George Miller (regista)

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George Miller (Brisbane, 3 marzo 1945) è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico ed ex medico australiano di origini greche.

È noto principalmente per aver creato e diretto la tetralogia cinematografica di Mad Max, considerata un caposaldo della fantascienza post-apocalittica e del cinema d'azione. Il primo film della saga, Interceptor (1979), è stato per vent'anni il film con il minor costo ed i maggiori incassi, mentre il secondo e il quarto, rispettivamente Interceptor - Il guerriero della strada (1981) e Mad Max: Fury Road (2015), sono considerati da pubblico e critica tra i migliori film d'azione di sempre. La serie ha influenzato numerosi film, fumetti e videogiochi ed ha avuto un incalcolabile impatto sulla cultura di massa, oltre ad essere considerata parte integrante della cultura popolare australiana.

Cineasta eclettico, nel corso di quasi quarant'anni di carriera Miller ha lavorato a film che spaziano dalla commedia fantastica fino al dramma, dal thriller-horror fino al film per famiglie, tra cui Ai confini della realtà (1983), Le streghe di Eastwick (1987), L'olio di Lorenzo (1992) i due film di Babe (1995-1998) e i due film di Happy Feet (2006-2011).

Nel 2007 ha vinto l'Oscar al miglior film d'animazione per Happy Feet. È stato candidato ad altri cinque premi Oscar: migliore sceneggiatura originale nel 1993 per L'olio di Lorenzo, miglior film e migliore sceneggiatura non originale nel 1996 per Babe, maialino coraggioso ed infine miglior film ed miglior regista nel 2016 per Mad Max: Fury Road.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Miller nasce a Brisbane, nel Queensland, da Dimitri "Jim" Castrisios Miller e Angela Balson, entrambi immigrati di nazionalità greca. Dimitri era dell'isola greca di Cerigo e anglicizzò il suo cognome da Miliotis a Miller quando emigrò in Australia all'età di nove anni, mentre la famiglia Balson si era rifugiata in Grecia dall'Anatolia durante lo scambio di popolazioni avvenuto nel 1923.[1][2]

Miller cresce a Chinchilla, 200 miglia a nord-ovest di Brisbane, dove il padre gestisce un negozio di alimentari.[1] Ha tre fratelli: il suo gemello dizigote John e i minori Chris e Bill. Crescendo nel Queensland rurale prima dell'avvento della televisione, che in Australia arrivò solamente negli anni sessanta, Miller passa l'infanzia guardando film al cinema e leggendo fumetti.[3]

Frequenta la Ipswich Grammar School e la Sydney Boys High School,[2] per poi studiare medicina presso la University of New South Wales con il fratello John.[3] Miller si appassiona al cinema in seguito alla visione di Mash (1970) ed inizia a studiare le tecniche cinematografiche attraverso riviste come American Cinematographer.[3] Nel 1971, mentre è al suo ultimo anno di università, realizza assieme al fratello minore Chris un cortometraggio di un minuto che vince il primo premio ad un concorso studentesco.[4] In palio per la vittoria c'è un corso di cinema presso l'Università di Melbourne, dove Miller conosce il compagno di studi Byron Kennedy, con cui stringerà una lunga amicizia e collaborazione professionale, durata fino alla morte di quest'ultimo in un incidente in elicottero nel 1983.[5] Nel 1972, completa gli studi come medico presso l'Ospedale St. Vincent di Sydney, utilizzando il suo tempo libero per girare brevi filmati sperimentali.[6]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1971, Miller realizza assieme a Kennedy Violence in Cinema: Part 1, un cortometraggio satirico sul tema della violenza del cinema.[3] In Australia, il corto fa molto parlare di sé per il suo contenuto violento, ai limiti dello splatter, venendo presentato al Sydney Film Festival del 1972.[7] È anche uno dei primi cortometraggi ad ottenere una vera e propria distribuzione in Australia.[3]

Nel 1979, Miller esordisce alla regia di un lungometraggio con il primo, e più famoso, film della trilogia originale di Mad Max, portato nelle sale italiane con il nome di Interceptor, in cui il poliziotto Max Rockatansky semina il terrore tra una sadica gang di motociclisti al volante della sua fidata V8 Interceptor. Basato su una sceneggiatura del 1975 scritta da Miller e James McCausland, il film viene prodotto dalla neonata Kennedy Miller Productions con un budget irrisorio, circa 400mila dollari australiani, tanto da essere considerato quasi un film di serie B. Nel ruolo del protagonista l'esordiente Mel Gibson, capitato quasi per caso nel ruolo di Max, dato che lui doveva solo accompagnare l'amico Steve Bisley all'audizione. Uscito negli Stati Uniti in una versione tagliata e ri-doppiata per venire incontro ai gusti del pubblico oltreoceano, il film viene bocciato dalla critica e passa inosservato al botteghino statunitense. Internazionalmente invece, nonostante la pesante censura affibbiatagli in diversi paesi, Interceptor ha un'enorme popolarità, incassando la cifra record di oltre 100 milioni di dollari ed entrando così nel Guinness dei primati come film con i maggiori incassi rispetto al proprio budget (superato solo nel 1999 da The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair).[6] Miller ottiene anche due candidature agli AACTA Awards 1979, come miglior regista e miglior sceneggiatura originale, diventando uno dei nomi caldi del cosiddetto nuovo cinema australiano assiema a Peter Weir, Gillian Armstrong, Bruce Beresford e Fred Schepisi.[8] Nel corso degli anni, la pellicola diventa un vero e proprio film di culto. Negli annali del cinema australiano, Interceptor è stato a lungo il film di maggior successo di sempre, fatto che lo ha trasformato in un vero e proprio elemento culturale, tanto che in patria è celebrato addirittura con ritrovi, feste e parate, nonché innumerevoli tributi che ricordano Interceptor nell'immaginario collettivo australiano.

Nel 1981 ne dirige il sequel, Mad Max 2, presentato negli Stati Uniti come The Road Warrior e quindi in Italia come Interceptor - Il guerriero della strada. Il film, che vede l'ambientazione fantascientifica della saga passare definitivamente da distopica a post-apocalittica, è un successo in tutto il mondo, aprendo a Miller e a Gibson le porte di Hollywood. La descrizione che il film dà del futuro post-apocalittico, un ritorno al medioevo barbarico con mezzi tecnologici quali automobili ed armi da fuoco ed ambientazioni desertiche, influenza e verrà ripresa in innumerevoli film ed altri media negli anni a venire.[9][10][11]

Grazie alle scene d'azione de Il guerriero della strada, Miller viene notato da Steven Spielberg, che nel 1983 lo ingaggia per dirigere uno degli episodi del film collettivo Ai confini della realtà, al fianco di registi del calibro di John Landis e Joe Dante, oltre che Spielberg stesso. Nonostante l'accoglienza fredda riservata alla pellicola, il segmento di Miller, remake dell'episodio della serie originale Incubo a 20.000 piedi, viene accolto positivamente.[12] Torna quindi alla sua prima creatura nel 1985 dirigendo Mad Max - Oltre la sfera del tuono, che però non raggiunge il successo dei predecessori e, nonostante recensioni comunque positive, viene generalmente considerato il meno incisivo della serie.[13] Contemporaneamente ai suoi progetti da regista cinematografico Miller produce o dirige numerose miniserie per la televisione australiana tra cui The Dismissal, Bodyline e The Cowra Breakout, tutte con Hugo Weaving protagonista.

Nel 1987 sperimenta per la prima volta il genere comico ne Le streghe di Eastwick, interpretato da Jack Nicholson, Susan Sarandon, Cher e Michelle Pfeiffer. La realizzazione del film si dimostra particolarmente difficile per il regista, che si scontra per la prima volta con le dinamiche di produzione interne a una major quale la Warner Bros..[14][8] Tuttavia, il film ottiene un buon successo sia di pubblico che di critica, consolidando la fama di Miller a livello internazionale.[15] Nel 1988 fa parte della giuria del 41º Festival di Cannes presieduta dall'italiano Ettore Scola, che assegna la Palma d'oro a Pelle alla conquista del mondo.[1]

In seguito all'esperienza frustrante de Le streghe di Eastwick, Miller ritorna a lavorare per un periodo a progetti più ridotti, producendo tra il 1989 e il 1991 Flirting di John Duigan, Ore 10: calma piatta di Phillip Noyce e le miniserie televisive Bangkok Hilton e Vietnam, tutti con protagonista Nicole Kidman; il suo ruolo come produttore risulta determinante nello sviluppo iniziale della carriera dell'attrice australiana.[16]

Nel 1991 scrive, assieme a Nick Enright,[17] e dirige il drammatico L'olio di Lorenzo, ispirato alla vera storia di due genitori alla ricerca di una cura sperimentale per il figlio gravemente malato di adrenoleucodistrofia.[16] Nel cast Susan Sarandon e Nick Nolte. Un flop al botteghino, il film ottiene il plauso della critica e vale a Miller la sua prima candidatura ai premi Oscar, nella categoria dedicata alla migliore sceneggiatura originale.[18][19]

Fin dai tempi di Oltre la sfera del tuono, Miller si interessa ad una trasposizione cinematografica del libro per bambini Babe maialino coraggioso.[8] Il suo progetto si concretizza nel 1995 grazie alla Universal, che dà al regista carta bianca riguardo al film; Miller vi figura come produttore e co-sceneggiatore, mentre affida la regia al suo collega, l'esordiente Chris Noonan, che aveva precedentemente diretto delle miniserie prodotte da Miller.[8] Nonostante durante le riprese i due si scontrino molto spesso,[20] il film conquista pubblico e critica, guadagnando quasi 300 milioni di dollari in tutto il mondo ed ottenendo sette nomination agli Oscar, tra cui miglior film e migliore sceneggiatura non originale a Miller.[21][22][23] È riconosciuto come un moderno classico per famiglie.

Nel 1998 firma la regia del sequel, intitolato Babe va in città, di cui è anche sceneggiatore e produttore. Il film fallisce nel bissare il successo del predecessore,[24] ma col passare del tempo diventa anch'esso un film di culto.[25] L'anno seguente fa parte della giuria presieduta da David Cronenberg che assegna la Palma d'oro a Rosetta durante la 52ª edizione del Festival di Cannes.[1]

Nel 2006, dopo otto anni di assenza dal grande schermo, Miller scrive e dirige Happy Feet, un film d'animazione-musical sulla vita dei pinguini in Antartide.[26] Prodotto dalla Warner Bros., oltre ad essere un enorme successo al botteghino, con un incasso complessivo di oltre 384 milioni di dollari, il film porta a Miller il suo primo Oscar, nella categoria Miglior film d'animazione.[27][28]

Dopo aver diretto nel 2011 Happy Feet 2, l'anno successivo inizia le riprese del quarto film della saga di Mad Max, intitolato Mad Max: Fury Road, rimasto in development hell sin dalla seconda metà degli anni novanta.[29] Il film, con Tom Hardy nel ruolo che fu di Gibson e Charlize Theron, viene girato nel deserto della Namibia con un budget di 150 milioni di dollari.[30] Presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2015, Fury Road ne incassa quasi 400 ed ottiene recensioni estremamente positive, in cui diversi critici lo definiscono il miglior film del 2015 e uno dei migliori film d'azione di sempre.[30][31][32][33] Il film viene candidato a dieci Premi Oscar, tra cui miglior film e miglior regista per Miller, vincendo ben sei statuette e risultando così il film con più vittorie dell'88ª edizione del premio.[34]

Fresco del successo di Fury Road, nel 2016 torna a Cannes per la terza volta, stavolta come presidente della giuria internazionale che assegna la Palma d'Oro al miglior film della 69ª edizione del Festival di Cannes a Io, Daniel Blake di Ken Loach.[35][36]

Tra i suoi prossimi progetti figurano altri due film di Mad Max, scritti assieme al co-sceneggiatore di Fury Road Nico Lathouris e in attesa di un via da parte della produzione.[37][38] Prima però il regista vorrebbe dedicarsi ad un altro progetto più piccolo e meno impegnativo.[37]

Film cancellati o abbandonati[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993, la Warner Bros. lo sceglie come regista del film Contact, di cui inizia a scrivere la sceneggiatura con gli autori originali Carl Sagan e Ann Druyan.[39] Dopo aver lavorato al film per oltre un anno, Miller decide di comune accordo con la produzione di abbandonare il progetto, la cui regia viene poi affidata a Robert Zemeckis. Il regista, infatti, aveva una visione diversa del progetto, a suo dire "più simile ad Interstellar", con una presenza maggiormente incisiva degli alieni nel film e persino di un wormhole.[40]

Nel 2007 viene ingaggiato come regista del film di supereroi Justice League: Mortal, basato sugli omonimi personaggi dei fumetti editi da DC Comics. Il film avrebbe dovuto porre le basi per un nuovo franchise cinematografico che non avrebbe tenuto conto di Batman Begins e di Superman Returns.[41] Superman sarebbe stato interpretato da D.J. Cotrona,[41] Batman da Armie Hammer,[42] e Wonder Woman da Megan Gale. Nel cast anche Common come Lanterna Verde, Adam Brody come Flash, Hugh Keays-Byrne come Martian Manhunter, Santiago Cabrera come Aquaman, Teresa Palmer come Talia Al Ghul e Jay Baruchel nel ruolo dell'antagonista del film, Maxwell Lord.[43] Tuttavia, a causa dello sciopero degli sceneggiatori del 2007-2008, dei continui ritardi della produzione e del successo del sequel di Batman Begins, Il cavaliere oscuro, il progetto viene cancellato a poche settimane dalle riprese.[41]

In seguito al successo di Fury Road, alcune indiscrezioni, sfatate da Miller stesso,[44] lo volevano alla regia del sequel de L'uomo d'acciaio.[45]

Case di produzione e animazione[modifica | modifica wikitesto]

Miller è il fondatore della casa di produzione cinematografica australiana Kennedy Miller Mitchell, fondata nel 1973 assieme al produttore Byron Kennedy con il nome di Kennedy Miller.[6] Dopo la morte di Kennedy nel 1983, Miller mantiene intatta la denominazione dell'azienda fino al 2009, quando questa viene rinominata con la sua attuale denominazione per riconoscere i contributi del produttore Doug Mitchell all'interno della compagnia.[46] Bill Miller, fratello minore del regista, e Doug Mitchell sono stati produttori in quasi tutti i film di Miller dopo la morte del suo partner di produzione originale.

I Dr. D Studios sono invece uno studio di animazione digitale con sede a Sydney, fondato a metà del 2007 come joint venture tra Kennedy Miller Mitchell e Omnilab Media.[47] Dopo l'uscita del suo unico film del 2011, Happy Feet 2, lo studio viene chiuso nel 2013.[47][48]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1985 al 1992, Miller è stato sposato con l'attrice australiana Sandy Gore,[49] con cui ha avuto una figlia, la documentarista Augusta Miller (n. 1986).[50] Nel 1995 sposa secondo rito civile la montatrice Margaret Sixel,[49][1] con cui ha due figli, Buda (n. 1996) e Tige (n. 2001).[51]

Miller è il patron dell'Australian Film Institute (dal 2001) e del Brisbane International Film Festival,[52][53] oltre ad essere un co-patron del Sydney Film Festival.[54]

Nel 1996 il governo australiano gli ha conferito l'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine dell'Australia (AO) per meriti artistici.[55]

Nel 1999 l'University of New South Wales gli ha conferito una laurea honoris causa in Lettere.[4] Nel 2007 gli è stato conferito honoris causa il Master of Arts presso la Australian Film Television and Radio School.[56] Nel 2010 è diventato il primo cineasta straniero ad essere nominato membro onorario della Visual Effects Society.[57]

Poetica e stile[modifica | modifica wikitesto]

Influenze[modifica | modifica wikitesto]

Il suo cinema è influenzato soprattutto dal cinema muto, in particular modo dai film di Buster Keaton e Harold Lloyd.[58] Ha più volte indicato Pinocchio (1940) come uno dei suoi film preferiti.[59][60][61]

Stile e tematiche[modifica | modifica wikitesto]

Miller, con i suoi film della trilogia di Mad Max, è considerato l'ispiratore di un nuovo linguaggio cinematografico dl cinema fantastico internazionale. Mad Max si tratta, infatti, di un atipico film di fantascienza, in cui non vengono date soverchie spiegazioni su quello che sta avvenendo, sul luogo in cui si muovono i personaggi o sul tempo nel quale la vicenda è ambientata. Molti critici hanno in effetti individuato nel western il vero genere di riferimento, anche se al posto di cavalli e carovane vengono utilizzate motociclette e automobili; ma si potrebbe parlare anche di poliziesco o di horror.[62] Bisogna però sottolineare lo stile adottato da Miller: non un registro classico, teso a omaggiare magari il western dell'epoca d'oro, bensì un linguaggio rapido e nervoso, erede delle sperimentazioni della nouvelle vague, ma ormai vicino alla velocità del videoclip e della pubblicità. Nei suoi film d'azione, molto spesso i tagli di montaggio sono talmente brevi da impedire la comprensione del dettaglio. Dai suoi film esce spesso un ritratto pessimista e rovinoso del futuro dell'umanità, costretta a una nuova era primitiva e inevitabilmente attratta dalle proprie pulsioni autodistruttive.

Un articolo del 2006 riguardante la diversità tra i vari progetti di Miller scrive:

« ...chiedetelo al Dr. George Miller oggi e vi risponderà che tutti i suoi film sono uno e lo stesso, sia che si concentrino sulla società umana o sul regno animale, che si svolgano tra le sabbie desertiche australiane, tra i sobborghi di Washington DC o le piattaforme di ghiaccio dell'Antartide. "Sinceramente non vedo alcuna differenza tra la storia essenzialmente elementare, diciamo, di Mad Max 2, L'olio di Lorenzo e Babe" ha dichiarato Miller all'inizio di questo mese, durante una visita a Los Angeles per promuovere il suo ultimo film, il musical animato Happy Feet »
(da International Man of Myths di Scott Foundas, articolo del 2006 su LA Weekly.[63])

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • In Search of Anna, regia di Esben Storm (1978) - primo assistente di regia
  • Detector (The Chain Reaction), regia di Ian Barry (1980) - regista scene di inseguimento, regista seconda unità, coordinatore degli stunt e produttore associato
  • Interceptor - Il guerriero della strada (Mad Max 2) (1981) - montatore aggiuntivo
  • Tausend Augen, regia di Hans-Christoph Blumenberg (1984) - cameo: uomo in barca
  • Ore 10: calma piatta (Dead Calm) regia di Phillip Noyce (1989) - regista seconda unità

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine dell'Australia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dell'Australia
«Per i servigi resi all'industria cinematografica australiana come regista, produttore e sceneggiatore, come direttore fondatore del Museum of Contemporary Art e come membro della giuria internazionale al Festival di Cannes.»
— 11 giugno 1996[55]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Stephen Galloway, 'Mad Max' Director George Miller Is Way Too Sane to Be a Mad Genius, in The Hollywood Reporter, 10 maggio 2016. URL consultato il 29 giugno 2017.
  2. ^ a b (EN) For the world-wide Kytherian community: George Miller, su Kythera-Family.net, 22 maggio 2004. URL consultato il 30 giugno 2011.
  3. ^ a b c d e (EN) Tim Gray, ‘Mad Max’ Director George Miller Reveals What Drove Him to Filmmaking, in Variety, 19 novembre 2015. URL consultato il 29 giugno 2017.
  4. ^ a b (EN) Articolo, in UNSWorld, 2007, p. 15.
  5. ^ (EN) Byron Kennedy, 33, producer of film 'The Road Warrior', in The New York Times, The New York Times Company, 20 luglio 1983.
  6. ^ a b c (EN) Albert Moran e Errol Vieth, The A to Z of Australian and New Zealand Cinema, Lanham, Maryland, Scarecrow Press, 2009, p. 174.
  7. ^ (EN) Geoff Stanton, Articolo, in Film Ink Magazine, novembre 2008, p. 60.
  8. ^ a b c d (EN) Eric Gutierrez, A Pig and a Bloke: George Miller roared into the Apocalypse with 'Mad Max.' Now he's shepherding the gentle 'Babe.' But the films' heroes, he says, are actually brothers under the skin., in Los Angeles Times, 24 marzo 1996. URL consultato il 30 giugno 2017.
  9. ^ Paolo Mereghetti, Interceptor, di George Miller (1979), in Dizionario del Cinema.
  10. ^ (EN) Richard Scheib, Mad Max 2 aka The Road Warrior, su Moria, 1990. URL consultato il 24 maggio 2010.
  11. ^ Lorenzo Fantoni, L'eredità di Mad Max: come la saga di Miller ha cambiato la cultura pop, su movieplayer.it, 15 maggio 2015. URL consultato il 20 febbraio 2015.
  12. ^ (EN) Vincent Canby, 'Twilight Zone' is Adapted to the Big Screen, in The New York Times, The New York Times Company, 24 giugno 1983. URL consultato il 10 maggio 2015.
  13. ^ (EN) Allen Barra, “Nostalgic for the apocalypse”: George Miller’s long, strange trip to “Mad Max: Fury Road”, su Salon, 14 maggio 2015. URL consultato il 14 maggio 2015.
  14. ^ (EN) Enough Rope with Andre Denton - Episode 190: George Miller, Australian Broadcasting Corporation, 20 ottobre 2008. URL consultato il 10 maggio 2015.
  15. ^ (EN) The Witches of Eastwick Movie Reviews, Pictures, su Rotten Tomatoes. URL consultato il 3 ottobre 2011.
  16. ^ a b (EN) Vincent Canby, INTERVIEW : The Spark That Gives 'Oil' Its Heat : Movies: Director George Miller follows his passion and gambles on a long-shot--a medical mystery story., in Los Angeles Times, 30 dicembre 1992. URL consultato il 10 maggio 2015.
  17. ^ (EN) Nick Enright: An Actor's Playwright, Amsterdam, Rodopi, 2008, p. 23.
  18. ^ (EN) Lorenzo's Oil (1991), su Box Office Mojo. URL consultato il 24 settembre 2012.
  19. ^ (EN) Roger Ebert, Lorenzo's Oil, in Chicago Sun-Times. URL consultato il 21 novembre 2010.
  20. ^ (EN) Random Roles: James Cromwell, 8 febbraio 2012. URL consultato il 29 giugno 2017.
  21. ^ (EN) Babe Movie Reviews, Pictures, su Rotten Tomatoes. URL consultato il 31 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2010).
  22. ^ (EN) Babe (1995), su Boxofficemojo.com. URL consultato il 31 maggio 2013.
  23. ^ (EN) The 68th Academy Awards (1996) Nominees and Winners, su oscars.org. URL consultato il 05 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2011).
  24. ^ (EN) Babe: Pig in the City, su Rotten Tomatoes.
  25. ^ (EN) Scott Tobias, The New Cult Canon: Babe: Pig In The City, avclub.com, 19 marzo 2008. URL consultato il 29 giugno 2017.
  26. ^ (EN) The penguin suite, in The Sydney Morning Herald, 2 dicembre 2006.
  27. ^ (EN) Happy Feet (2006), su Box Office Mojo, 2 gennaio 2011.
  28. ^ (EN) Joe Reid, Big Hero 6's Big Oscar Chances, in The Atlantic, 14 novembre 2014. URL consultato il 18 settembre 2015.
    «Warner Brothers is far less pedigreed in this category, only having ever won with Happy Feet in 2006...».
  29. ^ (EN) Mad Max to the Rescue... again, su The Daily Telegraph. URL consultato il 24 ottobre 2009.
  30. ^ a b (EN) Mad Max: Fury Road (2015), su Box Office Mojo. URL consultato il 5 settembre 2015.
  31. ^ (EN) Robert Yaniz Jr., Mad Max: Fury Road Named Best Film of 2015 by Worldwide Critics, su Screen Rant, 2 settembre 2015. URL consultato il 2 marzo 2016.
  32. ^ (EN) Julia Alexander, Mad Max: Fury Road awarded Best Picture by National Board of Review, su Polygon, 1º dicembre 2015. URL consultato il 2 marzo 2016.
  33. ^ (EN) Danny Gallagher, What a lovely day for 'Mad Max: Fury Road' at the Oscars, su CNET, 28 febbraio 2016. URL consultato il 2 marzo 2016.
  34. ^ Andrea Francesco Berni, Oscar 2016: vincono Spotlight e Leonardo DiCaprio, tutti i premi!, su badtaste.it, 29 febbraio 2016. URL consultato il 29 febbraio 2016.
  35. ^ Valentina D'Amico, Cannes 2016: George Miller sarà il presidente della giuria, movieplayer.it, 2 febbraio 2016. URL consultato il 4 marzo 2016.
  36. ^ Gabriele Niola, Cannes 2016: George Miller delude, la sua giuria premia il passato del cinema, su badtaste.it, 22 maggio 2016. URL consultato il 29 giugno 2017.
  37. ^ a b (EN) Charolette Forester, Director George Miller reveals plans to add another two action-packed films to the iconic franchise., in The Daily Mail, 28 aprile 2017. URL consultato il 9 maggio 2017.
  38. ^ (EN) G. Cooper, Mad Max: Fury Road' has 2 finished sequel scripts already, su Cnet reviews, 26 aprile 2017. URL consultato l'8 maggio 2017.
    «There are no dates yet, but director George Miller is ready to head out to The Wasteland to revisit the 2015 blockbuster hit.».
  39. ^ (EN) Conversations with Carl Sagan, 2006, p. 89.
  40. ^ (EN) George Miller Talks His Version of CONTACT; Likens It to INTERSTELLAR, collider.com, 8 maggio 2015. URL consultato l'8 maggio 2015.
  41. ^ a b c (EN) Michael Cieply, A Film’s Superheroes Face Threat of Strike, in The New York Times, The New York Times Company, 1º gennaio 2008. URL consultato il 15 marzo 2008.
  42. ^ (EN) Holy Double Take, Batman! Here Comes a New Caped Crusader, 25 settembre 2008. URL consultato il 1º novembre 2008.
  43. ^ D.J. Cotrona ricorda il defunto Justice League: Mortal, cinema.everyeye.it. URL consultato il 3 settembre 2015.
  44. ^ Beatrice Pagan, George Miller non sarà il regista del sequel del film "L'uomo d'acciaio", movieplayer.it, 1º ottobre 2015. URL consultato il 1º marzo 2016.
  45. ^ (EN) George Miller Reportedly Directing Man of Steel, comicbook.com.
  46. ^ (EN) George Miller's New Script, in The Australian Financial Review, Fairfax Media, 25 novembre 2011. URL consultato l'8 maggio 2015.
  47. ^ a b (EN) Karl Quinn, Happy feet no longer tapping as animation studio sells up, in The Sydney Morning Herald, 31 maggio 2013. URL consultato il 21 marzo 2014.
  48. ^ (EN) Brendan Swift, Dr D Studios future clouded after staff departures, restructure, in If Magazine, The Intermedia Group, 24 novembre 2011. URL consultato l'8 maggio 2015.
  49. ^ a b (EN) Curious George, in The Australian Financial Review, maggio 2007, pp. 26-38. URL consultato il 9 maggio 2015.
  50. ^ (EN) Augusta Miller looks at animal cruelty from a fresh new angle, in new film The Animal Condition, in The Sunday Telegraph, 10 settembre 2016. URL consultato il 1º luglio 2017.
  51. ^ (EN) ‘Mad Max: Fury Road’: Stop the Presses! A Woman Edits an Action Film, in The Huffington Post, 19 maggio 2015. URL consultato il 1º giugno 2017.
  52. ^ (EN) AFI-AACTA Patron: Dr. George Miller, Australian Film Institute. URL consultato il 1º luglio 2017.
  53. ^ (EN) George Miller to be honoured at Brisbane Film Festival, su mysunshinecoast.com.au, 1º gennaio 2006. URL consultato il 1º luglio 2017.
  54. ^ (EN) Our Organisation, Sydney Film Festival. URL consultato il 1º luglio 2017.
  55. ^ a b (EN) It's an Honor! George Miller, itsanhonour.gov.au. URL consultato il 29 giugno 2017.
  56. ^ (EN) Michael Gadd, George Miller gets Masters, su AAP, 17 aprile 2007. (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2007).
  57. ^ (EN) Miller receives VES award – Inside Film: Film and Television Industry News and Issues for Australian Content Creators, if.com.au. URL consultato il 30 giugno 2011.
  58. ^ (EN) ‘Mad Max’ Director George Miller On Being Seduced by Storytelling in ‘The Director’s Chair’, su indiewire.com, 31 agosto 2015. URL consultato il 29 giugno 2017.
  59. ^ (EN) Do Kids' Movies Need More Quality Control?, NPR, 8 dicembre 2006. URL consultato il 9 maggio 2015.
  60. ^ (EN) George Miller Says He Approached 'Happy Feet 2' With The Same Respect As Classic Fairy Tales, blogs.indiewire.com, 16 novembre 2011. URL consultato il 9 maggio 2015.
  61. ^ (EN) Happy Feet Two Director George Miller Talks About Getting The Cast Together, cinemablend.com, 19 novembre 2011. URL consultato il 9 maggio 2015.
  62. ^ Mad Max, su Enciclopedia del cinema Treccani, 24 aprile 2015.
  63. ^ (EN) Scott Foundas, International Man of Myths, in LA Weekly, 23 novembre 2006.

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Controllo di autorità VIAF: (EN17273086 · LCCN: (ENno88004808 · ISNI: (EN0000 0001 1689 9952 · GND: (DE122616367 · BNF: (FRcb12217511q (data)