Salto nel buio (film)

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Salto nel buio
Salto nel buio.png
Dennis Quaid in una scena del film
Titolo originaleInnerspace
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1987
Durata120 min
Generefantascienza, comico
RegiaJoe Dante
SoggettoIsaac Asimov, Chip Proser
SceneggiaturaJeffrey Boam, Chip Proser
FotografiaAndrew Laszlo
MontaggioKent Beyda
Effetti specialiAl Broussard
MusicheJerry Goldsmith, John Crawford
ScenografiaJames H. Spencer
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Salto nel buio (Innerspace) è un film del 1987 diretto da Joe Dante e prodotto da Steven Spielberg, ispirato al romanzo Viaggio allucinante di Isaac Asimov e al film omonimo del 1966 (dalla cui sceneggiatura era stato tratto il romanzo).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un esperimento scientifico porta il tenente Tuck Pendleton all'interno di una navicella che viene miniaturizzata e caricata all'interno di una siringa. Come missione deve essere iniettato in un coniglio e studiarne dall'interno la struttura, allacciandosi ai suoi occhi per vedere l'esterno e alle orecchie per poter sentire i suoni. Durante l'esperimento, però, l'intervento di alcuni scienziati avversari intenzionati a rubare i microchip che consentono la miniaturizzazione per sfruttarne la tecnologia, ha come risultato che il tenente Pendleton viene iniettato all'interno di un uomo inconsapevole, Jack Putter, imbranato, timido ed ipocondriaco. Tuck, pensando di trovarsi nel coniglio, inizia l'esperimento ma appena connesso ai sensi di Jack capisce la situazione. Jack, dal canto suo, pensa dapprima di essere diventato matto, con quella voce che sente nel cervello, ma poi accetta la situazione, e pur con i suoi limiti prova ad aiutare Pendleton il quale, se non uscirà dal suo corpo entro 72 ore, finirà la scorta di ossigeno nella navicella e morirà quindi asfissiato. Guidato dal suo ospite, Jack prende contatti con Lydia Maxwell, una giovane e spigliata giornalista reduce da una relazione con Pendleton conclusasi burrascosamente qualche mese prima. I due si lanciano insieme sulle tracce dell'organizzazione criminale, la quale ha trafugato il microchip che consente il reingrandimento della navicella. Nel contempo, la medesima organizzazione criminale è alla ricerca di Putter, per estirpargli la navicella contenuta nel suo corpo e recuperare il secondo chip che consente la miniaturizzazione. Tra inseguimenti, trasformazioni facciali e sparatorie, Jack si invaghisce di Lydia anche se lei vuole ancora bene a Tuck. Il finale è rocambolesco con il tenente che deve sconfiggere (grazie ai succhi gastrici del suo ospite) un'altra capsula inviata dentro Jack pilotata dal pericoloso Mr. Igoe, un killer assoldato dai nemici dotato di una potente mano artificiale. Un provvidenziale starnuto farà uscire la capsula pochi attimi prima che sia troppo tardi. Nella scena finale, con Tuck e Lydia sposi, un Jack ormai sicuro di sé e pieno di spirito avventuroso si accorge che sulle tracce degli sposi novelli ci sono ancora i nemici, anche se ridotti al 50%, e non esita a lanciarsi sulle loro tracce.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

È stato, con RoboCop, tra i primi film con la colonna sonora registrata in Dolby SR, una tecnologia analogica che permette la riduzione del rumore di fondo e l'aumento del rapporto segnale/rumore quasi equivalenti alla successiva tecnologia digitale.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Alcune scene sull'inseguimento del dottor Ozzie Wexler vennero girate a Los Angeles, al livello dell'intersezione fra Hayvenhurst Avenue e Plummer Street ed il canale fluviario sottostante, stesso luogo dove negli anni successivi verranno realizzate alcune scene del film Terminator 2 - Il giorno del giudizio.

Nella scena dell'iniezione al centro commerciale sono state utilizzate due differenti location: il Northridge Mall di Los Angeles e la Sherman Oaks Gallery.

Le scene dell'appartamento di Tuck Pendelton vennero girate al 391 Filbert Street di San Francisco.

La scena finale del matrimonio venne girata presso la Wayfarer's Chapel di Rancho Palos Verdes, California.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]