Dream Street (Janet Jackson)

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Dream Street
ArtistaJanet Jackson
Tipo albumStudio
PubblicazioneOttobre 1984
Durata37:45
Dischi1
Tracce10
GenerePop
Contemporary R&B
EtichettaA&M Records
ProduttoreMarlon Jackson, Jesse Johnson, Giorgio Moroder, Pete Bellotte
Janet Jackson - cronologia
Album precedente
(1982)
Album successivo
(1986)
Singoli
  1. Don't Stand Another Chance
    Pubblicato: 13 agosto 1984
  2. Two to the Power of Love
    Pubblicato: 15 settembre 1984
  3. Fast Girls
    Pubblicato: 23 ottobre 1984
  4. Dream Street
    Pubblicato: 20 novembre 1984

Dream Street è il secondo album di inediti della cantante statunitense Janet Jackson pubblicato nel 1984 dalla A&M Records.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante l'esito non incoraggiante del suo primo lavoro, la Jackson guidata ancora dal padre Joe, realizza un secondo album per la A&M. Questa volta il padre decide di ingaggiare addirittura la vecchia coppia d'oro degli anni della disco music: Giorgio Moroder e Pete Bellotte. A causa dello stretto controllo del padre Joe e dei suoi collaboratori, Moroder si trovò costretto però a modificare, ripulire e sintetizzare tutto il lavoro fatto, non riuscendo di fatto a dare all'album un suono originale o distinguibile.[1]

Il pezzo Don't Stand Another Chance venne invece prodotto da suo fratello Marlon Jackson e conteneva nei cori le voci degli altri fratelli: Jakie, Tito e Michael, segnando la prima collaborazione artistica (la seconda se si contano i cori di Janet sulla canzone P.Y.T dell'album Thriller) tra Michael e Janet Jackson.

Nel pezzo Two to the Power of Love la Jackson duettava col cantante inglese Cliff Richards.

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic 2/5 stelle
Rolling Stone 2.5/5 stelle

Pubblicazione accoglienza e critica[modifica | modifica wikitesto]

L'album vendette meno del precedente lavoro della Jackson, si stima abbia venduto circa 20.000 copie all'epoca e un totale di oltre 44.000 copie negli anni. Inoltre nuovamente un lavoro di Janet si trovò ad essere "oscurato" da un lavoro dei fratelli: se per il precedente album era stato Thriller ad oscurarne le vendite per questo fu l'ultimo album dei fratelli Jacksons con Michael, intitolato Victory, che ebbe maggiore impatto mediatico rispetto all'album della sorellina più piccola di casa Jackson.[2] Per porre rimedio a questo problema Janet e i suoi produttori, dal successivo album in poi, sceglieranno di pubblicare gli album nei periodi "di calma" tra un album e l'altro di Michael Jackson: Control uscirà nell'86 e la sua promozione terminerà alla fine dell'87 quando uscirà Bad di Michael Jackson la cui promozione durerà fino all'89 anno in cui uscirà Rythm Nation di Janet e così via fino al 1997 e 2001 quando gli anni di uscita di due album di inediti dei due fratelli combaceranno per l'ultima volta (Invincible sarà l'ultimo album di inediti nella carriera di Michael Jackson) ma ugualmente i due fratelli cercheranno di non intralciarsi con le uscite dei singoli.[3]

Dei quattro singoli estratti, solamente Don't Stand Another Chance, primo estratto dall'album, ebbe un discreto successo nell'estate del 1984 raggiungendo la posizione numero nove della classifica statunitense Hot R&B di Billboard, questo grazie anche alla presenza nei cori del fratello Michael, allora al massimo storico della sua carriera dopo il successo mondiale del suo album Thriller.[4]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

L'album ha avuto critiche contrastanti negli anni: il critico Ed Hogan di AllMusic ha definito le canzoni: "primi esempi di piacevole pop degli anni '80".[5]

Ken Tucker di The Philadelphia Inquirer ha dichiarato: "la sorella più giovane dei Jacksons ha realizzato un album più divertente di quello dei suoi fratelli, Victory. La maggior parte dei brani di Dream Street hanno un pop lucente e brillante, e il duetto di Janet con la pop star inglese Cliff Richard, Two to the Power of Love, è orecchiabile, anche se totalmente dimenticabile. Per la maggior parte del tempo, Janet predilige i ritmi disco discontinui che sono facili da ascoltare".[6]

Il critico italiano Damiano Pandolfini su Ondarock.it è più critico verso l'album dichiarando: "Dream Street, insomma, è un vero pastrocchio. Un album che vorrebbe avere lo stesso tiro da classico di Thriller, ma che in realtà suona al massimo come una versione poraccia di "Donna Summer", ovvero l'omonimo album di Donna Summer dell'82 [...] Forzatamente modaiolo, ma in maniera confusionaria e senza alcuna fantasia, Dream Street suona generico e svuotato di ogni colore dalla prima all'ultima delle nove tracce presenti, un crogiuolo di ritmi dance-r&b e girelle sintetiche come se ne sentivano a quintali all'apice della (Michael)jacksonmania. Ma soprattutto l'album non ha neanche un'interprete capace di emergere dal brodo [...] perché ancora una volta la piccola e pilotata Janet vocalmente parlando è come se non esistesse".[7]

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (1984) Posizione raggiunta
US Billboard 200[8] 147

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. "Don't Stand Another Chance" (John Barnes, Janet Jackson, Marlon Jackson) – 4:18
  2. "Two to the Power of Love" (with Cliff Richard) (Peter Beckett, Steven A. Kipner) – 3:08
  3. "Pretty Boy" (Jesse Johnson) – 6:37
  4. "Dream Street" (Arthur Barrow, Pete Bellotte, John Philip Shenale) – 3:57
  5. "Communication" (Paul Bliss) – 3:16
  6. "Fast Girls" (Johnson) – 3:20
  7. "Hold Back the Tears" (Chris Eaton) – 3:15
  8. "All My Love to You" (Marlon Jackson, Anthony Patler) – 5:46
  9. "If It Takes All Night" (David A. Bryant, Jay Gruska) – 4:08

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Note[modifica | modifica wikitesto]