L'urlo dell'odio

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L'urlo dell'odio
Urlodellodio-1997.jpg
Alec Baldwin e Anthony Hopkins in una scena del film
Titolo originaleThe Edge
Paese di produzioneUSA
Anno1997
Durata117 min
Rapporto2,35 : 1
Generedrammatico, thriller, avventura, azione
RegiaLee Tamahori
SceneggiaturaDavid Mamet
ProduttoreArt Linson
Produttore esecutivoLloyd Phillips
FotografiaDonald McAlpine
MontaggioNeil Travis
MusicheJerry Goldsmith
ScenografiaWolf Kroeger
CostumiJulie Weiss
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'urlo dell'odio (The Edge) è un film del 1997 diretto da Lee Tamahori.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Charles Morse è un maturo miliardario che si trova in Alaska con la bella modella, e sua giovane moglie, Mickey, il fotografo Robert (Bob) Green, l'assistente Stephen e l'intera troupe per un servizio fotografico.

Qui Robert vede una vecchia fotografia di un capo indiano locale, amico di Styles, il proprietario della baita dove alloggiano, e decide di cercarlo per fotografarlo. Appreso dall'amico il luogo ove vive l'indiano, Robert decide di andarlo a cercare e propone a Charles, che accetta, di andare con lui e Stephen. Così Robert s'imbarca su un idrovolante insieme a Charles, Stephen e il pilota. Durante il viaggio, però, l'aeroplano incappa in uno stormo di uccelli che ne danneggiano l'elica, facendolo precipitare in un lago. Il pilota muore annegato, mentre i tre passeggeri si salvano, ma si trovano sperduti tra le montagne. Le cognizioni teoriche di sopravvivenza di Charles e, soprattutto, il suo spirito riflessivo, sono fondamentali per organizzare una strategia di salvezza. Infatti, le complicazioni non mancano; tra queste, la principale è rappresentata dall'imponente orso kodiak che bracca i tre. Dopo alcuni tentativi di fuga dall'animale, il vulnerabile Stephen ne viene sbranato, cosicché Robert e Charles, disperati, decidono di affrontarlo in una vera e propria lotta per la vita, riuscendo dopo strenui tentativi a ucciderlo con delle rudimentali lance di legno.

Ormai liberi, Charles e Bob arrivano a una casetta abbandonata lungo un fiume, dove trovano un fucile, scorte mediche ed alcool. Bob imbraccia il fucile e comincia a bere, mentre Charles scopre - attraverso un foglietto qui misteriosamente rinvenuto - che la moglie lo tradisce col fotografo. Bob, intuito che il miliardario conosce ormai la verità, carica l'arma e obbliga l'altro a uscire all'aperto per ucciderlo, ma finisce in una trappola per orsi, impalandosi una gamba. Charles lo aiuta comunque, anche se le condizioni di Bob sono critiche. Su di una canoa, i due percorrono il fiume, ma le condizioni di Bob si aggravano sempre di più. Quando, infine, il fotografo si scusa sinceramente per quanto ha fatto, passa un elicottero, del quale Charles riesce ad attirare l'attenzione sventolando la giacca e mettendo sul fuoco il ramo di una pianta resinosa, che fa molto fumo. Poi si gira, raggiante, verso Bob, ma questi giace riverso, ormai privo vita.

Charles torna alla baita, trovandola piena di giornalisti. Consegna a sua moglie l'orologio di Bob, sulla piastra del quale c'è l'incisione che si riferisce alla loro relazione segreta e lei piange apprendendo che il marito sa del suo tradimento. Al miliardario viene chiesto da una giornalista come i due compagni di sventura sono morti, al che lui risponde "salvando la mia vita".

Riferimenti in altri media[modifica | modifica wikitesto]

È tra i film citati in What Just Happened? Storie amare dal fronte di Hollywood, scritto dallo stesso produttore Art Linson, in cui vengono narrati alcuni retroscena della preproduzione.

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