Janet Jackson's Rhythm Nation 1814

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Janet Jackson's Rhythm Nation 1814
Artista Janet Jackson
Tipo album Studio
Pubblicazione 1989
Durata 64 min : 32 s
Dischi 1
Tracce 20
Genere Dance pop
Contemporary R&B
New jack swing
Etichetta A&M Records
Produttore Jimmy Jam and Terry Lewis, Janet Jackson, Jellybean Johnson
Certificazioni
Dischi d'oro Nuova Zelanda Nuova Zelanda[1]
(Vendite: 7.500)
Svizzera Svizzera[2]
(Vendite: 25.000+)
Dischi di platino Canada Canada[3]
(Vendite: 100.000+)
Regno Unito Regno Unito[4]
(Vendite: 300.000+)
Australia Australia[5] (2)
(Vendite: 140.000+)
Giappone Giappone[6] (2)
(Vendite: 400.000+)
Stati Uniti Stati Uniti[7] (6)
(Vendite: 6.000.000+)
Janet Jackson - cronologia
Album precedente
(1987)
Album successivo
(1993)
Logo
Logo del disco Janet Jackson's Rhythm Nation 1814

Janet Jackson's Rhythm Nation 1814 è il quarto album di inediti di Janet Jackson, pubblicato nel 1989 per la A&M Records.

I brani[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« We are a nation with no geographic boundaries, bound together through our beliefs.
We are like-minded individuals, sharing a common vision, pushing toward a world rid of color-lines. »

(IT)

« Siamo una nazione senza confini geografici, unita da ciò in cui crediamo.
Siamo individui uniti da un'opinione, che condividono una visione unica, nella ricerca di un mondo privo di confini tra i colori. »

(Dall'intro dell'album.)

Dopo il successo riscosso dall'album Control del 1986, Janet Jackson fu incoraggiata ad assumere maggior controllo creativo.[8] Secondo Billboard's Hottest Hot 100 Hits (2002) la A&M Records voleva un seguito di Control. Si vociferò addirittura che la casa discografica volesse un disco dal titolo Scandal incentrato sulla vita privata e sulla famiglia della Jackson.[9] Jimmy Jam negò queste supposizioni, ma confermò come la casa disocografica volesse un "Control numero II."[10] Janet Jackson si oppose: "Non volevo fare questo, ma qualcosa in cui credevo sul serio e di cui mi sentivo sicura."[11] La sua scelta di cantare brani dalle tematiche sociali fu criticata in un primo momento.[12] Jimmy Jam dichiarò che Janet si interessò di tematiche sociali dopo aver seguito al telegiornale un massacro in una scuola in America. I brani "Livin' in a World (They Didn't Make)", "Rhythm Nation" e "State of the World" furono ispirati a questa tragedia.[9]

Il titolo "Rhythm Nation" fu concepito da Janet Jackson in una conversazione con i suoi produttori. "Pensai che sarebbe stato fantastico creare una nazione nostra" e aggiunse che "che sarebbe stata una nazione dal messaggio positivo, in cui chiunque avrebbe potuto vivere".[9] "1814" è l'anno in cui fu scritto l'inno americano.[13] Alcuni notarono come "R" (Rhythm) e "N" (Nation) siano la diciottesima e la quattordicesima lettera dell'alfabeto inglese, ma Janet Jackson dichiarò che si trattava di un caso.[9]

Lo scopo principale della cantante era sensibilizzare il pubblico più giovane. La Jackson si ispirà a Joni Mitchell, Bob Dylan, Tracy Chapman e gli U2, tutti artisti con un seguito già adulto e impegnato.[14] "Non sono così ingenua, so che un album o una canzone non cambieranno il mondo. Voglio solo attraverso la mia musica e il mio ballo indirizzare l'attenzione e gli sforzi della gente verso qualcosa che faccia in qualche modo la differenza."[15]

Rhythm Nation 1814 fu registrato nel corso di sette mesi ai Flyte Tyme studios di Minneapolis, principalmente nell'inverno 1988. Secondo Jimmy Jam, lui, Lewis e la Jackson decisero di entrare in isolamento per dedicarsi all'album. Nessun delegato della A&M Records fu invitato a partecipare alle sessioni in studio.[16] Il trio produsse i brani "Rhythm Nation", "State of the World", "Alright", "Escapade", "Come Back to Me" e "Someday Is Tonight." Cinque brani furono scritti e prodotti da Jam e Lewis senza la Jackson: "The Knowledge", "Miss You Much", "Love Will Never Do (Without You)" e "Livin' in a World (They Didn't Make)", mentre "Black Cat" fu scritto da Janet Jackson da sola con la produzione di Jellybean Johnson. John McClain fu produttore esecutivo dell'album.

L'album fa grande uso di sintetizzatori e batteria.[17] Jame e Lewis aggiornarono il loro materiale di studio, provando nuovi strumenti tra batterie e tastiere. Se Control faceva grande uso di LinnDrum, le canzoni di Rhythm Nation 1814 furono registrare con un E-mu SP-1200, strumento tipico della musica hip hop del tempo. Il sintetizzatore analogico Oberheim OB-8 e altri della Sequential Circuits furono utilizzati durante il missaggio e l'incisione. L'unico strumento usato in Control presente anche in Rhythm Nation 1814 fu una tastiera Ensoniq Mirage.[16] Per prime furono registrate le basi di "Miss You Much", “Love Will Never Do (Without You)” ed “Escapade”, e sono considerate più vicine alle "orecchiabili canzoni movimentate" che la Jackson, Jam e Lewis avevano realizzato per Control, "un perno della musica dance e pop degli anni Ottanta".[16][18]

Jam ricorda come Janet Jackson amasse registrare la parte vocale con solo un'ossatura della canzone, e altri strumenti sarebbero stati aggiunti in un secondo momento, in modo che la sua voce ricoprisse un ruolo centrale.[19] "Janet ha registrato anche tutti i cori e non solo la voce principale. Lei ama cantare tutte le parti, è un disco cantato da Janet al cento per cento".[16] Nella traccia "Rhythm Nation" la sua voce va da Sib3 a un Sol5.[20] Il musicologo Richard J. Ripani notò come l'album sia un compendio di contemporary R&B, facendo "uso di elementi comuni a tutto il genere R&B, come l'uso di campionamenti in loop ["Rhythm Nation" campiona "Thank You (Falettinme Be Mice Elf Agin)" di Sly and the Family Stone], swing triplicati, parti rappate e note blues (Re e Sol naturali)."[21] Il genere dell'album, noto come new jack swing, riscontrò grande popolarità tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta. Sebbene lo riconobbe come marca di Teddy Riley, Ripani teorizzò come questi si fosse ispirato al singolo della Jackson del 1986 "Nasty". Jon Pareles notò come l'album si adattase a vari formati radiofonici, dal pop alle ballad alla Adult contemporary fino al rock.[22] "Black Cat" riscosse interesse non solo per essere stat composta interamente da Janet Jackson, ma per allontanarsi dal resto del suo repertorio in quanto un brano hard rock, prodotto da Jellybean Johnson e con Dave Berry alla chitarra. Fu inciso con un misto di amplificatori Rockman e Marshall per conferire alla canzone un sound heavy metal.[19]

Le prime canzoni in scaletta affrontano il tema delle ingiustizie sociali, mentre le ultime esplorano l'amore, le relazioni romantiche e la sessualità. Lo stile comune dell'album, dei singoli e dei video si riflette in immagini in bianco e nero, dominate da uno stile militare.[16] Jam spiegò: "Mettere 'Rhythm Nation', 'Living in the World' e 'The Knowledge' come prime tre canzoni del disco era per stabilire il tono del disco. La continuazione doveva essere: 'Avete afferrato il concetto? Bene. Ora si balla...' e cominciava 'Miss You Much'. Si tratta di una scelta voluta."[23] Jam aggiunse che per motivi puramente commerciali sarebbe andata meglio "una bellissima foto a colori di Janet in copertina" e l'album si sarebbe dovuto chiamare Escapade, le prime tracce sarebbero potute essere "Miss You Much", "Love Will Never Do (Without You)" ed "Escapade", con "Livin' in a World (They Didn't Make)", "The Knowledge" e "Rhythm Nation" in chiusura", ma che l'immaginario venutosi a creare non sarebbe stato lo stesso.[16] Kate Kelly scrisse che l'album "rivela una coscienza sociale, un interesse per istruzione, la demonizzazione delle droghe, l'importanza di avere accesso a vitto e alloggio. Si può pensare a temi un po' importanti per la musica dance o per il pop radiofonico, ma la Jackson mette insieme le sue idee con un istinto dance che fa battere i cuori di chiunque si lanci in pista per ballare".[24] Variety lo definì "quasi un concept album le cui prime tre canzoni parlano di criminalità, della diffusione del crack, di razzismo, senzatetto e analfabetismo infantile, non esattamente la ricetta ideale per far festa. E tuttavia il disco ha riscosso più successo di Control".[23]

(EN)

« In complete darkness we are all the same,
it is only our knowledge and wisdom that separates us.
Don't let your eyes deceive you. »

(IT)

« Nell'oscurità assoluta siamo tutti uguali,
sono solo le nostre conoscenze e la nostra saggezza a distinguerci.
Non lasciarti ingannare dagli occhi. »

(Dall'outro dell'album.)

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

L'album venne pubblicato il 19 settembre 1989, e divenne il secondo album di Janet Jackson ad arrivare alla vetta della Billboard 200 dopo Control. Dall'album vennero estratti otto singoli, sette dei quali arrivarono alla top 5 della Billboard Hot 100, record che ancora oggi nessuno ha ripetuto o superato, e quattro dei quali raggiunsero la posizione numero 1, in tre anni diversi tra il 1989 e il 1991: "Miss You Much", "Escapade", "Black Cat" e "Love Will Never Do (Without You)".

Il disco venne certificato con sei dischi di platino negli Stati Uniti, risultando l'album di maggior successo del 1990 nel Paese.[25]

Fino ad oggi, Rhythm Nation ha venduto più di 14 milioni di copie in tutto il mondo.

La rivista Rolling Stone l'ha inserito al 275º posto della sua lista dei 500 migliori album.

Recensioni[modifica | modifica wikitesto]

Il disco fu accolto positivamente dalla critica musicale, sebbene qualcuno si stupì dell'interesse della Jackson verso tematiche socio-politiche.[8] Il Los Angeles Times definì l'album "intrigante" ed eterogeneo, spaziando "dalla denuncia sociale a pezzi sensuali e provocanti, dalla musica dance a canzoni di influenza jazz e di musica brasiliana".[26] Rolling Stone apprezzò l'attitudine al sociale di Janet Jackson, "che abbandona un punto di vista egoista per uno più universale, invitandoci a fare lo stesso".[27] La testata lodò l'equilibrio di "diseprazione e ottimismo, frustrazione e speranza" contenuto nelle tracce dalle tematiche sociali.[27] Keyboard Magazine definì il disco "una potente testimonianza di integrazione razziale, responsabilità sociale e integrità personale".[28] Il The Boston Globeparagonò il disco della Jackson ai lavori degli Aerosmith e di Billy Joel, definendolo "un disco dance con una coscienza sociale impenitente, che tratta i temi di droga, senzatetto, analfabetismo e ribellione adolescenziale. La Jackson si è spinta molto oltre l'immagine superficiale di cantante dance, attirando l'interesse di quegli amanti del rock e del rap che di solito voltano la testa dall'altra parte." Il San Francisco Chronicle considerò l'album il degno successore di Control: "a cavallo tra i due estremi del romanticismo e dell'impegno sociale a portata di tutti".[29]

In una recensione del The New York Times Jon Pareles paragonò il disco ai Pink Floyd e a The Dark Side of the Moon (1973) e ai Guns N' Roses con il loro Appetite for Destruction (1987),[22] pur rimarcando come "la musica è compatta, cerca di mascherare imperfezioni e rivela ritmi artificiali e robotici; ma la voce tutta gola della signorina Jackson, accompagnata da cori di se stessa o armonie annaquate, non barcolla né s'infrange mai".[22] Robert Christgau scrisse per The Village Voice: "La sua voce è incerta nel dichiarare vaghe pretese sociali come lo è nel dichiarare la sua posizione nei confronti della sessualità, ma la musica resta il messaggio".[30]

Nel 1990 l'album fu nominato aiGrammy Award come "Miglior album R&B femminile" e "Miss You Much" come "Miglior canzone femminile R&B", mentre due nomination per "Rhythm Nation" fruttarono poi alla Jackson un Grammy come "Miglior Filmato Musicale". Janet Jackson fu inoltre nominata come "Miglior produttore dell'anno", diventando la prima artista donna a venire nominata per questa categoria.[31][32] L'anno successivo tre nomination per i singoli "Alright" e "Black Cat" fecero di nuovo parlare di sé la Jackson.[33]

A distanza di anni, l'album non manca di incontrare pareri favorevoli. Slant Magazine ha definito il disco "un capolavoro."[34] "La sua femminilità era più credibile, con un tocco di viva mascolinità, con un piglio più adulto, ma con una fanciullezza più spontanea. Si tratta di elementi necessari per il progetto di Janet di divenire portavoce di un'utopia multiculturale e internazionale".[34] Sebbene abbia definito la voce della Jackson "friabile e fragile", AllMusic lodò lo spirito del disco, definendolo pieno di "perle".[35] "Per chi intenda acquistare il suo primo disco di Janet Jackson, Rhythm Nation merita persino di più di Control, e non è poco".[35]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. "Interlude: Pledge" – 0:47
  2. "Rhythm Nation" (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis) – 5:31
  3. "Interlude: T.V." – 0:22
  4. "State of the World" (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis) – 4:48
  5. "Interlude: Race" – 0:05
  6. "The Knowledge" (James Harris III, Terry Lewis) – 3:54
  7. "Interlude: Let's Dance" – 0:03
  8. "Miss You Much" (James Harris III, Terry Lewis) – 4:12
  9. "Interlude: Come Back Interlude" – 0:21
  10. "Love Will Never Do (Without You)" (James Harris III, Terry Lewis) – 5:50
  11. "Livin' in a World (They Didn't Make)" (James Harris III, Terry Lewis) – 4:41
  12. "Alright" (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis) – 6:26
  13. "Interlude: Hey Baby" – 0:10
  14. "Escapade" (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis) – 4:44
  15. "Interlude: No Acid" – 0:05
  16. "Black Cat" (Janet Jackson) – 4:50
  17. "Lonely" (James Harris III, Terry Lewis) – 4:59
  18. "Come Back to Me" (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis) – 5:33
  19. "Someday Is Tonight" (Janet Jackson, James Harris III, Terry Lewis) – 6:00
  20. "Interlude: Livin'...In Complete Darkness" – 1:07

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Paese (1989–91) Posizione
massima
Australia 1
Canada 10
Paesi Bassi 28
Germania 39
Giappone 8
Nuova Zelanda 9
Svezia 24
Svizzera 23
Regno Unito 4
US Billboard 200 1
US Top R&B/Hip-Hop Albums 1

Classifiche di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

Anno (1990) Posizione
Stati Uniti[25] 1
Anno (1991) Posizione
Australia[36] 13

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scapolo, Dean (2007). The Complete New Zealand Music Charts 1966–2006. ISBN 978-1-877443-00-8.
  2. ^ "The Official Swiss Charts and Music Community: Awards (Janet Jackson; 'Rhythm Nation')". Hung Medien. http://www.swisscharts.com/search_certifications.asp?search=Janet+Jackson+Rhythm+Nation.
  3. ^ "Canadian album certifications – Janet Jackson – Rhythm Nation 1814". Music Canada. http://www.musiccanada.com/GPSearchResult.aspx?st=Rhythm+Nation+1814&sa=Janet+Jackson&smt=0.
  4. ^ "British album certifications – Janet Jackson – Janet Jackson's Rhythm Nation 1814". British Phonographic Industry. http://www.bpi.co.uk/certifiedawards/search.aspx. Enter Janet Jackson's Rhythm Nation 1814 in the field Search. Select Title in the field Search by. Select album in the field By Format. Click Go
  5. ^ Kent, David (2003). Australian Chart Book 1970–1992. ISBN 0-646-11917-6.
  6. ^ "Japanese album certifications – Janet Jackson – Rhythm Nation 1814" (in Japanese). Recording Industry Association of Japan. http://www.riaj.or.jp/data/others/gold/198909.html.
  7. ^ "American album certifications – Janet Jackson – Rhythm Nation 1814". Recording Industry Association of America. http://www.riaa.com/goldandplatinumdata.php?artist=%22Rhythm+Nation+1814%22. If necessary, click Advanced, then click Format, then select Album, then click SEARCH
  8. ^ a b Martin Strong, The Great Rock Discography: Complete Discographies Listing Every Track, Canongate U.S., 2004, p. 749, ISBN 978-1-84195-615-2.
  9. ^ a b c d Fred Bronson, Billboard's Hottest Hot 100 Hits, Watson-Guptill, 2002, pp. 362, ISBN 978-0-8230-7738-0.
  10. ^ Kenneth Patridge, Jimmy Jam Remembers the Making of Janet Jackson's 'Rhythm Nation 1814': Exclusive Q&A, in Billboard, 18 settembre 2014. URL consultato il 19 settembre 2014.
  11. ^ Robert E. Johnson, Janet Jackson Turns Serious: 'It's Nice To Laugh, But Don't Be The Joke', in Jet, vol. 77, nº 5, 6 novembre 1989, pp. 60-62, ISSN 0021-5996.
  12. ^ Janet's Nation, in Essence, March 1990.
  13. ^ Newsmakers, in Houston Chronicle, 18 febbraio 1990, p. 2, ISSN 10747109.
  14. ^ Gillian G. Gaar, She's a Rebel: The History of Women in Rock & Roll, Seal Press, 2002, p. 325, ISBN 978-1-58005-078-4.
  15. ^ Jefferson Graham, Janet in command; Jackson rules her own `Nation'; Highlights of a rhythmic life, in USA Today, 15 dicembre 1989, p. 1.D, ISSN 07347456.
  16. ^ a b c d e f Chris Williams, Key Tracks: Jimmy Jam on Janet Jackson’s Rhythm Nation 1814, Red Bull Music Academy, 19 settembre 2014. URL consultato l'11 luglio 2015.
  17. ^ John Shepherd, David Horn, Continuum Encyclopedia of Popular Music of the World Volume 8: Genres: North America, A&C Black, 2012, pp. 353, 375, ISBN 978-1-4411-6078-2.
  18. ^ Jeffrey H. Wallenfeldt, Black American Biographies: The Journey of Achievement, Rosen Publishing, 2010, p. 290, ISBN 978-1-61530-137-9.
  19. ^ a b Fred Bronson, The Billboard Book of Number One Hits, Billboard Books, 2003, pp. 752, 770, ISBN 978-0-8230-7677-2.
  20. ^ Janet Jackson 'Rhythm Nation' Sheet Music - Download & Print, Musicnotes. URL consultato il 1º luglio 2014.
  21. ^ Richard J. Ripani, The New Blue Music: Changes in Rhythm & Blues, 1950–1999, University Press of Mississippi, 2006, pp. 131–132, 152–153, ISBN 978-1-57806-862-3.
  22. ^ a b c Jon Pareles, Janet Jackson Adopts a New Attitude: Concern, in The New York Times, 17 settembre 1989, p. A.31, ISSN 03624331.
  23. ^ a b Andrew Barker, Janet Jackson: Beyond the Velvet Rope, in Variety, 23 maggio 2013. URL consultato il 25 luglio 2014.
  24. ^ Kate Kelley, Janet Jackson Fuses social concepts in song, dance, in Beaver County Times, 14 marzo 1990, p. C.8.
  25. ^ a b Year End Charts - Year-end Albums - The Billboard 200, su Billboard. URL consultato il 13 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2011).
  26. ^ Dennis Hunt, Jackson Gets Thoughtful : JANET JACKSON "Janet Jackson's Rhythm Nation 1814." A&M ***, in Los Angeles Times, 29 ottobre 1989, p. 52, ISSN 04583035.
  27. ^ a b Vince Aletti, Janet Jackson: Rhythm Nation 1814: Music Reviews: Rolling Stone, in Rolling Stone, 19 ottobre 1989. URL consultato il 12 giugno 2008 (archiviato il 30 aprile 2008).
  28. ^ Jam & Lewis: Hot House & Serious Soul With The Magicians Of Minneapolis, in Keyboard, Widders-Ellis, Andy, May 1990, p. 26.
  29. ^ Michael Snyder, Janet Jackson Still in Control / New Album "Rhythm Nation' is a worthy successor to smash LP, in San Francisco Chronicle, 5 novembre 1989, p. 44.
  30. ^ Robert Christgau, Consumer Guide, in The Village Voice (New York), December 26, 1989. URL consultato il 14 ottobre 2014.
  31. ^ Grammy Award nominees listed, in Tulsa World, 12 gennaio 1990, p. 8.C, ISSN 87505959.
  32. ^ Paul Grien, The Producer Of The Year Category Turns 40, National Academy of Recording Arts and Sciences. URL consultato il 29 agosto 2014.
  33. ^ Jones, Hammer, Jackson Top Grammy Nominees, in Jet, vol. 79, nº 15, 28 gennaio 1991, p. 56.
  34. ^ a b Eric Henderson, Janet Jackson: Janet Jackson's Rhythm Nation 1814: Music Review, in Slant Magazine, 7 settembre 2009. URL consultato l'11 novembre 2009.
  35. ^ a b Alex Henderson, Rhythm Nation 1814 > Overview, AllMusic, 2008. URL consultato il 12 giugno 2008.
  36. ^ ARIA End of Year Albums Chart 1991, ARIA. Hung Medien. URL consultato il 16 gennaio 2011.
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