jeff frequenta la scuola elementare River Oaks di Houston mostrando già un certo interesse per la tecnologia: una volta installa un allarme elettrico per tenere lontani i fratelli più piccoli dalla sua stanza. In seguito la famiglia si trasferisce a Miami, in Florida, dove Jeff frequenta il Miami Palmetta High School, frequenta anche all'Università della Florida un corso di formazione scientifica per studenti ricevendo nel 1982 il Silver Knight Award.

Jeffrey Bezos si laurea presso l'Università di Princeton nel 1986 in Ingegneria Elettronica, più precisamente in "Electrical Engineering and Computer Science", corso di Laurea col quale veniva identificata Ingegneria Elettronica a Princenton prima del 1985[4] (fuori dall'Italia, sono definite Electrical Engineering sia Ingegneria Elettronica sia Ingegneria Elettrica; talvolta viene fatta distinzione con "Electrical and Computer Engineering" ed "Electrical and Power Engineering"), poi lavora a Wall Street nel settore informatico, quindi alla costruzione di una rete per il commercio internazionale di una società conosciuta come Fitel, quindi alla Bankers Trust per finire in una società finanziaria di hedge funds di New York, la DE Shaw & Co.

Amazon.com[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 Bezos lascia il suo lavoro da 223.000$ annui per fondare nel garage di casa sua, a Seattle, Cadabra.com dopo aver redatto il business plan del progetto in un viaggio in fuoristrada da New York a Seattle: prevede di non fare profitti per i primi 4-5 anni. L'azienda, subito ribattezzata Amazon.com dal nome del Rio delle Amazzoni, incomincia nel luglio 1995 come libreria online, offrendo una scelta di titoli maggiore rispetto a qualsiasi altro grande negozio di libri o di ditta specializzata nella vendita per corrispondenza.[5] Non solo libri, vende dvd, videogiochi, macchine fotografiche, elettrodomestici. Allargherà negli anni la sua offerta fino ad avere nel 2018 un catalogo di oltre 500 milioni di articoli distinti in vendita sulle 13 piattaforme attive nel mondo.

Il 15 maggio 1997 Amazon.com entra nel mercato azionario, sul NASDAQ, con il simbolo AMZN. Nel novembre 2005 Amazon entra nell'indice S&P 500, sostituendo la vecchia AT&T.

Nel 2005 vara Amazon Prime, un servizio premium di consegna (a pagamento). Nel 2006 prende vita Amazon Fresh per la consegna a domicilio di prodotti alimentari. Nel 2007 crea Kindle, il lettore di ebook che quattro anni più tardi, si evolverà in Kindle Fire, un tablet concorrente all'IPad di Apple.

Nel 2010 vara Amazon Studios, investendo più di 4,5 miliardi di dollari per produrre film e telefim. Risultati: nel 2015 un Golden Globe per la serie tv Transparent, nel 2017 due Oscar con il film Manchester by the sea. E l'anno dopo Amazon Instant Video per film on demand in streaming.

Nel 2014 lancia lo "speaker intelligente", Amazon Echo, con l'assistente virtuale Alexa capace di rispondere su quasi tutto, dalle previsioni meteo alla consegna a domicilio di una Pizza Hut. Lancia in giugno anche Fire Phone, un'alternativa a iPhone, ma è un flop e viene ritirato un anno più tardi.

Nel 2016 sperimenta Amazon Prime Air, un servizio di spedizioni con droni.

Nel 2018 sperimenta a Seattle il primo supermercato completamente automatizzato, Amazon Go.

Blue Origin[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 Jeff, nominato nel 1999 dal settimanale Time persona dell'anno, fonda Blue Origin, società di start up per voli spaziali umani.[6] Un'operazione tenuta segreta fino al 2006 quando acquista molti terreni nel Texas occidentale per costruirvi un impianto di lancio e test. Il suo sogno è di costruire nello spazio hotel spaziali, parchi di divertimento, colonie e piccole città per 2-3 milioni di persone in orbita attorno alla Terra.[7] Nel 2014 ha perso un prototipo di veicolo senza pilota durante un volo di prova, nel novembre 2015 il veicolo spaziale Shepard di Blue Origin vola con successo nello spazio raggiungendo la quota prevista di 100 chilometri di distanza prima di eseguire un atterraggio verticale presso il sito di lancio. Sono in costruzione sei veicoli. Ora pianifica i primi voli di turismo spaziale per il 2019.

Pensa anche a creare un insediamento umano perenne sulla Luna. L'idea (Elon Musk pensa invece a Marte) è di fornire entro il 2025 i mezzi necessari per il trasporto di mezzi e uomini sul satellite in modo che qualcun altro possa poi trasferire sulla Luna l'industria pesante trasformando la Terra in un luogo esclusivamente residenziale e lasciandovi l'industria leggera.[8]

The Washington Post[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 2013 Jeff compra dalla Graham per 250 milioni di dollari in contanti il Washington Post, il quotidiano che ha segnato la storia degli USA con scoop come quelli sul Watergate, 800 giornalisti e conti economici in affanno.[9] Nell'operazione Amazon.com non viene coinvolto. Nel 2016, per il secondo anno consecutivo, il quotidiano è tornato in utile, guadagna con gli abbonamenti e progetta un'ulteriore espansione.

Nel 2017, in qualità di editore del giornale, ha partecipato alla conferenza The future of newspaper, organizzata da John Elkann a Torino.[10]

Bezos Expeditions[modifica | modifica wikitesto]

Bezos effettua investimenti attraverso una sua società di venture capital, Bezos Expeditions.[11] È stato uno dei primi azionisti di Google quando nel 1998 vi ha investito 250 mila dollari. Con quell'investimento ha acquisito più di 3 milioni di azioni Google che nel 2017 hanno avuto un valore di 3,1 miliardi di dollari.[12][13]

Whole Foods Market[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2017 rileva per 14 miliardi di dollari Whole Foods Market, una catena di supermercati fondata nel 1978 ad Austin, in Texas, e famosa nel mondo anglosassone per il cibo biologico e i prodotti freschi, con 460 negozi sparsi negli Stati Uniti, Canada e Regno Unito.[14]

PillPack[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 giugno 2018 rileva per circa un miliardo di dollari la farmacia americana on line PillPack, specializzata nel preparare in maniera personalizzata le medicine che richiedono la ricetta e spedirle a domicilio.[15] Il settore sanitario interessa Bezos. Già in passato ha investito in Unity Biotechnology, una società di ricerca sull'estensione della vita con la speranza di rallentare o fermare il processo di invecchiamento,[16] Grail, Juno Therapeutics e ZocDoc.[17] Nel gennaio 2018 la Amazon di Bezos è coinvolta con la holding Berkshire Hathaway di Warren Buffett e la banca JPMorgan Chase in un nuovo servizio di assistenza sanitaria riservato per il momento ai dipendenti (1,2 milioni) delle tre società.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 si sposa con MacKenzie Tuttle, conosciuta l'anno prima negli uffici di New York della DE Shaw & Co.[18] La coppia vive a Seattle. Quattro i figli di cui uno adottato in Cina. Nel gennaio 2019, dopo 26 anni di matrimonio, l'annuncio del divorzio.[19] L'accordo è raggiunto ai primi di aprile del 2019: Jeff Bezos versa alla moglie 36 miliardi di dollari (il 4% di Amazon, il 12% rimane all'ex marito) che la rendono, secondo Forbes, la terza donna più ricca al mondo e fanno del divorzio il più costoso della storia.[20]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 la famiglia Bezos ha donato 2,5 milioni di dollari a favore della campagna dello Stato di Washington per legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Jeff Bezos ha criticato Donald Trump durante le elezioni presidenziali del 2016.[21]

Filantropia[modifica | modifica wikitesto]

Bezos sostiene i suoi sforzi filantropici attraverso donazioni dirette, progetti no-profit finanziati da Bezos Expeditions e altre organizzazioni caritatevoli.[22] Attraverso Bezos Expeditions ha finanziato il Bezos Center for Innovation al Museo di storia e industria di Seattle per 10 milioni di dollari e Bezos Center for Neural Circuit Dynamics al Princeton Neuroscience Institute per 15 milioni di dollari.[23][24] Ha donato più volte al Fred Hutchinson Cancer Research Center: 10 milioni di dollari nel 2009, 20 milioni nel 2010, 15 milioni nel 2011 e 35 milioni nel 2017.[25] Ha anche donato 800.000 dollari a Worldreader, un non-profit, fondato da un ex dipendente di Amazon.[26] Nel 2015 ha finanziato il recupero di due motori F-1 Rocketdyne Saturn V del primo stadio dal fondo dell'Oceano Atlantico.[27] Sono stati identificati come appartenenti allo stadio S-1C della missione Apollo 11 del luglio 1969. Il motore è in mostra al Museo del Volo di Seattle.[28]

Il 23 maggio 2017 ha donato 1 milione di dollari al Reporters Committee for Freedom of the Press, il comitato che fornisce servizi legali pro bono per proteggere i diritti dei giornalisti americani. Nel gennaio 2018 ha donato 33 milioni di dollari a TheDream.US, un fondo per borse di studio a favore di immigrati privi di documenti portati negli Stati Uniti quando erano minorenni. Nel giugno 2018 Bezos ha anche elargito una somma a "Breakthrough Energy Ventures" di Bill Gates, una coalizione filantropica privata volta a promuovere l'energia senza emissioni.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corinna De Cesare, Jeff Bezos (Amazon) batte Bill Gates: è lui ora il più ricco del mondo, in Corriere della Sera. URL consultato il 27 luglio 2017.
  2. ^ Jeff Bezos uomo più ricco del mondo
  3. ^ (EN) Jeff Bezos & family, su forbes.com, Forbes. URL consultato il 12 luglio 2019 (archiviato il 12 luglio 2019).
  4. ^ How did Jeff Bezos get two degrees from Princeton if Princeton only allows students to do one major? - Quora, su www.quora.com. URL consultato il 21 luglio 2019.
  5. ^ Il primo libro venduto da Amazon fu Fluid Concepts & Creative Analogies: Computer Models of the Fundamental Mechanisms of Thought di Douglas Hofstadter. Era il 15 luglio 1995. Vedi: (EN) History & Timeline, Amazon.com, ottobre 2013. URL consultato il 7 marzo 2014.
  6. ^ Bezos di Amazon lancia "Blue Origin" per voli nello spazio, su repubblica.it. URL consultato il 24 gennaio 2018.
  7. ^ (EN) Amy Martinez, Amazon.com's Bezos invests in space travel, time, in The Seattle Times, 31 marzo 2012. URL consultato il 10 agosto agosto 2013.
  8. ^ Jeff Bezos vuole colonizzare la Luna, su lastampa.it, 1º giugno 2018. URL consultato il 9 luglio 2018.
  9. ^ Il Washington Post passa di mano, lo acquista il fondatore di Amazon, su lastampa.it. URL consultato il 24 gennaio 2018.
  10. ^ La Stampa, "The Future of Newspapers" - Panel 4: Owner's view, 22 giugno 2017. URL consultato il 20 marzo 2018.
  11. ^ (EN) Abigail Hess, Inside Jeff Bezos' $80 billion empire, su CNBC, 29 agosto 2017. URL consultato il 13 settembre 2017.
  12. ^ (EN) Jay Turo, The Story of Jeff Bezos' $250,000 Investment into Google in 1998, su Growthink. URL consultato il 28 febbraio 2017.
  13. ^ (EN) Kara Swisher, New Yorker: Bezos' Initial Google Investment Was $250K in 1998 Because 'I Just Fell in Love with Larry and Sergey', su All Things D, 2009. URL consultato il 28 febbraio 2017.
  14. ^ Amazon si mangia il cibo bio e compra Whole Foods per 14 miliardi di dollari, su repubblica.it, 16 giugno 2017. URL consultato il 18 gennaio 2018.
  15. ^ Amazon entra in farmacia, compra PillPack per un miliardo di dollari, su lastampa.it, 28 giugno 2018. URL consultato il 9 luglio 2018.
  16. ^ (EN) Ester Bloom, Google's co-founders and other Silicon Valley billionaires are trying to live forever, su CNBC, 31 marzo 2017. URL consultato il 29 giugno 2017.
  17. ^ (EN) Christina Farr, We can learn a lot about Jeff Bezos' health strategy by looking at his investments, CNBC, 3 febbraio 2018. URL consultato il 4 febbraio 2018.
  18. ^ (EN) Levi Sumagaysay, Quoted: She Said, He Said — MacKenzie Bezos Vs. Author Of Book On Amazon, in SiliconBeat, The Mercury News, 5 novembre 2013.
    «I have firsthand knowledge of many of the events. I worked for Jeff (Bezos) at D. E. Shaw».
  19. ^ Jeff Bezos divorzia dalla moglie Mackenzie, su ansa.it, 9 gennaio 2019. URL consultato il 9 gennaio 2019.
  20. ^ Accordo sul divorzio, Jeff Bezos versa alla moglie 36 miliardi di dollari, su lastampa.it, 5 aprile 2019. URL consultato il 6 aprile 2019.
  21. ^ The Hillary Clinton billionaires club, in CNN, 2 agosto 2016.
  22. ^ (EN) Nick Wingfield, Jeff Bezos Wants Ideas for Philanthropy, So He Asked Twitter, su The New York Times, 15 giugno 2017. URL consultato l'8 marzo 2018.
  23. ^ (EN) Ruth Stevens, Princeton University – Jeff and MacKenzie Bezos donate $15 million to create center in Princeton Neuroscience Institute, su princeton.edu. URL consultato il 13 dicembre 2011.
  24. ^ (EN) Jeff and MacKenzie Bezos Flip the Switch on New Bezos Center for Innovation at MOHAI, Kicking Off Saturday Launch Celebration, su mohai.org. URL consultato il 31 dicembre 2017.
  25. ^ (EN) Guide to Individual Donors: Tech Philanthropists: Jeff Bezos, su Inside Philanthropy. URL consultato il 26 giugno 2018.
  26. ^ (EN) Taylor Soper, Amazon CEO Jeff Bezos and family donate $20M to Fred Hutchinson Cancer Research Center, su GeekWire. URL consultato il 31 dicembre 2017.
  27. ^ (EN) DEI Creative in Seattle, WA, F-1 Engine Recovery: Bezos Expeditions, su bezosexpeditions.com.
  28. ^ (EN) Apollo F-1 Engine Preview | The Museum of Flight, su www.museumofflight.org. URL consultato il 4 aprile 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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