Spiriti nelle tenebre

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Spiriti nelle tenebre
Spiriti nelle tenebre.png
Una scena del film
Titolo originaleThe Ghost and the Darkness
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1996
Durata109 min
Genereavventura, drammatico
RegiaStephen Hopkins
Soggettodal romanzo di John Henry Patterson
SceneggiaturaStephen Hopkins, William Goldman
ProduttorePaul Radin, Gale Anne Hurd, A. Kitman Ho
FotografiaVilmos Zsigmond
MontaggioSally Menke, Robert Brown Jr., Steve Mirkovich, Roger Bondelli
Effetti specialiStan Wingston
MusicheJerry Goldsmith
ScenografiaStuart Wurtzel
CostumiEllen Mirojnick
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Spiriti nelle tenebre (The Ghost and the Darkness, 1996) è un film di Stephen Hopkins, tratto dal libro del colonnello John Henry Patterson, basato a sua volta sull'episodio realmente accaduto dei Mangiatori di uomini dello Tsavo.

Nel 1898, durante i lavori per la costruzione di un ponte sul fiume Tsavo per la Uganda Railway, due leoni maschi attaccarono ripetutamente gli operai.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1898, il colonnello Patterson, ufficiale e ingegnere, viene incaricato dalle autorità coloniali britanniche di costruire un ponte sul fiume Tsavo, in Kenya. Patterson decide infine di partire, sperando di finire il progetto prima che suo figlio nasca. Giunto a destinazione, trova gli operai africani e indiani intenti a lavorare per la costruzione del ponte. Qui Patterson fa la conoscenza del capo indigeno Samuel, il reverendo Starvin e il dottore dell'ospedale. A differenza degli altri il dottore considera la costruzione del ponte ferroviario una cosa inutile che servirà soltanto a spedire meglio i prodotti illegali per i ricchi. Avvertendo infine Patterson che i lavoro sono rallentati a causa di un leone che sta cacciando in zona. Patterson promette di occuparsi all'istante della minaccia. E così fa. La notte stessa salendo su un albero, usando un esca, attira il leone che infine riesce a uccidere con un singolo colpo di pistola. La mattina seguente Patterson viene acclamato come un eroe da tutti gli indigeni che lo considerano un eroe. Samuel dona un ciondolo fatto con gli artigli del leone ucciso a Patterson come simbolo di coraggio. Tornato ai lavori di costruzione del ponte, il vento tira improvvisamente. Mayn un amico indiano rimasto vicino a Patterson, osservando l'erba alta della savana che si muove, percepisce qualcosa di insolito, notando che qualcosa è nascosto e che li sta osservando. I lavoro proseguono più facilmente ora e tutti esultano per la riuscita del progetto guidato da Patterson. In quel mentre, qualcosa si avvicina osservando l'accampamento. Quella stessa notte, Mayn viene trascinato fuori dalla sua tenda da un leone per poi essere ucciso brutalmente fra i cespugli secchi poco distante. Patterson trova il suo cadavere l'indomani divorato dai corvi. Recuperato il corpo, Il dottore, studiando i resti del cadavere, spiega con shock che il leone ha strappato la pelle a Mayn per poterne bere il sangue, per poi divorarlo incominciando dai piedi. Il dottore ammette che una cosa del genere non è normale nei leoni. Mayn soprattutto era conosciuto per avere ucciso a mani nude un leone da solo. Il terrore ritorna a dilagare. Paterson si rimette infine a pattugliare il campo per poter cogliere il leone e ucciderlo, ma la notte sembra essere rimsta tranquilla. Il mattino seguente Patterson scopre sopreso che il leone ha ucciso un altro uomo nella zona nord del campo. Patterson resta confuso per tale cosa, poiché è passato solo un giorno dal primo attacco ed è impossibile che il leone abbia già fame. Samuel consiglia di tagliare cespugli secchi e spinati da mettere intorno alle tende per difendersi, e accendere fuochi di notte, ritenendolo che con questa difesa i leone non attaccheranno. Passata una settimana, il leone ritorna ad attaccare. Stavolta in piena mattina, uccidendo e sbranando due uomini. Patterson insieme con Starvin e Samule cercano infine di sparare al leone intento a divorare i resti della sua vittima, quando in suo soccorso sopraggiunge un altro leone che con un balzo ferisce di striscio Patterson a una spalla, ma uccide Sarvin squarciandogli la gola. I due fratelli leoni scappano infine nella vegetazione. Patterson rimane stupito che i leoni fossero due, poiché essi non avevano mai cacciato insieme prima di allora. Samuel ritiene infine che i due leoni che hanno di fronte non siano animali comuni. Le leggende li vedono come spiriti maligni della notte o anime di stregoni morti tornati in forma di animale per portare paura e morte. Ma Samuel comprende solo che i due leoni sono portatori di malvagità. Gli operai sono terrorizzati e vogliono infine abbandonare il cantiere. Solo la determinazione di Patterson li convince a restare. Gli attacchi dei due leoni non si fermano continuando a mietere svariate vittime ogni giorno arrivando a una quarantina. Fattasi disperata la situazione Patterson viene affiancato da un esperto cacciatore statunitense Remington, grande amico di Samuel con una squadra di cacciatori Masai. Samuel spiega che Remington ha perso tutta la sua famiglia nella guerra civile e che l'Africa è la sua sola casa. La spedizione per accerchiare e uccidere i due leoni, fallisce. In risposta alla sfida dei cacciatori, i leoni compiono incursioni nell'accampamento ancora più ardite: il numero delle vittime si impenna, e gli operai abbandonano il cantiere.
Solo una decina di uomini, tra cui i due cacciatori, decide di restare all'avamposto: insieme con Remington e il proprio aiutante Samuel, Patterson continua a cacciare i due leoni. Seguendone le tracce, scoprono una caverna usata come tana dalle belve, in cui sono accatastati decine di scheletri umani, forse un centinaio. La notte dopo, Patterson propone di utilizzare una nuova trappola, un machan di origine indiana, in modo da attirare i leoni sotto il tiro di Remington, che riesce così a eliminare il primo leone, ma, la notte successiva, viene ucciso a sua volta dal leone superstite. Patterson, accecato dalla rabbia, riesce infine, con l'aiuto di Samuel, ad abbattere l'ultimo leone, convincendo così gli operai a ritornare per concludere la costruzione del ponte.

Licenze del film[modifica | modifica wikitesto]

La sceneggiatura del film si discosta in diversi punti dal racconto originale di Patterson. In particolare, viene introdotto il personaggio immaginario di Remington (Michael Douglas), a cui si attribuisce anche l'uccisione del primo leone (mentre nella realtà fu Patterson a ucciderli entrambi).
Inoltre, nel film non viene mantenuto il fatto, insolito, che i mangiatori di uomini dello Tsavo erano maschi privi di criniera. Altri elementi del racconto sono stati romanzati a fini scenici.

Realizzazione del film[modifica | modifica wikitesto]

Per motivi fiscali, il film fu girato principalmente in Sudafrica, nella riserva di Songimwelo. Per le scene in cui appaiono i leoni furono impiegati soprattutto due maschi dello zoo di Bowmanwille (Ontario), "Caesar" e "Bongo". Altri quattro leoni provenivano da zoo in Francia e negli Stati Uniti.

Molti attori che interpretano gli operai sono di origine sudafricana. Fanno eccezione il gruppo di cacciatori al seguito di Remington, interpretati da veri Masai.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha vinto il Premio Oscar per il miglior montaggio sonoro.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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