Otto Preminger

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Otto Preminger

Otto Preminger (Vyžnycja, 5 dicembre 1905New York, 23 aprile 1986) è stato un attore e regista austriaco.

Dotato di uno stile crudo e visionario, Otto Preminger è stato uno dei registi più originali e innovatori del suo tempo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di origini ebraiche, inizia la carriera artistica come attore in Germania, sotto la guida di Max Reinhardt, prima di passare alla regia. Nel 1929 diventa direttore del Teatro della Josefstadt e nel 1931 realizza il suo primo film Il grande amore.

Nel 1934 Joseph Schenck, allora il presidente della 20th Century Fox, arrivato in Europa in cerca di nuovi talenti, lo invita a Hollywood. Preminger accetta l'invito di Schenck e si imbarca il 26 ottobre del 1935[1].

A Hollywood, Preminger debutta come regista di Schiavo della tua malia nel 1936 e come attore nel 1942 in The Pied Piper di Irving Pichel, per la 20th Century Fox. Quando recita, per via del suo marcato accento tedesco, gli vengono spesso affidati i ruoli di spia o di ufficiale nazista, nonostante le origini ebraiche.

Parallelamente, Preminger continua la sua attività teatrale a Broadway come regista dal 1935 al 1940 e presso la scuola drammatica dell'Università di Yale.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale inizia la sua fortunata carriera registica a Hollywood; dopo aver lavorato come assistente per diversi cineasti, esordisce dietro la macchina da presa all'età di 38 anni con il film Vertigine (1944), un noir in cui c'è una forte vena di crudeltà, che suscitò dissapori all'uscita, ottenendo al contempo un grande successo.

Dopo le polemiche dell'esordio si dedica ad alcune pellicole di carattere più commerciale come Bellezze rivali (1945) e Ambra (1946) e La signora in ermellino (1948), lasciato incompiuto da Ernst Lubitsch, scomparso durante le riprese il 30 novembre 1947.

Gli anni cinquanta si aprono con i suoi capolavori: Seduzione mortale (1952), con un superbo Robert Mitchum e La vergine sotto il tetto (1953), con il duetto grandioso tra William Holden e David Niven, rappresentando, quest'ultimo, il primo affaccio del regista al mondo del cinema indipendente.

Tornato alla Fox, seguono Carmen Jones (1954), in cui Preminger delinea delle donne seducenti e pericolose suscitando vaste polemiche; nello stesso anno dirige Marilyn Monroe in La magnifica preda (1954), accolto favorevolmente dalla critica e dal pubblico. Nel 1953 partecipa come interprete al film di Billy Wilder Stalag 17 - L'inferno dei vivi in cui impersona magistralmente il colonnello Von Scherbach, dispotico comandante del campo di prigionia tedesco.

Nel (1955), Preminger torna al cinema indipendente per produrre L'uomo dal braccio d'oro, con Frank Sinatra e Kim Novak, sulla tossicodipendenza dalle droghe e produrrà da sé, in seguito, anche Anatomia di un omicidio (1959), con James Stewart e Ben Gazzara su un caso di omicidio e Exodus (1960), con Paul Newman e Eva Marie Saint, sulla creazione dello stato di Israele.

Dopo una breve parentesi in Europa, dove lavora al film Buongiorno tristezza (1957), con un eccellente Walter Chiari, il regista continua il suo periodo proficuo con Tempesta su Washington (1962), con Charles Laughton, Peter Lawford, Henry Fonda e James Stewart, Il cardinale (1963), con Raf Vallone, Romy Schneider e John Huston.

Ultimo suo grande successo è Prima vittoria (1965), con Kirk Douglas, Henry Fonda e John Wayne. Dirige altri film, ma non ottiene grandi consensi e non suscita clamore; la sua ultima opera è Il fattore umano (1979), tratto da un romanzo di Graham Greene.

Muore di Alzheimer il 23 aprile 1986, all'età di 81 anni.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Édouard Waintrop, « Preminger avant Laura », Libération, 2 agosto 2012

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Guidorizzi, Hollywood 1930/1959 Mazziana Verona 1989

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