Jerry Goldsmith

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Jerrald King Goldsmith, detto Jerry (Pasadena, 10 febbraio 1929Beverly Hills, 21 luglio 2004), è stato un compositore e direttore d'orchestra statunitense, celebre per le colonne sonore cinematografiche che ha composto nell'arco di oltre quarant'anni di carriera. Ha vinto il premio Oscar per la miglior colonna sonora nel 1977 per le musiche del film Il presagio (1976) alla sua decima nomination (in seguito ne ebbe altre 8, ma su 18 candidature totali quella rimase l'unica statuetta vinta).

Biografia e carriera creativa[modifica | modifica wikitesto]

Nato da una famiglia di emigrati dalla Romania all'inizio del secolo, studia pianoforte con Jacob Gimpel e composizione e teoria musicale con il compositore italiano Mario Castelnuovo-Tedesco.

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1950, all'età di 21 anni, viene assunto nella sezione musicale del network CBS, per il quale compone molte sigle e musiche di scena di spettacoli radiofonici, fino al 1960. Questa prima esperienza con i network radio-televisivi consente a Goldsmith di collaborare, nei primi anni sessanta, a moltissimi prodotti per il piccolo schermo, tra cui serie molto famose come Ai confini della realtà, Thriller, Dr. Kildare e L'uomo dell'UNCLE (delle ultime due serie è autore anche delle sigle).

Gli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel frattempo il compositore conosce Alfred Newman, all'epoca famoso ed influente compositore di musiche per film, il quale aiuta Goldsmith ad affermarsi nell'ambiente della musica cinematografica. Sul grande schermo Goldsmith esordisce nel 1957 con il film Giustizia senza legge di Allen H. Miller. Il suo primo lavoro per un titolo di rilievo è la colonna sonora del western crepuscolare Solo sotto le stelle, interpretato da Kirk Douglas e Walter Matthau: lo splendido tema e l'inusuale approccio di Goldsmith alle atmosfere western consentono al giovane compositore di ricevere delle ottime recensioni. Nel giro di pochi anni si afferma come uno dei musicisti per cinema più sensibili, eclettici, versatili e dotati, e la sua collaborazione è richiesta anche da registi di notevole rilievo.

Tra essi, John Huston, Sam Peckinpah, Otto Preminger, Robert Wise, Howard Hawks, John Frankenheimer.

Gli anni settanta e ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Goldsmith, come i quasi coetanei Elmer Bernstein e John Williams, è capace di costituire il punto di passaggio tra l'impostazione classica delle colonne sonore hollywoodiane di nomi come Miklòs Ròzsa, Franz Waxman, Bernard Herrmann e lo stesso Alfred Newman, e le nuove concezioni del rapporto musica / cinema che vedono la luce in conseguenza degli anni a cavallo del 1968. Il compositore, infatti, non esita ad arricchire la sua tavolozza creativa con sperimentalismi, con ricerca timbrica, con l'inclusione di componenti etniche (laddove richiesto dai film) oppure elettroniche, con l'introduzione di intriganti commistioni tra musica sinfonica classica e musica jazz, blues e persino pop e rock.

Tra le sue opere spiccano dunque anche lavori ai limiti dell'atonalismo, come Il pianeta delle scimmie del 1968, oppure intrise di fredde componenti marziali, come Patton, generale d'acciaio, o, ancora, dominate da ombrose venature jazz, come Chinatown.

Negli anni settanta il compositore californiano collabora con i nomi più autorevoli del "nuovo" cinema. Tra essi Roman Polanski, Franklin J. Schaffner, John Milius, Richard Donner, Peter Hyams.

Dopo l'exploit delle musiche di John Williams per Guerre stellari di George Lucas, del 1977, infatti, si assiste ad un rilancio della composizione romantica e grandemente sinfonica, che lo stesso Goldsmith ha già dimostrato di saper padroneggiare molto bene. In questa cornice, scrive alcuni dei suoi titoli più noti, come Star Trek (del 1979), Masada (1981) (per l'omonima serie televisiva) e Brisby e il segreto di NIMH (1982).

Grande importanza assume inoltre la colonna sonora de Il presagio, del 1976, che farà vincere al compositore il suo unico premio oscar per la miglior colonna sonora, su un totale di 18 nomination. Goldsmith comporrà in seguito le musiche per i due seguiti del suddetto film (La maledizione di Damien e Conflitto finale, rispettivamente nel 1978 e nel 1981).

L'esperienza maturata nel periodo più sperimentale degli anni settanta e la notevole versatilità fanno sì che in questo periodo Goldsmith sia spesso richiesto da registi molto giovani, per i cui film non esita ad accrescere le componenti elettroniche delle sue scelte timbriche.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Tra i registi delle ultime generazioni con cui il musicista lavora, si ricordano Ridley Scott, Joe Dante, George Pan Cosmatos e Paul Verhoeven. Sono proprio per film diretti da quest'ultimo i titoli migliori che Goldsmith realizza nell'ultimo decennio di carriera, tra cui Atto di forza del 1990 e Basic Instinct del 1992.

2000-2004: Le ultime opere[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi del XXI secolo, il compositore dirada molto la sua attività, anche a causa del progressivo peggioramento delle proprie condizioni di salute, dovute al tumore al colon, contro il quale combatteva da anni. In questo periodo compone partiture cinematografiche quali Nella morsa del ragno (2000), Al vertice della tensione (2001), Star Trek: La nemesi (2002). L'ultima colonna sonora di Goldsmith per il cinema è stata quella di Looney Tunes: Back in Action (2003). In realtà, l'ultima colonna sonora cinematografica effettivamente composta da Goldsmith, fu per il film di fantascienza Timeline - Ai confini del tempo, diretto da Richard Donner, ma il lavoro non fu poi utilizzato nel film.

Musica classica e da concerto[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua carriera, Goldsmith, come molti altri colleghi compositori, ha affiancato la composizione di colonne sonore a quella di musica da concerto:

  • "Toccata for Solo Guitar": Composizione per chitarra classica solista, scritta negli anni cinquanta.
  • "The Thunder of Imperial Names": Composizione patriottica per banda concertistica e narrazione, scritta nel 1957.
  • "Music for Orchestra": composta nel 1970. Presenta caratteri di forte atonalità (in quanto creata con la tecnica della Dodecafonia), ispirati ai temi musicali de Il pianeta delle scimmie, composti dallo stesso autore un paio d'anni prima.
  • "Christus Apollo": una cantata per coro, mezzosoprano e orchestra, in quattro parti, composta nel 1969 in collaborazione con lo scrittore Ray Bradbury,che presenta nell'edizione discografica più recente Anthony Hopkins in veste di narratore (mentre nell'edizione originale la voce narrante era di Charlton Heston).
  • "Fireworks (A celebration of Los Angeles)": Composizione sinfonica celebrativa, scritta nel 1999, dedicata alla città di Los Angeles, nella quale il compositore risiedeva.
  • "Soarin' over California": una sinfonia in un solo movimento composta nel 2000, su commissione della Walt Disney Pictures, che fa da accompagnamento musicale all'attrazione Soarin' over California ride, presente in molti parchi a tema della Disney.

Riconoscimenti e premi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1977 vince l'Oscar per la colonna sonora de Il presagio (The Omen, 1976), l'unico Premio Oscar vinto su un totale di 18 nomination ricevute.

Nel 1985 vince l'Academy of Science Fiction, Fantasy & Horror Films per la musica di Gremlins, su un totale di 8 nomination per lo stesso premio.

Dal 1987 al 2003 vince quasi ogni anno il BMI Film & TV Awards, premio dedicato alla musica per film e televisione.

Vince poi 4 Emmy Awards, nel 1975, per il film televisivo Babe, nel 1976 per la miniserie QB VII, nel 1981 per la miniserie Masada e ancora nel 1995 per la sigla della serie televisiva Star Trek - Voyager.

Ha vinto anche un Razzie Awards nel 1986 per la canzone "Peace in Our Life" dal film Rambo 2, giudicata la peggiore dell'anno.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sposatosi due volte, Goldsmith ha avuto molti figli, tra cui Joel Goldsmith, anch'egli compositore per il cinema e la televisione.

Goldsmith muore di cancro la notte del 21 luglio 2004 a Beverly Hills, California.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mauricio Dupuis, Jerry Goldsmith e la musica nel cinema americano, collana I libri saggi n.56, Roma, Robin Edizioni, 2012, p. 278 (ISBN 9788873719526).

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