The Jackson 5

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The Jackson 5
Jackson 5 1969.jpg
I Jackson 5 nel 1969
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Rhythm and blues
Soul[1]
Rock and roll[1]
Funk[1]
Disco[1]
Pop soul[1]
Periodo di attività 1964-1989
2001-in attività
Etichetta Motown, Epic Records
Album pubblicati 27
Studio 17
Live 3
Raccolte 7
Gruppi e artisti correlati Michael Jackson, Jackie Jackson, Jermaine Jackson, Tito Jackson, Marlon Jackson

I The Jackson 5 (spesso reso graficamente come J5, The Jackson Five o The Jackson 5ive), poi successivamente conosciuti come The Jacksons, sono un gruppo musicale composto inizialmente dai cinque fratelli Jackson: Michael, Jackie, Tito, Jermaine e Marlon formatosi negli anni sessanta a Gary, nell'Indiana.

Nel 1997 sono stati indotti nella prestigiosa Rock and Roll Hall of Fame.[2] Fanno parte dal 1999 della Vocal Group Hall of Fame.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Genesi del gruppo e primi anni (1960-1968)[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo si formò quasi per caso a Gary, Indiana nel 1960, come spiegato anche da Michael Jackson nella sua autobiografia Moonwalk, i fratelli Jackson più grandi erano infatti soliti prendere di nascosto la chitarra del padre, Joseph Jackson, quando lui era al lavoro, per suonare e cantare insieme, fino a che Tito non ruppe una delle corde della chitarra. Tito, Jackie e Jermaine la sera la riposero nell'armadio sperando che il padre non se ne accorgesse per paura di essere sgridati: quando il padre scoprì l'accaduto inaspettatamente non sgridò i figli ma chiese loro di mostrargli cos'erano capaci di fare: i fratelli si misero allora a suonare e cantare davanti a Joe che scoprì così il loro talento e decise di metterli sotto allenamento e formare un gruppo di famiglia, diventando di fatto il loro manager.[3][4]

I quattro componenti iniziali erano Jackie, Jermaine, Tito e Marlon e nel 1964, quando la madre Katherine scoprì le sue doti canore, si unì a loro il piccolo Michael, che prese subito il posto di Jermaine come cantante principale del gruppo.

I Jackson 5 in un'esibizione live nel 1972. Michael Jackson (al centro) aveva 14 anni.

Tra il 1966 e il 1968, il gruppo girò buona parte del Midwest per esibirsi in una serie di club per neri, noti come chitlin circuit, spesso aperti anche a spogliarellisti, il che causò anche qualche trauma ai fratelli più piccoli Marlon e Michael.[5] Nel 1966 i Jackson 5 vinsero, grazie soprattutto all'interpretazione canora di Michael, un talent show locale reinterpretando I Got You (I Feel Good) di James Brown, nota hit della Motown (etichetta discografica famosa ai tempi per la produzione di soli artisti neri).[6][7]

Con il passare del tempo, i Jackson 5 affinarono i loro talenti, sotto lo sguardo attento del padre, fino ad essere scritturati nel 1967 dalla locale casa discografica Steeltown Records, con la quale nel 1968 incisero il loro primo singolo Big Boy e iniziando ad esibirsi in concerti a pagamento.

Nello stesso periodo, vennero scoperti dal cantante Bobby Taylor del gruppo Bobby Taylor & the Vancouvers, che li portò all'attenzione di Berry Gordy, presidente della Motown Records, per il quale registrarono un provino che lo lasciò molto impressionato, specialmente grazie alle doti del giovane Michael.[8] Gordy decise di metterli subito sotto contratto, e li avrebbe presto portati al successo.[9] In quell'anno la famiglia Jackson lasciò Gary e si trasferì a Los Angeles, in California.[10]

Gli anni della Motown e i primi successi (1969-1976)[modifica | modifica wikitesto]

Come spiegato per la prima volta nel documentario The Legend Continues (1988), nonostante fossero ufficialmente stati scoperti da Bobby Taylor, Gordy lanciò il gruppo cucendoci sopra la leggenda che a scoprirli sarebbe stata Diana Ross in persona, essendo lei allora la cantante di maggior successo della Motown. Per tale motivo il loro album di lancio per la Motown nel 1969 si intitolerà Diana Ross Presents the Jackson 5, trainato dal singolo I Want You Back, che si piazzò inaspettatamente alla 1ª posizione della Billboard Hot 100. L'anno seguente furono pubblicati altri tre singoli che raggiunsero anch'essi la 1ª posizione: ABC (che addirittura scalzò dalla testa della classifica i Beatles e il loro singolo Let It Be[11]), The Love You Save e I'll Be There, facendoli entrare nella storia della musica come il primo gruppo che riuscì a piazzare alla numero 1 di Billboard i loro primi quattro singoli consecutivi.

Seguirono quindi altri successi per il gruppo con gli album ABC, Third Album e il Christmas Album, tutti e tre usciti nel 1970, Maybe Tomorrow e il loro primo album live Goin' Back to Indiana nel 1971 e con altri singoli di successo come Never Can Say Goodbye (1971) e Dancing Machine (1974), anno in cui iniziò anche un piccolo declino nelle vendite.[12] Inoltre il padre Joseph, sconvolto dal fatto che la Motown non avesse concesso ai figli la giusta libertà creativa in studio, li spronò a cambiare etichetta e, una volta scaduto il contratto con la Motown il 10 marzo 1976, firmò un terzo contratto con la CBS Records (prima mediante la Philadelphia International Records, per poi passare alla Epic Records).[13]

Prima di sapere del nuovo contratto del gruppo, la Motown li accusò di aver rotto a sua insaputa il loro vecchio accordo; come risultato delle procedure legali, complicate dal matrimonio tra Jermaine e Hazel Gordy, figlia di Berry Gordy, i fratelli Jackson abbandonarono il nome "The Jackson 5" per motivi legali e persero Jermaine, che volle restare nella Motown. Così cambiarono nome in "The Jacksons", chiamarono il più giovane dei fratelli, Randy a sostituire Jermaine e continuarono ad esibirsi e a pubblicare album.[14]

Gli anni della Epic e nuovi successi (1976-1984)[modifica | modifica wikitesto]

I primi due album per la Epic,The Jacksons (1976) e Goin' Places (1977), ebbero però solo un discreto successo non producendo nessuna numero uno negli Stati Uniti e solo una numero uno in Inghilterra, il singolo Show You the Way to Go, che sarebbe stata la loro prima e ultima numero uno in UK. Nel frattempo, i cinque fratelli continuarono ad esibirsi in vari show live tra i quali una serie di concerti a Las Vegas dove iniziarono ad essere coinvolti in alcuni show televisivi settimanali prodotti dalla CBS Records, tra cui il The Jacksons TV Show, trasmesso tra il 1976 e il 1977. Questi show prevedevano canti e balli in brevi sketch, i quali risultavano tuttavia abbastanza banali e non si rivelarono fruttuosi per le vendite dei loro album, in compenso Michael ebbe la possibilità di dimostrare il suo talento di ballerino.[15]

Ma il grande successo per la nuova formazione del gruppo arrivò con l'album Destiny, pubblicato nel 1978, che diventò uno degli album più venduti del gruppo con circa 6 milioni di copie vendute nel mondo[16] e che generò due singoli di successo: Shake Your Body (Down to the Ground) e Blame It on the Boogie, entrambi arrivati alla 1ª posizione della Billboard Hot 100 degli Stati Uniti.[17]

Nel 1979, Michael, realizzò il suo primo album da solista per la Epic, Off the Wall, che ebbe un buon successo, lanciandolo sempre più verso una carriera da solista. Il 18 ottobre 1980, dopo la parentesi da solista, Michael ritornò in studio con i suoi fratelli per registrare il loro nuovo album in studio, Triumph, seguito dal Triumph Tour, iniziato l'8 luglio 1981 al Mid-South Coliseum di Memphis e conclusosi il 26 settembre dello stesso anno al The Forum di Inglewood, toccando 39 città lungo tutto il Midwest degli Stati Uniti e incassando un totale di 5,5 milioni di dollari. Fu un altro successo, dato che l'album raggiunse la 10ª posizione della Billboard Albums Chart e la 1ª posizione nella Hot R&B/Hip-Hop Albums; nonostante ciò, il confronto con il successo ottenuto da Off the Wall fu evidente, dando un chiaro segnale sul fatto che ormai la carriera di Jackson era più lanciata da solista piuttosto che come membro dei Jacksons. L'album Triumph lanciò un altro successo, Can You Feel It realizzato come singolo nel nel 1981 e accompagnato da un videoclip ricco di effetti speciali per l'epoca all'avanguardia. Lo stesso anno uscirà il loro primo album live per la Epic, The Jacksons Live!, registrato durante il Triumph Tour.[18][19]

Nel 1982 Michael realizzerà il suo secondo album da solista per la Epic, Thriller, il cui enorme successo lo porterà a voler dedicare sempre meno tempo al gruppo e infine a concedersi un ultimo album coi fratelli prima di lasciare definitivamente il gruppo.

Tutti i fratelli, incluso Jermaine, si riuniranno nel 1983 per esibirsi in un loro medley di successi per celebrare i 25 anni della Motown nel programma TV Motown 25: Yesterday, Today, Forever.

Jermaine tornerà nei Jacksons nel 1984, per l'incisione di Victory, trasformando per un breve periodo il gruppo in un sestetto e facendo sì che suonassero per la prima volta insieme nella loro storia tutti i fratelli maschi della famiglia. Ciò avvenne prima dell'abbandono definitivo di Marlon e del più blasonato Michael, oramai consacrato dalla sua carriera solista, dopo il Victory Tour del 1984. Il tour, trainato anche dalle vendite di Thriller, ebbe un enorme successo nonostante toccò solo gli USA e il Canada. L'album Victory, trainato dal singolo di lancio State of Shock, duetto tra i Jacksons e Mick Jagger dei Rolling Stones, sarà l'ultimo album di successo del gruppo raggiungendo la numero uno di Billboard negli Stati Uniti.[20]

La carriera senza Michael e Marlon (1985-2001)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985 i fratelli Jackie, Tito e Randy con la sorella La Toya, cantano insieme a Michael nei cori di We Are the World, pezzo benefico scritto da Michael Jackson e Lionel Richie.

In seguito Jermaine, Tito, Jackie e Randy continuarono incidendo un altro album nel 1989 intitolato 2300 Jackson Street, nella quale title track appaiono anche le voci di Michael, Marlon e delle sorelle Rebbie e Janet (quindi, ad eccezione della sorella La Toya, in questa traccia compaiono tutti i fratelli e le sorelle Jackson). Il gruppo si sciolse definitivamente nel 1990, e ognuno dei suoi componenti andò per la sua strada.

Nel 1992 viene trasmessa in USA per la prima volta su ABC The Jacksons: An American Dream, una miniserie che racconta la storia della famiglia Jackson e che ottiene un buon successo di pubblico e critica. Per l'occasione viene anche realizzato un CD omonimo con la colonna sonora della serie che contiene alcuni pezzi dell'era Motown.

Nel 1994 tutti i fratelli e le sorelle, tranne LaToya, partecipano al The Jackson Family Honors a Las Vegas, una serata nella quale venne celebrata la carriera dei più famosi componenti della famiglia Jackson e dove vennero premiati il loro "scopritore" Berry Gordy e l'amica di famiglia Elizabeth Taylor. Alla serata si esibirono tra gli altri Janet Jackson, Aretha Franklin, e Céline Dion con la quale l'interà famiglia Jackson, incluso Michael, hanno concluso la serata intonando il pezzo If You'd Only Believe dell'album 2300 Jackson Street.[21]

Nel 1997 i Jacksons vennero indotti nella prestigiosa Rock and Roll Hall of Fame. Tutti e sei i fratelli hanno partecipato alla cerimonia e sono stati premiati da Diana Ross e raggiunti sul palco da Berry Gordy.[22] Nel 1999 i Jackson Five vengono invece indotti nella Vocal Group Hall of Fame.[23]

Nel marzo del 2001 i Jacksons, con la sola assenza di Randy e Michael, partecipano allo special MTV Icon: Janet Jackson per onorare la più piccola della famiglia Jackson. Scusandosi per l'assenza dei due fratelli, annunciano un video in cui Michael dal Neverland Ranch manda i suoi saluti e complimenti a Janet.[24]

La reunion (2001)[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo si riunì il 7 e 10 settembre 2001 al Madison Square Garden in occasione del concerto-cerimonia per l'anniversario dei 30 anni di carriera solista di Michael Jackson: il Michael Jackson: 30th Anniversary Special, dove suonarono e interpretarono tutti insieme in un medley i pezzi: Can You Feel It, ABC, The Love You Save, I'll Be There, I Want You Back, Dancing Machine e Shake Your Body.

Dopo la morte di Michael (2009-presente)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di Michael Jackson, avvenuta il 25 giugno del 2009 per un arresto cardiaco causato da un anestetico somministratogli dal medico Conrad Murray, i suoi fratelli si riunirono per commemorarlo al suo funerale, e incisero dei cori nel primo singolo postumo di Michael: This Is It, canzone scritta con Paul Anka nel lontano 1983, nella quale la voce solista di Michael è stata ricavata da una vecchia registrazione trovata dopo la sua scomparsa. Successivamente parteciparono ad un reality show intitolato The Jacksons: A Family Dynasty[25] andato in onda per una sola stagione dal 13 dicembre 2009 al 17 gennaio 2010 e infine annunciarono che si sarebbero riuniti per incidere nuovo materiale e per un tour iniziato nel 2012 e conclusosi nel 2013, lo Unity Tour: i nuovi Jacksons sono composti da Tito, Jackie, Marlon e Jermaine.

Nel 2015 i nuovi Jacksons annunciano che intraprenderanno una serie di concerti evento per celebrare i 50 anni di carriera, celebrazioni che continueranno fino al 2017.[26][27]

Stile musicale[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo suonava una musica per i tempi innovativa, un rhythm 'n' blues diverso da quello degli altri artisti dell'epoca come Otis Redding e James Brown. I fratelli Jackson cercavano di fondere il funk dei neri alla musica bianca, un'unione che negli anni settanta influenzerà la nascita della disco music.[28] I Jackson 5 furono inoltre tra i maggiori esponenti del genere Bubblegum pop e avrebbero influenzato in futuro il Teen pop.

Influenze[modifica | modifica wikitesto]

Le maggiori influenze dei Jackson 5 furono performer come James Brown e Jackie Wilson e gruppi come i Four Tops, i Temptations, le Supremes, Frankie Lymon & The Teenagers, Sly & The Family Stone e i Beatles.

Il gruppo è servito poi da ispirazione per diverse generazioni di boy band tra cui New Edition, Menudo, New Kids on the Block, Thake That, East 17, Hanson, Backstreet Boys, 5ive, *NSYNC, Jonas Brothers, One Direction, e molti altri.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Attuale[modifica | modifica wikitesto]

Ex componenti[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei Jackson 5.

Album dei Jackson 5 (Motown)[modifica | modifica wikitesto]

Album dei Jacksons (Epic)[modifica | modifica wikitesto]

Tour[modifica | modifica wikitesto]

Tour dei Jackson 5[modifica | modifica wikitesto]

  • The Jackson 5 First National Tour (1970) (2 maggio 1970 - 30 dicembre 1970)
  • The Jackson 5 Second National Tour (1971) (2 febbraio 1971 - 15 ottobre 1971)
  • The Jackson 5 US Tour (1971-1972) (27 dicembre 1971 - 5 ottobre 1972)
  • The Jackson 5 European Tour (1972) (2 novembre 1972 - 12 novembre 1972)
  • The Jackson 5 World Tour (1973-1975) (2 marzo 1973 - dicembre 1975)
  • The Jackson 5 Final Tour (1976) (13 febbraio 1976 - 19 febbraio 1976)

Tour dei Jacksons[modifica | modifica wikitesto]

Citazioni e riferimenti al gruppo[modifica | modifica wikitesto]

Nella specialità di poker denominata "Texas hold 'em" la starting hand J5 è scherzosamente chiamata dai giocatori "Jackson Five" proprio in onore del gruppo musicale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) The Jackson 5, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ https://rockhall.com/inductees/the-jackson-five/
  3. ^ History | The Jacksons | The Official Website
  4. ^ https://rockhall.com/inductees/the-jackson-five/bio/
  5. ^ Michael Jackson, Moonwalk, Doubleday, 1988, ISBN 88-200-0771-1.
  6. ^ Michael Jackson: Biography, su VH1. URL consultato l'11 novembre 2006.
  7. ^ (EN) The Jackson Five, rockhall.com. URL consultato l'11 giugno 2010.
  8. ^ (EN) Oprah Winfrey, How a Young Michael Jackson Amazed Berry Gordy, in Oprah.com, 2009.
  9. ^ Berry Gordy, Michael Jackson 1958 - 2009 - Remembering Michael Berry Gordy, in Time, 26 giugno 2009.
  10. ^ (EN) History | The Jacksons | The Official Website, su www.thejacksons.com.
  11. ^ (EN) "ABC" song review, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 24 giugno 2010.
  12. ^ (EN) History 1974 | The Jacksons | The Official Website, su www.thejacksons.com.
  13. ^ (EN) The Jacksons Story - The Jackson 5, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 27 maggio 2016.
  14. ^ (EN) History 1976 | The Jacksons | The Official Website, su www.thejacksons.com.
  15. ^ (EN) History 1977-78 | The Jacksons | The Official Website, su www.thejacksons.com.
  16. ^ Chery, Carl: XXL: Michael Jackson Special Collecters Edition, page 100. American Press.
  17. ^ (EN) History 1977-78 | The Jacksons | The Official Website, su www.thejacksons.com.
  18. ^ (EN) History 1979 | The Jacksons | The Official Website, su www.thejacksons.com.
  19. ^ (EN) History 1980 | The Jacksons | The Official Website, su www.thejacksons.com.
  20. ^ Robert Palmer, POP:'VICTORY' ALBUM ECHOES JACKSONS' TOUR, in The New York Times, 07 luglio 1984.
  21. ^ http://www.imdb.com/title/tt0274574/
  22. ^ https://rockhall.com/inductees/byyear/1997/
  23. ^ http://www.vocalgroup.org/inductees/jackson_five.html
  24. ^ http://www.imdb.com/title/tt0279209/
  25. ^ http://www.imdb.com/title/tt1563099/
  26. ^ (EN) Brian Blueskye, Live: The Commodores and The Jacksons, Fantasy Springs, Feb. 27, in Coachella Valley Independent, 29 febbraio 2016.
  27. ^ Rachel Mainwaring, The Jacksons will bring their 50th anniversary tour to Cardiff, in walesonline, 27 febbraio 2017.
  28. ^ (EN) Spencer Kornhaber, Maurice White, Michael Jackson, and the Underestimated Excellence of Disco, in The Atlantic, 05 febbraio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN121010065 · LCCN: (ENn82017439 · ISNI: (EN0000 0001 2259 2391 · GND: (DE5229653-2 · BNF: (FRcb139041638 (data)