Janet Jackson

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Janet Jackson
Janet durante il tour Number Ones nel 2011
Janet durante il tour Number Ones nel 2011
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Adult contemporary music[1]
Dance pop[1]
Pop[1]
Contemporary R&B[1]
Periodo di attività 1982 – in attività
Album pubblicati 13
Studio 10
Live 1
Raccolte 3

Janet Damita Jo Jackson (Gary, 16 maggio 1966) è una cantautrice, attrice e ballerina statunitense di musica pop, R&B e hip hop. È meglio conosciuta come Janet Jackson o, dal 1993, più semplicemente come Janet.

Ha venduto più di 140 milioni di copie tra dischi e singoli[2][3] e Billboard Magazine l'ha proclamata la nona artista di maggior successo nella storia della musica leggera. Nel 2006 il Guinness Book of World Records l'ha proclamata il personaggio più cercato su internet della storia.

Nel 2008, Billboard.com, il sito della classifica ufficiale di dischi statunitense, in occasione del 50º anniversario della nascita di tale classifica, ha stilato alcune liste con gli artisti e le canzoni di maggior successo nella storia della musica degli States; Janet compare in ben 3 di queste liste. È infatti la settima artista di maggior successo a livello di singoli[4] (tale elenco è capitanato dai Beatles), la settima artista con il maggior numero di settimane spese alla prima posizione nella classifica dei singoli[5] (questo elenco è capitanato da Mariah Carey) e infine la settima artista con il maggior numero di prime posizioni nella classifica dei singoli[6], 10 (tale lista è guidata dai Beatles).

Oltre a questi riconoscimenti commerciali, ha vinto nel corso della sua carriera cinque Grammy Awards per la sua musica, ed è stata nominata nel 1994 all'Oscar come autrice di Again, nella categoria "Miglior canzone composta per un film"[7].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Janet nasce il 16 maggio 1966 a Gary, nello Stato dell'Indiana. È la più piccola dei 9 figli di Joseph e Katherine: Rebbie (1950), Jackie (1951), Tito (1953), Jermaine (1954), La Toya (1956), Marlon (1957), Michael (1958-2009), Randy (1961) e Janet (lei) (1966).

Janet conobbe la musica sin dalla più tenera età: è infatti sorella minore della celebre pop-star Michael Jackson e degli altri componenti del gruppo Jackson Five, poi rinominatosi The Jacksons, formato dai fratelli Jackson. Janet poté respirare così, sin da bambina, un'atmosfera di diffuso amore per la musica e la professionalità.

Muove i primi passi nel mondo dello spettacolo in televisione recitando nei telefilm "Good Times" e "Diff'rent Strokes" (telefilm noto in Italia con il nome di "Il mio amico Arnold"), in cui Janet recita nel ruolo della fidanzata di Willis, e dove ha modo di cimentarsi anche come cantante interpretando insieme agli altri attori della serie Todd Bridges e Dana Plato il brano "Ebony and Ivory" (di Paul McCartney e Stevie Wonder) ed ottiene una parte nel telefilm statunitense di grande successo Saranno famosi, per la stagione televisiva 1984/1985.

Sotto l'egida del padre produce due album, Janet Jackson (1982) e Dream Street (1984) che la vedono però esclusa dal processo creativo: saranno prove deludenti e non riscuotono alcun interesse presso il grande pubblico. Nel 1986 Janet, ventenne, decide di scrivere da sola le canzoni per il suo successivo album, in collaborazione con Jimmy Jam & Terry Lewis, che diventeranno i suoi collaboratori fidati per altri vent'anni. Esce quindi Control che avrà un inatteso e vastissimo successo di pubblico negli States: oltre 5 milioni di copie vendute e 5 singoli in top 10.

È l'inizio di una carriera discografica tra le più luminose: Janet si imporrà anche all'estero e produrrà assieme a Jam & Lewis album di grande successo in tutto il mondo, come Rhythm Nation 1814 (1989), janet. (1993), The velvet rope (1997) e All for You (2001). Inoltre Janet partecipa a tour mondiali per i cinque continenti, facendo spesso il tutto esaurito. Nel 2004, in seguito all'incidente avvenuto al Superbowl dello stesso anno, il suo nuovo lavoro, Damita Jo, per la prima volta nella sua carriera dai tempi di Control, è accolto tiepidamente dal pubblico. Anche 20 Y.O., uscito nel 2006 per celebrare i 20 anni di carriera, arrivò al 2º posto della classifica Billboard senza riscuotere però grande successo.

Nel 2008 Janet pubblica un nuovo album di inediti, Discipline che esordisce al primo posto negli Stati Uniti: è la prima volta che Jam & Lewis non sono stati suoi collaboratori. Janet ha detto che voleva dare una nuova svolta al suo sound, ma non ha escluso che in futuro il "gruppo" si sarebbe riunito. E così è stato, nel 2015, con l'album Unbreakable che esordisce al primo posto ed è accolto da critiche positive.

Janet si è anche cimentata come attrice con tre film: Poetic Justice del '93, La famiglia del professore matto del 2000 e Why did I get married del 2007. Benché Janet abbia più volte espresso il suo amore per la recitazione, ha più volte sottolineato come la sua più grande passione fosse la musica, di qui le sue poche apparizioni al cinema.

Per quanto riguarda la sfera privata, Janet è stata sposata tre volte. La prima volta si è unita in matrimonio con il musicista James DeBarge, all'età di 18 anni. L'unione durò meno di un anno e il matrimonio venne annullato. La seconda volta l'artista si sposò con il produttore musicale René Elizondo, dal quale si separò nel 1999. Janet aveva talmente tenuta segreta la cosa, che i media vennero a sapere dell'unione dei due solo quando venne diffusa la notizia della separazione[senza fonte]. Dal 2012 è sposata col milionario Wissam Al Mana.

Carriera discografica[modifica | modifica wikitesto]

1982-1985: I primi passi nel mondo della musica[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi degli anni ottanta, spinta dal padre, Janet firmò un contratto discografico con la A&M Records e pubblicò i suoi primi due album, Janet Jackson (1982) e Dream Street (1984). Entrambi i lavori furono dei grandi insuccessi di pubblico e non destarono il minimo interesse della critica. Janet non partecipò in nessun modo al processo creativo dei due dischi, prendendo parte alla lavorazione esclusivamente come interprete.

I due lavori vedono la giovanissima Jackson (sedicenne alla pubblicazione del suo primo album) completamente in balia del padre. È per questo motivo che la stessa Janet considera il vero e proprio inizio della sua carriera di musicista l'album Control del 1986, che la vide assolutamente indipendente dal padre e pienamente coinvolta nel processo creativo/artistico del disco.

1986-1991: L'indipendenza artistica ed il successo internazionale con Control e Rhythm Nation[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1986 appare Control che ebbe un successo clamoroso negli Stati Uniti, vendendo più di 7 milioni di copie in patria. L'album rappresenta l'indipendenza di Janet dall'egida del padre.

L'artista, allora ventenne, volò a Minneapolis e cominciò a scrivere le canzoni di Control assieme a Jimmy Jam e Terry Lewis: è l'inizio di un lunghissimo sodalizio, che darà origine a tutti gli album della cantante per un ventennio, fino a 20 Y.O. del 2006. L'album è incentrato sul desiderio di indipendenza di Janet, e presenta un freschissimo sound dance-pop.

Le critiche furono molto favorevoli e il lavoro ricevette una nomination ai Grammy Award dell'87 come Miglior album dell'anno. La Rock and Roll Hall of Fame ha inserito il disco tra i 200 più importanti di ogni tempo, inserendolo alla posizione numero 87.[8] Secondo Richard J. Ripani, professore di musicologia alla Memphis University, il disco fu uno dei primi dischi di successo a dare un impulso decisivo alla diffusione dello new jack swing ovvero a quel genere musicale che mescola R&B, jazz, funk e soul, che a sua volta determinerà la nascita del genere musicale noto come R&B moderno o col nome inglese più conosciuto di contemporary R&B di cui la stessa Janet è una delle esponenti più importanti, nonché una delle fondatrici.[9]

Dal disco furono estratti sei singoli (cinque dei quali finirono nella classifica dei primi 10 USA), tra cui la ballad When I Think of You, che finì al primo posto della classifica statunitense dei singoli, il primo per Janet. Tre anni dopo venne pubblicato Janet Jackson: Rhythm Nation 1814, solitamente ricordato come Rhythm Nation 1814 o più semplicemente come RN 1814. L'album ebbe ancora maggior successo del precedente e consacrò Janet come artista internazionale: il Rhythm Nation World Tour cominciato nel 1990, è il tour di debutto di un'artista femminile di maggior successo nella storia della musica.

L'album rappresenta una svolta significativa nella carriera dell'artista: oltre ai pezzi più leggeri sulle relazioni amorose (vedi Love will never do without you), già presenti in Control, RN1814 ospita pezzi di interesse sociale, come la title track Rhythm Nation, dedicato al superamento del razzismo tra bianchi e neri, problema all'epoca ancora molto sentito negli Stati Uniti. La ballad Living in a world they did'nt make è invece dedicata alle difficoltà che incontrano i bambini dei quartieri poveri nel trovare un posto all'interno della società. The knowledge invece parla dell'importanza dell'istruzione scolastica per le classi sociali subalterne per poter migliorare il loro stile di vita. Il titolo dell'album fa proprio riferimento al diritto all'istruzione per le donne, che avvenne appunto negli Stati Uniti nel 1814. Inoltre sempre nel 1814, venne composto l'inno nazionale statunitense The Star Spangled Banner; il riferimento all'inno è un suggerimento di come la musica, in questo caso identificata con l'inno nazionale, sia "sovranazionale" e possa superare i confini etnici.

Dall'album vennero estratti 7 singoli, che finirono tutti e sette fra le prime cinque posizioni negli States (4 dei quali andarono al primo posto): per questo motivo Janet stabilì un record, ovvero il maggior numero di singoli estratti da uno stesso album finiti in top 5 nella classifica statunitense dei singoli. L'album vendette circa 12 milioni di copie nel mondo (otto dei quali in patria)[senza fonte]. RN1814 fece storia, in quanto all'epoca era alquanto inusuale che un album di musica tendenzialmente commerciale si occupasse di tematiche sociali. Rolling Stone ha inserito il disco tra i "500 migliori album di tutti i tempi", alla posizione 275.

Assieme all'album venne pubblicato un mediometraggio ispirato al disco e pubblicato in videocassetta, Rhythm Nation 1814 Film, prodotto da Janet Jackson, Dominic Sena, René Elizondo jr. e Vance Lorenzini. Il film, girato prevalentemente in bianco e nero, è costruito utilizzando come colonna sonora quattro brani dell'album e narra di due ragazzini, uno bianco e uno di colore, che per vivere fanno i lustrascarpe e aspirano a essere musicisti. Uno dei due ragazzini diventa vittima della droga e muore ucciso da uno spacciatore, lasciando solo e disperato l'amico.

Il film vinse il grammy award come Best longform music video (Miglior filmato musicale di lunga durata) nel 1990.

1992-1999: La grande stagione degli anni Novanta con janet. e The Velvet Rope[modifica | modifica wikitesto]

Una volta assolto il contratto con la A&M, nel 1992, Janet firma un contratto discografico con la Virgin records. Nel maggio dello stesso anno Janet pubblica il singolo The Best Things in Life Are Free, un duetto con Luther Vandross. Il brano, che fa parte della colonna sonora del film Mo' Money, riscosse un buon successo. Nel maggio del 1993, Janet pubblica il suo 5º album di inediti, janet.. Il lavoro ottiene un successo strepitoso e diventa il più grande successo discografico dell'intera carriera di Janet: venderà un totale di circa 13 milioni di dischi e raggiungerà la prima posizione in 22 paesi (tra cui Stati Uniti d'America, Gran Bretagna e Australia).

La Rock and Roll Hall of Fame posizionò il lavoro alla posizione numero 151 dei 200 album più importanti di ogni tempo.[8] Il primo singolo, That's the Way Love Goes raggiunse la vetta della classifica statunitense dei singoli e vi rimane per ben otto settimane. Il brano vinse anche, nel 1994, il Grammy Award, come "Miglior brano R'n'B".

Dall'album verranno estratti un totale di sette singoli, tutti entrati nella top 10 americana, tra cui If e Again. Quest'ultima, una dolce ballad, fu anche al primo posto e divenne presto una delle canzoni più amate dai fan di Janet: il brano venne inoltre nominato agli Oscar come Miglior canzone scritta per un film (Janet perse in favore di Streets of Philadelphia di Bruce Springsteen, scritta per il film Philadelphia); Again fu infatti il brano portante di Poetic Justice, film uscito nell'estate del 1993 e diretto da John Singleton, dove Janet fece il suo debutto sul grande schermo. Il rapper e attore Tupac Shakur creò involontariamente un caso quando si rifiutò di fare il test sull'AIDS, ritenuto un prerequisito per una scena d'amore nel film con Janet. Shakur sostenne che altri uomini avevano girato scene di quel tipo con Janet sul palco prima di lui, senza aver fatto il test, per cui non ne vedeva la necessità. Tuttavia, Janet se la prese e non gli parlò più subito dopo la fine delle registrazioni. Shakur si scusò più tardi con lei.

La cantante durante il Janet World Tour nel 1995.

Verso la fine del 1993 Janet apparve sulla più importante rivista musicale americana, Rolling Stone: la donna era immortalata dalla vita in su, senza indossare nulla oltre ai jeans di cui si intravede l'orlo, con i seni coperti da due mani maschili provenienti da dietro la schiena. Questo numero della rivista divenne uno dei più venduti di sempre e lo scatto venne giudicato come uno dei più belli mai realizzati per la rivista. Janet spiegò in seguito che le mani che le coprivano il seno erano quelle dell'allora marito Renèè Elizondo. Nel novembre del 1993 Janet diede il via al suo janet Tour, che fu un successo mondiale, registrando il tutto esaurito pressoché ovunque: Janet si esibì in più di venti nazioni su quattro continenti. Il tour durò un anno e mezzo, terminando nell'aprile del 1995.

Nel marzo del 1995, al di fuori degli Stati Uniti d'America, venne pubblicata una raccolta di canzoni da janet., in versione remixata, dal titolo janet. Remixed. La raccolta però non destò grande interesse, eccezion fatta per il Regno Unito, dove il lavoro ricevette un disco d'oro. Nel maggio dello stesso anno apparve il singolo Scream, un duetto tra Michael e Janet Jackson: il brano ebbe subito un grandissimo successo ed il videoclip divenne il video più costoso di tutti i tempi. Ad ottobre del 1995, uscì la prima raccolta di successi di Janet, Design of a decade 1986/1996; la raccolta contiene due inediti, Runaway e Twenty Foreplay. Il primo divenne una hit negli States.

Verso la fine del 1997, venne pubblicato il 7º album della cantante, The Velvet Rope che ricevette critiche entusiaste (soprattutto in Europa) e venne riconosciuto come il capolavoro artistico di Janet. Rolling Stone inserì il disco tra i "500 migliori album di ogni tempo". L'album ebbe un buon successo negli States, ma non grande come quello dei suoi album precedenti. In Europa invece il lavoro fu accolto più calorosamente. Sei singoli furono estratti dal disco, tra cui Together Again e Got 'till it's gone, un duetto con Q-Tip, che vede un campionamento di Big Yellow Taxi di Joni Mitchell. Together Again divenne il singolo di maggior successo dell'intera carriera di Janet, vendendo più di 5 milioni di copie.

Fu proprio dalla pubblicazione di questo lavoro che l'artista scelse di mutare il suo nome d'arte in Janet, eliminando il Jackson: da allora in poi sui suoi dischi il cognome non apparirà più. Musicalmente il disco si muove sempre all'interno della musica black ormai cara alla cantante, ma questa volta la direzione stilistica presa è generalmente più radicale e sperimentale che in passato. Inoltre una diffusa atmosfera di eleganza pervade buona parte del disco. In alcuni brani Janet sperimenta campi proprio dell'hip-hop, adattandoli al suo stile.

Tematicamente il disco tocca vari argomenti: dall'esplorazione di vari tipi di sessualità (Rope burn, oppure la reinterpretazione di Rod Stewart Tonight's the Night su un triangolo amoroso) alla violenza sulle donne (What about) ai pregiudizi sull'omosessualità (Free Xone) per arrivare all'autoanalisi e al superamento di momenti di depressione (You, Special). Nel 1998 l'artista da inizio al Velvet Rope Tour, di grandissimo successo ed allargato a tutti e cinque i continenti. La data dell'11 ottobre 1998, tenuta al Madison Square Garden di New York, venne pubblicata come DVD con il titolo di The Velvet Rope Tour – Live in Concert.

La Jackson si esibisce nel corso del Velvet Rope Tour nel 1998.

Verso la fine degli anni novanta Janet prese parte ad alcuni duetti musicali con altri artisti: nel 1999 incise assieme ad Elton John il brano I know the truth, facente parte della colonna sonora del musical Aida, rivisitazione moderna del capolavoro di Giuseppe Verdi scritto e musicato dallo stesso John e da Tim Rice. Sempre nel 1999 pubblicò assieme al cantante reggae Shaggy il pezzo Luv me, luv me, facente parte della colonna sonora del film How Stella got her groove back.

Ancora, nel 1999, pubblicò assieme ai Blackstreet e alla rapper americana Eve (rapper) il brano Girlfriend/Boyfriend: era la seconda volta che Janet e il gruppo afroamericano collaboravano, in quanto un anno prima la band aveva remixato per il mercato europeo I get lonely della Jackson. Infine, sempre alla fine del decennio, collaborò col rapper statunitense Busta Rhymes per il branoWhat's It Gonna Be?!, che ebbe un grande successo negli Stati Uniti; il video della canzone, ultratecnologico, entrò nella lista dei dieci video più costosi di ogni tempo. Janet ha così due video in questa classifica ed entrambe le presenze sono per collaborazione.

Alla fine del 1999, la prestigiosa rivista nordamerican, Billboard Magazine, specializzata in classifiche musicali e dati di vendita, nominò Janet Jackson come secondo artista musicale di maggior successo degli anni novanta negli Stati Uniti d'America, dietro Mariah Carey.

2000-2003: All for you[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio del 2000 Janet tornò al cinema dopo un'assenza di quasi dieci anni, al fianco di Eddie Murphy nella commedia La famiglia del professore matto. L'artista contribuì alla colonna sonora del film, scrivendo e interpretando il tema principale, Doesn't Really Matter. Il brano ebbe grande successo in tutto il mondo, arrivando al primo posto della classifica statunitense dei singoli. Janet fu così la prima artista ad avere almeno un singolo in cima alla Billboard Hot 100 in tre decenni diversi.

Nel 2001 uscì il suo settimo album di inediti, All for You. L'album esordì al primo posto nella classifica statunitense degli album più venduti ed ebbe un successo internazionale, vendendo più di 8 milioni di copie[senza fonte]. Il singolo di lancio, la title-track All for You fu un grandissimo successo e divenne uno dei singoli più fortunati dell'intera carriera della cantante.

Il brano, che rimase nella prima posizione negli Stati Uniti per sette settimane, stabilì un record: nella prima settimana di programmazione, venne aggiunto al palinsesto di tutte le radio pop, rhythmic e urban degli Stati Uniti. Il secondo singolo, Someone to Call My Lover, fu un altro grande successo. Il terzo ed ultimo estratto fu Son of a gun, un successo molto più moderato. Il brano è un duetto con la vecchia gloria della musica nordamericana Carly Simon. Per la canzone venne creato un remix che vede la partecipazione di Missy Elliot; per il videoclip promozionale venne utilizzata quest'ultima versione, che è dunque cantata a tre voci: Janet, Carly Simon e Missy.

Per supportare l'album. Janet iniziò nel luglio del 2001 l'All for You Tour che nelle intenzioni della cantante doveva essere mondiale, ma in seguito agli attentati terroristici dell'11 settembre, per motivi di sicurezza, le date europee vennero cancellate. Vennero così eseguite solo le date nordamericane e giapponesi, che ebbero un grande successo e registrarono spesso il tutto esaurito. La data conclusiva si svolse alle Hawaii, nell'Aloha Stadium: il concerto venne poi pubblicato su DVD col nome di Janet: Live in Hawaii.

MTV omaggiò Janet, sempre nel 2001, dedicandole una puntata di MTV ICON, un programma musicale dedicato a grandi personaggi della musica, nel quale altri artisti omaggiano il protagonista della serata reinterpretando alcuni suoi successi personali. Quella di Janet fu la prima puntata in assoluto del programma. Infine, nel 2001, Janet ricevette due prestigiosi premi alla carriera: il Billboard Music Award e l'American Music Award. Nel 2002 Janet vinse il suo quinto Grammy Award, nella categoria di Miglior brano dance, con All for you. Sempre nel 2002 l'artista duettò con il cantante reggae Beenie Man nel brano Feel it boy, che non ebbe grande successo.

2004-2005: Il Nipplegate e Damita Jo[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º febbraio 2004, Janet, su invito degli organizzatori del Super Bowl XXXVIII, si esibì durante la pausa della partita; ogni anno infatti, durante la diretta televisiva dell'evento (il programma televisivo più seguito negli Stati Uniti d'America), uno o più artisti musicali si esibiscono durante la pausa, di fronte a decine di milioni di telespettatori. Janet si esibì con due suoi classici, All for you e Rhythm Nation. Subito dopo duettò con Justin Timberlake, cantando la hit di quest'ultimo, Rock Your Body. Alla fine dell'esibizione Justin si avvicinò a Janet e le strappò di dosso la parte destra del corpetto lasciando un seno di Janet nudo in mondovisione per alcuni secondi, subito prima della pausa pubblicitaria.

Lo scandalo, presto ribattezzato dalla stampa statunitense Nipplegate ("Caso del capezzolo") fu immenso: la stampa USA parlò della cosa per mesi e il governo Bush dovette intervenire per sedare le polemiche. Da allora i grandi eventi televisivi statunitensi andarono in onda con alcuni secondi di differita per censurare eventuali comportamenti "scandalosi" da parte degli artisti. Per la prima volta nella storia gli Oscar di quell'anno andarono in onda con 5 secondi di differita. Janet e Justin si scusarono il giorno dopo dicendo che si era trattato di un incidente: in realtà la stampa cominciò subito a malignare sul fatto che in realtà Janet avesse voluto far parlare di sé per pubblicizzare il suo album di prossima pubblicazione, Damita Jo.

Mentre Justin si scuserà in più occasioni dell'accaduto, Janet rifiutò di farlo in seguito alle prime scuse porte il giorno seguente l'evento e sarà sempre riluttante a parlarne. L'establishment dell'industria dello spettacolo nordamericano perdonò velocemente Justin, mentre assunse un atteggiamento ostile nei confronti di Janet. Addirittura l'importante canale musicale MTV rifiutò di teletrasmettere i videoclip della cantante e le radio limitarono la diffusione dei suoi pezzi. Una voce famosa, tra le altre, che si levò a favore di Janet fu quella della cantautrice canadese Alanis Morissette, la quale, durante i Juno Awards del 2004, si presentò con indosso un abito color pelle aderente che all'altezza del pube aveva una vulva finta disegnata e con tono provocatorio esortò gli artisti statunitensi a recarsi nel più tollerante Canada.

Fu in questo clima che l'ottavo album di inediti della cantante, Damita Jo, vide la luce. Le reazioni, sia critiche che commerciali, furono per lo più negative e, dopo 18 anni di grandi successi, l'album si rivelò il primo flop dell'artista. Nel mese di aprile dello stesso anno Janet fu ospite del Saturday Night Live, nel quale si esibì imitando l'allora Segretario di Stato degli Stati Uniti Condoleezza Rice.

Sempre nel 2004, la cantante ricevette due premi molto importanti. Uno, il Radio Music Award, è un premio annuale che le radio statunitensi attribuiscono ai protagonisti delle radio: Janet vinse in qualità di Radio Legend (Leggenda radiofonica); l'altro invece le venne consegnato da MTV Japan (L'MTV giapponese). In quest'ultima occasione Janet ricevette lo Special Inspiration Award (Un premio speciale). Effettivamente il Giappone fu uno dei pochi mercati nei quali Damita Jo non fracassò.

Janet Jackson durante una conferenza stampa nel 2006.

Nel 2005 invece Janet ricevette un premio umanitario, dalla Human Rights Campaign, un'organizzazione che tutela i diritti del mondo omosessuale, per i numerosi contributi economici offerti nel tempo dall'artista a favore della ricerca scientifica per sconfiggere l'AIDS.

2006-2007: La celebrazione del ventennale, 20 Y.O. e il film "Why did I get married?"[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre del 2006 è pubblicato 20 Y.O., con riferimento al ventennale della sua carriera da artista indipendente dal padre, iniziata appunto vent'anni prima con Control del 1986. Le critiche furono negative, e le vendite deludenti: con poco più di 1 milione di copie vendute nel mondo, l'album risulta così essere il più grande flop della cantante fino allora. Di tutti i singoli previsti ne vennero pubblicati solo due, Call on me, un duetto col rapper Nelly, che ebbe un moderato successo solo negli States ma fu un disastro al di fuori e So excited, un duetto con la rapper Khia, che non destò alcun interesse commerciale.

Janet e il fidanzato, il produttore discografico Jermaine Dupri (che aveva partecipato alla produzione di 20 Y.O.) accusarono la Virgin di non aver promosso adeguatamente l'album. Le tensioni tra l'artista e la casa discografica aumentarono sempre più e diventarono insanabili: il risultato fu che Janet abbandonò l'etichetta nel 2007 per firmare un contratto con la Island Records, cosa che fece anche Dupree.

Janet Jackson durante un'esibizione del Rock Witchu Tour

Nel 2006, il Guinness Book of Records, pubblicò che Janet Jackson era il personaggio più cercato della storia su internet. Ad ottobre del 2007, appare sugli schermi nordamericani il film Why did I get married? (Perché mi sono sposato?) di Tyler Perry, che vede Janet come coprotagonista. Il film ebbe un grande successo negli States, debuttando al numero 1 nei botteghini del paese. Per questa interpretazione l'artista ha vinto un premio come miglior attrice non protagonista, l'NAACP Award.

2008-2009: Discipline, il ritorno ai concerti e il greatest hits Number Ones[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio del 2008 Janet pubblica il suo decimo album di inediti, Discipline. Per la prima volta dal 1986, l'artista non ha partecipato alla scrittura del disco, rivestendo il ruolo, oltre che di interprete ovviamente, "solo" di produttore esecutivo. Inoltre sempre per la prima volta dal 1986, i fidati produttori storici di Janet, Jimmy Jam e Terry Lewis, non sono stati coinvolti nel progetto.

Il singolo di lancio è stato l'uptempo electro-dance Feedback. Il brano riscosse un certo successo solo negli Stati Uniti, ma non aiutò le vendite del disco, che dopo il debutto nella prima posizione nella classifica statunitense dei dischi più venduti, vendette meno di 500.000 copie. Grazie al debutto nella prima posizione però Janet divenne l'artista femminile (assieme a Mariah Carey), con il maggior numero di album nella prima posizione nella classifica dei dischi statunitensi con sei album, dietro Madonna (7 album in prima posizione) e Barbra Straisand (8 album in prima posizione).

Il secondo estratto fu Rock with U, che ebbe scarso successo, sia negli stati Uniti sia all'estero. I successivi due singoli, LUV e Can't B Good, seguirono il trend negativo dei primi due facendo sì che la Island Def decidesse di interrompere la promozione dell'album, non pubblicando più alcun singolo e non finanziando più il mini-tour europeo per la promozione del disco oltreoceano, ponendo fine di fatto al progetto Discipline.

In seguito a questa decisione dell'etichetta, Janet durante un'intervista radiofonica, espresse tutta la sua rabbia e il suo malcontento per questa decisione, dando così a vedere di non aver risolto le sue tensioni con le etichette discografiche, dopo i dissapori passati che l'avevano portata ad abbandonare la Virgin Records. Nella primavera del 2008 la cantante annunciò il suo ritorno sul palcoscenico per una serie di concerti che avrebbero costituito il Rock witchu tour, prodotto non dalla Island Def, ma dalla Live Nation.

Il 10 settembre, a Vancouver in Canada è così partito il Rock Witchu Tour, che subito ha ottenuto ampi consensi di pubblico (l'Arena di Vancouver era pressoché piena) e di critica. Dopo una pausa di 7 anni (l'ultimo tour di Janet fu l'All for You Tour del 2001), l'artista è così tornata all'attività live. Delle 23 date previste, solo 16 sono state effettuate, in quanto 7 spettacoli sono stati cancellati a causa di problemi di salute della cantante.

Poco dopo l'inizio della serie di concerti (che prevede tappe soltanto in nordamerica e Canada), un portavoce di Janet annuncia che la cantante ha abbandonato la Island Def Jam e che quindi il contratto con la nuova casa discografica è assolto dopo un solo album. Il portavoce ha chiarito che Janet per il momento non avrebbe firmato con nessuna major della discografia, ma avrebbe prodotto in maniera indipendente la sua musica.

A settembre del 2008, il sito della classifica ufficiale di musica statunitense, Billboard, ha stilato, in occasione dei 50 anni della sua nascita, un elenco con gli artisti di maggior successo della storia della musica: Janet è risultato essere la settima artista di maggior successo per quanto riguarda i singoli.

Il 30 giugno 2009 Janet è apparsa in televisione, alla premiazione musicale statunitense dei BET Awards (premio dato a musicisti di colore) per commentare la morte del fratello, il leggendario Michael Jackson, deceduto qualche giorno prima a causa di un arresto cardiaco. Il breve discorso che l'artista tenne rappresentò la prima apparizione in pubblico della cantante dopo la morte dell'amato fratello. Per l'occasione Janet espresse queste parole: "I'd just like to say, to you, Michael is an icon, to us, Michael is family. And he will forever live in all of our hearts. On behalf of my family and myself, thank you for all of your love, thank you for all of your support. We miss him so much." (Vorrei solo dire che per voi Michael è un'icona, per noi è famiglia. Vivrà per sempre nei nostri cuori. Da parte della mia famiglia grazie per il vostro amore, grazie per il vostro sostegno. Ci manca così tanto).[10]

Nel settembre dello stesso anno, Janet si presentò di nuovo in televisione, questa volta per gli MTV Video Music Awards 2009, per rendere omaggio alla memoria del fratello. La serata venne aperta da Madonna, che tenne un discorso sull'importanza di Michael Jackson nello scenario della musica e dello spettacolo internazionale; subito dopo un gruppo di ballerini cominciò a ballare sulle note di tre brani di successo di Michael, Thriller, Bad e Smooth Criminal. Successivamente partono le note musicali di Scream, l'unico duetto di Michael e Janet. Quest'ultima apparve sul palco rompendo un grande specchio iniziando a cantare il brano mentre sullo sfondo erano trasmesse le immagini del video. Verso la fine dell'esibizione Janet ballò sincronizzandosi con i movimenti che Michael faceva nel video.

A poche ore da quest'esibizione Janet pubblicava sul suo sito ufficiale il brano inedito Make me: il pezzo era un regalo ai fan, in quanto era scaricabile gratuitamente. Make Me sarà il brano inedito (l'unico) della seconda raccolta di successi di Janet intitolata Number Ones negli States e The Best nel resto del mondo. Il video del brano, in bianco e nero, ha uno stile futuristico ed è un chiaro omaggio a Scream. Il pezzo sarà un fiasco clamoroso, non entrando in nessuna classifica importante nel mondo e non aiutando le vendite del disco.

La compilation venne pubblicata nel mese di novembre internazionalmente e seguì il trend negativo delle ultime pubblicazioni di Janet: riuscì ad entrare solo nelle classifiche statunitense e inglese (numero 22 e numero 28 rispettivamente) senza suscitare scalpore e abbandonando velocemente la chart, senza riuscire a sfruttare le notoriamente generose vendite del periodo natalizio.

Nonostante il disappunto commerciale, la raccolta è prodotta con cura e contiene tutti i più grandi successi della cantante (a differenza di Design of a decade, che era una pubblicazione parziale). Il Greatest Hits è stato possibile grazie ad un accordo tra le tre case discografiche con le quali Janet aveva collaborato (A&M, Virgin, Island Records) e venne di fatto pubblicato dalla A&M; le canzoni sono in ordine cronologico, a partire dai successi di Control (1986) ad arrivare a Feedback primo estratto da Discipline (2008). Nella scaletta c'è spazio anche per alcune collaborazioni importanti che Janet aveva fatto nel tempo: quella con il grande esponente dell'R&B Luther Van Dross, The Best Things in Life are free (in una versione remix), la partecipazione al singolo del rapper Busta Rhymes What's it gonna be al celebre duetto con il fratello Michael Jackson Scream.

2010-2014: Number Ones Tour, i film "Why Did I Get Married Too?" e "For Colored Girls" e nuovo matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile del 2010 Janet riprende il suo ruolo nel seguito del film Why Did I Get Married? intitolato Why Did I Get Married Too?. Il film raccoglie circa 60 milioni di dollari. La sua interpretazione le fa vincere un NAACP Image Award come Outstanding Actress in a Motion Picture. Per il film Janet registra il pezzo Nothing accompagnato anche da un video. In luglio Janet fa da testimonial ad una casa di moda chiamata Blackglama che produce però anche pellicce, scatenando così qualche polemica tra i fans animalisti della cantante. Ad agosto viene realizzata un'ennesima raccolta: Icon: Number Ones, la terza della sua carriera e la seconda in due anni che, proprio a causa della vicinanza con la precedente, passa quasi inosservata nonostante la presenza del singolo inedito Nothing. A novembre Janet appare di nuovo come attrice questa volta nel film For Colored Girls e la sua interpretazione suscita critiche positive facendogli guadagnare due candidature ai Black Reel Awards.[11]

Il 4 febbraio 2011 parte da Manila nelle Filippine il Number Ones, Up Close and Personal World Tour per supportare le due raccolte Number Ones. Il tour si conclude dopo un buon successo, e un'ottantina di tappe tra Asia, Europa, Oceania, America e Africa, il 5 dicembre 2011 a Miami negli USA.[12]

Sempre a faebbraio esce inoltre il suo primo libro: True You: A Journey to Finding and Loving Yourself scritto da Janet e dall'autore David Ritz. Nel libro l'artista parla dei suoi problemi di peso e di autostima negli anni, ed è accompagnato da foto della sua vita privata e anche da consigli e ricette per perdere peso. Entra al numero uno dei best seller del New York Times a marzo del 2011.[13]

Nel 2012 fa da testimonial al sistema Nutrisystem specializzato in diete. Grazie alla sua sponsorizzazione a questo programma ha donato dieci milioni di dollari in pasti agli affamati.[14] Lo stesso anno Janet partecipa anche ad altre serate di beneficenza.

Dopo il successo non proprio entusiasmante delle due raccolte Number Ones la cantante sparisce per un po' dalle scene quando, a sorpresa, sposa il milionario del Qatar, Wissam Al Mana. La cantante, dopo molte voci non confermate, annuncia di essersi sposata quasi un anno dopo nel programma TV Entertaiment Tonight dove ha raccontato che la cerimonia è stata "piccola, bella e privata" e che come regalo i novelli sposi hanno fatto delle donazioni ad alcune organizzazioni benefiche per bambini.[15]

Sempre nel 2012 la cantante finisce in un piccolo scandalo quando il sito di gossip, TMZ.com, mostra delle immagini di una videocamera di sicurezza che la vedono, secondo i giornalisti, aggredire Paris, la nipote e figlia del fratello Michael. In realtà zia e nipote avevano avuto solo una piccola discussione ma i media hanno ingigantito la cosa.[16][17]

Dopo il matrimonio Janet si ritira dalle scene per qualche anno facendo solo qualche rara apparizione a serate di gala e per raccolte fondi in beneficenza tanto da far sì che molti suoi fans sui social network inizino una petizione per farla tornare con tanto di annunci simili a quelli fatti per le persone scomparse.[18]

2015-2016: Ritorno sulle scene con Unbreakable e Unbreakable World Tour[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 maggio 2015 la cantante finalmente rompe il silenzio annunciando nelle sue pagine ufficiali sui social Twitter e Facebook e nella sua pagina ufficiale l'intenzione di realizzare un nuovo album e un tour entro l'anno.

Il 28 giugno Janet partecipa alla cerimonia dei BET Awards 2015 per ricevere il premio alla carriera Ultimate Icon: Music Dance Visual Award e per celebrare i 25 anni dell'album Rhythm Nation 1814 anticipata da un tributo eseguito da Tinashe, Ciara e Jason Derulo che si esibiscono in un medley dei pezzi The Pleasure Principle, All For You, If e Rhythm Nation in suo onore. La cantante, una volta apparsa sul palco per ritirare il premio, ringrazia i suoi genitori, Joe e Katherine Jackson, presenti tra il pubblico e la sua intera famiglia dichiarando: "Your love is unbreakable" ("il vostro amore è indistruttibile"), ringrazia poi i suoi produttori Jimmy Jam & Terry Lewis, che gli hanno consegnato il premio, e dichiara: "25 anni fa abbiamo creato Rhythm Nation, sperando che il mondo sarebbe stato un posto migliore, ma oggi c'è ancora molto che deve essere fatto". Infine ringrazia il marito e naturalmente i fans per il supporto dichiarando "I missed you so much, and I love you so much" ("mi siete mancati così tanto, e vi amo così tanto").[19]

Sempre a giugno viene lanciato il singolo No Sleeep accompagnato anche da un video. Viene poi annunciato l'Unbreakable World Tour che parte il 31 agosto 2015 da Vancouver in Canada per poi spostarsi negli Stati Uniti con date previste in Giappone a novembre e in Europa da marzo 2016. Non sono ancora state segnalate eventuali tappe in Italia.

Il 2 ottobre 2015 è uscito invece il nuovo album di inediti, il primo in 7 anni:Unbreakable che contiene 17 tracce ed è il primo per la nuova etichetta discografica fondata da Janet stessa, la Rhythm Nation Records. L'album è entrato alla numero uno di iTunes in 4 paesi, tra cui gli USA, nel giorno di lancio ed è stato accolto da critiche positive ed entusiaste.[20]

Unbreakable ha debuttato alla numero uno della classifica di album Billboard 200. È il settimo album di Janet ad arrivare alla numero uno facendola diventare la terza artista donna con più album alla numero uno della classifica di Billboard dopo Madonna e la Streisand.[21] Un grande risultato se si calcola che è stato ottenuto quasi ed esclusivamente grazie alle critiche positive ricevute dai critici di tutto il mondo data la quasi totale mancanza di promozione fatta all'album, come l'assenza di esibizioni in programmi TV (la cantante per i precedenti album si era esibita sempre in molte performance live nei programmi TV principali in tutto il mondo), e il solo video di No Sleeep e il tour a supportare l'album. In Italia ha debuttato alla numero 26 della classifica FIMI.[22]

Sempre a ottobre la cantante ha ricevuto una nomination per essere indotta nella prestigiosa Rock and Roll Hall of Fame.[23][24][25]

Il 24 dicembre 2015 la cantante, approfittando per fare gli auguri ai suoi fans, annuncia tramite la sua pagina ufficiale e le sue pagine sui social che dovrà sottoporsi ad un piccolo intervento, pertanto tutte le restanti tappe dell'Unbreakable World Tour sono spostate in primavera a data da destinarsi.[26]

Il 7 gennaio 2016, dopo che i media avevano messo in giro la voce che fosse malata di cancro, la Jackson, nonostante avesse detto nel primo comunicato che non sarebbe tornata sull'argomento, è costretta a negare pubblicamente sulle sue pagine ufficiali le voci insistenti con un video: "Ricordate... credeteci solo quando lo sentite dalle mie labbra. Le voci sono infondate. Non ho il cancro. Mi sto riprendendo. I dottori hanno detto di sì ai miei concerti previsti in Europa e, come promesso, gli show rinviati verranno riprogrammati. Grazie per le vostre preghiere e per il vostro amore". Il video è accompagnato dal testo dalla canzone The Great Forever del suo ultimo album, canzone dove critica i media.[27][28][29][30][31]

Stile e impatto artistico[modifica | modifica wikitesto]

Musica e voce[modifica | modifica wikitesto]

Janet Jackson è un mezzosoprano.[32] Nel corso della sua carriera la cantante è spesso stata criticata per le sue limitate capacità vocali, particolarmente se paragonata alla contemporanee Whitney Houston e Mariah Carey.[33] Paragonando la sua tecnica di canto a quelle di Whitney Houston e di Aretha Franklin l'insegnante di canto Roger Love dichiarò che "quando Janet canta lascia passare una grandissima quantità d'aria. Quello che vuole ottenere è chiaramente un effetto sensuale e caldo, e da un certo punto di vista funziona bene. Ma è una tecnica abbastanza limitante". Aggiunse che, se da un lato la sua voce funziona bene nelle registrazioni, non si traduce bene sul palcoscenico, sebbene "le fantastiche canzoni, incredibili capacità di ballerina e una presenza scenica catalizzante rendano un suo concerto comunque magnifico. Anche se non è la voce la star".[34] Il biografo David Ritz scrisse: "negli album di Janet, nei suoi video e nelle esibizioni, in cui non manca di sfoggiare una tecnica di ballo atletica e flessuosa [...] il canto non occupa la parte principale", quanto piuttosto "i suoi beat martellanti, i ritornelli contagiosi e una produzione di qualità impeccabile".[35] Eric Henderson di Slant magazine ritiene come i detrattori della voce della cantante "hanno in qualche modo tralasciato l'esplosività delle parti vocali stile 'gimme a beat' lungo tutta "Nasty"... E hanno ignorato il modo magnifico in cui il suo cantato esitante si sposi perfettamente con il suo inno alla castità "Let's Wait Awhile"".[36] Il compositore classico Louis Andriessen ha lodato Janet Jackson per il suo "rubato, il suo senso del ritmo, la sua sensibilità musicale e le caratteristiche infantili della sua voce bizzarramente erotica".[37] Molti critici hanno sottolineato come la voce di Janet Jackson sia spesso sepolta dalla produzione musicale nei suoi brani. Il critico musicale J. D. Considine commentò: "il sound della Jackson nei suoi album non è determinato dalla sua voce quanto dal modo in cui la sua voce è incastonata nella produzione generosa ed energetica di Jimmy Jam & Terry Lewis".[38] Wendy Robinson di PopMatters scrisse: "Il potere della voce di Janet Jackson non si nasconde nelle sue corde vocale. Lei non urla, ma sussurra... La vocalità confezionata della Jackson è intelligentemente accompagnata da armonizzazioni gentili e bilanciata da ritmi pulsanti, tanto che non risulta mai sgradevole ascoltarla".[39] Matthew Perpetus di Fluxblog suggerì la tecnica vocale di Janet Jackson come studio per la musica indie rock, in quanto secondo lui garantiva "un effetto in qualche modo subliminale sull'ascoltatore, in grado di guidare ed enfatizzare dei cambiamenti dinamici senza distrarre l'attenzione dagli hook principali" [...] La sua voce passa senza sforzo da una dura scorza cadenzata a un'emotività soul a un delicato flirt senza scadere in nessuna parte della sua resa;... un continuum di emozioni e atteggiamenti che contribuiscono all'impressione di star ascoltando un essere umano in tutte le sue sfaccettature con le sue contraddizioni e complessità".[40]

La musica di Janet Jackson ha sempre incluso svariati generi. I suoi album degli anni Ottanta sono stati paragonati per influenze a Prince, con cui i suoi produttori collaboravano.[41] Sal Cinquemani scrisse che la Jackson ridefinì il formato di musica da classifica "dando al Minneapolis sound di Prince un tocco decisamente femminile e — in canzoni come 'What Have You Done for Me Lately?', 'Nasty,' 'Control' e 'Let's Wait Awhile' - anche femminista".[42] Recensendo l'album Control, Richard J. Ripani scrisse come la Jackson, Jam e Lewis "forgiarono un nuovo sound che unisce gli elementi ritmici del funk e della musica disco con un prominente uso di sintetizzatori, percussioni, effetti sonori e una sensibilità rap".[43] L'autore Rickey Vincent ha notato come i beat di industrial abbiano ridefinito i canoni del pop.[44] Anche nell'ambito delle ballate pop la Jackson ricopre un ruolo importante; Richard Rischar scrisse: "le ballate pop di artisti afroamericani a metà degli anni Ottanta erano caratterizzate da uno stile di canto e di produzione rifinito e ripulito, esemplificato dai brani di Whitney Houston, Janet Jackson e James Ingram".[45] Janet Jackson ha incorporato elementi di musica pop e urban music con elementi di hip hop negli anni Novanta. La sua musica si tradusse in una interpretazione più "leggera", contraddistinta da ballate soul e brani dance molto movimentati.[46] Specialmente nei primi suoi dieci anni di carriera, è stata "un'artista che ha riscritto il sound e l'immagine del rhythm and blues".[47] La critica Karla Peterson scrisse: "è una ballerina talentuosa, una performer di successo, e come testimoniato da "That's the Way Love Goes" anche un'autrice di musica pop di prim'ordine".[48] La musica realizzata nel secondo decennio della sua carriera in genere non ha accolto il consenso della critica; nelle parole di Sal Cinquemani, "ad eccezione forse dei R.E.M., nessun altro artista di grande levatura ha continuato a produrre in maniera così prolifica vedendo un tale crollo in termine di vendite e della qualità creativa".[42]

Le tematiche delle canzoni di Janet Jackson sono cambiate nel corso degli anni; i suoi testi sono analizzati in musicologia, studi di cultura afroamericana e gender studies.[49][50] David Ritz ha paragonato la Jackson a Marvin Gaye: "l'autobiografia sembra essere la sola ispirazione della sua musica. La sua arte, come quella di Marvin, è la superficie di un bacino di sofferenze personali".[51] Il suo successo è stato attribuito a "una serie di ritmi potenti e metallici; la sua vocalità lieve e stratificata; e dei testi filosofici basati sull'accettazione e sulla conoscenza di se stessi".[52] Ritz parlò di una "fiamma" che alimenta "sopravvivenza e ambizione, riserve e creatività, estrema sicurezza di sé e paura profonda".[51] I testi dei suoi brani degli anni Ottanta parlavano di prendere il controllo della propria vita, femminismo e consapevolezza politica.[50][53] Gillian G. Gaar, autore di She's a Rebel: The History of Women in Rock & Roll (2002), definisce Control "un racconto autobiografico della sua vita con i suoi genitori, il suo primo matrimonio e la sopraggiunta libertà".[54] Jessie Carney Smith, autrice della Encyclopedia of African American Popular Culture (2010) scrisse: "Con quell'album, la Jackson rimarcò la propria sfera di indipendenza, individualità e potere personale. Invitava il pubblico a vederla come una persona trasformata, da bambina prodigio a celebrità adulta e poliedrica".[55] Definendo Rhythm Nation 1814 un monito di speranza, Timothy E. Scheurer, autore di Born in the USA: The Myth of America in Popular Music from Colonial Times to the Present (2007) scrisse: "Ricorderà pure Sly Stone prima di There's a Riot Going On e altri artisti afroamericani degli anni Settanta nella sua tacita speranza che un mondo come quello auspicato da Martin Luther King è ancora realizzabile, che il sogno americano è un sogno per tutti quanti".[56]

Janet Jackson durante il Rock Witchu Tour

Nell'album Janet, la Jackson tratta il tema della sessualità. Shayne Lee, autrice di Erotic Revolutionaries: Black Women, Sexuality, and Popular Culture (2010), scrisse come la Jackson negli anni Novanta si impose come "una delle vocalist più sessualizzate" del decennio[57] In You've Come A Long Way, Baby: Women, Politics, and Popular Culture (1996), Lilly J. Goren osservò come "l'evoluzione della Jackson da musicista impegnata a diva sexy era esemplificativa della svolta che la società e l'industria musicale volevano per le cantanti dance e rock".[53] The Washington Post sostenne che l'immagine della Jackson era transitata "dall'innocenza all'esperienza, ispirando album carnali come 'Janet' e 'The Velvet Rope', l'ultimo dei quali omaggia - in senso figurato e non - le catene dell'amore e del desiderio".[58] La canzone "Free Xone" contenuta in The Velvet Rope, che dà una visione positiva dell'omosessualità, è stata definita dalla sociologa Shayne Lee "un raro caso in cui una cantante afroamericana esplora il romanticismo o la sessualità al di fuori dei confini dell'eterosessualità, rendendola una canzone importante nei canoni della sessualità afroamericana".[57] Promuovendo l'album Janet, la cantante dichiarò: "Mi piace sentirmi intrinsecamente sessuale — e non mi dispiace mostrarlo al mondo. Per me, il sesso è diventato una celebrazione, una parte allegra della creatività".[59] Dopo aver pubblicato l'album Damita Jo, Janet Jackon dichiarò: "A partire dai miei primi album, esplorare e sdoganare la mia sessualità è stata una scoperta e un tema costante [...] Come artista, non è solo una mia passione, è un mio dovere".[60] Stephen Thomas Erlewine ha definito il tema della sessualità presente nei testi della Jackson una perdita di innocenza, in confronto ad artisti com Prince: "Se il sesso innegabilmente ispira molta musica pop di qualità, questo non è sempre valido; anche qui, dipende dall'artista".[61]

Video[modifica | modifica wikitesto]

Janet Jackson trasse ispirazione per molti dei suoi videoclip ed esibizioni dai musical che guardava da bambina, dalle coreografie di Fred Astaire e Michael Kidd e naturalmente dai famosi video del fratello Michael.[62] Nel corso degli anni ha collaborato con coreografi di prim'ordine come Tina Landon, Paula Abdul e Michael Kidd.[63] Veronica Chambers analizzò molti video in cui "ballerini, coreografie e scenografie richiamano quelli di Ms. Jackson".[64] Janine Coveney di Billboard scrisse che con Control la Jackson "stabilì la sua immagine e il suo immaginario attraverso i suoi videoclip, fungendo da ispirazione ancora oggi per varie star del pop". Ben Hogwood di MusicOMH notò l'influenza esercitata da Janet Jackson su Britney Spears, Jennifer Lopez e Christina Aguilera tra le altre.[65] Ebony scrisse che molte popstar "hanno forgiato le loro esibizioni sul rodato modello di Janet, diva del ballo".[66]

Beretta E. Smith-Shomade, autrice di Shaded Lives: African-American Women and Television (2002), scrisse: "L'impatto della Jackson sul mondo dei videoclip è dovuto in gran parte al suo successo di vendite discografiche, con le quali poté permettersi ogni libertà e controllo visuale che desiderava. Un controllo che ha influenzato immagine e forma dei suoi video musicali, conferendo alla Jackson un'influenza di cui mancavano molti cantanti, uomini e donne, bianchi o neri".[67] Parallel Lines: Media Representations of Dance (1993) nota come i suoi video siano spesso una riproduzione di un'esibizione dal vivo o contengano elementi di un musical.[68] Nel cortometraggio Rhythm Nation 1814 la Jackson si allontana dalle coreografie da musical per adottare tecniche di "street dance".[68] Le coreografie annullano le differenze tra i due generi; "la Jackson si esibisce in modo asessuato, anonimo, in primo piano ma come un qualunque membro del gruppo".[69] I suoi videoclip hanno costituito un messaggio di libertà sessuale per le giovani donne, come sottolineato da Jean M. Twenge, autrice di Generation Me: Why Today's Young Americans are More Confident, Assertive, Entitled—and More Miserable Than Ever Before (2007): "I videoclip di cantanti donne hanno contribuito alla moda" del cunnilingus, e Janet Jackson stessa "alludeva a scene di sesso orale femminile nei suoi video spingendo la testa dell'uomo verso il basso, fino all'altezza giusta."[70] Tuttavia, accusata di essersi sottoposta a operazioni chirurgiche, schiarimento della pelle e l'ipersessualizzazione del suo personaggio hanno portato Janet Jackson a essere considerata un prodotto di una sessualità "bianca" e maschilista più che una "liberatrice".[67] Janet Jackson ricevette l'MTV Video Vanguard Award per il suo contributo all'arte del video musicale, e le fu dedicata la prima puntata del tributo MTV Icon nel 2001. Nel 2003, Slant Magazine elesse i video di "Rhythm Nation" e "Got 'til It's Gone" tra i 100 Migliori Videoclip di tutti i tempi, al numero 87 e 10.[71] Nel 2011, "Rhythm Nation" è stato eletto da Billboard il decimo miglior video degli anni Ottanta.[72]

Concerti[modifica | modifica wikitesto]

The Independent scrisse: "I concerti di Janet sono l'equivalente di un blockbuster estivo, pieni di esplosioni, effetti speciali, sentimentalismo da diabete, scollature generose e il dominare della spettacolarità sulla coerenza".[73] Jet magazine scrisse: "Le esibizioni innovative di Janet durante i suoi tour mondiali le hanno valso la fama di performer di prim'ordine."[74] Chris Willman del Los Angeles Times scrisse che le coreografie del Rhythm Nation 1814 Tour sono iconiche.[75] Il suo "Number Ones: Up Close and Personal" tour fu un cambiamento rispetto alle precedenti produzioni in grandi arene in quanto si tenne in location più piccole. La critica notò come il cambiamento di location giovò in alcuni casi alla performance della Jackson. Il Chicago Tribune scrisse: "In un contesto più ridotto, la Jackson ha dato un calore e una passione che non erano sempre evidenti nei suoi concerti negli stadi... la miglior esibizione di Janet Jackson che abbia mai visto in oltre 20 anni".[76]

The Dallas Morning News scrisse come Janet Jackson faccia spesso uso del playback: "Janet Jackson — una delle popstar maggiormente votate al playback... utilizza 'alcune' pre-registrazioni per potenziare la sua voce dal vivo. Ma si è rifiutata di rendere noto quanto della sua 'voce' sul palco sia registrata e quanto dal vivo".[77] L'Austin American-Statesman, in una recensione del Rhythm Nation World Tour, scrisse: "La Jackson cantava spesso all'unisono con la sua voce pre-registrata, per raggiungere un sound il più vicino possibile alle versioni radiofoniche dei suoi singoli".[78] "Sembra improbabile per chiunque — persino un emerito membro della famiglia numero 1 della musica soul — poter ballare come ha fatto lei per 90 minuti e allo stesso tempo fornire la stessa vocalità prorompente che i concerti pop degli anni Novanta promettono".[78]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Janet Jackson.
Janet Jackson in concerto

Album in studio

Raccolte

Tour[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono elencati i più importanti riconoscimenti ottenuti da Janet Jackson durante la sua carriera:

  • Grammy Awards, premio vinto cinque volte da Janet Jackson:
    • 1989 - Best Music Video - Long Form, "Rhythm Nation 1814"
    • 1993 - Best R&B Song, "That's The Way Love Goes"
    • 1995 - Best Music Video - Short Form, "Scream"
    • 1998 - Best Music Video - Short Form, "Got 'Til It's Gone"
    • 2002 - Best Dance Recording, "All For You"
  • American Music Awards, premio vinto dodici volte da Janet Jackson:
    • 1987 - Soul/R&B, "Nasty"
    • 1987 - Soul/R&B, Favorite Female Artist
    • 1988 - Pop/Rock, "When I Think Of You"
    • 1988 - Soul/R&B, "When I Think Of You"
    • 1990 - Soul/R&B, "Miss You Much"
    • 1990 - Dance, Favorite Single, "Miss You Much"
    • 1991 - Soul/R&B, Favorite Female Artist
    • 1991 - Pop/Rock, Favorite Female Artist
    • 1991 - Dance Music, Favorite Artist
    • 1999 - Soul/R&B, Favorite Female Artist
    • 2001 - American Music Award of Merit
    • 2002 - Pop/Rock, Favorite Female Artist
  • Billboard Music Awards, premio vinto trentatré volte da Janet Jackson (che detiene il record come artista più premiata in assoluto da Billboard):
    • 1986 - n.1 Black Music Artist
    • 1986 - n.1 Black Singles Artist
    • 1986 - n.1 Dance Club Play Artist
    • 1986 - n.1 Dance Sales Artist
    • 1986 - n.1 Pop Singles Artist
    • 1986 - n.1 Pop Singles Artist - Female
    • 1990 - n.1 R&B Album, Janet Jackson's Rhythm Nation 1814
    • 1990 - n.1 R&B Artist
    • 1990 - n.1 R&B Albums Artist
    • 1990 - n.1 R&B Singles Artist
    • 1990 - n.1 Pop Album, Janet Jackson's Rhythm Nation 1814
    • 1990 - n.1 Hot 100 Singles Artist
    • 1990 - n.1 Hot 100 Singles Artist - Female
    • 1990 - n.1 Top Dance Club Play Artist
    • 1990 - n.1 Top Hot Dance 12" Singles Sales Artist
    • 1993 - n.1 Top Pop Artist - Female
    • 1993 - n.1 Top Billboard 200 Album - Female, janet.
    • 1993 - n.1 Top R&B Artist - Female
    • 1993 - n.1 Top R&B Album - Female, janet.
    • 1993 - n.1 Top R&B Singles Airplay - That's The Way Love Goes
    • 1994 - n.1 Top R&B Singles Artist - Female
    • 1995 - Artist of Achievement Award
    • 1998 - n.1 R&B Artist - Female
    • 2001 - Artistic Achievement Award
  • MTV Video Music Awards, premio vinto dieci volte da Janet Jackson:
    • 1987 - Best Choreography in a Video, "Nasty"
    • 1988 - Best Cinematography in a Video, "The Pleasure Principle"
    • 1988 - Best Choreography in a Video, "The Pleasure Principle"
    • 1990 - Best Choreography in a Video, "Rhythm Nation"
    • 1990 - Video Vanguard
    • 1991 - Best Female Video of the Year, "Love Will Never Do (Without You)"
    • 1994 - Best Female Video, "If"
    • 1995 - Best Dance Video, "Scream"
    • 1995 - Best Choreography, "Scream"
    • 1995 - Best Art Direction, "Scream"
  • MTV Europe Music Awards, premio vinto una volta da Janet Jackson:
    • 1997 - Best Female Artist
  • MTV Movie Awards, premio nvinto due volte da Janet Jackson:
    • 1994 - Best Female Performance, Poetic Justice
    • 1994 - Most Desirable Female
  • Soul Train Music Awards, premio vinto tredici volte da Janet Jackson (che detiene il record di premi vinti, seguita dal fratello Michael Jackson):
    • 1987 - Album of the Year, Female, Control
    • 1987 - Music Video of the Year, "What Have You Done for Me Lately"
    • 1988 - Music Video of the Year, "Control"
    • 1990 - Album of the Year, Female, Rhythm Nation 1814
    • 1990 - Single of the Year, Female, "Miss You Much"
    • 1990 - Music Video of the Year, "Rhythm Nation"
    • 1991 - Music Video of the Year, "Alright"
    • 1992 - Sammy Davis, Jr. Entertainer of the Year Award
    • 1994 - Music Video of the Year, "If"
    • 1994 - Single of the Year, Female, "That's the Way Love Goes"
    • 2000 - Music Video of the Year, "What's It Gonna Be?!"
    • 2001 - Best Song from a Movie, "Doesn't Really Matter"
    • 2004 - Quincy Jones Award for Outstanding Career Achievements: Lifetime Achievement Award
  • World Music Awards, premio vinto una volta da Janet Jackson:
    • 1999 - Legend Award for Outstanding Contribution to Pop Music
  • BET Awards, premio vinto una volta da Janet Jackson:
    • 2015 - Ultimate Icon: Music Dance Visual Award
  • Candidatura al Premio Oscar 1994
    • 1994 - Best Music, Original Song (candidatura), "Again"
  • Radio Music Awards, premio vinto una volta da Janet Jackson:
    • 2004 - Radio Legend Award

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Janet Jackson, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ (EN) Janet Jackson: Celebrity Style Evolution, fashionnstyle.com. URL consultato il 29 dicembre 2014.
  3. ^ (EN) 9. Janet Jackson (26 million certified units), therichest.com. URL consultato il 29 dicembre 2014.
  4. ^ ALL TIME TOP ARTISTS, su BILLBOARD. URL consultato il 12 ottobre 2008.
  5. ^ MOST WEEKS AT NO.1 BY ARTIST, su BILLBOARD. URL consultato il 12 ottobre 2008.
  6. ^ MOST NO.1S BY ARTIST, su BILLBOARD. URL consultato il 12 ottobre 2008.
  7. ^ MUSIC(ORIGINAL SONG), su ACADEMY AWARDS DATABASE. URL consultato il 12 ottobre 2008.
  8. ^ a b ROCK HALL DEFINITIVE 200, su ROCK HALL. URL consultato il 2009-09- 12.
  9. ^ Richard J. Ripani, The New Blue Music: Changes in Rhythm & Blues, 1950–1999, University of Mississippi Press, 2006.
  10. ^ AN EMOTIONAL JANET JACKSON THANKS FANS AT BET AWARDS, su USATODAY. URL consultato il 2009-06- 30.
  11. ^ http://www.imdb.com/name/nm0001390/awards
  12. ^ http://www.janetjackson.com/news/topic/success-of-janet-jacksons-number-ones-tour-prompts-extension-of-us-and-european-legs-until-fall#.VhhJr24SqCk
  13. ^ http://www.nytimes.com/best-sellers-books/2011-03-06/hardcover-advice/list.html
  14. ^ http://www.nytimes.com/2011/12/15/business/media/weight-loss-with-divas-and-public-service-angles.html?_r=2
  15. ^ http://www.etonline.com/news/130989_Janet_Jackson_Married_Wissam_Al_Mana/
  16. ^ http://www.tmz.com/2012/07/24/michael-jackson-house-confrontation-paris-jermaine-randy-tito-janet/
  17. ^ http://www.giornalettismo.com/archives/431515/il-video-di-janet-jackson-che-aggredisce-la-nipote/
  18. ^ http://www.etonline.com/news/163334_janet_jackson_reacts_to_missing_poster/
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale
Non Ufficiale
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Il lavoro della Dyson si occupa principalmente dell'importanza ricoperta da Janet Jackson nello sviluppo della cultura popolare da parte di personalità afro-americane.

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Il saggio della Cornwell è teso principalmente ad analizzare la produzione musicale di Janet, benché fornisca anche informazioni biografiche. I capitoli dell'opera recano per lo più nomi di canzoni o album di Janet.

  • "Janet Jackson (Real-Life Reader Biography)", Kimberly Garcia, Mitchell Lane Publishers, 2002.
  • "Janet Jackson: For The Record", Craig Halstead & Craig Halstead, Authors OnLine Ltd, 2010.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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