Looney Tunes: Back in Action

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Looney Tunes: Back in Action
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Lingua originale Inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America, Germania
Anno 2003
Durata 91 min
Rapporto 2,35:1
Genere commedia, fantastico, avventura, azione, animazione
Regia Joe Dante
Soggetto Larry Doyle
Sceneggiatura Larry Doyle
Produttore Allison Abbate
Produttore esecutivo Larry Doyle
Casa di produzione Warner Bros.
Fotografia Dean Cundey
Montaggio Rick Finney, Jason Tucker
Musiche Jerry Goldsmith, John Debney
Costumi Mary E. Vogt
Trucco Elena Arroy
Storyboard Bob Camp, Danielle Davenport
Art director Paul M. Sonski, Stella Vaccaro
Animatori Joel MacMillian, James Baker, altri
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Looney Tunes: Back in Action è un film del 2003 diretto da Joe Dante che combina riprese dal vivo con personaggi animati (i Looney Tunes appunto), analogamente al film Space Jam del quale non rappresenta però un seguito.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Daffy Duck viene licenziato dagli studios della Warner Bros perché durante un meeting di lavoro si dimostra troppo geloso del suo amico/rivale Bugs Bunny, e non appena chiede ai manager di essere più riconoscenti nei suoi confronti, viene accompagnato alla porta senza tanti complimenti. Lo stuntman DJ Drake viene incaricato di scortarlo fuori dagli studios, ma provoca per vari motivi il crollo della torre dell'acquedotto e viene cacciato a sua volta.

Una volta tornato a casa, DJ scopre che Daffy l'ha seguito, non avendo un posto dove stare. I due iniziano a indagare su Damian Drake, il padre di DJ, un attore che interpreta la parte di un agente segreto: Daffy è convinto che sia una vera spia mentre per DJ è soltanto un attore come tanti.
Si scopre che Damian Drake è effettivamente un agente segreto, coinvolto in un caso che riguarda il misterioso diamante "Scimmia Blu", il quale si dice abbia strani poteri. Dalle poche informazioni in loro possesso, sembra che Damian sia in pericolo, per questo DJ parte all'avventura nel tentativo di salvarlo, sapendo solo che deve incontrare a Las Vegas una certa "Dusty Tail", un contatto di suo padre.
DJ parte per Las Vegas, senza riuscire però a liberarsi di Daffy: quello che non sanno, però, è che il terribile e infido presidente delle Industrie ACME li sta spiando e vuole impossessarsi a tutti i costi della Scimmia Blu.

Contemporaneamente, i boss della Warner rivelano che non avevano veramente intenzione di licenziare Daffy, perciò costringono Kate Houghton, una dei loro sottoposti, a rintracciarlo; pena il licenziamento. Bugs Bunny la segue nella speranza di ritrovare la sua spalla preferita.

A questo punto inizia un frenetico e avventuroso giro intorno al mondo per DJ, Daffy, Kate e Bugs, che li porterà a visitare oltre a Las Vegas anche l'Area 52 (parodia dell'Area 51), il Museo del Louvre a Parigi e per finire la giungla africana, luogo dove sarebbe nascosto il diamante Scimmia Blu. Il presidente della ACME dal canto suo li tiene sempre sotto controllo, sguinzagliando contro di loro alcuni fra i più celebri "cattivi" dei Looney Tunes (Yosemite Sam, Wile E. Coyote, Taddeo, Taz e Marvin il marziano).

Tutto sembra perduto quando in Africa i nostri eroi vengono catturati e il diamante finisce nelle mani della ACME (i loro accompagnatori Granny, Silvestro e Titti erano in realtà il presidente, un suo sottoposto e Taz travestiti!). DJ e Kate finiscono imprigionati nello stesso luogo in cui lo è anche Damian, il quale sta per essere investito da un treno carico di dinamite guidato da Wile Coyote. Nel mentre, a Marvin il marziano viene affidato il compito di montare la Scimmia Blu su un satellite orbitante intorno alla Terra: le radiazioni emesse dal diamante hanno il potere di tramutare gli uomini in scimmie, così facendo il presidente della ACME vorrebbe tramutare tutta l'umanità in scimmie al suo servizio.

Nel finale, Daffy si trasforma nel suo alter ego, l'eroe spaziale Duck Dodgers, e assieme a Bugs sconfigge Marvin e deflette il raggio del satellite tramutando il presidente in una scimmia; intanto DJ, grazie alla sua abilità da stuntman, salva se stesso, Kate e il padre da morte certa.
Nel vero finale, si scopre che questa avventura ha dato l'ispirazione per un nuovo film e così Daffy, dopo essersi riammesso agli studios della Warner Bros. e che lo volesse o no, si è ritrovato costretto a recitare ancora una volta a fianco del coniglio da lui tanto odiato.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il grande successo di "Space Jam", la WB aveva già deciso di mettere in cantiere il sequel del film. In una prima stesura della sceneggiatura, la trama avrebbe dovuto rappresentare una nuova partita di pallacanestro contro un nuovo nemico chiamato Berserk-O! In vari siti amatoriali vi sono inoltre schizzi preparatori sul nemico e i suoi scagnozzi, realizzati dall'animatore Bob Camp. Alla regia sarebbe dovuto tornare Joe Pytka, con Spike Brandt e Tony Cervone nuovamente come supervisori all'animazione. Michael Jordan tuttavia rifiutò di tornare per il sequel e il film venne quindi cancellato. In seguito la produzione rivelò che il seguito si sarebbe chiamato "Spy Jam" e avrebbe avuto un tema spionistico con Bugs Bunny e Jackie Chan come protagonisti. Con l'andare del tempo però il progetto originario venne totalmente stravolto. Joe Dante ha sempre odiato Space Jam, colpevole secondo lui di aver snaturato l'essenza dei cartoons Warner: per questo motivo ha deciso di eliminare il personaggio di Lola Bunny (introdotta appunto in Space Jam) e di inserire alcuni riferimenti sarcastici al primo film, come una breve apparizione di Michael Jordan con un pallone da basket.

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